domenica 10 dicembre 2017

"Riflessioni socialiste e repubblicane flash" di Luca Bagatin

La tradizione non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere viva una fiamma.
(Jean Jaurès)

Non capisco perché un politico guadagni più di un professore.
(Josè Pepe Mujica, ex presidente dell' Uruguay, che si ridusse lo stipendio a meno di 1000 euro mensili).

La frase più sbagliata che possa esistere, ma che ti inculcano sin da bambino è: "Non si fa mai niente per niente".
Questo concetto è alla base della mercificazione delle menti e dei corpi.
Cambiamola in: "Si fa tutto ciò che può essere utile e lo si fa per il puro piacere e dovere di farlo, e questo in favore del prossimo e della comunità intera".
Il lavoro salariato stesso è una forma di schiavitù. Quello autogestito una forma di libertà.

Rispettare le opinioni di tutti sempre.
Provare almeno ad ascoltarle.
Una regola difficile.
Un sentimento direi.
Che pochissimi conoscono.
Allora meglio soprassedere, andarsene con il sorriso piuttosto che perdersi in discussioni inutili con gli intolleranti.

C'è un motivo ben preciso se ho smesso di parlare e scrivere di politica italiana e dei vari partiti e partitini italiani e continuerò a non parlarne o scriverne.
È una totale perdita di tempo.
Le cose serie e importanti, nella vita delle persone, fra sofferenze e amore, fra dolore e gioia, sono altre.
Per cui, personalmente, preferisco dar voce a questi aspetti e parlare di socialismo, quello originario, dei poveri e degli oppressi.

Se oggi molti di noi hanno scelto l'antipolitica è perché la politica si è rivelata inutile, costosa, autoreferenziale e persino dannosa.
Le parole d'ordine dovrebbero essere: autogestione popolare e formazione culturale, intellettuale, spirituale e morale.
Lo dico da una vita, ma ci credo poco, francamente. Perché di sordi è pieno il mondo.

La libertà dei liberaldemocratici è la "libertà da". La "libertà" dalle radici, dai legami, dalle tradizioni, dai sentimenti, dai vincoli economici ed è una falsa idea di libertà, assai lontana dalla "libertà di" dei socialisti, quelli originari, autentici, anticapitalisti e conservatori.
Filosoficamente quello liberale è un sistema che tende a distruggere, non a costruire. Che disaggrega, creando atomi, che alimenta l'ego e l'edonismo e, conseguentemente, la divisione (di classe, di cultura ecc...), passando sopra ad ogni differenza, ad ogni sentimento, ad ogni forma di intimità e di spiritualità.

Per me il Partito Repubblicano storico rimane rappresentato da una eroina e da un eroe rivoluzionari, senza alcuna tessera: Anita e Giuseppe Garibaldi.
Perché gli eroi rivoluzionari non hanno bisogno né di tessere né di voti.
Le loro gesta, la loro vita, è il loro insegnamento.
Ed è un insegnamento d'amore.

Luca Bagatin

venerdì 1 dicembre 2017

Natale 2017 e la perdita del Sacro presso la civiltà occidentale liberal-capitalista. Articolo di Luca Bagatin

Mai come quest'anno sembra si voglia archiaviare, anzitempo, il Natale.
Forse sarà una mia personale percezione, ma ogni anno noto che si tende ad anticipare sempre più tale festività, attraverso addobbi in ogni dove, a cominciare dal posto meno spirituale del mondo: il negozio ed il centro commerciale.
Quest'anno sembra che gli addobbi siano addirittura comparsi i primi di novembre !
Anche il Natale ridotto, dunque e da tempo, a feticcio economico. Così come da tempo è avvenuto per l'amore, la sessualità, l'amicizia e così via. Tutto ridotto a mercificazione, feticcio, virtualità commerciale ed edonistica.
Anche una forma rituale antica, oggi, diviene un simulacro di un sistema totalizzante nel pieno della crisi dei valori, conseguenza proprio di una società del piacere effimero, che ha perduto ogni senso di comunità, di ritualità, di identità e, quindi, di sacralità.
Il Natale è una forma rituale antica il cui significato originario andò perduto già per molti versi con l'avvento del cristianesimo, il quale utilizzò la festività pagana del Sol Invictus ovvero del Dies Natalis Solis Invicti (Giorno Natale del Sole Invincibile), la festività di Yule secondo il calendario celtico e dei Saturnalia secondo quello romano, per decretare - attraverso l'Imperatore Costantino - la nascita di Gesù detto Il Cristo.
Simbolicamente, ad ogni modo, anche la nascita (simbolica ma non storica) del Cristo può indicare la Luce, il Sole che illumina d'amore le coscienze terrene e le invita al dono ed è in questo senso che il Natale può essere celebrato e vissuto. Non certo come la festa del commercio, del consumo, dello spreco.
Il Natale, dunque da tempo, nell'occidente capitalista, liberale e globalizzato, non si celebra. Si subisce attraverso la pubblicità commerciale in ogni dove. L'invito all'acquisto. L'invito alla promozione commerciale. L'invito all'ennesimo sballo consumista che culmuna nel cenone e nel pranzone successivo con profusione di alimenti per tutte le pance e gli stomaci. Tanto poi ci si metterà a dieta, no ? E per finire proseguirà con la fine dell'anno, con tanto di botti che danneggiano tutti e non lasciano null'altro se non qualche arto amputato.
C'è poco di che festeggiare se non la follia dell'uomo moderno nichilista, egocentrico, narcisista, liberal-capitalista, irreligioso e anti-comunitario, che ha sostituito al dono delle antiche civiltà matriarcali il "libero" commercio delle odierne società cosmopolite urbanizzate. Quelle del degrado delle periferie e dei baccanali del centro, che dureranno sino a che non ci si ricorderà della crisi economica, la quale certo non si risolverà con un aumento dei consumi indotti, ma con una inversione di tendenza radicale, con una uscita sistematica dall'attuale sistema capitalista totalizzante e con un ritorno all'antica spiritualità, alla civiltà dell'innocenza e dell'infanzia. Una civiltà che ci faccia tutti tornare un po' bambini, alla ricerca di noi stessi e di quell'armonia che abbiamo perduto divenendo, purtroppo, delle pedine adulte senza coscienza e nelle mani di un sistema economico egoista e disumanizzante.

