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venerdì 14 agosto 2026

Morto Zhu Rongji, Premier protagonista della modernizzazione economica cinese. Articolo di Luca Bagatin

 

L'ex Premier cinese Zhu Rongji è deceduto, all'età di 97 anni, il 12 agosto scorso.

Zhu Rongji ricoprì la carica di Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese quando il Presidente in carica era Jiang Zemin; fu membro del Comitato permanente dell'Ufficio politico del XIV e XV Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC); Sindaco di Shanghai dal 1988 al 1991; Vice Primo Ministro dal 1991 al 1998 e ricoprì il ruolo di Governatore della Banca Popolare Cinese dal 1993 al 1995.

Importante modernizzatore in ambito economico, Zhu Rongji nacque a Changsha, nella provincia di Hunan il 23 ottobre 1928, si laureò in ingegneria elettrica ed entrò a far parte del PCC nel 1949.

Fu fervente sostenitore di una politica volta all'espansione della domanda interna e sostenne una crescita economica stabile e rapida e, oltre alla necessità di introdurre riforme economiche, si preoccupò sempre degli interessi a lungo termine della classe operaia e della popolazione cinese.

Fu promotore di istituti di sicurezza sociale di base per i lavoratori licenziati dalle imprese pubbliche; introdusse un sistema di assicurazione contro la disoccupazione e un sistema di garanzia del reddito minimo per i residenti nelle città.

Sostenitore dell'economia socialista di mercato e dei principi di riforma e apertura, delineati da Deng Xiaoping, si adoperò per accelerare le riforme fiscali e tributarie, oltre a contribuire a migliorare il sistema di regolamentazione finanziaria del Paese.

Fra i principali artefici dell'ingresso della Cina all'Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2001, egli viene oggi ricordato nella Repubblica Popolare Cinese come un servitore del popolo, il quale sottolineava sempre che ogni funzionario governativo avrebbe dovuto ricordare di servire prima di tutto il popolo e dire sempre la verità, senza paura di offendere e senza ricercare privilegi.

Luca Bagatin

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venerdì 10 luglio 2026

Oltre la Guerra Fredda: il dialogo tra Italia e Cina, una prospettiva geopolitica dal saggio di Daniela Caruso. Articolo di Luca Bagatin

 

Parlare di Cina, in quest'epoca turbolenta, percorsa da nuovi scenari geopolitici internazionali improntati all'instabilità, all'irresponsabilità delle nuove generazioni politiche occidentali, incapaci di anteporre la logica del dialogo e della Storia a sciocche e anti-storiche ideologie retaggio della Guerra Fredda, è la priorità.

E' la priorità, sia per conoscere una realtà solo apparentemente distante dalla nostra, sia per stare dalla parte giusta della Storia, che è fondata su comprensione, armonia, condivisione, cooperazione, pace.

E proprio questi sono stati i temi centrali del simposio tenutosi giovedì 9 luglio scorso, a Roma, presso la Sala del Carroccio del Campidoglio.

Protagonista l'ultimo saggio della prof. Daniela Caruso “Tra Italia e Cina cinquantacinque anni di relazioni bilaterali” (Eurilink University Press), che ha visto presenti, oltre all'autrice, fra il pubblico l'ex Ministro degli Esteri Vincenzo Scotti e, fra i relatori, il Ministro Incaricato d'Affari ad Interim della Repubblica Popolare Cinese Li Xiaoyong; Paolo Giordani, Presidente dell'Istituto Diplomatico Internazionale; Antonio Virgili, Presidente del Centro Studi Internazionali e l'Ambasciatore Riccardo Sessa, Presidente della Società Italiana Organizzazione Internazionale.

Il convegno, moderato da Michele De Gasperis, Presidente dell'OBOR (One Belt One Road), è stato introdotto dai saluti della Presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, la quale ha spiegato come i rapporti bilaterali fra Italia e Cina contribuiscano a costruire ponti e ad abbattere muri, promuovendo scambi che arricchiscono e contribuiscono a rafforzare i legami fra queste due antiche civiltà.

L'Incaricato d'Affari della Repubblica Popolare Cinese, Li Xiaoyong, ha fatto presente come Cina e Italia siano i pilastri della civiltà globale e debbano fare tesoro delle rispettive saggezze, al fine di affrontare le sfide del presente.

Sfide che possono essere affrontate solamente attraverso il dialogo e il superamento delle divergenze, ha osservato Li Xiaoyong.

Egli ha altresì aggiunto che i 55 anni di relazioni bilaterali fra i due Paesi sono un traguardo importante, come lo è il recente anniversario dei 105 anni del Partito Comunista Cinese, che ha cambiato il destino del popolo cinese e contribuito a ringiovanirlo, edificando una realtà, la Repubblica Popolare Cinese, che ha deciso di intraprendere la via del progresso e della stabilità del mondo, ha sottolineato Li Xiaoyong.

Egli ha affermato come, nei conflitti geopolitici, la Cina si ponga sempre dalla parte della volontà dei popoli, ovvero dalla parte della pace, dello sviluppo, della cooperazione e del mutuo vantaggio, per contribuire a garantire lo sviluppo globale.

Il prof. Michele De Gasperis ha sottolineato come la Via della Seta sia, nei fatti, la via della pace e che la conoscenza delle civiltà è alla base dell'abbattimento di ogni barriera.

Egli, nel presentare l'opera della prof. Caruso, ha voluto sottolineare che in essa sono raccontati i contributi di tre grandi uomini di Stato italiani: Pietro Nenni, Aldo Moro e Enrico Mattei, che per primi intuirono la necessità di costruire un ponte verso la Cina.

Egli ha precisato come le considerazioni del Presidente Aldo Moro e quelle del Presidente Xi Jinping, ovvero di un cattolico italiano e di un marxista cinese, relativamente alla pace e allo sviluppo delle civiltà, siano concordanti.

In particolare riferendosi alle parole del Presidente Xi, laddove egli sottolinea che occorre ricercare un'armonia senza uniformità, ovvero ricercare ciò che unisce, senza stravolgere le identità di ciascun popolo.

Il prof. Paolo Giordani ha spiegato che la diplomazia è l'arte della comprensione e che, laddove non c'è comprensione, c'è unicamente competizione.

Il diplomatico, dunque, è colui il quale, ha spiegato il prof. Giordani, ricerca una via d'uscita onorevole per l'avversario.

Egli ha ricordato l'allora Ministro degli Esteri socialista Pietro Nenni che, nel 1968, si adoperò per primo per il riconoscimento di Pechino, forte dei suoi buoni e solidi rapporti con Mao Tse-Tung e Zhou Enlai.

Egli ha ricordato come tale processo di riconoscimento ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, fu portato a termine il 5 novembre 1970 dal successore di Nenni, Aldo Moro, permettendo così a Pechino di uscire dall'isolamento internazionale, facendo seguito al riconoscimento francese della Repubblica Popolare Cinese voluto da De Gaulle, nel 1964.

Il prof. Giordani, in merito, ha sottolineato come ancora oggi ci sarebbe la necessità della lungimiranza di quei grandi statisti, al fine di prepararci alle sfide future.

La prof. Daniela Caruso ha spiegato come la cultura della pace trascenda le ideologie e si fondi sull'apertura mentale. Apertura mentale ampiamente dimostrata dalla Cina, della quale lei è studiosa da decenni. 

La prof. Caruso ha sottolineato come nel suo saggio si parli molto di comprensione e dialogo di civiltà, attraverso un inedito filo che collega il mondo cattolico e socialista italiano al mondo marxista cinese. Visioni di grande apertura che, ha spiegato Daniela Caruso, non esistono più nelle classi dirigenti odierne.

La prof. ha spiegato come la Cina fondi le sue relazioni internazionali attraverso la mediazione, senza entrare a gamba tesa nelle relazioni con gli altri Paesi, promuovendo pace e sviluppo. Lei ha altresì aggiunto come, tale carattere pacifico, quanto il carattere comunitario della Cina, abbia radici antichissime e sia tutt'altro che un retaggio moderno.

Molto interessanti anche gli interventi del prof. Antonio Virgili, il quale ha ricordato il carattere lungimirante del mondo politico cattolico della Prima Repubblica, relativamente allo sguardo aperto verso la Cina e quello dell'Ambasciatore Riccardo Sessa, già Ambasciatore d'Italia a Pechino.

Quello di Daniela Caruso è certamente il suo ennesimo saggio utile a porre un ulteriore tassello verso la comprensione di una realtà pragmatica, sociale, comunitaria e armoniosa, come quella cinese.

Personalmente sono un grande estimatore dei suoi saggi, che ho recensito e spesso citato nei miei articoli, oltre che nel mio ultimo saggio, “Ritratti del Socialismo”.

La Cina (ma anche i BRICS e il Sud del mondo, che essa sta guidando), come sottolineavo all'inizio dell'articolo, è la chiave di quel futuro che ancora non c'è, ma che potrà garantire una nuova luce a questo mondo piombato nelle tenebre dell'ignoranza, del razzismo, dell'ultra atlantismo (fuori tempo massimo) e di un nuovo oscurantismo geopolitico e culturale.

Luca Bagatin

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Paolo Giordani, Michele De Gasperis e Daniela Caruso
 

  

Daniela Caruso e Luca Bagatin

Luca Bagatin e Li Xiaoyong

mercoledì 1 luglio 2026

Celebrazione del 105º anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese: il discorso del Presidente Xi Jinping. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 1 luglio 2026, in occasione del 105° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC), si è tenuta – nella Grande Sala del Popolo, a Pechino – la cerimonia di celebrazione di tale importante evento, che ha visto la partecipazione di membri del Partito, attivisti e organizzazioni di base provenienti da tutta la Repubblica Popolare Cinese (3.000 persone circa).

