lunedì 31 marzo 2014

Caro Matteo Renzi, abolisci le elezioni e introduci l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini. No all'autoritarismo ! Sì all'autogestione !

Caro Matteo Renzi, se abolissi, oltre all'elezione del Senato, anche quella della Camera, faresti un favore a tutti.
A quel punto potresti introdurre ciò che Amore e Libertà propone da tempo, ovvero l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini, i quali andrebbero a comporre una nuova Assemblea legislativa. Una vera Agorà, come nell'Antica Grecia.
A quel punto potresti anche dimetterti e permettere a tutti i cittadini, ordunque, di governare.
Sarebbe una bellissima prova di riforma. 
Radicalmente libertaria. 
Radicalmente socialista. 
Radicalmente repubblicana. 
Radicalmente fatta con il cuore.
Ma tu, Matteo Renzi, un cuore ce l'hai davvero ?
Dimostralo con i fatti !

NO ALL'AUTORITARISMO !
SI' ALL'AUTOGESTIONE !
NO ALL'ODIO DELLA POLITICA !
SI' ALLA REPUBBLICA DELL'AMORE ! 


giovedì 27 marzo 2014

"Amore e Libertà" solidarizza, ancora una volta, con il Ministro Maria Elena Boschi

Relativamente al fotomontaggio del finto perizoma del Ministro Maria Elena Boschi troviamo profondamente sciocchi, volgari e inutili fotomontaggi di questo tipo che offendono una persona solo perché molto affascinante.
L'invidia è una brutta cosa e la satira è comunque tutta un'altra storia.



mercoledì 26 marzo 2014

"Amore e Libertà" VERSUS Hollande "il fedifrago"

 
Non è tanto o solo che in Francia ha vinto la Le Pen, quanto il fatto che Hollande paga il suo essere fedifrago.
Hollande avrebbe dovuto dimettersi per vergogna e indegnità già da tempo.
Invece ha seguito le orme del pregiudicato fedifrago Berlusconi.

Per la serie: quando il populismo è migliore rispetto al papponismo
 
 

lunedì 24 marzo 2014

Cari liberali, o abbracciate la linea extraparlamentare oppure siete destinati all'oblìo. "Amore e Libertà" ve ne offrirebbe la possibilità...(articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

 VERSUS
 

Non conoscevo questo Guy Verhofstadt, così come non conoscevo questo Tsipras di cui pur i media si occupano, in vista dello spettacolo pornocratico delle elezioni europee previste per fine maggio.

Uno spettacolo pornocratico, dicevamo, utile unicamente a spartire le poltrone di un Parlamento europeo senza alcun potere se non quello di determinare la...lunghezza delle zucchine o giù di lì (se non è pornocrazia questa !).

