venerdì 20 luglio 2018

Pier Paolo Pasolini, un cristiano anticlericale per la Civiltà dell'Innocenza e dell'Amore

"...nulla mi pare più contrario al mondo moderno di quella figura: di quel Cristo mite nel cuore, ma «mai» nella ragione, che non desiste un attimo dalla propria terribile libertà come volontà di verifica continua della propria religione, come disprezzo continuo per la contraddizione e per lo scandalo. Seguendo le «accelerazioni stilistiche» di Matteo alla lettera, la funzionalità barbarico-pratica del suo racconto, l’abolizione dei tempi cronologici, i salti ellittici della storia con dentro le «sproporzioni» delle stasi didascaliche (lo stupendo, interminabile discorso della montagna), la figura di Cristo dovrebbe avere, alla fine, la stessa violenza di una resistenza: qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all’uomo moderno, la sua grigia orgia di cinismo, ironia, brutalità pratica, compromesso, conformismo, glorificazione della propria identità nei connotati della massa, odio per ogni diversità, rancore teologico senza religione.”

(Pier Paolo Pasolini) 

"Nulla muore mai in una vita. Tutto sopravvive. Noi, insieme, viviamo e sopravviviamo. Così anche ogni cultura è sempre intessuta di sopravvivenze. Nel caso che stiamo ora esaminando [La ricotta] ciò che sopravvive sono quei famosi duemila anni di "imitatio Christi", quell'irrazionalismo religioso. Non hanno più senso, appartengono a un altro mondo, negato, rifiutato, superato: eppure sopravvivono. Sono elementi storicamente morti ma umanamente vivi che ci compongono. Mi sembra che sia ingenuo, superficiale, fazioso negarne o ignorarne l'esistenza. Io, per me, sono anticlericale (non ho mica paura a dirlo!), ma so che in me ci sono duemila anni di cristianesimo: io coi miei avi ho costruito le chiese romaniche, e poi le chiese gotiche, e poi le chiese barocche: esse sono il mio patrimonio, nel contenuto e nello stile. Sarei folle se negassi tale forza potente che è in me: se lasciassi ai preti il monopolio del Bene".

(Pier Paolo Pasolini)



Queste le parole di un eretico, anticlericale ma cristiano, come Pier Paolo Pasolini.
Un eretico, anticlericale e cristiano contro la modernità e il consumismo che tutto hanno distrutto.
Persino l'Amore e quindi la Libertà.


L. B.

Nicaragua: Evo Morales denuncia le «strategie criminali» degli Stati Uniti per rovesciare Ortega (articolo tratto da L'Antidiplomatico)

Articolo tratto da: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-nicaragua_evo_morales_denuncia_le_strategie_criminali_degli_stati_uniti_per_rovesciare_ortega/5694_24786/ 

Il leader indigeno boliviano ha inoltre evidenziato che nel luglio del 1979 con il trionfo del Fronte di Liberazione Nazionale Sandinista (FSLN) contro il dittatore Anastasio Somoza Debayle, ha avuto inizio un «un periodo di cambiamenti epocali in Nicaragua»

Il presidente boliviano Evo Morales saluta il 39° anniversario della Rivoluzione Sandinista e denuncia le «strategie criminali» dell’impero contro il Nicaragua. Strategie criminali che si dipanano su più fronti, dall’economico al mediatico, per accerchiare il governo Ortega e costringerlo ad abbandonare il potere nonostante la recente elezione dove  il Fronte Sandinista ha ottenuto quasi il 70% delle preferenze dei nicaraguensi.

Attraverso un tweet Evo Morales omaggia la Rivoluzione Sandinista e denuncia il ruolo delle famigerate agenzie USA impegnate nella destabilizzazione del governo Ortega: «Nell’anniversario del trionfo della Rivoluzione Sandinista, bisogna denunciare che l’impero sta dispiegando strategie criminali contro il governo del fratello Daniel Ortega. USAID e NED sostengono apertamente la violenza. Respingiamo l’ingerenza».

