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venerdì 22 agosto 2025

Deng Xiaoping: il leader socialista che ha aperto la strada al sogno cinese e alla costruzione di una comunità dal futuro condiviso. Articolo di Luca Bagatin

  

Deng Xiaoping nacque il 22 agosto 1904 e fu il leader socialista cinese che, guidando la Repubblica Popolare Cinese dal 1978 al 1989, la seppe trasformare in una potenza mondiale, attraverso aperture al mercato, ma al contempo mantenendo il carattere socialista della Repubblica e adattandolo alla mentalità cinese.

Deng viene infatti ricordato come un grande modernizzatore.

Il prof. Giancarlo Elia Valori, fine analista geopolitico e Honorable de l’Académie des Sciences de l’Institut de France, in diversi suoi articoli ha ricordato le celebri “Quattro modernizzazioni” lanciate da Deng Xiaoping nel 1978: “agricoltura, scienza e tecnologia, industria e difesa nazionale”.

E ha altresì fatto presente come “La modernizzazione cinese non è una visione che la Repubblica Popolare vuole imporre ad altri Paesi, come il caso dei tentativi d’occidentalizzazione che a tutti i costi quel sistema di produzione cerca d’imporre al mondo. Cercare la soddisfazione per il popolo cinese e il ringiovanimento della nazione è la missione base della modernizzazione cinese” (…) L’era del socialismo con caratteristiche cinesi fornisce una garanzia istituzionale più completa, una base materiale maggiormente solida, nonché una forza spirituale più attiva verso la modernizzazione nazionale. Si combinano i principi fondamentali del marxismo con caratteristiche cinesi attraverso la realtà specifica della Cina e con la sua cultura tradizionale. La spinta alla modernizzazione, l’approfondimento della sua comprensione teorica, la continua maturazione strategica e l’arricchimento della pratica, sono state avanzate in una serie di idee, nuovi punti di vista e lungimiranti conclusioni, che arricchiscono e sviluppano teorie modernizzatrici. Essa è una nuova analisi delle teorie che hanno promosso da anni le conquiste e i cambiamenti storici del Paese.

E questo sin dal 1978, grazie a quel Deng Xiaoping apprezzato anche dall'allora nostro grande Presidente del Consiglio socialista Bettino Craxi, il quale lo incontrò in visita ufficiale in Cina nel 1986, ove fu ricevuto con tutti gli onori.

E dall'ex Ministro degli Esteri, il socialista Gianni De Michelis che, apprezzando molto il nuovo corso socialista riformista cinese, come ha ricordato recentemente Paolo Franchi nella sua biografia edita da Marsilio, un giorno – entrando in polemica con il fratello Cesare – gli disse “Mettiti in testa, caro Cesare, che i centomila libri della tua biblioteca puoi anche bruciarli, e sostituirli con l'opera omnia di Deng Xiaoping”.

A Deng Xiaoping è stato dedicato, il 22 agosto 2024, in occasione del 120esimo anniversario della sua nascita, un simposio organizzato dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC).

In tale occasione, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ha ricordato il prestigio di Deng, considerato “un grande marxista, un grande rivoluzionario proletario, statista, stratega militare, diplomatico e un combattente comunista di lunga data”.

Xi ha altresì ricordato Deng quale pioniere del socialismo con caratteristiche cinesi, dell'apertura, della modernizzazione e teorico della pace globale e dello sviluppo del mondo, aspetti che peraltro aveva appreso dai suoi studi di gioventù in Francia e in Russia, che lo portarono ad aderire al marxismo.

Il Presidente Xi Jinping ha, inoltre, sottolineato come Deng Xiaoping abbia contribuito a rafforzare il socialismo in Cina, entro la fine del suo mandato, proprio in un'epoca in cui tale idea di emancipazione sociale stava tragicamente tramontando, in Europa orientale.

