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mercoledì 12 agosto 2026

Fidel Castro, cento anni dopo: una Rivoluzione oltre il capitalismo. Articolo di Luca Bagatin


Il 13 agosto di quest'anno, il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, avrebbe compiuto 100 anni.

Fidel Castro a differenza di Che Guevara, che fu un marxista della prima ora, non nacque comunista, ma seguace degli ideali di emancipazione sociale e civile di José Martì (1853 – 1895).

La stessa “Revolucion cubana” del 1959 non nacque come rivoluzione socialista, bensì fu una rivoluzione di popolo e per il popolo. Una rivoluzione antimperialista, democratica e anti-oligarchica.

Il socialismo arrivò dopo, ma spesso in forme libertarie, autogestionarie, piuttosto che comuniste/collettiviste tout-court.

La Rivoluzione cubana non rimase confinata all'Isola, ma diede sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e nazionale in giro per il mondo: dall'Angola sino al Sudafrica che subì – sino al benefico ed auspicato trionfo di Nelson Mandela – il regime dell'apartheid.

Sì, è vero, Cuba si alleò ai sovietici. Avrebbe potuto rimanere un Paese non allineato ed invece si allineò all'URSS.

Ma che avrebbero mai potuto fare Fidel ed il Che con un embargo economico e con un rischio d'invasione da parte degli yankee, che avrebbero riportato oligarchie e sfruttamento? Perché mai rinunciare alla sovranità nazionale e rischiare, oltretutto, di morire completamente di fame?

Ricordo che la stessa Repubblica libertaria di Fiume di Gabriele d'Annunzio e Alceste De Ambris, ovvero la Reggenza del Carnaro, si fece riconoscere dai sovietici. Del resto, dall'altra parte, quella della sedicente “democrazia” statunitense, la situazione era davvero così rosea, come ci hanno fatto credere decenni di pubblicità commerciale edonista e rimbambimento politico?

Gente che bombarda altra gente inerme e che impone il proprio sistema economico “libero”, può dirsi una democrazia? Un governo che fa pagare le cure mediche a chi non ha danaro è una democrazia? Un sistema politico che prevede la concorrenza fra candidati finanziati dalle lobby e dalle oligarchie economiche, che spendono milioni di dollari a caccia di voti, anziché spenderli in progetti sociali, sanitari, culturali ecc... è una democrazia?

Come scrivo spesso, non occorre essere comunisti per rendersi conto che il sistema statunitense o liberal capitalista non è un sistema democratico e civile.

A Cuba la sanità è universale e gratuita e con una forte tradizione nella medicina preventiva e nella formazione medica. Il personale medico cubano opera in tutto il mondo, senza egoismi. Ma questo quasi nessun giornale “libero” lo scrive.

A Cuba peraltro i massoni – che, diversamente, nella "democratica" Italia degli Anni '80 e '90 sono stati perseguitati – sono liberi di riunirsi nelle loro Logge. Che sono peraltro molto numerose sull'isola caraibica, anche perché la gran parte dei rivoluzionari appartenevano alla Massoneria.

A Cuba l'istruzione è libera e gratuita e l'analfabetismo è debellato e ciò nonostante decenni di criminale embargo statunitense.

Oltretutto i diritti umani e civili sono garantiti e rispettati... nonostante ciò che ci raccontano dalle nostre parti certi soloni tanto liberali quanto anti-democratici e disinformatori.

I diritti delle donne sono esattamente gli stessi rispetto a quelli degli uomini e l'Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento cubano, è composto da oltre il 55% di donne. Eh sì, perché anche Cuba ha un Parlamento regolarmente eletto a suffragio universale e il Presidente non ha affatto un potere illimitato.

E si pensi che nel 2022, un referendum popolare ha legalizzato i matrimoni omosessuali, con tanto di possibilità di adozione anche alle coppie omosessuali.

C'è un partito unico, il Partito Comunista Cubano (www.pcc.cu), che purtuttavia non si presenta alle elezioni, ma è un simbolo: il simbolo della Rivoluzione. Del resto vi è da dire che, visto il pluripartitismo elettoralistico dei Paesi cosiddetti “liberal-democratici”, possiamo davvero dire che ciò sia una pecca?

Fra l'altro a Cuba ogni candidato all'Assemblea Nazionale è uguale all'altro, visto che non esiste – come nei nostri Paesi “liberal-democratici” - alcun tipo di propaganda elettorale ove vengono spesi milioni di euro per ottenere voti... spesso frutto di “amicizie” interessate e clientele (sic!).

Il regime di Trump ha purtroppo inasprito ulteriormente l'embargo contro l'Isola socialista, ma questo non ha affatto indebolito la Rivoluzione. Anzi, ciò non fa che insegnarci quanto essa debba rimanere un faro per tutti gli spiriti autenticamente liberi, libertari e democratici, contro l'ipocrisia dei falsi popoli “liberi”, quelli bianchi e “occidentali”, in realtà schiavi della finanza; delle oligarchie economiche; dei partiti elettoralistici di facciata; della menzogna dei loro sistemi mediatici, manipolatori e disinformativi e preda di una violenza di strada e domestica che va di pari passo con il crollo dei loro stessi valori. Con la loro decadenza.

L'ideale socialista autogestionario, libertario e patriottico non è morto con la scomparsa di Fidel e degli altri Eroi della Rivoluzione. Rimane nel cuore di coloro i quali sono pronti a coglierlo e ad ascoltarlo.

Viva Fidel! Viva la Patria! Viva il Socialismo! Viva la Victoria!

Luca Bagatin

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lunedì 10 agosto 2026

A L’Avana il XXIV Incontro dei Partiti Comunisti: Díaz-Canel rilancia la difesa di Cuba e l’eredità di Fidel. Articolo di Luca Bagatin

 

Dal 7 al 9 agosto si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi de L'Avana, il XXIV Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (Solidnet).

Fondato ad Atene nel 1998, tale assise riunisce 118 partiti comunisti operai e, l'incontro dei giorni scorsi è stato presieduto dal Presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel, alla presenza di oltre un centinaio di rappresentanti di 48 organizzazioni politiche provenienti da oltre 60 Paesi del mondo.

L'evento si è peraltro svolto nell'ambito del Centenario della nascita del leader cubano Fidel Castro e ha avuto come scopo non solo quello di difendere l'eredità della Rivoluzione cubana, ma anche di consolidare le azioni politiche volte alla lotta contro l'imperialismo e al rafforzamento della pace globale.

Il Presidente e Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, Miguel Diaz-Canel, nel suo discorso, ha sottolineato che attualmente “il mondo sta attraversando uno dei periodi più incerti e pericolosi della sua storia”. Ed ha aggiunto: “Stiamo vivendo un periodo di estrema intensificazione delle contraddizioni del capitalismo: eccessiva concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, disuguaglianze nella sua distribuzione, distruzione ambientale e guerre per i mercati, le risorse e le aree di influenza”.

Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato che “Nazionalismo, egemonia, supremazia e discriminazione razziale; xenofobia, deportazione e sterminio di popolazioni; guerre di conquista di territori e risorse naturali; punizioni che si abbattono su milioni di esseri umani e la messa al bando di ideologie e libertà civili: questi sono tratti inequivocabili dell'attuale fascismo e del suo predecessore hitleriano. Non contenti del genocidio a Gaza e della sua vergognosa diffusione pubblica, stanno cercando di ripeterlo a Cuba, attraverso una politica aggressiva e criminale, che viene dichiarata e negata, confutata e intensificata senza veli”.

In tal senso ha puntato il dito contro il regime di Trump, che ha inasprito ulteriormente l'embargo contro Cuba, “che priva i bambini cubani della vita alla nascita, riduce l'aspettativa di vita dei malati di cancro e nega al nostro popolo l'accesso a medicine, cibo, elettricità, acqua, trasporti e molte altre risorse per una vita dignitosa”.

Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato come l'inasprimento di tale embargo, in particolare nel settore energetico, stia causando problemi seri anche nel settore sanitario, considerato peraltro all'avanguardia in tutto il mondo, perché manca l'energia per alimentare le sale operatorie e garantire tutti quei servizi sanitari necessari per curare i malati oncologici, per le donne in gravidanza e per tutti coloro i quali necessitano di interventi chirurgici.

“Pur essendo in grado di produrre tutti i medicinali di cui abbiamo bisogno, è disponibile solo il 30% dell'elenco di base. Il tasso di disponibilità tecnica delle ambulanze è solo del 22%. Il sistema di trasporto sanitario è sovraccarico. Si riscontra l'impossibilità di acquistare fonti di cobalto-60 per le terapie contro il cancro, e si verificano ritardi nel rilascio delle licenze per lo sbarco di materiale medico nei porti, anche a causa del rifiuto delle compagnie di navigazione internazionali, che hanno subito pressioni dall'imperialismo statunitense affinché non trasportino a Cuba i beni di cui abbiamo bisogno. E come se non bastasse, avevamo sempre mantenuto i tassi di mortalità infantile tra 4 e 5, che sono tassi da Paese sviluppato, tuttavia, negli ultimi anni il tasso è raddoppiato e attualmente supera i 9,8”, ha sottolineato il Presidente Diaz-Canel.