Uno spettacolo inutile se non fosse che 751 politicanti eletti a Bruxelles si spartiranno altrettanti stipendi loro lautamente pagati dai contribuenti europei ai quali, della lunghezza zucchine e del resto, francamente, interessa poco o nulla.
Ma torniamo a Guy Verhofstadt che, un po' come Tsipras per i comunisti italiani, sta diventando un'icona liberaldemocratica da utilizzare a mo' di feticcio di un'accozzaglia partitocratica utile solo a raccattare qualche voto e tentare di superare la fatidica soglia del 4%. Impresa, lo abbiamo sempre sostenuto, peraltro, impossibile.
Ora, qui non ci interessa tanto parlare di Guy Verhofstadt, sicuramente degnissimo politico liberale belga (che però di partiti italiani temiamo conosca poco o nulla), ma dell'alleanza-accozzaglia che vogliono mettere in piedi il Centro Democratico di Tabacci (che nel Parlamento italiano sta con i cattocomunisti) e quel che resta di Fare per Fermare il Declino di Michele Boldrin. Un'alleanza-accozzagli che vuole richiamarsi all'Alde - ovvero all'Alleanza Liberaldemocratica Europea - e dovrebbe chiamarsi “Scelta Europea con Guy Verhofstadt”.
Apprendiamo che anche ciò che resta del Partito Nucariano...ehm, del Partito Repubblicano Italiano (ben diverso dal partito che fu di Ugo La Malfa e Randolfo Pacciardi, intendiamoci) ha aderito a quest'alleanza e che sarebbero corteggiati anche il neo-partito di Giannino ALI; quel che resta del PLI del sempreverde De Luca e forse anche ciò che resta di Scelta Civica (partito peraltro inutile all'indomani dell'uscita del suo leader Mario Monti).
Ora, ci si chiede a chi giovi tutto ciò in casa liberale, ovvero quale programma comune di ispirazione liberale e magari libertaria possa scaturire da una tale accozzaglia che vede uniti democristian-cattocomunisti e pseudoliberali in salsa ammuffita.
Tanto più ci chiediamo a che cosa serva una lista liberale (ma anche una socialista, popolare o comunista o grillina o neofascista) in Europa, visto che l'Unione Europea è di fatto governata dalla Banca Centrale Europea e, per decidere della lunghezza delle zucchine, ripetiamo, non servono liberali, socialisti o popolari !
Diverso sarebbe se i liberali, quelli duri e puri però, contaminati da un sano liberlsocialismo e da un sano repubblicanesimo mazziniano e garibaldino, che conoscono le battaglie di Ernesto Rossi, Mario Pannunzio, Ernesto Nathan e ancor prima quelle di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini per un'Europa affratellata, ove il Popolo governa sull'economia e sulle ruberie politico-bancarie, iniziassero una sana battaglia extraparlamentare.
E' ciò che da lungo tempo ho proposto loro, così come lo propongo a tutti i cittadini pensanti (magari anche ai dissidenti ex grillini, se non rimanessero sordi all'appello del loro stesso elettorato) allorquando ideai “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), che non è un partito elettoralistico, bensì è un Partito d'azione. D'azione extraparlamentare in primis, per la Civiltà dell'Amore, per un'Europa affratellata, per i diritti sociali e politici che possono essere ottenuti fornendo ai cittadini una sovranità che non è mai stata fornita loro. Attraverso l'autogestione e la libertà di scelta: del proprio corpo, delle attività economiche, della circolazione delle idee (attraverso lo sviluppo del copyleft e l'abolizione del copyright), dell'autogestione dei capitali attraverso l'unione fra capitale e lavoro di mazziniana memoria.
Tutto ciò è utipistico, forse. Ma è utile ed ha senso. Per uscire da una crisi che è prima di tutto umana. Da una crisi imposta dall'economia per mezzo della politica. Imposta da una cattiva politica fatta da persone che ritengono sia più utile il proprio posto assicurato nelle istituzioni-prostituzioni - pagato dal cittadino-contribuente - rispetto all'interesse del cittadino.
Temiamo di rimanere, purtuttavia, una volta di più inascoltati dai partiti tradizionali. Ma, ad ogni modo, ci auguriamo di non esserlo dalla gran parte degli elettori (o, meglio, degli ex elettori) che, a maggio, si rifiuteranno di partecipare allo spettacolo pornocratico delle elezioni europee. E preferiranno dare una chances all'amore ed alla libertà di crescere in un'Europa e in un mondo senza violenze e soprusi politico-economico-sociali.

Luca Bagatin

sabato 22 marzo 2014

"Ritratti di donna" (Ipertesto Edizioni) di Luca Bagatin: ad Aprile in libreria


Non si dovrebbero dare anticipazioni, ma, le anticipazioni, sono pur sempre meglio delle posticipazioni.

Le anticipazioni sono un po' come gli antipasti: rompono la fame. Rompono i tabù di coloro i quali sono a dieta e, a volte, rompono anche le scatole a coloro i quali si sentirebbero dunque in obbligo di risponderti: ma della tua anticipazione, francamente, chissenefrega !

Detto ciò desidero anticipare l'uscita del mio prossimo libro che, forse, sarà anche il mio ultimo (ma non avevo detto la stessa cosa anche di “Universo Massonico”, ovvero il mio primo libro ?).