Il Segretario Generale del PCC e Presidente della Repubblica, Xi Jinping, ha sottolineato, durante l'evento, che quella che sta vivendo la nazione cinese è “l'epopea più magnifica” e, in tal senso, ha esortato i membri del Partito, a continuare nella costruzione di un Paese socialista moderno e prospero.

Egli ha ricordato come il PCC, fondato il 1 luglio 1921 e composto allora da appena 50 membri, sia diventato il più grande partito di governo al mondo, con oltre 100 milioni di iscritti e con un'enorme influenza a livello globale.

Il Presidente Xi ha esortato i membri del PCC a “rimanere impassibili di fronte alle nubi che passano e mantenere la rotta attraverso il vento e le onde”, proseguendo nella via tracciata.

Egli ha ricordato come il Partito fondi le sue radici nel popolo e sia al servizio di esso e come solo attraverso il suo “spirito imprenditoriale” esso potrà continuare a realizzare imprese storiche.

Lo sviluppo della Cina si trova ora in un periodo in cui le opportunità strategiche coesistono con rischi e sfide, e in cui i fattori incerti e imprevedibili sono in aumento. Dobbiamo essere sempre pronti a resistere alle grandi prove di forti venti e onde impetuose, e persino a violente tempeste”, ha avvertito il Presidente Xi.

Ed ha rimarcato le fondamenta del suo pensiero ovvero: “Dobbiamo promuovere continuamente la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”.
Il Presidente Xi Jinping ha altresì sottolineato la necessità di promuovere l'autogoverno del Partito, in modo rigoroso, senza mai abbassare la guardia contro la corruzione.

È imperativo che tutti noi nel Partito non dimentichiamo mai la nostra aspirazione originaria e la nostra missione fondativa, che restiamo sempre modesti, prudenti e laboriosi, e che abbiamo il coraggio e la capacità di portare avanti la nostra lotta”, ha aggiunto.
Durante la cerimonia, il Presidente Xi ha assegnato la più alta onorificenza del Partito - la “Medaglia del 1 luglio” - a otto membri: un mediatore di base, un veterano, un funzionario del Partito di un villaggio, un medico rurale, un operatore sociale, uno specialista in agricoltura, un esperto in ingegneria meccanica e un esperto in ingegneria della raffinazione del petrolio.

Nel suo discorso, il Presidente Xi ha ricordato che il PCC, sotto la cui guida la Cina è divenuta la seconda economia mondiale, è un partito fondato sull'eccellenza e sulla meritocrazia. Ha inoltre affermato che esso rappresenta una chiara dimostrazione della vitalità del marxismo e della sua capacità di influenzare profondamente il corso della Storia mondiale.

Egli ha altresì ricordato come il PCC abbia modernizzato e innovato il Paese, innalzando l'aspettativa di vita media a 79 anni, istituito sistemi di istruzione, previdenza sociale e assistenza sanitaria all'avanguardia e eliminato la povertà assoluta.

Nel suo intervento, il Presidente Xi, ha sottolineato che il PCC ha delineato un piano al fine di realizzare una sostanziale modernizzazione del Paese entro il 2035, giungendo a costruire “un grande Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti” entro il 2050.

Il Presidente Xi Jinping ha invitato i militari cinesi a difendere con risolutezza sovranità, sicurezza e gli interessi della Cina, dando un maggiore contributo alla pace e allo sviluppo globali.

Egli ha, infine, promesso azioni risolute contro i secessionisti di Taiwan e auspicato in tempi brevi la completa riunificazione pacifica del Paese.

Luca Bagatin

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lunedì 15 giugno 2026

Dai villaggi dello Shaanxi alla guida della Cina: i 73 anni di Xi Jinping. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 15 giugno il Presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC) e Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, ha compiuto 73 anni.

Iscritto al PCC dal 1974, assunse presto l'incarico di Segretario della cellula del Partito della brigata di produzione del piccolo villaggio di Liangjiahe, nella provincia dello Shaanxi.

Si distinse, già all'epoca, per aver contribuito a migliorare le condizioni agricole di quelle zone.

Anche negli Anni '80, da Vicesegretario e successivamente da Segretario del Comitato del PCC nella contea di Zhengding, nella provincia dello Hebei, condivise con la popolazione di quelle aree il lavoro e le difficoltà quotidiane.

Riformatore e pragmatico, come i suoi predecessori, da Deng Xiaoping a Hu Jintao, Xi Jinping fu eletto a Segretario Generale del PCC nel 2012 e assunse la carica di Presidente della RPC nel 2013.

Egli rimarrà fedele al suo motto, proferito nel luglio 2016 ai quadri del Partito: “conservare per sempre un cuore sincero nei confronti del popolo”.

Impegnato fin da subito nella lotta contro la corruzione all'interno del PCC, rafforzerà le riforme e conquiste ottenute grazie ai suoi predecessori e introdurrà il concetto di “Sogno cinese di ringiovanimento nazionale”.

Un sogno da ottenere grazie alle riforme e all'apertura, in continuità con il marxismo-leninismo e il socialismo con caratteristiche cinesi, ma rompendo con il dogmatismo. Lavorando per la riduzione della povertà, al fine di costruire “una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti”

Grazie a Xi Jinping vengono così eliminati i monopoli e rivitalizzata la creatività nel settore privato, imprimendo un forte dinamismo allo sviluppo economico del Paese.

E' cosi che la Cina diviene leader mondiale nell'ambito del commercio estero, nel settore degli investimenti e delle riserve valutarie, oltre che nel settore tecnologico.

Viene inoltre ulteriormente implementato lo Stato di diritto e la democrazia, migliorando il sistema delle assemblee popolari e si investe nella salvaguardia dell'ambiente.

Durante il mandato di Xi Jinping, l'ideologia marxista nell'ambito del socialismo con caratteristiche cinesi viene rafforzata e vengono introdotti nuovi valori, che i membri del PCC devono seguire, ovvero la promozione di prosperità, democrazia, civiltà, armonia, patriottismo, libertà, uguaglianza, giustizia, Stato di diritto, integrità e amicizia.

Valori che vengono introdotti anche nell'ambito dell'educazione nazionale.

Egli promuove, a livello mondiale, la proposta di “costruzione di una comunità umana dal futuro condiviso”, al fine di realizzare benefici reciproci da condividere con tutti i Paesi del mondo e i relativi popoli. E tale è la linea guida seguita attualmente dalla Repubblica Popolare Cinese in politica estera ed economica, che si sostanzia in partenariati globali e collaborazioni economiche di mutuo vantaggio, con tutti i Paesi del mondo.

Molto apprezzato dal suo popolo, il Presidente Xi ha sempre posto al centro della sua azione politica la comunità, sia cinese sia globale, dimostrando profonda lungimiranza, specie in un mondo percorso da turbolenze e da politiche spesso sconsiderate e ideologiche.

Egli, anche in occasione dell'avvio del XV Piano Quinquennale, nel 2026, ha sottolineato ai quadri di Partito di operare al fine di “conseguire risultati per il popolo e attraverso il lavoro concreto”, spiegando altresì come il Partito Comunista Cinese – che ha superato i 100 milioni di iscritti - rappresenti sempre “gli interessi fondamentali della stragrande maggioranza del popolo, condividendo con esso le gioie e i dolori, la vita e il destino”.

Difficile dire se questo sarà il secolo cinese, ma sicuramente il socialismo con caratteristiche cinesi ha dimostrato, anche grazie alla sapiente leadership del Presidente Xi Jinping, di essere una valida alternativa a quel liberal capitalismo che tutto mette in vendita e che non è in grado di coltivare quei valori umani e spirituali di cui abbiamo assoluta necessità.

Luca Bagatin

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mercoledì 15 aprile 2026

La Repubblica Popolare Cinese prosegue nel cammino verso pace, cooperazione e multilateralismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Mentre gli USA di Trump proseguono nelle loro guerre e nei loro attacchi gratuiti, verbali e militari, contro mezzo mondo; mentre l'UE rimane a guardare (e intanto i suoi vertici ancora non comprendono che, se non si riaprono i canali diplomatici, commerciali e energetici con la Federazione Russa, le cose saranno destinate a peggiorare), la Repubblica Popolare Cinese prosegue nella sua azione pacificatrice, pragmatica, lungimirante e lo fa promuovendo un ordine mondiale autenticamente multilaterale e pacifico, dialogando e stringendo partnership con chiunque sia disposto a cooperare e dialogare.

A dimostrarlo anche il recente incontro fra il Presidente Xi Jinping e il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, in visita ufficiale in Cina.

Un legame rafforzato, costruito negli anni, sulla base della promozione dei comuni interessi.

Il Presidente Sanchez ha ribadito che la Spagna riconosce il principio di un'unica Cina e che considera strategico il rapporto con la Repubblica Popolare Cinese.

Gli scambi bilaterali di merci fra i due Paesi, nel 2025, del resto, hanno superato i 55 miliardi di dollari, con una crescita del 9,8% rispetto al 2024.

Il Presidente Xi non solo ha auspicato che la Spagna rafforzi la sua partnership con la Cina in ambito commerciale, energetico, degli investimenti e degli scambi fra i cittadini dei reciproci Paesi, ma anche promuovendo valori universali quali la giustizia, la promozione del diritto internazionale, respingendo ogni “legge della giungla” e contribuendo a costruire un mondo multipolare equo e ordinato, ove la globalizzazione economica possa essere universalmente vantaggiosa e inclusiva.

Sanchez si è detto concorde con il suo omologo cinese e ha ribadito che la Spagna si oppone a una nuova Guerra Fredda e sostiene una maggiore comunicazione e cooperazione fra UE e Cina, contribuendo così alla pace e alla stabilità mondiale, lottando contro il protezionismo commerciale, i cambiamenti climatici e la promozione di un autentico multilateralismo.

