martedì 26 maggio 2026

L’UE su Cuba ancora al servizio di Washington. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez, il 25 maggio scorso, ha criticato la posizione dell'esponente della destra estone, Kaja Kallas, che ricopre la posizione di Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri (senza essere mai stata eletta democraticamente dai cittadini dell'UE, va precisato).

Il Ministro Rodriguez ha accusato la Kallas di usare “doppi standard” relativamente a Cuba, in quanto la rappresentante dell'UE non ha criticato le misure coercitive imposte dal regime statunitense al popolo cubano, oltre che non si è pronunciata relativamente alle minacce di aggressione militare dell'isola da parte di Trump.

Il Ministro Rodriguez ha criticato il fatto che la Kallas non abbia espresso alcun tipo di preoccupazione in merito e nessun sostegno alle aziende ed ai cittadini dell'UE minacciati e danneggiati dalle misure statunitensi imposte a Cuba.

Egli ha inoltre spiegato come le riforme introdotte a Cuba, nel corso dei decenni, godano di ampio consenso popolare.

La Kallas, diversamente, nota per le sue posizioni anti-socialiste, ha criticato la presunta “repressione politica” che avverrebbe a Cuba e il sistema socialista cubano, considerandolo la causa della situazione attuale nella quale si trova il Paese caraibico.

In sostanza, la Kallas, ha offerto un assist a Trump per ciò che sta facendo all'Isola, dimostrando ancora una volta il carattere anti-sociale e colonialista dell'UE, oltre che il suo servilismo nei confronti degli USA, dai quali è totalmente incapace di recidere ogni rapporto, rendendo così l'UE, una volta di più, sia marginale che drammaticamente complice delle nefandezze dei governi suprematisti e colonialisti a Stelle e Strisce.

Il governo socialista cubano, ad ogni modo, ha apprezzato gli aiuti umanitari che stanno giungendo a Cuba dall'UE e da diversi suoi Paesi membri e il contributo allo sviluppo della cooperazione bilaterale sancito dall'Accordo di dialogo politico e cooperazione.

La settimana scorsa, inoltre, oltre venti eurodeputati della Sinistra Europea si erano pronunciati in difesa della sovranità di Cuba, contro l'embargo imperialista e la minaccia di aggressione da parte del regime di Trump.

Auspichiamo che la politica estera dell'UE, nelle complesse circostanze che il mondo sta vivendo, in cui si tenta di imporre l'uso della forza e il dominio imperialista, esprima l'indipendenza e i valori tradizionali europei e multilaterali, come richiesto dai suoi cittadini”, ha sottolineato il Ministro Bruno Rodriguez.

Luca Bagatin

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domenica 24 maggio 2026

La Bolivia insorge contro il neoliberalismo del governo Paz. Articolo di Luca Bagatin

 

Proseguono da giorni, in Bolivia, le mobilitazioni contro il governo della destra democristiana di Rodrigo Paz Pereira.

Le proteste sono guidate da gruppi agrari e sindacali legati al sindacato COB (Central Obrera Boliviana), i quali hanno denunciato l'intenzione del governo di privatizzare ampi settori del comparto pubblico boliviano, ai tempi fiore all'occhiello dei governi socialisti del Presidente Evo Morales.

Tali privatizzazioni causerebbero aumenti dei prezzi di elettricità, acqua potabile, GPL e gas naturale.

Da oltre venti giorni, operai, contadini, indigeni, autotrasportatori e insegnanti del COB e della Federazione Contadina di La Paz “Tupac Katari”, chiedono il blocco delle privatizzazioni, aumenti salariali, la stabilizzazione dell'economia e le dimissioni del Presidente Paz, insediatosi nel novembre scorso.

Il dirigente nazionale del COB, Mario Argollo, ricercato dalla Procura boliviana, ha dichiarato, sui social, che il governo non ha fornito alcuna risposta chiara alla popolazione, a parte definire le proteste una forma di provocazione vandalica.

Anche un altro sindacato boliviano, ovvero il Comitato Esecutivo Nazionale della Confederazione Unificata dei Lavoratori Contadini della Bolivia ha chiesto, sabato scorso, di intensificare i blocchi stradali e le proteste, a livello nazionale.