Egli ha parlato di vero e proprio “genocidio” contro il popolo cubano. Un “genocidio meticolosamente pianificato”.

Riferendosi al regime statunitense, il Presidente ha affermato che “I loro piani concepiscono il popolo cubano unicamente come uno strumento, una società morente, da usare contro il governo per raggiungere i loro sinistri obiettivi di rovesciare la Rivoluzione. Questa non è una nostra interpretazione; è stata scritta e concepita in questo modo dal Dipartimento di Stato per oltre sessant'anni. Tutto ciò che ho descritto costituisce una flagrante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani, condannata dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale, come è accaduto di recente alle Nazioni Unite, dove 136 nazioni hanno sostenuto Cuba nella sua giusta denuncia”.

In tal senso, egli ha spiegato come il mondo, un tempo fondato su “leggi e norme di coesistenza pacifica e civile fra gli Stati”, oggi sia totalmente scomparso “cedendo il passo alla volontà dei più forti e potenti, a scapito delle nazioni più povere”.

Egli ha spiegato, dunque, che “Il governo degli Stati Uniti ha intensificato le sue minacce militari e aggiornato la sua dottrina del "cambio di regime" , mantiene Cuba nella lista fasulla degli stati sponsor del terrorismo e, per finire, ha inventato la ridicola accusa di "potere di spionaggio" o focolaio di sovversione della cosiddetta sinistra terroristica radicale, di cui sembra che tutti noi qui facciamo parte, un nome patetico e fantasioso, credibile solo nelle loro menti psicotiche, ma che usano per confondere, giustificare ulteriori punizioni e legittimare le loro aggressioni.

Su questo tema, gli esperti delle Nazioni Unite hanno sottolineato che le misure coercitive unilaterali illegali adottate dagli Stati Uniti contro Cuba violano l'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e fanno parte di una più ampia strategia di cambio di regime che comprende decenni di embargo contro Cuba”.

Ed ha affermato che “Il blocco statunitense funziona solo grazie alla complicità di coloro che temono il potere di Washington più del giudizio della storia. Il mondo non può rendersi complice di un altro genocidio. Ogni volta che una parte del mondo rimane in silenzio di fronte all'aggressione contro Cuba, il diritto internazionale si indebolisce. Ogni volta che un governo accetta sanzioni illegittime da parte degli Stati Uniti, il principio di non intervento si erode. Ogni volta che un'azienda viene pressata ad abbandonare i propri investimenti a Cuba, e altre esitano a investire per timore di ritorsioni, la dittatura economica di una singola potenza si rafforza”.

Il Presidente di Cuba ha definito tutto ciò una nuova forma di fascismo, perché “solo il fascismo può vedere un tale pericolo nella sinistra, perché cerca di imporre con la forza un'ideologia e un sistema di valori completamente opposti; ecco perché nella sua attuale ascesa cerca disperatamente di criminalizzarla, neutralizzarla e metterla a tacere”.

Ed ha sottolineato come ciò possa essere visibile attraverso “Lo sterminio dei palestinesi a Gaza, il colpo di stato in Venezuela e la punizione collettiva inflitta al popolo cubano”.

Difronte a ciò, ad ogni modo, come spiegato dal Presidente, Cuba ha continuato a resistere attraverso la realizzazione dei suoi vaccini contro il Covid 19; “la produzione alimentare con tecniche agroecologiche in un contesto di scarsità, il progresso delle energie pulite, la partecipazione popolare nei quartieri e la difesa dell'intero territorio con un popolo trasformato in milizie, pronto a difendere la propria autodeterminazione, la propria indipendenza e la propria sovranità”.

Egli ha parlato anche delle trasformazioni economiche, recentemente introdotte dal Partito Comunista di Cuba, spiegando che “si tratta di un processo di rivitalizzazione dell'economia, non di instaurazione del capitalismo; non ci saranno privatizzazioni indiscriminate, i mezzi di produzione fondamentali rimarranno nelle mani del popolo e, soprattutto, saranno preservate la sovranità e l'indipendenza nazionale”.

Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha poi voluto ricordare il leader della Rivoluziona cubana, sottolineando che “Oggi, nel centenario della sua nascita, Fidel non è fisicamente presente, ma la sua presenza è più forte che mai. Cosa ci ha lasciato in eredità il Comandante in Capo? Ci ha lasciato la certezza che i sogni si realizzano difendendo gli ideali; ci ha insegnato che l'internazionalismo non è solo una frase, ma un atteggiamento che deve definirci; ci ha trasmesso la convinzione che il socialismo sia l'unica via per salvare l'umanità dall'abisso”. (...)

Ci ha insegnato che la lotta per la salvaguardia dell'ambiente e della specie umana è anche una battaglia socialista, che la scienza deve essere al servizio del popolo e che l'unità dei rivoluzionari è più importante di qualsiasi differenza tattica”.

Ed ha concluso il suo discorso affermando che “Aspiriamo a costruire insieme un mondo in cui la parola "solidarietà" non sia solo un ornamento, ma la forza trainante di ogni cosa. Un mondo in cui i bambini non muoiano di fame mentre il cibo viene gettato in mare. Un mondo in cui la scienza guarisca, non il profitto. Un mondo in cui la politica sia, come diceva Che Guevara, l'arte di servire gli altri”.

In questi giorni, a Cuba, inoltre, sempre nell'ambito del Centenario della nascita di Fidel Castro, si sta tenendo il simposio internazionale “Fidel: Eredità e Futuro”, che ha visto intervenire anche Liu Haixing, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) che, a nome del Presidente cinese Xi Jinping, ha ribadito il sostegno della Repubblica Popolare Cinese alla Rivoluzione cubana e al popolo cubano, contro ogni aggressione esterna e contro l'embargo statunitense.

Luca Bagatin

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mercoledì 29 luglio 2026

Il Parlamento cubano: "L'embargo è un'aggressione genocida. Cuba non rinuncerà alla sua sovranità". Articolo di Luca Bagatin

 

L'Assemblea Nazionale del Potere Popolare di Cuba, ovvero il Parlamento cubano, ha emesso – mercoledì 29 luglio - una dichiarazione congiunta che – riferendosi all'inasprimento dell'embargo economico, finanziario ed energetico contro l'Isola - condanna quella che viene definita “aggressione genocida del governo degli Stati Uniti contro Cuba”.

Un'aggressione volta a “rompere con la forza la volontà sovrana del popolo cubano”.

Secondo i deputati cubani, l'autodeterminazione, l'indipendenza e la determinazione nella costruzione del socialismo di Cuba, sono “pilastri solidamente costituiti e non negoziabili”.

In particolare, nella dichiarazione si specifica che “Le ripetute minacce di aggressione militare costituiscono un crimine internazionale, come sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Qualora un simile atto irresponsabile si concretizzasse, incontrerebbe la resistenza incrollabile e irremovibile del popolo cubano, che non cederà un solo centimetro del proprio territorio, né la minima delle proprie prerogative sovrane. Causerebbe morte e distruzione, e porterebbe a un bagno di sangue, ma non raggiungerebbe l'obiettivo di subordinare Cuba ai dettami neocoloniali degli Stati Uniti, instaurando una condizione di dipendenza da quel Paese, né di riportare Cuba alla società corrotta, brutalmente ineguale e socialmente arretrata in cui una potenza straniera deteneva la ricchezza nazionale e interferiva negli affari politici interni del Paese”.

Nel documento si sottolineano le terribili conseguenze dell'ideologico embargo statunitense: “Il popolo cubano subisce quotidianamente le devastanti conseguenze di questa guerra, in ogni aspetto della vita, mentre il governo statunitense, agendo da boia, misura i propri successi in base alla morte di un bambino per mancanza di cure adeguate; agli interventi chirurgici annullati o rinviati a causa di interruzioni di corrente o carenza di materiali; all'angoscia familiare causata dalla mancanza di elettricità e acqua o dall'impossibilità di conservare il cibo”

I parlamentari cubani hanno ringraziato anche la comunità internazionale per il sostegno ricevuto “nonostante le numerose pressioni esercitate dal governo statunitense per impedire che la questione venisse affrontata”.

In particolare, l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha ribadito ciò che aveva affermato il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, il 26 luglio scorso, ovvero: “Cuba non rappresenta una minaccia, né per gli Stati Uniti né per nessun altro Paese al mondo. Siamo un popolo nobile, che salva vite dove altri distruggono, che manda medici e insegnanti dove altri mandano bombe”.