Luca Bagatin


lunedì 27 novembre 2017

Il Cannocchiale di Luca Bagatin. Riflessioni un po' così.

Osservando, direi che, negli anni, il linguaggio sul web è cambiato, ma in peggio.
Esso è diventato la semplice grancassa di quello televisivo e mediatico.
In TV e nei cosiddetti "social", che di sociale non hanno proprio nulla, si parla di influencer, una sorta di parola anglofana (l'ennesima!) per indicare personaggi del web che, come in TV, sono, con la loro popolarità, in grado di influenzare il pubblico. Siamo ancora allo share, ai dati di ascolto che oggi si misurano in followers e in likes. Puttanate direi. In tutto questo io non mi ci riconosco. Speravo che il web fosse e diventasse qualcosa di diverso: un luogo di aggregazione di intelligenze. Un luogo di e per persone che, scambiandosi libere opinioni e talvolta gesti di simpatia, avessero voglia di incontrarsi, parlarsi, diventare veramente amiche nella realtà. Purtuttavia non è stato così.
Per questo progressivamente ho smesso di scrivere con l'entusiasmo di anni fa e mi sono via via defilato da quasi tutto. Sento di non avere non solo più lo spirito di dieci anni fa, ma mi sento davvero pressoché avulso da questa realtà mediatica e rarefatta, che con un certo anticonformismo ho sempre cercato di contrastare e di deridere.
Ormai le uniche cose che mi interessano di più sono il fare recensioni di libri e di videogames.
Se non chiudo con Facebook, ad esempio, è solo perché qui ogni tanto si incontrano persone intelligenti e simpatiche che, anche se di rado, diventano mie amiche nella vita reale.
Per il resto trovo sia una perdita di tempo e, talvolta, persino di dignità, specialmente se ci si perde in discussioni che, comunque sia, non porteranno a nulla.


Penso che gli innamoramenti siano rari.
Quando due persone dicono di amarsi, quasi mai tendo a crederci. Infatti, spesso, dopo alcuni anni si lasciano.
Ecco, se ci si lascia per me non c'è amore.
L'amore è quando non ci si lascia mai.
Ma chi ha la voglia o il coraggio di non lasciarsi mai di questi tempi ?
Per cui di questi tempi è giusto credere all'amore.
Ma a quello delle fiabe. 


Sconti su tutto, prodotti di tutti i tipi e marche !
La stessa cosa sta accadendo con gli esseri umani, sempre più sessualmente "in vendita" (apparire, non essere)...
L'"amore" che si cambia un giorno sì è uno no.
Questa non è libertà, ma schiavitù e stupidità.
A me questo mondo, che mi faceva cagare già venti anni fa, piace sempre meno. Preferendogli l'auto-isolamento.


L'unica cosa che mi divide profondamente dai comunisti è il loro materialismo, il loro dogmatismo ed il loro razionalismo.
Penso che il socialismo possa svilupparsi solo attraverso la spiritualità, la libertà interiore e l'irrazionalità.
Certo, il socialismo può essere democratico o non democratico, ma certamente il capitalismo non può che essere sempre e comunque profondamente antidemocratico. Ci vorrebbe una filosofia dell'essere. Una filosofia che non può che essere irrazionale e partire dal cuore per arrivare al cuore stesso.

Luca Bagatin

mercoledì 22 novembre 2017

Cuore e Critica...radicale al liberalismo. Riflessioni di Luca Bagatin

In politica preferisco le donne che antepongono il sentimento alla ragione.
Che antepongono l'amore per i popoli alla fredda legge dell'economia e della finanza.
In questo senso amo figure come Anita Garibaldi, Evita Peron, Moana Pozzi e Cristina Kirchner.
Sicuramente non amo figure come Ayn Rand, Emma Bonino o Angela Merkel.

