lunedì 2 marzo 2026

Il 13 marzo, a Roma, presentazione del saggio "Mussolini. La leggenda e l'uomo", dell'antifascista e sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris. Interventi di Luca Bagatin, Igor Camilli, Mario Michele Pascale, Riccardo Sbordoni

 

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 17.00, presso la Sala Rossa del VII Municipio di Roma, in Piazza di Cinecittà 11, al IV piano, si terrà la presentazione del volume di Alceste De Ambris "Mussolini. La leggenda e l'uomo" (Mario Pascale Editore).

Al convegno di presentazione interverranno: Luca Bagatin, scrittore e editorialista; Igor Camilli, Segretario Nazionale di Patria Socialista; Mario Michele Pascale, editore e conduttore radio tv e Riccardo Sbordoni, Assessore alla Cultura del VII Municipio di Roma.

Esponente del mazzinianesimo novecentesco, del socialismo e del sindacalismo rivoluzionario, già deputato socialista, Alceste De Ambris (1874 - 1934), celebre per aver dato vita, assieme al Vate Gabriele d'Annunzio, alla libertaria Carta del Carnaro dello Stato libero di Fiume, fu deputato del Partito Socialista Italiano dal 1913 al 1919. 

Esponente del primo e del più puro antifascismo, De Ambris, nel 1930, darà alle stampe il pamphlet “Mussolini. La leggenda e l'uomo”, nel quale, attraverso una minuziosa descrizione, quasi in stile giornalistico, descrive i voltafaccia, i bluff, l'immenso opportunismo e l'immensa mediocrità di Benito Mussolini e della sua per nulla originale e assai confusa ideologia, che pretendeva di prendere a prestito idee socialiste, d'annunziane, mazziniane, pur svuotandole di significato e ponendo il tutto al servizio del grande capitale industriale e borghese.

domenica 1 marzo 2026

La Cina, scioccata, condanna gli attacchi contro l'Iran. Alla logica della giungla, occorre contrapporre quella del diritto internazionale. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Popolare Cinese, attraverso il suo Rappresentate Permanente presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha espresso il suo shock, il suo sdegno e la sua preoccupazione per gli attacchi dei regimi di USA e Israele contro l'Iran.

La Cina si è detta profondamente addolorata per l'elevato numero di vittime civili e ha condannato l'uso indiscriminato della forza, giudicandolo inaccettabile.

Rifacendosi ai principi della Carta delle Nazioni Unite, l'Ambasciatore Fu Cong ha sottolineato come la sovranità, sicurezza e integrità territoriale dell'Iran e di altri Paesi della regione debbano essere rispettati.

L'Ambasciatore cinese ha osservato come tale situazione debba essere quanto prima risolta attraverso il dialogo, il negoziato e ha richiesto la cessazione immediata delle azioni militari delle forze statunitensi e israeliane.

L'Ambasciatore Fu Cong, in particolare, ha sottolineato come tale aggressione militare sia avvenuta nel momento in cui erano in corso colloqui diplomatici fra USA e Iran e ciò la rende ulteriormente scioccante.
E la Repubblica Popolare Cinese, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, ha altresì condannato l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che tale azione rappresenta una ulteriore “grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran”.

Il Ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro l'Iran e si è detto molto preoccupato per il rischio di escalation in Medio Oriente e, assieme al suo omologo russo Lavrov, intende, in ambito ONU e nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, adoperarsi per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti e il ritorno ai negoziati diplomatici.

Personalmente, direi che viviamo in tempi strani e oscuri, in cui chi dice di difendere “libertà” e “democrazia” invade e attacca Paesi sovrani.

Si dirà che è sempre andata così, ma oggi accade in modo sempre più evidente e spudorato. E da parte di politicanti sempre più sbruffoni, ignoranti e sconsiderati, che non hanno nemmeno il consenso popolare, perché a votare, in Occidente, vanno ormai meno della metà degli elettori. I quali hanno compreso, da quel dì, che le regole sono truccate a monte e che persino le Costituzioni democratiche vengono sistematicamente violate da quei politicanti che pretenderebbero il voto popolare.