Proteste che mirano, sottolineano i sindacati boliviani, a difendere l'economia popolare, le risorse naturali e la sovranità del Paese, messe a rischio dalle privatizzazioni che il governo ultra-liberale vorrebbe imporre, in barba alla stessa Costituzione del Paese.

Il Presidente Paz, che ha ricevuto la solidarietà da parte del regime statunitense (il Segretario di Stato di Trump Marco Rubio ha addirittura definito i manifestanti dei “criminali e trafficanti di droga”), ha dichiarato di voler avviare un dialogo con le parti sociali, ma affermando che “ogni cosa ha un limite”.

L'ex Presidente socialista Evo Morales, vittima del golpe del 2019 e leader del partito “EVO Pueblo” — unico a denunciare le politiche oligarchiche delle destre, intenzionate a spartirsi il potere in barba alla popolazione, e al quale alle ultime elezioni fu impedito di presentarsi — si è immediatamente schierato dalla parte delle proteste dei lavoratori, condannando le violenze e le uccisioni perpetrate dalle autorità nei confronti dei manifestanti.

Egli, fra le altre cose, ha dichiarato: “La patria non è solo costituita dagli interessi economici che questo governo protegge; la patria è fatta dagli umili uomini e donne che resistono sulle strade rivendicando condizioni di vita dignitose per il popolo boliviano”.

Da non dimenticare che, i governi guidati da Evo Morales, dal 2006 al 2019, riuscirono ad ottenere successi senza precedenti, con una crescita economica del 5% annuo; un surplus fiscale; furono accumulati 15,5 miliardi di dollari in riserve internazionali; mezzo milione di persone uscirono dalla povertà e l'Unesco dichiarò la Bolivia Paese libero dall'analfabetismo.

Dopo di allora, tanto i traditori del socialismo del suo ex partito (il Movimento per il Socialismo), quanto i liberal capitalisti delle destre golpiste o legalitarie, sono riusciti a riportare indietro la Bolivia di decenni.

Ma il popolo boliviano, ancora una volta, è sceso in piazza. Deciso a rivendicare i suoi diritti.

Luca Bagatin

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venerdì 22 maggio 2026

Oltre venti eurodeputati, Cina e Russia sostengono la sovranità di Cuba contro le minacce USA. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez e il Presidente dell'Assemblea Nazionale cubana, Esteban Lazo, hanno espresso la loro gratitudine agli oltre venti deputati del Parlamento Europeo che, il 19 maggio, hanno manifestato il loro sostegno in difesa della sovranità dell'Isola, contro ogni embargo imperialista e ogni minaccia di aggressione da parte del regime di Trump.

Le autorità cubane hanno espresso il loro plauso anche per il sostegno all'accordo di dialogo politico e cooperazione fra Cuba e UE.

Nell'ambito della discussione al Parlamento Europeo, i deputati, in particolare del gruppo della Sinistra Europea, hanno definito le misure statunitensi quali forme di “politica crudele e illegale”, che arrecano gravi danni alla vita quotidiana della popolazione cubana.

Fra i deputati europei che maggiormente si sono distinti per la loro condanna nei confronti del regime statunitense relativamente alle politiche contro Cuba: Leila Chaibi, Anthony Smith, Emma Fourreau de La France Insoumise, partito di Jean-Luc Mélenchon (uno dei maggiori partiti di opposizione, in Francia, a Macron), oltre a Maria Zacharia (sindacalista e populista di sinistra greca), Rudi Kennes (sindacalista, Partito dei Lavoratori del Belgio), Pernando Barrena (nazionalista di sinistra spagnolo di origine basca) e Özlem Demirel (esponente di origine curda della tedesca Die Linke).

Gli eurodeputati hanno sostenuto una politica fondata sul dialogo costruttivo, la cooperazione, la difesa della pace ed il rispetto della sovranità delle nazioni.

Anche Cina e Russia hanno più volte espresso ferma condanna verso i tentativi di aggressione contro Cuba, l'inasprimento dell'embargo e il tentativo di incriminazione dell'ex Presidente cubano Raul Castro.