Dopo vent'anni di attività politica ho compreso che votare non serve a nulla (Mark Twain insegna).
Ovvero che l'unico modo per resistere, esistere e lottare è approfondire, leggere, studiare, in solitudine. Ed evitare di perdere tempo con fenomeni mediatici, con notizie che arrivano da tutte le parti, con tifoserie da stadio inutili, perché strumento del Potere per rafforzarsi.


Le cosiddette rivoluzioni liberali dell '800 nei Paesi latini, pensiamo ad esempio al liberalismo dei Libertadores quali José Martì e Simon Bolivar, non hanno nulla a che vedere con la degenerazione del liberalismo del '900, diventata dittatura della merce e del danaro.

Mi sono allontanato completamente dal liberalismo economico, sino a diventarne un nemico, quando ho iniziato a vedere gli effetti negativi delle cosiddette leggi di mercato in particolare sul lavoro e sulle bollette dei servizi pubblici (e che dovrebbero rimanere tali !).
Penso dunque che il liberalismo economico sia un sistema profondamente ingiusto e disgustoso.



Non conosco niente di più tenero di un gatto e, purtroppo, niente di meno tenero di un essere umano.

In Italia noto che c è chi sta con il Venezuela chavista in due modi: da sinistra, equiparando il chavismo alla sinistra classica europea (fighetta, borghese, buonista), oppure da destra ritenendo il chavismo uno dei tanti argini al sedicente Nuovo Ordine Mondiale.
Penso sbaglino entrambi.
Personalmente, essendo da sempre un indipendente, non di destra e non di sinistra, sto semplicemente con il chavismo perché trovo incarni lo spirito dell America Latina arcaica, spirituale, sociale e trovo che incarni allo stesso tempo lo spirito di quel socialismo e repubblicanesimo originario che l'Europa ha perduto e dimenticato da almeno un centinaio di anni, per aprirsi all'egoismo liberale e all'indistinzione mediatica.

Siamo come il sognatore che sogna e vive nel sogno. Ma chi è il sognatore ? (tratto da "Twin Peaks", terza stagione)

lunedì 20 novembre 2017

Lo Straniero Misterioso di Mark Twain, ovvero le avventure del giovane Satana. Articolo di Luca Bagatin del 30 luglio 2008

Mark Twain è uno scrittore ed umorista statunitense da sempre assai sottovalutato e relegato fra gli autori di storie per l'infanzia.
Niente di più errato ! Non a caso tutte le sue opere, comprese le celeberrime "Le avventure di Tom Sawyer", erano dirette agli adulti al fine di farli riflettere sulla loro "anima bambina" che li accompagna sempre e comunque, al di là delle convenzioni "morali".
La "morale", ovvero il "senso morale", è un concetto profondamente detestato da Mark Twain, dissacrante paroliere, il quale illustra al meglio questa sua concezione della vita nei suoi quattro manoscritti rielaborati dalla sua "La storia del giovane Satana" che sarà pubblicata definitivamente con il titolo "44 lo Straniero Misterioso".
Il Nostro inizia ad interessarsi e a giocare con la figura di Satana nei primi del '900 ed elabora appunto quattro storie diverse che hanno per protagonista un govane straniero dai poteri soprannaturali - Satana appunto - il quale funge da "reagente" per mettere in luce tutta la crudeltà, la codardia e la follia degli esseri umani.
Su questo punto Twain ha le idee ben chiare nel momento in cui egli si pone la filosofica domanda di matrice darwinista Che cos'è l'uomo ?, egli risponde candidamente: "L'uomo è un animale inferiore, discende in senso letterale e morale dai primati, è l'unico animale che sia crudele, che infligga il dolore per il solo piacere di farlo".
Posizione radicale quella dell'umorista, purtuttavia delineata con uno stile innocente e quasi bambino nella fiaba de "Lo Straniero Misterioso".
La versione che riassume tutta la trilogia del "giovane Satana", ovvero "44 lo Straniero Misterioso", è ambientata attorno al 1500 in Austria e narra appunto dell'arrivo di 44 (il cui nome completo egli stesso tiene a specificare essere: 44 Nuova Serie 864.962, lasciando i suoi interlocutori esterrefatti di un siffatto nome !) un ragazzo sedicenne, mendicante fragile ed affamato, il quale si presenta nella tipografia del paese a cercare ristoro e un lavoro. Qui riceve tutta la disponibilità da parte del tipografo, il quale gli da da mangiare e lo assume. Purtuttavia 44 riceve anche tutto l'odio da parte degli altri operai e della moglie del tipografo, i quali lo costringono a mangiare per terra il cibo dei cani e lo umiliano in ogni modo, financo picchiandolo.
Il ragazzo sopporta in silenzio, senza piagere né lamentarsi e questo indispettisce ancor di più i suoi antagonisti.
L'unico a provare simpatia per 44 è August, un operaio suo coetaneo, al quale il giovane straniero si offre di mostrare i suoi prodigi.
44 infatti riesce a far apparire dal nulla qualsiasi cosa: cibo, oggetti di valore ecc...e tutti provenienti dal passato e addirittura dal futuro e da Paesi ancora non scoperti nel tardo Medioevo (come l'America) !
Ovviamente, per non indispettire ulteriormente gli altri operai e per evitare di finire sulla forca come previsto dalla Chiesa per gli "eretici" di allora, 44 attribuisce tutto il merito delle sue magie al mago del paese. Il quale in realtà è un profittatore e un imbroglione mangiapane a tradimento del tipografo.
44 non è in pena per i maltrattamenti che subisce, anzi. La cosa lo diverte in quanto gli permette di mostrare ad August tutta la stupidità e crudeltà della "razza umana", come la chiama lui. Una "razza umana" devotissima alla Chiesa e quindi a Padre Adolf, il parroco sempre pronto a scovare streghe ed eretici ovunque. Specie se innocenti !
44 non è altro che Satana, il quale è assai diverso da come ci si aspetterebbe che fosse. Egli è, appunto, un "reagente": attore e protagonista del romanzo che finge di subire le cattiverie altrui per il solo scopo di metterle in luce in un crescendo di umorismo privo del "senso morale" che pervade l'umanità addormentata dal conformismo imperante.
Solo nell'ultimo capitolo il giovane 44 svelerà la sua vera natura e quella di tutto ciò che ci circonda: non esiste nulla in realtà (e sottolinea il fatto che sarebbe pazzesca cotanta cattiveria e follia umana in un “mondo reale”). Esiste solo un pensiero ed il suo amico August, il quale a sua volta non è che "un pensiero nell'eternità vuota d'ogni cosa".
Una conclusione grottesca come è a tratti grottesca è questa meravigliosa fiaba per adulti capace di incantare e di lasciarci a esterrefatti di come Mark Twain sia stato capace di fotografare e di prendere in giro l'intima essenza della “razza umana”.... facendoci così sorridere, ma anche vergognare di noi stessi ! Come è giusto che sia.


