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giovedì 25 giugno 2026

Doppio terremoto in Venezuela. Il governo socialista si mobilita. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Bolivariana del Venezuela è stata colpita da due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5.

164 persone morte e quasi 1000 i feriti, secondo quanto riferito dalla Presidente incaricata Delcy Rodriguez, la quale, inoltre, ha annunciato la creazione di un fondo di 200 milioni di dollari, utilizzando risorse del Fondo Monetario Internazionale, per la ricostruzione delle infrastrutture vitali. Verrà, inoltre, istituito un fondo al fine di fornire assistenza immediata alle vittime e saranno attivate linee di credito speciali attraverso banche pubbliche e private, per coloro i quali hanno perduto la loro principale fonte di reddito.

La Presidente Rodriguez ha affermato, inoltre, che vi sarà un ulteriore stanziamento di fondi attraverso il sistema pubblico “Patria per i lavoratori”, per coloro i quali hanno perduto il loro lavoro.

La Presidente incaricata ha altresì riferito che lo stato più colpito è La Guaira, con decine di edifici crollati ed ha sottolineato che sono in corso le operazioni di soccorso, aggiungendo che sono stati resi disponibili hotel e rifugi per le persone che hanno perduto le loro case o le cui abitazioni hanno subito danni strutturali.

La Presidente Rodriguez ha anche esortato i cittadini ad utilizzare l'applicazione VenApp, al fine di segnalare situazioni abitative pericolanti o la scomparsa dei loro parenti.

Delcy Rodriguez ha altresì ringraziato tutti i popoli e i governi del mondo, per la loro solidarietà e vicinanza.

Fra i primi Paesi a mobilitarsi in soccorso del Paese, fra gli altri, attraverso aiuti umanitari, il Brasile di Lula e la Repubblica Popolare Cinese, oltre a Cuba, che ha inviato personale medico.

Anche il Presidente costituzionale del Venezuela, Nicolas Maduro, dal carcere di New York nel quale è illegalmente detenuto dal regime statunitense, dal 3 gennaio scorso, assieme a sua moglie Cilia Rodriguez, ha voluto esprimere solidarietà e vicinanza al suo Paese.

Attraverso i social, il Presidente Maduro ha scritto, fra le altre cose: “Di fronte al potente terremoto che ha colpito la nostra nazione, le nostre preghiere sono rivolte alle famiglie venezuelane colpite. In questo momento difficile, invochiamo l'unità nazionale, la serenità e l'amore. Il nostro cuore è con tutto il Venezuela! (…) Oggi la parola è una sola: massima unione, massima solidarietà e massima azione! (…) Che Dio benedica e protegga il Venezuela!”.

Luca Bagatin

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sabato 6 giugno 2026

Venezuela e India, dialogo strategico nel nome di Gandhi: "La pace è la via". Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente facente funzioni del Venezuela, Delcy Rodriguez, nel suo viaggio ufficiale in India, importante Paese BRICS, ha incontrato il Ministro degli Esteri Subrahmanyam Jaishankar, al fine di “approfondire le alleanze strategiche in diversi settori”, come ha spiegato in un comunicato.

La Presidente ha altresì incontrato il Primo Ministro Narendra Modi e discusso lo stato delle relazioni bilaterali.

Nel corso del suo viaggio, che si concluderà il 7 giugno, la Presidente incaricata Rodriguez ha visitato un importante complesso industriale nella città di Mumbai e ha avuto incontri con i settori imprenditoriali e industriali indiani.

Lo scopo è quello di promuovere progetti comuni, volti a incoraggiare la diversificazione energetica del Venezuela, utilizzando energie moderne, rinnovabili e verdi.

Il Venezuela è attualmente il terzo fornitore di petrolio dell'India e, uno dei punti chiave della visita della Presidente Rodriguez è proprio la cooperazione nel settore degli idrocarburi.

La Presidente facente funzioni del Venezuela ha, nel corso della sua visita, reso omaggio anche alla memoria del padre dell'India, ovvero al Mahatma Gandhi, che ha definito “simbolo della lotta pacifica per l'indipendenza dell'India”, il cui pensiero “trascende il tempo”. E, ricordando ciò, ha citato le stesse parole di Gandhi, fondamentali in questi tempi di grande turbolenza internazionale, ovvero: “Non esiste una via per la pace; la pace è la via”.

