domenica 8 marzo 2026

Buon 8 Marzo, Festa Internazionale della Donna

La saggezza della Repubblica Popolare Cinese difronte all'instabilità globale. Articolo di Luca Bagatin

 

A margine della quarta sessione della 14esima Assemblea Nazionale del Popolo, tenutasi a Pechino, il Ministro degli Esteri cinese ha risposto, in conferenza stampa, alle domande relative alla posizione della Repubblica Popolare Cinese in questo momento di grande turbolenza internazionale.

Relativamente ai rapporti fra Cina e Stati Uniti, il Ministro Wang ha spiegato come nessuna delle due parti possa rimodellare l'altra, ma entrambe debbano cercare di interagire in modo costruttivo, eliminando inutili interruzioni dei rapporti.

Pur criticando fermamente le azioni militari statunitensi in Medio Oriente, in Ministro Wang intende stabilizzare i rapporti con Washington. 

Egli ha affermato che la Cina non condivide la logica della “co-governance tra le grandi potenze”, ma occorre tenere conto che sul pianeta vi sono oltre 190 Paesi e che la Storia mondiale debba essere scritta collettivamente da tutte le nazioni. Il futuro dell'umanità - secondo il Ministro Wang - deve dunque essere creato congiuntamente dai popoli di tutti i Paesi.

La posizione cinese si fonda su “diversità e coesistenza”, che sono i fondamenti della natura della comunità umana e ha sostenuto che la coesistenza multipolare sia la forma più appropriata per il panorama internazionale.

Il Ministro ha ricordato come la Storia ci insegni che la rivalità fra grandi potenze e lo scontro fra i blocchi porta unicamente a sofferenze e disastri per l'umanità.

Per questa ragione la Cina non intende seguire il principio secondo il quale “un Paese forte è destinato a cercare l'egemonia”.

Le linee guida della politica estera cinese rimarranno fondate sulla costruzione di un mondo “multipolare, equo e ordinato”. Laddove, ha spiegato il Ministro Wang, “equo” significa che i Paesi, indipendentemente dalle loro dimensioni e forza, vanno considerati parti paritarie della comunità internazionale. “Ordinato”, significa che tutti i Paesi devono rispettare le regole internazionali riconosciute, ovvero gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e le norme che regolano le relazioni internazionali.

Secondo il Ministro Wang, per costruire un ordine multipolare, occorre che le grandi potenze, dotate di maggiori risorse, debbono a loro volta e pertanto assumersi maggiori responsabilità al fine di raggiungere tali obiettivi di equità e ordine.
Relativamente all'aggressione statunitense e israeliana all'Iran, il Ministro ha sottolineato, citando un antico proverbio cinese, che “Le armi sono strumenti minacciosi e non dovrebbero essere usate senza discrezione”.

E ha affermato che “questa è una guerra che non avrebbe dovuto accadere, è una guerra che non porta alcun beneficio a nessuno”, spiegando come la Storia del Medio Oriente insegni che la forza non abbia mai fornito soluzioni e che i conflitti armati hanno sempre fomentato odio e generato nuove crisi.

Il Ministro Wang ha inoltre sottolineato come la Cina intenda continuare a sostenere e cooperare con i Paesi del Sud del Mondo; salvaguardare e rafforzare il ruolo dell'ONU e si opponga a qualsiasi egemonia. Promuovendo indipendenza, pace e sviluppo globali.

Relativamente alle tensioni con un Giappone sempre più bellicista e militarista, governato dall'estrema destra, il Ministro Wang ha affermato che la Cina non permetterà più a nessuno di giustificare il colonialismo e che “Il futuro delle relazioni tra Cina e Giappone dipende dalla scelta del Giappone”.

Luca Bagatin

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sabato 7 marzo 2026

Luce, Vita, Amore e Libertà contrapposte all'ingiustizia. Vera Volontà contro Ego (paura, ignoranza, stupidità)

Mentre i pazzi invasati pregano un dio che non conoscono, nei loro sacrileghi studi ovali, invadono Stati e gettano bombe, seminando sofferenza e odio, animati dall'Ego (paura, ignoranza, stupidità), noi non smetteremo di combattere il loro totalitarismo e le loro menzogne.
V per Vittoria
V per Vera Volontà
Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge.
Amore è la Legge, Amore sotto la Volontà.
93/93/93

L. B. 

Il simbolo "V per Vittoria", "V per Vera Volontà"

Luce, Vita, Amore e Libertà.
I principi della filosofia Thelema diffusi dal mago, esoterista e scrittore britannico Aleister Crowley, assieme al simbolo della “V per Vittoria", da egli utilizzato (suggerendone l'uso pubblico a Winston Churchill) per contrapporlo alla svastica nazista e al potere magico di tale simbolo, durante la Seconda Guerra Mondiale.