Non esiste autore che, come il signor Samuel Clemens in arte Mark Twain, riesca a farmi comprendere la vita e la morte ed a farmele amare nonché a farmi sorridere di esse.
Penso che, se io ed il signor Clemens ci fossimo conosciuti e quindi fossimo stati contemporanei, sarebbe stato assai difficile distinguerci per indole umorale, bizzosa e burlona.
Egli amava fumare molto, portare i baffi ed i capelli lunghi e vestirsi sempre di bianco "per sentirsi pulito in un mondo sporco".
Amo fumare anch'io il sigaro e non solo, portare baffi, barba e capelli lunghi quando il caldo non mi tormenta. E vestirmi sempre con camicie e magliette......rosse "per sentirmi vivo in un mondo non troppo in salute".
Non è difficile rimanere bambini per tutta la vita. Specie quando si è consapevoli che un giorno dovremo morire e per questo ricordarci di lasciare ai posteri un ricordo di noi stessi non troppo avizzito dal tempo.

Luca Bagatin 

 

mercoledì 15 novembre 2017

Pier Paolo Pasolini, il mondo contadino, la sacralità dei sentimenti, i comizi d'amore (e libertà)



Il Venezuela bolivariano e libertario chiede pace e sovranità: no alle sanzioni dell'Unione Europea ! Articolo di Luca Bagatin

