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venerdì 9 agosto 2024

Vent'anni di blog. Memorie di un blogger. Articolo di Luca Bagatin


Sono passati vent'anni, da quando aprii il mio primo blog.

Era il 9 agosto 2004. Avevo 25 anni e, presso la sede di un'associazione che fungeva anche da internet point, aprii www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Blog che non funziona più da anni, ma che superò ampiamente, nel tempo, il milione di visualizzazioni.

All'epoca non esistevano ancora i social e, da poco, erano nati i blog.

Dei curiosi diari personali online, nei quali scrivere qualsiasi cosa (all'epoca, peraltro, vi era molta più libertà in rete e la censura praticamente non esisteva. Ed era meglio, sottolineerei!).

Avevo iniziato da qualche anno prima a muovere i primi passi nell'ambito della carta stampata.

Piccole collaborazioni su riviste di letteratura (all'epoca scrissi molto di Beat Generation) e politica (la prima rivista autorevole sulla quale pubblicai qualcosa fu, infatti, la socialista “MondOperaio”).

Il mio primo blog, per il quale scelsi come effige il volto del mio eroe di sempre, Giuseppe Garibaldi, inizialmente puntava a raccogliere barzellette, giochi di parole, racconti, che mi inventavo lì per lì o che avevo scritto nella mia gioventù.

Poi via via, iniziai a scrivere qualche articolo politico e controculturale.

Il mio obiettivo è sempre stato quello di privilegiare la formazione, rispetto alla vuota informazione. Ho sempre detestato l'informazione e, più ancora, la cosiddetta “inchiesta”.

Ho sempre preferito la Storia, la controcultura, l'arte. Ciò che può rimanere eterno, rispetto a notiziole che possono scadere nell'arco di pochi giorni o di pochi anni.

La formazione è per sempre. L'informazione dura poco e serve solo a confondere le idee.

E così, con la mia cultura da autodidatta (per scelta!) e la mia formazione politica di stampo mazziniano, garibaldino, libertario, socialista, teosofico e massonico, iniziai a scrivere i primi articoli storico-politici sul blog, spaziando dalla storia della Massoneria, allo gnosticismo, al Risorgimento italiano, rievocando le imprese di Mazzini e Garibaldi e/o quelle degli storici partiti laici, dal PSI al PSDI, passando per il PRI (oltre che lo storico e nobile Partito Radicale di Mario Pannunzio, molto diverso dalle creature pannelliane degli anni successivi).

Sono argomenti, del resto, di cui ho studiato e scritto per tutta la mia vita successiva.

Pubblicando saggi su questi argomenti, oltre che scrivendo di erotismo, mondo femminile (ah, le donne, casanovianamente parlando, sono sempre state la mia passione, fin da piccino!), controculture e socialismo (approfondendo, in particolare, la vita e le imprese di Eduard Limonov, di cui mi onoro di essere stato il primo, in Occidente, a scrivere diffusamente, dopo l'omonimo romanzo di Emmanuel Carrère).

Nel 2013 fondai il blog www.amoreeliberta.blogspot.it e l'omonimo pensatoio (anti)politico e (contro)culturale (con immagine simbolo Anita Garibaldi), nel quale ho approfondito ulteriormente determinate tematiche, ampliandole a concetti quali la democrazia diretta, il populismo di sinistra, il giornalismo Gonzo (al cui capostipite Hunter S. Thompson, sarò sempre debitore), la geopolitica dei Paesi socialisti (latinoamericani e asiatici in primis).

In un sincretismo che non faceva che arricchire un filo conduttore in me mai sopito: la ricerca dell'emancipazione individuale, spirituale e, dunque, collettiva. Contro ogni forma di dogmatismo, di totalitarismo, di egoismo e religione/superstizione, di qualsiasi colore fosse.

E', infatti, grazie a quanto ho scritto nei miei blog, che sono nati i miei saggi: “Universo Massonico”; “Ritratti di Donna”; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore”; “L'Altra Russia di Eduard Limonov – i giovani proletari del nazionalbolscevismo” e “Ritratti del Socialismo”.

Dal 2004 al 2024 di acqua sotto i ponti ne è passata moltissima.

Gli eventi della vita, personale e che ci circonda, mi hanno inevitabilmente cambiato.

Oggi sono sicuramente meno entusiasta rispetto al passato e vagamente più triste. Ma suppongo sia normale.

Le disillusioni, del resto, sono state molte e, suppongo, facciano parte di quella che chiamano “vita” (o “esistenza terrena”).

