lunedì 17 agosto 2026

I 100 anni di Jiang Zemin: Xi Jinping ne rilancia l'eredità riformista. Articolo di Luca Bagatin

 

Lunedì 17 agosto, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, ha reso omaggio all'ex Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Repubblica Popolare Cinese Jiang Zemin, che avrebbe compiuto 100 anni.

Presso la Grande Sala del Popolo, a Pechino, il Presidente Xi ha affermato “Rendiamo grande omaggio ai suoi straordinari successi e impariamo dal suo nobile comportamento”.

Egli ha elogiato la dedizione di Jiang Zemin agli ideali comunisti e ha sottolineato come il suo punto di vista contribuì a forgiare il cammino di riforme e apertura e a sviluppare l'economia cinese.

Xi ha altresì sottolineato come l'opera di Jiang Zemin sia stata volta ad elevare il tenore di vita dei cittadini cinesi e ha elogiato i suoi sforzi nel promuovere innovazioni in ambito istituzionale, teorico, scientifico, culturale e tecnologico.

Egli ha altresì spiegato che la sua guida ha permesso l'entrata della Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001 (grazie anche al ruolo decisivo del premier Zhu Rongji) e contribuito a promuovere lo sviluppo di un mondo multipolare e una globalizzazione economica inclusiva.

Jiang Zemin, morto a Shanghai il 30 novembre 2022, a 96 anni, fu Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC) dal 1989 al 2002 e Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003.

Erede politico della stagione di riforme inaugurata da Deng Xiaoping, Jiang Zemin fu il principale esponente della terza generazione della leadership cinese.

Nato nel 1926 a Yangzhou, nel 2000 elaborò la teoria delle “Tre Rappresentatività”, che delineò il nuovo ruolo del PCC, rendendolo, sostanzialmente, un partito interclassista e aperto a tutte le categorie della società, comprese le forze produttive, culturali e artistiche.

Nel corso degli Anni '90 introdusse riforme fiscali, che stabilirono una distinzione fra imposte locali e nazionali, oltre che rafforzò la legislazione in ambito societario, rafforzando lo spirito imprenditoriale delle imprese, adeguandolo al management moderno.

Durante i suoi mandati venne ulteriormente rafforzato il ruolo dell'economia privata all'interno della “economia socialista di mercato”, mentre la tutela costituzionale della proprietà privata sarebbe stata ulteriormente rafforzata nel 2004. Tutto ciò, frenando le spinte all'individualismo selvaggio e correggendo gli aspetti più deleteri dell'economia capitalista occidentale, in primis la disoccupazione.

Nel 1998 lanciò la campagna delle “Tre Attenzioni”, ovvero: “prestare attenzione allo studio”; “prestare attenzione alla politica”; “prestare attenzione alla rettitudine”, campagna che avrebbe dovuto ulteriormente modernizzare il “socialismo con caratteristiche cinesi” lanciato da Deng Xiaoping nel corso degli Anni '80, oltre che frenare le spinte all'immoralità e alla corruzione, generate dall'individualismo, causato dall'eccessivo benessere economico che stava pervadendo la Cina di quegli anni.

La lotta alla corruzione fu, infatti, uno degli aspetti fondanti della politica portata avanti dall'amministrazione guidata da Jiang Zemin.

In politica estera, Jiang Zemin lanciò la prospettiva di un mondo multipolare che, nel rispetto delle reciproche differenze, cooperasse al fine di mantenere equilibrio all'interno della comunità internazionale. Un sistema atto, in sostanza, a mantenere pace e prosperità nel mondo. Tale posizione è peraltro ancora oggi alla base della politica estera della Cina guidata da Xi Jinping.

Nell'ambito della commemorazione, il Presidente Xi Jinping ha affermato: “Nel nuovo cammino, dobbiamo essere pronti a resistere a forti venti, acque agitate e persino a tempeste pericolose, salvaguardare con fermezza la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo e continuare a scrivere un nuovo capitolo nei miracoli della rapida crescita economica e della stabilità sociale a lungo termine”.

