Sabato 10 ottobre 2026, a Roma, Cosimo Salvatorelli, ricercatore spirituale e studioso di Thelema, ha tenuto un'interessante conferenza sulla Magia di Thelema. Autore di diversi saggi esoterici dedicati al pensiero e alle opere di Aleister Crowley, Salvatorelli si occupa anche della tradizione dell'Ordo Templi Orientis (O.T.O.), l'Ordine che Crowley guidò e riorganizzò alla luce della filosofia di Thelema.
L'Autore ha spiegato che l'associazione e casa editrice Casa 418 (www.casa418.it), di cui egli fa parte, negli anni si è posta l'obiettivo di far conoscere il pensiero del mago, esoterista, scrittore, alpinista, poeta britannico Aleister Crowley (1875 - 1947).
Cosimo ha spiegato che il concetto di magia e di Vera Volontà sono ricorrenti nelle opere di Crowley, anche quando egli non le cita esplicitamente.
Magia, come ha spiegato l'Autore, deriva dal persiano “magu”, ovvero la casta di sacerdoti che facevano da mediatori fra gli uomini e gli Dei, ovvero fra gli esseri umani e l'”altro da sé”.
La magia, ha spiegato Salvatorelli, non è altro, in sostanza, che l'arte di influenzare gli eventi e la natura.
Crowley adottò la grafia “Magick” per distinguere la propria concezione della magia da quella ordinaria. La lettera K assume inoltre un significato esoterico nel suo sistema simbolico, anche in relazione alla lettera ebraica Kaph, associata alla carta della Fortuna nei Tarocchi di Thoth.
Crowley, ha spiegato l'Autore, identifica nell'Arcano Maggiore della Ruota e nel suo simbolismo quel meccanismo attraverso il quale avviene ogni cambiamento e, il suo concetto di magia, comprende proprio quel fattore incalcolabile (o fortuna) inteso come fato che, nelle nostre vite, non possiamo calcolare.
La magia crowleyana, dunque, è intesa come dominio del continuo cambiamento.
Cosimo Salvatorelli, in merito, ha spiegato il significato crowleyano o thelemico dell'Arcano Maggiore della Ruota, composto da tre forme di una forza che governa l'intero movimento dei fenomeni:
Tifone, ovvero l'inerzia;
Hermanubis, ovvero l'attività
Sfinge, ovvero la chiarezza
Tali fenomeni sono compresi nei meccanismi della nostra mente (quando ci svegliamo al mattino siamo inerti, poi iniziamo pian piano a destarci dal letto e ad essere attivi e, infine, quando siamo svegli, vediamo tutto più chiaro) e, dunque, secondo Crowley, la magia non è altro che l'arte della vita.
Una vita che, nella concezione di Thelema, è priva di moralismo, in quanto il concetto di morale è arbitrario e nessuno può, pertanto, dirci cosa fare o meno della e nella nostra vita.
L'Autore, nell'introdurci alla filosofia di Thelema, ha spiegato che tutti noi possediamo delle idee, che spesso consideriamo assolute. Purtuttavia, quelle idee dovrebbero raffinarsi, al fine di espandere la nostra coscienza. E, dunque, dobbiamo anche essere pronti a cambiarle e a cambiare noi stessi e i nostri punti di riferimento acquisiti.
Secondo la filosofia/magia crowleyana, infatti, le idee sono utili solamente se portano a un cambiamento in noi stessi e non rimangono, dunque, assolute.
La magia, nella concezione di Crowley, è la capacità di produrre cambiamento, laddove la forma deve essere completamente distrutta, affinché dalla raffinazione di quella forma possa nascere un'altra forma, differente.
E, secondo Crowley, la magia è pertanto l'arte di regnare sul mondo dei fenomeni, senza esserne travolti o diventarne schiavi.
In tal senso, Cosimo Salvatorelli, ha spiegato che Crowley affermava che “è sotto la Ruota (riferimento alla carta dei Tarocchi) che il devoto raggiunge la perfezione, nel momento in cui viene schiacciato”. Ovvero quando egli si libera dall'attaccamento che gli impedisce di raggiungere qualcosa di più vasto.
La Magia di Thelema è quindi quello strumento che ci permette di smettere di difendere ciò che pensiamo di essere, al fine di scoprire ciò che siamo davvero e di aderire, dunque, completamente a quella che Crowley definisce la nostra Vera Volontà.
La Vera Volontà, secondo Crowley, è l'elemento essenziale che determina la nostra esistenza, la base sulla quale si costruisce tutto e senza la quale l'essere umano perderebbe di significato.
Tali concetti, come spiegato dall'Autore, sono contenuti nel “Libro della Legge”, che Crowley ricevette direttamente da un essere “preterumano”, ovvero da un'entità incorporea chiamata Aiwass, che egli incontrò, per la prima volta, in Egitto, nel 1904.
Un libro intriso, fra le altre cose, di concetti taoisti.
Cosimo Salvatorelli ha spiegato che, secondo Thelema, la Vera Volontà non può essere definita con la coscienza grossolana. Essa è un'esperienza Unica, vissuta dall'essere umano che, allo stesso tempo, non è scissa dal Tutto.
Secondo Crowley l'essere umano deve fare esperienza, smettendo di muoversi sul bordo della Ruota. Egli deve progressivamente aderire al centro della Ruota, ovvero a quel fattore incalcolabile e imprevisto che tanto lo spaventa, ovvero alla sua Vera Volontà.
In tal senso, secondo l'interpretazione illustrata da Salvatorelli, Thelema si configura come una filosofia spirituale di portata universale, nel significato etimologico del termine “cattolico”, senza per questo avere a che fare con la chiesa cattolica romana e i suoi dogmi, dalla quale è lontana anni luce.
Secondo Thelema la magia e il misticismo sono l'arte di unire la mente a una singola idea (la Volontà) attraverso la conoscenza, l'amore, il coraggio, il discorso, l'opera.
E Crowley insiste proprio sul concetto di unione perché solo unendoci a qualcosa riusciremo a fare esperienza e solo con l'esperienza potremo anelare al cambiamento, sia dentro noi stessi, sia portando tale cambiamento nel mondo esteriore.
Se non c'è unione, dunque, non c'è magia. E, secondo Thelema, noi siamo gli artefici dell'evoluzione dell'umanità ed ogni nostra scelta, incontro, cambiamento che affrontiamo nella vita, diventa occasione di lavoro magico.
Il mondo, dunque, è quel luogo nel quale ogni nostra esperienza spirituale viene verificata attraverso quello che Crowley definisce il “metodo della scienza”.
Cosimo Salvatorelli ha dunque spiegato che fare esperienza di magia può anche esulare del tutto dal praticare rituali, perché quei rituali rappresentano sempre un'idea assoluta, che, secondo Thelema, dovrebbe essere sempre raffinata e trascesa.
La Magia di Thelema, quindi, è, secondo Crowley, “per tutti” e non è riservata solo a pochi iniziati. E, per accostarsi alla Magia, non occorre nemmeno essere affiliati a qualche particolare Ordine iniziatico (nemmeno all'O.T.O.) o seguire qualsivoglia dogma o corso.
Aleister Crowley, in sostanza, ci ha lasciato in eredità un metodo spirituale e al contempo psicologico, spiegando che ogni pensiero, emozione o azione volontaria è una forma di magia e che qualsiasi azione intenzionale e consapevole compiuta per modificare la realtà, secondo la propria autentica Volontà, è un atto magico.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com
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| Cosimo Salvatorelli durante la conferenza |









