Il 15 giugno il Presidente della Repubblica Popolare Cinese (RPC) e Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, ha compiuto 73 anni.
Iscritto al PCC dal 1974, assunse presto l'incarico di Segretario della cellula del Partito della brigata di produzione del piccolo villaggio di Liangjiahe, nella provincia dello Shaanxi.
Si distinse, già all'epoca, per aver contribuito a migliorare le condizioni agricole di quelle zone.
Anche negli Anni '80, da Vicesegretario e successivamente da Segretario del Comitato del PCC nella contea di Zhengding, nella provincia dello Hebei, condivise con la popolazione di quelle aree il lavoro e le difficoltà quotidiane.
Riformatore e pragmatico, come i suoi predecessori, da Deng Xiaoping a Hu Jintao, Xi Jinping fu eletto a Segretario Generale del PCC nel 2012 e assunse la carica di Presidente della RPC nel 2013.
Egli rimarrà fedele al suo motto, proferito nel luglio 2016 ai quadri del Partito: “conservare per sempre un cuore sincero nei confronti del popolo”.
Impegnato fin da subito nella lotta contro la corruzione all'interno del PCC, rafforzerà le riforme e conquiste ottenute grazie ai suoi predecessori e introdurrà il concetto di “Sogno cinese di ringiovanimento nazionale”.
Un sogno da ottenere grazie alle riforme e all'apertura, in continuità con il marxismo-leninismo e il socialismo con caratteristiche cinesi, ma rompendo con il dogmatismo. Lavorando per la riduzione della povertà, al fine di costruire “una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti”
Grazie a Xi Jinping vengono così eliminati i monopoli e rivitalizzata la creatività nel settore privato, imprimendo un forte dinamismo allo sviluppo economico del Paese.
E' cosi che la Cina diviene leader mondiale nell'ambito del commercio estero, nel settore degli investimenti e delle riserve valutarie, oltre che nel settore tecnologico.
Viene inoltre ulteriormente implementato lo Stato di diritto e la democrazia, migliorando il sistema delle assemblee popolari e si investe nella salvaguardia dell'ambiente.
Durante il mandato di Xi Jinping, l'ideologia marxista nell'ambito del socialismo con caratteristiche cinesi viene rafforzata e vengono introdotti nuovi valori, che i membri del PCC devono seguire, ovvero la promozione di prosperità, democrazia, civiltà, armonia, patriottismo, libertà, uguaglianza, giustizia, Stato di diritto, integrità e amicizia.
Valori che vengono introdotti anche nell'ambito dell'educazione nazionale.
Egli promuove, a livello mondiale, la proposta di “costruzione di una comunità umana dal futuro condiviso”, al fine di realizzare benefici reciproci da condividere con tutti i Paesi del mondo e i relativi popoli. E tale è la linea guida seguita attualmente dalla Repubblica Popolare Cinese in politica estera ed economica, che si sostanzia in partenariati globali e collaborazioni economiche di mutuo vantaggio, con tutti i Paesi del mondo.
Molto apprezzato dal suo popolo, il Presidente Xi ha sempre posto al centro della sua azione politica la comunità, sia cinese sia globale, dimostrando profonda lungimiranza, specie in un mondo percorso da turbolenze e da politiche spesso sconsiderate e ideologiche.
Egli, anche in occasione dell'avvio del XV Piano Quinquennale, nel 2026, ha sottolineato ai quadri di Partito di operare al fine di “conseguire risultati per il popolo e attraverso il lavoro concreto”, spiegando altresì come il Partito Comunista Cinese – che ha superato i 100 milioni di iscritti - rappresenti sempre “gli interessi fondamentali della stragrande maggioranza del popolo, condividendo con esso le gioie e i dolori, la vita e il destino”.
Difficile dire se questo sarà il secolo cinese, ma sicuramente il socialismo con caratteristiche cinesi ha dimostrato, anche grazie alla sapiente leadership del Presidente Xi Jinping, di essere una valida alternativa a quel liberal capitalismo che tutto mette in vendita e che non è in grado di coltivare quei valori umani e spirituali di cui abbiamo assoluta necessità.
Luca Bagatin