Luca Bagatin

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Un ricordo di Zemfira Sulejmanova, attivista de "L'Altra Russia di Eduard Limonov". Articolo di Luca Bagatin

 

Il 15 agosto è ricorso il quarto anniversario della tragica morte di Zemfira Sulejmanova, militante del partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, fondato dallo scrittore dissidente russo Eduard Limonov (1943 - 2020), dalle ceneri del Partito NazionalBolscevico, unico partito politico ad essere stato ingiustamente messo fuorilegge in Russia, nel 2007, con l'infondata accusa di “teppismo”. Accusa e messa al bando sconfessata dalla sentenza del 2021 della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, che ha considerato la messa al bando del partito di Limonov una violazione dei diritti umani.

Nata nel 1997, Zemfira Sulejmanova, era un'attivista di Nižnij Novgorod, oltre che aspirante giornalista.

Stava portando aiuti umanitari e seguendo, da reporter, il conflitto russo-ucraino, per il canale WarGonzo, fondato da alcuni militanti del partito di Eduard Limonov e chiaramente ispirato al “giornalismo Gonzo”, ideato dal giornalista e scrittore statunitense Hunter S. Thompson (1937 - 2005).

Il minibus sul quale Zemfira viaggiava, è esploso sopra a una mina anticarro ucraina, sganciata da un drone, nei pressi di Donetsk, il 15 agosto 2022.

Non c'è stato più nulla da fare per la ragazza, che, senza un braccio e le gambe, è sopravvissuta solo altre cinque ore.

Zemfira Sulejmanova, come la gran parte degli attivisti del partito di Limonov, non solo era giovane e affascinante, ma era anche un'artista.

E' sempre stata molto attiva nelle campagne anti-governative e, con vari video ironici e artisticamente accattivanti, sui social network (in particolare TikTok) – molto visualizzati - aveva denunciato il regime di Putin e la mancanza di elezioni effettivamente libere (A “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, partito di sinistra patriottica, ad esempio, è sempre stato vietato di presentare liste elettorali ed ancora oggi i suoi attivisti vengono arrestati).

Allo stesso tempo, come Limonov denunciò a partire dal 1992, puntava il dito contro il nazionalismo ucraino e quello di tutte le repubbliche post-sovietiche, animato dall'odio nei confronti dei russi.

Limonov, che peraltro visse in gioventù nelle zone dell'attuale conflitto, come scrisse nel saggio “Anatomia dell’Eroe”, pubblicato nel 1997, temeva (e fu profetico) che in Ucraina sarebbe accaduta una situazione simile al conflitto nell’ex Jugoslavia, ove i nazionalismi di estrema destra sarebbero scoppiati e i russi, in quei territori, sarebbero stati repressi.

Limonov, nel voler proteggere i russi nelle Repubbliche post-sovietiche (non solo in Ucraina, ma anche in Kazakistan, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia ecc…), auspicava anche delle rivoluzioni popolari di matrice socialista, che avrebbero dovuto rovesciare il regime liberal-capitalista di Vladimir Putin, a Mosca.

E avrebbe voluto ricostituire l'URSS, attraverso il socialismo popolare, non burocratico, dal basso, come nelle idee dei primissimi Soviet leninisti.

In famiglia, Zemafira, che è sempre stata una ragazza estremamente coraggiosa, era chiamata “Xena”, in onore della regina guerriera della celebre, omonima, serie televisiva.

Le ultime immagini, prima della scomparsa, la ritraggono con un cane randagio che aveva incontrato nel corso del suo breve reportage e che stava salvando dalla guerra.

Aveva 25 anni. E li avrà per sempre.

Luca Bagatin

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venerdì 14 agosto 2026

Morto Zhu Rongji, Premier protagonista della modernizzazione economica cinese. Articolo di Luca Bagatin

 

L'ex Premier cinese Zhu Rongji è deceduto, all'età di 97 anni, il 12 agosto scorso.

