
È uscita per la Mario Pascale Editore la seconda
edizione, riccamente ampliata, del saggio “Ritratti del Socialismo”
di Luca Bagatin, con prefazione di Ananda Craxi, nipote dell’ex
Presidente del Consiglio Bettino Craxi.
Il volume, come si legge nel retro di copertina,
“ricostruisce l’evoluzione del pensiero e dell’azione
socialista attraverso una vasta galleria di profili storici e
politici”. Un percorso che attraversa due secoli di Storia,
partendo dalle radici risorgimentali e sansimoniane di Giuseppe
Garibaldi e Napoleone III, sino a giungere alle esperienze
contemporanee del socialismo latinoamericano e del modello cinese.
L’autore si cimenta in una complessa operazione di
chiarificazione storica e culturale, cercando di distinguere il
socialismo delle origini – caratterizzato da una forte impronta
comunitaria, patriottica e autogestionaria – dalla moderna sinistra
liberale e progressista. Attraverso l’analisi di figure centrali
come Bettino Craxi, descritto come “l’ultimo dei socialisti
europei” e critico anticipatore della globalizzazione, così
come di pensatori eterodossi quali Jean-Claude Michéa, Bagatin
delinea una possibile alternativa al capitalismo assoluto
contemporaneo.
In tutti i suoi scritti, così come nel suo
approccio alla quotidianità, Luca Bagatin appare animato da un
principio spirituale preciso: “riunire ciò che è sparso”.
Un principio che, nella tradizione alchemico-iniziatica, rimanda al
ritorno all’unità primordiale e all’integrità spirituale, ma
che, nel linguaggio politico e culturale contemporaneo, assume il
significato del superamento delle polarizzazioni ideologiche e della
ricostruzione di legami storici e umani interrotti.
In “Ritratti del Socialismo” questo approccio
anti-dogmatico e anti-confessionale costituisce l’ossatura stessa
del saggio. In particolare, le correnti della Prima Internazionale
dei Lavoratori del 1864 – socialista, mazziniana, garibaldina,
anarchica e marxista – vengono raccontate con la volontà di
ricucire ciò che la Storia, le divisioni ideologiche e i conflitti
politici hanno separato.
Ciò che accomuna tali esperienze, secondo la
prospettiva dell’autore, è infatti un nucleo condiviso fondato
sulla giustizia sociale, sull’emancipazione civile, sulla sovranità
nazionale e sull’indipendenza economica: elementi che Bagatin
ritiene siano stati progressivamente erosi tanto dal dogmatismo
ideologico quanto dalla globalizzazione liberal-capitalista.
Per l’autore, il vero conflitto non risiede tanto
nelle differenti tradizioni del socialismo, quanto nei processi di
sopraffazione, sfruttamento e mercificazione che investono non
soltanto la sfera economica, ma anche quella culturale e umana.
Numerose sono le figure e le epoche storiche
affrontate nel volume, trattate con un approccio che rifugge tanto la
retorica quanto il pregiudizio. Accanto a Giuseppe e Anita Garibaldi,
Luigi Napoleone Bonaparte, Paul Lafargue, Edmondo De Amicis e Alceste
De Ambris, trovano spazio figure quali Camillo Berneri, Angelica
Balabanoff, l’esperienza dannunziana e quella machnovista. Ampio
spazio è inoltre dedicato alla storia del PSDI, con particolare
riferimento a Roberto Tremelloni, Alberto Simonini, Pietro Longo e
Antonio Cariglia; al liberalsocialismo dei fratelli Rosselli;
all’anarchismo di Errico Malatesta; al repubblicanesimo sociale di
Mario e Guido Bergamo; sino al nazionalbolscevismo di Ernst Niekisch
ed Eduard Limonov.
La ricca bibliografia del saggio invita inoltre
all’approfondimento di tematiche raramente affrontate nel dibattito
contemporaneo. Fra queste, il socialismo con caratteristiche cinesi,
analizzato dalle origini del Partito Comunista Cinese – attraverso
la figura del democratico e antimperialista Chen Duxiu – sino alla
Repubblica Popolare Cinese contemporanea, approfondita e letta
dall’Autore come una realtà pragmatica e orientata a coniugare
modernizzazione e centralità della comunità.
Il volume affronta inoltre, attraverso le
testimonianze di esponenti del PCUS come il riformista leninista Egor
Ligaciov, le ragioni della dissoluzione dell’URSS e le possibili
prospettive di riforma del socialismo sovietico che avrebbero potuto
evitare le profonde fratture geopolitiche emerse nello spazio
post-sovietico, oggi percorso da conflitti.
Ampi capitoli sono dedicati anche a figure come
Gianni De Michelis, Paolo Pillitteri – dei quali Bagatin fu amico –
Bettino Craxi, Lucio Colletti, François Mitterrand, Nicolae Ceaușescu (grazie in particolare a un saggio del prof. Giancarlo Elia Valori, che del leader rumeno fu amico), così come al Peronismo, al
Sandinismo e al Socialismo del XXI Secolo latinoamericano, esperienze
nelle quali l’autore individua ancora oggi tracce della lezione
risorgimentale italiana, trasmessa attraverso l’emigrazione
mazziniana e garibaldina e influenzata anche da ambienti massonici e
teosofici.
In un’epoca in cui, dagli anni Novanta ad oggi, il
socialismo europeo e occidentale appare progressivamente snaturato e
dissolto - come ampiamente viene spiegato nel saggio stesso - Luca
Bagatin ripercorre dunque Storia, idee e protagonisti di una
tradizione di emancipazione civile, umana e sociale che il saggio
considera tuttora attuale.
“Ritratti del Socialismo” si propone così non
soltanto come ricostruzione del passato, ma anche come strumento di
riflessione critica sul presente e sulle trasformazioni economiche,
politiche e sociali dell’età contemporanea.
Luca Bagatin ha già pubblicato saggi dedicati alla Storia della Massoneria, al mondo femminile, al socialismo-populismo
democratico e a figure della controcultura e del dissenso come Eduard
Limonov.
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio,
Serbia, Brasile e Nicaragua, nonché tradotti in tedesco e spagnolo.
È inoltre redattore della rivista di geopolitica “BRICS &
Friends”, anch’essa edita da Mario Pascale Editore.
Il saggio è acquistabile in tutti i maggiori store:
https://www.amazon.it/Ritratti-del-socialismo-Luca-Bagatin/dp/B0GYVGYTPG
https://www.ibs.it/ritratti-del-socialismo-libro-luca-bagatin/e/9791282370158
https://www.lafeltrinelli.it/ritratti-del-socialismo-libro-luca-bagatin/e/9791282370158