I parlamentari cubani, nel ribadire la loro ferma contrarietà alle minacce di aggressione del regime statunitense e al loro criminale embargo, hanno ricordato le parole dell'Eroe cubano e Libero Muratore José Martì (1853 – 1895): “Cuba non va in giro per il mondo a fare la mendicante: vi cammina da sorella, agendo con la dignità che le spetta. Salvando se stessa, salva il mondo”.

Luca Bagatin

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martedì 23 giugno 2026

Addio a Ramiro Valdés Menéndez, storico Eroe della Rivoluzione cubana. Articolo di Luca Bagatin

 

Cuba piange la scomparsa di uno dei più valenti Eroi della Rivoluzione ancora in vita.

Ramiro Valdes Menendez (1932 – 2026) è scomparso domenica 21 giugno scorso.

Fra i principali collaboratori di Ernesto Che Guevara durante la Rivoluzione Cubana, fu promosso a Comandante dal Lider maximo Fidel Castro, che lo nominò, alla fine della Rivoluzione, Ministro dell'Interno e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Successivamente fu nominato anche Ministro dell'Informatica e delle Comunicazioni.

Ramiro Valdes Menendez, oggi celebrato e ricordato dal popolo e dalle istituzioni cubane, fu, sin da giovane, impegnato nella lotta per la giustizia sociale, l'indipendenza e la sovranità di Cuba, contro la dittatura filo-statunitense di Fulgencio Batista, negli Anni '50.

Egli viene in particolare ricordato per la partecipazione diretta all'assalto alla caserma Moncada, il 26 luglio 1953 e la successiva spedizione a bordo dell'imbarcazione Granma, nel 1956.

Eventi chiave ed eroici della storica Rivoluzione, che ebbe il sostegno anche delle logge massoniche locali, come ricordò anche l'allora giovane rivoluzionario e massone cubano Ramón Pez Ferro, ai tempi Guida Perfetta (leader) dell'Asociación de Jóvenes Esperanza de la Fraternità.

Ramiro Valdes Menendez, peraltro, fu protagonista anche della celebre battaglia di Santa Clara, a fianco del Comandante Ernesto Che Guevara.

Il Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha espresso il suo profondo dolore per la scomparsa di Menendez, sottolineando la sua disciplina militare e i suoi saggi consigli, elargiti al popolo cubano.

Il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha altresì espresso il suo cordoglio e ricordato la profonda fedeltà di Ramiro Valdes Menendez a Fidel e Raul Castro e agli ideali del socialismo.

Luca Bagatin

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venerdì 19 giugno 2026

Cuba sfida l'embargo: Díaz-Canel presenta il piano per il rilancio dell'Isola. Articolo di Luca Bagatin

 

Cuba – a cento anni dalla nascita dell'Eroe della Rivoluzione Fidel Castro - sta vivendo i suoi giorni più terribili, a causa dell'inasprimento dell'embargo imposto dal regime di Washington, per ragioni totalmente ideologiche, pretestuose e fuori da ogni rispetto del diritto internazionale.

Il Presidente della Repubblica di Cuba e Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista, Miguel Díaz-Canel, ha tenuto, il 18 giugno 2026, un importante discorso di chiusura della Terza Sessione Straordinaria dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ovvero il Parlamento dell'Isola.

Il Presidente Díaz-Canel ha spiegato come il popolo cubano abbia la responsabilità storica di salvare l'Isola e, per fare ciò, occorre “cambiare tutto ciò che deve essere cambiato”.

Il Presidente ha sottolineato che “Si tratta di affrontare le conseguenze dell'enorme caos generato in tutto il mondo da assurde guerre di conquista, dal crollo del multilateralismo e del diritto internazionale, e dalla manipolazione fraudolenta e arbitraria del sistema finanziario internazionale come arma politica”.

Egli ha spiegato come la realtà imposta dagli Stati Uniti d'America derivi “da una vera e propria persecuzione finanziaria quotidiana che ostacola e rende il più costoso possibile ogni goccia di carburante, ogni medicinale, ogni prodotto alimentare, ogni pezzo di ricambio e ogni tecnologia di cui il Paese ha bisogno”.

Lo scopo della Sessione Straordinaria dell'Assemblea Nazionale, infatti, nasce proprio dall'esigenza di introdurre quei cambiamenti “urgenti e necessari” per permettere a Cuba di sopravvivere e resistere.

Tali cambiamenti, il Presidente Díaz-Canel li aveva spiegati alcuni giorni fa alla stampa (vedi articolo: https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/06/cuba-cerca-il-rilancio-investimenti.html).

Cambiamenti che prevedono lo stimolo degli investimenti esteri e interni; lo snellimento della burocrazia; l'autogestione delle imprese pubbliche; lo sviluppo del settore agricolo in modo da poter raggiungere l'autosufficienza alimentare; l'eliminazione delle restrizioni all'importazione di apparecchi che producono energia e veicoli, in particolare elettrici e ricaricabili con energia solare.

Cambiamenti che, ha spiegato il Presidente, sono stati il frutto di “analisi, dibattiti, accordi, linee guida, elaborazioni concettuali, congressi di partito e programmi di governo”.

Egli ha altresì sottolineato come “Nessuno, nemmeno il più informato, ignora il piano soffocante ideato per Cuba, attuato regolarmente e spietatamente dai nemici storici della Rivoluzione per far implodere il Paese dall'interno. Questo va ribadito ogni volta che si parla di blackout, perché dietro la produzione di energia elettrica, sempre insufficiente e senza l'arrivo di alcun carico di carburante nel Paese, si cela lo sforzo colossale, il contributo eroico dei dirigenti e degli operai del settore elettrico”.

Il Presidente Miguel Díaz-Canel, nell'illustrare le misure che saranno presto introdotte, ha altresì aggiunto che “Saranno attuate misure per prevenire l'aumento delle disuguaglianze, attraverso l'applicazione di politiche sociali che promuovano l'equità e sostengano le persone in situazioni di vulnerabilità, con una giusta distribuzione delle imposte per lo sviluppo di programmi sociali”.

Egli ha spiegato che “Abbiamo autorizzato la vendita di carburanti da parte di enti di gestione non statali, sotto la regolamentazione e il controllo dello Stato, e con margini di profitto ragionevoli e trasparenti. Sono già in corso i primi progetti pilota con punti vendita di gas liquefatto e carburanti e piattaforme di pagamento digitali, che valuteremo ed estenderemo laddove dimostrino efficienza, trasparenza e benefici per la popolazione”.

Ed ha aggiunto che “L'obiettivo non è ritirare lo Stato da un settore strategico , ma aumentare la capacità, snellire la distribuzione e migliorare l'accesso. E voglio essere chiaro: questa decisione risponde a un'esigenza specifica del Paese in questo momento, ma chi investe, lavora con impegno e rispetta le regole avrà sicurezza e stabilità. Quando il Paese riacquisterà maggiore capacità, rispetteremo gli investimenti effettuati e i progetti che si sono dimostrati vantaggiosi per Cuba e il suo popolo”.

Il Presidente cubano ha inoltre insistito relativamente alla difesa dei diritti delle donne, ricordando che “In un giorno come questo, in cui ricordiamo con particolare emozione e nostalgia la nostra amata Vilma, donna che è stata combattente clandestina e guerrigliera, ingegnera innovatrice e fondatrice di spazi e politiche per la promozione e la difesa dei diritti delle donne a Cuba e nel mondo, su richiesta della nostra compagna Teresa, segretaria della Federazione delle Donne Cubane, e di altre donne che ci hanno richiamato sulla necessità di proteggere e promuovere il loro progresso, a nome del Partito e del Governo, ribadisco il nostro impegno a garantire che non vi sia mai alcun passo indietro sulle politiche a favore delle donne cubane nell'attuazione delle nuove misure economiche e sociali. Infatti, contiamo su di loro, sulla loro emblematica resilienza, sulla loro creatività e sulla loro sensibilità in modo del tutto speciale”.

Nel suo lungo discorso, il Presidente Diaz-Canel, ha puntato il dito contro gli “odiatori online”, coloro i quali - “servi entusiasti dell'impero” - “mentono, manipolano, demonizzano e insultano senza la minima etica , senza verificare fonti o dati”.

Ed ha affermato che “Cuba ha bisogno di più dibattito, non di meno; di maggiore partecipazione, non di meno; di maggiore responsabilità, non di meno” e in merito ha aggiunto che “La critica e l'onesta autocritica non sono una novità per il governo cubano; sono sempre state inseparabili dalla pratica rivoluzionaria. Non stiamo sperimentando; stiamo applicando un principio del concetto di Rivoluzione che Fidel ci ha lasciato in eredità: "emanciparci da soli e attraverso i nostri sforzi"”.