Zhu Rongji ricoprì la carica di Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese quando il Presidente in carica era Jiang Zemin; fu membro del Comitato permanente dell'Ufficio politico del XIV e XV Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC); Sindaco di Shanghai dal 1988 al 1991; Vice Primo Ministro dal 1991 al 1998 e ricoprì il ruolo di Governatore della Banca Popolare Cinese dal 1993 al 1995.

Importante modernizzatore in ambito economico, Zhu Rongji nacque a Changsha, nella provincia di Hunan il 23 ottobre 1928, si laureò in ingegneria elettrica ed entrò a far parte del PCC nel 1949.

Fu fervente sostenitore di una politica volta all'espansione della domanda interna e sostenne una crescita economica stabile e rapida e, oltre alla necessità di introdurre riforme economiche, si preoccupò sempre degli interessi a lungo termine della classe operaia e della popolazione cinese.

Fu promotore di istituti di sicurezza sociale di base per i lavoratori licenziati dalle imprese pubbliche; introdusse un sistema di assicurazione contro la disoccupazione e un sistema di garanzia del reddito minimo per i residenti nelle città.

Sostenitore dell'economia socialista di mercato e dei principi di riforma e apertura, delineati da Deng Xiaoping, si adoperò per accelerare le riforme fiscali e tributarie, oltre a contribuire a migliorare il sistema di regolamentazione finanziaria del Paese.

Fra i principali artefici dell'ingresso della Cina all'Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2001, egli viene oggi ricordato nella Repubblica Popolare Cinese come un servitore del popolo, il quale sottolineava sempre che ogni funzionario governativo avrebbe dovuto ricordare di servire prima di tutto il popolo e dire sempre la verità, senza paura di offendere e senza ricercare privilegi.

Luca Bagatin

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mercoledì 12 agosto 2026

Fidel Castro, cento anni dopo: una Rivoluzione oltre il capitalismo. Articolo di Luca Bagatin


Il 13 agosto di quest'anno, il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, avrebbe compiuto 100 anni.

Fidel Castro a differenza di Che Guevara, che fu un marxista della prima ora, non nacque comunista, ma seguace degli ideali di emancipazione sociale e civile di José Martì (1853 – 1895).

La stessa “Revolucion cubana” del 1959 non nacque come rivoluzione socialista, bensì fu una rivoluzione di popolo e per il popolo. Una rivoluzione antimperialista, democratica e anti-oligarchica.

Il socialismo arrivò dopo, ma spesso in forme libertarie, autogestionarie, piuttosto che comuniste/collettiviste tout-court.

La Rivoluzione cubana non rimase confinata all'Isola, ma diede sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e nazionale in giro per il mondo: dall'Angola sino al Sudafrica che subì – sino al benefico ed auspicato trionfo di Nelson Mandela – il regime dell'apartheid.

Sì, è vero, Cuba si alleò ai sovietici. Avrebbe potuto rimanere un Paese non allineato ed invece si allineò all'URSS.

Ma che avrebbero mai potuto fare Fidel ed il Che con un embargo economico e con un rischio d'invasione da parte degli yankee, che avrebbero riportato oligarchie e sfruttamento? Perché mai rinunciare alla sovranità nazionale e rischiare, oltretutto, di morire completamente di fame?

Ricordo che la stessa Repubblica libertaria di Fiume di Gabriele d'Annunzio e Alceste De Ambris, ovvero la Reggenza del Carnaro, si fece riconoscere dai sovietici. Del resto, dall'altra parte, quella della sedicente “democrazia” statunitense, la situazione era davvero così rosea, come ci hanno fatto credere decenni di pubblicità commerciale edonista e rimbambimento politico?

Gente che bombarda altra gente inerme e che impone il proprio sistema economico “libero”, può dirsi una democrazia? Un governo che fa pagare le cure mediche a chi non ha danaro è una democrazia? Un sistema politico che prevede la concorrenza fra candidati finanziati dalle lobby e dalle oligarchie economiche, che spendono milioni di dollari a caccia di voti, anziché spenderli in progetti sociali, sanitari, culturali ecc... è una democrazia?