Luca Bagatin

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sabato 2 maggio 2026

Venezuela e Cuba, Primo Maggio segnato dalle tensioni con il regime di Trump. Articolo di Luca Bagatin

 

In occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori del 1 maggio, il Presidente del Venezuela, il socialista Nicolas Maduro, dal carcere di New York, nel quale è detenuto a seguito del sequestro avvenuto il 3 gennaio scorso, da parte del regime statunitense, ha voluto inviare, attraverso il suo canale Telegram, un messaggio alla classe lavoratrice del suo Paese e al suo popolo.

Egli ha invitato il popolo venezuelano ad “Andare avanti con fede nonostante le limitazioni, confidando nelle nostre forze e con lo sforzo congiunto della classe lavoratrice e dell'intero Paese”, aggiungendo che è necessario “consolidare il processo di rinnovamento e crescita delle forze lavoratrici iniziato lo scorso anno”.

Il Presidente Maduro ha altresì sottolineato la necessità di “garantire, in quanto classe lavoratrice, il processo di pace, riconciliazione e unità nazionale quale esercizio di sovranità e riconciliazione nazionale”.

Egli, ricordando il suo passato di autista presso la metropolitana di Caracas, nonché ex sindacalista, si è dichiarato “orgoglioso di far parte della potente classe operaia venezuelana, che deve essere protagonista della nuova storia che il nostro Paese sta costruendo”.

Il Presidente Maduro ha altresì espresso la sua gratitudine, anche a nome della moglie, Cilia Flores, per la solidarietà dimostrata, sia da parte del popolo venezuelano che da parte di quella di tutto il mondo, per la sua ingiusta detenzione.

Uniti vinceremo!”, ha concluso il Presidente nel suo messaggio.

E, sempre nella giornata del 1 maggio, a Cuba, Paese fratello del Venezuela, al quale lo unisce la comune matrice socialista e la comune lotta contro l'aggressione statunitense, il Presidente Miguel Diaz-Canel, ha condannato le ennesime misure coercitive unilaterali statunitensi contro l'Isola.

“Oggi il governo degli Stati Uniti ha annunciato nuove misure coercitive che rafforzano il brutale blocco genocida, a dimostrazione della sua povertà morale e del suo disprezzo per la sensibilità e il buon senso degli americani e dell'intera comunità internazionale”, ha scritto su Facebook il Presidente Diaz-Canel, spiegando come “nessuna persona onesta può accettare la scusa che Cuba rappresenti una minaccia per quel Paese”.

“Il blocco e il suo rafforzamento causano danni enormi, a causa del comportamento intimidatorio e arrogante della più grande potenza militare del pianeta”, ha concluso il Presidente cubano.

Attualmente Cuba, oltre a subire un embargo dal 1962 da parte del regime statunitense, esso è stato ulteriormente rafforzato da Trump, il quale ha imposto dazi doganali ai Paesi che vendono petrolio a Cuba e ha introdotto misure restrittive alle banche straniere che collaborano con essa, oltre a misure coercitive nei confronti di coloro i quali vorrebbero operare con Cuba nel settore energetico, minerario, della difesa e della sicurezza.

Come se ciò non fosse sufficiente, il regime di Trump ha peraltro minacciato di invadere l'Isola. In barba, come nel suo aberrante stile, ad ogni rispetto per i popoli sovrani e al diritto internazionale.

Luca Bagatin

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sabato 25 aprile 2026

Storico incontro, a Caracas, fra i Presidenti socialisti di Colombia e Venezuela, Gustavo Petro e Delcy Rodriguez. Articolo di Luca Bagatin

 

Si è tenuto, venerdì 24 aprile scorso, a Caracas, presso Palazzo Miraflores, sede del governo venezuelano, un importante incontro fra il Presidente della Colombia, Gustavo Petro e la Presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodriguez.