Il Capo dello Stato ha altresì ribadito che “Cuba rimane disposta a impegnarsi in un dialogo rispettoso con il governo degli Stati Uniti su tutte le questioni possibili, e questa disponibilità non è solo espressa, ma anche storicamente dimostrata”. Ed ha aggiunto, riferendosi al regime di Washington, che “Non si può parlare di libertà mentre si spinge deliberatamente un intero popolo verso la disperazione a causa della mancanza di risorse vitali per la sopravvivenza. Al governo degli Stati Uniti diciamo, senza odio, ma senza paura: se volete davvero aiutare il popolo cubano, lasciateci vivere! Lasciate che Cuba commerci; lasciate che Cuba acquisti le sue medicine; lasciate che Cuba importi il suo carburante; lasciate che Cuba riceva investimenti, prestiti, finanziamenti e mantenga normali relazioni con i suoi emigrati e con il mondo. Lasciate che Cuba mostri al mondo di cosa è capace questo popolo quando non ci sono ostacoli ai suoi sforzi di emancipazione!”.

Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha concluso il suo discorso affermando che: “Abbiamo terra e sole; medici e insegnanti; scienziati e agricoltori; intellettuali e atleti di alto livello; imprenditori capaci; lavoratori che non si arrendono mai; donne coraggiose; giovani con un talento che stupisce il mondo; una popolazione immigrata che vuole dare il proprio contributo; e un popolo che ha sofferto molto e che, soprattutto, merita di vivere meglio. Non ci limiteremo a chiedere a questo popolo di resistere; gli chiediamo di creare, di produrre, di decidere, di trasformare, di sovrintendere, di prosperare. Cuba sta cambiando per risollevarsi! Cuba sta cambiando per vivere meglio! Cuba sta cambiando per rimanere libera! La Storia ci ha insegnato a resistere. Questo tempo esige una trasformazione. E noi ci trasformeremo: con il popolo, dal popolo e per il popolo, come ci ha insegnato Fidel, come ci ha guidato Raúl”.

Luca Bagatin

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venerdì 12 giugno 2026

Cuba cerca il rilancio: investimenti, sovranità alimentare e decentramento nel piano del Presidente Miguel Díaz-Canel. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha presentato alla stampa cubana un insieme di proposte pragmatiche per resistere all'inasprimento delle sanzioni illegali imposte dal regime statunitense all'Isola socialista.

Sanzioni che hanno ulteriormente aggravato la situazione di Cuba, già compromessa dall'ideologico embargo statunitense imposto prima nel 1960 dal regime allora retto da Eisenhower e successivamente ampliato da Kennedy.

Il Presidente Díaz-Canel ha spiegato che, secondo gli insegnamenti di Fidel Castro, “ogni opportunità nel mezzo di una crisi deve essere colta come un momento di decollo, come un momento di crescita”.

Egli ha altresì spiegato che intende porre al centro la necessità di dare impulso produttivo al Paese, al fine di distribuirne i proventi, attraverso il sistema della giustizia sociale, sviluppando i programmi sociali e affrontando il problema delle diseguaglianze.

Relevitamente al modello economico, egli ha parlato della necessità di decentramento, conferendo maggiori poteri “ad altri livelli, affinché possano svolgere attività proprie che promuovano anche il potenziale endogeno”.

In tal senso, il Presidente Díaz-Canel, ha spiegato la necessità di rendere i municipi autonomi e con la capacità di gestire le entrate in valuta estera sulla base delle capacità di “stimolare e gestire gli investimenti diretti esteri”, oltre che abbia la capacità di “approvare investimenti da parte di cubani residenti a Cuba”.

Relativamente alle imprese pubbliche socialiste, ha spiegato che dovrebbero operare senza intermediari e gestirsi autonomamente ed ha espresso la necessità di ridurre significativamente la burocrazia ad ogni livello.

La terra dovrebbe poi essere assegnata a coloro i quali sono in grado di lavorarla, evitando così i terreni incolti e raggiungendo i massimi livelli di produttività.

L'obiettivo, ha spiegato il Presidente, dovrebbe essere quello di sviluppare modelli che consentano di raggiungere la sovranità alimentare, ovvero l'autosufficienza nel settore agro-alimentare.

Relativamente al commercio con l'estero, egli intende promuoverlo evitando ogni intermediario, sia nell'ambito dell'esportazione che dell'importazione ed eliminare le restrizione all'importazione di veicoli, in particolare elettrici e ricaricabili con energia solare.

Inoltre, egli ha spiegato che mira a promuovere e incentivare rapporti di partnership fra gli enti pubblici e privati dell'isola e favorire gli investimenti nazionali ed esteri, e favorire il settore turistico e immobiliare.

Il Presidente Miguel Díaz-Canel ha infine spiegato la necessità di lottare uniti, contro l'aggressione statunitense che vorrebbe soffocare l'Isola e minaccia di invaderla.

“Non si rendono conto che esiste un popolo, per la maggior parte, disposto a non arrendersi, a non essere umiliato e a non perdere ciò che può essere migliorato”, ha spiegato il Presidente di Cuba, aggiungendo: “Dobbiamo raggiungere questo miglioramento tra di noi, con il nostro impegno e il nostro talento”.

Ed ha concluso sottolineando come “Molte di queste idee, queste proposte, mostrano un livello di maturità significativo”, ed ha aggiunto che “sono in fase di finalizzazione per l’approvazione da parte del Politburo e dell’Assemblea Nazionale; subito dopo, inizierà un processo di informazione e spiegazione per il pubblico, perché la cosa più importante è che queste trasformazioni necessarie siano comprese, condivise, difese e che vengano attuate con la massima efficienza”.

Luca Bagatin

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martedì 21 aprile 2026

Cuba resiste e lo fa anche con l'iniziativa "La mia firma per la Patria", rivolta alla società civile di tutto il mondo. Articolo di Luca Bagatin

 

Cuba resiste. Nonostante l'inasprimento dell'embargo e le continue minacce del regime di Trump.

E resiste anche in modo simbolico, coinvolgendo la società civile e promuovendo la raccolta di firme “La mia firma per la Patria”, che vuole ribadire il sostegno alla Rivoluzione socialista cubana, alla sovranità dell'Isola e il suo impegno per la pace e l'emancipazione sociale.

Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha apposto la sua firma a Playa Giron, durante la commemorazione del 65esimo anniversario della vittoria di Cuba contro l'invasione del regime statunitense, nell'aprile 1961.

Riferendosi ai valorosi eroi cubani del '61, il Presidente Díaz-Canel, ha affermato, sui social: “Oggi, lì (a Girón), abbiamo deposto fiori bianchi, in onore del loro eroismo, e abbiamo firmato la dichiarazione inequivocabile secondo cui la Rivoluzione cubana non scenderà mai a compromessi sui suoi principi”.

L'iniziativa “La mia firma per la Patria” sostiene l'appello del Presidente cubano alle organizzazione cubane e di tutto il mondo, allo scopo di sensibilizzare la comunità internazionale relativamente al dramma che sta subendo Cuba a causa delle misure coercitive in ambito commerciale, finanziaro ed economico imposte dagli USA, per ragioni meramente ideologiche.

Gli USA, infatti, non hanno mai sopportato l'idea che, a pochi passi da casa loro possa esistere una realtà nella quale la comunità, attraverso il socialismo, venga messa al primo posto e che in quell'Isola si investa in sanità e istruzione, piuttosto che in armi di distruzione di massa.

Non occorre essere comunisti o socialisti per sostenere Cuba. Basta la logica, il buonsenso, l'umantià.

Luca Bagatin

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mercoledì 18 marzo 2026

Cuba condanna le minacce del regime statunitense e riceve aiuti e solidarietà internazionale. Articolo di Luca Bagatin

Nonostante i tentativi di dialogo con il guerrafondaio regime statunitense, da parte di Cuba, Trump e i suoi sodali, Marco Rubio in testa, proseguono nelle loro folli dichiarazioni di voler conquistare l'Isola.

E da lungo tempo la soffocano, inasprendo un embargo che già i loro per nulla democratici predecessori – a partire da John F. Kennedy - le avevano imposto.

Fin dal 1962.

I governanti USA, si sa, attaccano chiunque non si allinei ai loro desiderata. Ma affermano di essere promotori della democrazia (sic!). Il re è nudo da tempo e l'imperialismo statunitense fu denunciato, in tempi non sospetti, da numerosi intellettuali e artisti, liberi e pensanti, fra i quali Mark Twain, John Lennon e Hunter S. Thompson.

E', dunque, storia nota, che solo i nostri politicanti fingono di ignorare. Risultando spesso complici, se non servi.