Come scrivo spesso, non occorre essere comunisti per rendersi conto che il sistema statunitense o liberal capitalista non è un sistema democratico e civile.

A Cuba la sanità è universale e gratuita e con una forte tradizione nella medicina preventiva e nella formazione medica. Il personale medico cubano opera in tutto il mondo, senza egoismi. Ma questo quasi nessun giornale “libero” lo scrive.

A Cuba peraltro i massoni – che, diversamente, nella "democratica" Italia degli Anni '80 e '90 sono stati perseguitati – sono liberi di riunirsi nelle loro Logge. Che sono peraltro molto numerose sull'isola caraibica, anche perché la gran parte dei rivoluzionari appartenevano alla Massoneria.

A Cuba l'istruzione è libera e gratuita e l'analfabetismo è debellato e ciò nonostante decenni di criminale embargo statunitense.

Oltretutto i diritti umani e civili sono garantiti e rispettati... nonostante ciò che ci raccontano dalle nostre parti certi soloni tanto liberali quanto anti-democratici e disinformatori.

I diritti delle donne sono esattamente gli stessi rispetto a quelli degli uomini e l'Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento cubano, è composto da oltre il 55% di donne. Eh sì, perché anche Cuba ha un Parlamento regolarmente eletto a suffragio universale e il Presidente non ha affatto un potere illimitato.

E si pensi che nel 2022, un referendum popolare ha legalizzato i matrimoni omosessuali, con tanto di possibilità di adozione anche alle coppie omosessuali.

C'è un partito unico, il Partito Comunista Cubano (www.pcc.cu), che purtuttavia non si presenta alle elezioni, ma è un simbolo: il simbolo della Rivoluzione. Del resto vi è da dire che, visto il pluripartitismo elettoralistico dei Paesi cosiddetti “liberal-democratici”, possiamo davvero dire che ciò sia una pecca?

Fra l'altro a Cuba ogni candidato all'Assemblea Nazionale è uguale all'altro, visto che non esiste – come nei nostri Paesi “liberal-democratici” - alcun tipo di propaganda elettorale ove vengono spesi milioni di euro per ottenere voti... spesso frutto di “amicizie” interessate e clientele (sic!).

Il regime di Trump ha purtroppo inasprito ulteriormente l'embargo contro l'Isola socialista, ma questo non ha affatto indebolito la Rivoluzione. Anzi, ciò non fa che insegnarci quanto essa debba rimanere un faro per tutti gli spiriti autenticamente liberi, libertari e democratici, contro l'ipocrisia dei falsi popoli “liberi”, quelli bianchi e “occidentali”, in realtà schiavi della finanza; delle oligarchie economiche; dei partiti elettoralistici di facciata; della menzogna dei loro sistemi mediatici, manipolatori e disinformativi e preda di una violenza di strada e domestica che va di pari passo con il crollo dei loro stessi valori. Con la loro decadenza.

L'ideale socialista autogestionario, libertario e patriottico non è morto con la scomparsa di Fidel e degli altri Eroi della Rivoluzione. Rimane nel cuore di coloro i quali sono pronti a coglierlo e ad ascoltarlo.

Viva Fidel! Viva la Patria! Viva il Socialismo! Viva la Victoria!

Luca Bagatin

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lunedì 10 agosto 2026

A L’Avana il XXIV Incontro dei Partiti Comunisti: Díaz-Canel rilancia la difesa di Cuba e l’eredità di Fidel. Articolo di Luca Bagatin

 

Dal 7 al 9 agosto si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi de L'Avana, il XXIV Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (Solidnet).

Fondato ad Atene nel 1998, tale assise riunisce 118 partiti comunisti operai e, l'incontro dei giorni scorsi è stato presieduto dal Presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel, alla presenza di oltre un centinaio di rappresentanti di 48 organizzazioni politiche provenienti da oltre 60 Paesi del mondo.

L'evento si è peraltro svolto nell'ambito del Centenario della nascita del leader cubano Fidel Castro e ha avuto come scopo non solo quello di difendere l'eredità della Rivoluzione cubana, ma anche di consolidare le azioni politiche volte alla lotta contro l'imperialismo e al rafforzamento della pace globale.