La “V” quale simbolo che si contrappone all'ingiustizia.

Come riportato dall'articolo del 10 ottobre 2018, pubblicato da “Thelemic Union” (al seguente link: https://thelemicunion.com/v-for-victory), “Il simbolo “V per Vittoria”, fa riferimento alla storia di Iside, Apophis e Osiride, come è illustrato nel Rituale Minore dell'Esagramma, pubblicato per la prima volta da Crowley in “The Equinox I, nr. 3, nel 1910. In questo rituale, la svastica è usata per rappresentare il lutto di Iside, e la “V” è usata per simboleggiare Apophis o Tifone il distruttore. Questo simbolismo spiega l'uso della "V" da parte di Crowley come contrasto alla svastica, poiché Apophis uccide Osiride, causando il lutto di Iside”.

Questo simbolismo spiega dunque l'uso della "V" da parte di Crowley come contrasto alla svastica. Ovvero la giustizia spirituale composta di LUCE – VITA – AMORE - LIBERTA' combatte l'ingiustizia nazista e ogni forma di ingiustizia e prevaricazione.

Secondo il principio: "Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L'Amore è la Legge, Amore sotto la Volontà".

L. B.


"Nell'oscurità di un futuro passato, il mago desidera vedere. Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro: Fuoco cammina con me"

(Mark Frost, "I segreti di Twin Peaks") 

giovedì 5 marzo 2026

La Cina in prima linea per la de-escalation anche nel conflitto in Medio Oriente. Articolo di Luca Bagatin

 

A gettare acqua sul fuoco dell'ennesimo conflitto internazionale, oltre alla Spagna, in prima linea si trova la Repubblica Popolare Cinese, ove in questi giorni – a Pechino – si sta tenendo la sessione annuale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, massimo organo consultivo del Paese.

La politica estera cinese è storicamente votata alla risoluzione delle controversie internazionali, al dialogo, alla stabilità e al mutuo vantaggio (e non certo ad aggravare i conflitti, intervenendo militarmente, come scioccamente vorrebbe o potrebbe pensare qualcuno, abituato a ragionare “all'occidentale”, ovvero in maniera bellicista e superficiale) e, anche nell'ambito dell'aggressione all'Iran da parte di Trump e Netanyahu, non si smentisce.

La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha infatti ulteriormente espresso la preoccupazione della Cina per la situazione in Medio Oriente.

Ha ricordato che il Ministro degli Esteri Wang Yi ha tenuto colloqui telefonici con i Ministri degli Esteri di Russia, Iran, Oman, Francia, Israele, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, spiegando come gli scopi della Carta delle Nazioni Unite debbano essere rispettati e come occorra opporsi all'uso indiscriminato della forza nelle relazioni internazionali.

Il Ministro Wang ha, non solo invitato le parti in conflitto a interrompere ogni azione militare, evitando un'ulteriore escalation, ma anche a garantire la sicurezza dei civili e ad astenersi dall'attaccare strutture civili.

La Cina intende, pertanto, inviare l'Ambasciatore Zhai Jun, già inviato speciale per la questione mediorientale nel 2019, al fine di compiere sforzi concreti per promuovere la de-escalation fra le parti coinvolte.

Luca Bagatin

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martedì 3 marzo 2026

Tutto il mondo socialista autentico contro l'attacco all'Iran e per il rispetto del diritto internazionale. Articolo di Luca Bagatin

 

Non solo la Repubblica Popolare Cinese, ma tutto il resto del mondo socialista autentico e serio, condanna l'aggressione all'Iran da parte dei regimi di Trump e Netanyahu.

Il Premier socialista spagnolo Pedro Sanchez, oltre a condannare “l'azione militare unilaterale degli Stati Uniti e di Israele, che pone le basi per un'escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile”, ha negato al regime USA l'uso delle sue basi di Rota e Moron per le operazioni belliche contro l'Iran.