Il leader indigeno boliviano, già cocalero e dirigente del sindacato dei cocaleros, ha inoltre evidenziato che nel luglio del 1979 con il trionfo del Fronte di Liberazione Nazionale Sandinista (FSLN) contro il dittatore Anastasio Somoza Debayle, ha avuto inizio un «un periodo di cambiamenti epocali in Nicaragua».
  Da oltre tre mesi, in Nicaragua vi sono proteste violente scoppiate dopo l'entrata in vigore di una controversa riforma dell'Istituto nazionale di sicurezza sociale (INSS), approvata con l'obiettivo di aumentare il contributo delle imprese e dei lavoratori. Sebbene l'emendamento sia stato revocato, i manifestanti hanno intrapreso la via della violenza con l’obiettivo di rovesciare il governo sandinista con l’esplicito sostegno degli Usa e delle gerarchi cattoliche.

Ortega, nel frattempo, denuncia che dietro questi atti violenti, che hanno causato la morte di oltre 200 persone, tra cui bambini, donne e funzionari, c'è una «cospirazione» guidata da gruppi sostenuti dagli Stati Uniti e da narcotrafficanti.

In questo senso, il presidente nicaraguense, attraverso un messaggio trasmesso dalla moglie (il vicepresidente del paese), Rosario Murillo, ha invitato il popolo a seguire la via del cristianesimo, del socialismo e della solidarietà per ottenere «sicurezza, pace, lavoro e vita».


