martedì 17 febbraio 2026

Riflessioni laiche oltre il banalmente corretto e l'ipocritamente corrotto. By Luca Bagatin

 

Non credo alle ideologie, ma alla capacità di incanalare la propria Vera Volontà in qualche cosa di superiore.

Influenzando e dominando ogni cosa, ogni elemento.

Attraversando l'Abisso, distruggendo il proprio ego. Ottenendo il vero Potere, su di sé e su tutto ciò che ci circonda.

(Luca Bagatin)

Non è che non andare a votare non serve necessariamente a nulla.

È che non si può votare con leggi elettorali incostituzionali, che non permettono alle persone di eleggere, equamente e senza sbarramenti e antidemocratici maggioritari, i propri rappresentanti.

Oltre a ciò, non si può accettare di essere inseriti all'interno di un meccanismo, l'UE, in cui i cittadini dei Paesi che la compongono, vengono bellamente ignorati e non hanno alcuna voce in capitolo nelle decisioni prese o da intraprendere.

(Luca Bagatin)

Lo stupido, l'imbecille, l'ignorante, dividerà il mondo in destra e sinistra, ovvero in ideologie vuote ridotte a slogan, perché chi ha un cervello ristretto può comprendere solo banalità e semplificazione.

Così facendo rimarrà uno schiavo e continuerà a servire qualcun altro.

Il che, nell'ordine naturale delle cose, è più che giusto, perché lo stupido, l'imbecille e l'ignorante ha il compito di servire.

Chi deciderà, diversamente, di andare oltre la banalità, l'imbecillità e la stupidità, avrà la possibilità di emancipare la sua mente e ottenere tutto il potere che vuole.

(Luca Bagatin)

In quest'epoca ci si preoccupa del politicamente corretto, ma ci si guarda bene dall' insegnare, anche in modo esemplare, l'educazione ai propri figli e ai minori in generale.

Che sempre più si staranno trasformando in delinquenti.

Anche per colpa di genitori assenti, leggi lassiste, diseducative e che garantiscono impunità dei carnefici e violazione sistematica dei diritti umani delle vittime.

(Luca Bagatin)

La comicità si regge sul politicamente scorretto.

Chi si offende, semplicemente, non capisce che, nella vita, è sempre meglio essere sfottuti che essere fottuti.

(Luca Bagatin)

Il caso Epstein e i relativi insabbiamenti ci dimostra, ulteriormente, che la democrazia, da queste parti, è una pura formalità.

Ovvero non è democrazia. Ma ipocrisia.

(Luca Bagatin)

Il “banalmente corretto”, in altri termini, potrebbe essere definito “ipocritamente corrotto”.

(Luca Bagatin)

venerdì 13 febbraio 2026

Venezuela. La Presidente incaricata Delcy Rodriguez ribadisce che il Presidente legittimo è Nicolas Maduro. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente incaricata del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, in un'intervista rilasciata alla rete statunitense NBC News, ha dichiarato che il Presidente legittimo del Venezuela è e romane Nicolas Maduro, illegalmente detenuto negli Stati Uniti d'America dallo scorso 3 gennaio, dopo il suo rapimento, assieme alla moglie Cilia, durante l'aggressione statunitense al Paese, che ha causato oltre 100 morti e numerosi feriti.

La Presidente ha sottolineato come, la sua Amministrazione, aderisca alla Costituzione venezuelana che, infatti, prevede la figura del Presidente incaricato, nel caso di impossibilità del Presidente legittimo di governare.

E ha affermato come il suo sia “un lavoro molto duro”.

Sia il presidente Maduro che Cilia Flores sono innocenti”, ha sottolineato Delcy Rodriguez, parlando anche nelle vesti di avvocato.

La Presidente ha affermato di essere stata invitata negli USA, spiegando che “Stiamo valutando di andarci una volta che avremo stabilito questa cooperazione e potremo procedere con tutto”.

Ha ribadito, altresì, la necessità che sia posta fine alle misure coercitive imposte al Paese da parte degli USA, che ne ostacolano la crescita.