Suppongo di poter andare fiero di essere sempre stato fedele al mio spirito originario. E, anche per questo, di non aver mai fatto carriera in nessun settore.

Questo, ad ogni modo, mi ha permesso di scrivere sempre ciò che volevo scrivere e di cercare di farlo approfondendo e andando oltre ogni forma di pregiudizio, banalità, luogo comune o partito preso.

Nei miei blog sono stato felice di aver dato spazio a persone di cui sono stato e sono onorato di essere amico, da Peter Boom al prof. Giancarlo Elia Valori, passando per le numerose interviste che ho avuto la possibilità di fare, da quella al prof. Aldo A. Mola, fino a quella al già citato Eduard Limonov.

Oltre ad aver avuto l'onore di lasciarmi ispirare, per la scrittura di molte delle mie poesie, da bellissime muse quali Maria José Peon Marquez, Valentina Sussi, Manuela Castagna, Stephanie Milanez, De Maga Mortem, Emanuela Polzella, Fifì (ultima fidanzata di Limonov), Aleksandra Ricikova, Vasilisa Semiletova, Holy Mane Magdala.

Come sarà il futuro del web non possiamo saperlo. Al momento sembra disseminato di censure, fake news, invettive. Del resto è un'espressione del mondo reale e il mondo è sempre stato quello che è.

Seguitiamo a scrivere, finché ne avremo voglia o la possibilità di farlo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 17 giugno 2021

Roger Waters manda a quel paese Facebook e denuncia lo strapotere censorio dei social. Articolo di Luca Bagatin

Roger Waters, cofondatore dello storico gruppo Pink Floyd e celebre musicista e compositore britannico, da sempre attivo in numerose campagne in difesa dei diritti civili, umani e politici, ha detto no a Facebook.

Anzi, ha letteralmente mandato “affanculo” il suo fondatore, Mark Zuckerberg.

Il social di proprietà di Facebook, Instagram, voleva infatti usare la storica canzone dei Pink Floyd “Another Brick in the Wall” e di cui è autore, per una pubblicità, dietro pagamento di (molto) danaro, ma Waters ha rispedito al mittente la richiesta, affermando testualmente: “andate affanculo, non se ne parla proprio”. Aggiungendo (ad un raduno in favore dell'attivista e giornalista libertario Julian Assange), relativamente ai social, che ormai hanno il controllo di tutto e su tutto: “Lo racconto perché penso sia pericoloso che questi prendano il controllo di praticamente ogni cosa. Non sarò parte di queste stronzate, Zuckerberg”.

Roger Waters punta dunque il dito contro lo strapotere dei social, come peraltro ha sempre fatto contro le multinazionali private e i governi liberal-capitalisti di tutto il mondo, affermando ancora, relativamente alla richiesta dell'uso commerciale della sua canzone: “Eppure vogliono usarla per rendere Facebook e Instagram ancora più potenti di quanto non siano già in modo che possano continuare a censurare tutti noi in questa stanza e impedire che il grande pubblico venga a conoscenza di questa storia su Julian Assange e possa dire: “Cosa? No, mai più””.

Roger Waters ha rincarato la dose, riferendosi a Zuckerberg e al sito che aveva creato ad Harvard, al campus, nato per organizzare appuntamenti con tanto di punteggio per le ragazze: “Perché mai abbiamo dato tanto potere a questo cazzone che ha iniziato con ‘È carina, le diamo quattro su cinque’? Eppure eccolo qui, uno degli idioti più potenti al mondo”.

Roger Waters, da sempre dichiaratamente socialista e nonviolento, oltre a supportare le battaglie di Julian Assange e la sua liberazione, è da sempre al fianco del popolo palestinese e ha sempre mostrato il suo sostegno a tutti quei governi socialisti avversati dagli USA, come Cuba e Venezuela, che lottano da anni contro embarghi e blocchi commerciali totalmente ingiusti e che violano il diritto internazionale.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 8 giugno 2021

La nudità censurata dai social. Articolo di Luca Bagatin

Il nudo fa ancora scandalo, a giudicare dal fatto che, alcuni social network, come ad esempio Facebook, lo censurino ancora oggi, nel 2021.

Per quanto artistico, casto, tutt'altro che esibito in modo procace.

Il sottoscritto è stato bannato/bloccato per giorni su Facebook, in passato e finanche di recente, per queste ragioni. Per aver postato foto di nudi artistici tratti da opere del grande fotografo Helmut Newton o comunque scatti artistici nei quali si vedeva una donna completamente nuda, di spalle.

Aggiungendo talvolta una frase che mi sembra oggi più che mai evocativa: “Una delle cose che mi intriga di più in una donna è il suo spirito selvaggio.

