mercoledì 16 agosto 2023
La Sacra Natura selvaggia delle donne. Riflessioni di Luca Bagatin
martedì 6 ottobre 2020
Le donne cubane, ovvero l'altra metà della Rivoluzione nel saggio della studiosa Maddalena Celano. Articolo di Luca Bagatin
Cuba – meravigliosa e storica Isola dei Caraibi - è forse la più piccola e allo stesso tempo più grande democrazia al mondo.
Con il suo sistema sociale, economico e civile socialista, comunitario, autogestionario.
Con il suo sistema elettorale che parte dalla selezioni dei candidati, attraverso assemblee di base di quartiere; senza alcun partito a dirigere il processo e a manipolarlo. In quanto il Partito Comunista Cubano è semplicemente simbolico e a garanzia della volontà popolare e del sistema socialista, edificato con la Rivoluzione degli Anni '50, guidata da Fidel Castro e Che Guevara.
Cuba è una rivoluzione nella rivoluzione e ce ne parla diffusamente l'ultimo saggio di Maddalena Celano, studiosa, saggista, fotografa, attivista dell'emencipazione femminile - già autrice del saggio sull'eroina latinoamericana Manuela Sáenz Aizpuru - nonché responsabile del Dipartimento Esteri di Convergenza Socialista, oltre che collaboratrice dell'Associazione la Villetta per Cuba.
“Le donne cubane – l'altra metà della Rivoluzione” - edito da Libeccio Edizioni - è un saggio che parte da lontano, per inquadrare la volontà di libertà e emancipazione del popolo cubano.
Cuba fu, sin dalla fine del XVIII secolo, una realtà soggetta alla volontà egenomica della Spagna e degli Stati Uniti d'America, per ragioni strategiche, economiche e geopolitiche.
Una volontà egemonica che privò l'Isola delle sue risorse fondamentali: produzione dello zucchero, trasporti, industria delle costruzioni e ogni aspetto che potesse generare un profitto e assolvere ai bisogni essenziali della popolazione.
Come ci spiega il saggio di Maddalena Celano, ecco giungere – nel corso del XIX secolo - sulla scena politica dell'Isola caraibica, una figura cruciale, ovvero colui il quale diverrà l'Eroe della Nazione: José Martì (1853 – 1895).
Politico, scrittore, poeta, giornalista, filosofo e massone, primo leader dell'indipendenza del suo Paese, il quale passerà alla Storia dell'Isola come l'”Apostolo”, esattamente come il suo contemporaneo italiano Giuseppe Mazzini (1805 – 1872).
E come Mazzini, come spiegato da Celano stessa, anche Martì sarà influenzato – pur non avendone mai fatto parte, non essendo egli nato e non avendo vissuto in Europa - dagli aneliti emancipatori e rivoluzionari della Prima Internazionale dei Lavoratori (1864), che vide unire i primi spiriti socialisti, anarchici, garibaldini e nazional-patriottici, per l'indipendenza e emancipazione dei popoli.
Ad ogni modo, quello spirito battagliero fu all'origine della sua avversione per lo schiavismo, che lo porterà– giovanissimo – ad essere arrestato per appartenenza a gruppi separatisti.
Successivamente, nel 1894, si pose a capo della prima rivoluzione dell'Isola e giungendo, l'anno seguente, a garantire l'Indipendenza di Cuba.
Morirà in battaglia quello stesso anno, combattendo contro le truppe spagnole.
Maddalena Celano analizza il pensiero di Martì, non solo sotto il profilo storico e politico patriottico e antimperialista, ma anche la sua concezione del mondo femminile, avanzatissima per l'epoca (e anche su questo potremmo ravvisare delle similitudini con Mazzini e Garibaldi, antesignani dell'emancipazione femminile in Europa).
Una sensibilità verso il femminile, che traspare dai suoi scritti, che lo porta ad equiparare intellettualmente la donna all'uomo, aspetto tutt'altro che scontato per l'epoca. Ovvero riconoscere la necessità che le donne possano ricevere la medesima istruzione degli uomini. Oltre che riconoscerle quali valide e fondamentali combattenti in guerra.