Il Premier socialista slovacco Robert Fico ha dichiarato, attraverso un video sui social, che “Con l'attacco all'Iran assistiamo all'ennesima dimostrazione del totale collasso dell'ordine mondiale e del completo disprezzo del diritto internazionale. I grandi e i potenti fanno quello che vogliono. L'ONU è impotente e noi piccoli possiamo solo stare a guardare e lamentarci”.

Egli ha altresì aggiunto che “Ancora una volta si dimostra quanto l’UE sia insignificante, quanto nessuno la prenda sul serio. Nessuno ci ha preso sul serio a Gaza, in Venezuela, ora in Iran. L’unica cosa che alcuni attori dell’UE sono in grado di fare è fomentare la guerra in Ucraina”.

Il leader socialista britannico, ex leader laburista, Jeremy Corbyn, oltre a condannare l'attacco all'Iran e chiedere la difesa del diritto internazionale, ha scritto sui social che “Permettendo alle forze statunitensi di utilizzare le basi britanniche per bombardare l'Iran, Keir Starmer sta riecheggiando l'obbedienza di Tony Blair a Washington, trascinando la Gran Bretagna in un'altra guerra costosa, catastrofica e illegale”.

Il leader socialista de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, oltre a richiedere una commissione d'inchiesta parlamentare sul caso Epstein e i suoi ricatti a livello internazionale, ha dichiarato sui social: “L'escalation della guerra scatenata da Trump e Netanyahu sta portando a una conflagrazione su larga scala. Deve cessare. La Francia non deve intervenire militarmente. Deve fare tutto il possibile per garantire un cessate il fuoco immediato. In Medio Oriente, la Francia deve dichiarare inequivocabilmente: giù le mani dal Libano!”, inoltre ha dichiarato che “La guerra di Netanyahu e Trump contro l'Iran causerà ovviamente uno shock economico molto grave. Prezzi del petrolio e del gas? Certo, certo. Ma che dire del conseguente impatto su tutti i settori che dipendono da essi? E anche dell'impatto potenzialmente catastrofico sulle bolle finanziarie globali”.

Preoccupazione anche da parte del Sen. Democratico statunitense di orientamento socialista Bernie Sanders, il quale nei giorni scorsi ha dichiarato: Il Presidente Trump, insieme al suo alleato israeliano di estrema destra Benjamin Netanyahu, ha avviato una guerra illegale, premeditata e incostituzionale. Tragicamente, Trump sta giocando d'azzardo con vite e ricchezze americane per realizzare l'ambizione decennale di Netanyahu di trascinare gli Stati Uniti in un conflitto armato con l'Iran. La Costituzione degli Stati Uniti è chiara. È il Congresso che dichiara guerra, non un Presidente che agisce unilateralmente. Il Senato deve riunirsi immediatamente e votare una risoluzione sui poteri di guerra in sospeso, che sosterrò con forza. Inoltre, questo attacco contro l'Iran è una chiara violazione del diritto internazionale e creerà maggiore instabilità in un mondo già pericoloso. Se gli Stati Uniti e Israele possono lanciare un attacco contro una nazione sovrana, lo può fare qualsiasi altro Paese. La forza non fa il diritto. Crea anarchia internazionale, morte, distruzione e miseria umana. Al popolo americano è stata detta una bugia sul Vietnam. Al popolo americano è stata detta una bugia sull'Iraq. Oggi gli viene detta di nuovo una bugia, e ancora una volta saranno le persone comuni a pagarne il prezzo. Il popolo del nostro Paese, indipendentemente dalle sue convinzioni politiche, non vuole una guerra senza fine. Vuole un lavoro dignitoso, un'assistenza sanitaria e una casa che possa permettersi. Vuole che i suoi figli ricevano un'istruzione eccellente. Non dobbiamo permettere a Trump di costringerci a un'altra guerra insensata. Nessuna guerra con l'Iran”.

Preoccupato anche l'ambasciatore brasiliano Celso Amorim, il quale ha affermato che il Brasile “deve prepararsi allo scenario peggiore, poiché il conflitto con l'Iran potrebbe aggravarsi”.

E anche il socialista e comunista Partito Iraniano del Tudeh, bandito in Iran, così come lo sono tutti i partiti comunisti e socialisti, dai tempi della Rivoluzione khomeinista, è intervenuto, con un comunicato critico sia nei confronti del regime iraniano che di quelli di USA e Israele: “In seguito agli attacchi aggressivi del regime criminale di Netanyahu e dell'imperialismo statunitense sul suolo iraniano, Ali Khamenei, leader supremo del regime e dittatore che negli ultimi trentasette anni, attraverso politiche distruttive e l'ideologia reazionaria dell'"Islam politico", ha spinto il Paese sull'orlo della guerra e della distruzione, insieme a numerosi membri della sua famiglia e stretti collaboratori, nonché ad alcuni comandanti della Guardia Rivoluzionaria e repressori del popolo, sono stati uccisi.