Incatenato da secoli da una società di merda, fondata sul materialismo, la religione e il danaro (i più demoniaci degli strumenti inventati dalla mente umana malata), tale spirito aspetta solo di essere liberato.

Per congiungersi al Divino che è in lei/noi”.

Nel 2013 pubblicai un articolo, contenuto anche nel mio secondo saggio, “Ritratti di Donna” (Ipertesto Edizioni, 2014), dal titolo “Il mito della Donna Selvaggia e gli archetipi junghiani attraverso fiabe e miti”, nel quale analizzai il celebre testo “Donne che corrono coi lupi”, della psicanalista junghiana Clarissa Pinkola Estés.

Tale testo è fondamentale per comprendere come le religioni, in particolare quelle monoteiste istituzionalizzate e la cultura patriarcale-clericale, abbiano voluto distruggere tutto quanto di istintuale, naturale e “selvaggio” fosse custodito dalle più antiche civiltà della terra.

Non stupisce, dunque, che la nudità, la sessualità libera e non mercificata (dalla pubblicità commerciale, dalla prostituzione, dalla pornografia dietro pagamento di danaro), desti ancora oggi scandalo e debba essere perseguitata, così come tutti coloro i quali cercano di “liberarla”, attraverso immagini, testi, poesie, riflessioni.

Nel mito antico greco, la natura istintuale e selvaggia delle donne, era rappresentata da Baubo, la dea greca dell'oscenità e della sessualità sacra. Una dea senza testa, i cui occhi sono i capezzoli e la cui bocca è una vagina, la quale aveva il particolarissimo compito di raccontare storie oscene e piccanti, al fine di far sorridere Demetra e quindi trarla in salvo dalla depressione per la perdita della figlia, fornendole l'energia necessaria per riprenderne le ricerche.

Ecco che Baubo rappresenta l'energia sessuale, una vera medicina per lo spirito e pertanto, sin dalle più antiche Tradizioni, ritenuta sacra e paragonata all'umorismo, al sorriso che allevia ogni tristezza e collera.

Ovvero il contrario della repressione, della censura, della tristezza fomentata dalle ideologie, dalle religioni fanatiche e finanche dai social network che della censura (fatta passare per “standard della comunità”) fanno una bandiera.

Libera sessualità e nudità (simbolo della verità senza ipocrisie), libere appunto dalla mercificazione, dal pregiudizio e dalla violenza, furono invece la bandiera non solo degli hippie degli Anni '60, ma, più indietro nel tempo, delle comunità naturiste tedesche degli Anni '20, promosse dal pedagogista Adolf Koch, leader del movimento naturista e socialista Freikörperkultur (cultura del corpo libero), fondato nel 1898.

Ovvero uno dei primi movimenti nudisti a livello mondiale (recuperando le concezioni precedenti alla visione mortificatrice del nudo a partire dal triste e oscuro Medioevo), che, lontano da ogni forma di erotismo, proponeva semplicemente il nudismo – spesso legato a sport atletici - per migliorare il proprio benessere fisico e mentale, a contatto con la natura incontaminata.

Un aspetto peraltro già sperimentato da Gabriele d'Annunzio e dai suo Legionari, nella libera Repubblica di Fiume o Reggenza del Carnaro, nel 1919-1920. Nella Fiume d'annunziana non solo il nudismo era libero, ma era libera ogni forma di sessualità fra persone consenzienti.

Fatto sta che, proprio per il suo carattere libero e socialista, il movimento Freikörperkultur fu bandito e perseguitato dal nazismo.

Non stupisce che, ancora una volta, l'oscurantismo bigotto, conservatore e antisocialista, perseguiti forme di quella che amo definire libera-azione. E' così da secoli e, come per ogni forma di libero pensiero, tutto ciò è destinato, in un modo o nell'altro, a finire represso a vario modo.

Non sia mai che l'essere umano possa scoprire che egli è molto di più di un automa condizionato o condizionabile da ideologie, sovrastrutture, religioni o sistemi economici....

Persino lo scrittore nazionalbolscevico Eduard Limonov, negli Anni '70 e '80, posò per dei celebri scatti fotografici completamente nudo (alcune volte con le mogli dell'epoca, altre da solo).

Ma questi scatti destano ancora oggi scandalo...per i social network e non solo...quando invece l'oscenità è ben altrove.

E' nell'ipocrisia delle menti di chi guarda con occhio limitato e malizioso.