Entrambi i Paesi, oltre ad essere vicini geograficamente, hanno in comune la medesima Storia di liberazione nazionale, guidata da Simon Bolivar, negli Anni '20 del XIX Secolo e i rispettivi governi sono attualmente guidati da leader socialisti democratici e di ispirazione, appunto, bolivariana.

Entrambi i governi hanno concordato una serie di misure relative all'interconnessione di energia elettrica e gas; la promozione del turismo e la lotta contro la criminalità organizzata e transnazionale.

La Presidente Rodriguez ha elogiato l'ascesa al governo del Presidente Petro, nel 2022, sottolineando come essa abbia riaperto i canali diplomatici fra i due Paesi e ciò abbia permesso di rafforzare i rapporti commerciali ed economici, prima impediti dai governi di destra e filo-statunitensi.

L'agenda politica dei due Paesi intende dare priorità all'integrazione energetica, turistica e alimentare e entrambe le parti hanno concordato, altresì, di elaborare piani militari e di intelligence per arginare le bande criminali che imperversano in entrambi i Paesi.

Il Presidente Gustavo Petro, che ha solidarizzato con il Venezuela e il suo governo per l'attacco illegale subito dal Paese il 3 gennaio scorso, da parte del regime statunitense, culminato con il sequestro del Presidente Nicolas Maduro e della First Lady, Cilia Flores, ha sottolineato la necessità di sviluppare un progetto volto a promuovere pace globale e democrazia e che sia contrapposto ai modelli che sostengono autoritarismo e conflitti.

Oltre a ciò, ha rammentato la necessità di riprendere il progetto bolivariano della Grande Patria, che promuova unità, integrazione economica, sociale e politica fra Colombia e Venezuela, rispettando le relative autonomie nazionali.

Egli ha altresì sottolineato la necessità di adottare strategie volte alla lotta contro il narcotraffico, l'estrazione illegale di oro e minerali rari e la tratta di esseri umani.

Quella del Presidente Petro è la prima visita di un capo di Stato in Venezuela dopo il rapimento del Presidente Nicolas Maduro ed entrambe le parti si sono dette molto soddisfatte.

Nel frattempo, sempre venerdì 24 aprile scorso, il tribunale federale statunitense ha permesso al Presidente del Venezuela Maduro e a sua moglie, Cilia Flores, di utilizzare le risorse dello Stato venezuelano per potersi difendere nel procedimento che li vede coinvolti a New York, con l'infondata accusa di narcotraffico.

Il Presidente Maduro e la moglie sono attualmente reclusi in un carcere di New York, dopo il rapimento illegale del 3 gennaio scorso, che ha completamente violato il diritto internazionale e l'integrità territoriale del Venezuela.

Fra i maggiori sostenitori della loro liberazione, a livello internazionale, lo storico cofondatore dei Pink Floyd, Roger Waters, da sempre attivista per i diritti civili, contro il capitalismo e noto per le sue posizioni socialiste libertarie.

Luca Bagatin

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giovedì 26 marzo 2026

Seconda udienza per il Presidente Maduro e sua moglie. Migliaia di manifestanti chiedono la loro liberazione. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 26 marzo inizierà, a New York, la seconda udienza per il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro e per sua moglie, Cilia Flores, rapiti, nella loro casa, lo scorso 3 gennaio – attraverso un'azione militare condotta in territorio venezuelano - da parte di un commando inviato dal regime degli Stati Uniti d'America, che li ha accusati, senza alcuna prova e violando il diritto internazionale, di narcotraffico.

Da 83 giorni, i coniugi Maduro, sono pertanto illegalmente detenuti negli USA.

Il Presidente Maduro si è dichiarato, nella prima udienza del 5 gennaio scorso, “prigioniero di guerra”, respingendo ogni accusa contro di lui.

Il Presidente, rapito nella sua casa, a Caracas, ha ribadito come l'azione militare statunitense abbia violato sia la sua immunità presidenziale che la sovranità del suo Paese.

Anche la first lady, Cilia Flores, si è dichiarata non colpevole, richiedendo anche una visita consolare per sé e per il marito.