Nel loro incontro, avvenuto il 20 maggio scorso, i Presidenti di Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin – riferendosi alle azioni del regime di Trump - avevano peraltro denunciato: “attacchi militari traditori contro altri Paesi, l'uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l'assassinio di leader di Stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna in questi Stati e la provocazione di un cambio di regime, nonché il rapimento sfacciato di leader nazionali per processarli”.

La Repubblica Popolare Cinese, che con Cuba mantiene un rapporto storico, peraltro, si è impegnata a costruire, a Cuba, 92 parchi solari entro il 2028 e più della metà è già operativa. Inoltre è stato approvato, già dal gennaio scorso, uno stanziamento cinese di 80 milioni di dollari in aiuti di emergenza per apparecchiature elettriche e una donazione di 60.000 tonnellate di riso, oltre alla fornitura di 10.000 impianti fotovoltaici per cliniche, reparti di maternità e abitazioni isolate.

Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, nella sua visita in Cina nel 1994 disse: “Se vogliamo parlare di socialismo, non dimentichiamo ciò che il socialismo ha realizzato in Cina. Un tempo era una terra di fame, povertà e disastri. Oggi non c'è più niente di tutto questo. Oggi la Cina è in grado di nutrire, vestire, istruire e curare la salute di 1,2 miliardi di persone. Credo che la Cina sia un paese socialista, e anche il Vietnam lo è. Entrambi sostengono di aver introdotto tutte le riforme necessarie per incentivare lo sviluppo nazionale e continuare a perseguire gli obiettivi del socialismo”.

Il socialismo salva, fa progredire e avanzare, con razionalità e pragmatismo. Tutto il resto è sopraffazione, ruberia, violenza, ipocrisia, irrazionalità.

Luca Bagatin

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giovedì 21 maggio 2026

Raul Castro nel mirino. Cuba denuncia la nuova aggressione politica da parte del regime statunitense. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 20 maggio, il governo socialista e rivoluzionario di Cuba ha espresso ferma condanna per le accuse mosse dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America contro uno dei più celebri leader della Rivoluzione cubana, già Presidente di Cuba, dal 2008 al 2018 e Primo Segretario del Partito Comunista Cubano dal 2011 al 2021, ovvero Raul Castro Ruz.

Oggi quasi 95enne, l'ex Presidente e Generale viene accusato in modo provocatorio, dal regime statunitense, di aver fatto abbattere, nel febbraio 1996, due aerei legati a un'associazione anti-castrista, nei quali morirono tre cittadini statunitensi.

Il governo di Cuba ha definito tale azione una “provocazione politica” priva di legittimità e giurisdizione. Spiegando come, la sentenza statunitense, stia manipolando quell'incidente. Incidente avvenuto nello spazio aereo cubano, che – secondo il governo di Cuba - rappresentò un atto di legittima autodifesa, garantito dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Convenzione di Chicago del 1944 relativa all'aviazione civile internazionale e dai principi relativi alla sovranità aerea.

Il governo di Cuba ha denunciato il regime di Washington per aver distorto i fatti storici e ignorato gli avvertimenti che il governo di allora, tra il 1994 e il 1996, diramò al Dipartimento di Stato statunitense, alla Federal Aviation Administration e all'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile.

Nei rapporti, ha ricordato il governo cubano, erano dettagliatamente descritte oltre 25 violazioni dello spazio aereo cubano da parte di queste organizzazioni.

Secondo le autorità cubane, il governo statunitense dell’epoca ignorò i rapporti ufficiali inviati da L’Avana, mostrando una sostanziale complicità nelle violazioni dello spazio aereo dell'Isola.

Il governo di Cuba ha altresì affermato che gli USA, recentemente, hanno ucciso quasi 200 persone e distrutto 57 imbarcazioni nelle acque internazionali dei Caraibi e del Pacifico orientale, con il pretesto di presunti legami con il narcotraffico, tutti mai provati. Violando, ancora una volta, il diritto internazionale.

Le autorità cubane hanno sottolineato come tali accuse provocatorie contro l'ex Presidente e Generale Raul Castro Ruz siano parte dei tentativi di “costruire una narrazione fraudolenta che giustifichi il rafforzamento delle misure coercitive unilaterali, del blocco energetico e delle minacce di aggressione armata” contro Cuba.