Nei giorni scorsi, peraltro, vi era stato un incontro a Pechino fra il Presidente del Parlamento cinese, Zhao Leji e il Presidente del Parlamento portoghese, José Pedro Aguiar-Branco, per rafforzare la partnership fra i due Paesi. Anche il Portogallo, peraltro, aderisce al principio di un'unica Cina e Aguiar-Branco ha sottolineato anche che il Portogallo apprezza il principio “un Paese, due sistemi” attuato a Macao, ex colonia portoghese.

Oltre all'amichevole visita del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, si è tenuto anche un importante e recente incontro, a Pechino, fra il Presidente Xi Jinping e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ove le due parti hanno riaffermato la solidità delle loro relazioni e la necessità di salvaguardare l'unità dei Paesi del Sud del mondo, oltre che proseguire nel rafforzamento della cooperazione commerciale, degli investimenti e degli scambi culturali.

Il Ministro Lavrov ha inoltre fatto presente che, la Russia, è in grado di compensare la carenza di risorse energetiche affrontata dalla Cina e da altri Paesi, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Relativamente alla situazione in Iran, la Cina, pur condannando gli attacchi illegali di USA e Israele, attraverso l'Ambasciatore Fu Cong aveva ribadito, in sede ONU, che “La Cina non condivide gli attacchi dell’Iran contro gli Stati del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz. Come tutte le parti, la Cina auspica che la pace e la stabilità vengano ripristinate nello Stretto il prima possibile e che la navigazione riprenda”.

La Repubblica Popolare Cinese, del resto, ha presentato un piano di pace che prevede il rispetto della sovranità, integrità territoriale, indipendenza e sicurezza dell'Iran e dei Paesi del Golfo. Esortando le parti a cessare ogni attacco contro i civili e gli obiettivi non militari, a dialogare e a rispettare il diritto internazionale. 

Ho molto apprezzato il recente articolo dell'amico prof. Giancarlo Elia Valori, dal titolo “Verso un nuovo ordine politico ed economico mondiale”, pubblicato su varie testate e anche sul mio blog (https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/04/verso-un-nuovo-ordine-politico-ed.html), che del resto racchiude il pensiero e l'analisi che il prof. Valori porta avanti dagli Anni '70 ad oggi..

Egli fu, del resto, fra i primi ad osservare e a sottolineare la portata storica, pacifica e di sviluppo socio-economico promossa dalla Repubblica Popolare Cinese. Realtà che merita rispetto, studio, approfondimento e attenzione e non denigrazione da sciocchi frequentatori del Bar dello Sport.

Nell'articolo del prof. Valori vi è tutto ciò che occorre per comprendere e costruire un vero ordine mondiale multilaterale e ovviare all'attuale disordine globale, fondato su diseguaglianze, irragionevolezza, guerre e destabilizzazioni.

Vi, è in particolare, un concetto del suo articolo che vorrei qui riportare, proprio a conclusione di questo mio pezzo: Il nuovo ordine economico mondiale si riferisce a un nuovo insieme di regole globali (…). Nel contesto attuale, esso rappresenta l’impegno dei mercati emergenti nel promuovere riforme della governance economica globale, nel sostenere la cooperazione Sud-Sud e la cooperazione nell’economia digitale, e nel costruire un sistema equo, ordinato e diversificato, incentrato su una comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

Concetti chiave e prospettive sono l’enfatizzazione dell’uguaglianza sovrana e il diritto di ogni Paese di scegliere il proprio modello di sviluppo economico, e promuovere riforme delle norme finanziarie e commerciali internazionali che oggi risultano dannose per i Paesi in via di sviluppo. Le aree chiave da affrontare sono: la riforma della governance finanziaria, del commercio equo e solidale delle materie prime e della cooperazione internazionale nell’era dell’economia digitale, nel cercare di fronteggiare l’ascesa dell’unilateralismo e del protezionismo, nonché l’inadeguatezza dei meccanismi multilaterali tradizionali”.

Abbiamo noi una classe politica italiana e in sede UE all'altezza di comprendere, assimilare e attuare tutto ciò? Al momento risulta non pervenuta.

Luca Bagatin

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venerdì 20 marzo 2026

La Cina condanna gli attacchi contro l'Iran e invita alla de-escalation. Articolo di Luca Bagatin

Relativamente agli attacchi dei regimi USA e israeliano all'Iran, è intervenuto nei giorni scorsi l'Ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite Fu Cong, presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

L'Ambasciatore Cong ha dichiarato, fra le altre cose che: “Innanzitutto l'uso della forza non è il modo giusto per risolvere le controversie internazionali. La sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate. Gli Stati Uniti e Israele dovrebbero interrompere immediatamente le loro operazioni militari, astenersi dall'attaccare gli impianti nucleari iraniani protetti dalle salvaguardie dell'AIEA, evitare un'ulteriore escalation e impedire che il conflitto si diffonda in tutto il Medio Oriente. Tutte le parti dovrebbero mantenere la calma e la moderazione, adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e proteggere efficacemente i civili e le infrastrutture civili. La comunità internazionale dovrebbe inviare un messaggio chiaro e inequivocabile opponendosi a qualsiasi ritorno del mondo alla legge della giungla”.

Successivamente ha spiegato che: “In secondo luogo, la questione nucleare iraniana dovrebbe infine tornare a una soluzione politica e diplomatica. Desidero sottolineare che è stato il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal JCPOA a innescare la crisi nucleare iraniana. Gli Stati Uniti hanno inoltre compromesso la propria credibilità e, insieme a Israele, hanno fatto ricorso per ben due volte all'uso della forza contro l'Iran durante i negoziati, provocando il fallimento degli sforzi diplomatici. Essendo la causa principale della crisi nucleare iraniana, le azioni degli Stati Uniti violano il diritto internazionale e i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. La Cina condanna fermamente questo comportamento. Esortiamo gli Stati Uniti a tornare immediatamente ai negoziati diplomatici, a impegnarsi chiaramente a non ricorrere più alla forza, a impegnarsi in un dialogo sincero con l'Iran e a raggiungere una soluzione in linea con le aspettative della comunità internazionale. I Paesi europei interessati dovrebbero smettere di alimentare le tensioni e svolgere invece un ruolo costruttivo per allentare la tensione. La Cina apprezza gli sforzi di mediazione dei Paesi della regione e dell'AIEA e sostiene il loro continuo supporto per il ripristino dei negoziati volti a promuovere una risoluzione pacifica della questione nucleare iraniana”.

L'Ambasciatore Cong ha poi spiegato che è necessario garantire il diritto dell'Iran “all'uso pacifico dell'energia nucleare, in quanto Stato parte del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)”.

L'Ambasciatore cinese ha infine sottolineato come il Consiglio di Sicurezza dell'ONU dovrebbe fare di tutto per allentare le tensioni e a lavorare al fine di garantire pace e stabilità a lungo termine in Medio Oriente.

Come ha giustamente scritto il prof. Giancarlo Elia Valori di recente: “Difronte a una situazione internazionale complessa e in continua evoluzione, e a crescenti incertezze e fattori imprevedibili, la Repubblica Popolare della Cina porta avanti lo spirito di iniziativa storica della propria bimillenaria diplomazia, per cercare di stabilire e praticare una corretta visione dell’operato; mantenere la focalizzazione strategica in situazioni complesse; osare assumersi la responsabilità di fronte a rischi e sfide; creare buoni risultati al servizio e a favore della pace nel mondo”.

Luca Bagatin

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giovedì 30 ottobre 2025

Incontro Cina-USA. Xi Jinping: "Garantire la navigazione costante della gigantesca nave delle relazioni tra Cina e Stati Uniti”. Articolo di Luca Bagatin

 

Di fondamentale importanza per gli equilibri geopolitici e economici globali, l'incontro fra il Presidente della Repubblica Popolare Cinese - Xi Jinping - e quello degli USA Donald Trump.

Incontro molto proficuo, che ha fatto affermare a Xi: “Cina e Stati Uniti dovrebbero essere partner e amici. Questo è ciò che la Storia ci ha insegnato e ciò di cui la realtà ha bisogno” ed ha aggiunto: “Di fronte a venti, onde e sfide, dovremmo mantenere la rotta giusta, navigare attraverso questo scenario complesso e garantire la navigazione costante della gigantesca nave delle relazioni tra Cina e Stati Uniti”.

La Repubblica Popolare Cinese, del resto, è sempre stata aperta al dialogo, al confronto, alla cooperazione, al mutuo vantaggio e a lavorare per la pace e la stabilità internazionale.

Una Cina la cui economia, peraltro, è cresciuta del 5,2% e che rileva un aumento del volume di import-export di merci con il resto del mondo del 4%.

Obiettivo della Cina, come delineato anche dall'ultimo Piano Quinquennale, quello di promuovere una crescita economica di alta qualità, promuovendo un completo sviluppo umano e la prosperità comune e, in tal senso, la cooperazione con gli USA è ben accetta, in particolare se sarà a lungo termine, senza ritorsioni reciproche e volta al mutuo beneficio, al rispetto, alla mutua comprensione e all'uguaglianza.

Il Presidente Xi ha fatto presente come sia importante che Cina e USA collaborino in particolare nell'ambito del contrasto alle frodi nelle telecomunicazioni, nell'antiriciclaggio, nella lotta all'immigrazione illegale e nell'ambito dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e al contrasto delle malattie infettive.

Il mondo oggi si trova ad affrontare molti problemi difficili. Cina e Stati Uniti possono assumersi congiuntamente le proprie responsabilità di Paesi importanti e collaborare per realizzare progetti più grandi e concreti per il bene dei nostri due Paesi e del mondo intero”, ha fatto presente Xi.