Il Presidente e Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, Miguel Diaz-Canel, nel suo discorso, ha sottolineato che attualmente “il mondo sta attraversando uno dei periodi più incerti e pericolosi della sua storia”. Ed ha aggiunto: “Stiamo vivendo un periodo di estrema intensificazione delle contraddizioni del capitalismo: eccessiva concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, disuguaglianze nella sua distribuzione, distruzione ambientale e guerre per i mercati, le risorse e le aree di influenza”.

Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato che “Nazionalismo, egemonia, supremazia e discriminazione razziale; xenofobia, deportazione e sterminio di popolazioni; guerre di conquista di territori e risorse naturali; punizioni che si abbattono su milioni di esseri umani e la messa al bando di ideologie e libertà civili: questi sono tratti inequivocabili dell'attuale fascismo e del suo predecessore hitleriano. Non contenti del genocidio a Gaza e della sua vergognosa diffusione pubblica, stanno cercando di ripeterlo a Cuba, attraverso una politica aggressiva e criminale, che viene dichiarata e negata, confutata e intensificata senza veli”.

In tal senso ha puntato il dito contro il regime di Trump, che ha inasprito ulteriormente l'embargo contro Cuba, “che priva i bambini cubani della vita alla nascita, riduce l'aspettativa di vita dei malati di cancro e nega al nostro popolo l'accesso a medicine, cibo, elettricità, acqua, trasporti e molte altre risorse per una vita dignitosa”.

Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato come l'inasprimento di tale embargo, in particolare nel settore energetico, stia causando problemi seri anche nel settore sanitario, considerato peraltro all'avanguardia in tutto il mondo, perché manca l'energia per alimentare le sale operatorie e garantire tutti quei servizi sanitari necessari per curare i malati oncologici, per le donne in gravidanza e per tutti coloro i quali necessitano di interventi chirurgici.

Pur essendo in grado di produrre tutti i medicinali di cui abbiamo bisogno, è disponibile solo il 30% dell'elenco di base. Il tasso di disponibilità tecnica delle ambulanze è solo del 22%. Il sistema di trasporto sanitario è sovraccarico. Si riscontra l'impossibilità di acquistare fonti di cobalto-60 per le terapie contro il cancro, e si verificano ritardi nel rilascio delle licenze per lo sbarco di materiale medico nei porti, anche a causa del rifiuto delle compagnie di navigazione internazionali, che hanno subito pressioni dall'imperialismo statunitense affinché non trasportino a Cuba i beni di cui abbiamo bisogno. E come se non bastasse, avevamo sempre mantenuto i tassi di mortalità infantile tra 4 e 5, che sono tassi da Paese sviluppato, tuttavia, negli ultimi anni il tasso è raddoppiato e attualmente supera i 9,8”, ha sottolineato il Presidente Diaz-Canel.

Egli ha parlato di vero e proprio “genocidio” contro il popolo cubano. Un “genocidio meticolosamente pianificato”.

Riferendosi al regime statunitense, il Presidente ha affermato che “I loro piani concepiscono il popolo cubano unicamente come uno strumento, una società morente, da usare contro il governo per raggiungere i loro sinistri obiettivi di rovesciare la Rivoluzione. Questa non è una nostra interpretazione; è stata scritta e concepita in questo modo dal Dipartimento di Stato per oltre sessant'anni. Tutto ciò che ho descritto costituisce una flagrante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani, condannata dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale, come è accaduto di recente alle Nazioni Unite, dove 136 nazioni hanno sostenuto Cuba nella sua giusta denuncia”.

In tal senso, egli ha spiegato come il mondo, un tempo fondato su “leggi e norme di coesistenza pacifica e civile fra gli Stati”, oggi sia totalmente scomparso “cedendo il passo alla volontà dei più forti e potenti, a scapito delle nazioni più povere”.