Già da tempo messe in atto dal regime di Donald Trump.

Regime che, con Raul Castro, sembra voglia comportarsi come ha fatto con il Presidente socialista del Venezuela Nicolas Maduro, che ha rapito il 3 gennaio scorso, con accuse mai provate e in territorio venezuelano.

La Repubblica Popolare Cinese è stata fra le prime realtà geopolitiche, attraverso il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun, a condannare le azioni statunitensi e a sostenere, ancora una volta, Cuba, affermando: “Gli Stati Uniti dovrebbero cessare di usare le sanzioni e l'apparato giudiziario come strumenti di oppressione contro Cuba e astenersi dal fare minacce di forza in qualsiasi momento”.

Cuba, con i suoi medici e la sua sanità, rinomata a livello internazionale, cura il mondo. Gli Stati Uniti, con i loro “leader”, il mondo – da tempi immemorabili - lo bombardano, lo invadono, lo colonizzano. E, al loro interno, distruggono la sanità pubblica e ogni forma di giustizia sociale, minando anche le basi della convivenza civile.

Luca Bagatin

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Recensione di Paola Bergamo al libro di Piero di Nepi dal titolo: Flegrei 260XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” e “Caravaggio all’Oratorio.

“... Don Calogero lo avrebbero preso, forse...Se e quando. Hanno deciso di servirlo in salsa Caravaggio e ci sarà pure un motivo”...

“... E’ da dieci anni almeno che si applica ai parametri geochimici dei Flegrei il calcolo statistico delle probabilità con i metodi dell’algebra bayesiana”...

Flegrei 260 XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” è il titolo del nuovo libro del ProfessorPiero di Nepi, edito da Futura Libri di Perugia, 180 pagine che scorrono via veloci tra intrecci e intrighi che catapultano tra inquietudini del passato presente e futuro. 

Ci sono libri che scelgono il genere del giallo per intrattenere, e altri che usano il mistero come chiave per attraversare le preoccupazioni del nostro tempo. Flegrei 260XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” e “Caravaggio all’Oratorio”appartengono decisamente alla seconda categoria. Piero Di Nepi costruisce due racconti avvincenti, tesi e perfetti per una sceneggiatura cinematografica, che scorrono con il ritmo di un thriller internazionale ma custodiscono, sotto la superficie dell’indagine, una riflessione profonda sulla memoria, sulle persecuzioni, sulla fragilità del mondo contemporaneo e sul destino dei popoli.
La protagonista, Lisa Calderasi, è una figura intensa e modernissima: tormentata, brillante, ironica, fragile e insieme determinata. Attraverso lei, Di Nepi mette in scena non soltanto un’indagine criminale, ma anche un viaggio identitario che tocca le radici ebraiche, quelle romanì, il peso della storia, il bisogno di giustizia e la difficoltà di trovare equilibrio in un tempo dominato dall’incertezza.

In Caravaggio all’Oratorio, tutto prende avvio da una vicenda che richiama la grande tradizione del noir italiano: un omicidio, la mafia, un frammento della celebre Natività di Caravaggio rubata a Palermo nel 1969, messaggi criptici e piste che si intrecciano tra arte, potere e memoria. Ma il romanzo non si limita al gioco investigativo. Di Nepi utilizza il mistero per interrogarsi sull’ossessione del controllo, sull’ambiguità delle istituzioni e sul rapporto mai risolto tra verità e potere.

In Flegrei 260XII, invece, la tensione si sposta su uno scenario ancora più inquietante: i Campi Flegrei, gigantesca caldera vulcanica che incombe come una minaccia silenziosa sul presente. Qui il thriller si intreccia con la storia, la scienza, la geopolitica e persino con i fantasmi del Novecento. Tra antichi manoscritti, servizi segreti, documenti occultati e richiami alla Shoah, il racconto assume un respiro sorprendentemente ampio, quasi visionario.

