
Cuba – a cento anni
dalla nascita dell'Eroe della Rivoluzione Fidel Castro - sta vivendo
i suoi giorni più terribili, a causa dell'inasprimento dell'embargo
imposto dal regime di Washington, per ragioni totalmente ideologiche,
pretestuose e fuori da ogni rispetto del diritto internazionale.
Il Presidente della
Repubblica di Cuba e Primo Segretario del Comitato Centrale del
Partito Comunista, Miguel Díaz-Canel, ha tenuto, il 18 giugno 2026,
un importante discorso di chiusura della Terza Sessione Straordinaria
dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, ovvero il Parlamento
dell'Isola.
Il Presidente
Díaz-Canel ha spiegato come il popolo cubano abbia la responsabilità
storica di salvare l'Isola e, per fare ciò, occorre “cambiare
tutto ciò che deve essere cambiato”.
Il
Presidente ha sottolineato che “Si tratta
di affrontare le conseguenze dell'enorme caos generato in tutto il
mondo da assurde guerre di conquista, dal crollo del multilateralismo
e del diritto internazionale, e dalla manipolazione fraudolenta e
arbitraria del sistema finanziario internazionale come arma
politica”.
Egli ha spiegato come la realtà
imposta dagli Stati Uniti d'America derivi “da
una vera e propria persecuzione finanziaria quotidiana che ostacola e
rende il più costoso possibile ogni goccia di carburante, ogni
medicinale, ogni prodotto alimentare, ogni pezzo di ricambio e ogni
tecnologia di cui il Paese ha bisogno”.
Lo scopo della Sessione
Straordinaria dell'Assemblea Nazionale, infatti, nasce proprio
dall'esigenza di introdurre quei cambiamenti “urgenti
e necessari” per permettere a Cuba di
sopravvivere e resistere.
Tali cambiamenti, il Presidente
Díaz-Canel li aveva spiegati alcuni giorni fa alla stampa (vedi
articolo:
https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/06/cuba-cerca-il-rilancio-investimenti.html).
Cambiamenti che prevedono lo stimolo
degli investimenti esteri e interni; lo snellimento della burocrazia;
l'autogestione delle imprese pubbliche; lo sviluppo del settore
agricolo in modo da poter raggiungere l'autosufficienza alimentare;
l'eliminazione delle restrizioni all'importazione di apparecchi che
producono energia e veicoli, in particolare elettrici e ricaricabili
con energia solare.
Cambiamenti che, ha spiegato il
Presidente, sono stati il frutto di “analisi,
dibattiti, accordi, linee guida, elaborazioni concettuali, congressi
di partito e programmi di governo”.
Egli ha altresì sottolineato come
“Nessuno, nemmeno il più informato,
ignora il piano soffocante ideato per Cuba, attuato regolarmente e
spietatamente dai nemici storici della Rivoluzione per far implodere
il Paese dall'interno. Questo va ribadito ogni volta che si parla di
blackout, perché dietro la produzione di energia elettrica, sempre
insufficiente e senza l'arrivo di alcun carico di carburante nel
Paese, si cela lo sforzo
colossale, il contributo eroico dei dirigenti e degli operai del
settore elettrico”.
Il Presidente Miguel Díaz-Canel,
nell'illustrare le misure che saranno presto introdotte, ha altresì
aggiunto che “Saranno
attuate misure per prevenire l'aumento
delle disuguaglianze, attraverso l'applicazione di
politiche sociali che promuovano
l'equità e sostengano le persone in situazioni di vulnerabilità,
con una giusta distribuzione delle imposte per lo sviluppo di
programmi sociali”.
Egli ha spiegato che “Abbiamo
autorizzato la vendita di carburanti da parte di enti di gestione non
statali, sotto la regolamentazione e il controllo dello Stato, e con
margini di profitto ragionevoli e trasparenti. Sono già in corso i
primi progetti pilota con punti vendita di gas liquefatto e
carburanti e piattaforme di pagamento digitali, che valuteremo ed
estenderemo laddove dimostrino efficienza, trasparenza e benefici per
la popolazione”.