Luca Bagatin

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venerdì 3 ottobre 2025

La Repubblica Popolare Cinese celebra il suo 76esimo anniversario e rilancia la sua economia e la proposta di un ordine multilaterale equo e giusto. Articolo di Luca Bagatin

Il 1 ottobre scorso, è stato celebrato, in Cina, il 76esimo anniversario della Repubblica Popolare Cinese, costruita con fatica dalle lotte di Chen Duxiu, Zhou Enlai, Chen Yun, Mao Tse-Tung, Deng Xiaoping e molti altri esponenti del Partito Comunista Cinese che, attraverso le battaglie socialiste e democratiche per l'emancipazione contro l'oligarchia dei Signori della Guerra, delle potenze coloniali occidentali e dei Nazionalisti di Chiang Kai-shek, ha saputo costruire una grande democrazia sociale e popolare, oggi divenuta pressoché quasi la prima potenza del mondo.

La Repubblica Popolare Cinese, oggi guidata dal Presidente Xi Jinping, degno erede della tradizione socialista riformista di Deng Xiaoping, Jiang Zemin e Hu Jintao, sta per formulare il suo 15esimo Piano Quinquennale (2026-2030), che punta a raggiungere una piena modernizzazione socialista.

In occasione delle celebrazioni della nascita della Repubblica Popolare Cinese, il Presidente Xi ha affermato che “Dall'orlo del pericolo nazionale al cammino di grande rinnovamento, la nazione cinese ha continuato ad avanzare attraverso difficoltà e lotte, ma anche con grande entusiasmo e trionfi clamorosi”.

I risultati ottenuti dai Piani Quinquennali precedenti sono stati notevoli, se pensiamo che fra il 2021 e il 2025, i consumi hanno contribuito per circa il 60% alla crescita economica annuale del Paese; le vendite dal dettaglio sono in crescita di circa l'80% rispetto agli USA; il mercato al dettaglio online è stato il più grande al mondo per dodici anni consecutivi e le vendite d'auto sono state in cima alle classifiche mondiali per ben sedici anni consecutivi.

Grandi investimenti, peraltro, sono stati effettuati nell'ambito dell'industria verde e della transizione ecologica, oltre che nel settore dell'intelligenza artificiale.

Il Presidente Xi, nel sottolineare la necessità di implementare la filosofia incentrata sull'innovazione, l'apertura, la condivisione dei benefici e lo sviluppo di nuove forze produttive, ha invitato a creare “un sistema di governance globale più giusto e equo”, in un momento storico nel quale il mondo è percorso da turbolenze e guerre d'ogni genere.

Ovvero di continuare a sostenere un vero multilateralismo, collaborando con tutte le nazioni al fine di “costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”. Frase che, ormai, è il leitmotiv della leadership socialista riformista del Presidente Xi Jinping, che punta alla stabilità e alla pacificazione globale.

La Repubblica Popolare Cinese, in sede ONU, peraltro, lo scorso 18 settembre, aveva denunciato gli USA per aver abusato del loro potere di veto nell'ambito del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, al fine di bloccare la richiesta di un cessate il fuoco per porre fine alle gravi condizioni nelle quali si trova la popolazione di Gaza.

In merito a tale situazione, attraverso l'Ambasciatore presso l'ONU, Fu Cong, la RPC ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco duraturo; ha denunciato la militarizzazione del meccanismo di distribuzione degli aiuti umanitari e gli attacchi contro i civili perpetrati dal regime di Nethanyau e ha sottolineato l'urgenza di lavorare per una soluzione a due Stati, rispettando la volontà popolare del popolo palestinese e secondo il quale i palestinesi possano governare la Palestina.

Luca Bagatin

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martedì 23 settembre 2025

Dal Venezuela all'Austria, la Repubblica Popolare Cinese ricorda gli eroi antifascisti e la vittoria contro l'aggressione giapponese. Articolo di Luca Bagatin

Anche il Venezuela socialista e bolivariano, lo scorso 3 settembre, ha celebrato l'80esimo anniversario della vittoria del popolo cinese nella Guerra di Resistenza contro l'aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista.

A Caracas, in occasione dell'evento, è stato inaugurato un suggestivo monumento che ricorda tale importante avvenimento storico, nel quale persero la vita oltre 35 milioni di cinesi.

L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del Presidente socialista del Venezuela, Nicolas Maduro e dell'Ambasciatore cinese Lan Hu, oltre che gli alti componenti del governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, fra i quali la Vicepresidente Delcy Rodriguez e il Ministro della Difesa Vladimir Padrino.

Il Presidente Maduro ha celebrato questo momento ricordando la “coraggiosa vittoria della resistenza contro l'ex Impero giapponese” e ha paragonato tale vittoria a quella ottenuta dall'Armata Rossa sovietica contro la Germania nazifascista.

Egli, ha inoltre ricordato i legami di amicizia e collaborazione fra Venezuela e Repubblica Popolare Cinese, rammentando come “la Cina è la principale potenza militare del pianeta Terra. Una potenza sorella, una potenza amica, una potenza senza una visione imperialista, colonialista o schiavista”.

L'Ambasciatore Lan Hu ha, a sua volta, espresso i suoi ringraziamenti, affermando: “A nome del governo e del popolo cinese, vorrei ringraziare il presidente Nicolas Maduro Moros, il governo e il popolo del Venezuela per la costruzione di questo monumento commemorativo, per questa grande vittoria mondiale”.

Egli ha fatto inoltre presente che essa rappresenta il riconoscimento della causa antifascista mondiale e la ferma determinazione di entrambi i Paesi a resistere a qualsiasi forma di aggressione o invasione straniera.

E, a proposito di causa comune antifascista, il 12 settembre scorso, incontrando il Presidente della Repubblica Austriaca, Alexander Van der Bellen e la Ministra per gli Affari Europei e Internazionale Beate Meinl-Reisinger, il Ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, oltre a sottolineare la stabilità delle relazioni fra Cina e Austria, ha ricordato come la Repubblica Popolare Cinese abbia accolto numerosi ebrei provenienti dall'Austria, alcuni dei quali si sono distinti per eroismo nella causa antifascista.

In particolare, egli ha ricordato tre figure importanti: Jakob Rosenfeld, Richard Frey e Ruth F. Weiss, in quali hanno contribuito a combattere e diffondere gli ideali antifascisti, a fianco del popolo cinese, contro l'aggressore giapponese e sono ricordati, in Cina, come eroi nazionali.

Jakob Rosenfeld (1903 – 1952) fu urologo, ex componente del Partito Socialdemocratico Austriaco, deportato nel campo di concentramento di Dachau e successivamente a Buchenwald. Nel 1939 fu rilasciato, ma, costretto a lasciare immediatamente il Paese, fuggì a Shanghai e qui si arruolò volontario nella Nuova Quarta Armata e servì le forze comuniste cinesi come medico. Nel 1942 aderì al Partito Comunista Cinese e fu nominato Generale dell'esercito.

Molti anni dopo scoprì che la gran parte della sua famiglia era morta nei campi di sterminio nazisti. Lavorò, infine, come medico a Tel Aviv, ove morì ed è considerato, in Cina, un eroe nazionale, tanto che ogni anno la sua tomba è visitata da una delegazione del governo cinese.

Richard Frey (1920 – 2004), il cui nome originario era Richard Stein, fu aderente alla Gioventù Comunista d'Austria e al Partito Comunista d'Austria. Fuggì alle persecuzioni antisemite nel 1939 e si arruolò nelle forze armate comuniste cinesi, divenendo membro del Partito Comunista Cinese nel 1944. Nel 2007 il governo cinese eresse, vicino Pechino, un monumento alla sua memoria.

Ruth F. Weiss (1908 – 2006), nata a Vienna in una famiglia ebrea, educatrice e giornalista, fuggì anche lei a Shanghai, nel 1933, ottenendo nel 1955 la cittadinanza cinese e divenendo, nel 1983, membro del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC), per il suo impegno nella cultura e nell'educazione e per aver documentato il conflitto fra la resistenza cinese e gli imperialisti giapponesi.

Storie molto probabilmente poco conosciute da noi, ma che meritano di essere celebrate, rispettate e ammirate.

Anche perché dimostrano legami fra storie e popoli apparentemente lontani, ma uniti dai comuni ideali socialisti, democratici e antifascisti, che possono, ancora oggi, illuminare un mondo che dovrebbe ricercare unità, pace, sviluppo e cooperazione, in luogo di assurde contrapposizioni, portatrici di morte, divisione e instabilità.

Luca Bagatin

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giovedì 4 settembre 2025

Anche il socialista democratico slovacco Robert Fico alla celebrazione antifascista in Cina, senza fare sconti agli irresponsabili vertici UE. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente socialista democratico della Slovacchia, Robert Fico, è stato l'unico capo di Stato di un Paese UE e NATO ad essere presente a Pechino, alla commemorazione dell'80esimo anniversario della Vittoria nella Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l'aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista.

Robert Fico è noto per le sue posizioni fondate sulla giustizia sociale e la sovranità nazionale, al punto da aver rispedito al mittente, nell'aprile scorso, le assurde richieste dell'esponente della destra estone, Kaja Kallas, rappresentante per gli affari esteri dell'UE, che gli avrebbe voluto impedire di partecipare alle celebrazioni del Giorno della Vittoria, a Mosca, per commemorare la vittoria sovietica contro il nazifascismo.

Grande amico della Repubblica Popolare Cinese e, con essa, sostenitore di una soluzione pacifica alla crisi ucraina, ha espresso il suo plauso nei confronti del contributo significativo della Cina nella vittoria nella Guerra Mondiale Antifascista ed alla promozione della pace mondiale.

Fico, ha ribadito che la Slovacchia sostiene il principio di una sola Cina e anche la proposta di una governance globale, proposta dal Presidente cinese Xi Jinping, al fine di costruire un mondo più equo e giusto e, assieme al Presidente Xi, intende continuare a rafforzare i rapporti economici e la cooperazione Slovacchia-Cina.