Il Presidente Maduro, peraltro, aveva spiegato come durante l'udienza non fosse stato messo a conoscenza delle accuse a suo carico.

Migliaia di venezuelani si sono riuniti per una funzione religiosa, il 25 marzo, difronte al Palazzo di Giustizia a Caracas, per pregare e manifestare la richiesta di liberazione del Presidente Maduro e di sua moglie.

Numerosi i manifestanti anche nella mattinata del 26 marzo, difronte al Tribunale federale del Distretto Meridionale di Manhattan, a New York, per esprimere il loro sostegno alla coppia presidenziale.

Fra i primi a manifestare il suo sostegno al Presidente Maduro e a sua moglie, fin dal loro rapimento, il cantautore britannico Roger Waters, storico cofondatore dei Pink Floyd e da sempre attivista per i diritti civili, contro il capitalismo e noto per le sue posizioni socialiste libertarie.

Roger Waters, da sempre al fianco della Rivoluzione socialista bolivariana e che si oppone anche all'attacco illegale contro l'Iran, aveva definito il regime USA composto da “sciocchi bambini in un cortile di scuola”.

Nel frattempo, al Presidente Maduro e alla moglie, continuano ad essere negati i finanziamenti per l'assistenza legale, che dovrebbero arrivare dal governo del Venezuela, attualmente presieduto dalla Presidente facente funzioni Delcy Rodriguez, la quale ha più volte richiesto la liberazione del Presidente costituzionalmente eletto Maduro e di sua moglie Cilia.

Il Presidente Maduro e la first lady sono difesi dall'avvocato Barry J. Pollack, già difensore del giornalista libertario Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.

Luca Bagatin

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sabato 21 marzo 2026

Gli USA, dopo averli rapiti, impediscono al Presidente Maduro e alla moglie di ricevere i finanziamenti necessari per difendersi in tribunale. Articolo di Luca Bagatin

 

L'avvocato del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro - rapito assieme alla moglie dal regime statunitense, il 3 gennaio scorso, con la mai provata accusa di narcotraffico - Barry J. Pollack ha depositato, presso il Trubunale distrettuale del Distretto Meridionale di New York, una memoria che sostiene l'archiviazione di tutte le accuse contro il Presidente Maduro e sua moglie, Cilia Flores.

Il regime di Washington, peraltro, ha revocato da tempo, senza alcuna spiegazione, i finanziamenti della causa legale del Presidente Maduro, che sarebbero dovuti arrivare dal governo venezuelano, come previsto dalla legge.

E tutto questo nonostante gli USA abbiano riaperto i canali diplomatici e commerciali con il Venezuela, attraverso la Presidente incaricata, Delcy Rodriguez.

Ciò, come denunciato dalla difesa del Presidente Maduro, in palese violazione del Sesto Emendamento della Costituzione statunitense, relativo al diritto al giusto processo.

Nel caso in cui la causa legale del Presidente Maduro non potesse essere finanziata dal governo venezuelano, come rilevato dalla difesa, il tribunale dovrebbe nominare degli avvocati e scaricare i costi della difesa del signor Maduro sui contribuenti degli Stati Uniti, nonostante la disponibilità e l'obbligo del governo venezuelano di sostenere tali spese”.

Trump, insomma, dopo aver scaricato sulle spalle dei contribuenti statunitensi gli attacchi contro il Venezuela e l'Iran, intende scaricare anche le spese legali del Presidente del Venezuela!

Come rilevato dall'avvocato Pollack, il Presidente Maduro sostiene dunque che vi sia “un'interferenza da parte del governo degli Stati Uniti con il suo diritto all'assistenza legale, sancito dal Sesto Emendamento, e con il suo diritto a presentare una difesa, garantito dalla clausola del giusto processo”.

Nel documento presentato dall'avvocato Pollack è stata inclusa anche una dichiarazione del giurista venezuelano Henry Rodriguez Facchinetti, che certifica che la legge venezuelana obbliga il Paese a coprire le spese legali del suo Presidente quando questi non disponga di risorse per la propria difesa.

L'avvocato che difende il Presidente Maduro e sua moglie Cilia è noto per aver difeso il giornalista libertario Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.