Il Presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha apertamente condannato le minacce statunitensi, dichiarando: “Gli USA minacciano pubblicamente Cuba, quasi ogni giorno, di rovesciare l'ordine costituzionale con la forza. E usano un pretesto oltraggioso: i duri limiti dell'economia indebolita che hanno attaccato e cercato di isolare per più di sei decenni. Intendono e annunciano piani per conquistare il paese, le sue risorse, le sue proprietà e persino l’economia che cercano di strangolare per farci arrendere. Solo così si può spiegare la feroce guerra economica, che viene applicata come punizione collettiva contro l’intero popolo. Di fronte allo scenario peggiore, Cuba è accompagnata da una certezza: qualsiasi aggressore esterno si scontrerà con una resistenza inespugnabile”.

La gran parte dei cittadini statunitensi disapprova l'embargo USA contro Cuba. Lo ha rilevato anche un recente sondaggio di YouGov. Lo stesso sondaggio, peraltro, ha rilevato che solamente il 13% degli elettori statunitensi sosterrebbe un attacco contro Cuba e il 18% sosterrebbe l'uso della forza per rovesciare il governo del Paese.

Ennesimo segnale del totale e storico scollamento fra la popolazione statunitense e i suoi sconsiderati governanti.

La campagna di solidarietà e di aiuti umanitari a Cuba, nel frattempo, non si arresta e i primi aiuti sono arrivati da ogni parte del mondo, attraverso l'iniziativa Nuestra America Convoy (https://nuestraamericaconvoy.org), organizzata dall'Internazionale Progressista, fondata, fra gli altri, dal Senatore statunitense Bernie Sanders.

Luca Bagatin

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mercoledì 3 settembre 2025

Il Presidente cubano, Díaz-Canel, partecipa ai festeggiamenti in Vietnam e Repubblica Popolare Cinese. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 2 settembre scorso si è celebrato l'80esimo anniversario dell'Indipendenza del Vietnam.

Un solenne omaggio al Mausoleo del Presidente Ho Chi Minh, è stato tributato dal Presidente della Repubblica di Cuba e Primo Segretario del Partito Comunista Cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

Il Presidente cubano ha celebrato, contestualmente, anche il 65esimo anniversario delle relazioni bilaterali fra i due Paesi.

Il Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam (PCV), To Lam, ha ricordato i legami di amicizia che uniscono Vietnam e Cuba e i relativi partiti fraterni, uniti dagli ideali di emancipazione sociale, liberazione e sovranità nazionale, forgiati tanto dal leader cubano Fidel Castro, quanto dallo storico Presidente del Vietnam Ho Chi Minh.

Il Presidente Ho Chi Minh, proclamò la vittoria e la fine del colonialismo francese il 2 settembre 1945 e, in merito, il Presidente Diaz Canel, ha affermato che “È un onore e un dovere per noi unirci al Vietnam nel celebrare eventi così straordinari, che ne hanno fatto il primo Stato operaio e contadino del Sud-est asiatico”.

Egli ha inoltre ringraziato il Partito Comunista del Vietnam per la campagna di solidarietà nei confronti del popolo cubano, colpito dall'embargo USA, che ha permesso di raccogliere ingenti somme, in poco tempo, in favore della popolazione di Cuba.

Al termine dei colloqui ufficiali, i Segretari To Lam e Díaz-Canel, hanno presieduto alla firma di vari accordi economici in ambito agricolo e sanitario e relativi alla cooperazione economica, tecnica e scientifica fra i rispettivi Paesi.

Il 3 settembre, il Presidente Díaz-Canel, si è successivamente recato a Pechino, per partecipare alla parata militare di commemorazione dell'80esimo anniversario della Vittoria nella Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l'aggressione giapponese e nella Guerra Mondiale Antifascista.

In merito alle prospettive promosse del Presidente cinese Xi Jinping, egli ha scritto su Facebook: “Sosteniamo l'Iniziativa per la Governance Globale, annunciata dal presidente Xi Jinping al 25esimo Summit dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Contribuirà alla riforma del sistema di governance globale per garantire la costruzione di una comunità dal futuro condiviso”. E, su X: “Tra millenni di Storia e un presente che ispira milioni di persone, la Cina guida oggi la battaglia per salvare il multilateralismo e la governance globale. Orgogliosa di sostenere e condividere questi principi, Cuba è onorata di partecipare alla commemorazione del Giorno della Vittoria”.

Luca Bagatin

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lunedì 6 gennaio 2025

Cuba festeggia i suoi 66 anni di Rivoluzione socialista entrando nei BRICS. Articolo di Luca Bagatin


Cuba, nel 66esimo anniversario del trionfo della Rivoluzione socialista, che la liberò da oppressione e corruzione, entra a far parte dei BRICS, ovvero l'alleanza economica guidata da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Alleanza che comprende, dal 2024, anche Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Iran e che, dal 1 gennaio 2025, si allarga, oltre che a Cuba, anche a Bolivia, Bielorussia, Indonesia, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda e Uzbekistan.

Soddisfazione da parte del Presidente Miguel Diaz-Canel, il quale ha dichiarato che tale alleanza offre “una grande speranza per i Paesi del Sud nella loro lotta per un ordine internazionale più giusto e democratico”, rappresentando anche un modo per aggirare l'assurdo e ingiusto embargo statunitense, che da decenni causa problemi economici all'Isola caraibica.

In tal modo, Cuba, potrà aprirsi a nuovi mercati e ridurre la sua dipendenza dal dollaro USA.

Recentemente, peraltro, Cuba ha ricevuto in dono dalla Repubblica Popolare Cinese quasi 70 tonnellate di componenti e accessori per i generatori di energia dell'Isola, che si trova spesso ad affrontare gravi crisi energetiche causate anche dall'embargo statunitense.

La Cina sta infatti collaborando con Cuba, aiutandola a modernizzare la propria infrastruttura energetica, sviluppando fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, che la porteranno a risparmiare fino a sette milioni di dollari USA.

Certo, sarebbe interessante e auspicabile se anche i Paesi UE valutassero la possibile entrata nei BRICS, uscendo da ambiguità neocoloniali e irresponsabilità geopolitiche, che li attanagliano da troppo tempo.

Di tutto ciò e da molti anni, ne parla solo il prof. Giancarlo Elia Valori, autorevole manager e analista geopolitico di lunghissimo corso.

Egli propone, peraltro, la creazione di un tavolo/organismo di confronto europeo fondato proprio sullo studio e l'applicazione delle prospettive dei BRICS.

Prospettive fondate su pace, sicurezza, sviluppo, cooperazione, prosperità, modernizzazione e collaborazione con un Sud del mondo in crescita e che rappresenta il futuro di un Pianeta che non può più essere governato da un unilateralismo protezionista, sanzionatorio e omologato alle vecchie logiche della Guerra Fredda.

Luca Bagatin

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martedì 2 gennaio 2024

65 anni di Rivoluzione cubana nel segno dei diritti sociali, dei diritti civili e del diritto alla salute per tutti. Articolo di Luca Bagatin


Il 1 gennaio 1959, al termine della Rivoluzione cubana che portò alla nascita della Repubblica Socialista di Cuba, il leader Fidel Castro affermò: "Questa volta, fortunatamente per Cuba la Rivoluzione arriverà davvero al potere. Non sarà come nel 1895 quando gli americani sono venuti e hanno preso questo. Sono intervenuti all'ultimo minuto e poi non hanno nemmeno fatto entrare Calixto Garcia che aveva combattuto per 30 anni, non hanno voluto che entrasse a Santiago de Cuba. Non sarà come nel 1933 quando il popolo ha iniziato a credere che si stesse facendo una rivoluzione, è arrivato il signor Batista, ha tradito la Rivoluzione, ha preso il potere e ha instaurato una dittatura per 11 anni. Non sarà come nel 1944, anno in cui la folla si infuocò credendo che finalmente il popolo fosse arrivato al potere, e quelli che sono saliti al potere furono i ladri. Né ladri, né traditori, né interventisti. Questa volta sì che è la Rivoluzione”.

E così fu, tanto che, nella Cuba di oggi, con un socialismo rinnovato, che promuove fortemente diritti sociali al fianco di quelli civili, si celebra il 65esimo anniversario di quella storica Rivoluzione, che solo un insensato, ideologico, razzista e crudele embargo imposto dagli USA e dal loro spirito guerrafondaio, ha continuato a osteggiare in tutti questi anni.

Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, nel suo discorso di fine anno, infatti, ha affermato: “Il 2023 finisce ed è come se fossimo arrivati in cima ad una montagna altissima, lungo sentieri tortuosi. Come tante volte in 65 anni, la salita è stata ardua e a volte siamo dovuti tornare indietro. Ma siamo arrivati.