Il 30 luglio scorso, in Venezuela, si erano tenute le elezioni per la democratica Assemblea Costituente, la quale aveva lo scopo di iniziare un dialogo costruttivo e pacifico con l'opposizione - che per mesi aveva organizzato vere e proprie guerriglie di piazza - e costituzionalizzare alcuni diritti sociali. Il 15 ottobre scorso, alle elezioni regionali (ovvero la ventitreesima elezione democratica in diciotto anni in Venezuela), poi, il partito di governo, ovvero il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), aveva conquistato la maggioranza di 18 governatori su 23, assicurandosi complessivamente il 54% dei consensi, in elezioni che hanno visto aumentare l'affluenza, passata dal 53,9% del 2012 al 61,4% degli aventi diritto. Tutto ciò, ad ogni modo, pressoché nel quasi totale silenzio della gran parte dei media europei.
Successi, ad ogni modo, per il governo socialista bolivariano e chavista, il quale, anche grazie agli accordi commericiali con Russia e Cina, si sta apprestando a restituire il debito contratto con l'estero.
Successi che, evidentemente, non sono piaciuti nè agli Stati Uniti d'America, i quali ambiscono al petrolio venezuelano, nè all'Unione Europea, che ha imposto in questi giorni assurde sanzioni contro il Paese latinoamericano.
L'Ambasciata del Venezuela in Italia ha rilasciato, alcuni giorni fa, un comunicato ufficiale che condanna fermamente la decisione dell'Unione Europea, la quale sembra tornata ai tempi in cui l'America Latina era una colonia delle potenze europee.
Nel comunicato si legge, fra l'altro: "La Repubblica Bolivariana del Venezuela condanna fermamente la decisione del Consiglio dell'Unione Europea che intende imporre sanzioni illegali, assurde e inefficaci contro il popolo del Venezuela. Violando palesemente il Diritto Internazionale e i sacri principi del rispetto della sovranità, dell'autodeterminazione e della non ingerenza negli affari interni degli Stati, stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite, le istituzioni europee dimostrano la loro deplorevole e vergognosa subordinazione ai dettami del governo degli Stati Uniti. Assecondando la condotta aggressiva di Washington, il Consiglio dell’Unione Europea giustifica le sue azioni con argomenti ricalcati dalle sanzioni che l'amministrazione Trump ha recentemente imposto contro il Venezuela e il suo popolo. (...) Bisogna evidenziare che queste presunte sanzioni non solo aggrediscono il popolo venezuelano, ma anche il quasi milione di europei che hanno scelto il nostro Paese come la loro casa e che hanno direttamente subito le conseguenze della violenza politica ed economica generata dall'opposizione negli ultimi mesi. L'Unione Europea stabilisce anche un pericoloso precedente nei rapporti con l'America Latina, arrogandosi l'autorità di punire un paese sovrano, soltanto perché il suo modello di democrazia popolare non è in linea con i modelli elitari e corporativi dei regimi europei".
Nel comunicato è peraltro ribadita la volontà del Venezuela socialista e bolivariano di proseguire nel cammino della pace, della concordia e della giustizia sociale, affermando: "I popoli del mondo e della comunità internazionale devono sapere che la priorità del Venezuela non sono le armi o le attrezzature militari, e questa inefficace operazione mediatica e politica non influenza in alcun modo la nostra sicurezza interna. L'obiettivo del governo Bolivarano è quello di preservare la pace nazionale attraverso il dialogo e il perseguimento dello sviluppo attraverso la giustizia sociale, superando i problemi attuali".
Viene infine e giustamente rammentato il suo essere Stato indipendente e sovrano, fedele alla sua eredità libertaria. Si legge nel comunicato, infatti: "La Repubblica Bolivariana del Venezuela ribadisce il suo irrevocabile stato indipendente e sovrano e denuncia questi atti ostili davanti alla Comunità Internazionale. Nessuna decisione proveniente da élite e burocrazie europee riuscirà a intaccare la decisione sovrana del nostro popolo di essere libera. Il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela esige all'Unione Europea di cessare con le sue azioni ostili e prendere le distanze dal bellicismo e dal programma interventista del governo degli Stati Uniti che ha fatto tanto male al nostro paese e nel mondo. Ribadiamo che, fedele alla sua eredità libertaria e sostenitore dell'indipendenza, il popolo venezuelano si manterrà forte contro qualsiasi attacco o minaccia. Il governo Bolivariano del Venezuela mantiene il suo potere decisionale in diversi ambiti per assicurare la difesa della pace e della sovranità nazionale".
Il Venezuela, in sostanza, non deve diventare una nuova Libia e una nuova Siria, cosa che con le sue sanzioni l'Unione Europea rischia di fare.
Una Unione Europea, peraltro, sempre più autoreferenziale, oligarchica, lontana dalle necessità dei cittadini e dalla giustizia sociale, la cui linea è dettata principalmente dall'estrema destra dei popolari e da cosiddetti "socialisti" ormai approdati da tempo al capitalismo assoluto.
Una Europa distante anni luce da quella che noi garibaldini e mazziniani abbiamo sempre sognato: fraterna, solidale, sociale, libertaria, democratica, civile.
Il Venezuela laico, socialista cristiano e libertario va dunque rispettato e difeso e così tutta l'America Latina del Socialismo del XXI secolo.
Non a caso, proprio in questi giorni, l'ex Presidente dell'Uruguay Josè "Pepe" Mujica, meglio conosciuto come il Presidente più povero del mondo per aver destinato il 90% del suo stipendio in beneficenza, ha invitato tutte le organizzazioni sociali a partecipare a Montevideo, alla Conferenza Continentale per la Democrazia e contro il Neoliberismo" nelle giornate dal 16 al 18 novembre. L'obiettivo è quello di mettere in comunicazione fra loro i vari movimenti che si contrappongono al capitalismo ed all'oligarchia in America Latina.
Nel 1969 John Lennon e Yoko Ono cantavano "Give Peace a Chance" contro la guerra nel Vietnam scatenata sempre dall'imperialismo statunitense. Oggi, ancora una volta, occorre dare una chance alla pace e all'amore nel e per il continente Latinoamericano e per tutti i popoli liberi e sovrani, ovunque si trovino, nel nome del socialismo libertario, nel nome di Bolivar e di Garibaldi.