Luca Bagatin

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giovedì 12 marzo 2026

Il Venezuela normalizza i rapporti con gli USA, ma non si piega ai ricatti e richiede la liberazione del Presidente Maduro e della First Lady. Articolo di Luca Bagatin

La Presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha spiegato, nei giorni scorsi, che le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d'America devono basarsi “sulla verità, la verità del Venezuela”.

Ha così respinto ogni accusa di narcotraffico e ribadito la richiesta di scarcerazione del Presidente costituzionalmente eletto, Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, illegalmente rapiti su territorio venezuelano il 3 gennaio scorso e illegalmente detenuti negli USA, senza alcuna fondata accusa e impedendo al Presidente Maduro di accedere alle sue risorse economiche per pagare le spese legali.

La Presidente Rodriguez, ad ogni modo, ha anche affermato di voler continuare a dialogare con gli USA: “Ogni giorno che passa, come abbiamo detto, nelle relazioni diplomatiche con il governo degli Stati Uniti, per risolvere le divergenze e progredire nelle aree di accordo, abbiamo un programma di lavoro che abbiamo stabilito nel settore energetico, nel settore minerario e nella lotta al narcotraffico”, ha sottolineato.

Ed ha altresì dichiarato che “Il Venezuela non è un Paese dedito al narcotraffico, né è rilevante in termini di narcotraffico”.

La Presidente incaricata ha proseguito affermando che “Il Presidente Nicolas Maduro e la First Lady sono innocenti, fate sapere al mondo che siamo un Paese laborioso, che ci impegniamo con le nostre forze, che possediamo molte ricchezze materiali, ma che la nostra più grande ricchezza è la ricchezza spirituale del nostro popolo, e che oggi stiamo dicendo la verità”, ha dichiarato.

Ha altresì spiegato che il Venezuela bolivariano e socialista continuerà a opporsi fermamente a qualsiasi guerra e a condannare l'aggressione dei regimi USA e israeliano contro l'Iran, impegnandosi a promuovere la pace e il rispetto del diritto internazionale.

Il governo degli Stati Uniti d'America, nel frattempo, ha formalmente riconosciuto il governo della Presidente incaricata Delcy Rodriguez, che ha assunto la carica di Capo dello Stato dopo il rapimento illegale del Presidente Maduro, attraverso un documento ufficiale, che dichiara che le relazioni con il Venezuela sono state “normalizzate”.

Il Ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, ha ribadito che il governo socialista e bolivariano del Venezuela “riafferma la sua volontà di procedere in una nuova fase di dialogo costruttivo, basato sul rispetto reciproco, sull'uguaglianza sovrana degli Stati e sulla cooperazione tra i nostri popoli”.

Il Presidente costituzionalmente eletto del Venezuela, Nicolas Maduro, lo scorso 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, aveva inviato un messaggio al popolo venezuelano dal luogo della sua detenzione, presso il Metropolitan Detention Center di Brooklin.

In una lettera, letta dal figlio, il deputato socialista Nicolas Maduro Guerra, il Presidente ha esortato il Paese a non mollare e a consolidare il potere popolare e la democrazia diretta, attraverso il sistema della comuni e delle consulte popolari, costruita negli anni, sottolineando il ruolo decisivo delle donne nell'organizzazione sociale del Paese.

Il Presidente Maduro ha altresì ricordato la necessità di continuare a costruire un Paese fondato su pace e giustizia sociale, nel solco degli ideali del Libertador Simon Bolivar.

Luca Bagatin

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venerdì 13 febbraio 2026

Venezuela. La Presidente incaricata Delcy Rodriguez ribadisce che il Presidente legittimo è Nicolas Maduro. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente incaricata del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, in un'intervista rilasciata alla rete statunitense NBC News, ha dichiarato che il Presidente legittimo del Venezuela è e romane Nicolas Maduro, illegalmente detenuto negli Stati Uniti d'America dallo scorso 3 gennaio, dopo il suo rapimento, assieme alla moglie Cilia, durante l'aggressione statunitense al Paese, che ha causato oltre 100 morti e numerosi feriti.