E così, anche questo articolo, nella sua home page, non può essere pubblicato con una foto di nudo, per non incappare nella censura. Ma con la foto della sagoma di una donna, nella natura, che ci da le spalle...forse per non vedere gli orrori del mondo ipocrita e ottuso che abbiamo costruito.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 4 ottobre 2019

"Amore e Libertà" aderisce all'appello contro la censura e per la libertà di espressione. Il nostro sogan è: "VIETATO VIETARE ! NO ALLA CENSURA !"

Il nostro blog/pensatoio, "Amore e Libertà", nato nel 2013 e da qualche mese divenuto anche un libro (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/), in prima linea - sin dalla sua fondazione-  contro ogni tipo di censura, divieto, discriminazione e per la libertà assoluta di espressione e di pensiero - nel rispetto dei credi e delle persone - ha aderito di buon grado all'APPELLO CONTRO LA CENSURA E PER LA LIBERTA' ESPRESSIONE, promosso dal sito Intellettuale Collettivo.
L'appello nasce a seguito di censure operate dal "social" network Facebook relativamente ad alcune pagine dal taglio politico, storico, giornalistico, culturale e satirico che sono state inspiegabilmente censurate e chiuse.
Il nostro blog/pensatoio, forte della sua impronta ideale democratico diretta e autogestionaria, ribadiamo, è per l'assoluta libertà di espressione e di pensiero. Anche relativamente a ciò che possiamo non condividere o a ciò che può essere lontano o lontanissimo da noi. Perché tutti, nel rispetto del prossimo, devono avere la possibilità di dire la propria. E, pertanto, siamo anche contrari al fatto che Facebook abbia chiuso pagine dai più vari orientamenti politici, solo perché magari non allineate al verbo "politicamente corretto".
Riteniamo altresì che le piattaforme web e i "social" network, dovrebbero diventare di proprietà dei fruitori stessi, ovvero di tutti i cittadini del mondo. In tal modo potrebbero assolvere a una funzione veramente sociale e di dibattito aperto al confronto, senza censure. Senza pubblicità commerciale, senza controllo del web e delle vite delle persone da parte di aziende private.
E' unicamente con questo spirito che abbiamo aderito e aderiremo sempre allo slogan: "VIETATO VIETARE ! NO ALLA CENSURA !"

Luca Bagatin
 

APPELLO CONTRO LA CENSURA E PER LA TUTELA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