A rimetterci i popoli, gli inermi, chi dovrebbe decidere del suo presente e futuro, senza ingerenze esterne, come del resto vorrebbe il diritto internazionale stesso.
L'Iran potrà anche non piacere, ma ha sempre combattuto l'islamismo radicale, purtroppo spesso sostenuto da un Occidente ipocrita, anti-socialista e anti-BRICS. Che ha spesso fatto carta straccia del diritto internazionale, agitando a discrezione la leva dei cosiddetti “diritti umani”.

Chi non approfondisce tali aspetti continua a parlare per partito preso e a riempirsi la bocca di banalità e ipocrisia.
E intanto la politica estera italiana si espone alla sua ennesima figuraccia e dimostra, ulteriormente, di non contare nulla. Così come molto poco conta la politica estera della balbettante, ipocrita e asservita ai desiderata USA, UE.

Mi sovviene alla mente un passaggio del discorso che l'amico prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager pubblico e analista geopolitico, oltre che Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, tenne nel novembre 2023 presso la Facoltà delle Relazioni Internazionali dell'Università di Pechino – celebre per aver ospitato, nel 2006, il conferimento del Dottorato Onorario al prof. Henry Kissinger – e presso la quale il prof. Valori fu insignito del titolo di Professore Benemerito.

Egli disse: “Il più grande luogo comune sul Partito Comunista Cinese dei politici occidentali è che esso non sia democratico. Ovviamente per dir questo essi partono dal presupposto che la democrazia “vera” sia la propria. Quella che sgancia bombe sui popoli per imporla a ignoranti, arretrati e dittatori che, però, non siano loro amici. (…). A dire il vero le campagne diffamatorie contro la Repubblica Popolare della Cina sono dirette da Washington, e i Paesi della NATO e i loro governi, non possono far altro attraverso mass media, social network, stampa e televisioni che obbedire alla Casa Bianca. Il parere dei popoli di questi Stati ritengo sia molto differente”.

Il parere dei popoli, purtroppo, conta ormai sempre meno. Conta la logica della sopraffazione, della violenza, della manipolazione, dell'ignoranza, della barbarie e della giungla. Imposta da chi vorrebbe “esportare democrazia”.

Luca Bagatin

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sabato 28 febbraio 2026

Riflessioni contro la violenza e l'ipocrisia Occidentale. By Luca Bagatin

 

Non c'è peggior dittatura dell'ignoranza e della ristrettezza mentale. Ovvero della stupidità e dell'ipocrisia.

(Luca Bagatin)

Le "vittime", per l'Occidente liberal ipocritocratoco, sono sempre i bianchi, i ricchi, gli occidentalizzati. Tutti gli altri sono aggressori.

(Luca Bagatin) 

E alla fine Trump si rivelò un nuovo Biden, un nuovo Bush, un nuovo Obama, un nuovo Kennedy, un nuovo Reagan... L'ennesimo gangster con le mani sporche di sangue.

(Luca Bagatin)

Un giorno ero al telefono con un vecchio amico del Partito Repubblicano Italiano di quando, sedici anni fa, ero nel direttivo provinciale di quel partito. Lui mi dice che legge sempre i miei articoli e che secondo lui mi sono spostato all' "estrema sinistra". Gli faccio notare due cose. La prima che Mazzini e Garibaldi, padri nobili del PRI, sono sempre stati di estrema sinistra. E così il PRI, dal 1895 al 1957, specie nella sua corrente socialista mazziniana, alla quale mi sono sempre richiamato. La seconda che, se il mondo va all'estrema destra, per cercare equilibrio, occorre andare nella direzione opposta. In effetti non ha saputo che rispondermi.

(Luca Bagatin) 

Non è che io mi sia spostato all'estrema sinistra. È che il mondo Occidentale si è spostato all'estrema destra. E, personalmente, amo l'equilibrio.

(Luca Bagatin) 

Non ho mai creduto all'esistenza dei buoni e dei cattivi. Men che meno in politica. Credo nella logica e nell'approfondimento. Come scrivo spesso, sono socialista per logica e approfondimento, non per sciocca ideologia. L'ideologia è come la religione. Serve o ai pavidi per trovare conforto, o ai furbi per fottere il prossimo. E così non esiste una parte giusta e una sbagliata. Esiste una parte logica e una sciocca. E non sempre è dello stesso colore.