Il mio prossimo, ultimo e definitivo libro si chiamerà RITRATTI DI DONNA, uscirà presumibilmente in libreria a metà Aprile e sarà un potpourri di interviste, poesia, ballate e riflessioni attorno all'universo femminile.
Universo femminile che, spesso, mi ha riguardato personalmente.
Non ho mai realizzato interviste a persone che non fossero anche mie amiche, ovvero ho sempre realizzato interviste a persone che, di volta in volta, desideravo promuovere, far conoscere, lanciare e rilanciare. Più spesso ho amato intervistare donne. Donne che amavo ed amo, artisticamente in particolare e qualcuna che, forse, avrei anche desiderato sposare. Alcuni nomi ? Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D'Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo.
Donne diverse fra loro, ma accomunate dal fatto che avevano ed hanno tutte qualche cosa da esprimere attraverso la propria storia, la propria professione, la propria arte. Parlo di attrici, scrittrici, studiose, modelle, artiste, musiciste, militanti.
Una di queste è Roberta Tatafiore. L'unica donna di RITRATTI DI DONNA che non ho potuto intervistare, in quanto suicidatasi nel 2009. Una donna la cui storia politica, culturale e umana è simile alla mia e che ho voluto raccontare attraverso le pagine del suo diario e del suo percorso politico, che, pur non essendoci mai conosciuti personalmente, si è incrociato con il mio (la militanza a sinistra, successivamente l'approdo al movimento antiproibizionista, la collaborazione al Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, ai radicali, al Polo Laico e, infine, la disullusione nei confronti dei partiti ovvero la riscoperta delle nostre radici anarco-libertarie).
RITRATTI DI DONNA, che sarà edito dalla casa editrice veronese Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it), con prefazione dell'amica Debdeashakti – nota artista dell'eros e dalle profonde conoscenze esoteriche e spirituali - raccoglie dieci anni di interviste a donne, ma anche oltre dieci anni di amore per le donne e per alcune mie muse in particolare e di cui scrivo attraverso poesie e ballate, che a loro ho dedicato negli anni.
Il libro si concluderà con un saggio-riflessione relativo a “Donne che corrono coi lupi”, il libro della dottoressa Clarissa Pinkola Estés e che mi fu consigliato da Ale, la donna alla quale RITRATTI DI DONNA è di fatto dedicato. Un saggio-riflessione, appunto, ovvero un articolo che non mancherà di stupire il lettore, credo. Lettore femminile o maschile che sia. In particolare il ricercatore spirituale e dell'inconscio. Collettivo ed individuale.

Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller e Ursula Davis)

lunedì 17 marzo 2014

Sull'eutanasia ed il suicidio assistito. Tolleranza al di là delle leggi (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Sa femina accabadora era, nei tempi arcaici, in Sardegna, una figura femminile avvolta in uno scialle nero, chiamata dai parenti al capezzale del congiunto sofferente che stava per spirare. L'accabadora portava con sé un martello di legno, un matzolu, come si dice in gergo sardo, che, una volta al capezzale del morente, dopo averlo accarezzato, gli assestava un colpo secco alla nuca. Tutto, nei tempi antichi, accadeva nel più assoluto riserbo, nella più assoluto rispetto della vita e dunque della morte. Nella più assoluta compassione per il sofferente.
Sa femina accabadora, oggi, nei tempi ormai postmoderni, non esiste più. E, se esistesse, sarebbe perseguita per e dalla legge, mentre, nella Sardegna che fu, era tollerata sia dalle istituzioni statali che religiose. Ne comprendevano entrambe, infatti, il ruolo sociale ed umano, tramandato nei secoli.
Oggi sento Angelino Alfano, Ministro dell'Interno e leader del Nuovo Centrodestra affermare, testualmente che: “la persona viene prima dello Stato, non può essere il Parlamento a dare e a togliere la vita”.
Messa così la frase sono d'accordo con lui ed aggiungo, come soleva sempre dire Roberta Tatafiore - pasionaria dei diritti delle donne, scrittrice, militante impenitente che per lungo tempo si occupò di legalizzazione della prostituzione, di storia della pornografia e, negli ultimi anni, di eutanasia e di suicidio assistito (al punto che decise di uccidersi, consapevolmente, nell'aprile del 2009) - ritengo che, ove avanza la legge, si riducano le libertà degli individui.
Per cui è vero: non può essere il Parlamento, la legge, a decidere se una persona deve vivere o morire.
La vita – cito ancora Roberta Tatafiore – appartiene a ogni individuo libero di affidarla a chi vuole, in base a ciò che gli suggerisce la coscienza.
In questo senso, la civilissima Svizzera ha stabilito, già dal 1940, che può essere punita l'istigazione al suicidio solo se essa avviene “per motivi egoistici”. In tal senso, interpretando dunque la norma “al contrario”, sono tollerate associazioni come Dignitas ed Exit che accompagnano la persona che decide di farsi praticare il suicidio, alla morte. La accompagnano, esattamente come faceva sa femina accabadora, solamente con metodi più civili e moderni: una puntura, una pillola, in modo che l'individuo non senta alcun dolore, non provi alcuna sofferenza.
Ora, io non so che cosa davvero Angelino Alfano volesse affermare, ma, stando alla sostanza delle sue parole, la tollerenza relativamente all'esistenza di strutture private in grado di accompagnare la persona che, per qualsivoglia motivo, decida di morire, è l'unica strada davvero civile e praticabile. Lo Stato e la politica ne rimangano fuori, perché, ogni qual volta hanno tentato di legiferare (vedi il famigerato testamento biologico), hanno semplicemente ridotto le libertà degli individui.
Sarebbe ora di tornare a parlare, dunque, relativamente a tali tematiche, senza preclusioni ideologiche. Imparando a tollerare, a comprendere, ad amare davvero la coscienza di ciascuno, senza condannare nessuno ad un'incivile sofferenza fisica, morale, psichica, umana.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

