giovedì 18 luglio 2019

40 anni dalla Rivoluzione sandinista. Il Nicaragua socialista, cristiano e solidale del XXI secolo. Articolo di Luca Bagatin

19 luglio 1979, fine della dittatura sanguinaria del liberal-conservatore Anastasio Somoza Garcia, sostenuto dagli USA e vittoria del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). La fine di un incubo per il Nicaragua e l'inizio di una nuova era di sviluppo e nazionalizzazioni delle proprietà straniere.
Il sandinismo, come il peronismo argentino, fu una corrente del socialismo, la quale favorì la partecipazione dei lavoratori all'economia nazionale, ridandogli nuova linfa vitale.
Esso fu ispirato al rivoluzionario nicaraguense Augusto Cesar Sandino (1895 - 1934), massone e teosofo, capace di coniugare valori spirituali teosofici (votati alla povertà assoluta e al sacrificio) e socialismo. Sandino fu una sorta di Giuseppe Garibaldi nicaraguense, il quale fu il primo che, nel 1927, si ribellò all'occupazione statunitense del Nicaragua, sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, infliggendo numerose sconfitte agli USA ed ai loro marines, pur senza riuscire a liberare il Paese.
L'ideologia sandinista fu ripresa nel 1962 dal dirigente del FSLN Carlo Fonseca Amador (1936 - 1976), oppositore di quel dittatore Somoza che fu l'uomo di riferimento di Roosevelt in Nicaragua e da Roosevelt stesso considerato “il nostro figlio di puttana”. Quel Somoza che, nel 1934, fece assassinare Sandino, dando vita a una lunga dittatura, che durò dal 1936 al 1979.
La piattaforma del sandinismo, ovvero del FSLN, era votata alla lotta armata alla dittatura sostenuta dall'imperialismo statunitense e, dunque, alla liberazione del Paese dall'oppressore ed all'instaurazione del socialismo non materialista in un contesto capitalista.
Fu solo nel luglio 1979 che i sandinisti, guidati, fra gli altri, da un giovane Daniel Ortega e sostenuti dall'esterno da Cuba, dal Messico, dai Paesi del Patto di Varsavia e dalla Libia socialista di Gheddafi, sconfissero e fecero fuggire Somoza, dando vita a un governo provvisorio, capace di coniugare valori democratici, spirituali, teosofici, cristiani, marxisti e socialisti.
50.000 i morti nicaraguensi nel conflitto. 120.000 quelli fuggiti nei Paesi limitrofi.
Il nuovo governo sandinista riuscì a risollevare le sorti del Paese e a garantire quei diritti umani prima negati, ricevendo l'appoggio persino di parte della Chiesa cattolica (quella che diventerà la corrente denominata “Chiesa dei Poveri” e della cosiddetta “teologia della liberazione”). Si pensi che persino dei sacerdoti furono chiamati a ricoprire la carica di Ministro del nuovo governo sandinista.
Fra le prime riforme, l'abolizione della pena di morte; l'introduzione dello Statuto dei diritti e garanzie dei nicaraguensi; fu sancita l'uguaglianza di tutti i cittadini, la libertà religiosa e di coscienza e di organizzazione politica. Sul piano economico vennero confiscati i beni della famiglia del dittatore Somoza e dei suoi complici; fu nazionalizzato il sistema del commercio con l'estero e quello finanziario; fu sancito il controllo statale sulle risorse naturali; furono ridotti gli affitti, creato un fondo contro la disoccupazione e introdotta una riforma agraria, con la redistribuzione dei terreni ai contadini.
Sul piano dell'istruzione fu dichiarata gratuita l'istruzione universitaria e il processo di alfabetizzazione portò a una riduzione dell'analfabetismo dal 50% al 12%.
Nel 1983 il Nicaragua fu dichiarato, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, un Paese modello nella salute.
Nel corso degli Anni '80, gli USA di Reagan tornarono a interferire nella politica del Nicaragua, finanziando i Contras, ovvero i gruppi armati controrivoluzionari, i quali compirono numerosi attacchi contro ospedali, chiese, fattorie e massacrando la popolazione civile. Tale situazione terminò solo nel 1988, con la dichiarazione del “cessate il fuoco” fra Contras e governo sandinista.
Solo nel 1990 il FSLN fu sconfitto alle elezioni e subì una battuta d'arresto, portando al potere la liberal conservatrice Violeta Chamorro, sostenuta dagli USA, la quale avviò riforme liberiste che riportarono indietro il Paese e a nuove diseguaglianze.
Solo nel 2006, guidati da Daniel Ortega, il quale fu peraltro un grande amico del nostro Presidente del Consiglio socialista Bettino Craxi, che molto si spese per la causa sandinista, i sandinisti ripresero la guida del Paese e sconfissero definitivamente i liberali.
Ancora oggi il governo – dopo ben quattro mandati consecutivi - è guidato dal FSLN di Ortega e della moglie Rosario Murillo, sua vicepresidente, i quali godono di un consenso di oltre il 70% dei voti.
Il Nicaragua mantiene, in politica estera, ottimi rapporti con tutti i Paesi latinoamericani e le correnti del Socialismo del XXI Secolo; in politica interna ha fatto scendere il tasso di povertà dal 42,5% al 30% fra il 2009 al 2014 ed è passato – fra il 2007 e il 2016 – dal 25% al 52% di utilizzo di energie rinnovabili.
L'organo ufficiale del sandinismo è “La Voz del Sandinismo” e si può leggere al seguente link: www.lavozdelsandinismo.com.
La Rivoluzione sandinista – il cui motto è oggi “Nicaragua: cristiana, socialista e solidale” - costata molti sacrifici e vite umane, dunque, 40 anni dopo, è viva più che mai e ha ancora molto da insegnare a questo mondo (in)globalizzato ove tutto è in vendita e i valori umani e socialisti si sono, in diversi luoghi del pianeta, da tempo perduti.