Il Presidente Fico, anche sui social, non ha fatto sconti ai vertici dell'UE e così si è espresso: “Per coloro i quali si sono persi i messaggi di ieri del Presidente cinese Xi Jinping, vorrei ricordarglielo. Il mondo si trova di fronte a una scelta tra pace e guerra, e la Cina dichiara che la pace, la giustizia e il popolo devono prevalere. Se l'UE pensa che il nuovo ordine mondiale che sta nascendo fuori dall'Europa possa essere ignorato nascondendo la testa sotto la sabbia, si sbaglia di grosso. Grazie alla sua miopia e arroganza, l'UE si sta muovendo non sul secondo, ma sul terzo binario della politica mondiale. La mancata partecipazione dei rappresentanti dell'UE e dei suoi Stati membri alle celebrazioni in Cina è stato un enorme errore politico”.

Robert Fico, oltre ad essere Premier della Repubblica Slovacca dal 2023 (aveva già ricoperto tale ruolo dal 2006 al 2010 e dal 2012 al 2018), è alla guida del partito socialista democratico e populista di sinistra Direzione-Socialdemocrazia (SMER), che conta circa il 25% dei consensi e ha una piattaforma che rifiuta le ricette economiche liberali e promuove un'economia fondata sull'intervento pubblico e la cooperazione internazionale.

Luca Bagatin

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martedì 2 settembre 2025

La Repubblica Popolare Cinese e un nuovo ordine mondiale multilaterale, più equo, giusto e ordinato. Articolo di Luca Bagatin

 

L'equilibrio e la razionalità della Repubblica Popolare Cinese è sempre più evidente anche nell'ambito del 25esimo vertice del Consiglio dei Capi di Stato dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), tenutosi nei giorni scorsi nella città di Tianjin, nella Cina settentrionale.

Il Presidente cinese Xi Jinping, che ha presieduto il vertice, ha sottolineato la necessità di una Global Governance Initiative, atta ad “aiutare la comunità internazionale a condividere opportunità di sviluppo, costruire un sistema di governance globale più giusto ed equo e procedere congiuntamente verso una comunità umana dal futuro condiviso”.

Una iniziativa, in sostanza, non già volta a contrapporsi a un Occidente ormai alla deriva, vista l'inadeguatezza della sua classe dirigente, come scritto da tanta grande stampa di casa nostra, ma impegnata a sostenere l'uguaglianza della sovranità dei vari Paesi, aderendo allo Stato di diritto internazionale, in modo da praticare un autentico multilateralismo e promuovere un approccio fondato sulle persone.

La Cina, del resto, è da tempo impegnata a dare voce e a cooperare con i Paesi del Sud del mondo; fin dall'inizio della crisi ucraina è impegnata a gettare acqua sul fuoco (già nel marzo 2022, il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, si era espresso alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza nella ricerca di: “una soluzione pacifica che garantisca sicurezza e stabilità in Europa”, sottolineando come “nessuno è al di sopra del diritto internazionale”. In particolare, relativamente all'Ucraina, aveva affermato – ammonendo tanto gli USA che la Russia e l'UE - che “L'Ucraina deve essere un ponte che unisce Est e Ovest e non una linea di fronte per una competizione tra diverse potenze”); è fermamente impegnata nella cooperazione internazionale (sempre nel marzo 2022, il Ministro Wang aveva ribadito due concetti fondamentali: il primo affermando: “si è tornati ad una mentalità da Guerra Fredda, ma è sbagliato riportare indietro le lancette della Storia. Per trasformare il mondo in un posto migliore, i Paesi devono lavorare insieme, in un clima fondato sulla cooperazione, non sulla competizione”. Il secondo facendo riferimento alla lotta mondiale contro una pandemia difficile: “Dopo la pandemia l'economia mondiale si sta riprendendo lentamente e, per avviarci verso un progresso sostenibile, ci appelliamo a tutti i Paesi per agire insieme”) ed anche per quanto riguarda la crisi in Medio Oriente, ha una posizione di lungimiranza e equilibrio senza equivoci ed è da sempre per il riconoscimento dello Stato della Palestina e ha sempre denunciato il regime di Netanyahu per i bombardamenti contro i civili.

In tal senso, la Repubblica Popolare Cinese, guidata da Xi Jinping, Segretario del Partito Comunista Cinese e grande leader socialista riformista, come i suoi predecessori, da Deng Xiaoping a Hu Jintao, innalza la bandiera del multilateralismo e del sostegno alla pace mondiale, verso la costruzione di un ordine internazionale, che ponga al centro la sicurezza globale, la prosperità e il progresso a beneficio di tutta l'umanità.

Egli, nel suo discorso, fra le altre cose, ha affermato che: “Siamo stati i primi a istituire un meccanismo di rafforzamento della fiducia militare nelle regioni di confine, trasformando la vasta frontiera in un legame di amicizia, fiducia reciproca e cooperazione. Siamo stati pionieri nell'adottare misure multilaterali per combattere le 'tre forze del male', gestire adeguatamente conflitti e divergenze e opporci con fermezza alle interferenze esterne, mantenendo così la pace e la stabilità nella regione.

Abbiamo assunto un ruolo guida nel lancio della cooperazione nell'ambito dell'Iniziativa Belt and Road, la quale ha ulteriormente rafforzato l'impulso allo sviluppo e alla prosperità regionale. L'obiettivo di superare i 2,3 trilioni di dollari di scambi commerciali cumulativi tra la Cina e i Paesi dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è stato raggiunto in anticipo rispetto al previsto. Sono stati aperti quasi 14.000 chilometri di linee internazionali di trasporto stradale tra gli Stati membri e con un totale di oltre 110.000 servizi ferroviari merci della China Railway Express.

Siamo stati i primi a stabilire un trattato a lungo termine di buon vicinato, amicizia e cooperazione, dichiarando amicizia e un impegno eterno alla non ostilità. L'istituzione e il pieno utilizzo di meccanismi come il Comitato di Buon Vicinato, Amicizia e Cooperazione della SCO hanno promosso l'amicizia e la comprensione reciproca tra i popoli degli Stati membri.

Siamo stati i primi a proporre il concetto di governance globale basato su ampie consultazioni, contributi congiunti e benefici condivisi, praticando un vero multilateralismo. L'approfondimento della cooperazione con le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali ha svolto un ruolo positivo nel promuovere la pace e lo sviluppo nel mondo”.

Il primo a credere nella Repubblica Popolare Cinese – che ha sempre giocato un ruolo importante, oltre i blocchi contrapposti USA-URSS - fu il nostro caro leader socialista Pietro Nenni, che nel 1955 incontrò Mao Tse-Tung ed ebbe lunghi rapporti di amicizia con Zhou Enlai, capo di governo della Cina socialista dal 1949 al 1976.

Grande importanza alla Cina socialista e alle sue riforme, la diede anche il già indimenticato Segretario e Presidente del Consiglio del PSI Bettino Craxi e il Ministro degli Esteri socialista Gianni De Michelis.

Ma non solo.

Pensiamo al Senatore della Democrazia Cristiana, Vittorino Colombo, più volte Ministro e Presidente del Senato.

Il Sen. Colombo, oltre ad essere stato fondatore della rivista “Mondo Cinese”, nel 1973, quale pubblicazione dell'Istituto Italo Cinese, fu in contatto diretto con Deng Xiaoping e Zhou Enlai e nel suo saggio fondamentale, ovvero “La Cina verso il 2000 – Il socialismo dal colori cinesi”, edito nel 1986 dalle Edizioni del Sole24 Ore, ci spiegò nel dettaglio il nuovo corso modernizzatore intrapreso dalla Cina socialista.

Una modernizzazione socialista – spiegava già il Sen. Colombo negli Anni '80 - fondata sull'armonia in ogni ambito; sul servizio della comunità; sulla non-egemonia e sulla non ingerenza negli affari interni dei singoli Stati e che coniuga confucianesimo e marxismo, aspetti che mirano a “distruggere l'egoismo”, cuore pulsante della concezione borghese del mondo, per far prevalere l'interesse comune.

E che permette la libertà religiosa, ma la considera un fatto privato.

E già allora il Sen. Colombo racconta di come Zhou Enlai, Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, parlava di “superamento di un mondo bipolare”, auspicando la fondazione di un nuovo ordine, fondato sull'amicizia fra le nazioni, sulla base del mutuo rispetto.

Il caro amico prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager e analista geopolitico, da moltissimi anni ci parla della Cina socialista, della necessità di studiarne il sistema e di cooperare con essa, promuovendo il sistema del BRICS.

In un suo importante articolo, il prof. Valori ha scritto: La modernizzazione cinese non è una visione che la Repubblica Popolare vuole imporre ad altri Paesi, come il caso dei tentativi d’occidentalizzazione che a tutti i costi quel sistema di produzione cerca d’imporre al mondo. Cercare la soddisfazione per il popolo cinese e il ringiovanimento della nazione è la missione base della modernizzazione cinese” (...) L’era del socialismo con caratteristiche cinesi fornisce una garanzia istituzionale più completa, una base materiale maggiormente solida, nonché una forza spirituale più attiva verso la modernizzazione nazionale. Si combinano i principi fondamentali del marxismo con caratteristiche cinesi attraverso la realtà specifica della Cina e con la sua cultura tradizionale. La spinta alla modernizzazione, l’approfondimento della sua comprensione teorica, la continua maturazione strategica e l’arricchimento della pratica, sono state avanzate in una serie di idee, nuovi punti di vista e lungimiranti conclusioni, che arricchiscono e sviluppano teorie modernizzatrici. Essa è una nuova analisi delle teorie che hanno promosso da anni le conquiste e i cambiamenti storici del Paese”.

E, nell'agosto del 2023, il prof. Valori scrisse, confermandosi ancora una volta profetico: “il gruppo BRICS è aperto ad aiutare i Paesi a svilupparsi, così come a promuovere gli investimenti e il commercio, e non impone mai precondizioni.