(Luca Bagatin) 

GLOSSARIO PER I TEMPI MODERNI

Europeista: suprematista bianco

Riformista: estremista di destra

Liberale: falsificatore della Storia

Fratello d'Italia: Incoerente

Piddino: falso oppositore

(Luca Bagatin) 

Il caso Epstein? Il marcio dell'Occidente ipocrita, violento, razzista, fascista, liberal merdo-cratico.

(Luca Bagatin) 

In Occidente, se potessero, darebbero ancora la caccia a Streghe e Maghi. In realtà lo fanno ancora, a vario titolo, ipocritamente e con la manipolazione della realtà a uso e consumo. Liberal capitalismo, religioni abramitiche, ipocrisia, ignoranza voluta o imposta, odio verso qualsiasi popolo considerato selvaggio, queste le parole d'ordine da queste parti. Camuffate ipocritamente da "democrazia".

(Luca Bagatin)

Non ho mai amato niente che fosse dogmatico. Il mio rifiuto per il cattolicesimo nasce quando avevo 10 anni. Poco dopo nasce la mia avversione per il fascismo e il comunismo totalitario. Negli ultimi quindici anni nasce la mia avversione per il liberal capitalismo. Negli anni ho sempre preferito tutto ciò che era in odore di "eresia", ovvero di scelta e libertà. Dal mazzinianesimo all'anarchismo, dal trotskismo al sindacalismo rivoluzionario, passando per il nazionalbloscvismo e il socialismo democratico. Il mio rifiuto più profondo è infatti e da sempre verso: chiese, Stati, padroni, ignoranza e ipocrisie varie.

(Luca Bagatin) 

Il melonismo ha inseguito il PD sulla politica estera. Tradendo Silvio Berlusconi. Il PD ha inseguito la destra sulla politica economica. Tradendo la classe operaia. A mio avviso, in questo Paese, esistono solo traditori. E, in entrambi i casi, si collocano dalla parte sbagliata di Storia, geografia e seria politica economica.

(Luca Bagatin) 

venerdì 27 febbraio 2026

Regno Unito. Ecco le basi per una alternativa socialista e ambientalista allo pseudo laburismo di Starmer e alle altre destre. Articolo di Luca Bagatin

 

Alle elezioni suppletive di Gorton e Denton, della circoscrizione di Greater Manchester, ha vinto la candidata dei Verdi del Regno Unito, Hannah Spencer, con il 40,7% dei voti, superando ampiamente il candidato del Reform UK, che ha ottenuto il 28,7% e il candidato dell'ormai sempre più destrorso e guerrafondaio Partito Laburista, che si è fermato al 25,4%.

La candidata verde strappa quindi il seggio storico ai laburisti, che dimezzano i loro consensi.

Il Partito Verde britannico, assieme al socialista Your Party di Jeremy Corbyn e al Partito dei Lavoratori della Gran Bretagna di George Galloway, si stanno da tempo proponendo quale alternativa di autentica sinistra a un Partito Laburista, quello di Starmer, ormai diventato un ammasso destrorso liberal capitalista guerrafondaio, completamente svuotato dei suoi valori originari.

Jeremy Corbyn e Galloway, già ex deputati laburisti, ingiustamente espulsi da un Partito Laburista già destrorso e guerrafondaio ai tempi di Blair, hanno espresso il loro plauso per la vittoria di Hannah Spencer e auspicano di lavorare assieme ai Verdi, per costruire un'alternativa democratica, ambientalista e autenticamente socialista per la Gran Bretagna.

Galloway, su Facebook, in particolare, ha scritto: La classe politica britannica di Epstein è stata annientata”. “Starmer deve andarsene” (…) Il partito laburista è finito. La sua corsa è finita. Il suo tradimento seriale della classe operaia è giunto al termine. La sua inguaribile devozione alla guerra e al genocidio dei popoli di tutto il mondo, la sua mania per il militarismo, il linguaggio dell'impero e del razzismo, il suo atteggiamento poco convincente sulla scena mondiale, lo hanno reso il terzo partito dello Stato”. (…) Mi congratulo con i Verdi per la loro vittoria e auguro ad Hannah ogni successo come parlamentare. Ora noi, come popolo, dobbiamo unirci per vittorie ancora più grandi”.