Ne “Le donne cubane” sono infatti citate e descritte le quattordici donne che affiancarono Martì e i primi rivoluzionari nella lotta per l'indipendenza, fra le quali Ana Cruz Aguero, elevata al grado di Capitano, la quale fu assegnata al comando dei reparti di artiglieria.
Donne che diedero il loro contributo alla lotta nazionale e anticoloniale dell'Isola.
E' ad ogni modo con la Rivoluzione castrista del 1958, che iniziano a costituirsi delle vere e proprie truppe femminili a Cuba e, con il trionfo della Rivoluzione stessa, si inizieranno a consolidare i diritti delle donne.
Con la Riforma Agraria, simbolicamente, il primo titolo di proprietà terriera viene infatti concesso a una contadina di colore, collocata nella zona più povera del Paese.
Nel 1960 – come ampiamente descritto nel saggio – sarà costituita la FMC, ovvero la Federazione della Donne Cubane, che raggrupperà ben 800 associazioni femminili preesistenti.
Il compito della FMC è quello di garantire pari diritti fra donne e uomini in ogni ambito sociale, civile, politico e economico, promuovendo peraltro anche attività nell'ambito dell'istruzione, della sanità e dell'educazione sessuale e pianificazione famigliare.
Come ci spiega il saggio di Celano, Cuba fu il primo Paese al mondo a firmare la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, nel 1979 e il secondo al mondo a ratificarla.
Cuba fu peraltro Paese che iniziò sin da subito a investire massicciamente in istruzione, sanità e ricerca, ottenendo risultati encomiabili.
“Le donne cubane” spiega come, nel 1961, l'UNESCO dichiarò l'Isola “il primo territorio libero dall'analfabetismo”.
Interi capitoli del saggio di Maddalena Celano, sono dedicati alle nuove politiche a Cuba, quali ad esempio l'introduzione della nuova Costituzione, nel 2019.
Una Costituzione ancora più inclusiva per le donne, ma anche per gli omosessuali, che non solo non dovranno più essere discriminati, ma rimane una porta aperta finanche al matrimonio per persone dello stesso sesso.
Riforme peraltro volute fortemente dalla deputata Mariela Castro, figlia dell'ex Presidente Raul Castro e Presidente del CENESEX, ovvero il Centro Nazionale di Educazione Sessuale di Cuba.
Nella nuova Costituzione, inoltre, si riafferma l'economia socialista dell'Isola, sottolineado come lo Stato controlli, regoli e diriga l'attività economica, ma si sancisce anche la partecipazione diretta dei lavoratori alla direzione, all'ordinamento e al controllo dell'attività economica nazionale. Al contempo si riconoscono nuove forme di proprietà e il ruolo del mercato, ma si pone un tetto all'accumulazione della ricchezza, in modo da non creare diseguaglianze sociali.
“Le donne cubane – l'altra metà della Rivoluzione”, oltre a presentare aspetti poco conosciuti della condizione femminile nella società cubana, è un compendio della situazione passata e recente di Cuba.
Comprende scritti di Manuel Santoro, attuale Segretario nazionale del movimento Convergenza Socialista e direttore della rivista “L'Ideologia Socialista”. Oltre che interviste inedite e esclusive di Maddalena Celano a Maria Teresa Peña Gonzalez, storica guerrigliera e femminista cubana e alla psicologa cubana Leidy León Veloz, docente dell'Università di Pinar del Rio “Hermanos Saiz Montes de Oca”, relativamente alla condizione delle donne a Cuba e sulle politiche attuate al fine di debellare la piaga della prostituzione e del neo-schiavismo femminile nell'Isola.
Luca Bagatin
lunedì 29 ottobre 2018
"Tutte le Donne in una sola Donna". Poesia di Samahin di Luca Bagatin
giovedì 11 gennaio 2018
"Riflessioni conservatrici, ovvero socialiste, golliste e mazziniane" di Luca Bagatin
Amo le donne.Forse per questo detesto le "femministe".
Che pretendono di essere uguali agli uomini (nessun uomo è uguale a un altro, ricordatelo !) e finiscono per ghettizzare e ghettizzarsi.
Ottenendo l'effetto opposto di quello che vorrebbero proporsi.