giovedì 13 marzo 2014

Quando la politica fa strage di libertà e non rispetta le sue stesse leggi (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

 
 
L'Italicus...oops...l'Italicum passa alla Camera.
Più che un Italicum, in effetti, ricorda la strage dell'Italicus, come scrivemmo nemmeno un mese fa.
Una strage politica ai danni dei cittadini e della Costituzione. L'ennesima strage.
Una strage che – appunto – fa strage, oltre che di milioni di voti, anche della recente sentenza della Corte costituzionale che aveva bocciato il Porcellum proprio in quanto le liste erano bloccate e si era in presenza di sbarramenti.
Sbarramenti e liste bloccate ancora una volta presenti del pastrocchio Renzusconiano.
Una legge degenere e degenerata dunque l'Italicum, fotografia della classe politica odierna e degli ultimi vent'anni.
Una legge che passa sopra a chiunque pur di proclamare la dittatura del Partito Unico destrocentrosinistrico, ovvero la dittatura del Potere contro l'interesse e la libertà del cittadino.
Una dittatura che va fermata quanto prima, con la legislazione vigente, prima che anche questa sia spazzata via da politicanti che non hanno più il consenso di nessuno ormai da parecchi anni.
A legislazione e a Costituzione vigente, infatti, scrivevamo nel nostro articolo del dicembre scorso: Sarebbe corretto andare al voto, con il proporzionale puro e candidando solo personale politico che non abbia né scritto né mai votato leggi incostituzionali. Sarebbe corretto inoltre che, lo ribadiamo, quelle forze politiche che in tutti questi anni hanno sostenuto, scritto e votato leggi incostituzionali in Parlamento fossero sanzionate (magari pecuniariamente, così da rimpinguare le casse dell’erario con denaro finalmente non proveniente dalle tasche dei contribuenti, bensì da quelle dei politicanti).
La Costituzione repubblicana, piaccia o non piaccia, infatti, prevede solo ed unicamente il proporzionale puro.
E' evidente che Renzi e Berlusconi – ammiratori della Russia di Putin e dei suoi metodi stalinisti - della Costituzione repubblicana non sanno che farsene. Urge fermarli al più presto, attraverso il non voto, l'astensione consapevole alle elezioni europee e politiche e la testimonianza civile e nonviolenta contro una classe politica che sta coprendo l'Italia di vergogna e di ridicolo ogni giorno di più, togliendo ai suoi stessi cittadini la libertà di esprimersi.

Luca Bagatin

mercoledì 12 marzo 2014

Aforismi bagatiniani fra Sesso e Politica: by Luca Bagatin (tratti da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Le elezioni politiche sono l'orgia del Potere.

L'autogestione è l'unica forma di non-governo possibile.

Tutti anelano alla libertà, ma nessuno sa davvero che cosa essa sia o come si possa ottenere.

Libertà è assunzione di responsabilità individuale. E, dunque, collettiva.