Luca Bagatin


lunedì 15 luglio 2019

Riflessioni beatnik e pasoliniane di Luca Bagatin

Occorre essere sovversivi.
Prima di tutto con noi stessi.
Occorre sovvertire prima di tutto noi stessi.

Il mondo non può essere cambiato. Il cuore umano sì.

Il problema è sempre il potere.
Quel potere che mette tutto in vendita.
Il potere delle corporazioni, delle multinazionali, del privato che corrompe finanche la politica. E distrugge ciò che di buono poteva esserci nel pubblico.
Ecco che allora si fomentano i razzismi, anche attraverso deportazioni di esseri umani.
Viviamo in una sorta di totalitarismo, solo che pensiamo di essere liberi.
Il totalitarismo di oggi è il potere del capitale. È il cuore umano indurito dall'egoismo.
È un totalitarismo dell'anima che sta generando morti.
E tanta disperazione.
Il problema vero sarà quando, alla disperazione, si sostituirà la rassegnazione.
Allora non ci sarà più scampo, per i puri di cuore.



Amo profondamente la conservazione e l'anti modernità, come Kerouac e Pasolini.
Perché il progresso materiale ha distrutto e ucciso ogni forma di spiritualità e interiorità, violandola e piegandola al potere del danaro, del consumo, del controllo dell'essere umano sull'essere umano.
Come Kerouac e Pasolini amo profondamente l'eresia, che è la libertà della purezza del cuore. Liberato dalla materia.



martedì 9 luglio 2019

Russia. Il Partito Comunista difende il candidato alle presidenziali, Grudinin, accusato di malversazione finanziaria. Articolo di Luca Bagatin tratto da "Alganews"