La Presidente ha sottolineato come, la sua Amministrazione, aderisca alla Costituzione venezuelana che, infatti, prevede la figura del Presidente incaricato, nel caso di impossibilità del Presidente legittimo di governare.

E ha affermato come il suo sia “un lavoro molto duro”.

Sia il presidente Maduro che Cilia Flores sono innocenti”, ha sottolineato Delcy Rodriguez, parlando anche nelle vesti di avvocato.

La Presidente ha affermato di essere stata invitata negli USA, spiegando che “Stiamo valutando di andarci una volta che avremo stabilito questa cooperazione e potremo procedere con tutto”.

Ha ribadito, altresì, la necessità che sia posta fine alle misure coercitive imposte al Paese da parte degli USA, che ne ostacolano la crescita.

Relativamente alla questione elettorale, la Presidente Rodriguez ha affermato che “Tenere elezioni libere ed eque in Venezuela significa anche avere un Paese libero, dove la giustizia può essere fatta. Paese libero da sanzioni”.

La Presidente ha ricevuto, peraltro, il Segretario all'Energia degli USA, Christopher Wright, presso il Palazzo Miraflores di Caracas.

L'incontro mira a redigere un'agenda energetica vantaggiosa per entrambi i Paesi, nel quadro della sovranità energetica del Venezuela, che si sta sforzando di aumentare la produzione di petrolio greggio, diversificare le esportazioni e stringere nuove alleanze energetiche.

All'incontro era presente anche il Presidente della società petrolifera nazionale venezuelana PDVSA, Héctor Obregon Pérez e il rappresentante diplomatico del Venezuela negli USA, Félix Plasencia.

Relativamente al ritorno in Venezuela dell'esponente dell'estrema destra venezuelana, Maria Corina Machado, la quale ha consegnato il suo controverso Nobel per la “Pace” a Trump, la Presidente Rodriguez ha affermato che la Machado “dovrà rispondere al Venezuela per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l'aggressione statunitense del 3 gennaio”.

Il dialogo con gli USA, in sostanza, è stato intrapreso, nel quadro del mantenimento della sovranità energetica venezuelana e ribadendo la necessità di liberare il Presidente Maduro e sua moglie, illegalmente detenuti, senza alcuna fondata accusa, e rapiti illegalmente sul territorio venezuelano.

Il Presidente Maduro, prigioniero a New York, in una conversazione con il figlio, il deputato socialista Nicolas Ernesto Maduro Guerra, ha affermato di sostenere il governo incaricato di Delcy Rodriguez e le azioni che sta portando avanti: “State facendo esattamente ciò che dovete fare e state prendendo le misure giuste” - ha dichiarato il Presidente Maduro - “La nostra tranquillità qui deriva dall'unità del popolo, dall'unità con l'Alto Comando e con la mia squadra, che è la squadra della patria”.

Luca Bagatin

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venerdì 30 gennaio 2026

La Presidente socialista ad interim, Delcy Rodriguez, gradita dal 79% dei venezuelani. Articolo di Luca Bagatin

 

Secondo un sondaggio condotto dall'istituto Hinterlaces, la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, avrebbe un indice di gradimento, da parte della popolazione, del 79% e fra i cittadini che si definiscono “chavisti”, ovvero sostenitori della corrente socialista fondata dal compianto Presidente Hugo Chavez, il sostegno alla Presidente sarebbe pari al 92%.

Il 91% degli intervistati ritiene, peraltro, che sia necessario sostenere la Presidente Rodriguez, al fine di garantire la stabilità del Paese.

Lo stesso sondaggio rileva come il 95% degli intervistati abbia espresso condanna per l'azione militare statunitense contro il Venezuela e, l'84% degli intervistati, ritiene di avere la capacità necessaria per superare gli ostacoli di fronte alle avversità.

Il sondaggio è stato condotto intervistando circa 1.200 cittadini residenti in Venezuela nel corso del mese di gennaio.