Sulla via dell'ideale socialista, come ci hanno insegnato Fidel e Raúl, arrivare è vincere, consapevoli che ogni traguardo è un nuovo punto di partenza (…). Oggi tutto sembra più difficile che mai a causa dei lunghi anni trascorsi a sostenere il peso criminale di una politica di recinzioni e sanzioni che sembra infinita nella sua crudeltà. Ma noi rivoluzionari non siamo arrivati prima di questo 65° anniversario per arrenderci e consegnare le bandiere. (...) il segreto della Rivoluzione per sostenersi di fronte a tutte le avversità è stato la partecipazione popolare a una storia unica di resistenza e creatività, con una leadership ferma e un insieme di principi come base. (…) La Rivoluzione non è l’opera di un giorno, di un anno e nemmeno di 65 anni. È un'idea, una volontà.

Questa è la Rivoluzione. Non siamo soli. Siamo tutti noi insieme, a conquistare cose impossibili. E lo faremo”.

A guidare le celebrazioni per il 65esimo anniversario della Rivoluzione, nella parte orientale di Santiago de Cuba, oltre al Presidente Diaz-Canel, anche l'ex Presidente e leader rivoluzionario Raul Castro, 92 anni.

Raul Castro, nel suo discorso, rinnovando il sostegno al suo successore Diaz-Canel, ha affermato, fra le altre cose: “So che esprimo i sentimenti della generazione storica ratificando la fiducia in coloro che oggi ricoprono la responsabilità della leadership del nostro partito e del nostro governo”.

Il Presidente Diaz-Canel, nel suo discorso in occasione della celebrazione, ha affermato, fra le altre cose: “Questa Rivoluzione è, innanzitutto, un atto libertario di proiezione continentale che non solo ha liberato il Paese da una dittatura servile, repressiva e corrotta, ma ha anche sciolto ben presto i nodi della dipendenza economica dalle multinazionali yankee e liquidato le espressioni più crudeli della condizione umana. Sfruttamento, che si era naturalizzato nella società cubana, come il lavoro minorile, la prostituzione o la semi-schiavitù degli immigrati haitiani”. Ed ha ricordato – oltre alle riforme economiche e sociali portate avanti dalla Rivoluzione – anche il forte contributo sanitario dato da Cuba al mondo, in tutti questi decenni.

“Questa è la Rivoluzione che, dopo aver perso 3.000 medici a causa di un esodo politicamente indotto negli anni ’60 – ha affermato Diaz-Canel - ha costruito uno dei sistemi sanitari più formidabili e prestigiosi del nostro tempo e che oggi conta mezzo milione di lavoratori a tutti i livelli, che garantiscono una copertura universale e assistenza gratuita per tutti gli uomini e le donne cubane.

Allo stesso tempo, durante questi sei decenni, hanno collaborato 600.000 professionisti della salute cubani in 165 paesi. E più recentemente, durante il periodo della pandemia di COVID-19, circa 3.000 membri del contingente Henry Reeve hanno fornito servizi in 40 di essi”.

Cuba e la sua Rivoluzione socialista, in sostanza, salvano.

Gli irresponsabili governanti di USA e UE, invece, riducono i bilanci alla sanità e all'istruzione pubbliche e diffondono – nel mondo - una cultura fondata sulle armi, il neo-colonialismo e insensate sanzioni a tutti i Paesi che la pensano diversamente da loro.

Da una parte, in sostanza, la razionalità e il pragmatismo del socialismo. Dall'altra la follia e ignoranza del liberal-capitalismo, insana e insensata ideologia che si è diffusa, purtroppo e drammaticamente, in particolare, dal 1993 ad oggi.

Luca Bagatin

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venerdì 11 agosto 2023

Cuba-Venezuela: un'amicizia storica nel segno del socialismo. Articolo di Luca Bagatin

Saldi i rapporti di amicizia fra Repubblica di Cuba e Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Il Presidente della Repubblica di Cuba, nonché Primo Segretatio del Partito Comunista Cubano (PCC), Miguel Díaz-Canel, ha ricevuto – dal 6 all'11 agosto – il Primo Vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello.

Il Presidente Diaz-Canel, in merito, ha scritto su Twitter: “Abbracciare un fratello a casa, la gioia più grande. Lo abbiamo confermato in un incontro con Diosdado Cabello Rondón. Vedremo cosa ipotizzano gli avversari. Ribadiamo solo che chi fa casino con il Venezuela fa casino con Cuba e viceversa”, riaffermando così la sovranità dei due Paesi socialisti fratelli e la lotta alla diffamazione mediatica contro i rispettivi Paesi, orchestrata in particolare dagli USA.

Entrambi i leader socialisti, nel corso degli incontri, hanno discusso relativamente al lavoro dei rispettivi partiti, ovvero relativamente alla formazione dei militanti ed alla partecipazione democratica popolare, oltre che della storica collaborazione politica e economica fra le due nazioni, che risale al 1999, quando i rispettivi leader di allora - Fidel Castro e Hugo Chavez - posero le basi per la relativa cooperazione.

Dal 2000 il Venezuela divenne, peraltro, il principale fornitore di greggio di Cuba attraverso un accordo che prevede prezzi preferenziali in cambio di servizi medici ed educativi, che sono il fiore all'occhiello dell'Isola caraibica.

Díaz-Canel e Cabello, in rappresentanza di PCC e PSUV, hanno dunque fatto visita alla tomba dell'ex leader cubano Fidel Castro, posta fra il mausoleo dell'eroe nazionale cubano José Martì e il monumento ai martiri della Rivoluzione cubana del 26 luglio 1953, a Santiago di Cuba.

I due esponenti socialisti hanno altresì siglato un nuovo accordo di scambio e cooperazione e hanno visitato la Zona Economica Speciale di Sviluppo Mariel, a ovest de L'Avana.

Il Presidente Diaz-Canel ha inviato, inoltre, un abbraccio al Presidente socialista del Venezuela Nicolas Maduro e alla sua squadra di governo e lo ha ringraziato della sua solidarietà a Cuba, contro l'ingiusto e iniquo embargo statunitense che persiste sin dagli Anni '60 e inasprito dal tutt'altro che democratico John Fitzegald Kennedy.

Luca Bagatin

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venerdì 18 novembre 2022

Si apre a Caracas un incontro del Forum di San Paolo, che riunisce socialisti e comunisti latinoamericani. Articolo di Luca Bagatin

Il Forum di San Paolo (FSP), conferenza che riunisce i partiti socialisti e comunisti dell'America Latina e dei Caraibi, fondato nel 1990 dal Partito dei Lavoratori brasiliano (PT) - guidato da Lula - e dal leader cubano Fidel Castro, terrà la sua assise il 18 e 19 novembre a Caracas, in Venezuela, alla presenza di circa 90 delegati.

Insediatosi presso l'Università Internazionale delle Comunicazioni, il gruppo di lavoro intende “lavorare su un piano strategico e promuovere l'unità dei popoli dell'America Latina”, ha sottolineato il Vicepresidente degli Affari Internazionali del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Adán Chávez, durante il suo discorso inaugurale.

L'incontro vuole rinnovare il cammino di libertà, solidarietà e sovranità rivoluzionaria e socialista – contro ogni tentativo esterno di destabilizzazione - intrapreso a partire dagli Anni '90 dai Paesi latinoamericani del Socialismo del XXI secolo, che hanno peraltro recentemente riconquistato sia il Brasile, con la recente vittoria di Lula, che la Colombia, con l'elezione di Gustavo Petro.

Luca Bagatin

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martedì 26 luglio 2022

26 luglio: Cuba e Argentina celebrano la Rivoluzione e Evita Peron. Articolo di Luca Bagatin

Due importanti avvenimenti, vengono ricordati e celebrati il 26 luglio, in America Latina.

A Cuba si celebra il 69esimo anniversario degli assalti alle fortezze militari di Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, nella Cuba orientale, avvenuti il 26 luglio 1953.

Avvenimento che diede inizio alla Rivoluzione cubana contro la dittatura del corrotto Fulgencio Batista, sostenuto dagli USA.

“La Storia mi assolverà”, dichiarò Fidel Castro, a capo di quell'impresa di liberazione nazionale e di emancipazione delle classi oppresse, nel segno di José Martì, Eroe nazionale cubano al quale, assieme a Marx e Lenin, Fidel Castro e Che Guevara e tutti i loro compagni rivoluzionari, si ispireranno per le loro imprese.

Distribuzione della terra, istruzione e sanità pubbliche e gratuite per tutti, alloggi gratuiti e lotta alla corruzione, questo il programma che portà all'edificazione della Repubblica socialista di Cuba che, ancora oggi, resiste a un criminale embargo imposto dagli USA.

L'attuale Presidente di Cuba e Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha presieduto alle celebrazionie, fra balli, musica e divertimento e ha, fra le altre cose, tenuto un incontro con circa 200 attivisti provenienti da Puerto Rico e dagli USA.

In Italia, i circoli dell'Associazione di Amicizia Italia-Cuba, presieduta da Irma Dioli, sono scesi in piazza per ricordare tale storico avvenimento e difendere il processo rivoluzionario dell'Isola caribica.