In Italia i mazziniani hanno smesso di essere mazziniani e ad un mazziniano non rimane che fare come in Francia.
Per questo, da gollista, socialista (originario) e mazziniano, non posso che sostenere, oggi, nazionalisti e comunisti.
La mia visione politica è
sostanzialmente legata al socialismo ed al mazzinianesimo
conservatore, contrapposto ad ogni tipo di liberalismo
compassionevole.Penso infatti che la compassione sia cosa utile ai ricchi borghesi ed ai capitalisti per pulirsi, religiosamente, la coscienza.
Occorre, io credo, lottare per emanciparsi ed emancipare, nel rispetto delle culture, delle tradizioni e delle identità di ogni popolo.
E ritengo, pertanto, che i doveri verso la comunità vadano anteposti ai diritti e ad ogni concetto legato all'"interesse".
lunedì 31 luglio 2017
Natura, Libertà e Amore. Riflessioni brevi di Luca Bagatin
L'unica libertà
possibile è quella nella quale l'essere umano comprende di non
essere slegato dalla Natura e dai suoi simili, li comprende, li
aiuta, li ama.La falsa idea di libertà è quella che sdogana l'egoismo, l'individualismo, il folle successo individuale che è sempre a scapito degli altri, ovvero sdogana l'odio e quindi fomenta discordia.
Solo se guidati dallo Spirito gli esseri umani possono emanciparsi davvero dalla materia, la quale li tiene legati all'ego e al dolore, nella peggiore delle prigioni.
Il pianto è una forma di empatia.
L'empatia è una forma di amore.
L'amore è Dio.
È sensibile e non sa che farsene delle donne fighettine e pretenziose d'oggi.
Preferisce le donne vere del passato: non di plastica e magari anche pelose come la natura vorrebbe.
Nella società vuota, fritta, eroticamente asettica (fatta di onanistici sex toys), senza sentimenti, empatia e amore, ma ove prevale il genderfluid, il mito dell'uomo alfa, il glamour ed il capitalismo assoluto liberal cosmopolita, la vera crisi è quella dei rapporti fra i sessi.
Ogni donna è una forza creativa e creatrice (e, quindi, se la fate arrabbiare, distruttrice).
Ogni donna dona la vita, ogni giorno, con la sua essenza.
Per questo il mondo ha paura delle donne.
Ha paura di scoprire l'origine della vita.
mercoledì 29 marzo 2017
"Donna !". Poesia di Luca Bagatin
mercoledì 10 agosto 2016
Stelle cadenti. Stelle lucenti.
Capire che cosa c'è dietro ai loro occhi. Affrontare la paura di guardarle, perché stai guardando dentro la loro anima.
Stelle cadenti. Stelle lucenti.
(Luca Bagatin)
domenica 4 ottobre 2015
"Il contrario di capitalista non è socialista o comunista, ma persona onesta". Riflessioni e aforismi by Luca Bagatin
Per questo preferisco e mi fido solo di chi non me le dice.
Personalmente posso dire che devo ancora conoscere uno yankee capace di usare il suo cervello per qualche cosa di costruttivo.
Secondo me è ridicolo e sciocco doversi schierare fra
"destra" e "sinistra".I sogni e bisogni delle persone non sono né di destra né di sinistra.
Vanno posti al centro.
E vaffanculo alla maggioranza (sempre) !
Per questo da sempre penso e dico forte e chiaro VIVA LA MORTE !
domenica 2 agosto 2015
"Donne e Rivoluzione". Aforismi by Luca Bagatin (tratti da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Sono assolutamente convinto che un politico dovrebbe
vivere con 1000 (mille) euro netti al mese.
Non è demagogia, ma
buonsenso.
E se si dirà che è poco, risponderò quel che ho
imparato in 36 anni di vita: vivere con poco rafforza il carattere.
mercoledì 18 marzo 2015
"Il cuore della donna che amo": aforisma by Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Una cosa che eviterò di fare è smettere di ascoltare il cuore delle persone. Soprattutto quello delle donne. E soprattutto quello delle donne (o della donna) che amo.
