venerdì 7 marzo 2014

Silvio Berlusconi: il comunista (nemmeno troppo) occulto (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Berlusconi, ancora una volta, denuncia i crimini del comunismo, presentando il libro “Il sangue di Abele. Vivi per testimoniare”, che racconta i crimini del regime comunista in Albania.
Peccato che Berlusconi – contemporaneamente - sia anche amico del comunista ex Kgb Vladimir Putin; abbia più volte strizzato l'occhio al dittatore comunista bielorusso Lukashenko e abbia fra le fila del suo partito Antonio Razzi, grande apologeta del regime comunista nordcoreano.
Peccato che Berlusconi sia vittima di queste pesanti contraddizioni.
Saranno le famose “contraddizioni del capitalismo” individuate a suo tempo da Karl Marx ?
Ne dubitiamo.
E' invece evidente che Berlusconi non conosce la Storia al punto che, nel corso della conferenza stampa di presentazione del libro al Senato, ha affermato che il Partito Laburusta inglese ha “abbandonato il comunismo cent'anni fa”. Peccato che il Partito Laburista, con il comunismo, non abbia mai avuto nulla a che spartire, essendo partito liberalsocialista e socialdemocratico da sempre (cento anni fa, diversamente da quanto affermato dal Cavaliere, il Partito Laburista collaborò addirittura con il Partito Liberale inglese).
Il comunismo è sì una malattia, ma Berlusconi da sempre ne appare occulto sostenitore, al punto che il suo partito da anni flirta con il Pd, partito cattocomunista per eccellenza (non a caso sta con esso realizzando l'autoritaria legge elettorale definita “Italicum”). In tempi non sospetti erano peraltro noti anche i rapporti fra Partito Comunista Italiano e lo stesso Berlusconi, come documentato sia dalla biografia di Paolo Guzzanti pubblicata alcuni anni fa da Aliberti Editore, che da “Il Baratto” di Michele De Lucia della Kaos Edizioni,
Il Compagno Silvio Berlusconi, dunque, si chiarisca le idee e lo faccia in fetta.
E magari impari anche a parlare un po' meno a sproposito.


Luca Bagatin

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