Anche l'Argentina, questo 26 luglio, ha avuto le sue celebrazioni, in ricordo del 70esimo anniversario della morte di Evita Peron, moglie del Presidente socialista Juan Domingo Peron.

Morta a soli 33 anni, il 26 luglio 1952, Evita ispirò fortemente l'azione emancipatrice del marito nei confronti delle classi popolari e più povere.

Evita, infatti, si occupò direttamente, presso il Ministero del Lavoro, dei diritti degli anziani, delle donne e dei bambini e, attraverso la Fondazione da lei istituita, si occuperà di assistenza sociale e dei problemi sindacali dei lavoratori argentini.

Fu direttrice del giornale “Democracia”, fondò il Partito Peronista Femminile e si battè per l'introduzione del diritto di voto alle donne.

In Argentina, l'attuale governo peronista presieduto da Alberto Fernandez e Cristina Kirchner, attraverso il Ministero della Cultura e gli istituti culturali di ricerca storica dedicati a Evita Peron, hanno voluto celebrarla con musica dal vivo, performance, proiezioni ed eventi culturali.

Il pensiero peronista e quello castrista furono spesso e sempre in sintonia e rappresentano, ancora oggi, un faro per il socialismo latinoamericano e mondiale.

Juan Peron, anche nei suoi ultimi anni di vita, ebbe sempre parole di stima nei confronti di Che Guevara e Fidel Castro.

A quest'ultimo, il 24 febbraio 1974, scrisse peraltro una lettera nella quale - fra le altre cose - affermò: “Le rivoluzioni non possono essere identiche in tutti i Paesi perché non tutti i Paesi sono uguali, né tutti i popoli hanno le stesse idiosincrasie. È necessario che ciascuno agisca all'interno della propria sovranità con i propri metodi.
Ma non c'è dubbio che la necessità dell'unità latinoamericana sarà l'unica possibilità di vera libertà per il nostro continente. Dobbiamo tutti immediatamente concorrere a questo obiettivo, per poter alzare la voce con sicurezza e sostegno all'interno di quel Terzo Mondo che garantirà il nostro futuro sviluppo e libertà nella sfera economica, politica e sociale.
Sia tu, amico Fidel, sia io, abbiamo trascorso molti anni di lotta rivoluzionaria permanente. Questo fornisce un'esperienza preziosa che deve essere trasmessa ai giovani, per evitare arretrati che vengono pagati sempre con dolore e sangue, inutilmente. La forza virile della vita giovane, per portare veri frutti alla Patria, deve essere accompagnata dalla quota di saggezza che l'esperienza dona”.

I giovani cubani e argentini di oggi, non hanno dimenticato tali insegnamenti.

Luca Bagatin

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domenica 1 agosto 2021

Cuba celebra la vittoria del pugile Julio César la Cruz alle Olimpiadi e il suo spirito patriottico. Articolo di Luca Bagatin

Il trentaduenne pugile cubano, della categoria dei mediomassimi, Julio César la Cruz, venerdì scorso, ha sconfitto, per 4 a 1, lo spagnolo Emmanuel Reyes, assicurando alla boxe cubana, tre podi alle Olimpiadi di Tokyo.

Reyes, nato a Cuba, ma attualmente residente in Spagna, ha voluto dedicare la sua vittoria alla sua patria d'origine, inchinandosi verso il pubblico e gridando: “Patria y Vida...NO! Patria o Muerte! Venceremos!”, ricordando il celebre slogan della Rivoluzione cubana.

Il Presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha voluto sottolineare, su Twitter, le performance della delegazione cubana alle Olimpiadi, affermando: “Ispirando le prestazioni dei nostri atleti, l'argento di Idalis Ortiz, il bronzo di Alba e il grido patriottico di #PatriaOMuerte di Julio César la Cruz in #Tokio2021. Ho parlato telefonicamente con loro e ho confermato l'orgoglio di #Cuba nei confronti dei suoi atleti”.

Durante la telefonata al pugile Julio César la Cruz, il Presidente cubano ha affermato inoltre che: “il tuo atteggiamento patriottico è stato un dono per il nostro popolo”.

Luca Bagatin

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sabato 24 luglio 2021

Biden inasprisce le sanzioni contro Cuba? La Cina risponde. Articolo di Luca Bagatin

Biden inasprisce le sanzioni contro Cuba, violando ulteriormente la sua sovranità ? La Cina risponde in difesa dell'Isola caraibica.

Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Zhao Lijian, in una conferenza stampa, ha infatti dichiarato che il suo Paese: “sostiene fortemente gli sforzi del governo e del popolo cubano per mantenere la stabilità sociale” ed ha aggiunto che: "Rifiutiamo risolutamente qualsiasi interferenza esterna negli affari interni di altri Paesi, l'imposizione di sanzioni unilaterali e il tentativo di attaccare altri Paesi con il pretesto di 'libertà', 'democrazia' e 'diritti umani' ".

Il portavoce del governo di Pechino ha sottolineato inoltre come “Gli Stati Uniti dovrebbero, prima di tutto, esaminare i propri problemi di diritti umani, invece di maneggiare il grande bastone delle sanzioni, interferire seriamente negli affari interni degli altri e creare divisioni o scontri”.

Zhao Lijian ha inoltre fatto presente che “La Cina sostiene che il rispetto reciproco, l'equità, la giustizia e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa sono il modo giusto per condurre le relazioni da Stato a Stato “ e che “Attualmente, Cuba è in un momento critico nella sua lotta contro il Covid-19 e nei suoi sforzi per alleviare le sofferenze delle persone, gli Stati Uniti devono immediatamente e completamente revocare le sanzioni unilaterali contro Cuba in conformità con gli scopi della Carta delle Nazioni Unite”.

“La Cina – ha evidenziato il portavoce cinese - “crede che sotto la guida del Partito e del governo cubano, Cuba manterrà sicuramente la stabilità sociale”.

Dopo le proteste dell'11 luglio scorso, Cuba, mantiene la sua stabilità ed ha ricevuto il sostegno del cantautore dei Pink Floyd Roger Waters e di molti esponenti del mondo sociale, civile e politico di orientamento socialista, oltre che, in Italia, dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

Luca Bagatin

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giovedì 15 luglio 2021

Cuba resiste. Solidarietà da Ganni Minà, Roger Waters e Comunisti di Russia. Articolo di Luca Bagatin

Cuba resiste ad ogni tentativo di destabilizzazione.

Del resto lo fa sin dagli Anni '50 e '60, da quando si liberò dalla dittatura corrotta di Batista, sostenuto dagli USA.

La Cuba rivoluzionaria scende in piazza per protestare contro le manifestazioni antigovernative violente.

“Chiunque voglia vedere com'è Cuba, come viene vissuta a Cuba, come ogni giorno questo popolo costruisce pagine di eroismo, come questo popolo ha affrontato la pandemia (…), si vede quanto sia diverso il mondo su cui scommettiamo, il mondo che vogliamo costruire”. Queste le parole del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Diaz-Canel nei giorni scorsi.

E ha incalzato denunciando le campagne d'odio e di diffamazione diffuse nei social network contro Cuba: “L'altro obiettivo su cui punta il nemico è creade disordini sociali, incertezza. La campagna sui social network è una campagna irritante, totalmente bugiarda, diffamatoria. Gli appelli sui social network sono totalmente aggressivi, chiedendo l'omicidio, chiedendo il linciaggio, minacciando, chiedendo la distruzione delle strutture, chiedendo un attacco alle case delle persone e in particolare alle persone indicate come rivoluzionari”.

Diaz-Canel, che ha aperto comunque un dialogo con i manifestanti pacifici, ma mantenendo il pugno di ferro con i violenti, ha inoltre affermato che “La nostra società non è una società che genera odio e quelle persone hanno agito con odio. Il sentimento dei cubani è un sentimento di solidarietà e queste persone hanno compiuto questi atti armati, con atti di vandalismo, urlando per la morte, pianificando di razziare luoghi pubblici, rompendo, rubando, lanciando pietre. Questa situazione è stata sfruttata da coloro che non vogliono realmente che si sviluppi la rivoluzione cubana o un rapporto civile rispetto agli Stati Uniti”.

Il Presidente Diaz-Canel, aprendo al dialogo con i manifestanti pacifici, ha anche affermato che “Dobbiamo acquisire esperienza dai disordini. Dobbiamo anche fare un’analisi critica dei nostri problemi per agire e superare, ed evitare che si ripetano”

Solidarietà al governo cubano è arrivata anche da Roger Waters, storico leader dei Pink Floyd e da sempre in prima linea per i diritti umani, civili e per il socialismo.

Roger Waters punta il dito contro il blocco commerciale imposto dagli USA contro Cuba e come poi questo viene strumentalizzato dagli stessi USA per soffocare l'economia cubana.