mercoledì 18 luglio 2018

"Zona Industriale" di Eduard Limonov. Articolo di Luca Bagatin

Ho incontrato alcune settimane fa l'editore Sandro Teti nel suo studio romano e gli ho chiesto che cosa pensasse di Eduard Limonov, di cui ha editato nei mesi scorsi il romanzo "Zona Industriale".
Mi ha risposto così: "E' un uomo affascinante, sui generis. Mi ha colpito per il suo distacco dalle cose e dal danaro, per il suo comportamento ascetico, tranne che in ambito sessuale...".
Sandro Teti conobbe Limonov negli Anni '90, davanti al mausoleo di Lenin fatto chiudere da Eltsin, ove si erano riuniti diversi oppositori al nuovo regime pseudo democratico della Federazione Russa.
Proprio in quegli anni Limonov e un manipolo di giovani e giovanissimi "desperados" delle periferie russe, fonderanno il Partito Nazional Bolscevico, quello che diverrà il principale partito d'opposizione al governo di Putin e che da questi sarà - unico partito in Russia a subire tale destino - messo fuorilegge nel 2007.
Eduard Veniaminovich Savenko, più conosciuto con il nome di Eduard Limonov e divenuto popolare nel mondo grazie al romanzo biografico - nel quale però Limonov non si riconosce affatto - "Limonov" scritto da Emmanuel Carrére, è una via di mezzo fra Gabriele d'Annunzio, Pasolini e Giacomo Casanova. E' ed è stato, oltre che leader e dissidente politico: scrittore, poeta, giornalista, vagabondo, soldato.
Di lui ho parlato in diversi articoli - il principale dei quali potete leggere a questo link http://amoreeliberta.blogspot.com/2018/05/eduard-limonov-un-dissidente-dalla.html - e in un'intervista che ho fatto al curatore del sito web che raccoglie gran parte della sua attività, José Setien: http://amoreeliberta.blogspot.com/2018/06/eduard-limonov-un-dissidente-dalla.html.
Limonov ha scritto almeno sessanta libri, di cui pochissimi editi in Italia. Sono principalmente romanzi autobiografici ove, attraverso la sua avventurosa vita egli parla delle vicende della Russia sovietica e soprattutto post-sovietica.
Sandro Teti mi ha detto che vorrebbe editare prossimamente altri due suoi libri: "Vacanze americane" e "Palach il boia".
"Zona Industriale", che l'Autore definisce "romanzo moderno", narra delle sue vicende appena uscito dal carcere di Lefortovo, ove ha scontato la pena a due anni e mezzo con l'accusa di traffico d'armi e tentativo di colpo di stato in Kazakistan.
Il libro è dunque ambientato fra il 2004 ed il 2007, principalmente nella periferica zona industriale moscovita di Syry, ove Limonov andrà a vivere in un appartamento fatiscente e malmesso, affittato da due suoi amici.
Limonov è accompagnato sempre dalle sue guardie del corpo, i suoi fedeli nazbol, osannati anche dalla compianta giornalista Anna Politkovskaja, i quali sono divenuti celebri e per questo perseguitati in Russia per le loro azioni goliardiche di protesta contro il governo di Putin attraverso lanci di uova e pomodori alle autorità e occupazione di uffici del potere, ricordando per molti versi le imprese goliardiche dei legionari fiumani fedeli al Vate d'Annunzio.
All'uscita dal carcere Limonov è atteso dalla sua fedele compagna, la ventenne Nastja, militante nazionalbolscevica molto più giovane di lui e che soprannominerà "bambina bulterrierrina" in quanto sempre in compagna del suo enorme cane bulterrier, che andrà con loro a vivere nell'appartamento di Syry, almeno sino a quando le incomprensioni fra Limonov e Nastja non faranno loro prendere strade diverse.
Nastja regalerà a Limonov un simpatico ratto bianco femmina, che egli battezzerà Krys ed al quale in "Zona Industriale" sono dedicate pagine bellissime e commoventissime. Il rapporto fra l'apparentemente "cinico" e "duro" Limonov e Krys è davvero molto tenero. Krys ama il sapone da bucato e odora di quello. Ama saltare sulle gambe e sulle spalle del Nostro e correre per l'appartamento. Purtroppo Limonov apprende che i topi, a dispetto o proprio in quanto animali molto vispi e energici, vivono pochi anni. Quando vede la sua Krys indebolirsi si intristisce e non accetta il suo invecchiare e, quando Krys, il 10 marzo 2005 muore, Limonov le costruisce con una scatola un giaciglio, mettendovi dentro ovatta come cuscino e una ghirlanda che le pone attorno ai fianchi. E la fa seppellire dalle sue guardie del corpo nella cavità di un albero. Le voleva davvero bene.
Limonov si descrive come un cinico, ma in realtà è un uomo che ama. E che ha amato le sue numerose donne, tutte molto più giovani di lui, spesso "bad girl", ragazze alternative a tratti punk, un po' come lui, che sono state sue mogli e amanti. Per quanto i rapporti fra lui e l'altro sesso siano stati piuttosto burrascosi.
In "Zona Industriale" l'Autore descrive lungamente il suo rapporto con l'Attrice, la donna che gli darà due bellissimi figli: Bogdan e Aleksandra. L'Attrice è la sua ultima moglie, il cui rapporto descrive come quello di uno "sciamano" con la sua "Venere". Rapporto passionale ma anche burrascoso, fatto di incomprensioni, durato alcuni anni. Anni nei quali il Nostro non smette di fare politica e, assieme a Kasparov e a Kasyanov, organizza una coalizione antigovernativa - L'Altra Russia - composta da nazionalbolscevichi, liberali, comunisti e nazionalisti, la quale portroppo naufragherà a causa dei litigi interni alla componente liberale.
Nel libro Limonov esalta, fra le altre cose, il sesso, inteso non nella sua funzione riproduttiva ma di "love making", parlando della sua "teoria del superamento della solitudine cosmica", ovvero la solitudine umana - che rischia di far appassire l'essere umano - può essere superata solo attraverso il sesso, sia esso eterosessuale che omosessuale, ovvero unendosi a un altro essere umano, anch'egli avvolto in questo senso di solitudine cosmica. In questo senso Eduard Limonov si riconferma al contempo degno erede e compagno d'erotismo di Casanova e del già citato d'Annunzio.
Alcuni capitoli di "Zona Industriale" sono dedicati a riflessioni di ordine spirituale e metafisico, a interpretazioni personali della Bibbia, a interpretazioni attorno all'universo femminile, grande Mistero che affascina da sempre il Nostro e con il quale ha da sempre un rapporto alterno, di amore e conflittualità, persino con l'anziana madre il quale lo rimprovera al telefono affettuosamente di dover mettere "la testa a posto" e di smettere con le sue "stramberie".
Eduard Limonov non si è mai arricchito grazie al suo lavoro. E' un eterno giovane di 75 anni. Un dissidente integrale. Un erotico-eretico con i suoi occhiali, il suo pizzetto, i suoi capelli rasati ai lati e dietro in stile post-punk. Un personaggio da romanzo. Un "cinico" dal cuore tenero che ha affascinato e continuerà ad affascinare generazioni di giovani delle estreme periferie dell'Est e dell'Ovest del pianeta terra, che lottano dalla parte dei più deboli.