Luca Bagatin

lunedì 13 novembre 2017

José "Pepe" Mujica, ex Presidente dell'Uruguay, chiama a raccolta i militanti in difesa della democrazia, contro l'offensiva capitalista e neoliberale e contro la mercificazione della vita in America Latina

L’ex presidente dell’Uruguay, Jose "Pepe" Mujica, invita i «militanti delle organizzazioni sociali» di tutta l’America Latina a partecipare alla Conferenza Continentale per la Democrazia e Contro il Neoliberismo, con l’obiettivo di combattere la regressione politica diffusa.
L’incontro, previsto a Montevideo dal 16 al 18 di novembre, ha l’obiettivo di connettere fra loro le varie lotte contro l’offensiva dei capitalisti nell’intero Continente.


"Basta col neoliberismo in America Latina ! Il 16 e 17 novembre invito a Montevideo (Uruguay) tutte le organizzazioni sociali, partiti, sindacati per unirci e costruire un fronte che freni l'avanzata neoliberale che sta creando ingiustizia sociale, assenza di lavoro, distruzione ambientale" ha affermato l'ex Presidente socialista dell'Uruguay Pepe Mujica.


fonte: https://www.telesurtv.net/english/news/Mujica-Militant-Latin-America-Must-Reject-Neoliberalism-20171110-0027.html

sabato 11 novembre 2017

Evita Peron Immortale !

Dove c'è una necessità nasce un diritto !
(Evita Peron)


Indimenticabile, caustico, tenero, impertinente Mark Twain !

La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere.

Fai sempre ciò che è giusto: questo farà piacere ad alcuni e sorprenderà gli altri.

Non separarti dalle illusioni. Quando se ne saranno andate, può darsi che tu ci sia ancora, ma avrai cessato di vivere.
 
Se partissimo dal presupposto che siamo tutti folli, questo ci aiuterebbe a comprenderci gli uni con gli altri, risolverebbe molti enigmi.


I due giorni più importanti nella tua vita sono il giorno in cui sei nato e il giorno in cui scopri il perché.


Ci sono tre cose che gli uomini possono fare con le donne: amarle, farle soffrire o trasformarle in letteratura.

Un banchiere è uno che vi presta l’ombrello quando c’è il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere.

È stato meraviglioso scoprire l’America, ma sarebbe stato ancor più meraviglioso ignorarla.


 

E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
 

 Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/rebellion-81-abattre-systeme/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/ 

giovedì 9 novembre 2017

"A Blandine". Poesia di Luca Bagatin / "A Blandine". Poésie de Luca Bagatin

A Blandine
di Luca Bagatin

I tuoi occhi
sono la porta
della tua anima.
I tuoi biondi capelli
di Walkiria
avvolgono i miei pensieri
e liberano emozioni antiche.
Le tue labbra mi parlano
di rivoluzioni e battaglie,
di Tradizione, Onore e Eroismo.
La tua semplicità è la tua forza.
La tua forza affascina il mio cuore.

A Blandine
di Luca Bagatin

Tes yeux
sont la porte
de ton âme.
Tes cheveux blonds
de Walkiria
enveloppe mes pensées
et libérer les émotions anciennes.
Tes lèvres me parlent
des révolutions et des batailles,
de Tradition, Honneur et Héroïsme.
Votre simplicité est votre force.
Ta force fascine mon coeur.

martedì 7 novembre 2017

Il 25 novembre prossimo a Parigi evento Socialista Rivoluzionario con Marie Chancel e Dany Colin !

Marie Chancel
Organizzata dall'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) e dalla rivista "Rébellion", il 25 novembre prossimo si terrà - a Parigi, presso la Libreria Facta di Rue De Clichy 4 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 - la presentazione ufficiale delle Editions des Livres Noirs curata dalla redattrice di "Rébellion" Marie Chancel ed a seguire la presentazione della brochure di Dany Colin relativa al panafricanismo, ovvero "Europe-Afrique: meme combat contre le mondialisme !".
Le Editions des Livres Noirs - emanazione della rivista "Rébellion" - hanno già pubblicato, oltre alla brochure di Dany Colin, anche il saggio breve di David l'Epée sui socialismi asiatici, ovvero: "Socialismes asiatiques. L'Orient est-il toujours rouge ?", da me recensito al seguente link: http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/06/socialismi-asiatici-loriente-puo-dirsi.html, ed intendono pubblicare prossimamente numerosi altri saggi sul socialismo e le lotte rivoluzionarie.
Dany Colin
Nei mesi scorsi ho avuto, fra l'altro, il piacere e l'onore di intervistare sia Marie Chancel sull'esito delle elezioni Presidenziali francesi (al seguente link: http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/05/intervista-di-luca-bagatin-alla_61.html) che Dany Colin sul panafricanismo (al seguente link: http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/10/europa-e-africa-unite-nella-lotta-conto.html) , entrambi miei compagni di militanza nell'OSRE ed ai quali auguro il mio caloroso in bocca al lupo per l'evento del 25 novembre prossimo.
Il Socialismo, dunque, è tornato ! Ed ha i colori della Francia, dell'Europa e del Terzo Mondo Socialisti Rivoluzionari !