Negli ultimi trentasette anni, in qualità di Guida Suprema assoluta, Ali Khamenei ha determinato le principali politiche economiche e la direzione politica del Paese ed è stato il principale responsabile della sanguinosa e violenta repressione di ogni protesta contro le politiche distruttive della Repubblica Islamica. Adottando politiche economiche volte a garantire gli interessi del grande capitale, ha trascinato decine di milioni di iraniani nella povertà e nella miseria. La sua famiglia e i suoi stretti collaboratori hanno inoltre saccheggiato la ricchezza e le risorse del Paese. La morte della Guida Suprema del regime può segnare l'inizio di sviluppi che aprono la strada al governo del popolo sul proprio destino e sulla propria vita e all'alba della libertà e della giustizia nel Paese. Allo stesso tempo, sappiamo che l'imperialismo statunitense e i suoi alleati regionali, in particolare il governo razzista di Netanyahu, e i loro agenti iraniani come Reza Pahlavi, nutrono sinistri piani per distruggere il paese e le sue capacità, per trasformare l'Iran in una semi-colonia statunitense nella regione o per coinvolgere l'Iran in prolungate guerre civili etnico-religiose (come in Libia o in Siria), con l'obiettivo di distruggere completamente la sovranità nazionale e frammentare l'Iran.(...)

Oggi, la richiesta della maggioranza del nostro popolo è la completa trasformazione del sistema politico fondato sull'istituzione reazionaria della Tutela del Giurista (Velayat-e Faqih), la completa separazione tra religione e governo e il passaggio a un sistema basato sulla libertà e su strutture democratiche ed elettive scelte dal popolo per realizzare i diritti democratici, le libertà e la giustizia sociale.

(…)

Sarà il popolo iraniano a decidere il futuro dell'Iran!

Libertà per tutti i prigionieri politici, ideologici e civili!

Viva la pace, sia salda la sovranità nazionale, avanti verso l'istituzione di un governo nazionale e democratico!".

Chissà, purtuttavia, se l'ultima parola sarà lasciata al popolo oppure, come è facile immaginare in questo momento, sarà lasciata alla sopraffazione e al sopruso dei nuovi colonizzatori...

Luca Bagatin

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lunedì 2 marzo 2026

Il 13 marzo, a Roma, presentazione del saggio "Mussolini. La leggenda e l'uomo", dell'antifascista e sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris. Interventi di Luca Bagatin, Igor Camilli, Mario Michele Pascale, Riccardo Sbordoni

 

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 17.00, presso la Sala Rossa del VII Municipio di Roma, in Piazza di Cinecittà 11, al IV piano, si terrà la presentazione del volume di Alceste De Ambris "Mussolini. La leggenda e l'uomo" (Mario Pascale Editore).

Al convegno di presentazione interverranno: Luca Bagatin, scrittore e editorialista; Igor Camilli, Segretario Nazionale di Patria Socialista; Mario Michele Pascale, editore e conduttore radio tv e Riccardo Sbordoni, Assessore alla Cultura del VII Municipio di Roma.

Esponente del mazzinianesimo novecentesco, del socialismo e del sindacalismo rivoluzionario, già deputato socialista, Alceste De Ambris (1874 - 1934), celebre per aver dato vita, assieme al Vate Gabriele d'Annunzio, alla libertaria Carta del Carnaro dello Stato libero di Fiume, fu deputato del Partito Socialista Italiano dal 1913 al 1919. 

Esponente del primo e del più puro antifascismo, De Ambris, nel 1930, darà alle stampe il pamphlet “Mussolini. La leggenda e l'uomo”, nel quale, attraverso una minuziosa descrizione, quasi in stile giornalistico, descrive i voltafaccia, i bluff, l'immenso opportunismo e l'immensa mediocrità di Benito Mussolini e della sua per nulla originale e assai confusa ideologia, che pretendeva di prendere a prestito idee socialiste, d'annunziane, mazziniane, pur svuotandole di significato e ponendo il tutto al servizio del grande capitale industriale e borghese.

domenica 1 marzo 2026

La Cina, scioccata, condanna gli attacchi contro l'Iran. Alla logica della giungla, occorre contrapporre quella del diritto internazionale. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Popolare Cinese, attraverso il suo Rappresentate Permanente presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha espresso il suo shock, il suo sdegno e la sua preoccupazione per gli attacchi dei regimi di USA e Israele contro l'Iran.