(Luca Bagatin)
sabato 5 luglio 2014
ROMA: Presentato il Nuovo Libro di Luca Bagatin (tratto da www.studiostampa.com)
ROMA: Presentato il Nuovo Libro di Luca Bagatin
Il 4 luglio scorso - l'autore del libro Luca Bagatin e l'autrice della prefazione allo stesso, Debdeashakti al secolo Debora De Angelis – presso il prestigioso Melargo Caffè di Via Milano, nel pieno centro di Roma, hanno dato vita a qualche cosa di inusitato.
“Parlare di donne non è argomento facile” - ha esordito Bagatin - “le donne sono da secoli bistrattate oppure oggetto di morbosità da parte di una società patriarcale, maschilista, frustrata, dedita alla ricerca di un piacere effimero e del guadagno facile”.
Debora De Angelis lo incalza: “Come mai hai voluto parlare di donne ed in particolare hai intervistato donne così diverse fra loro, ovvero musiciste, studiose, artiste dell'eros, attrici...?”
“Perché da sempre amo le donne, ovvero amo il mistero che emanano. In particolare amo un certo tipo di donna. Una donna che sia bella fuori perché bella dentro, che abbia qualche cosa da dare e da dire alla società. Per questo il mio saggio si conclude con Il mito della Donna Selvaggia”. Il mio modello ideale è una donna libera e liberata. Libera dai condizionamenti esterni tipici della cultura patriarcale e dalla modernità senza alcuna anima, senza spiritualità. La Donna Selvaggia postmoderna è, a parer mio, la donna che sarà libera dal potere, dal danaro, dalla religione, ovvero che saprà recuperare la cultura tipica delle antiche civiltà della terra”.
“Come hai incontrato la Donna Selvaggia ?”, domanda sempre Debdeashakti.
“Per caso, direi, anche se, di fatto, il caso non esiste. Il fato ha voluto che una donna che mi piace molto e che è per me fonte di grande ispirazione creativa, Alessia, un anno fa stesse leggendo un saggio che non conoscevo “Donne che corrono coi lupi”, della professoressa Clarissa Pinkola Estés. Una psicanalista junghiana. Accidenti, mi sono detto ! Jung fa parte dei miei studi esoterici ! L'ho letto e ho capito che la Donna Selvaggia era esattamente il modello di donna che inseguivo, posso dire sin da bambino. La donna che, consciamente o meno, ho sempre amato come uomo che ricerca, incessantemente, la sua metà da amare per tutta la vita”.
Debora De Angelis rimane sul pezzo e continua ad incalzare, con domande via via sempre più dai risvolti sociali e politici: “Nel tuo saggio sono presenti diverse tipologie di donne, ovvero artiste nel senso convenzionale del termine (attrici, cantanti, modelle), che da tempo vedono riconosciuto il loro ruolo nella società contemporanea; non è così per altro tipo di donne di cui pur parli, penso a donne che si sono occupate di politica, di esoterismo, di erotismo...in altre parole: se fosse il femminile a guidare la politica e la religione sia nei suoi aspetti di massa che esoterici, che mondo ne verrebbe fuori ?”.