Ancora più importante, il gruppo BRICS difende la multipolarizzazione e il multilateralismo. Difendendo il multilateralismo, i Paesi BRICS lottano contro il concetto di Guerra Fredda ed aprono alla possibilità di costruire un ordine economico internazionale più giusto ed equo, da cui il mondo può trarre beneficio”.

Ed ha concluso il suo intervento sottolineando come Le economie emergenti, in particolare i Paesi BRICS, hanno sperimentato un’economia di vigorosa crescita e sono diventati importanti motori dello sviluppo economico globale. Tuttavia, di fronte a questi cambiamenti, i Paesi europei non hanno risposto attivamente. A parte le aspirazioni della Francia alla ricerca dell'autonomia strategica europea, esempi dall'Italia e altri Paesi parlano da soli: opportunità di sviluppo mancate, ostacoli terroristici, ignoranza e incompetenza politica”.

E siamo sempre lì.

Con una UE la cui classe dirigente non ne ha azzeccata una.

Una UE la cui classe dirigente sostiene una autocrazia di destra guidata da un comico che non vuole minimamente il dialogo; una UE che sostiene un riarmo inutile e costoso (mentre il comparto pubblico viene sempre più ridotto all'osso); una UE e una classe dirigente italiana che non fa nulla per arginare e colpire con forza il fenomeno delle baby gang e non fa nulla per combattere una violenza dilagante e gratuita che colpisce i settori più indifesi della società (dalle donne agli anziani) e non fa nulla per porre un argine a una società sempre più consumista, sempre meno moralizzata, sempre meno ordinata e civile.

E' facile sbandierare per anni, in campagna elettorale, lo slogan “sicurezza, sicurezza”. E parlare di “sicurezza internazionale”, ma in entrambi i casi senza sradicare le ragioni che portano all'instabilità e al caos.

La Repubblica Popolare Cinese, su questo, ha moltissimo da insegnare, ma occorre approfondire senza pregiudizio, con spirito pragmatico e da costruttori di ponti, come lo erano Nenni, Craxi, De Michelis, il Sen. Colombo e come lo è il prof. Valori.

Costruttori di ponti nel senso più serio del termine e non da boutade da fiction televisiva quale è quella del “ponte sullo Stretto di Messina”, intendiamoci.

A parlare, del resto, saranno i fatti, geopolitici ed economici, come sempre.

Spiace certo, che l'Italia, un tempo governata con serietà dal Centro-Sinistra (unico e autentico, quello formato da PSI – PSDI – PRI – DC - dal 1948 al 1993), sia finita molto male, con una classe dirigente di eredi del post PCI e del post MSI non adeguata alle necessità del Paese e della Storia.

Spiace altrettanto che l'UE, sognata da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli e Eugenio Colorni e sostenuta un tempo da ideali socialisti, repubblicani, democratici, sia finita ben presto nelle mani di euro-burocrati e di fondamentalisti di un atlantismo irresponsabile e fuori tempo massimo.

Molti di noi rimpiangono Silvio Berlusconi, certo. Nel bene o nel male, molte cose le aveva dette e comprese. Nemmeno i suoi, alla fine, lo hanno ascoltato.

Siamo al punto in cui siamo. Ma i fatti parlano.

Chi, come la Cina, ha saputo imparare dalla Storia e dai suoi errori, ha oggi molto da dire e anche molto da insegnare. Chi non ha imparato... presto o tardi finirà per imparare, purtroppo a spese di tutti noi.

Luca Bagatin

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venerdì 29 agosto 2025

La Repubblica Popolare Cinese celebra l'80esimo anniversario della vittoria nella lotta antifascista. Articolo di Luca Bagatin

 

Il prossimo 3 settembre, a Pechino, si terranno le celebrazioni dell'80esimo anniversario della vittoria nella Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista.

Nell'occasione, si terrà una grande parata militare alla presenza di 26 capi di Stato e di governo, invitati dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping.

Fra i principali invitati, il Presidente russo Vladimir Putin e il leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim Jong Un, i cui Paesi hanno storicamente dato un forte contributo alla lotta antifascista e contro l'aggressione del Giappone militarista.

Saranno presenti i leader di Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Bielorussia, Armenia, Azerbaigian, ovvero ex Repubbliche dell'URSS che hanno dato il loro importante contributo nella Grande Guerra Patriottica contro il nazifascismo.

Presenti anche i leader di Paesi amici e fraterni della Repubblica Popolare Cinese, ovvero i Presidenti di Vietnam, Laos, Cuba, Cambogia, Indonesia, Malesia, Myanmar, Maldive, Mongolia, Pakistan, Nepal, Zimbabwe, Repubblica del Congo, Iran, Serbia e Slovacchia. Quest'ultima, guidata dal socialista Robert Fico, peraltro membro dell'Unione Europea e della NATO.

Il Viceministro degli Esteri cinese, Hong Lei, in merito alla Guerra di Resistenza del Popolo Cinese, ha ricordato come questa sia stata la prima vittoria completa nella lotta di liberazione nazionale della Cina e come questa abbia profondamente ispirato i popoli dei Paesi colonizzati di tutto il mondo, al fine di lottare contro l'oppressione e la liberazione dall'imperialismo.

Egli ha sottolineato come l'ascesa dei Paesi del Sud del mondo sia evidente e come questa stia “rimodellando radicalmente il panorama globale”.

Oggi, infatti, il Sud del Mondo rappresenta una nuova forza di speranza e di emancipazione per tutti i popoli oppressi.

Egli ha spiegato come, negli ultimi quarant'anni, la quota del PIL globale dei Paesi del Sud del Mondo sia aumentata dal 24% a oltre il 40% e come questi abbiano contribuito fino all'80% della crescita economica globale.

Ed ha sottolineato come, oltre 80 anni fa, i popoli amanti della pace in tutto il mondo si siano uniti per costituire un ampio fronte antifascista, contro i brutali aggressori e gettare le basi per l'ordine internazionale del dopoguerra.

Hong ha ribadito, pertanto, che la Cina è pronta a collaborare sia con i Paesi del Sud del mondo che con tutti gli altri Paesi, al fine di “promuovere un mondo multipolare più equo e ordinato” e “una globalizzazione economica inclusiva e benefica e contribuire congiuntamente alla giusta causa della pace, dello sviluppo e del progresso nel mondo”.

Luca Bagatin

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venerdì 22 agosto 2025

Deng Xiaoping: il leader socialista che ha aperto la strada al sogno cinese e alla costruzione di una comunità dal futuro condiviso. Articolo di Luca Bagatin

  

Deng Xiaoping nacque il 22 agosto 1904 e fu il leader socialista cinese che, guidando la Repubblica Popolare Cinese dal 1978 al 1989, la seppe trasformare in una potenza mondiale, attraverso aperture al mercato, ma al contempo mantenendo il carattere socialista della Repubblica e adattandolo alla mentalità cinese.

Deng viene infatti ricordato come un grande modernizzatore.

Il prof. Giancarlo Elia Valori, fine analista geopolitico e Honorable de l’Académie des Sciences de l’Institut de France, in diversi suoi articoli ha ricordato le celebri “Quattro modernizzazioni” lanciate da Deng Xiaoping nel 1978: “agricoltura, scienza e tecnologia, industria e difesa nazionale”.

E ha altresì fatto presente come “La modernizzazione cinese non è una visione che la Repubblica Popolare vuole imporre ad altri Paesi, come il caso dei tentativi d’occidentalizzazione che a tutti i costi quel sistema di produzione cerca d’imporre al mondo. Cercare la soddisfazione per il popolo cinese e il ringiovanimento della nazione è la missione base della modernizzazione cinese” (…) L’era del socialismo con caratteristiche cinesi fornisce una garanzia istituzionale più completa, una base materiale maggiormente solida, nonché una forza spirituale più attiva verso la modernizzazione nazionale. Si combinano i principi fondamentali del marxismo con caratteristiche cinesi attraverso la realtà specifica della Cina e con la sua cultura tradizionale. La spinta alla modernizzazione, l’approfondimento della sua comprensione teorica, la continua maturazione strategica e l’arricchimento della pratica, sono state avanzate in una serie di idee, nuovi punti di vista e lungimiranti conclusioni, che arricchiscono e sviluppano teorie modernizzatrici. Essa è una nuova analisi delle teorie che hanno promosso da anni le conquiste e i cambiamenti storici del Paese.

E questo sin dal 1978, grazie a quel Deng Xiaoping apprezzato anche dall'allora nostro grande Presidente del Consiglio socialista Bettino Craxi, il quale lo incontrò in visita ufficiale in Cina nel 1986, ove fu ricevuto con tutti gli onori.

E dall'ex Ministro degli Esteri, il socialista Gianni De Michelis che, apprezzando molto il nuovo corso socialista riformista cinese, come ha ricordato recentemente Paolo Franchi nella sua biografia edita da Marsilio, un giorno – entrando in polemica con il fratello Cesare – gli disse “Mettiti in testa, caro Cesare, che i centomila libri della tua biblioteca puoi anche bruciarli, e sostituirli con l'opera omnia di Deng Xiaoping”.

A Deng Xiaoping è stato dedicato, il 22 agosto 2024, in occasione del 120esimo anniversario della sua nascita, un simposio organizzato dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC).

In tale occasione, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ha ricordato il prestigio di Deng, considerato “un grande marxista, un grande rivoluzionario proletario, statista, stratega militare, diplomatico e un combattente comunista di lunga data”.

Xi ha altresì ricordato Deng quale pioniere del socialismo con caratteristiche cinesi, dell'apertura, della modernizzazione e teorico della pace globale e dello sviluppo del mondo, aspetti che peraltro aveva appreso dai suoi studi di gioventù in Francia e in Russia, che lo portarono ad aderire al marxismo.