Queste le parole di Xi, in merito: “Il compagno Deng Xiaoping ha difeso fermamente la gloriosa bandiera del socialismo. Nel processo di riforma e apertura, ha sempre preso una posizione netta contro la liberalizzazione borghese. Sullo sfondo del crollo dell'Unione Sovietica e dei drastici cambiamenti nell'Europa orientale, un grave tumulto politico si è verificato in Cina a cavallo tra la primavera e l'estate del 1989. Nel momento critico, il compagno Deng Xiaoping ha guidato il partito e il popolo a prendere una posizione netta contro i tumulti e a difendere risolutamente il potere dello Stato socialista, in modo che il partito e il Paese resistessero alla dura prova di venti e onde pericolose. Dopo di che, ha riassunto profondamente le lezioni nel processo di riforma e apertura e ha sottolineato la necessità di concentrarsi sulla costruzione del partito, rafforzare il lavoro ideologico e politico e l'educazione nelle belle tradizioni, migliorare il livello di leadership del partito e la capacità di governo e garantire la stabilità del Paese rosso. Ha ammonito il popolo con voce assordante: “Il socialismo in Cina non può essere cambiato. La Cina seguirà certamente la strada socialista che ha scelto fino in fondo. Nessuno può schiacciarci”.

Xi Jinping ha, inoltre, ricordato alcune profezie di Deng Xiaoping relative al futuro della Cina: “Entro la metà del prossimo secolo la Cina sarà in grado di avvicinarsi al livello dei Paesi sviluppati nel mondo, e questo sarà il grande cambiamento. A quel tempo, il peso e il ruolo della Cina socialista saranno diversi, e saremo in grado di dare maggiori contributi all'umanità”.

Oggi la Cina del socialista riformista Xi Jinping si muove seguendo questo stesso esempio oltre che quello dei successori di Deng Xiaoping, Jang Zemin e Hu Jintao, senza dimenticare gli insegnamenti di Mao Tse-Tung.

Non a caso, nel suo discorso commemorativo, Xi, ha fatto presente che “La Cina è una forza risoluta per la pace nel mondo. Dobbiamo sempre tenere alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e dei risultati win-win, promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità, promuovere i valori comuni di tutta l'umanità, implementare la Global Development Initiative, la Global Security Initiative e la Global Civilisation Initiative, partecipare attivamente alla riforma e alla costruzione del sistema di governance globale e continuare a fornire nuove opportunità per il mondo con nuovi progressi nella modernizzazione in stile cinese”.

In proposito mi ritorna alla mente un interessante passaggio di un articolo del prof. Giancarlo Elia Valori, che ho già citato all'inizio di questo mio pezzo:

Adesso è prematuro affermare se la modernizzazione cinese rappresenterà una nuova forma di civiltà umana, ma una cosa è certa. Essa – al contrario di altre modernizzazioni – non vuole imporsi al mondo con la violenza, ma cerca di migliorare il proprio Paese. Se poi sarà presa ad esempio anche da altri Popoli e Stati solo la Storia potrà dircelo.

Al contrario la modernizzazione portata avanti dall’occidentalizzazione non rappresenta il passato, ma è un’applicazione attuale di tragiche epoche condite da due guerre mondiali volute dall’imperialismo, e da sciagure immani, quali la Shoah, le bombe atomiche sul Giappone, e lo sterminio di interi popoli dell’emisfero occidentale, il saccheggio dell’Africa, ecc. solo per limitarmi a questi esempi emblematici”.

Non è un caso, del resto, se la Repubblica Popolare Cinese, negli attuali grandi conflitti internazionali, invita al dialogo e alla cooperazione.

Condannando con fermezza governi discutibili come quello di Netanyahu; criticando ogni forma di ingerenza negli affari interni degli altri Paesi (la Cina, ad esempio, sostiene i governi socialisti di Venezuela e Cuba, contro le ingerenze e gli embarghi imposti dal regime di Washington); sostiene gli sforzi per la pace nell'ambito della crisi ucraina ed è un importante pilastro dei BRICS e del Sud del Mondo, nella costruzione di un mondo più giusto e di una comunità dal futuro condiviso.