Come sostiene quella che definisco la mia “stalker ufficiale”, sono "un amante dello spogliarello verbale" e dello "smutandamento ideale". 
Ovvero, amo le donne "verbalmente vestite", per poi poterle "spogliare".


martedì 11 marzo 2014

Politici de-gener(at)i

Non è che la legge elettorale non garantisce parità di genere. Il punto è che si tratta di una legge elettorale degenerata, tanto quanto coloro i quali desidererebbero approvarla. In Italia, del resto, è così da almeno vent'anni.
Troviamo ad ogni modo superata la questione del "genere" nelle liste elettorali, preferendo - come noto nel Manifesto di "Amore e Libertà" - l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini.
Al massimo vorremmo fosse ammessa UNA sola candidatura e alla premiership, ovvero: "la memoria di Moana Pozzi".
Nel ventennale della sua morte sarebbe un doveroso riconoscimento a questa eroina neo-post-garibaldina.
Alla faccia dei pagliacci che siedono negli alti scranni delle cosiddette "Istituzioni" e che, anziché legiferare con amore, fomentano - da almeno vent'anni - odio e disperazione.


venerdì 7 marzo 2014

Silvio Berlusconi: il comunista (nemmeno troppo) occulto (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Berlusconi, ancora una volta, denuncia i crimini del comunismo, presentando il libro “Il sangue di Abele. Vivi per testimoniare”, che racconta i crimini del regime comunista in Albania.
Peccato che Berlusconi – contemporaneamente - sia anche amico del comunista ex Kgb Vladimir Putin; abbia più volte strizzato l'occhio al dittatore comunista bielorusso Lukashenko e abbia fra le fila del suo partito Antonio Razzi, grande apologeta del regime comunista nordcoreano.
Peccato che Berlusconi sia vittima di queste pesanti contraddizioni.
Saranno le famose “contraddizioni del capitalismo” individuate a suo tempo da Karl Marx ?
Ne dubitiamo.
E' invece evidente che Berlusconi non conosce la Storia al punto che, nel corso della conferenza stampa di presentazione del libro al Senato, ha affermato che il Partito Laburusta inglese ha “abbandonato il comunismo cent'anni fa”. Peccato che il Partito Laburista, con il comunismo, non abbia mai avuto nulla a che spartire, essendo partito liberalsocialista e socialdemocratico da sempre (cento anni fa, diversamente da quanto affermato dal Cavaliere, il Partito Laburista collaborò addirittura con il Partito Liberale inglese).
Il comunismo è sì una malattia, ma Berlusconi da sempre ne appare occulto sostenitore, al punto che il suo partito da anni flirta con il Pd, partito cattocomunista per eccellenza (non a caso sta con esso realizzando l'autoritaria legge elettorale definita “Italicum”). In tempi non sospetti erano peraltro noti anche i rapporti fra Partito Comunista Italiano e lo stesso Berlusconi, come documentato sia dalla biografia di Paolo Guzzanti pubblicata alcuni anni fa da Aliberti Editore, che da “Il Baratto” di Michele De Lucia della Kaos Edizioni,
Il Compagno Silvio Berlusconi, dunque, si chiarisca le idee e lo faccia in fetta.
E magari impari anche a parlare un po' meno a sproposito.


Luca Bagatin

giovedì 6 marzo 2014

Vladimir Putin candidato al Premio Nober per la Pace. Come lo fu anche Hitler.... Ovvero: un mondo che rifiuta la Civiltà dell'Amore è destinato all'inciviltà del Potere, ovvero all'odio e al dolore


Nel 1939 il deputato socialdemocratico Erik Brandt proposte Adolf Hitler al Premio Nober per la Pace. Ci fu, ai tempi, chi affermò che Hitler non voleva la guerra, ma che la Seconda Guerra Mondiale fu imposta alla Germania.
Chi se ne importa, poi, se milioni di ebrei, omosessuali, massoni, dissidenti politici, testimoni di geova, sono finiti nei forni crematori.
Chi se ne importa, oggi, se i ceceni sono soggiogati, se la Russia vuole soggiogare l'Ucraina, se l'omosessualitò in Russia è perseguitata dal regime di Putin e se ogni opposizione democratica al regime put(t)iniano è severamente punita.
Chi se ne importa.
Vladimir Putin vuole la pace (quale ?) e c'è chi lo propone quale nuovo Nobel per la Pace (si tratta di Lord Truscott, membro della Camera dei lord, novello Erik Brandt).
Anziché, invece e giustamente, condannarlo per crimini contro l'umanità e violazione dei diritti umani come e giustamente avvenne per i criminali - perché questo erano e sono - nazisti.
Noi, di Antonio Russo ed Anna Politkovskaja, non ci dimentichiamo.
Noi, delle Pussy Riot, non ci dimentichiamo.
Noi vogliamo la Civiltà dell'Amore contro la Politica del Potere, ovvero dell'Odio e del Dolore.
E, a differenza dei tanti, troppi politicanti da strapazzo, riteniamo che la Pace sia una cosa seria.
Non già l'ennesima spettacolarizzazione mediatica fatta pagare ai cittadini inermi e oppressi.


