mercoledì 24 marzo 2021

Riflessioni pasoliniane sulla realtà di oggi (capitalismo, europeismo, ideologia del lavoro, consumismo) by Luca Bagatin

Se è vero che, storicamente, non esiste più il fascismo, non è altrettanto vero che non esiste più la contrapposizione fra borghesia (classe media o medio alta), neo proletariato (precari, inoccupati, sottopagati) e oligarchia (grande impresa, alta finanza).
Sono tre categorie ben distinte, purtroppo lungi dall'essere superate nelle realtà capitaliste.
Sono invece state superate ad esempio in Cina, laddove le classi borghesi e oligarchiche sono sottomesse alla volontà della comunità, rappresentata dal Partito Comunista.
La chiave non è nella redistribuzione del reddito in sé, ma nel mutamento e sovversione dei rapporti di forza fra le classi.
 
Pier Paolo Pasolini così scrisse: "L’«Italietta» è piccolo-borghese, fascista, democristiana; è provinciale e ai margini della storia; la sua cultura è un umanesimo scolastico formale e volgare. Vuoi che rimpianga tutto questo? Per quel che mi riguarda personalmente, questa Italietta è stata un paese di gendarmi che mi ha arrestato, processato, perseguitato, tormentato, linciato per quasi due decenni. Questo un giovane può non saperlo. Ma tu no. Può darsi che io abbia avuto quel minimo di dignità che mi ha permesso di nascondere l’angoscia di chi per anni e anni si attendeva ogni giorno l’arrivo di una citazione del tribunale e aveva terrore di guardare nelle edicole per non leggere nei giornali atroci notizie scandalose sulla sua persona. Ma se tutto questo posso dimenticarlo io, non devi però dimenticarlo tu...".
Non siamo così lontani dall'Italietta di allora. Solo che oggi, l'Italietta, è inglobata nell'UE. Un conglomerato ancor più piccolo borghese e, per molti versi, totalitario (al punto che sanziona Paesi sovrani; vorebbe imporre un neo-linguaggio politicamente "corretto"; equipara comunismo e nazismo, dimenticando che il primo ha liberato l'Europa dal nazismo !).
Ne usciremo mai ? Dobbiamo rimpiangere tutto ciò ?
Non credo. 
Ma non potremo fare nulla sin tanto che non saremo consapevoli di questo. Di ciò che stiamo vivendo. Di ciò che ha subito Pasolini e i tanti Pasolini dopo di lui.
Oggi il "benessere economico" e "materiale", ha assorbito ogni nostra fibra. Lavoriamo e guadagnamo per che cosa ? Per chi ? Ci siamo evoluti come persone ? Oppure, invece, ci siamo solamente addormentati ? Ci siamo lasciati corrompere dal danaro, dall'ego, dal consumismo ? 
Abbiamo smesso di pensare con la nostra testa e di lottare contro questa patologia chiamata "modernità", "capitalismo", "ideologia del lavoro".
Non siamo nemmeno in grado, oggi, di capire questi aspetti. Di fermarci un attimo, a riflettere.
Dove vogliamo andare ? Attualmente non stiamo andando da nessuna altra parte se non verso l'impoverimento della nostra anima.
 
Luca Bagatin

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