Insegnando - anche a chi ancora non vuole comprenderlo - che una economia governata dal settore pubblico, con un mercato aperto, ma regolato e funzionale alle esigenze della comunità (e non del profitto di pochi) ed una politica estera volta alla cooperazione e al dialogo con tutti, senza pregidizi, né ingerenze, è la chiave del successo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 7 maggio 2025

La teoria della noonomia quale chiave dello sviluppo globale. Un convegno internazionale presso l'Università per la Pace dell'ONU di Roma. Articolo di Luca Bagatin


Il 5 maggio scorso, presso la filiale di Roma dell'Università per la Pace dell'ONU (UPEACE), si è tenuto il convegno internazionale dal titolo “Le tendenze fondamentali dello sviluppo globale: trasformazione della società e teoria della noonomia”.

Nell'ambito di tale convegno, sono stati presentati i saggi, editi dalla Sandro Teti Editore, “Noonomia”, scritto dal teorico della noonomia, appunto, prof. Sergey Bodrunov e “Strategizzare le trasformazioni sociali: noonomia sapere tecnologia”, del prof. Bodrunov e del prof. Vladimir Kvint.

Tali saggi sono da me stati recensiti in anteprima recentemente e i relativi articoli sono leggibili anche ai seguenti link: https://amoreeliberta.blogspot.com/2025/03/noonomia-levoluzione-delleconomia.html ; https://amoreeliberta.blogspot.com/2025/04/noonomia-ovvero-la-nuova-societa.html

La teoria della noonomia, al centro del convegno, ci parla della cosiddetta “Nuova società industriale di seconda generazione” (Nsi2). Un modello nel quale, spiegano gli economisti Bodrunov e Kvint nel loro saggio, “l'essere umano ha l'opportunità di agire non come consumatore dissennato, ma come individuo creativo, poiché l'uso creativo del tempo libero dipende in larga misura dalla formazione dei presupposti materiali per l'attività creativa (accesso ai mezzi di autoeducazione, miglioramento fisico, creatività scientifica e artistica eccetera)”.

Tutto ciò, attraverso l'utilizzo consapevole delle nuove tecnologie; lo sviluppo – attraverso lo studio e l'ampliamento della conoscenza – di nuove tecnologie; la pianificazione economica; la strategizzazione dei processi economici.

Il convegno è stato introdotto dal prof. Roberto Savio, responsabile della sede italiana di UPEACE, il quale ha spiegato come, oggi, purtroppo, termini quali “pace”, “cambiamento climatico” e “diritti umani” siano diventate parole partigiane, strumentalizzate dal mondo politico, finendo per dividere l'umanità in opposte fazioni.

Successivamente ha preso la parola il Rettore dell'Università per la Pace dell'ONU, prof. Francisco Rojas Aravena, il quale ha presentato l'UPEACE, facendo presente come tale istituzione sia stata fondata nel 1980 per volontà dell'allora Presidente del Costa Rica, Rodrigo Carazo Odio, la cui politica fu sempre votata alla pace, alla cooperazione internazionale e al rispetto e rivendicazione della sovranità nazionale.

Egli fu, peraltro, primo Rettore dell'Università, la quale ha come scopo quello di promuovere un'istruzione superiore volta alla pace, allo spirito di comprensione, tolleranza, coesistenza pacifica e cooperazione fra i popoli, in linea con i valori della Carta delle Nazioni Unite.

E' intervenuto poi il prof. Bodrunov, noto economista russo, professore universitario, membro dell'Accademia Russa delle Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia, il quale ha spiegato come la teoria della noonomia sia già studiata in numerosi Paesi, fra i quali la Russia, Israele, l'America Latina, gli USA e la Cina e i suoi saggi sono stati tradotti e pubblicati in 15 Paesi.

Egli ha spiegato come essa sia incentrata su una visione umanistica classica, unita all'economia politica e sia stata ispirata, per molti versi, sia alle teorie economiche del canadese naturalizzato statunitense John Kenneth Galbraith (1908 - 2006), sia a quelle dello scienziato russo Vladimir Ivanovič Vernadskij (1863 - 1945), il quale introdusse, per primo, il concetto di “noosfera”.

Essa è, secondo le parole del prof. Bodrunov, un nuovo modo razionale di gestire l'economia in una società non-economica. Ovvero un nuovo approccio alla soddisfazione dei bisogni umani (non quelli simulati, ovvero superflui e indotti dalla pubblicità commerciale), attraverso tecnologie ad alto contenuto di conoscenza.