Egli ha spiegato, dunque, che “Il governo degli Stati Uniti ha intensificato le sue minacce militari e aggiornato la sua dottrina del "cambio di regime" , mantiene Cuba nella lista fasulla degli stati sponsor del terrorismo e, per finire, ha inventato la ridicola accusa di "potere di spionaggio" o focolaio di sovversione della cosiddetta sinistra terroristica radicale, di cui sembra che tutti noi qui facciamo parte, un nome patetico e fantasioso, credibile solo nelle loro menti psicotiche, ma che usano per confondere, giustificare ulteriori punizioni e legittimare le loro aggressioni.

Su questo tema, gli esperti delle Nazioni Unite hanno sottolineato che le misure coercitive unilaterali illegali adottate dagli Stati Uniti contro Cuba violano l'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e fanno parte di una più ampia strategia di cambio di regime che comprende decenni di embargo contro Cuba”.

Ed ha affermato che “Il blocco statunitense funziona solo grazie alla complicità di coloro che temono il potere di Washington più del giudizio della storia. Il mondo non può rendersi complice di un altro genocidio. Ogni volta che una parte del mondo rimane in silenzio di fronte all'aggressione contro Cuba, il diritto internazionale si indebolisce. Ogni volta che un governo accetta sanzioni illegittime da parte degli Stati Uniti, il principio di non intervento si erode. Ogni volta che un'azienda viene pressata ad abbandonare i propri investimenti a Cuba, e altre esitano a investire per timore di ritorsioni, la dittatura economica di una singola potenza si rafforza”.

Il Presidente di Cuba ha definito tutto ciò una nuova forma di fascismo, perché “solo il fascismo può vedere un tale pericolo nella sinistra, perché cerca di imporre con la forza un'ideologia e un sistema di valori completamente opposti; ecco perché nella sua attuale ascesa cerca disperatamente di criminalizzarla, neutralizzarla e metterla a tacere”.

Ed ha sottolineato come ciò possa essere visibile attraverso “Lo sterminio dei palestinesi a Gaza, il colpo di stato in Venezuela e la punizione collettiva inflitta al popolo cubano”.

Difronte a ciò, ad ogni modo, come spiegato dal Presidente, Cuba ha continuato a resistere attraverso la realizzazione dei suoi vaccini contro il Covid 19; “la produzione alimentare con tecniche agroecologiche in un contesto di scarsità, il progresso delle energie pulite, la partecipazione popolare nei quartieri e la difesa dell'intero territorio con un popolo trasformato in milizie, pronto a difendere la propria autodeterminazione, la propria indipendenza e la propria sovranità”.

Egli ha parlato anche delle trasformazioni economiche, recentemente introdotte dal Partito Comunista di Cuba, spiegando che si tratta di un processo di rivitalizzazione dell'economia, non di instaurazione del capitalismo; non ci saranno privatizzazioni indiscriminate, i mezzi di produzione fondamentali rimarranno nelle mani del popolo e, soprattutto, saranno preservate la sovranità e l'indipendenza nazionale”.

Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha poi voluto ricordare il leader della Rivoluziona cubana, sottolineando che “Oggi, nel centenario della sua nascita, Fidel non è fisicamente presente, ma la sua presenza è più forte che mai. Cosa ci ha lasciato in eredità il Comandante in Capo? Ci ha lasciato la certezza che i sogni si realizzano difendendo gli ideali; ci ha insegnato che l'internazionalismo non è solo una frase, ma un atteggiamento che deve definirci; ci ha trasmesso la convinzione che il socialismo sia l'unica via per salvare l'umanità dall'abisso”. (...)

Ci ha insegnato che la lotta per la salvaguardia dell'ambiente e della specie umana è anche una battaglia socialista, che la scienza deve essere al servizio del popolo e che l'unità dei rivoluzionari è più importante di qualsiasi differenza tattica”.

Ed ha concluso il suo discorso affermando che “Aspiriamo a costruire insieme un mondo in cui la parola "solidarietà" non sia solo un ornamento, ma la forza trainante di ogni cosa. Un mondo in cui i bambini non muoiano di fame mentre il cibo viene gettato in mare. Un mondo in cui la scienza guarisca, non il profitto. Un mondo in cui la politica sia, come diceva Che Guevara, l'arte di servire gli altri”.