Set 26, 2019 | articolo
[L’Appello che segue è stato pubblicato su L’Antidiplomatico in data 25 settembre 2019.È disponibile in formato pdf su Academia o liberamente scaricabile dal seguente link]
Poi vennero a prendere i comunisti,e io non dissi niente,perché non ero comunista.Un giorno vennero a prendere me,e non c’era rimasto nessuno a protestare(Martin Niemöller, pastore protestante tedesco, oppositore del nazismo)
La mannaia della censura ha colpito, in sole quarantotto ore, decine di blog di taglio politico, storico-culturale, giornalistico, satirico presenti sul social network Facebook.
Blocchi ingiustificati e rimozione di pagine senza possibilità di replica alcuna si sono scagliati contro chiunque, in questi anni, abbia provato a raccontare, seppur in chiave ironica e satirica, in modo più o meno velato e tranchant, l’odierna realtà politica e sociale. Tra le vittime si segnalano in particolare diverse pagine di area comunista, progressista e antimperialista.
Sono state bloccate:
-Lo Zio di Christian De Sica
-Pastorizia e Perestrojka
-Comitato Centrale per la difesa dell’Ortodossia
-Premio Goebbels per la Disinformazione
-Fronte dei Popoli
-Socialisti Gaudenti (poi “sbloccata”)
Hanno ricevuto avvisi di possibile chiusura:
-I Maestri del Socialismo
-La Destra del Partito
-Minniti Skinhead
-Interisti Stalinisti
-Becero stalinismo di provincia
-Drive ISays – Il Keynes delle Murge
Sono ancora esistenti ma al momento impossibilitate a pubblicare nuovi contenuti:
-Ufficio Sinistri
-Scintilla Rossa
-Cuba. Geografia del desiderio
Hanno avuto o hanno tuttora restrizioni di accesso ai propri profili personali:
-Alessandro Pascale, scrittore
-Roberto Vallepiano, scrittore
-Omar Minniti, giornalista
Questo è per ora solo un censimento parziale e in costante aggiornamento e riguarda pagine che sono seguite complessivamente da centinaia di migliaia di utenti.
La tecnica utilizzata è stata quella di bloccare immagini e post di vario tipo che inneggerebbero, secondo i parametri aziendali, alla violenza, al suicidio, all’odio, ecc..
Censurati, perché accompagnati da immagini utilizzate come fonti storiche, anche post come quello del Professor Santomassimo dell’università di Siena, sul ruolo di Luigi Einaudi durante il fascismo ed il carattere politico della sua presidenza della Repubblica; censurato anche un estratto del libro Il Totalitarismo liberale che descrive le tecniche mediatiche utilizzate da Goebbels nel Terzo Reich nazista.
È evidente che è stata fatta partire una manovra di ampio raggio e che verosimilmente ci siano responsabilità interne all’azienda, salvo l’ipotesi di un attacco organizzato da hacker e singoli.
In una società in cui il principale canale comunicativo è diventato un social network, ciò significa nella sostanza un attentato alla libertà di critica, di cultura e del libero pensiero.
Facebook è un’azienda e come tale decide le proprie regole da applicare, ma è evidente che tale azienda svolge ormai un ruolo e un servizio pubblico, diventando uno dei principali canali di divulgazione e comunicazione politica, come testimoniano ormai le pagine dei politici italiani (e non solo) più famosi.
Ostacolando o chiudendo alcuni canali politici alternativi, che svolgono una concreta e sana attività di informazione e di critica, Facebook va a ledere i principi liberali garantiti dalla Costituzione Repubblicana Italiana, la quale vede la firma di un comunista, Umberto Terracini.
Forse il dato era scontato, ma in tempi di revisionismo storico è utile ricordarlo.
La Repubblica Italiana può accettare che un’azienda privata possa decidere quali forze politiche non abbiano diritto di parola? L’Italia è una Repubblica fondata sull’antifascismo, sulla gloriosa Resistenza partigiana. Organizzazioni fasciste non dovrebbero neanche esistere e non esisterebbero, se non fossero stati compiuti molti errori nel periodo “Costituente” della Repubblica. Il fatto che siano state cancellate dal web si è rivelato in sé un atto più avanzato rispetto alla situazione vigente realmente nelle città italiane.
Nella Costituzione è espresso il divieto di ricostituzione di organizzazioni fasciste, anche se molte di queste forze dominano la politica italiana dopo essersi opportunamente travestite e mascherate. La censura alle organizzazioni fasciste non può però diventare un pretesto per avviare una repressione di ogni forma di critica che non sia conforme ai codici di un’azienda.
Il popolo italiano, i lavoratori di questo Paese a cui è stato detto di vivere in democrazia, possono forse accettare sciaguratamente che un’azienda controlli i dati principali delle loro vite, ma possono accettare che questa diventi anche la regolatrice di ciò che possono o non possono leggere e conoscere?
