giovedì 6 marzo 2014

Vladimir Putin candidato al Premio Nober per la Pace. Come lo fu anche Hitler.... Ovvero: un mondo che rifiuta la Civiltà dell'Amore è destinato all'inciviltà del Potere, ovvero all'odio e al dolore


Nel 1939 il deputato socialdemocratico Erik Brandt proposte Adolf Hitler al Premio Nober per la Pace. Ci fu, ai tempi, chi affermò che Hitler non voleva la guerra, ma che la Seconda Guerra Mondiale fu imposta alla Germania.
Chi se ne importa, poi, se milioni di ebrei, omosessuali, massoni, dissidenti politici, testimoni di geova, sono finiti nei forni crematori.
Chi se ne importa, oggi, se i ceceni sono soggiogati, se la Russia vuole soggiogare l'Ucraina, se l'omosessualitò in Russia è perseguitata dal regime di Putin e se ogni opposizione democratica al regime put(t)iniano è severamente punita.
Chi se ne importa.
Vladimir Putin vuole la pace (quale ?) e c'è chi lo propone quale nuovo Nobel per la Pace (si tratta di Lord Truscott, membro della Camera dei lord, novello Erik Brandt).
Anziché, invece e giustamente, condannarlo per crimini contro l'umanità e violazione dei diritti umani come e giustamente avvenne per i criminali - perché questo erano e sono - nazisti.
Noi, di Antonio Russo ed Anna Politkovskaja, non ci dimentichiamo.
Noi, delle Pussy Riot, non ci dimentichiamo.
Noi vogliamo la Civiltà dell'Amore contro la Politica del Potere, ovvero dell'Odio e del Dolore.
E, a differenza dei tanti, troppi politicanti da strapazzo, riteniamo che la Pace sia una cosa seria.
Non già l'ennesima spettacolarizzazione mediatica fatta pagare ai cittadini inermi e oppressi.


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