Luca Bagatin

Per ulteriori informazioni sull'evento si vedano i seguenti link: 

 

mercoledì 1 novembre 2017

La Civiltà dell'Amore. Riflessione breve di Luca Bagatin

Quella che definisco Civiltà dell'Amore è un sistema, una filosofia alternativa al materialismo liberale e al dogmatismo religioso. Una filosofia che punta al centro dell'essere umano, ai suoi bisogni e sogni, annientando egoismi, desideri, razzismi e fanatismi.
È una filosofia socialista, populista e nazionale, perché parte dal basso e dalla valorizzazione delle diversità e dunque delle identità.

Luca Bagatin

lunedì 30 ottobre 2017

Buon Samhain/Halloween !

Non una festa commerciale, ma una antica celebrazione pagana...

 

E per sorridere riflettendo...
Uno scritto di Luca Bagatin del 1 novembre 2007
(tratto da Wikipedia con adattamento e conclusioni di Luca Bagatin)

Jack o'Lantern era un vero dritto.
Protagonista incontrastato della festa di Halloween che ricorre nella notte fra il 31 ottobre e l'1 novembre era un astuto e dispettoso personaggio che faceva dispetti e ingannava chiunque con i suoi trucchetti.
Una volta "sfidò" anche il diavolo in persona facendolo spaventare e salire su un albero.
Così Jack incise una croce sull'albero in modo da rendere il diavolo incapace di scendere.
Fece poi un patto con il Signore del Male chiedendogli di non accettarlo all'Inferno nel caso in cui egli avesse commesso dei peccati.
Jack, alla morte, aveva commesso così tanti peccati in vita sua che in Paradiso non lo accettarono. Ma nemmeno all'inferno a causa del famoso patto di cui sopra !
Jack prese allora una zucca o un ortaggio (a seconda del luogo in cui la leggenda viene raccontata), ne intagliò una specie di volto, ci mise dentro una candela a mò di lanterna e cominciò a vagare in cerca di un luogo in cui riposare.
E chi s'è visto s'è visto !
Mica scemo il nostro Jack !
Questa storiella irlandese, poi difusa negli odierni Stati Uniti ed oggi vero e proprio simbolo di Halloween, penso ci sia davvero di grande insegnamento.
Un insegnamento forse un po' sottile, ma che si può tutto sommato cogliere facilmente.
Lo dico soprattutto  per coloro i quali preferiscono pensare con la testa altrui: sia essa "paradisiaca"
o "infernale".
Meglio fare come Jack: un vero dritto da leggenda !

 

Questione sociale e questione nazionale. Riflessione breve di Luca Bagatin

A differenza dei socialisti originari quali Proudhon, Bakunin, Marx, Engels e Pierre Leroux; dei repubblicani originari quali Bolivar, Mazzini e Garibaldi; dei socialisti latinoamericani come Chavez, Allende, Che Guevara, Castro e Peron; di quelli arabi come Nasser e Gheddafi; di quelli africani come Sankara e Lumubma, ma anche dei sovietici russi come Lenin e degli odierni nazionalboscevichi come Limonov e Dugin, la sinistra europea non ha capito che la questione sociale è legata alla questione nazionale. 
Per questo la sinistra indistintamente progressista e "liberal", a differenza del socialismo originario, si è condannata al capitalismo liberale, il quale sradica i popoli e rende ogni rapporto umano, sociale, lavorativo, sentimentale precario, liquido, povero, vuoto.
Il nazionalismo - originariamente e correttamente inteso - è l'unica risposta antirazzista per il recupero delle identità ed argine allo sradicamento dei popoli.
Fra i grandi nazionalisti ricordiamo appunto i già citati Mazzini e Garibaldi, i socialisti latinoamericani, quelli arabi, quelli panafricani come Sankara e così via.
Il liberalismo, l'indistinto progressismo, invece, non sono altro che continuità delle politiche capitaliste e cosmopolite, utili alle élites economiche e politiche per sottomettere i popoli liberi e sovrani, i quali necessitano invece semplicemente di recuperare le proprie radici, i propri usi e costumi, la propria cultura originaria ciascuno nella sua nazione d'origine.
Solo così vi potranno essere le basi per una fratellanza fra i popoli, fondata sul rispetto della diversità degli stessi.