Delcy Rodriguez, 56 anni, avvocato, è figlia del rivoluzionario Jorge Antonio Rodriguez, fondatore della Lega Socialista, morto nel 1976 a soli 34 anni a causa delle torture subite dai servizi di sicurezza venezuelani dell'epoca.

Membro della direzione nazionale del Partito Socialista Unito del Venezuela, Delcy Rodriguez iniziò la sua carriera politica nel 2002, rivendicando l'eredità politica socialista di suo padre e sostenendo il Presidente socialista Hugo Chavez, il quale - in quell'anno - subì il suo primo tentativo di golpe, sostenuto dagli USA e guidato dall'imprenditore Pedro Carmona Estanga.

Con Chavez fu nominata Ministro per gli Affari Presidenziali nel 2006 e, nel 2014, fu nominata dal Presidente Nicolas Maduro Ministro degli Affari Esteri, carica che ricoprì fino al 2017. Dal 2017 al 2018 fu Presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente e, successivamente, fu nominata Vicepresidente del Venezuela.

Leale alla Rivoluzione Bolivariana, ispirata agli ideali di Simon Bolivar, il Giuseppe Garibaldi dell'America Latina, ovvero alla difesa di giustizia sociale, sovranità nazionale e indipendenza economica, Delcy Rodriguez, da Presidente ad interim, dopo l'attacco statunitense e il rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, lo scorso 3 gennaio, da parte del regime di Donald Trump, ha giurato di difendere il Venezuela dai suoi nemici esterni.

In tal senso ha annunciato la creazione di un Ufficio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza Informatica, al fine di proteggere lo spazio digitale del Paese da attacchi tecnologici come quelli usati dalle stesse autorità statunitensi.

La Presidente ha anche annunciato la necessità di rafforzare la giustizia sociale e in particolare il comparto sanitario, oltre a riaffermare la sovranità delle risorse energetiche del Venezuela, attraverso una legge di riforma degli idrocarburi, votata anche dalle opposizioni.

Le entrate relative alla vendita di idrocarburi saranno investite, oltre che nella modernizzazione del settore energetico, anche in implementazione dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria pubblica e in aumenti salariali.

Luca Bagatin

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domenica 25 gennaio 2026

Venezuela. La Presidente ad interim Delcy Rodriguez invita all'unità del Paese contro l'imperialismo statunitense. Articolo di Luca Bagatin

Lo scorso sabato 24 gennaio, la Presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha partecipato alla Giornata dell'Assistenza Sociale Integrale nella città di Catia La Mar, fornendo assistenza diretta a oltre 5.500 famiglie del Circuito Comunitario della città.

Il governo socialista del Venezuela, dopo l'aggressione statunitense dello scorso 3 gennaio, ha iniziato a potenziare le politiche sociali e ad attuare opere di risanamento dei danni provocati dall'aggressione stessa, che ha causato oltre cento vittime, fra civili e militari e ha colpito infrastrutture mediche, scientifiche e abitative.

La Presidente ha dichiarato che “non può esserci pace economica senza pace sociale” e ha spiegato come il governo stia lavorando per garantire un'abitazione a quelle famiglie che hanno perso la casa durante l'attacco, aggiungendo che “sappiamo anche che la dignità del popolo venezuelano il primo scudo che abbiamo per preservare la nostra integrità come popolo, integrità territoriale e l'indipendenza nazionale”.

La Presidente Rodriguez ha altresì sottolineato che “c'è un urgente bisogno di unità nazionale per salvaguardare la pace e la tranquillità del nostro popolo. Non possono esserci differenze politiche o di partito quando si tratta della pace del Venezuela. Non possono esserci divisioni. Il Venezuela deve essere unito come un'unica nazione”.

E, riferendosi all'estremista di destra Machado, che ha addirittura consegnato l'immeritato Nobel per la Pace al Trump, ha aggiunto che “È vergognoso vedere una donna venezuelana, che si dichiara venezuelana, andare a ringraziare per i bombardamenti e l'aggressione militare straniera contro il Venezuela. Non credo che sia venezuelana, perché il popolo venezuelano rifiuta qualsiasi tipo di aggressione che causi sofferenza al nostro popolo”.