Relativamente alla questione elettorale, la Presidente Rodriguez ha affermato che “Tenere elezioni libere ed eque in Venezuela significa anche avere un Paese libero, dove la giustizia può essere fatta. Paese libero da sanzioni”.

La Presidente ha ricevuto, peraltro, il Segretario all'Energia degli USA, Christopher Wright, presso il Palazzo Miraflores di Caracas.

L'incontro mira a redigere un'agenda energetica vantaggiosa per entrambi i Paesi, nel quadro della sovranità energetica del Venezuela, che si sta sforzando di aumentare la produzione di petrolio greggio, diversificare le esportazioni e stringere nuove alleanze energetiche.

All'incontro era presente anche il Presidente della società petrolifera nazionale venezuelana PDVSA, Héctor Obregon Pérez e il rappresentante diplomatico del Venezuela negli USA, Félix Plasencia.

Relativamente al ritorno in Venezuela dell'esponente dell'estrema destra venezuelana, Maria Corina Machado, la quale ha consegnato il suo controverso Nobel per la “Pace” a Trump, la Presidente Rodriguez ha affermato che la Machado “dovrà rispondere al Venezuela per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l'aggressione statunitense del 3 gennaio”.

Il dialogo con gli USA, in sostanza, è stato intrapreso, nel quadro del mantenimento della sovranità energetica venezuelana e ribadendo la necessità di liberare il Presidente Maduro e sua moglie, illegalmente detenuti, senza alcuna fondata accusa, e rapiti illegalmente sul territorio venezuelano.

Il Presidente Maduro, prigioniero a New York, in una conversazione con il figlio, il deputato socialista Nicolas Ernesto Maduro Guerra, ha affermato di sostenere il governo incaricato di Delcy Rodriguez e le azioni che sta portando avanti: “State facendo esattamente ciò che dovete fare e state prendendo le misure giuste” - ha dichiarato il Presidente Maduro - “La nostra tranquillità qui deriva dall'unità del popolo, dall'unità con l'Alto Comando e con la mia squadra, che è la squadra della patria”.

Luca Bagatin

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martedì 10 febbraio 2026

La Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, dalla parte del popolo cubano contro l'embargo USA. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente socialista del Messico, Claudia Sheinbaum, lunedì 9 febbraio scorso, ha ribadito il suo sostegno all'invio di aiuti umanitari a Cuba, pesantemente minacciata dal regime statunitense.

La Presidente, ha sottolineato come il popolo messicano si sia sempre distinto per il valore della fraternità, affermando che il suo governo non può rimanere indifferente difronte alle difficoltà che il popolo cubano si trova ad affrontare, a causa dell'inasprimento dell'embargo statunitense contro l'Isola, che prevede, peraltro, un inasprimento dei dazi per quei Paesi che venderanno petrolio a Cuba.

Agli aiuti umanitari messicani si sono aggiunti, recentemente, anche quelli cinesi.

Il Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha espresso la sua profonda gratitudine alla Presidente Sheinbaum per il sostegno del Messico, in particolare in questo momento in cui gli USA stanno cercando di soffocare l'economia dell'Isola con ogni mezzo possibile.

La Presidente Sheinbaum, ha affermato che le politiche di Trump colpiscono direttamente il popolo cubano, ostacolando, fra le altre cose, servizi essenziali come il comparto sanitario e scolastico.

La Presidente del Messico, in particolare, ha sottolineato che Gli unici che possono decidere come governare sono i cittadini stessi; questo è molto importante. Non si può danneggiare il popolo, anche se non si è d'accordo con il governo; non si può far soffrire un popolo”.

E ha, inoltre, lanciato un appello internazionale per denunciare l'imposizione di dazi punitivi USA per chiunque venda petrolio a Cuba.

Si è detta, inoltre, disposta a fungere da mediatore fra Washington e L'Avana, per risolvere le controversie fra i due Paesi.

Infine, ha sottolineato come la politica estera messicana darà sempre priorità alla cooperazione e al benessere delle popolazioni latinoamericane, contro ogni imperialismo esterno.