Il Presidente Xi Jinping ha, inoltre, sottolineato come Deng Xiaoping abbia contribuito a rafforzare il socialismo in Cina, entro la fine del suo mandato, proprio in un'epoca in cui tale idea di emancipazione sociale stava tragicamente tramontando, in Europa orientale.

Queste le parole di Xi, in merito: “Il compagno Deng Xiaoping ha difeso fermamente la gloriosa bandiera del socialismo. Nel processo di riforma e apertura, ha sempre preso una posizione netta contro la liberalizzazione borghese. Sullo sfondo del crollo dell'Unione Sovietica e dei drastici cambiamenti nell'Europa orientale, un grave tumulto politico si è verificato in Cina a cavallo tra la primavera e l'estate del 1989. Nel momento critico, il compagno Deng Xiaoping ha guidato il partito e il popolo a prendere una posizione netta contro i tumulti e a difendere risolutamente il potere dello Stato socialista, in modo che il partito e il Paese resistessero alla dura prova di venti e onde pericolose. Dopo di che, ha riassunto profondamente le lezioni nel processo di riforma e apertura e ha sottolineato la necessità di concentrarsi sulla costruzione del partito, rafforzare il lavoro ideologico e politico e l'educazione nelle belle tradizioni, migliorare il livello di leadership del partito e la capacità di governo e garantire la stabilità del Paese rosso. Ha ammonito il popolo con voce assordante: “Il socialismo in Cina non può essere cambiato. La Cina seguirà certamente la strada socialista che ha scelto fino in fondo. Nessuno può schiacciarci”.

Xi Jinping ha, inoltre, ricordato alcune profezie di Deng Xiaoping relative al futuro della Cina: “Entro la metà del prossimo secolo la Cina sarà in grado di avvicinarsi al livello dei Paesi sviluppati nel mondo, e questo sarà il grande cambiamento. A quel tempo, il peso e il ruolo della Cina socialista saranno diversi, e saremo in grado di dare maggiori contributi all'umanità”.

Oggi la Cina del socialista riformista Xi Jinping si muove seguendo questo stesso esempio oltre che quello dei successori di Deng Xiaoping, Jang Zemin e Hu Jintao, senza dimenticare gli insegnamenti di Mao Tse-Tung.

Non a caso, nel suo discorso commemorativo, Xi, ha fatto presente che “La Cina è una forza risoluta per la pace nel mondo. Dobbiamo sempre tenere alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e dei risultati win-win, promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità, promuovere i valori comuni di tutta l'umanità, implementare la Global Development Initiative, la Global Security Initiative e la Global Civilisation Initiative, partecipare attivamente alla riforma e alla costruzione del sistema di governance globale e continuare a fornire nuove opportunità per il mondo con nuovi progressi nella modernizzazione in stile cinese”.

In proposito mi ritorna alla mente un interessante passaggio di un articolo del prof. Giancarlo Elia Valori, che ho già citato all'inizio di questo mio pezzo:

Adesso è prematuro affermare se la modernizzazione cinese rappresenterà una nuova forma di civiltà umana, ma una cosa è certa. Essa – al contrario di altre modernizzazioni – non vuole imporsi al mondo con la violenza, ma cerca di migliorare il proprio Paese. Se poi sarà presa ad esempio anche da altri Popoli e Stati solo la Storia potrà dircelo.

Al contrario la modernizzazione portata avanti dall’occidentalizzazione non rappresenta il passato, ma è un’applicazione attuale di tragiche epoche condite da due guerre mondiali volute dall’imperialismo, e da sciagure immani, quali la Shoah, le bombe atomiche sul Giappone, e lo sterminio di interi popoli dell’emisfero occidentale, il saccheggio dell’Africa, ecc. solo per limitarmi a questi esempi emblematici”.

Non è un caso, del resto, se la Repubblica Popolare Cinese, negli attuali grandi conflitti internazionali, invita al dialogo e alla cooperazione.

Condannando con fermezza governi discutibili come quello di Netanyahu; criticando ogni forma di ingerenza negli affari interni degli altri Paesi (la Cina, ad esempio, sostiene i governi socialisti di Venezuela e Cuba, contro le ingerenze e gli embarghi imposti dal regime di Washington); sostiene gli sforzi per la pace nell'ambito della crisi ucraina ed è un importante pilastro dei BRICS e del Sud del Mondo, nella costruzione di un mondo più giusto e di una comunità dal futuro condiviso.

Insegnando - anche a chi ancora non vuole comprenderlo - che una economia governata dal settore pubblico, con un mercato aperto, ma regolato e funzionale alle esigenze della comunità (e non del profitto di pochi) ed una politica estera volta alla cooperazione e al dialogo con tutti, senza pregidizi, né ingerenze, è la chiave del successo.

Luca Bagatin

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martedì 12 agosto 2025

Il prossimo IV Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e le manovre di sviluppo economico contro vari dazi e protezionismi. Articolo del prof. Giancarlo Elia Valori

  

