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lunedì 13 novembre 2023

Riflessioni sulla pubblicità commerciale, sulle telecomunicazioni e dintorni by Luca Bagatin

  

Siamo governati dalla pubblicità commerciale e dalle società private. Ovvero siamo governati dal danaro e dall'egoismo umano.

Per questo, molte società di telecomunicazione e del web ti obbligano, se vuoi continuare a usare i loro servizi “gratuiti” (che tali non sono, visto che comunque paghi la tua connessione telefonica all'operatore di telefonia che la gestisce), a sorbirti la sua pubblicità, che è frutto dei tuoi dati personali, che gratuitamente gli cedi.

Se ci ragioni bene, tutto ciò non è democratico. Ma è colpa del nostro attaccamento al danaro, alla materialità della vita, ovvero al nostro ego. Che è una malattia, non una possibilità che ci è offerta alla nascita.

(Luca Bagatin)

La pubblicità commerciale è un insulto all'intelligenza umana. E' una forma di lavaggio del cervello.

Il fatto che sia largamente usata quale pratica per accrescere ricchezza, significa che tale ricchezza è fondata sulla stupidità e su tutto ciò che la veicola.

(Luca Bagatin)

In generale non ho mai considerato troppo svegli quelli dell'estrema destra e dell'estrema sinistra, in Italia.

Ho sempre pensato fossero degli "utili idioti" al servizio inconsapevole del Potere.

Avevo 18 anni quando - da laico, libertario e socialista - lo pensavo e lo dicevo, ai giovani di AN e ai giovani di Rifondazione.

Prendendo da entrambi le distanze, politicamente parlando.

Oggi è tutto più chiaro.

Avete avuto al governo Bertinotti e la Meloni e sono stati i migliori amici degli USA e del capitalismo assoluto.

E io già ve lo dicevo 25 anni fa.

Ma dai!

Ma chi pensavate di prendere per il culo?

Ma dai!

Mi fate ridere da almeno 25 anni!

(Luca Bagatin)  

 


lunedì 2 ottobre 2023

Riflessioni su pesche, ovvero famiglia, fake news e intelligenza artificiale by Luca Bagatin

 

Non sono familista e non penso esista persona che crede meno di me al concetto di famiglia.

Detto questo, penso che sia normalissimo e giusto che un figlio, che è stato cresciuto da entrambi i genitori, voglia che questi non si separino.

È logico. È come se uno dei due genitori venisse a mancare per sempre. Il figlio ne risente e ci sta male.

Questo non vuol dire essere retrogradi (come direbbero i progressisti al caviale di casa nostra), ma essere umani.

Proprio per questo credo molto poco nel concetto di famiglia.

Quanti sono i genitori che crescono i propri figli come se fosse una missione?

Quanti sarebbero disposti a difendere fino alla fine la propria famiglia?

Se esistono, benissimo, hanno la mia stima.

Diversamente non hanno affatto la mia stima.

In generale non ho simpatia per la figura del genitore medio. In particolare in questa epoca moderna, in cui l'edonismo prevale sulla responsabilità.

E, pertanto, non credo minimamente al concetto di "famiglia tradizionale" propagandato dai conservatori al caviale di casa nostra.

(Luca Bagatin)

Filosoficamente, la verità, non esiste.

Non è affatto rivoluzionaria, come diceva Gramsci, ma è un concetto relativo.

Per questo trovo totalmente arbitrario e potenzialmente pericolosa per la democrazia la cosiddetta lotta alle fake news.

(Luca Bagatin) 

Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale ha potenzialità enormi, ma, sono convinto che, come ogni innovazione tecnologica - in particolare in questo campo - porterà le persone a diventare più pigre, apatiche e dipendenti dalla tecnologia stessa.

Ovvero più stupide, cosa che sta avvenendo da tempo a livello globale.

Sviluppando al massimo la tecnologia, certo, potremmo tutti lavorare poco o nulla e si potrebbe anche pensare di ricevere uno stipendio pubblico. Questo sarebbe bellissimo ma... temo che tutto ciò potrerebbe a un impigrimento e a un imbarbarimento generale.

Forse, uscire dal sistema tecnologico-industriale quanto prima, sarebbe una strada razionale e preferibile.

(Luca Bagatin) 

domenica 24 marzo 2019

Più formazione, meno informazione. Più libertà di pensiero, meno manipolazione mediatica

"Le persone stanno vivendo l'impatto aggressivo, spesso apertamente distruttivo, dei mass media monopolizzati dal grande capitale. Sono attaccati dalla cultura di massa di base con il suo culto della violenza e della dissolutezza. Sotto l'apparenza di "libera circolazione di idee e informazioni", viene attuata una politica di imperialismo informatico e culturale.
La manipolazione delle menti e dei sentimenti delle persone, i loro interessi e bisogni, l'unificazione forzata del mondo spirituale al livello più basso e primitivo, trasformano l'umanità come comunità di individui in una massa sconsiderata e sottomessa"

(Gennady Zjuganov)

"La rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un «uomo che consuma», ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neolaico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane"