Mentre in Italia e UE continuiamo a servire Washington e a inviare armi a autocrazie corrotte, né facenti parte dell'UE, né della NATO (che peraltro non sono nemmeno riconoscenti nei nostri confronti), Washington soffoca il popolo cubano.

I cui medici, durante la pandemia da Covid19, hanno fornito all'Italia e a diversi Paesi europei, un contributo fondamentale.

Evidentemente o lo abbiamo dimenticato o... ipocritamente facciamo orecchie da mercante.

Grave, in entrambi i casi.

Ma, da queste parti, funziona così.

Luca Bagatin

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lunedì 9 febbraio 2026

9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 9 febbraio merita di essere ricordato e celebrato in quanto, in quella data, nel 1849, fu proclamata l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai davvero conosciuto.

Proclamata dal Triumvirato costituito da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, conquistata con il sangue di patrioti garibaldini che fecero fuggire il Papa Re a Gaeta, fu fondata sulla sovranità del Popolo, sull'eguaglianza, la libertà e la fraternità, senza alcun privilegio, nonché sulla piena libertà religiosa e di culto.

Durò, purtroppo, solamente cinque mesi, soffocata brutalmente dai francesi di Napoleone III (personaggio storico che ad ogni modo merita di essere studiato e approfondito, in quanto fu comunque, in politica interna, un grande riformatore sociale), alleati del Papa dei cattolici.

Una Repubblica indipendente, quella Romana del 1849, non solo dal potere religioso-statuale, ma anche da quello monarchico dei Savoia.

Una Repubblica che consacrò ad eroina quella Anita Garibaldi che morirà poco dopo, moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito, ovvero Giuseppe Garibaldi. Eroina dei Due Mondi, tanto lei – nata in Brasile - quanto il marito, in quanto lottò con lui, sia in America Latina che in Italia, contro ogni forma di oppressione, sopruso, tirannide.

Una Repubblica – quella Romana del 1849 - dimenticata e la cui memoria fu offuscata persino dall'attuale “Repubblica dei partiti”, fondata nel 1948, la cui Costituzione è nata dal compromesso di interessi di potere contrapposti, la quale oggi è totalmente serva di logiche internazionali, dal Fondo Monetario, alla Banca Centrale Europea, passando per la NATO e l'UE.

Entità lontane dalle genti e che tanto ricordano l'Impero Asburgico e i difensori dell'Ancien Régime, opposti ad ogni forma di sovranità popolare diretta e, dunque, lontano da ogni forma di democrazia autentica, così come la intendevano Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.

Solo la Libera Repubblica di Fiume di Gabriele d'Annunzio e del mazziniano Alceste De Ambris del 1919, riuscirà ad eguagliare lo spirito della Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, persino caratterizzando questa nuova impresa con aspetti libertari, anarco-comunisti, erotici e teosofici.

Si pensi – peraltro - che la Costituzione della Repubblica di Fiume, ovvero la Carta del Carnaro prevedeva aspetti avanzatissimi per l'epoca, al punto che nemmeno oggi, alcuni aspetti, sono garantiti dalla Costituzione italiana, ovvero: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luoghi pubblici, assistenza ai disoccupati e ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio.

Anche questa nuova impresa di ispirazione libertaria, garibaldina e mazziniana sarà soffocata dall'imperialismo internazionale e dal governo italiano retto da Giovanni Giolitti che, nel 1920, inviò le truppe italiane a sgomberare a cannonate i legionari di d'Annunzio.

Uno spaccato di Storia italiana ed europea, insomma. Antica e più moderna. Che vide contrapporsi eroi e martiri da una parte e politicanti imperialisti dall'altra.

La Storia è sempre destinata, tristemente, a ripetersi. Ma non va mai dimenticata e sempre approfondita.

Luca Bagatin

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sabato 7 febbraio 2026

Brasile. Il Presidente Lula celebra i 46 anni del Partito dei Lavoratori e rilancia la sfida socialista contro l'estrema destra e le ingerenze USA. Articolo di Luca Bagatin

 

Il socialista Partito dei Lavoratori brasiliano, ovvero il Partido dos Trabalhadores (PT), compie 46 anni e, il Presidente del Brasile, nonché Presidente del PT, Luiz Inácio Lula da Silva, durante le celebrazioni dell'anniversario, a Salvador, ha esortato i militanti a prepararsi per le prossime elezioni Presidenziali, che si terranno il 4 ottobre prossimo.