L’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC si è riunito il 30 luglio e ha deciso di convocare la IV Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese a Pechino in ottobre. L’ordine del giorno principale include la relazione di lavoro dell’Ufficio Politico al Comitato Centrale e l’esame delle proposte per la formulazione del XV Piano Quinquennale 2026-2030 per lo Sviluppo Economico e Sociale Nazionale. La riunione ha anche analizzato l’attuale situazione economica e delineato le attività economiche per la seconda metà dell’anno. Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCC, ha presieduto la riunione.
L’incontro ha sottolineato che il XV Piano Quinquennale rappresenterà un periodo critico per la realizzazione sostanziale della modernizzazione ed il consolidamento delle fondamenta economiche. Il contesto di sviluppo della Repubblica Popolare della Cina sta affrontando cambiamenti profondi e complessi, con opportunità, rischi e sfide strategiche coesistenti, e fattori incerti e imprevedibili in aumento. Allo stesso tempo, le fondamenta economiche cinesi sono stabili, con numerosi vantaggi, una forte resilienza e un grande potenziale. Le condizioni di sostegno a lungo termine e le tendenze di fondo non sono cambiate. I vantaggi del sistema socialista con caratteristiche cinesi, i vantaggi dei mercati su larga scala, dei sistemi industriali completi e delle ricche risorse di talenti sono più evidenti.
Il vertice ha mantenuto la determinazione strategica sui punti più importanti: il rafforzamento della fiducia nei progressi, l’identificazione attiva dei cambiamenti rispondendo ad essi; ha concentrato gli sforzi nel portare a fine i compiti; ha posto il Paese in iniziative strategiche nella competizione internazionale e sta promuovendo importanti progressi relativi alla situazione generale della modernizzazione cinese.
L’incontro dell’Ufficio Politico ha sottolineato che durante il periodo del XV Piano Quinquennale, lo sviluppo economico e sociale deve aderire alla Teoria delle Tre Rappresentazioni.
La Teoria fu introdotta per la prima volta da Jiang Zemin, allora Segretario Generale del PCC, il 25 febbraio 2000, durante un giro di ispezione a Gaozhou, nel Guangdong. Durante la guida di Jiang, le Tre Rappresentazioni furono ufficialmente descritte come lo sviluppo del marxismo-leninismo, del Pensiero di Mao Zedong e del Pensiero di Deng Xiaoping. La teoria fu ratificata al XVI Congresso del PCC (8-14 novembre 2002) e fu inoltre inserita nella Costituzione cinese il 14 marzo 2004.
Questa Teoria si basa sull’applicazione e l’interpretazione data da Xi Jinping in merito al socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era, concentrando la costruzione di un Paese moderno in modo completo.
L’Ufficio Politico ha ribadito la necessaria attuazione in modo completo e accurato del nuovo concetto di sviluppo per mantenere la stabilità, il coordinamento e la promozione del piano strategico nazionale. Da qui accelerare la costruzione di un modello di sviluppo; coordinare la situazione interna e internazionale; promuovere il miglioramento effettivo della qualità economica e una crescita ragionevole della quantità, adottando misure concrete a favore della prosperità comune di tutti i popoli.
La riunione dell’Ufficio Politico ha concluso che, dall’inizio del 2025, con i consigli del Presidente Xi Jinping, tutte le regioni e i dipartimenti hanno intrapreso azioni proattive, superato le difficoltà e intensificato l’attuazione di politiche macroeconomiche più efficaci.
L’economia cinese ha mantenuto un progresso costante, con nuovi traguardi nello sviluppo di alta qualità. I principali indicatori economici hanno registrato buoni risultati; nuove forze produttive di qualità si sono sviluppate positivamente; le riforme e l’apertura hanno continuato ad approfondirsi; i rischi in settori chiave sono stati efficacemente prevenuti e risolti e le garanzie di sicurezza di base per i mezzi di sussistenza dei cittadini sono state ulteriormente rafforzate. L’economia cinese sta dimostrando forte vitalità e resilienza.
L’Ufficio Politico ha evidenziato che l’attuale funzionamento del sistema economico si trova ancora ad affrontare numerosi rischi e sfide. Si deve comprendere correttamente la situazione, rafforzare il senso di crisi, concentrarsi sulle agevolazioni, sfruttare al meglio le opportunità, il potenziale e i vantaggi di sviluppo e consolidare e ampliare lo slancio della ripresa economica.
Per svolgere un buon lavoro in ambito economico nella seconda metà del 2025 è necessario mantenere la continuità e la stabilità delle politiche; migliorare la flessibilità e la lungimiranza; badare a stabilizzare l’occupazione, le imprese, i mercati e le attese; promuovere vigorosamente la doppia circolazione nazionale e internazionale; impegnarsi a completare gli obiettivi e i compiti annuali di sviluppo economico e sociale per raggiungere la conclusione positiva del XIV Piano Quinquennale 2021-2025. I traguardi del XIV Piano Quinquennale sono stati e sono: uno sviluppo economico di alta qualità e autosufficienza tecnologica; la “doppia circolazione”, ovvero lo sviluppo della domanda interna e del commercio internazionale; e mira a raggiungere l’autosufficienza tecnologica; l’altro obiettivo chiave è la creazione di una società prospera.
L’Ufficio Politico ha sottolineato che le politiche macroeconomiche dovrebbero continuare a esercitare la loro forza e rafforzarsi al momento opportuno. Una politica fiscale più proattiva e una politica monetaria moderatamente accomodante dovrebbero essere attuate in dettaglio per dispiegare appieno gli effetti delle politiche. L’emissione e l’utilizzo di titoli di Stato dovrebbero essere accelerati per migliorare l’efficienza dell’impiego dei fondi. Le “tre promesse” (garanzie, assicurazioni e sussidi) per le organizzazioni di base saranno saldamente tutelate. La politica monetaria manterrà un’ampia liquidità e verrà promossa una riduzione dei costi complessivi del finanziamento sociale. Vari strumenti strutturali di politica monetaria saranno essere utilizzati efficacemente per rafforzare il sostegno all’innovazione scientifica e tecnologica, quali stimolare i consumi, favorire le piccole e microimprese, e stabilizzare il commercio estero. Le province economicamente sviluppate saranno sostenute nel loro ruolo di guida. La coerenza degli orientamenti di politica macroeconomica verrà rafforzata.
La riunione ha ribadito che è fondamentale liberare efficacemente il potenziale della domanda interna e attuare misure specifiche per stimolare i consumi. Parallelamente all’espansione del consumo di materie prime, si devono promuovere nuove aree di crescita per il consumo di servizi. La domanda dei consumatori deve essere ampliata, garantendo e migliorando al contempo i mezzi di sussistenza delle persone; come pure promuovere uno sviluppo di alta qualità dell’economia per stimolare gli investimenti privati ed espandere quelli più efficaci.
Questione importante è approfondire le riforme. Ciò significa continuare a utilizzare l’innovazione scientifica e tecnologica per guidare lo sviluppo di nuove forze produttive di qualità, accelerare lo sviluppo di settori chiave emergenti con competitività internazionale e promuovere la profonda integrazione e lo sviluppo dell’innovazione scientifica e tecnologica e dell’innovazione industriale. È fondamentale lo sviluppo di un mercato nazionale unificato con l’ottimizzazione costante della concorrenza di mercato; ossia badare alla concorrenza disordinata tra le imprese, a favore del rispetto delle leggi e dei regolamenti.
Promuovere la gestione delle capacità nei settori chiave vuol dire la standardizzazione delle pratiche locali di promozione degli investimenti, con lo stimolare la vitalità di tutti i tipi di entità commerciali.
Per quanto riguarda il commercio estero, l’Ufficio Politico ha sottolineato la necessità di ampliare l’apertura ad alto livello e stabilizzarne i fondamenti e gli investimenti esteri con l’aiutare le imprese del commercio estero più duramente colpite dalla pandemia; rafforzare il sostegno finanziario e promuovere lo sviluppo integrato del commercio. La riunione ha posto l’accento sull’ottimizzazione delle politiche di rimborso delle imposte sulle esportazioni e sullo sviluppo di piattaforme aperte di alta qualità, come le zone pilota di libero scambio.
La sessione ha sottolineato la necessità di prevenire e mitigare costantemente i rischi in aree chiave. Lo spirito della Conferenza centrale sul lavoro urbano (Pechino, 14-15 luglio 2025) deve essere pienamente attuato ed essere intraprese iniziative di riqualificazione urbana di alta qualità. I rischi di debito degli enti locali devono essere risolti attivamente e con prudenza, vietando severamente la creazione di nuovo debito occulto. La liquidazione delle piattaforme di finanziamento locali va promossa con vigore, ordine ed efficacia. Il mercato nazionale dei capitali occorre rafforzarlo nella sua attrattività e inclusività, consolidando il suo slancio di stabilizzazione e miglioramento.
Un ulteriore importante traguardo è l’importanza di garantire i mezzi di sussistenza dei cittadini. Ciò comporta sottolineare l’orientamento politico e dare priorità e promuovere l’occupazione per gruppi chiave come laureati, militari in pensione e lavoratori migranti. Attuare politiche a beneficio dei cittadini; migliorare un sistema di assistenza sociale articolato e categorizzato; rafforzare le fondamenta dell’agricoltura, delle aree rurali e degli agricoltori e mantenere prezzi ragionevoli per i cereali e i principali prodotti agricoli. Consolidare e ampliare i risultati ottenuti nella lotta alla povertà, assicurando che non si verifichino ricadute su larga scala nel settore della non-abbienza. Ossia dare sempre priorità alla sicurezza personale, rafforzare la produzione di sicurezza e la supervisione della sicurezza alimentare, compiere ogni sforzo per prevenire le inondazioni, e rafforzare la catena dei soccorsi di emergenza in caso di calamità, e garantire la fornitura di energia ed elettricità durante l’alta stagione estiva.
L’incontro ha dato rilievo alla necessità di mobilitare pienamente l’iniziativa di tutti i settori. I quadri dirigenti devono stabilire e mettere in pratica una corretta visione delle prestazioni e condurre il lavoro economico in conformità con la nuova filosofia di sviluppo. Gli imprenditori devono aprire la strada con coraggio e prendere l’iniziativa nella competizione di mercato con prodotti e servizi di alta qualità. Tutte le regioni e i dipartimenti devono sfruttare i risultati di uno studio approfondito e di una formazione per fornire un forte impulso allo sviluppo di alta qualità.
I mercati finanziari internazionali e i partner commerciali globali hanno osservato con attenzione i segnali che sono emersi da questa riunione. Come abbiamo visto l’incontro si è focalizzato su sviluppo di alta qualità, autosufficienza tecnologica, espansione della domanda interna e modernizzazione della governance. Alla luce delle tendenze attuali, la RP della Cina sta utilizzando strumenti istituzionali e innovazione politica per rafforzare la propria economia e, al contempo, offrire al mondo una nuova fonte di certezza.
Negli ultimi anni, la RP della Cina – nella propria determinazione strategica, ottenuta col principio della stabilità nel progresso – ha affrontato un contesto esterno complesso e pressioni interne dovute alla ristrutturazione economica,
Questo ha comportato la continuità e la stabilità delle politiche macroeconomiche, per mantenere l’economia entro una fascia di crescita ragionevole; la promozione della riforma strutturale dal lato dell’offerta, per ottimizzare le catene industriali e di innovazione; il rafforzamento della gestione dei rischi, in particolare nei settori finanziario, immobiliare e del debito locale.
Tale approccio stabile crea un ambiente politico prevedibile, rafforzando la fiducia degli investitori interni ed esterni.
Il prossimo IV Plenum del XX CC del PCC dovrebbe ribadire il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica nello sviluppo economico. Oggi la RP della Cina sta accelerando l’espansione di nuove produttività legate all’intelligenza artificiale (destinata a potenziare manifattura, servizi e consumi), alle energie verdi (veicoli elettrici, fotovoltaico e sistemi di accumulo energia mantengono una posizione di leadership mondiale) e all’economia digitale (l’industria robotica e le attrezzature avanzate continuano a espandersi). La combinazione tra sostegno politico e dinamismo di mercato permette alla RP della Cina di compiere salti tecnologici e consolidare settori di frontiera.
Di fronte alla volatilità della domanda globale, l’espansione della domanda interna sarà una priorità del IV Plenum. Si prevedono nuove misure per stimolare i consumi, migliorare il benessere e ampliare la classe media.
Vi sono alcuni punti fondamentali da analizzate: l’upgrade dei consumi (servizi e consumi green che guideranno la crescita); l’urbanizzazione (sviluppo di cluster urbani e aree metropolitane da sostenete con investimenti in abitazioni, trasporti e servizi pubblici); l’economia digitale (piattaforme online, logistica intelligente ed e-commerce transfrontaliero). La domanda interna rafforzerà la resilienza economica e offrirà nuove opportunità di collaborazione internazionale.
Il IV Plenum riaffermerà probabilmente l’impegno verso un’apertura di alto livello (che non è solo una necessità per la RP della Cina, ma anche un’opportunità per il mondo); l’apertura istituzionale (avanzamento delle zone di libero scambio e del porto di libero scambio di Hainan); la cooperazione internazionale (ulteriore sviluppo della Belt and Road Initiative e di progetti digitali e verdi);l’ambiente per gli affari (miglioramento delle politiche per gli investimenti esteri, permettendo alle imprese globali di beneficiare della crescita cinese). Questa strategia di apertura rafforza la fiducia dei mercati e stabilizza le catene di approvvigionamento mondiali.
Combinando i fondamentali economici con i probabili segnali politici, emergono alcune tendenze chiare. Nel breve periodo la RP della Cina manterrà politiche stabili e mercato solido, con rischi sotto controllo; nel medio-lungo periodo, innovazione, transizione verde e apertura rimarranno i pilastri dello sviluppo di alta qualità; a livello internazionale la RP della Cina offrirà un mercato più vasto, maggiore capacità innovativa e una governance più trasparente, attirando capitali e rafforzando i legami commerciali.
In un contesto globale caratterizzato da incertezze, la RP della Cina sta fornendo al mondo una rara forma di certezza attraverso politiche stabili, percorsi di sviluppo innovativi e una strategia di cooperazione aperta.
Il IV Plenum del XX CC del PCC rappresenterà un punto chiave di questa traiettoria, segnando l’ingresso dell’economia cinese in una nuova fase di sviluppo di alta qualità. E ciò per il mondo significa maggiori opportunità di collaborazione, più benefici condivisi e, soprattutto, che la fiducia prevarrà sulla paura e il futuro sulle incertezze.

Giancarlo Elia Valori