Bagatin
risponde, con una certa passione, facendo un lungo ragionamento:
“Ritratti di Donna in questo senso è un libro eretico, che vuole
ribaltare le regole del gioco, ovvero tornare alle origini. La politica,
da molti anni, è finita. E ciò non solo in Italia. Occorre tornare
all'Agorà Greca, all'abolizione di governi e parlamenti, ovvero alla
creazione di assemblee di liberi ed eguali, formate da persone estratte a
sorte. Occorre un ritorno ai partiti veri, visti come scuole di
pensiero, di formazione culturale, intellettuale, morale. Il modello al
quale tendo e del quale parlo nell'ambito del movimento (anti)politico e
(contro)culturale “Amore e Libertà” che ho fondato un anno fa, è il
partito d'azione di Giuseppe Mazzini ed il partito comunista di Marx ed
Engels: grandi contenitori di idee che trovano il loro senso
nell'analisi della storia, dell'economia, della società nella quale
viviamo. Le donne in politica, se si comportano come gli uomini, ovvero
rincorrono il potere, sono altrettanto dannose. Il punto è che il potere
va abbattuto e questo le Donne Selvagge, libere da ogni
condizionamento, lo sanno bene. Perché loro sanno che il vero potere sta
nella nostra anima, nella nostra psiche, nel nostro cuore. Per questo in Ritratti di Donna parlo di donne che la politica l'hanno fatta, ma non in modo convenzionale. Per questo il saggio è dedicato anche alla memoria di Moana Pozzi, che definisco donna eretica, erotica ed eroica. Moana era una Donna Selvaggia, che ha voluto allontanarsi dal mondo della pornografia e dei media per reinventarsi, per fare altro. Per fare politica con l'unica formazione politica che, nella storia dei partiti, ha proposto nelle sue liste persone comuni: il Partito dell'Amore. Altro che Movimento Cinque Stelle ! Beppe Grillo ha copiato Moana Pozzi, lo ammetta ! Anzi, l'ha scimmiottata, perché lui è un uomo dei media, mentre Moana era un'eroina delle persone comuni. E l'invidia fa sì che ancora oggi si infanghi la sua memoria con dicerie mediatiche assurde. E poi teniamo anche conto che la Storia ha avuto delle grandi eroine nel passato. Penso ad Anita Garibaldi, che non a caso ho voluto quale simbolo di “Amore e Libertà”, una brasiliana morta a soli 28 anni per l'unica Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana. E poi, permettetemi una piccola digressione-provocazione. Lo ammetto, sono innamorato della ministra Maria Elena Boschi, ma la mia passione va oltre il fisico che pure è affascinante ed in linea con il mio canone di bellezza femminile. Penso che la Boschi possa essere una potenziale Donna Selvaggia in politica, le cui ali oggi le sono tarpate dal potere politico, dal Patriarca Matteo Renzi, al quale ne attribuiscono, ingiustamente, una relazione. E questo perché Maria Elena Boschi è donna ed è una donna affascinante ed intelligente. Il mio obiettivo è di aiutarla, in futuro, magari anche attraverso un'intervista, a liberarsi da ogni condizionamento. E diventare una novella Anita Garibaldi. A proposito delle religione, invece, occorre dire che le Religioni Monoteiste Isituzionalizzate hanno fatto strage e cancellato ogni aspetto legato agli antichi miti della terra, alle conoscenze gnostiche ed esoteriche, all'erotismo, alla cultura matriarcale. Le religioni, in sostanza, non sono dissimili dai partiti politici e dai prodotti commerciali: sono specchietti per le allodole, senza alcun contenuto, senza alcun messaggio spirituale autentico. Cristo, Buddha, Maometto e Krishna, invece, predicavano profondi messaggi spirituali e ben si guardavano dall'istituire delle religioni !”
Debdeashakti passa poi ad un altro argomento, molto trattato nel saggio di Bagatin, ovvero la disabilità e qui racconta del progetto che la vede protagonista, ovvero LoveGiver, un progetto che promuove l'assistenza sessuale ai disabili.
“La disabilità è uno dei tabù per la nostra società di cui tratto nel saggio” - esordisce Bagatin e prosegue “La nostra società ci vorrebbe, da sempre, tutti sani, belli, vitali, magari però superficiali, grezzi. Nel mio saggio parlo di sociale e disabilità e lo faccio attraverso figure trasgressive quali puoi essere tu Debora che, non a caso, hai accettato di scrivere la prefazione al libro. Tutti abbiamo diritto alla sessualità ed all'affettività. Ciò fa ancora scandalo, ma è questa la cosa che a me scandalizza di più ! E per questo ne parlo e ne scrivo. In Ritratti di Donna parlo anche di altri tabù, oltre a questo. Parlo del suicidio e lo faccio raccontanto la vicenda di Roberta Tatafiore, una scrittrice e femminista, nota in particolare a cavallo fra gli Anni '70 e '90. Il vissuto politico di Roberta è simile al mio. Entrambi frequentatori, sin da giovani, dell'area laica e libertaria. Prima la militanza a sinistra, poi l'approdo al centrodestra, ma senza esserne iscritti, sempre da outsider. Ed infine il disgusto per i partiti, ovvero la riscoperta del fatto che si può trattare certe tematiche - dalla prostituzione ai diritti delle donne, dalla battaglia per l'eutanasia ed il suicidio assistito sino ai diritti delle coppie non sposate - senza necessariamente fare politica nelle istituzioni che, spesso, sono foriere di prostituzioni (vere !).