Pavel Grudinin, 59 anni, è stato il candidato del Partito Comunista della Federazione Russa (KPFR) alle elezioni presidenziali del marzo 2018.
Grudinin conquistò l'11,77% dei consensi, piazzandosi al secondo posto, dopo Putin.
Dopo di allora i consensi dei comunisti, in Russia, sono aumentati, al punto che alle amministrative autunnali, conquistarono diverse amministrazioni, superando in più ambiti il partito di governo, Russia Unita.
Grudinin è direttore della “Fattoria Lenin”, sita vicino a Mosca, un sovkhoz che esiste da oltre 100 anni. Dopo il crollo dell'URSS, nel 1995, il collettivo dei lavoratori dell'azienda prese la decisione di ristrutturarla e, successivamente, Grudinin ne divenne il direttore.
L'azienda divenne finanziariamente autosufficiente e le entrate furono utilizzate non solo per aumentare i salari e modernizzare la produzione, ma anche per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, costruendo scuole, asili ove i bambini ricevono pasti gratuiti e sono state costruite abitazioni a prezzi calmierati per le famiglie dei lavoratori.
Il sovkhoz è sito in un terreno edificabile particolarmente redditizio e, da quando Grudinin divenne il candidato alle presidenziali del KPFR, numerosi sono stati i tentativi di smantellare l'azienda da parte di numerosi attori, al fine di accaparrarsi il terreno sul quale sorge.
Grudinin è così da tempo accusato di malversazioni finanziarie, respinte più volte dagli avvocati e dal KPFR, che lo sostiene. Tali accuse hanno peraltro fatto decadere – dal marzo 2019 – la sua carica di deputato alla Duma, nonostante i quasi 9 milioni di voti conquistati alle presidenziali dell'anno precedente.
Sostegno a Grudinin è giunto in questi giorni dai comunisti tedeschi e inglesi, tramite i loro organi di stampa.
Sono previste manifestazioni del Partito Comunista della Federazione Russa il 13 luglio prissimo in difesa di Grudinin e della “Fattoria Lenin”, che rappresenta, secondo il KPFR, un baluardo di sviluppo economico e sociale per il Paese.

Luca Bagatin

giovedì 4 luglio 2019

"Il sentiero del Mago Bianco". Poesia di Luca Bagatin

Dedicata a David Lynch e Mark Frost, che, attraverso "Twin Peaks"
mi hanno aiutato a trovare la mia chiave interiore 


Il sentiero del Mago Bianco
poesia di Luca Bagatin
 

Ricerco te,
Donna del Mistero.
Percorrendo questa strada,
questo sentiero.
Dalla Loggia Bianca
ho attraversato quella Nera.
Qui, per salvarti,
sono rimasto prigioniero.
Come posso liberarmi ?
Come posso liberarmi ?
Come posso uscire da questa dimensione ?
C'è cattiveria attorno a me.
E' la cattiveria del mondo.
Ma io sono qui,
sono qui per salvarti.
Ho percorso il sentiero.
Quello che mi ha condotto
ai dodici sicomori.
Un demone è entrato nel mio corpo,
ma non nella mia anima.
La mia anima è rimasta pura,
come quella di un bambino autistico.
E così, con la mia anima,
sono giunto in un'altra dimensione.
E ho percorso un altro sentiero.
Sino a che le forze della Loggia Bianca
mi hanno aiutato
a ritrovare me stesso.
E così, tornando alla realtà,
ho sconfitto il demone che mi aveva posseduto.
E sono riuscito a ritrovarti.
Chi sei ?
Sei Laura ?
Sei Annie ?
Sei Audrey ?
Sei Linda ?
Sei...Alessia ?
In che anno siamo ?
Ora sto piangendo. Di gioia.
Perché ho compreso.
Ho trovato la chiave,
per uscire dalla Loggia Nera.
Siamo come sognatori,
che vivono nel loro sogno.
A volte è un incubo.
Ma ci serve per ritrovare la chiave.
Qual è la chiave ?
Non lo hai ancora capito ?
Sta pulsando dentro di te.
E' il tuo Cuore.

Luca Bagatin

In Venezuela si tassano i più ricchi. Articolo di Luca Bagatin tratto da "Alganews"