Roger Waters ha spiegato, in merito a ciò, che: “Se sei interessato alla mia casa e non puoi comprarla da me, è perché non voglio vendertela, né voglio affittarla. Allora mi chiudete in casa, e non mi fate uscire per andare al supermercato, o in farmacia, o in banca, e non mi fate vendere o acquistare i pezzi di ricambio della macchina o della moto, e oltre a questo mi cancellate i conti e le carte di credito e i risparmi…

Dopo un pò i miei familiarii si dispereranno, alcuni scapperanno dalla finestra… e voi da fuori comincerete a gridare che sono incapace a provvedere a casa mia e che sono un dittatore, che faccio soffrire la mia famiglia… e poi cominceranno a dire che il governo di casa mia è in crisi e che i vicini avranno il permesso ed il dovere di intervenire e cacciarmi con lo scopo di occuparsi loro della “crisi umanitaria” della mia famiglia…

Non dirai mai la verità ossia che quello che ti interessa è stare a casa mia.

Ed è per questo che mi hai messo in questa situazione critica davanti alla mia famiglia.”

Dello stesso avviso anche il giornalista italiano Gianni Minà, storico amico di Cuba, che proprio per questa sua amicizia e solidarietà umana e civile, fu ingiustamente estromesso dal panorama mediatico italiano, molti anni fa.

Minà è intervenuto, fra l'altro, con queste parole: “Il 23 giugno scorso, l’Onu approva, quasi all’unanimità, la risoluzione per la fine dell’embargo a Cuba, che ha provocato da varie decadi, sofferenze e danni incalcolabili. Unici due astenuti: Stati Uniti e Israele. Obama, nel 2016, aveva scelto l’astensione, ma con Trump prima e ora con Biden, si è ritornati al voto contrario.

Oggi stiamo assistendo a un Golia che, non contento della sua violenza usata contro chi non può e non vuole rispondere alle provocazioni, blocca le braccia a Davide per colpirlo meglio e di più.

E’ una situazione inaccettabile e pericolosa: oggi tocca a Cuba, domani potrebbe toccare, per interessi di ogni tipo, a qualunque Paese si discosti dal pensiero corale.

E’ una situazione inaccettabile per un Paese come Cuba, che è portatore di un sistema unico nel panorama politico mondiale, a cui ha aderito il suo popolo.

E’ una situazione così inaccettabile che mi è impossibile voltare la faccia da un’altra parte, come uomo e come giornalista”.

Sostegno a Cuba è arrivato anche dal partito “Comunisti di Russia” di Maxim Suraykin, il cui Comitato Centrale, in un comunicato, ha affermato che:

“Le conseguenze socio-economiche della prolungata pandemia non hanno aggirato la Cuba socialista, orgoglio di tutte le persone libere del pianeta. Un numero significativo di cubani, insoddisfatti delle circostanze sia soggettive che oggettive della pandemia, è sceso nelle strade delle città cubane chiedendo di accelerare la vaccinazione, eliminare il deficit e criticare elementi della burocrazia. All'inizio, il potere popolare non ha interferito con le azioni dei cittadini, ma poi queste azioni hanno assunto un carattere ovviamente aggressivo e antisocialista. (…).

In queste condizioni, il Partito Comunista Cubano si è comportato con saggezza e decisione - non solo ha preso misure ragionevoli per ristabilire l'ordine, ma ha anche, soprattutto, fatto appello alla maggioranza socialista della società civile, esortando i comunisti a scendere in piazza e difendere la Rivoluzione . Anche il presidente di Cuba, il leader del Partito Comunista, Miguel Diaz-Canel, ha preso parte alle manifestazioni per il potere popolare.

Non c'è dubbio che, nonostante tutte le difficoltà e alcune mancanze ed errori, la maggioranza della popolazione cubana sostiene fermamente il Partito Comunista e il sistema socialista, che sono i garanti dell'indipendenza dello Stato. In queste condizioni, il partito “Comunisti di Russia” esprime piena solidarietà ai comunisti di Cuba, alla direzione di questo Paese fraterno e all'intero popolo cubano. (…).

È probabile che le recenti riforme economiche, compresi gli aumenti dei prezzi e le revisioni di alcuni aspetti della politica sociale, nonché le severe restrizioni sul coronavirus, abbiano effettivamente causato un aumento del malcontento pubblico. Siamo convinti che un partito così forte ed esperto come il PCC eliminerà tutte le carenze e le asperità e invierà quadri energici e di talento per risolvere i problemi. La fattibilità del socialismo cubano è chiara a tutti. (…). Gli Stati Uniti sono i principali responsabili di tutti i problemi del popolo cubano. Pertanto, facciamo appello a quella parte dei manifestanti che è caduta sotto l'influenza di manipolatori esterni e agenti del nemico: parlando contro il potere popolare, stai versando acqua sul mulino yankee!

Cuba ha tutti i meccanismi per la discussione pubblica dei problemi esistenti, per condurre discussioni, per sostituire i rappresentanti del popolo. Agite nel quadro della democrazia socialista!

Il partito “Comunisti di Russia” è convinto che in questo momento difficile la generazione storica dei combattenti rivoluzionari dovrebbe contribuire attivamente a stabilizzare la situazione nel Paese. Chiediamo alla leadership russa di fornire alla Repubblica di Cuba un'eventuale assistenza umanitaria per risolvere i problemi esistenti.

Siamo fiduciosi che la Cuba socialista, fedele alle idee di Martì, Lenin, Fidel, Raul e del Che, si alzerà e avanzerà!”

Luca Bagatin

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martedì 13 luglio 2021

Cuba. Ennesimo tentativo di destabilizzare l'Isola da parte dei nemici della democrazia socialista. Articolo di Luca Bagatin

Ennesimo tentativo di destabilizzare Cuba.

L'Isola caraibica socialista che resiste ad un embargo statunitense che la soffoca sin dal 1962.

Ennesimo tentativo attraverso proteste strumentali al grido di “Abbasso la dittatura”.

Una dittatura che, invero, a Cuba è del tutto assente.

Prima di tutto in quanto al popolo è garantito ogni servizio pubblico efficiente, dalla sanità all'istruzione. In secondo luogo in quanto le elezioni sono libere e avvengono attraverso una scelta dei candidati all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (questo il nome del parlamento cubano), dal basso.

Praticamente l'esatto opposto degli Stati Uniti d'America, laddove le elezioni le vincono i Presidenti sostenuti dalle lobby più danarose e il sistema sanitario e scolastico è efficiente solo per le classi ricche.

Cuba soffre per ben altre questioni. Per un embargo che genera carenza di generi alimentari e medicine e una pandemia molto pesante, che sta comunque combattendo con diversi vaccini suoi propri. E ciò grazie anche agli investimenti in ricerca e sanità, da sempre fiore all'occhiello dell'Isola a livello mondiale. Aspetto che, peraltro, ha permesso all'Isola socialista, di inviare brigate mediche in varie parti del mondo per combattere non solo l'Ebola, ma anche il Covid 19, pensiamo ad esempio all'Italia, il cui governo (sia Conte che Draghi) mai è stato abbastanza riconoscente nei confronti di Cuba.

Il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha sì fatto presente che fra le persone che protestavano c'erano anche “rivoluzionari confusi”, con i quali ha immediatamente iniziato un dialogo, spiegando nel dettaglio le ragioni dell'attuale crisi economica.

Purtuttavia ha fatto anche presente come a manifestare ci fossero gruppi di oppositori profumatamente sovvenzionati dagli USA al fine di rovesciare la democrazia nell'Isola, anche attraverso l'istituzione di sedicenti “corridoi umanitari”.

Le politiche degli USA nei confronti di Cuba, dunque, non sono cambiate da Trump a Biden, rappresentanti, infondo, degli stessi interessi dell'estrema destra capitalista.

Pretestuose le proteste dell'UE contro il governo di Cuba, visto che peraltro durante le manifestazioni non si hanno avuto notizie di morti o di lesioni, cosa che invece è accaduta - nel recente passato - in ben tre Paesi liberali: il Cile, la Colombia e...la Francia di Macron !

L'unico ferito è un agente di polizia.

E, certo, di fronte a un tentativo di destabilizzazione, un governo democratico non può che prendere le sue contromisure, cosa che Cuba ha fatto.

Sostegno a Cuba è giunto da tutti i partiti comunisti e socialisti patriottici del mondo, nonché da Messico, Argentina, Bolivia e Venezuela.

La Cina, in particolare, ha espresso un fermo sostegno all'Isola nella lotta al Covid 19, chiedendo con forza la fine dell'embargo USA, come peraltro stabilito anche dall'ultima risoluzione dell'ONU.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha affermato che “La Cina sostiene con forza il lavoro di Cuba contro la pandemia, nel miglioramento della vita delle persone e nella stabilità sociale”.

Luca Bagatin

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