La noonomia, in tal senso, mira alla liberazione dell'essere umano da quella che potremmo definire “schiavitù del lavoro”, generata dal capitale finanziario e dai conseguenti bisogni simulati/indotti, attraverso un'organizzazione razionale del progresso scientifico, liberando creatività umana (possibile grazie a un maggior tempo libero) e attraverso le proprietà condivisa della conoscenza.

In tal modo, ha spiegato il prof. Bodrunov, la società economica scompare automaticamente e nasce una forma di socializzazione della società, ovvero una nuova organizzazione della stessa, nella quale l'essere umano socializzato diventa portatore di nuovi valori, che saranno in grado di trasformare le istituzioni in senso solidaristico.

Ed è da tale solidarismo che può nascere la comprensione reciproca, ovvero quella che la Cina socialista moderna definisce “comunità con un futuro condiviso per l’umanità”, fondamento delle prospettive dei BRICS.

Bodrunov, ha peraltro annunciato che intende porre l'Italia al centro quale Paese per la diffusione e lo sviluppo della teoria della noonomia e, a tal proposito, ha sottoscritto con la Sandro Teti Editore la pubblicazione di una corposa collana editoriale dedicata proprio a tale nuovo pensiero economico.

Il prof. Savio, in merito, ha osservato l'importanza di tale teoria, volta allo sviluppo della cooperazione e del dialogo, aspetti purtroppo tristemente scomparsi dal dibattito politico odierno.

E' successivamente intervenuto il prof. Vladimir Kvint, economista russo-statunitense, professore di strategia, gestione e economia internazionale presso la Fordham University, la New York University e il Babson College, oltre che essere Presidente del Dipartimento di strategia economica e finanziaria presso la Scuola di economia di Mosca.

Il prof. Kvint ha spiegato i processi di strategizzazione e come superare i conflitti strategici nel lungo periodo. Puntualizzando come, tali processi, durino diversi anni, spiegando come il primo, nella Storia, a parlare di strategizzazione e a elaborare tali aspetti, fu Antoine Henri Jomini (1779 – 1869), già componente dello Stato Maggiore di Napoleone Bonaparte e successivamente collaboratore, non solo di Napoleone, ma anche di numerosi Zar russi e di Napoleone III.

Il prof. Kvint ha spiegato anche come la teoria della noonomia si fondi sullo studio degli aspetti psicologici, comportamentali e sociali degli esseri umani e come essa sia totalmente volta a beneficio di questi ultimi. Ovvero come l'essere umano sia posto al centro di tale teoria economica o, meglio, non-economica.

E' successivamente intervenuto l'editore Sandro Teti, il quale ha esordito dicendo che, proprio in occasione di tale convegno, per la prima volta, la teoria della noonomia, è stata illustrata in un Paese europeo. Teoria che, invece, è molto conosciuta e approfondita in Paesi quali la Cina, negli USA e in Gran Bretagna, presso l'Università di Cambridge.

Teti ha peraltro annunciato che, il 23 e 24 giugno prossimi, si terrà in Italia una conferenza internazionale con i maggiori economisti dei Paesi dei BRICS.

E' poi intervenuto il prof. Sergio Bellucci, Responsabile accademico dell'Università per la Pace dell'ONU in Italia, il quale, fra le altre cose, ha spiegato come l'attuale sistema industriale sia profondamente modificato anche grazie alla partecipazione dei cittadini al cosiddetto “mondo digitale”. Aspetto che, ha spiegato il prof. Bellucci, ha iniziato a sviluppare cicli materiali diversi rispetto ai modelli economici precedenti, ovvero le materie prime divengono nuove materie prime e il loro valore non si esaurisce. Processo che, peraltro, è destinato a subire un'ulteriore accelerazione attraverso l'Intelligenza Artificiale, laddove la conoscenza, appunto, diventa essa stessa produttrice di valore economico.

Egli ritiene, dunque, che le istituzioni politiche e gli operatori culturali, dovrebbero organizzare, razionalmente, tali processi.