Luca Bagatin

sabato 21 ottobre 2017

Socialismo o barbarie. Riflessioni brevi di Luca Bagatin

Non ho mai simpatizzato per la Rivoluzione Francese del 1789.
Di essa hanno sempre gioito i borghesi, mai i poveri. Essa fu realizzata in nome del Terzo Stato, non del Quarto e, ogni volta che ho letto di essa, non di rado, ho simpatizzato per i nobili, specie per quelli brutalmente assassinati.
Assai diversa dalla Rivoluzione Francese, la Comune di Parigi del 1870. Combattuta dal Quarto Stato, da uomini e da donne, contro l'oligarchia borghese.
L'emigrazione/immigrazione è da sempre un fenomeno di deportazione economica di esseri umani.
Non è affatto un fenomeno positivo, ma un crimine contro l'umanità.

mercoledì 18 ottobre 2017

Finlandia 1918: il nuovo scenario del wargame per pc Wars Across The World. Articolo di Luca Bagatin

Combattuta fra la fine del gennaio 1918 e la metà del maggio dello stesso anno e conseguenza della Rivoluzione bolscevica dell'Ottobre 1917 e del successivo trattato di Brest-Litovsk - che vide la fine del dominio politico dell'Impero Russo in Finlandia - la Guerra Civile Finlandese è episodio poco conosciuto e ricordato, che vide contrapporsi la Guardia Rossa comunista e la Guardia Bianca fedele al Senato conservatore nazionalista. La prima alleata alla neonata Repubblica Socialista Sovietica Federata fondata da Lenin e la seconda alle monarchie di Germania e Svezia.
La Storia ci ricorda che la guerra - inizialmente favorevole ai Rossi - fu vinta dalla Guardia Bianca, guidata dal Generale Mannerheim, con il massiccio apporto tedesco.
A rammentarci questo conflitto, un videogame stile wargame di cui abbiamo parlato di recente (http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/09/wars-across-world-il-pc-wargame-storico.html - http://www.pensalibero.it/wars-across-the-world-pc-wargame-storico-del-momento), ovvero Wars Across The World che, fra le numerose espansioni proposte, ha recentemente realizzato proprio lo scenario della Guerra Civile Finlandese.
Ho avuto la possibilità di testare lo scenario personalmente e devo dire che è storicamente e tatticamente realistico ed accurato. La cartina geografica presentata nel gioco, prima di tutto, rappresenta la Finlandia meridionale, luogo nel quale ha storicamente avuto luogo la guerra, ovvero l'area occupata dalle truppe comuniste. Le truppe della Guardia Bianca, come nella realtà, sono decisamente meglio armate e dispongono di volontari Jager ben addestrati, ma quelle della Guardia Rossa sono comunque numerose e, se ben guidate, hanno la possibilità di vincere comunque la guerra, che si svolge in ben 14 turni di gioco. Le truppe ed i comandanti delle stesse, rappresentate da apposite pedine, sono tutte ottimamente disegnate con le uniformi dell'epoca.
I Rossi possiedono Helsinki, la capitale, e, se questa città rimane fortificata, può diventare un ottimo baluardo ai fini della vittoria tattica contro i Bianchi. I Rossi necessitano ad ogni modo di continui rinforzi al punto che, come nella realtà, arruoleranno anche dei contingenti femminili. Il contributo della Russia sovietica risulterà importante ad est, specie quando entreranno in gioco le truppe guidate da Kamenev, ma, francamente, a parer mio, non determinanti ai fini del gioco, le cui battaglie saranno concentrate piuttosto nei pressi di Helsinki e nelle città centro-meridionali limitrofe. Si tenga conto ad ogni modo che i rinforzi della Russia sovietica saranno limitati unicamente ad alcuni turni di gioco, poiché ad un certo punto la Russia di Lenin ritirerà il suo appoggio nel conflitto.
Il giocatore Rosso dovrà certamente fare attenzione alle truppe del generale Bianco Shivo - che sono numerose e ottimamente armate - le quali tenderanno facilmente ad avanzare verso Helsinki e le maggiori città della Finlandia meridionale in mano ai Rossi e guidate da comandanti preparati quali Haapalainen, a difesa di Helsinki, Aaltonen e Simela.
E' chiaro che appena entreranno in gioco - a fianco dei Bianchi - le truppe tedesche guidate dal Generale Von Goltz - le quali sono numerosissime e ben armate - il giocatore che guida le Guardie Rosse avrà ben poche speranze di resistere e perderà molto facilmente la partita e dunque la guerra. Occorre, pertanto, anticipare le sue mosse e, dunque, contrastare le truppe Bianche prima dell'arrivo dei tedeschi e mantenere il controllo della maggior parte delle città meridionali.
Direi che, essendo come nella realtà più difficile guidare le truppe Rosse alla vittoria, queste daranno maggiori soddisfazioni al giocatore esperto in tattiche di gioco wargame. Per i giocatori meno esperti, per quanto l'esito di ogni partita non sia mai scontato e dipenda sempre dall'abilità stretegica del giocatore, consiglio invece la guida delle truppe Bianche.
L'espansione Finlandia 1918 è dunque, nel complesso, un ottimo scenario che merita di essere giocato e scaricato al link: http://store.steampowered.com/app/574961/Wars_Across_the_World_Finland_1918/.
Purtroppo non è ancora disponibile in italiano, ma ad ogni modo è uno scenario giocabilissimo da tutti coloro i quali abbiano comunque una conoscenza base di inglese, francese, tedesco o spagnolo.

Luca Bagatin