In questi giorni, a Cuba, inoltre, sempre nell'ambito del Centenario della nascita di Fidel Castro, si sta tenendo il simposio internazionale “Fidel: Eredità e Futuro”, che ha visto intervenire anche Liu Haixing, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) che, a nome del Presidente cinese Xi Jinping, ha ribadito il sostegno della Repubblica Popolare Cinese alla Rivoluzione cubana e al popolo cubano, contro ogni aggressione esterna e contro l'embargo statunitense.

Luca Bagatin

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mercoledì 5 agosto 2026

Lula unisce la sinistra brasiliana e rilancia il progetto socialista contro l'estrema destra liberal capitalista. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Partito dei Lavoratori (PT) del Brasile ha nominato ufficialmente candidato alle elezioni del 4 ottobre prossimo, Luiz Inácio Lula da Silva, che sarà candidato al suo quarto mandato ed è attualmente favorito nei sondaggi con il 39% dei voti al primo turno contro il 30% dei voti del candidato dell'estrema destra Flavio Bolsonaro.

Sette sono i partiti del fronte della sinistra che si sono uniti a sostegno di Lula.

Oltre al PT, sosterranno Lula: il Partito Comunista del Brasile (PCdoB); il Partito Verde (PV); il Partito Socialista Brasiliano (PSB); il Partito Democratico Laburista (PDT); il Partito Socialismo e Libertà (PSOL); REDE (Rete per la Sostenibilità).

Forze di sinistra, centro-sinistra, ecologiste, socialiste e comuniste sono dunque riuscite, per la prima volta da anni in Brasile, a presentare un unico candidato, al fine di rilanciare e rafforzare le politiche sociali, economiche, ecologiste e laburiste portate avanti da Lula in questi anni.

Le parole d'ordine della coalizione saranno dunque, come dichiarato dai suoi esponenti: “crescita economica inclusiva, sviluppo sociale, difesa della sovranità, dell'indipendenza e dell'autonomia del Brasile”.

Lula, nei giorni scorsi, ha dichiarato: “Finché vivrò, l'estrema destra non governerà mai più questo Paese” e ha condannato il sostegno di Trump e Milei a Bolsonaro Jr., condannando dunque ogni interferenza esterna nelle elezioni presidenziali brasiliane.

In tal senso, Lula ha dichiarato: “Non voglio aiuti esterni. L'unico aiuto che voglio è quello del popolo brasiliano, affinché possiamo preservare la democrazia di questo Paese”.

Lula, durante i suoi mandati, ha fatto scendere il tasso di disoccupazione; consolidato il ruolo strategico del Brasile nei BRICS; ha promosso la sovranità finanziaria del Paese; rafforzato il multilateralismo; rafforzato i legami commerciali con la Cina; si è scontrato con le politiche commerciali di Washington, fondate sui dazi imposti da Donald Trump e contro il suo regime che vede in ogni governo socialista un governo “terrorista” e una minaccia per gli USA.

Lo scorso 29 luglio, Lula aveva dichiarato in merito che “è del tutto irragionevole definire il Brasile una minaccia per gli Stati Uniti, soprattutto alla luce degli storici legami diplomatici e dell'amicizia che uniscono i due popoli”.

Lula, ancora una volta, si presenta quale solido faro per un socialismo e una sinistra senza equivoci, che in Europa manca da moltissimi decenni. Un socialismo fondato su giustizia sociale, sovranità nazionale, indipendenza economica, inclusività e multilateralismo.

Un socialismo destinato a vincere perché promuove ricette pragmatiche e lotta dalla parte giusta della Storia.