(Pier Paolo Pasolini)

giovedì 4 agosto 2016

Pubblicità commerciale e società mercificata: antitesi della Civiltà dell'Amore. Articolo di Luca Bagatin

Ci si indigna di rado e troppo poco. Ad ogni modo è bastata l'immagine choc di una donna a terra con i pantaloni abbassati, con le mani che premono l'asfalto e a gambe divaricate a pubblicizzare una marca di scarpe, per indignare il web ed il mondo dei cosiddetti social network.
Ben venga, ma come dicevamo, ci si indigna troppo poco per l'uso ed abuso della pubblicità commerciale che, lungi dall'essere una forma di arte creativa, è l'espressione massima della società commerciale e mercificata imposta dal mondo mediatico e mediocre che, non a caso, ha contribuito – assieme all'imbarbarimento dell'istituto scolastico, svenduto al privato ed alle mere logiche economicistiche sull'onda degli istituti scolastici d'Oltreoceano che tutto hanno prodotto salvo che cultura – ad appannare la vera ed autentica arte: da quella Sacra a quella profana, da Michelangelo a Gauguin passando per il nostro Leonardo Da Vinci. L'arte che decantava la Natura, l'Essere Umano, il Vero, il Buono e il Bello.
Un messaggio che veicola un prodotto non può, per la sua stessa funzione, essere considerato una forma d'arte. Peggio ancora se il messaggio commercial-pubblicitario rappresenta una donna o comunque una persona che sembra sia stata stuprata, come nel caso di cui sopra.
Che poi l'immagine sembra quasi suggerire che ad essere stuprate, peraltro, siano le menti di chi guarda e di chi acquista, attraverso il veicolo del messaggio commercial-pubblicitario che tende, appunto, a suggerire bisogni indotti di cui, altrimenti, non avremmo alcuna reale necessità.
E' il caravanserraglio dell'effimero, del “reality”, del “social”, ove ogni rapporto e ogni atto è relegato alla compravendita, ad una manifestazione ragionieristica di “dare-avere”, ad amicizie fasulle, a prodotti voluttuari di cui non sapremmo che farcene se dietro ad essi non fosse costruito un “mondo effimero”, appunto, creato da appositi operatori pubblicitari e del merchandising, novelli lobotomizzatori di una società capitalistica che non conosce il sentimento, l'amore, la stabilità e la profondità dei rapporti, ma rincorre il desiderio, il piacere (sino a raggiungere immagini che, pur di scioccare, raggiungono il dolore estremo), l'effimero, il fuggevole, l'instabile. E questo in ogni ambito: da quello lavorativo (la flessibilità del lavoro, imposta ormai tanto dai governi di destra che di sinistra) a quello sentimentale (con tanto di reality show, spesso importati d'Oltreoceano, che sdoganano l'infedeltà di coppia) sino all'omologazione del pensiero, alla mediaticizzazione di ogni atto della vita quotidiana (i famosi “cinque minuti di celebrità” tanto decantati da Andy Warhol, capostipite della società dello spettacolo in salsa pop), ai beni di consumo sempre meno durevoli in quanto costruiti in modo tale da non essere durevoli, al fine di alimentare sempre di più la spirale del consumo e del ciclo continuo inunamitario del “produci-consuma-crepa”.
E' poi naturale che, di fronte a tutto ciò, le differenze si annullino, che le identità scompaiano, che l'immigrato extracomunitario veda l'Occidente opulento come il Paese del Bengodi e rinunci ai suoi usi e costumi per snaturare sé stesso giungendo nei nostri “lidi” tutt'altro che felici, bensì fasulli, effimeri e fondati sullo sfruttamento delle menti, dei corpi, del desiderio, ovvero sui bisogni indotti che uccidono i sogni di vera emancipazione e di libertà, ovvero di autogoverno e di autogestione: la base della democrazia partecipata e partecipativa.
L'ideologia del desiderio e la società del piacere, dunque, in luogo della Civiltà dell'Amore, come ho spesso scritto. L'ideologia dell'ego e del dolore (con relativa tivù del dolore !) contro l'idea di una società di liberi ed eguali perché consapevoli delle proprie scelte, dei propri bisogni, delle proprie identità e culture.
Ciò che non è riuscito a fare il totalitarismo sovietico sembra esserci riuscito il totalitarismo del capitalismo assoluto e della società mercificata ed una rilettura in tal senso di “1984” di George Orwell sarebbe più che mai appropriata. Del resto il “Grande Fratello” è, forse non per caso, uno dei realty show fra i più noti e popolari al mondo (sic !).

Luca Bagatin

giovedì 3 ottobre 2013

La fine di un'epoca. Il trionfo del nullismo.


Un bellissimo disegno di Milo Manara:
Il Casanova di Fellini che, fra una miriade di prodotti consumistici e pubblicitari, cerca la donna di oggi, sprofondata fra i prodotti, resa oggetto dalla pubblicità e dalla massmediaticità senz'anima.
La fine di un'epoca gloriosa. L'inizio del nullismo.