Luca Bagatin

sabato 14 luglio 2018

"Riflessi incondizionati - Parte seconda" di Luca Bagatin

RIFLESSI RIFLESSI

Le persone ti danno retta solitamente quando la pensi come loro.
Poi si eclissano. Meglio rimanere soli.
E non eclissarsi mai.
Meglio rimanere soli.
Soli e splendenti, con i nostri raggi.

Il problema della miseria secondo me è sempre la ricchezza.
Se detieni troppe risorse e danaro, vuol dire che le stai sottraendo ad altri (poco importa se legalmente o illegalmente).
Non ho simpatia per chi ha troppe risorse e ricchezze.
Sin da bambino non ho mai ambito a diventare ricco, ma ho sempre ambito al contrario: abolire i ricchi e rendere tutti un po' più sereni.

Ciascuno tira acqua al suo mulino ideologico, senza andare oltre.
Personalmente ho i miei riferimenti politico culturali, che sono socialisti e autogestionari, ma non ho una ideologia.
Non sono mai riuscito a sposarne in toto nessuna, così come non sono mai riuscito a sposare una donna (molti si sposano e tradiscono, io non mi sposo ma non ammetto nessun tradimento).
Occorre approfondire sempre e andare oltre gli steccati.
Il rimanere fissi su qualcosa porta solo a disaccordi inutili in un mondo già zeppo di divisioni.
Perché farsi il sangue amaro ?
Già la vita è difficile e triste.
Sapete cosa vuol dire farsi la guerra ideologica ?
A tutto questo preferisco l'auto isolamento.
Amo l'isolamento per una ragione: permette di ricongiungersi con ciò che di più profondo c'è in ciascuno.
E permette in parte di capire l'assurdità della vita.

La prima volta che cercai lavoro avevo 19 anni.
Mi recai all'Unione Industruali, che allora metteva in contatto i giovani con le imprese e mi chiesero:
"Che cosa cerca?".
"Un lavoro stabile".
Mi fu risposto con un ironico sorriso: "Beh, stabile, non esageriamo !".
Già allora cominciava la precarizzazione e c'è chi aveva di che ironizzare.
Vent'anni dopo sarebbe mancato anche il lavoro.

Detesto discutere con le persone.
Per questo, se posso, evito le persone.
Se non mi riesce, con le persone, preferisco uscirci a bere e a chiacchierare.
Le discussioni non le ho mai sopportate nemmeno con le mie ex.
Che infatti sono ex.

Per principio non accetto mai offerte commerciali da società private.
In sostanza non rispondo mai ai call center.
Chiamatemi solo quando queste società torneranno in mano pubblica.



Per indole e carattere detesto tutto ciò che è moderno o progressivo.
Sono un tradizionalista e un conservatore e per questo sono un socialista.
Vivi con poco, disfati del non necessario.
Nessuna innovazione esteriore.
Solo evoluzione interiore.
Verrà il giorno in cui il profitto e il guadagno saranno considerate vizi e malattie da curare.