Luca Bagatin

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martedì 4 agosto 2026

Appunti dall'Abisso. Riflessioni di Luca Bagatin

“La Via della Maestria consiste nell'infrangere tutte le regole, ma prima di poterlo fare devi conoscerle perfettamente; altrimenti non sarai in grado di trascenderle”

(Aleister Crowley - Commentari magici e filosofici sul Libro della Legge)

Viviamo un clima di censura, di violenza e di aberrante politicamente corretto, imposto da chi promuove ogni genere di abominio contro le menti e i corpi degli esseri viventi.
Non viviamo, infondo, così diversamente rispetto molte altre epoche oscure, anche se ci illudiamo che il progresso tecnologico ci abbia resi più evoluti.

In realtà ci ha resi solamente più sciocchi, aggressivi, vulnerabili e ignoranti.
Attraversiamo comunque l'Abisso, lavorando per distruggere il nostro ego e per riunirci alla verità Divina, seguendo la nostra Vera Volontà.

(Luca Bagatin)

Anche Mazzini e Garibaldi e chi lottava per l'Italia unita veniva constrastato dalle oligarchie europee e trattato alla stregua di un terrorista.

La situazione non è cambiata, solo che oggi puntano il dito contro altri popoli che ricercano la loro unità e armonia.

(Luca Bagatin)

Nelle università non ti insegnano né l'educazione né a vivere.

Vado molto orgoglioso di non averla frequentata.

Come dicevo a suo tempo, l'università mi avrebbe impedito di approfondire e studiare tutto ciò che volevo.

Cosa che ho iniziato a fare a 5 anni (quando mia madre mi insegnò a leggere e scrivere, un anno prima di frequentare le scuole elementari).

Del pezzo di carta istituzionalizzato (e nel quale non credo) non me ne sarei fatto nulla.

Forse, conseguendolo, avrei fatto carriera e anche soldi... Ma queste sono cose che non mi sono mai interessate.

I soldi e la carriera sono per le persone semplici e banali, legate a una esistenza terrena che pensano essere eterna.

Mi interessava e mi interessa il vero Potere.

Ovvero quello di conoscere, capire e approfondire. Me stesso e ciò che mi circonda.

E così ogni momento, ogni giorno, approfondisco e studio ogni cosa mi possa essere utile a tale scopo.

Senza perdere tempo in cose che ritengo essere poco utili alla mia evoluzione.

Senza perdere tempo in cose che ti fanno entrare in un ingranaggio - l'"istituzione" - che ti rende schiavo prima ancora che tu possa rendertene conto.

(Luca Bagatin)

Alla base dei guasti della nostra società Occidentale europea ci sono:

Liberalismo: ovvero falsa idea di libertà che tutto mette in vendita e che vilipende ogni forma di socialismo.

Europeismo: inteso come suprematismo della dittatura UE, nelle sue espressioni razziste nei confronti dei popoli diversi e nelle sue espressioni non democratiche nei confronti dei cittadini che dell'UE fanno parte.

Garantismo: inteso come perdonismo nei confronti di chi commette reati contro la persona e la comunità (compresa la corruzione).

(Luca Bagatin)

In tutte le cose che scrivo cerco di spingere il mio lettore e interlocutore a un forte sforzo critico.
Non lo assecondo. Lo provoco. Stimolandolo all'approfondimento e a comprendere che "guardare non significa vedere". Che quello che si guarda quasi mai è ciò che è.
E' un esercizio al quale mi sono sempre divertito a sottopormi fin da quando ero bambino. Perché mi sono sempre annoiato a morte e ho sempre cercato di capire che cosa ci fosse oltre l'orizzonte.

(Luca Bagatin)

Amo lo spirito selvaggio femminile.
Le donne che la empia e blasfema morale cristiana considera volgari o impure.
In realtà sono le uniche Divinità Sacre che meritano di essere onorate.
E con le quali congiungersi per raggiungere un vicendevole orgasmo capace di rendere Sacro ciò che è profano e Profano ciò che è sacro.
L'Unione Perfetta.
Le Nozze Alchemiche.
Fra Babalon e il Mago.
Che desidera vedere e eternamente vivere fra questo mondo e l'altro.

(Luca Bagatin)
 

93/93/93
"Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L'Amore è la Legge, Amore sotto la volontà"