Una tassa sui più ricchi. Questa si potrebbe chiamare equità. Quella che, spesso, sembra sempre più mancare in Europa, laddove si praticano politiche di austerità sui ceti più deboli, ma sgravi fiscali sui più ricchi. Non ultima la fantomatica “flat tax”.
Nel Venezuela socialista si è pensato dunque di aumentare l'imposta per le persone fisiche e giuridiche che possiedono beni di importo superiore ai 250 mila euro.
Il deputato dell'Assemblea Costituente Orlando Camacho ha dichiarato, in sede di dibattito parlamentare: “Questa legge riconosce che in Venezuela ci sono grandi patrimoni, ci sono persone fisiche e giuridiche che hanno beni importanti e l'Assemblea Nazionale Costituente vuole che questi diano un contributo alla nazione attraverso una tassa, e quindi ha stabilito che le persone fisiche che hanno oltre 236 mila euro paghino le proprie tasse e contribuiscano alla nazione”.
Il deputato ha altresì indicato che le persone giuridiche, ovvero le compagnie, le società per azioni e le aziende con attività superiori a 250 mila euro saranno soggette a tale imposta.
Il deputato Camacho ha dunque spiegato che l'imposta sui grandi patrimoni - introdotta dal Presidente socialista Nicolas Maduro nel 2017 - passerà dallo 0,25% annuo all'1,5% e includerà: beni mobili, immobili, auto di lusso, moto di grossa cilindrata, barche, aerei, gioielli, opere d'arte, pietre preziose, minerali, titoli, azioni.
Questa legge rappresenta un passo modesto ma importante nella giusta direzione per affrontare il deficit fiscale, uno dei maggiori problemi che questa guerra economica ha generato”, ha spiegato Andrés Eloy Méndez, Presidente della Commissione Economica dell'Assemblea Nazionale Costituente.
Il socialismo latinoamericano, dunque, tassa i più ricchi. In Europa, invece, il socialismo sembra essere desaparecido da parecchi decenni. E nel frattempo le politiche di macelleria sociale sono sempre dietro l'angolo...viste anche le recenti nomine alla BCE.


Luca Bagatin

Libia nel caos. Saif Gheddafi una possibile alternativa laica e democratica ? Articolo di Luca Bagatin tratto da "Alganews"

La Libia è sempre più il caos.
Non ultimo l'attacco aereo al centro migranti - con 60 morti e 130 feriti – effettuato dalle forze del generale Khalifa Haftar sostenuto da Francia e Emirati Arabi.
Un vero e proprio crimine di guerra al quale l'Unione Europea – di cui la Francia è parte integrante – assiste silente.
L'ennesimo crimine in Libia perpetrato dopo la barbara uccisione del Rais Mu'Ammar Gheddafi, leader della Jamahiriya, ovvero la Repubblica Popolare e Socialista di Libia, ad opera dei ribelli fiancheggiati dalla NATO.
Da allora, la Libia è nel caos e a poco è servita la carta diplomatica giocata recentemente dal governo Serraj, sotto l'egida ONU, per tentare di porre fine alla guerra con Haftar.
In tutto ciò, a raccogliere le simpatie di gran parte del popolo libico, il secondogenito del Rais Gheddafi, Saif al Islam Gheddafi, il quale – nel 2016 - ha fondato il “Fronte popolare per la liberazione della Libia”, di ispirazione socialista araba, con il quale ha più volte dichiarato di volersi presentare alle elezioni presidenziali, semmai ci saranno.
Scopo di Saif, quello di “liberare il territorio dal controllo delle organizzazioni terroristiche e dagli stranieri” e si propone di lavorare per costruire uno stato nazionale sovrano, laico e indipendente.
In un comunicato del marzo 2018, anche il Presidente della FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, aveva peraltro espresso stima nei confronti di Saif Gheddafi, scrivendo “Solo Saif Gheddafi ha il potere di rilanciare il settore dell’Oil & Gas in Libia. Per diversi anni sino ad oggi, l’industria petrolifera libica è rimasta bloccata. Questa situazione ha causato ingenti danni e perdite per le aziende sull’intera scala internazionale. Questa continua crisi Libica sta creando l’impossibilità effettiva per le aziende del nostro settore di operare, risultando un danno ed una perdita riguardo milioni di barili di petrolio tra le numerose aziende libiche e per il settore petrolifero internazionale. E’ con vero piacere che recepiamo la candidatura di Saif Gheddafi per le Elezioni presidenziali in Libia del 2018 e siamo fiduciosi che il futuro dell’Oil and Gas nel territorio potrà avere una nuova stabilità in tutta la nostra industria”.
Al momento, purtuttavia, di elezioni democratiche nemmeno l'ombra e per il popolo libico il dramma è più che evidente.

Luca Bagatin

lunedì 1 luglio 2019

Principessa del Cuore (ad Alexandra). Poesia di Luca Bagatin

PRINCIPESSA DEL CUORE 
by Luca Bagatin


Bianca come la tua pelle.
Capelli lunghi,
Occhi chiari e profondi,
Labbra rosse come il sangue
Che pulsa da un cuore innamorato.
Alexandra è il tuo nome.
Il cui significato è "colei che difende i propri sudditi".
Alexandra, Principessa del Cuore.