Uno degli aspetti più affascinanti del libro è proprio questa capacità di fondere registri differenti: il ritmo del romanzo d’azione, la precisione storica, la curiosità scientifica e una forte tensione etica. 
Di Nepi dimostra una rara abilità nel trasformare materiali complessi — dalla vulcanologia alla questione ebraica, dalla memoria delle persecuzioni ai conflitti contemporanei — in narrazione viva, senza mai appesantire il racconto.

La scrittura è elegante, accurata e scorrevole, ricca di immagini è costruita con un forte senso cinematografico di un Di Nepi regista della contemporaneità. Le scene sembrano spesso montate come sequenze di un film: inseguimenti, interrogatori, rivelazioni improvvise e salti temporali si alternano in un equilibrio narrativo che tiene il lettore costantemente dentro la storiae con il fiato sospeso.

Ma forse il vero cuore del libro è un altro: la necessità di ricordare. Ricordare le tragedie del passato, gli odi mai davvero scomparsi, le discriminazioni che mutano forma ma non sostanza. Il fatto che la Storia si ripresenti simile ma mai la medesima. Dietro il thriller, infatti, pulsa continuamente una domanda morale che ancora non ha adeguata risposta: cosa resta dell’umanità quando dimentica il dolore degli altri?

È per questo che Flegrei 260XII – “Sette braccia in fondo al Tevere” e “Caravaggio all’Oratorio”riesce ad andare oltre il semplice romanzo di genere. È un libro che intrattiene, certo, ma soprattutto inquieta, interroga e costringe il lettore a guardare dentro le crepe del presente. E forse è proprio qui la sua forza più autentica: nel trasformare il mistero in uno specchio del nostro tempo.
La vita di ognuno di noi, proprio come la protagonista Lisa, spesso è soggetta a un ribaltamento integrale di vita e destino, sulla scia di rovine lasciate da eventi durissimi, dalla pericolosità di una natura spesso imprevedibile a di rado amichevole tanto che, vulcani all’apparenza da secoli addormentati mettono i decisori politici innanzi alla difficoltà di decisioni impopolari per eventi che certamente stanno per accadere ma non è dato di sapere quando...

Paola Bergamo

Presidente Centro Studi MB2 Monte Bianco – Mario Bergamo per dare un tetto all'Europa

www.centrostudimb2.eu

mercoledì 20 maggio 2026

Cina e Russia rilanciano la cooperazione strategica contro l’unilateralismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Molto atteso l'incontro fra il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, avvenuto il 20 maggio.

Per quest'ultimo è stata la 25esima visita, considerando anche che, negli ultimi trent'anni, il livello delle relazioni fra Russia e Cina si è molto rafforzato, in un quadro di partnership strategica globale.

Il Presidente Xi ha sottolineato come, entrambe le parti, dovrebbero continuare a sostenersi, nella tutela dei reciproci interessi e rafforzare la comunicazione e lo scambio strategico, ad ogni livello.

Egli ha ribadito la necessità di un rafforzamento della cooperazione e del coordinamento, volti allo sviluppo reciprocamente vantaggioso, in particolare in organismi quali le Nazioni Unite, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), i BRICS e l'APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation), contribuendo anche a salvaguardare l'ordine ed il diritto internazionale e ad unire il Sud del mondo.

Il Presidente cinese ha spiegato come, tanto la Cina quanto la Russia, dovrebbero approfondire l'allineamento fra il Quindicesimo Piano Quinquennale cinese (2026 – 2030) e la strategia di sviluppo russa ed ha esortato a cogliere l'iniziativa di scambio studentesco bilaterale come occasione di ulteriore approfondimento nell'ambito della cooperazione fra università e istituti di ricerca.

Il Presidente Xi ha poi ricordato come, entrambi i Paesi, dovrebbero opporsi ad ogni forma di “prepotenza unilaterale” e ad ogni azione “volta ad invertire il corso della Storia”, facendo particolarmente riferimento a quelle provocazioni volte a negare gli esiti della Seconda Guerra Mondiale, che vorrebbero far rivivere un oscuro passato, fatto di fascismo e militarismo, che entrambi i Paesi hanno contribuito, a prezzo di milioni di vite, ad eradicare (la Russia nella Grande Guerra Patriottica; la Cina nella Guerra di Resistenza Popolare cinese contro l'aggressione giapponese).