Il Presidente della Repubblica,
il Presidente del Consiglio dei Ministri,
le forze politiche al governo, quelle di maggioranza e quelle di opposizione, possono accettare una così smaccata perdita di sovranità del nostro Paese da parte di una multinazionale straniera?
Intendono accettare questa restrizione di libertà politica, giornalistica e culturale?
Possono convivere con la fine della finzione di una democrazia liberale che non è mai stata realmente libera dal controllo dai tratti neo-coloniali imposto dagli Stati Uniti d’America?
Abbiamo il dubbio che la tempistica con cui giungono queste “purghe” non sia casuale: esse avvengono soltanto tre giorni dopo la mozione approvata dal Parlamento europeo sull’equiparazione tra il comunismo e il nazifascismo, votata anche dai deputati delle seguenti forze politiche: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Partito Democratico.
Denunciamo di aver subito una censura politica da parte di un vero e proprio totalitarismo sempre meno “liberale”, dove una multinazionale può permettersi di attuare forme di censura degne dell’epoca nazifascista.
Cosa rivendichiamo? Un intervento politico teso a tutelare la libertà di espressione e il pluralismo politico e giornalistico, così come previsto dalla Costituzione, creando l’impossibilità tecnica per un’azienda di escludere le voci dissidenti da quello che è ormai diventato un servizio pubblico.
Ricordiamo in tal senso a Zuckenberg  il responso della Corte Suprema statunitense nella causa “Munn contro lo Stato dell’Illinois” (1877):
«La proprietà riveste un pubblico interesse quando viene adibita ad usi che la rendono di pubblico dominio… Quanto, pertanto, un individuo offre la sua proprietà per un servizio che interessa anche il pubblico, in tal caso egli in pratica concede al pubblico un interesse in quest’uso, e deve permettere che sia sottoposto a un controllo da parte del pubblico per il vantaggio comune, nei limiti del nuovo interesse che egli stesso ha così creato».
Se non sarà possibile una regolamentazione più attenta, per la quale occorrerebbe l’intervento attivo e stabile di un organismo di controllo pubblico, chiediamo la socializzazione dei servizi resi dall’azienda in Italia e l’espropriazione della piattaforma di comunicazione, con tutti i dati in essa presenti, alla cui tutela e garanzia vada una commissione che comprenda rappresentanti governativi e delegati regolarmente eletti dagli iscritti alla piattaforma.
Su queste rivendicazioni e parole d’ordine firmiamo questo documento aperto alla sottoscrizione popolare.
SOTTOSCRITTO IN DATA 25-09-2019 DAGLI AMMINISTRATORI DELLE PAGINE:
Pastorizia e Perestrojka
I Maestri del Socialismo
Ufficio Sinistri
Comitato Centrale per la difesa dell’Ortodossia
Premio Goebbels per la Disinformazione
Fronte dei Popoli
La Destra del Partito
Interisti Stalinisti
Lo Zio di Christian De Sica
Scintilla Rossa
Cuba. Geografia del desiderio
Drive ISays – Il Keynes delle Murge
ULTERIORI SOTTOSCRIZIONI (per adesioni, da parte di singoli, pagine social e organizzazioni di varia tipologia, inviare una mail a info@intellettualecollettivo.it o contattare una delle pagine promotrici. Elenco aggiornato al 3 ottobre 2019)
-organizzazioni:
Nuova Direzione
FGCI – Federazione Giovanile Comunista Italiana
Jugocoord (Segreteria)
Associazione Primo Ottobre di amicizia Italia-Cina
Collettivo “Le Gauche”
-pagine e gruppi social:
Spread it
Il Totalitarismo Liberale
Amore e Libertà
D.D.R. DEUTSCHE DEMOKRATISCHE REPUBLIK
Risposte Cristiane
MIG – Mondo Informazione Geopolitica
Stachanovblog.org
La Cina Rossa
-singoli:
Simone Antonioli
Nicholas Bondi
Michele Buzzi
Jessica Calosci, Pistoia
Giovanni Carosotti
Yuri Cavalieri – Civita Castellana (Viterbo) Consigliere comunale PRC
Marco Chessa
Luigi Ciancio
Luigi Ciaraffa
Giuseppe Cracas
Leonardo Cribio
Antonio Curró, segretario Circolo Impastato, PRC Messina
Michele De Luisi
Fabrizio De Paoli
Ivan Di Francesco
Pierluigi Di Rauso
Dabar Drabovic
Antonio Dresdi
Mark Epstein, USA
Francesco Fustaneo
Simone Gimona
Dario Giovetti
Marica Guazzora
Daniele Idili, membro segreteria regionale PCI Liguria e del Comitato Centrale PCI
Alessandro Latella
Alberto Mardegan
Nicolò Martinelli, Responsabile Antifascismo Giovani Comunisti/e
Mario Mele
Omar Minniti
Paolo Morpurgo
Nader Muhieddine
Stefano Paltrinieri
Barbara Parracino
Alessandro Pascale
Virginio Pilò
Marco Pondrelli, direttore di Marx21.it
Mario Postiglione
Roberto Preve
Francesco Radogna
Stefano Randelli
Andrea Renzullo
Pietro Scalzo
Marco Schincaglia
Andrea Siciliani
Antonio Soga
Fausto Sorini
Clara Statello
Ilaria Teofani
Vittorio Toscano
Gianni Urioni, Pordenone
Roberto Vallepiano
Manuel Vulcano
Sabrina Zocco Ramazzo

