
Dal 16 al 19 settembre si
è tenuto, a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, il Congresso
globale dell'Associazione “World Association of Noonomy” (WAN,
https://www.noonomy-wan.org),
presieduta dall'economista russo Sergey Bodrunov, ideatore della
teoria della Noonomia.
Sergey Bodrunov, classe
1958, professore universitario, è membro dell'Accademia Russa delle
Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia.
Al Congresso hanno
partecipato studiosi e importanti economisti di tutto il mondo, fra i
quali Cheng Enfu, Professore dell'Accademia Cinese delle Scienze
Sociali e Presidente dell'Associazione Mondiale di Economia Politica
(WAPE); Alan Freeman, co-direttore del Geopolitical Economy Research
Group e già economista della Greater London Authority, il quale ha
insegnato alla University of Greenwich; James K. Galbraith,
Professore dell'Università del Texas ad Austin, nonché figlio
dell'economista e diplomatico statunitense John K. Galbraith e
numerosi altri studiosi ed economisti provenienti da 35 Paesi
dell'Europa, dell'America Latina, dell'Asia e di altre aree del
mondo.
Ma, che cos'è la
Noonomia, di cui si è ampiamente discusso al Congresso?
Essa è una teoria
economica volta a superare l'attuale paradigma capitalista/produttivista/colonialista, mantenendo l'economia di
mercato e si fonda sull'assunto che la conoscenza umana è ormai la
risorsa principale di tutto il processo produttivo.
Essa è un'evoluzione già
per molti versi prevista da Karl Marx, come spiega Sergey Bodrunov.
Evoluzione che pone,
appunto, al centro di tutto, la conoscenza umana, ovvero lo sviluppo
della mente, che consente all'uomo di distaccarsi dalla produzione
materiale.
Ciò genera, e ha
generato, il superamento del cosiddetto “regno delle necessità”,
ovvero del soddisfacimento dei bisogni, per approdare alla fusione
fra istruzione-scienza-cultura-produzione.
La produzione
meccanizzata – con tanto di utilizzo di relative materie prime -
appare ormai un processo superato, secondo Bodrunov.
Le tecnologie hanno
permesso tale superamento. Un esempio che potremmo utilizzare per
illustrare tale trasformazione è quello dello smartphone, che
concentra in un unico dispositivo funzioni precedentemente svolte da
numerosi prodotti distinti. Secondo tale prospettiva, la quantità
materiale dei beni necessari a soddisfare determinati bisogni può
ridursi senza che diminuisca necessariamente la qualità o la varietà
delle funzioni disponibili.
La trasformazione
tecnologica pone però anche una questione più generale: il PIL è
sufficiente a misurare il progresso di una società nella quale la
conoscenza, la qualità dei servizi e l'efficienza nell'uso delle
risorse assumono un peso crescente? E' davvero così importante un
parametro quantitativo, rispetto a una realtà qualitativamente più
rilevante, si chiede Bodrunov?
La capacità di acquisire
nuove conoscenze e renderle disponibili alla comunità è, a parere
dell'economista russo, molto più importante e centrale rispetto al
PIL di un Paese.
E' in questo modo che, i
Paesi, si trasformano in realtà ad alta intensità di conoscenza e
capaci di rispondere alle sfide del futuro. E saranno in grado di
farlo riducendo enormemente, non solo lo sfruttamento del Pianeta e
delle relative materie prime, ma inquinando molto meno e realizzando
prodotti e producendo servizi a costi decisamente inferiori.
Sergey Bodrunov definisce
tutto ciò “Nsi 2”, ovvero “nuova società industriale di
seconda generazione”. Fondata, appunto, sullo sviluppo della
conoscenza umana, la quale permette non solo di soddisfare bisogni,
ma di dare risposte a un'infinità di altre possibilità,
qualitativamente migliori.
L'aspetto qualitativo è,
nella tesi dell'economista russo, elemento fondante e centrale e ciò
si può ottenere solamente attraverso la ricerca, frutto della
conoscenza umana.
E tutto ciò permetterà
all'essere umano di “oltrepassare i confini della produzione”,
rivoluzionando l'intera struttura economica.
Affinché sempre più
persone non si ritrovino, improvvisamente, senza lavoro, occorre una
forma di pianificazione economica, secondo Bodrunov, che permetta
alle persone di essere reintegrate nella società, individuando fra
queste nuove figure professionali, sempre più altamente formate.
L'approccio
“nooeconomico” è, dunque, un approccio orientato alla
cooperazione e allo sviluppo della società nel suo insieme.
Un approccio razionale,
che superi i bisogni indotti/simulati (come quelli veicolati dalla
pubblicità commerciale) e il flusso del capitale finanziario, per
soddisfare bisogni reali e volti allo sviluppo della società nel suo
insieme, attraverso conoscenza e formazione continue.
Massimizzare i profitti,
in sostanza, è ben poco razionale e ragionevole se la conseguenza è,
ad esempio, la distruzione del patrimonio ambientale e di risorse
vitali per il Pianeta e gli esseri viventi.
Attraverso la conoscenza,
invece, si possono porre soluzioni e alternative a tutto ciò –
mettendo finalmente fine alla crescita infinita dei consumi e dei
bisogni simulati - e ciò grazie all'uso razionale delle tecnologie e
di tecnologie ancora da ricercare e sviluppare.
Il tutto a beneficio
della comunità nel suo insieme, preservando l'attuale civiltà e
diffondendo ovunque una nuova forma di civiltà, più consapevole,
evoluta e razionale.
Al Congresso era
naturalmente presente anche il prof. Vladimir Kvint, economista
russo-statunitense, già professore di strategia, gestione e economia
internazionale presso la Fordham University, la New York University e
il Babson College, oltre ad essere Presidente del Dipartimento di
strategia economica e finanziaria presso la Scuola di economia di
Mosca.
Con il prof. Kvint,
Bodrunov ha ampiamente collaborato allo sviluppo della teoria della
Noonomia, proponendo lo studio critico e l'incorporazione delle
esperienze socio-economiche della Cina e dei Paesi del Nord Europa,
promuovendo così un sistema fondato su una forma di pianificazione
efficiente, che combini economia di mercato a sviluppo di un solido
sistema di welfare.
Pianificazione, uso e
sviluppo razionale delle risorse, conoscenza condivisa,
soddisfacimento di bisogni delle persone, condivisione della
ricchezza, queste a parere dei relatori del Congresso, le parole
d'ordine e le linee guida da seguire in questo mondo alla deriva,
pieno di crisi economiche e geopolitiche e con una Intelligenza
Artificiale che, se non regolamentata e usata a beneficio della
comunità, a livello globale, rischia sempre più di sfuggire di
mano.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com