mercoledì 5 marzo 2014

Cari Lorenzo Battista, Francesco Campanella e altri dissidenti: se abbracciate davvero la democrazia dal basso, ovvero l'autogestione, vi aspettiamo in "Amore e Libertà"



Siamo lieti che vi siano finalmente dei dissidenti in questo Parlamento egemonizzato dalla mediaticità, mediocrità e dall'accaparramento del Potere rappresentato dalla triade Berlusconi-Grillo-Renzi.
Finalmente gli epurati dal Movimento Mediatico detonimato “5 Stelle” a causa del loro essere dissidenti, hanno deciso di formare un nuovo gruppo parlamentare, così come annunciato dal parlamentare ex grillino Lorenzo Battista.
“Amore e Libertà” non può che accogliere con favore le sue parole: “sarà democratico, senza leader e tutti potranno esprimere il loro pensiero liberamente”.
Facciamo pertanto notare a Battista e agli altri dissidenti ex grillini – fra cui Francesco Campanella e forse anche il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti – che “Amore e Libertà”, movimento-nonmovimento che NON intende presentarsi ad alcuna consultazione elettorale, ha già da tempo in mente un Parlamento di estratti a sorte, come nell'Antica Grecia, ove ciascun cittadino estratto abbia la possibilità di concorrere alla formazione di una nuova Assemblea Legislativa. Ovvero l'esatto opposto di quanto auspicato da Grillo e Casaleggio, i quali di democrazia diretta (ovvero senza diktat dall'alto) non hanno mai voluto sentir parlare.
Qualora i dissidenti ex grillini abbiano intenzione di accogliere le tematiche avanzate da “Amore e Libertà” relativamente a: riforma delle istituzioni dal basso, diritti civili, diritti sociali e libertà sessuali, ovvero il nostro Manifesto d'Intenti scaricabile a questo link: http://www.amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm, sono e saranno i benvenuti.
Una società civile e democratica si costruisce solo in assenza di Potere, Danaro, Politica gestita dall'alto.
Una società civile e democratica si costruisce solo attraverso l'Amore, il buonsenso e la comprensione reciproca.

Luca Bagatin
Presidente/fondatore di “Amore e Libertà”

lunedì 3 marzo 2014

Solidarietà al Ministro Maria Elena Boschi. E che ogni giorno sia la Festa della Donna !

A pochi giorni dalla Festa della Donna, Amore e Libertà desidera spezzare una lancia a favore del Ministro Maria Elena Boschi, impunemente offesa da Enrico Lucci de "Le Iene".
Non siamo affatto sostenitori del Governo Renzi, che a nostro avviso rappresenta la continuazione del conservatorismo berlusconiano, montiano e lettiano.
Non siamo affatto dei denigratori del programma "Le Iene", che pur in passato ha realizzato ottimi servizi di denuncia.
Non è la prima volta, purtuttavia, che le donne, specie se affascinanti e che ricoprono posizioni pubbliche, vengono offese gratuitamente.
E' storia nota e non solo recente.
Le stesse eroine a cui si rifà Amore e Libertà (forse anche e soprattutto in quanto eroine), subirono spesso lo stesso trattamento.
Essendo il nostro un movimento-nonmovimento, ovvero un partito-nonpartito che promuove la Civiltà dell'Amore e ritiene che la Bellezza (d'animo, prima ancora che fisica) passi anche e soprattutto attraverso la figura ancestrale della Donna, non potevamo non intervenire.
Altresì riteniamo che ogni giorno debba essere considerato l'8 marzo, ovvero che la sacralità della Donna (che è parte integrante del Creato ed anche dell'universo maschile) debba essere celebrata 365 giorni all'anno.

Luca Bagatin
Presidente-fondatore di Amore e Libertà
www.amoreeliberta.altervista.org
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

sabato 1 marzo 2014

Breve ma ragionata critica dei social network (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Li chiamano social, ma, in realtà, hanno davvero una funzione sociale ?