Roberta Tatafiore, nel 2009 ha deciso di suicidarsi. Come scrivo nel mio saggio, non la giudico, ma comprendo il suo atto. Il suo: salto nel vuoto di chi non sa adeguarsi alla norma, come lo definì lei stessa nel suo diario, pubblicato postumo da Rizzoli e recensito in Italia pressoché solamente da me. Così come solo da me è stato recensito il film di Cesare Lanza “La perfezionista”, che ha trattato il medesimo argomento.
Debora De Angelis pone la sua ultima domanda a Bagatin, forse la più spinosa: “Le donne in massoneria, i tuoi legami con la massoneria e il tuo precedente libro sulla massoneria. facciamo un po' di chiarezza, dato che questa famigerata istituzione incute parecchio timore, ma suscita anche attrazione per via dell'aura misteriosa di cui si ammanta, ma in fondo nessuno sa mai con precisione di che cosa si tratta ?”
“Innanzitutto cominciamo con il dire che la Massoneria è una scuola filosofica, spirituale, morale” - esordisce Bagatin - “che con tutti i complotti che le attribuiscono non ha nulla a che vedere. Nel mio primo saggio ne parlo diffusamente, qui mi limito a parlare dei rapporti fra donne e Massoneria. E lo faccio per mezzo delle interviste a Francesca Vigni, unica persona in Italia ad aver pubblicato un saggio sulle donne in Massoneria e l'intervista a Gabriella Bagnolesi, ex Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femmiline d'Italia che, pochi sanno, fu fondata dall'attrice Franca Bettoja, moglie di Ugo Tognazzi. Le donne in Massoneria possono assolutamente entrare e non perché lo dico io, ma perché lo dicono gli antichi misteri ai quali la Massoneria si rifà. Gli antichi culti solari erano officiati da sacerdotesse ed inoltre nei cantieri dei muratori operativi medievali vi erano anche donne. E poi oggi esiste una fra le maggiori Obbedienze massoniche italiane che, almeno dagli Anni '60, inizia alla Massoneria anche le donne, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, oggi retta dal Gran Maestro Antonio Binni. Così come, peraltro, ad iniziare le donne per primo in Massoneria fu il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi, uno fra i pochi uomini della Storia ad infrangere molti tabù perché dotato di profondo senso di umanità, giustizia e fratellanza”.
Giancarlo Bertollini
www.studiostampa.com
sabato 21 giugno 2014
L'autrice e conduttrice Metis Di Meo promoter (oltre che co-protagonista) di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni), ultimo saggio di Luca Bagatin
https://www.youtube.com/watch?v=5mlFDspzG7M
PER ORDINI IMMEDIATI DEL LIBRO:
www.iperedizioni.it
mercoledì 30 aprile 2014
"Ritratti di Donna" di Luca Bagatin finalmente in libreria ! (post tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Un libro che raccoglie non solo le interviste che ho realizzato in tutti questi anni di attivismo controculturale a numerose donne (con tanto di relativa foto): musiciste, artiste, studiose, attrici, modelle, femministe, attiviste dell'eros (ovvero Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D’Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo), ma anche mie poesie e ballate, oltre che riflessioni attorno al mito della Donna Selvaggia, agli archetipi junghiani, alla ricerca della libertà.
Nel saggio tocco tematiche come la disabilità, il suicidio, l'eutanasia, l'amore (che è un susseguirsi continuo di morte e rinascita), la spiritualità.
"Ritratti di Donna" è un saggio eretico, politico, a tratti erotico ed esoterico.
Ottimamente presentato dall'artista dell'eros Debdeashakti (al secolo Debora De Angelis), la cui prefazione desidero qui di seguito riportarvi.
Per acquistare direttamente il volume - senza passare per la libreria, ovvero riceverlo in pochi giorni - seguite le istruzioni al seguente link:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1
E buona lettura !
L. B.
di Debdeashakti