La Cina si è detta profondamente addolorata per l'elevato numero di vittime civili e ha condannato l'uso indiscriminato della forza, giudicandolo inaccettabile.

Rifacendosi ai principi della Carta delle Nazioni Unite, l'Ambasciatore Fu Cong ha sottolineato come la sovranità, sicurezza e integrità territoriale dell'Iran e di altri Paesi della regione debbano essere rispettati.

L'Ambasciatore cinese ha osservato come tale situazione debba essere quanto prima risolta attraverso il dialogo, il negoziato e ha richiesto la cessazione immediata delle azioni militari delle forze statunitensi e israeliane.

L'Ambasciatore Fu Cong, in particolare, ha sottolineato come tale aggressione militare sia avvenuta nel momento in cui erano in corso colloqui diplomatici fra USA e Iran e ciò la rende ulteriormente scioccante.
E la Repubblica Popolare Cinese, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, ha altresì condannato l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che tale azione rappresenta una ulteriore “grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran”.

Il Ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro l'Iran e si è detto molto preoccupato per il rischio di escalation in Medio Oriente e, assieme al suo omologo russo Lavrov, intende, in ambito ONU e nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, adoperarsi per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti e il ritorno ai negoziati diplomatici.

Personalmente, direi che viviamo in tempi strani e oscuri, in cui chi dice di difendere “libertà” e “democrazia” invade e attacca Paesi sovrani.

Si dirà che è sempre andata così, ma oggi accade in modo sempre più evidente e spudorato. E da parte di politicanti sempre più sbruffoni, ignoranti e sconsiderati, che non hanno nemmeno il consenso popolare, perché a votare, in Occidente, vanno ormai meno della metà degli elettori. I quali hanno compreso, da quel dì, che le regole sono truccate a monte e che persino le Costituzioni democratiche vengono sistematicamente violate da quei politicanti che pretenderebbero il voto popolare.

A rimetterci i popoli, gli inermi, chi dovrebbe decidere del suo presente e futuro, senza ingerenze esterne, come del resto vorrebbe il diritto internazionale stesso.
L'Iran potrà anche non piacere, ma ha sempre combattuto l'islamismo radicale, purtroppo spesso sostenuto da un Occidente ipocrita, anti-socialista e anti-BRICS. Che ha spesso fatto carta straccia del diritto internazionale, agitando a discrezione la leva dei cosiddetti “diritti umani”.

Chi non approfondisce tali aspetti continua a parlare per partito preso e a riempirsi la bocca di banalità e ipocrisia.
E intanto la politica estera italiana si espone alla sua ennesima figuraccia e dimostra, ulteriormente, di non contare nulla. Così come molto poco conta la politica estera della balbettante, ipocrita e asservita ai desiderata USA, UE.

Mi sovviene alla mente un passaggio del discorso che l'amico prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager pubblico e analista geopolitico, oltre che Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, tenne nel novembre 2023 presso la Facoltà delle Relazioni Internazionali dell'Università di Pechino – celebre per aver ospitato, nel 2006, il conferimento del Dottorato Onorario al prof. Henry Kissinger – e presso la quale il prof. Valori fu insignito del titolo di Professore Benemerito.

Egli disse: “Il più grande luogo comune sul Partito Comunista Cinese dei politici occidentali è che esso non sia democratico. Ovviamente per dir questo essi partono dal presupposto che la democrazia “vera” sia la propria. Quella che sgancia bombe sui popoli per imporla a ignoranti, arretrati e dittatori che, però, non siano loro amici. (…). A dire il vero le campagne diffamatorie contro la Repubblica Popolare della Cina sono dirette da Washington, e i Paesi della NATO e i loro governi, non possono far altro attraverso mass media, social network, stampa e televisioni che obbedire alla Casa Bianca. Il parere dei popoli di questi Stati ritengo sia molto differente”.

Il parere dei popoli, purtroppo, conta ormai sempre meno. Conta la logica della sopraffazione, della violenza, della manipolazione, dell'ignoranza, della barbarie e della giungla. Imposta da chi vorrebbe “esportare democrazia”.

Luca Bagatin

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