Sono divertenti certo, ma, invero, non aiutano alla socializzazione.
Incoraggiano semplicemente l'ego, il litigio facile, la presunzione insita in ciascuno di noi.
Incoraggiano pseudo-leader politici e pseudo-capi di Stato e di Governo nei loro deliri social.
Incoraggiano la superficialità, racchiusa in tweet di massimo 130 caratteri.
Impossibile esprimere pensieri profondi. Impossibile pensare che, quanto scriviamo, sia davvero interiorizzato da chi ci legge. Per quanto ci clikki con un mi piace.
L'ideologia del mi piace, invero, nasconde pochezza di pensiero. Omologazione. Scarsa propensione al dialogo in quanto non si possiedono più di 120-130 vocaboli. Il linguaggio, questo sconosciuto.
Belle foto, spesso nelle pose più assurde e, all'apparenza, provocanti. Però, nei social, sono bandite le foto di nudo...anche se artistico !
Assurdo. L'arte paragonata a pornografia. L'arte paragonata a voyeurismo. Il voyeurismo, forse, delle menti degli ideatori dei social che, nei fatti, sono degli (a)social. Dei luoghi-nonluoghi che esistono solo per veicolare pubblicità più o meno palesi, più o meno occulte, in banner che compaiono nel web ormai in e da ogni dove.
E' questo il Grande Fratello webbizzato post-marcuzzizzato. Il controllo dei gusti e delle tendenze degli utenti dei social, controllati dai professionisti della pubblicità e del marketing economico e finanche politico.
Nessuno sbocco creativo. Nessuno sbocco affettivo. Solo un freddo schermo del computer e, là fuori, i signori dell'economia e della politica spicciola. Più diversi voyeur, alla ricerca di sesso facile. Spesso, purtroppo, a pagamento.

Luca Bagatin

Il Socialismo o è libertario o non è. I "socialisti" nelle istituzioni se ne sono completamente dimenticati (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)



Il Partito Democratico entra nel Pse, ovvero nel Partito Socialista Europeo, pur non avendo nulla di socialista.
La cosa grave è che i cosiddetti “socialisti” europei lo accettano nelle loro file.
Il Pd, è storia nota, è un coacervo di postcomunisti e postdemocristiani, peraltro sostenuti da sempre dall'imprenditore Carlo De Benedetti, peraltro Presidente di Sorgenia, l'azienda che sta per rischiare la bancarotta e che controlla il 39% di Tirreno Power, società su cui sta indagando la Procura di Savona per danno ambientale ed omicidio colposo.
Di socialista, nella storia del Pd, dunque, non vi è proprio nulla. Anzi. Vi è un frammisto di conservatorismo economico e destra ideologica.
I comunisti italiani ed i democristiani, ce li ricordiamo infatti e peraltro, come i peggiori nemici del Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni prima e di Bettino Craxi poi.
Ma tant'è.
Il Socialismo, peraltro, come vorremmo anche ricordare al Presidente venezuelano Nicolas Maduro - che sta facendo strage del suo popolo e tradendo gli ideali di Bolivar - o è libertario o non è.
Lo sapevano bene i rivoluzionari Giuseppe Garibaldi e Simon Bolivar appunto, che, son il loro sangue ed i loro sacrifici, lottarono per l'emancipazione dei rispettivi popoli e delle classi meno abbienti.
I politicanti pseudo-socialisti mondiali, evidentemente, o non hanno alcuna memoria storica oppure hanno preferito dimenticare la lezione del Socialismo libertario ed umanitario, imponendo un autoritarismo sociale, civile ed economico che fa orrore.
“Il Socialismo è il sol dell'avvenire” dichiarava il Generale Garibaldi, il quale, peraltro – unico uomo politico della Storia – preferì ritirarsi nella sua Caprera a fare il contadino, definendo il Parlamento una “cloaca” ("Quando i posteri esamineranno gli atti del governo e del Parlamento italiano durante il risorgimento, vi troveranno cose da cloaca"), piuttosto che scendere a compromessi con il malaffare politico.
Ve l'immaginate Giuseppe Garibaldi messo a confronto con Matteino Renzi ? Ve l'immaginate Simon Bolivar messo a confronto con il fedifrago François Hollande ?
Abbiamo detto tutto.

Luca Bagatin