Il Presidente Putin ha affermato come la cooperazione fra i due Paesi non sia né influenzata dai cambiamenti geopolitici odierni, né rivolta contro altri soggetti ed ha espresso soddisfazione per il livello raggiunto dai rapporti fra i due Paesi, fondati su rispetto reciproco e cooperazione bilaterale.

Entrambe le parti hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento strategico e di continuare a collaborare al fine di sostenere scopi e principi della Carta delle Nazioni Unite e di salvaguardare sicurezza e stabilità globali.

In quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e importanti Paesi leader a livello mondiale, Cina e Russia dovrebbero adottare una prospettiva strategica e di lungo termine, promuovere lo sviluppo e la rivitalizzazione dei rispettivi Paesi attraverso un coordinamento strategico globale di qualità ancora superiore e adoperarsi per rendere il sistema di governance globale più giusto e ragionevole”, ha dichiarato il Presidente Xi Jinping.

Relativamente alla situazione in Medio Oriente, il Presidente cinese ha affermato, ancora una volta, che tutte le ostilità devono cessare e che solo una risoluzione rapida del conflitto potrebbe attenuare le interruzioni energetiche e commerciali a livello globale, causate dal conflitto in corso.

Entrambe le parti hanno, ancora una volta, fermamente condannato l'attacco contro l'Iran da parte di USA e Israele e anche il rapimento del Presidente socialista venezuelano Nicolas Maduro da parte degli USA.

Entrambe palesi violazioni del diritto internazionale e causa di “danni irreparabili alle fondamenta dell'ordine mondiale formatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonché alle basi civili della comunicazione interstatale”, ha spiegato il Presidente Xi.

Putin, da parte sua, ha spiegato di voler collaborare con la Cina per promuovere la diversità delle civiltà e favorire un ordine internazionale equo, giusto e multipolare, salvaguardando l'autorità delle Nazioni Unite.

Luca Bagatin

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martedì 19 maggio 2026

“Ritratti del Socialismo” di Luca Bagatin: oltre le divisioni della Storia, un’alternativa al liberal-capitalismo

 

È uscita per la Mario Pascale Editore la seconda edizione, riccamente ampliata, del saggio “Ritratti del Socialismo” di Luca Bagatin, con prefazione di Ananda Craxi, nipote dell’ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

Il volume, come si legge nel retro di copertina, “ricostruisce l’evoluzione del pensiero e dell’azione socialista attraverso una vasta galleria di profili storici e politici”. Un percorso che attraversa due secoli di Storia, partendo dalle radici risorgimentali e sansimoniane di Giuseppe Garibaldi e Napoleone III, sino a giungere alle esperienze contemporanee del socialismo latinoamericano e del modello cinese.

L’autore si cimenta in una complessa operazione di chiarificazione storica e culturale, cercando di distinguere il socialismo delle origini – caratterizzato da una forte impronta comunitaria, patriottica e autogestionaria – dalla moderna sinistra liberale e progressista. Attraverso l’analisi di figure centrali come Bettino Craxi, descritto come “l’ultimo dei socialisti europei” e critico anticipatore della globalizzazione, così come di pensatori eterodossi quali Jean-Claude Michéa, Bagatin delinea una possibile alternativa al capitalismo assoluto contemporaneo.

In tutti i suoi scritti, così come nel suo approccio alla quotidianità, Luca Bagatin appare animato da un principio spirituale preciso: “riunire ciò che è sparso”. Un principio che, nella tradizione alchemico-iniziatica, rimanda al ritorno all’unità primordiale e all’integrità spirituale, ma che, nel linguaggio politico e culturale contemporaneo, assume il significato del superamento delle polarizzazioni ideologiche e della ricostruzione di legami storici e umani interrotti.

In “Ritratti del Socialismo” questo approccio anti-dogmatico e anti-confessionale costituisce l’ossatura stessa del saggio. In particolare, le correnti della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 – socialista, mazziniana, garibaldina, anarchica e marxista – vengono raccontate con la volontà di ricucire ciò che la Storia, le divisioni ideologiche e i conflitti politici hanno separato.