Ed ha aggiunto che “L'obiettivo
non è ritirare lo Stato da un settore strategico ,
ma aumentare la capacità, snellire la
distribuzione e migliorare l'accesso. E voglio essere chiaro: questa
decisione risponde a un'esigenza specifica del Paese in questo
momento, ma chi investe, lavora con impegno e rispetta le regole avrà
sicurezza e stabilità. Quando il Paese riacquisterà maggiore
capacità, rispetteremo gli investimenti effettuati e i progetti che
si sono dimostrati vantaggiosi per Cuba e il suo popolo”.
Il Presidente cubano ha inoltre
insistito relativamente alla difesa dei diritti delle donne,
ricordando che “In un giorno come questo,
in cui ricordiamo con particolare emozione e nostalgia la nostra
amata Vilma, donna che è stata combattente clandestina e
guerrigliera, ingegnera innovatrice e fondatrice di spazi e politiche
per la promozione e la difesa dei diritti delle donne a Cuba e nel
mondo, su richiesta della nostra compagna Teresa, segretaria della
Federazione delle Donne Cubane, e di altre donne che ci hanno
richiamato sulla necessità di proteggere e promuovere il loro
progresso, a nome del Partito e del Governo, ribadisco il nostro
impegno a garantire che non vi sia mai alcun passo indietro sulle
politiche a favore delle donne cubane nell'attuazione delle nuove
misure economiche e sociali. Infatti, contiamo su di loro, sulla loro
emblematica resilienza, sulla loro creatività e sulla loro
sensibilità in modo del tutto speciale”.
Nel suo lungo discorso, il Presidente
Diaz-Canel, ha puntato il dito contro gli “odiatori online”,
coloro i quali - “servi entusiasti dell'impero” -
“mentono, manipolano, demonizzano e
insultano senza la minima etica ,
senza verificare fonti o dati”.
Ed ha affermato che
“Cuba ha bisogno di più dibattito,
non di meno; di maggiore
partecipazione, non di meno; di
maggiore responsabilità,
non di meno” e in merito ha aggiunto che “La critica e l'onesta
autocritica non sono una novità per il governo cubano; sono sempre
state inseparabili dalla pratica rivoluzionaria. Non stiamo
sperimentando; stiamo applicando un principio del concetto di
Rivoluzione che Fidel ci ha lasciato in eredità: "emanciparci
da soli e attraverso i nostri sforzi"”.
Il Capo dello Stato ha altresì
ribadito che “Cuba rimane disposta a
impegnarsi in un dialogo rispettoso con il governo degli Stati Uniti
su tutte le questioni possibili, e questa disponibilità non è solo
espressa, ma anche storicamente dimostrata”. Ed ha aggiunto,
riferendosi al regime di Washington, che “Non si può parlare di
libertà mentre si spinge deliberatamente un intero popolo verso la
disperazione a causa della mancanza di risorse vitali per la
sopravvivenza. Al governo degli Stati Uniti diciamo, senza odio, ma
senza paura: se volete davvero aiutare il popolo cubano, lasciateci
vivere!
Lasciate che Cuba commerci; lasciate che Cuba acquisti le sue
medicine; lasciate che Cuba importi il suo carburante; lasciate che
Cuba riceva investimenti, prestiti, finanziamenti e mantenga normali
relazioni con i suoi emigrati e con il mondo. Lasciate che Cuba
mostri al mondo di cosa è capace questo popolo quando non ci sono
ostacoli ai suoi sforzi di emancipazione!”.
Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha
concluso il suo discorso affermando che: “Abbiamo
terra e sole; medici e insegnanti;
scienziati e agricoltori; intellettuali e atleti di alto livello;
imprenditori capaci; lavoratori che non si arrendono mai; donne
coraggiose; giovani con un talento che stupisce il mondo; una
popolazione immigrata che vuole dare il proprio contributo; e un
popolo che ha sofferto molto e che, soprattutto, merita di vivere
meglio. Non ci limiteremo a chiedere a questo popolo di resistere;
gli chiediamo di creare, di produrre, di decidere, di trasformare, di
sovrintendere, di prosperare. Cuba sta cambiando per risollevarsi!
Cuba sta cambiando per vivere meglio! Cuba sta cambiando per rimanere
libera! La Storia ci
ha insegnato a resistere. Questo tempo esige una trasformazione. E
noi ci trasformeremo: con il popolo, dal popolo e per il popolo, come
ci ha insegnato Fidel, come ci
ha guidato Raúl”.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com