giovedì 4 agosto 2016

Pubblicità commerciale e società mercificata: antitesi della Civiltà dell'Amore. Articolo di Luca Bagatin

Ci si indigna di rado e troppo poco. Ad ogni modo è bastata l'immagine choc di una donna a terra con i pantaloni abbassati, con le mani che premono l'asfalto e a gambe divaricate a pubblicizzare una marca di scarpe, per indignare il web ed il mondo dei cosiddetti social network.
Ben venga, ma come dicevamo, ci si indigna troppo poco per l'uso ed abuso della pubblicità commerciale che, lungi dall'essere una forma di arte creativa, è l'espressione massima della società commerciale e mercificata imposta dal mondo mediatico e mediocre che, non a caso, ha contribuito – assieme all'imbarbarimento dell'istituto scolastico, svenduto al privato ed alle mere logiche economicistiche sull'onda degli istituti scolastici d'Oltreoceano che tutto hanno prodotto salvo che cultura – ad appannare la vera ed autentica arte: da quella Sacra a quella profana, da Michelangelo a Gauguin passando per il nostro Leonardo Da Vinci. L'arte che decantava la Natura, l'Essere Umano, il Vero, il Buono e il Bello.
Un messaggio che veicola un prodotto non può, per la sua stessa funzione, essere considerato una forma d'arte. Peggio ancora se il messaggio commercial-pubblicitario rappresenta una donna o comunque una persona che sembra sia stata stuprata, come nel caso di cui sopra.
Che poi l'immagine sembra quasi suggerire che ad essere stuprate, peraltro, siano le menti di chi guarda e di chi acquista, attraverso il veicolo del messaggio commercial-pubblicitario che tende, appunto, a suggerire bisogni indotti di cui, altrimenti, non avremmo alcuna reale necessità.
E' il caravanserraglio dell'effimero, del “reality”, del “social”, ove ogni rapporto e ogni atto è relegato alla compravendita, ad una manifestazione ragionieristica di “dare-avere”, ad amicizie fasulle, a prodotti voluttuari di cui non sapremmo che farcene se dietro ad essi non fosse costruito un “mondo effimero”, appunto, creato da appositi operatori pubblicitari e del merchandising, novelli lobotomizzatori di una società capitalistica che non conosce il sentimento, l'amore, la stabilità e la profondità dei rapporti, ma rincorre il desiderio, il piacere (sino a raggiungere immagini che, pur di scioccare, raggiungono il dolore estremo), l'effimero, il fuggevole, l'instabile. E questo in ogni ambito: da quello lavorativo (la flessibilità del lavoro, imposta ormai tanto dai governi di destra che di sinistra) a quello sentimentale (con tanto di reality show, spesso importati d'Oltreoceano, che sdoganano l'infedeltà di coppia) sino all'omologazione del pensiero, alla mediaticizzazione di ogni atto della vita quotidiana (i famosi “cinque minuti di celebrità” tanto decantati da Andy Warhol, capostipite della società dello spettacolo in salsa pop), ai beni di consumo sempre meno durevoli in quanto costruiti in modo tale da non essere durevoli, al fine di alimentare sempre di più la spirale del consumo e del ciclo continuo inunamitario del “produci-consuma-crepa”.
E' poi naturale che, di fronte a tutto ciò, le differenze si annullino, che le identità scompaiano, che l'immigrato extracomunitario veda l'Occidente opulento come il Paese del Bengodi e rinunci ai suoi usi e costumi per snaturare sé stesso giungendo nei nostri “lidi” tutt'altro che felici, bensì fasulli, effimeri e fondati sullo sfruttamento delle menti, dei corpi, del desiderio, ovvero sui bisogni indotti che uccidono i sogni di vera emancipazione e di libertà, ovvero di autogoverno e di autogestione: la base della democrazia partecipata e partecipativa.
L'ideologia del desiderio e la società del piacere, dunque, in luogo della Civiltà dell'Amore, come ho spesso scritto. L'ideologia dell'ego e del dolore (con relativa tivù del dolore !) contro l'idea di una società di liberi ed eguali perché consapevoli delle proprie scelte, dei propri bisogni, delle proprie identità e culture.
Ciò che non è riuscito a fare il totalitarismo sovietico sembra esserci riuscito il totalitarismo del capitalismo assoluto e della società mercificata ed una rilettura in tal senso di “1984” di George Orwell sarebbe più che mai appropriata. Del resto il “Grande Fratello” è, forse non per caso, uno dei realty show fra i più noti e popolari al mondo (sic !).

Luca Bagatin

sabato 1 marzo 2014

Breve ma ragionata critica dei social network (articolo tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


Li chiamano social, ma, in realtà, hanno davvero una funzione sociale ?

Sono divertenti certo, ma, invero, non aiutano alla socializzazione.
Incoraggiano semplicemente l'ego, il litigio facile, la presunzione insita in ciascuno di noi.
Incoraggiano pseudo-leader politici e pseudo-capi di Stato e di Governo nei loro deliri social.
Incoraggiano la superficialità, racchiusa in tweet di massimo 130 caratteri.
Impossibile esprimere pensieri profondi. Impossibile pensare che, quanto scriviamo, sia davvero interiorizzato da chi ci legge. Per quanto ci clikki con un mi piace.
L'ideologia del mi piace, invero, nasconde pochezza di pensiero. Omologazione. Scarsa propensione al dialogo in quanto non si possiedono più di 120-130 vocaboli. Il linguaggio, questo sconosciuto.
Belle foto, spesso nelle pose più assurde e, all'apparenza, provocanti. Però, nei social, sono bandite le foto di nudo...anche se artistico !
Assurdo. L'arte paragonata a pornografia. L'arte paragonata a voyeurismo. Il voyeurismo, forse, delle menti degli ideatori dei social che, nei fatti, sono degli (a)social. Dei luoghi-nonluoghi che esistono solo per veicolare pubblicità più o meno palesi, più o meno occulte, in banner che compaiono nel web ormai in e da ogni dove.
E' questo il Grande Fratello webbizzato post-marcuzzizzato. Il controllo dei gusti e delle tendenze degli utenti dei social, controllati dai professionisti della pubblicità e del marketing economico e finanche politico.
Nessuno sbocco creativo. Nessuno sbocco affettivo. Solo un freddo schermo del computer e, là fuori, i signori dell'economia e della politica spicciola. Più diversi voyeur, alla ricerca di sesso facile. Spesso, purtroppo, a pagamento.