Ciò che accomuna tali esperienze, secondo la prospettiva dell’autore, è infatti un nucleo condiviso fondato sulla giustizia sociale, sull’emancipazione civile, sulla sovranità nazionale e sull’indipendenza economica: elementi che Bagatin ritiene siano stati progressivamente erosi tanto dal dogmatismo ideologico quanto dalla globalizzazione liberal-capitalista.

Per l’autore, il vero conflitto non risiede tanto nelle differenti tradizioni del socialismo, quanto nei processi di sopraffazione, sfruttamento e mercificazione che investono non soltanto la sfera economica, ma anche quella culturale e umana.

Numerose sono le figure e le epoche storiche affrontate nel volume, trattate con un approccio che rifugge tanto la retorica quanto il pregiudizio. Accanto a Giuseppe e Anita Garibaldi, Luigi Napoleone Bonaparte, Paul Lafargue, Edmondo De Amicis e Alceste De Ambris, trovano spazio figure quali Camillo Berneri, Angelica Balabanoff, l’esperienza dannunziana e quella machnovista. Ampio spazio è inoltre dedicato alla storia del PSDI, con particolare riferimento a Roberto Tremelloni, Alberto Simonini, Pietro Longo e Antonio Cariglia; al liberalsocialismo dei fratelli Rosselli; all’anarchismo di Errico Malatesta; al repubblicanesimo sociale di Mario e Guido Bergamo; sino al nazionalbolscevismo di Ernst Niekisch ed Eduard Limonov.

La ricca bibliografia del saggio invita inoltre all’approfondimento di tematiche raramente affrontate nel dibattito contemporaneo. Fra queste, il socialismo con caratteristiche cinesi, analizzato dalle origini del Partito Comunista Cinese – attraverso la figura del democratico e antimperialista Chen Duxiu – sino alla Repubblica Popolare Cinese contemporanea, approfondita e letta dall’Autore come una realtà pragmatica e orientata a coniugare modernizzazione e centralità della comunità.

Il volume affronta inoltre, attraverso le testimonianze di esponenti del PCUS come il riformista leninista Egor Ligaciov, le ragioni della dissoluzione dell’URSS e le possibili prospettive di riforma del socialismo sovietico che avrebbero potuto evitare le profonde fratture geopolitiche emerse nello spazio post-sovietico, oggi percorso da conflitti.

Ampi capitoli sono dedicati anche a figure come Gianni De Michelis, Paolo Pillitteri – dei quali Bagatin fu amico – Bettino Craxi, Lucio Colletti, François Mitterrand, Nicolae Ceaușescu (grazie in particolare a un saggio del prof. Giancarlo Elia Valori, che del leader rumeno fu amico), così come al Peronismo, al Sandinismo e al Socialismo del XXI Secolo latinoamericano, esperienze nelle quali l’autore individua ancora oggi tracce della lezione risorgimentale italiana, trasmessa attraverso l’emigrazione mazziniana e garibaldina e influenzata anche da ambienti massonici e teosofici.

In un’epoca in cui, dagli anni Novanta ad oggi, il socialismo europeo e occidentale appare progressivamente snaturato e dissolto - come ampiamente viene spiegato nel saggio stesso - Luca Bagatin ripercorre dunque Storia, idee e protagonisti di una tradizione di emancipazione civile, umana e sociale che il saggio considera tuttora attuale.

“Ritratti del Socialismo” si propone così non soltanto come ricostruzione del passato, ma anche come strumento di riflessione critica sul presente e sulle trasformazioni economiche, politiche e sociali dell’età contemporanea.

Luca Bagatin ha già pubblicato saggi dedicati alla Storia della Massoneria, al mondo femminile, al socialismo-populismo democratico e a figure della controcultura e del dissenso come Eduard Limonov. 

Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua, nonché tradotti in tedesco e spagnolo. È inoltre redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”, anch’essa edita da Mario Pascale Editore.

Il saggio è acquistabile in tutti i maggiori store: 

https://www.amazon.it/Ritratti-del-socialismo-Luca-Bagatin/dp/B0GYVGYTPG

https://www.ibs.it/ritratti-del-socialismo-libro-luca-bagatin/e/9791282370158

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