Debbo dire che l'articolo
di Enrico Cisnetto su Pensalibero.it del 12 ottobre 2026 dal titolo
“Spagna e Francia in piazza, l'Italia bipopulista: Europa a
rischio sfascio...”
(https://www.pensalibero.it/spagna-e-francia-in-piazza-litalia-bipopulista-europa-a-rischio-sfascio/)
mi ha trovato non concorde praticamente su nulla.
O, meglio, ho trovato per
nulla condivisibili le analisi poste nell'articolo.
Articolo che sembra
innanzitutto non cogliere lo spirito dei popoli europei, spagnolo e
francese in particolare, in questo momento storico, maturato
attraverso dinamiche e processi che vengono da lontano.
Spirito che si
contrappone all'ingiustizia sociale, alla mancanza di sovranità
popolare e indipendenza economica.
In Spagna, le proteste
sono alimentate soprattutto dalla crisi abitativa, dall'aumento degli
affitti e dagli sfratti. Il governo socialista di Pedro Sánchez ha
tentato di contrastare il fenomeno con misure che, tuttavia, hanno
incontrato forti ostacoli politici e parlamentari.
In Francia, come qualche
anno fa, ai tempi dei Gilet Gialli, si manifesta ancora una volta
contro le politiche anti-sociali del governo Macron, in particolare
nel settore scolastico e educativo.
Due proteste che hanno un
solo comune denominatore: la richiesta di giustizia sociale.
Come risponde e come ha
risposto l'UE a tutto questo? Per anni con austerità e tagli nel
comparto pubblico, nel welfare, nell'istruzione e nella sanità. Oggi
addirittura con un irresponsabile quanto sciocco riarmo contro nemici
inesistenti. Oltre che con un continuo invio di armi a una autocrazia
corrotta, retta da un comico irresponsabile, che non è parte né
dell'UE, né della NATO. Rischiando, ogni giorno, di far scoppiare
una guerra contro la Russia.
Tutti aspetti che,
ovviamente, Cisnetto, non rileva.
Così come non sembra
rilevare il problema del carovita e del caro carburante, aggravati
tanto dalla crisi ucraina, quando da quella in Medio Oriente. Crisi
in entrambi i casi causate da un Occidente irresponsabile, che ha
soffiato sul fuoco anziché, come ha fatto la Repubblica Popolare
Cinese, porsi quale baluardo di pragmatismo, dialogo, diplomazia.
Cisnetto punta il dito
contro un non meglio precisato “populismo”. Ma, posto che il
populismo storico fu un movimento di matrice contadina, con influenze
anarchiche e socialiste, nell'800, che attecchì sia in Russia che
negli USA, in modi differenti, ma sempre a difesa delle classi
popolari, contro le oligarchie economiche e politiche, quello che
egli chiama “populismo” è, forse, ancora una volta, la giusta
risposta popolare all'irresponsabilità e non democraticità delle
élite.
Stupisce, anzi, sentire
Cisnetto dare del “massimalista” a Mélenchon che, oltre ad
essere un socialista come ormai in UE non ve ne sono quasi più, è
percepito persino come anche troppo moderato da buona parte
dell'elettorato francese che, spesso non votando (non riconoscendosi
in una sinistra molto annacquata e troppo moderata, per quanto,
almeno quella di Mélenchon, molto più credibile della
pseudo-sinistra italiana), preferisce scendere in piazza.
Sicuramente è vero, come
egli scrive, che la Segretaria del PD è inconsistente, ma lo è
anche il PD. Perché non rappresenta più le classi popolari da molto
tempo.
Il PD rappresenta coloro
i quali, come la destra, hanno distrutto negli anni lo Stato sociale,
in nome di uno pseudo-europeismo dell'austerità e del riarmo. In
nome di un liberal-capitalismo dalla parte dei più ricchi. In nome
di decreti che rischiano di censurare ulteriormente la libertà di
pensiero e in nome di assurde sanzioni alla Russia e di sostegno
acritico ad autocrazie estranee all'UE.
In che cosa si differenzi
il PD dal governo Meloni, soprattutto sul terreno delle politiche
economiche e internazionali, non mi è ancora chiaro.
Governo Meloni che,
peraltro, ha ampiamente fatto l'opposto rispetto a quanto il
Presidente Silvio Berlusconi – con senso di responsabilità e
lungimiranza - aveva fatto e detto in tutti questi anni, in
particolare in politica estera. Una politica, la sua, volta ad unire
l'Est e l'Ovest, il Nord e il Sud, probabilmente anche grazie
all'insegnamento che gli diede l'ottimo Gianni De Michelis.
In tutto ciò crescono le
estreme destre nelle urne? E c'è da stupirsi?
E' normale che crescano i
parolai, ma i parolai li avete creati voi. Li hanno creati le
oligarchie dell'UE e i governi liberal-capitalisti di cui sopra, che
sul fronte della giustizia sociale, della sovranità nazionale,
dell'indipendenza economica e dell'ordine pubblico (vedi il
pericolosissimo e oserei dire terroristico fenomeno delle baby gang e
dei maranza) non hanno fatto nulla. O, peggio, hanno fatto l'esatto
opposto di ciò che andrebbe fatto. Come ho già spiegato poco sopra.