Hannah Spencer, idraulica di umili origini, classe 1991, ha dichiarato: “Abbiamo sconfitto il partito dei donatori miliardari”. Ed ha aggiunto: “Non sono cresciuta con il desiderio di fare il politico. Sono un idraulico. E due settimane fa, in mezzo a tutto questo, ho anche conseguito la qualifica di imbianchino. Perché anche nel caos, anche sotto pressione, riesco a portare a termine le cose. Non sono diverso da ogni singola persona qui in questa circoscrizione. Lavoro sodo. È quello che facciamo. Solo che le cose sono cambiate molto negli ultimi decenni. Perché lavorare sodo un tempo ti faceva ottenere qualcosa. Ti faceva ottenere una casa. Una bella vita. Vacanze. Ti portava da qualche parte”.

Il Partito Verde, guidato a livello nazionale da Zack Polansky, conquista dunque nuovi consensi e un deputato in più.

La sua piattaforma, seria, pragmatica, senza equivoci, fondata su difesa dell'ambiente; tasse sulle ricchezze; equa distribuzione delle risorse; critica nei confronti dei crimini di Netanyahu contro il popolo palestinese; richiesta di uscita dalla NATO della Gran Bretagna e priorità alla diplomazia per la risoluzione delle controversie internazionali, paga.

Un partito Verde, quello guidato da Polansky, molto simile a quello statunitense guidato da Jill Stein, chiaro e non equivoco e liberal capitalista come quelli di casa nostra e di altri Paesi europei, ormai svuotati di ogni ideale originario.

Così come sono socialisti chiari e senza equivoci i partiti di Corbyn e Galloway.

L'alternativa socialista e ambientalista, in Gran Bretagna, sembra essere pronta.

Contro le quattro destre, più o meno estreme, rappresentate dagli pseudo laburisti, dal Reform Party, dai Conservatori e dai Liberali.

Luca Bagatin

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giovedì 26 febbraio 2026

Al caos che genera sofferenza si può porre ordine attraverso il dialogo e la cooperazione fruttuosa. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 24 febbraio scorso, l'Ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, ha avuto un fruttuoso incontro con la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (WFP), Cindy McCain, presso la sede dell'organizzazione, a Roma.

Il diplomatico cubano ha espresso la gratitudine di Cuba al WFP, organizzazione delle Nazioni Unite, che ha fornito assistenza alla comunità cubana colpita dall'uragano Melissa e ha richiesto sostegno dell'organizzazione per la crisi alimentare che sta colpendo Cuba, causata dell'embargo economico, commerciale e finanziario, imposto dagli USA e inasprito dall'attuale regime di Trump.

Blocco che rende più difficile e costoso il trasporto di cibo e limita l'accesso ai mercati, ai finanziamenti e alle tecnologie necessarie per la produzione agro-alimentare.

La direttrice McCain, da parte sua, ha ribadito il supporto del WFP per quanto concerne il sostegno alle politiche di protezione sociale e sviluppo dell'Isola caraibica, dando priorità al settore agricolo, garantendo un approvvigionamento stabile di cibo per la popolazione cubana.

L'Ambasciatore Cepero, portando i saluti del Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha avuto anche un incontro con il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Matterella.

I due dignitari hanno ribadito l'impegno ad approfondire i rapporti di cooperazione, rispetto e amicizia che uniscono Cuba e Italia.

Durante l'incontro, l'Ambasciatore ha relazionato sulla situazione economico-politica dell'Isola, aggravata dalle continue minacce di Trump.

Le due parti hanno anche ricordato il lavoro svolto dalle brigate mediche cubane, in Italia, durante la pandemia da Covid 19.

Il 25 febbraio si è tenuto un altro importante incontro, quello fra il Presidente cinese Xi Jinping e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Pechino.

Incontro importante, considerando che, come ha osservato il Presidente Xi, entrambi i Paesi hanno economie con un impatto significativo sia sull'Europa che sul resto del mondo.

In tal senso, il Presidente Xi ha invitato il suo omologo tedesco a rafforzare la comunicazione strategica e la rispettiva fiducia, volta al proseguimento di un partenariato strategico, reciprocamente vantaggioso, fra i due Paesi.

Il Presidente cinese ha spiegato al Cancelliere tedesco che la Cina intende perseguire uno sviluppo pacifico, volto a realizzare la piena modernizzazione cinese, condividendo le opportunità di sviluppo con il resto del mondo.