Lula è infatti pronto per un nuovo mandato ed è pronto a battere il figlio di Bolsonaro, Flavio, estremista di destra, che si presenta con il conservatore Partito Liberale.

Lula, ha affermato che i militanti del PT dovranno smascherare ogni menzogna raccontata dall'estrema destra.

Preparatevi. Queste elezioni saranno una guerra e dovremo essere preparati. Dobbiamo essere più audaci, perché loro lo sono. Non possiamo restare in silenzio. Non è più sufficiente gridare 'Lula Pace e Amore'”, ha affermato il Presidente.

Il Presidente Lula, che si ricandida - per il quarto mandato - all'età di 80 anni, ha affermato altresì che sta vivendo il suo momento migliore, sia a livello fisico che mentale e che si sente motivato oggi più di quando aveva 50 anni.

Egli ha invitato i militanti del PT a non abbassare la guardia, anche perché i risultati positivi delle politiche sociali portate avanti dal suo governo non saranno sufficienti, da soli, a garantirgli la vittoria.

Dobbiamo pensare a un altro progetto per questo Paese. Quale progetto presenteremo per risvegliare nei cuori di ragazze e ragazzi, uomini e donne, giovani e adulti, l'aspettativa di poter costruire un altro Paese? Questo è ciò che mobiliterà il nostro popolo”, ha sottolineato Lula.

Egli ha spiegato come alle prossime elezioni non è in gioco solo la vittoria alla Presidenza della Repubblica, ma soprattutto se il Brasile continuerà ad essere un Paese democratico, oppure, se esso sarà consegnato, come già accaduto con Bolsonaro padre, a un fascista.

Egli ha spiegato come il PD debba lavorare per creare alleanze con altre forze politiche e ha ringraziato tutti gli attivisti, non solo del PT, ma anche del PSB (Partito Socialista Brasiliano); PcdoB (Partito Comunista del Brasile) e PDT (Partito Democratico dei Lavoratori), ovvero i partiti che supportano il suo attuale governo.

Egli, inoltre, ha ricordato il suo attivismo sindacale a partire dagli Anni '70 e ricordato la fondazione del PT.

Non c'è nulla di simile al PT nel mondo. Stiamo accumulando molti errori, ma non c'è nulla di simile”, ha ricordato Lula, aggiungendo che esso “è stato creato dai lavoratori, guidato dai lavoratori”.

Lula ha ricordato di come, da leader sindacale, viaggiasse tra le fabbriche a bordo del suo Maggiolino Volkswagen, gridando con un megafono, per convincere i lavoratori a creare un loro partito. Un partito che deve continuare ad “ascoltare le periferie”, ha sottolineato il Presidente.

Egli ha, altresì, puntato il dito contro la corruzione, che si sta diffondendo nella politica brasiliana e ha sottolineato la necessità di mantenere il PT fuori da ogni forma di mercificazione.

Avete l'obbligo morale di non permettere che questo partito finisca nel fosso comune della politica di questo Paese”, ha esortato il Presidente Lula.

Nel suo discorso, Lula, ha inoltre solidarizzato con il popolo cubano, per le continue vessazioni che subisce a causa del regime statunitense e, relativamente all'aggressione statunitense al Venezuela, ha affermato che “Dobbiamo dire forte e chiaro che il problema del Venezuela deve essere risolto dal popolo del Venezuela, non da Trump”.

Egli ha, inoltre, elogiato il parteneriato siglato, recentemente, fra Brasile e Repubblica Popolare Cinese.

Oltre al Presidente Lula, alla celebrazione, conclusasi con una festa, sono intervenuti anche il presidente del PT, Edinho Silva, il governatore di Bahia, Jerônimo Rodrigues, la senatrice Tereza Leitão (PT-PE) e il Presidente del PT di Bahia, Tássio Brito.

Luca Bagatin

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