Fidel Castro a differenza di Che Guevara, che fu un marxista della prima ora, non nacque comunista, ma seguace degli ideali di emancipazione sociale e civile di José Martì (1853 – 1895).
La stessa “Revolucion cubana” del 1959 non nacque come rivoluzione socialista, bensì fu una rivoluzione di popolo e per il popolo. Una rivoluzione antimperialista, democratica e anti-oligarchica.
Il socialismo arrivò dopo, ma spesso in forme libertarie, autogestionarie, piuttosto che comuniste/collettiviste tout-court.
La Rivoluzione cubana non rimase confinata all'Isola, ma diede sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e nazionale in giro per il mondo: dall'Angola sino al Sudafrica che subì – sino al benefico ed auspicato trionfo di Nelson Mandela – il regime dell'apartheid.
Sì, è vero, Cuba si alleò ai sovietici. Avrebbe potuto rimanere un Paese non allineato ed invece si allineò all'URSS.
Ma che avrebbero mai potuto fare Fidel ed il Che con un embargo economico e con un rischio d'invasione da parte degli yankee, che avrebbero riportato oligarchie e sfruttamento? Perché mai rinunciare alla sovranità nazionale e rischiare, oltretutto, di morire completamente di fame?
Ricordo che la stessa Repubblica libertaria di Fiume di Gabriele d'Annunzio e Alceste De Ambris, ovvero la Reggenza del Carnaro, si fece riconoscere dai sovietici. Del resto, dall'altra parte, quella della sedicente “democrazia” statunitense, la situazione era davvero così rosea, come ci hanno fatto credere decenni di pubblicità commerciale edonista e rimbambimento politico?
Gente che bombarda altra gente inerme e che impone il proprio sistema economico “libero”, può dirsi una democrazia? Un governo che fa pagare le cure mediche a chi non ha danaro è una democrazia? Un sistema politico che prevede la concorrenza fra candidati finanziati dalle lobby e dalle oligarchie economiche, che spendono milioni di dollari a caccia di voti, anziché spenderli in progetti sociali, sanitari, culturali ecc... è una democrazia?
Come scrivo spesso, non occorre essere comunisti per rendersi conto che il sistema statunitense o liberal capitalista non è un sistema democratico e civile.
A Cuba la sanità è universale e gratuita e con una forte tradizione nella medicina preventiva e nella formazione medica. Il personale medico cubano opera in tutto il mondo, senza egoismi. Ma questo quasi nessun giornale “libero” lo scrive.
A Cuba peraltro i massoni – che, diversamente, nella "democratica" Italia degli Anni '80 e '90 sono stati perseguitati – sono liberi di riunirsi nelle loro Logge. Che sono peraltro molto numerose sull'isola caraibica, anche perché la gran parte dei rivoluzionari appartenevano alla Massoneria.
A Cuba l'istruzione è libera e gratuita e l'analfabetismo è debellato e ciò nonostante decenni di criminale embargo statunitense.
Oltretutto i diritti umani e civili sono garantiti e rispettati... nonostante ciò che ci raccontano dalle nostre parti certi soloni tanto liberali quanto anti-democratici e disinformatori.
I diritti delle donne sono esattamente gli stessi rispetto a quelli degli uomini e l'Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento cubano, è composto da oltre il 55% di donne. Eh sì, perché anche Cuba ha un Parlamento regolarmente eletto a suffragio universale e il Presidente non ha affatto un potere illimitato.
E si pensi che nel 2022, un referendum popolare ha legalizzato i matrimoni omosessuali, con tanto di possibilità di adozione anche alle coppie omosessuali.
C'è un partito unico, il Partito Comunista Cubano (www.pcc.cu), che purtuttavia non si presenta alle elezioni, ma è un simbolo: il simbolo della Rivoluzione. Del resto vi è da dire che, visto il pluripartitismo elettoralistico dei Paesi cosiddetti “liberal-democratici”, possiamo davvero dire che ciò sia una pecca?
Fra l'altro a Cuba ogni candidato all'Assemblea Nazionale è uguale all'altro, visto che non esiste – come nei nostri Paesi “liberal-democratici” - alcun tipo di propaganda elettorale ove vengono spesi milioni di euro per ottenere voti... spesso frutto di “amicizie” interessate e clientele (sic!).
Il regime di Trump ha purtroppo inasprito ulteriormente l'embargo contro l'Isola socialista, ma questo non ha affatto indebolito la Rivoluzione. Anzi, ciò non fa che insegnarci quanto essa debba rimanere un faro per tutti gli spiriti autenticamente liberi, libertari e democratici, contro l'ipocrisia dei falsi popoli “liberi”, quelli bianchi e “occidentali”, in realtà schiavi della finanza; delle oligarchie economiche; dei partiti elettoralistici di facciata; della menzogna dei loro sistemi mediatici, manipolatori e disinformativi e preda di una violenza di strada e domestica che va di pari passo con il crollo dei loro stessi valori. Con la loro decadenza.
L'ideale socialista autogestionario, libertario e patriottico non è morto con la scomparsa di Fidel e degli altri Eroi della Rivoluzione. Rimane nel cuore di coloro i quali sono pronti a coglierlo e ad ascoltarlo.
Viva Fidel! Viva la Patria! Viva il Socialismo! Viva la Victoria!
Luca Bagatin

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