In tal senso, ha esortato il suo omologo ad adottare politiche positive e pragmatiche nei confronti della Cina, volte alla cooperazione – in ambito tecnologico, digitale, culturale e umano - e allo sviluppo stabile e sostenibile delle relazioni fra i due Paesi.

Il Presidente Xi ha invitato, altresì, il Cancelliere Merz a sostenere il ruolo centrale delle Nazioni Unite, rivitalizzando il loro ruolo di guida, difendendo il multilateralismo, il diritto internazionale e il libero scambio.

I due leader hanno discusso anche sulla crisi ucraina e il Presidente Xi ha ribadito la posizione cinese, volta a trovare soluzioni attraverso il dialogo e la negoziazione.

In tal senso, ha sottolineato la necessità di promuovere la partecipazione paritaria di tutte le parti, volta a porre solide basi per la pace e una duratura sicurezza comune.

Il dialogo, la cooperazione, il confronto pragmatico anche fra realtà differenti, del resto, è il sale per rimettere ordine laddove si è insinuato il caos.

Un caos che genera e sta generando sofferenza a milioni di persone ed al quale occorre porre urgentemente, con lungimiranza e pragmatismo, un freno.

Luca Bagatin

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martedì 24 febbraio 2026

Il Premier socialista slovacco Robert Fico pretende rispetto per il Paese e non accetta ricatti. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Premier socialista democratico slovacco, Robert Fico, ancora una volta, mette in atto il suo pragmatismo, oltre e contro le follie della dirigenza UE.

Negli scorsi giorni ha infatti dichiarato: “Se lunedì non verranno ripristinate le forniture di petrolio alla Slovacchia, chiederò alla SEPS, la società per azioni statale, di interrompere le forniture di energia elettrica di emergenza all'Ucraina. Solo nel gennaio 2026, queste forniture di emergenza sono state necessarie per stabilizzare la rete energetica ucraina in misura doppia rispetto all'intero anno 2025”.

Il governo slovacco, intende dunque rispondere con forza al blocco delle forniture di petrolio russo al Paese, da parte di Kiev.

Il Presidente slovacco, che ha riaffermato il sostegno umanitario al popolo ucraino, che si sostanzia in aiuti ai rifugiati e nell'invio di aiuti umanitari e infrastrutturali (non militari, come fanno molti governi irresponsabili dell'UE), pretende, ad ogni modo, che la Slovacchia venga rispettata.

La Slovacchia è un Paese sovrano e non può essere ricattata”, ha affermato il Premier Fico.

Se la parte ucraina continuerà a danneggiare gli interessi della Slovacchia nella fornitura di materie prime strategiche, il governo slovacco riconsidererà anche la sua precedente posizione costruttiva sull'adesione dell'Ucraina all'UE”, ha sottolineato, dichiarando anche che “Da oggi, se la parte ucraina si rivolgerà alla Slovacchia con una richiesta di assistenza per la stabilizzazione della rete energetica ucraina, non riceverà tale assistenza”.

Dello stesso avviso anche il governo ungherese che, già la scorsa settimana, ha sospeso le forniture di gasolio all'Ucraina.

E il governo ungherese, sostenuto anche da quello slovacco, ha annunciato di voler porre il veto al prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina e alle nuove sanzioni contro la Russia.

Il Premier socialista Fico, a proposito del sostegno militare a Kiev, ha sempre sostenuto che esso sia una forma di suicidio economico e di mossa irresponsabile.

Anche nel nostro Paese c'era chi, oltre dieci anni fa, aveva visto giusto sulla questione. Quel Silvio Berlusconi vilipeso dalla pseudo sinistra e ampiamente tradito dal centro e dalla destra. Che a lui devono tutto.

Le ideologie e i fondamentalismi degli pseudo europeisti e degli pseudo riformisti stanno a zero. I fatti parlano e parleranno ancora.

Luca Bagatin

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lunedì 23 febbraio 2026

Nono Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea. Rieletto a Segretario Generale il Presidente Kim Jong-Un. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 19 febbraio scorso, a Pyongyang, capitale della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), si è aperto il nono Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea (PLC), che, il 23 febbraio, ha rieletto a Segretario Generale il Presidente Kim Jong-Un.

I 5.000 delegati presenti hanno eletto anche, al Comitato Centrale del PLC, 138 candidati, oltre a 111 membri supplenti.