Il prof. Stefano D'Addona, Ordinario di Economia Politica presso il dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Roma Tre, intervenuto successivamente, si è detto invece piuttosto preoccupato relativamente alla possibile sostituzione dei lavoratori da parte dell'Intelligenza Artificiale, mentre il prof. Andrea Cerroni, Ordinario di Processi sociali e comunicativi, ha osservato come la conoscenza sia un non-prodotto che può essere condiviso e, quindi, può creare ulteriore conoscenza, producendo, così, un virtuoso fenomeno circolatorio.

Si potrebbe dunque dire che, conoscenza, democrazia, pace, possono essere tutte unite da un unico filo conduttore, alla base del quale, la teoria della noonomia, può fare da collante. Contribuendo allo sviluppo di una sorta di umanesimo tecnologico democratico.

Il prof. Derrick de Kerckhove, sociologo e giornalista belga, naturalizzato canadese, nonché Direttore scientifico di Media Duemila, si è detto molto entusiasta della teoria della noonomia, la quale – come il concetto di noosfera – è una transizione capace di cambiare il tempo, lo spazio e il sé. Egli, peraltro, ha sottolineato come la nostra migliore difesa non sia affatto l'esercito, ma l'istruzione e la conoscenza, ovvero quello che oggi potremmo chiamare “capitale cognitivo digitale”. Egli, inoltre, ha fatto presente come oggi vi sia ancora troppa indifferenza, da parte del mondo del business, per l'ambiente e i cambiamenti climatici, aspetti che, invece, sono al centro della teoria della noonomia.

E' poi intervenuta Svetlana Bodrunova, Direttrice del Centro Internazionale di Ricerche sui Mass media dell'Università Statale di San Pietroburgo, la quale ha sottolineato come la teoria della noonomia punti alla liberazione dell'essere umano attraverso il capitale umano stesso. Ovvero le competenze dell'essere umano e il loro costante sviluppo, divengono funzionali per lo sviluppo stesso del potenziale dell'essere umano e di tutto ciò che lo circonda.

In collegamento web è intervenuto anche Jeffrey Sachs, celebre economista e saggista statunitense, il quale ha relazionato sulla situazione internazionale, nella quale stiamo assistendo a una nuova forma di nazionalismo economico statunitense, che si vuole contrapporre alla Cina.

Tale nazionalismo economico, ha osservato il prof. Vladimir Kvint, era peraltro già noto negli Anni '80, ai tempi dell'Amministrazione Reagan, sempre rispetto alla Cina e ciò in quanto gli USA non si sono ancora rassegnati a non essere gli unici rappresentanti del mondo.

Il prof. Kvint ha peraltro spiegato come, mentre la Cina, grazie alle riforme economiche introdotte da Deng Xiaoping alla fine degli Anni '70, sia diventata un leader globale in ambito economico, gli USA sembrano voler tornare indietro a forme primitive di nazionalismo economico, introducendo i dazi. Dazi che, ad ogni modo, oggi, a differenza degli Anni '80, non hanno trovato solamente la reazione della Cina, ma anche di tutti gli altri Paesi, tranne la Russia che non è stata oggetto di dazi.

Il prof. Sergey Bodrunov ha poi voluto concludere rispondendo ad alcuni degli interventi precedenti, facendo presente che, per quanto l'evoluzione tecnologica stia “distruggendo” posti di lavoro, come in passato ci sarà modo di ricollocare i lavoratori in altri ambiti. Egli ha sostenuto che le nuove generazioni svilupperanno nuove tecnologie e insegneranno alle altre persone a utilizzare tali nuove tecnologie. E sempre più persone necessiteranno di maggiore conoscenza, che porterà a nuove forme di creatività, che supereranno i bisogni superflui, simulati e indotti dal marketing.

Bisogni che producono, fra le altre cose, sfruttamento dell'ecosistema sotto ogni punto di vista.

La noonomia, in questo senso, ha spiegato, è una limitazione razionale al consumo. E tale concetto di limite può divenire una cultura comune, così come ogni conoscenza, concetto al centro della teoria della noonomia, che vuole rendere la conoscenza condivisa e accessibile a tutti.

In quanto, ha spiegato il prof. Bodrunov, la conoscenza è alla base della vita stessa.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Luca Bagatin e Sergey Bodrunov

Collegamento web con Jeffrey Sachs