In tutto ciò cresce
l'astensionismo?
Ovviamente! Io stesso mi
astengo da moltissimi anni e continuerò a farlo e orgogliosamente.
In particolare in assenza di leggi elettorali democratiche e
costituzionalmente accettabili.
Perché, con quelle
attuali, fra sbarramenti, premi di maggioranza, capilista bloccati,
raccolte firme con una soglia altissima ed impossibile da raggiungere
per qualsiasi nuova forza volesse presentarsi, si può dire una sola
cosa: le regole democratiche sono inesorabilmente truccate.
Come ricorda il mio
carissimo amico ex Senatore socialista Giorgio Pizzol
(https://ildomaniditalia.eu/perche-una-legge-proporzionale-elettorale/),
la nostra Costituzione prevede un sistema elettorale in cui ciascun
elettore debba avere lo stesso identico peso ponderale ed in tal
senso i sistemi maggioritari alterano tale parità.
Inoltre essa prevede
altresì che tutti i cittadini possano accedere alle cariche elettive
in condizioni di uguaglianza. E, quindi, ogni partito – come
sostiene l'amico Pizzol - dovrebbe avere il diritto di essere
rappresentato in Parlamento in proporzione esatta ai voti che riesce
ad ottenere.
Mi trovo completamente
distante dalle analisi di Cisnetto anche quando fa l'elogio di forze
che egli definisce “moderate”, “liberali” e “riformiste”.
Oggi, da parte di chi si
dice “liberale e riformista” vedo unicamente estremismo e
sconsideratezza.
Il 27 agosto scorso feci
un'intervista all'On. Dario Rivolta, che non penso necessiti di
presentazioni e nella quale – fra le altre cose - spiegò molto
bene e senza deformazioni ideologiche le origini del conflitto
russo-ucraino e le possibili soluzioni
(https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/08/dario-rivolta-serve-una-vera-europa.html).
Nell'intervista posi
all'On. Rivolta questa domanda: “In gioventù lei fu liberale,
legato al pensiero di Piero Gobetti. Oggi sembra che quel
liberalismo, gobettiano, ma anche alla Ernesto Rossi, oltre ad essere
spesso sconosciuto, si sia trasformato in qualcosa di lontano dal
liberalismo classico. Penso a chi oggi si dice liberale, come alcuni
noti esponenti politici, che mi appaiono più dei tifosi che dei
liberali. Che ne pensa?”
L'On. Rivolta mi rispose in un modo che, da persona
cresciuta nella cultura liberalsocialista, ho condiviso al 100%: “Ho
sempre ammirato la figura di Piero Gobetti e l’intelligenza di ciò
che scriveva. Non sono però un liberale “liberista”. Credo
piuttosto ad un liberalismo quale quello di Croce o, per molti
aspetti, di Dahrendorf. Mi sento più vicino a Popper che a Von Mises
e ho apprezzato la lettura di Socialismo Liberale di Carlo Rosselli.
D’altra parte lei ha ragione nel ritenere che alcuni esponenti
politici appaiono più “tifosi” che dei veri liberali. Mi domando
anche se costoro sappiano davvero cos’è il liberalismo e se
abbiano mai letto qualcuno dei testi considerati “classici”.
Penso basti questo per rispondere a Cisnetto su cosa
siano o siano diventate le forze che egli esalta.
L'Europa è a rischio sfascio, come dice Cisnetto?
Non l'Europa, ma l'UE, semmai.
E' infatti la dirigenza dell'UE, storicamente al
servizio dei Presidenti USA di turno, che ha fatto e sta facendo di
tutto per sfasciarla.
Quanto ci sia di malafede o incapacità, in merito,
chi può dirlo?
Quel che è certo è che l'Europa (Russia compresa,
perché anch'essa è parte importante del continente) meriterebbe di
essere unita, affratellata, pacifica, cooperante.
Ad oggi siamo in una situazione critica e drammatica
e la colpa, a mio avviso, sappiamo bene di chi è.
L'unico a dire le cose come stanno, a mio avviso,
nell'UE, è l'ottimo Premier socialista democratico Robert Fico, come
ho spessissimo avuto modo di scrivere.
Cisnetto non sarà d'accordo con me, ma, a mio
avviso, dovrebbe togliersi le lenti deformate che attualmente sembra
indossare. Perché la sua interpretazione dei fatti rischia di
trascurare le ragioni profonde del malessere popolare che, in
particolare, può comprendere soprattutto chi fa la spesa tutti i
giorni, chi ha un lavoro dipendente, chi è pensionato, chi ha un
anziano o un disabile in casa da accudire, chi ha dei figli da
mandare a scuola.
La politica o, meglio, la democrazia, è un fatto
che riguarda, infatti, proprio le persone comuni.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com