
La Repubblica Popolare
Cinese, attraverso il suo Rappresentate Permanente presso le Nazioni
Unite, Fu Cong, ha espresso il suo shock, il suo sdegno e la sua
preoccupazione per gli attacchi dei regimi di USA e Israele contro
l'Iran.
La Cina si è detta
profondamente addolorata per l'elevato numero di vittime civili e ha
condannato l'uso indiscriminato della forza, giudicandolo
inaccettabile.
Rifacendosi ai principi
della Carta delle Nazioni Unite, l'Ambasciatore Fu Cong ha
sottolineato come la sovranità, sicurezza e integrità territoriale
dell'Iran e di altri Paesi della regione debbano essere rispettati.
L'Ambasciatore cinese ha
osservato come tale situazione debba essere quanto prima risolta
attraverso il dialogo, il negoziato e ha richiesto la cessazione
immediata delle azioni militari delle forze statunitensi e
israeliane.
L'Ambasciatore Fu Cong,
in particolare, ha sottolineato come tale aggressione militare sia
avvenuta nel momento in cui erano in corso colloqui diplomatici fra
USA e Iran e ciò la rende ulteriormente scioccante.
E la
Repubblica Popolare Cinese, attraverso il Ministero degli Affari
Esteri, ha altresì condannato l'uccisione della Guida Suprema
dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che tale azione
rappresenta una ulteriore “grave violazione della sovranità e
della sicurezza dell'Iran”.
Il Ministro degli Affari
Esteri cinese, Wang Yi, ha definito “inaccettabili” gli
attacchi contro l'Iran e si è detto molto preoccupato per il rischio
di escalation in Medio Oriente e, assieme al suo omologo russo
Lavrov, intende, in ambito ONU e nell'ambito dell'Organizzazione per
la Cooperazione di Shanghai, adoperarsi per chiedere con forza la
cessazione dei combattimenti e il ritorno ai negoziati diplomatici.
Personalmente, direi che viviamo in tempi strani e oscuri, in cui chi dice di difendere
“libertà” e “democrazia” invade e attacca Paesi sovrani.
Si dirà che è sempre
andata così, ma oggi accade in modo sempre più evidente e
spudorato. E da parte di politicanti sempre più sbruffoni, ignoranti
e sconsiderati, che non hanno nemmeno il consenso popolare, perché a
votare, in Occidente, vanno ormai meno della metà degli elettori. I
quali hanno compreso, da quel dì, che le regole sono truccate a
monte e che persino le Costituzioni democratiche vengono
sistematicamente violate da quei politicanti che pretenderebbero il
voto popolare.
A rimetterci i popoli,
gli inermi, chi dovrebbe decidere del suo presente e futuro, senza
ingerenze esterne, come del resto vorrebbe il diritto internazionale
stesso.
L'Iran potrà anche non piacere, ma ha sempre combattuto
l'islamismo radicale, purtroppo spesso sostenuto da un Occidente
ipocrita, anti-socialista e anti-BRICS. Che ha spesso fatto carta
straccia del diritto internazionale, agitando a discrezione la leva
dei cosiddetti “diritti umani”.
Chi non approfondisce
tali aspetti continua a parlare per partito preso e a riempirsi la
bocca di banalità e ipocrisia.
E intanto la politica estera
italiana si espone alla sua ennesima figuraccia e dimostra,
ulteriormente, di non contare nulla. Così come molto poco conta la
politica estera della balbettante, ipocrita e asservita ai desiderata
USA, UE.
Mi sovviene alla mente un
passaggio del discorso che l'amico prof. Giancarlo Elia Valori,
importante manager pubblico e analista geopolitico, oltre che
Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica,
tenne nel novembre 2023 presso la Facoltà delle Relazioni
Internazionali dell'Università di Pechino – celebre per aver
ospitato, nel 2006, il conferimento del Dottorato Onorario al prof.
Henry Kissinger – e presso la quale il prof. Valori fu insignito
del titolo di Professore Benemerito.
Egli disse: “Il più
grande luogo comune sul Partito Comunista Cinese dei politici
occidentali è che esso non sia democratico. Ovviamente per dir
questo essi partono dal presupposto che la democrazia “vera” sia
la propria. Quella che sgancia bombe sui popoli per imporla a
ignoranti, arretrati e dittatori che, però, non siano loro amici.
(…). A dire il vero le campagne diffamatorie contro la Repubblica
Popolare della Cina sono dirette da Washington, e i Paesi della NATO
e i loro governi, non possono far altro attraverso mass media, social
network, stampa e televisioni che obbedire alla Casa Bianca. Il
parere dei popoli di questi Stati ritengo sia molto differente”.
Il parere dei popoli,
purtroppo, conta ormai sempre meno. Conta la logica della
sopraffazione, della violenza, della manipolazione, dell'ignoranza,
della barbarie e della giungla. Imposta da chi vorrebbe
“esportare democrazia”.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it