Alla modernità giacobina, che distrugge ogni coscienza collettiva e diversità, preferisco il mondo arcaico, contadino, pasoliniano. Sono per il superamento del danaro e il recupero dell'arcaismo in ogni sua forma, compreso il ritorno al sistema del baratto e a un'economia egualitaria, ovvero all'economia del dono. Detesto ogni forma di accumulo egoistico e di sfruttamento, frutto della follia dell'essere umano non risvegliato.

"Riflessi incondizionati - Parte prima" di Luca Bagatin (clikka qui per leggere)

 Musica del video: Victor Argonov Project

Unità: festa nazionale del Partito Comunista a Roma. Articolo di Luca Bagatin

Si è tenuta, dal 5 al 15 luglio, nel parco del Circolo "Concetto Marchesi" nel quartiere popolare Tiburtino III di Roma, la consueta festa nazionale del Partito Comunista - dal titolo "Unità - con musica, balli, cibo e dibattiti.
Presente anche il Segretario generale Marco Rizzo, il quale, intervistato dal giornalista del TG 3 Maurizio Mannoni, non ha lesinato critiche al capitalismo, all'Unione Europea oligarchica e al reddito di cittadinanza, ricordando che i comunisti sono per il lavoro per tutti, la lotta al precariato e non per la promozione del consumismo e l'incentivazione di "desideri individuali", tanto amati da quella che egli definisce la "sinistra fucsia", con la quale il Partito Comunista non ha nulla a che spartire.

Marco Rizzo e Luca Bagatin
Molto radicato nel quartiere, costruito da ex militanti del PCI, il Partito Comunista - che di recente ha aperto anche una sezione a Pordenone - vede la presenza di numerosissimi giovani dai 18 ai 25 anni, militanti del Fronte della Gioventù Comunista, i quali hanno animato la serata e hanno svolto un servizio cucina e bar davvero encomiabile.
Nel corso delle serate - una delle quali in ricordo di Rino Gaetano e una in ricordo del poeta sovietico Majakovskj interpretato dall'attore e cantautore Pierpaolo Capovilla - hanno suonato band del calibro di "David Short Brass Factory", "Giulia Ananìa e Bella Gabriella", "Enrico Capuano e la Tammuriata Rock", "Radici nel cemento" e si è, nei pomeriggi, dibattuto di diritto alla casa e speculazione edilizia, situazione in Palestina, immigrazione, sport popolare e molto altro.

Luca Bagatin

lunedì 9 luglio 2018

"Simbolo d'Amore". Poesia di Luca Bagatin

Simbolo d'Amore
Poesia di Luca Bagatin
Foto di Antonio Rodríguez
Modella: María José Peón Márquez


Bellezza iberica
in questo deserto
chiamato vita.
Rischiari il cammino
di noi poeti,
cantori di femminile bellezza.
Il Dio Eros ti creò
per mostrare a noi,
comuni mortali,
un simbolo d'Amore
al quale ispirarci.
E così,
quel simbolo che sorge dalle acque primordiali
sei Tu, Venere moderna
in un mondo alla ricerca della Luce.

Luca Bagatin

Riflessioni socialiste in camicia rossa di Luca Bagatin

Porto camicie e magliette rosse da una vita.
Lo faccio in onore a Garibaldi e al socialismo.
Ovvero per le ragioni opposte rispetto a liberali, sinistri e europeisti al caviale.

Una fra le differenze fondamentali fra il socialismo e la sinistra è che, mentre il primo ritiene che il capitalismo non sia riformabile e che solo l'uscita da esso possa generare condizioni di eguaglianza e libertà per tutti, la sinistra ritiene che i poveri, gli indigenti, vadano aiutati, come se fossero dei piccoli bisognosi di cure, ma da tenere a bada.
La sinistra è pietista, borghese, anti popolare, assistenzialista.
Il socialismo è emancipatorio, proletario, popolare, populista e autogestionario.
Personalmente sono socialista e garibaldino proprio perché non sono né di sinistra né di destra.
Penso che dividere gli sfruttati e i proletari, ovvero i socialisti, sia, sin dalla borghese Rivoluzione Francese, lo scopo della destra e della sinistra, ovvero dell'alta e della media borghesia.