Nel suo discorso di apertura, il Presidente Kim Jong-Un, ha affermato, fra le altre cose, che “Gli ultimi cinque anni, trascorsi dall'Ottavo Congresso del PLC, sono stati un periodo di orgoglio in cui l'intero Partito e tutto il popolo hanno compiuto una svolta epocale nell'attuazione della causa socialista secondo il nostro stile, basandosi sulla forza di una solida unità.

La nostra costruzione socialista, durata molti anni, non è stata una passeggiata, ma mai c'è stato un periodo come questo, in cui abbiamo ottenuto così grandi successi nonostante la gravità delle prove e delle difficoltà”.

In particolare, egli ha sottolineato che “Le forze ostili sono diventate più sconsiderate nei loro piani di duro blocco e sanzioni contro di noi, e ci siamo trovati ad affrontare anche successive calamità naturali e la crisi sanitaria pubblica globale. Ciò ha gravemente ostacolato lo sviluppo di tutti i nostri settori e ha anche seriamente minacciato la sicurezza del nostro Stato e l'incolumità del nostro popolo”.

Egli ha altresì ricordato che “Nonostante le circostanze difficili, il Partito, il popolo e l'esercito hanno rafforzato la loro determinazione e hanno compiuto sforzi proattivi a tal fine; attuando con successo le decisioni del Partito in tutti gli ambiti, come la politica, l'economia, la difesa nazionale, la cultura e la diplomazia, hanno ottenuto successi notevoli, globali e radicali e, nel corso di ciò, hanno aumentato sostanzialmente le forze interne del nostro Paese”.

Particolare attenzione è stata posta al settore economico che “rappresenta il principale fronte della costruzione socialista” e che “ha compiuto progressi dinamici nel rafforzamento e nel riadattamento delle infrastrutture tecniche e delle funzioni delle industrie chiave”.

Il Presidente Kim Jong-Un ha sottolineato come lo standard di vita della popolazione, nonostante le difficoltà, sia accresciuto e migliorato.

Egli ha spiegato come tale Congresso sia funzionale all'analisi del lavoro svolto negli ultimi anni e atto a stabilire le linee guida per le politiche da sviluppare nel futuro, in particolare nel rivoluzionare il settore rurale.

Congratulazioni per i lavori congressuali sono giunti anche dal Partito Comunista Cinese, che, in un comunicato, ha sottolineato che “Il PCC spera che il popolo della RPDC consegua costantemente nuovi e maggiori successi nella costruzione del socialismo sotto la ferma guida del Comitato centrale del PLC guidato dal Segretario generale Kim Jong Un”.

Oltre a far presente che “Il PCC ha sempre attribuito grande importanza allo sviluppo di relazioni amichevoli e di cooperazione con il PLC ed è pronto a guidare congiuntamente lo sviluppo sano e stabile delle relazioni tra Cina e RPDC, a promuovere lo sviluppo stabile e a lungo termine della causa socialista dei due Paesi e a promuovere la pace, la stabilità, lo sviluppo e la prosperità regionali, intensificando la comunicazione e le visite e rafforzando ulteriormente lo scambio di esperienze nella gestione del Partito e dello Stato con il PLC”.

E, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario del PCC, Xi Jinping, il 23 febbraio, ha altresì inviato un messaggio al Presidente Kim Jong-Un, al fine di congratularsi per la sua elezione a Segretario Generale del PLC.

Auspico che sotto la forte guida del Comitato Centrale, incentrato sul Compagno Segretario Generale, il Partito e il popolo nordcoreano, cogliendo l'opportunità di questo Congresso, continuino ad aprire nuovi orizzonti nella causa socialista della Corea del Nord”, ha sottolineato il Presidente Xi.

Il 15 febbraio scorso, peraltro, in occasione dell'84esimo anniversario della nascita del Presidente Kim Jong-Il, sono state deposte ghirlande di fiori, ai piedi delle statue dei Presidenti Kim Il-Sung e Kim Jong-Il, fra le quali quelle a nome del prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager italiano e analista geopolitico, Presidente dell'International World Group, il quale è grande amico della Repubblica Popolare Democratica di Corea e fu grande amico dei leader socialisti nordcoreani.

Luca Bagatin

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