Luca Bagatin

giovedì 20 febbraio 2014

ll sedere (di Miss Lili Marlene) che scandalizzò l'a-social Zukerberg (YANKEE GO HOME !)

E' l'ennesima censura alla libera espressione che Facebook mette in atto ai danni dei suoi utenti, "punendoli" per aver postato foto ritenute "scabrose".
L'osceno, lo scabroso, il pornografico, lo ricordiamo ancora una volta - se ce ne fosse bisogno - è altro.
E' la violenza. Comune, politica, sociale. 
E' l'impossibilità di esprimersi, di vivere, di godere e far godere al prossimo l'esistenza.
Solidarizziamo pertanto con la meravigliosa Lili Marlene Enrica in arte Miss Lili Marlene, artista, performer, stilista ed ideatrice del GlamourLesque per essere stata impunemente bloccata dalla sessuofobia di facebook, che non ammette sederi in mostra.
E come sempre facciamo nostro il grido di battaglia tintobrassiano: EVVIVA IL SEDERE ! ABBASSO IL POTERE (anche degli a-social network) !
 
E segnaliamo, ancora una volta, alla faccia degli Zukerfurer, l'intervista che le abbiamo fatto:

http://amoreeliberta.blogspot.it/2014/02/intervista-esclusiva-di-luca-bagatin.html

giovedì 5 dicembre 2013

"Aforismi e riflessioni d'Amore e Libertà" by Luca Bagatin



Al consenso è preferibile il buonsenso. Al consesso è preferibile il buon sesso.
Se il mattino ha l'oro in bocca significa che tutto sommato non ha risentito della crisi.
C'è chi, infatti, si può permettere capsule decisamente più economiche.
Agli scoop giornalistici preferisco le scopate letterarie.
Antonio Gramsci sosteneva che la verità è sempre rivoluzionaria.
Ma è la nudità a rappresentare, davvero, la verità.
Quindi è la nudità ad essere rivoluzionaria !
Adoro la figura del rivoluzionario Benjamin Franklin, non solo perché fu eminente massone ed attivista della Rivoluzione Americana, ma anche perché non brevettò mai la sue invenzioni. Egli riteneva infatti che dovessero essere appannaggio di tutto il popolo.
Un vero antagonista dei brevetti e dei diritti d'autore, a tutto vantaggio della collettività !
Non c'è nulla di più entusiasmante dell'erotismo, specie se è l'anticamera per il romanticismo.
La pubblicità commerciale, come accaduto per la televisione e per molti giornali, renderà il web meno libero. Ce ne renderemo conto presto, purtroppo.
La differenza fra lealisti berluscones e alfaniani; fra cuperliani e renziani; fra grillini e leghisti ?
Nessuna.
Codeste fazioni, infatti, meriterebbero di essere cacciate dal Parlamento, senza passare per il Via (ovvero senza alcuna indennità pagata dai contribuenti).

lunedì 2 dicembre 2013

AMORE E LIBERTA' versus Pubblicità Commerciale

 Come ci segnala anche il caro amico e collaboratore Paolo Roberto Manca, il quale lamenta un'eccessiva presenza di pubblicità commerciale su Facebook, rileviamo da tempo che stanno rendendo pressoché ogni sito web zeppo di pubblicità. 
Le mail di yahoo, fra l'altro, da qualche mese, sono piene di banner pubblicitari/commerciali, al punto da essere ormai quasi inutilizzabili.
La pubblicità commerciale, come già accaduto per televisione ed organi di stampa, renderà meno libero anche il web.
Occorre organizzarsi in qualche modo, anche con boicottaggi di massa.
La libertà di espressione e di nagivazione è anche questo. Non è certo far guadagnare danaro a pochi, ma diffondere cultura e guadagno ai molti.