La Presidente ha poi concluso il suo discorso affermando: “Da qui, rivolgo un appello a tutto il Venezuela. Lo dico dal 5 gennaio, quando ho prestato giuramento a seguito del sequestro del Presidente Nicolás Maduro e della First Lady Cilia Flores. Ho giurato sui bambini del Venezuela, sui giovani; ho giurato di proteggere il popolo e che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. E un modo per prenderci cura gli uni degli altri è saper preservare e garantire la convivenza democratica nella nostra diversità. Esiste la diversità, esiste la pluralità, esistono le differenze, ma ci sono valori supremi, e uno di questi è la pace, che deve unirci; un valore supremo è l'indipendenza, la dignità del Venezuela, che deve unirci. E ho visto molti settori, divergenti in politica, uniti in questa posizione”.

L'unità nella diversità. Questo dovrebbe contare. Il socialismo cura, l'imperialismo distrugge e uccide. E negli USA lo stiamo vedendo da tempo ed è così anche nelle nostre società europee, sempre più allo sbando, sempre più servili, sempre meno in grado di educare le nuove generazioni e di sviluppare una coscienza sociale e civile.

Luca Bagatin

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sabato 17 gennaio 2026

Il Canada, per arginare le minacce USA, guarda alla cooperazione pragmatica con la Cina. Articolo di Luca Bagatin

 

E fu così che il Canada, minacciato da tempo dagli USA, decise di avviare una partnership con la molto più affidabile e cooperativa Repubblica Popolare Cinese.

Il Primo Ministro canadese, il liberale Mark Carney, nella sua visita ufficiale in Cina, dal 13 al 17 gennaio, ha deciso di invertire la rotta rispetto al suo predecessore, Justin Trudeau, molto più succube del regime statunitense.

Regime che ha già minacciato il Canada di annessione e di sottoporlo a dazi punitivi.

Il Canada, dunque, dopo anni di mancati rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, decide, questa volta, di cambiare rotta.

Carney, liberale progressista, del resto, eletto nell'aprile dello scorso anno, si è posto proprio l'obiettivo di liberare il Canada dalle pressioni statunitensi.

In tal senso, la Repubblica Popolare Cinese, viene visto quale partner più affidabile, non ideologico, pragmatico e volto alla cooperazione economica alla pari. Senza mire egemoniche.

Il Presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il Premier Carney il 16 gennaio scorso e questi aveva già avuto modo di apprezzare l'incontro che avevano avuto lo scorso ottobre, nella Repubblica di Corea.

Il Presidente Xi ha sottolineato il fatto che, entrambi i Paesi, dovrebbero rispettarsi a vicenda, pur nell'ambito delle diversità dei contesti politici nazionali e dei diversi sistemi politici.

In tal senso ha promosso la partnership fra i due Paesi, sulla base della ricerca di uno sviluppo condiviso, volto al mutuo vantaggio, attraverso la reciproca cooperazione, l'apertura e lo sviluppo di alta qualità.

Il Presidente Xi ha incoraggiato, in particolare, maggiori scambi e cooperazione in settori quali l'istruzione, la cultura, il turismo e lo sport e ha sottolineato come un mondo diviso non può essere in grado di gestire le sfide che l'umanità si trova ad affrontare.

Il multilateralismo, o, meglio, il “vero multilateralismo”, come lo ha definito, dunque, secondo il Presidente Xi, deve essere volto a “costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”.

Il Premier Carney ha osservato come la costruzione di un nuovo partenariato fra Canada e Cina possa garantire comuni opportunità.

Egli ha sottolineato come il Canada sostenga la politica fondata su una sola Cina (ovvero riconosce Taiwan quale parte della Cina) e intenda rafforzare la cooperazione in ambito commerciale, economico, energetico a basse emissioni di carbonio, finanziario, agricolo e della tutela dell'ambiente e come il multilateralismo sia alla base della sicurezza e della stabilità globali.

Il 15 gennaio, peraltro, il Premier canadese aveva incontrato il Premier cinese Li Qiang, il quale a sua volta aveva incoraggiato la cooperazione e l'amicizia fra i due Paesi, in ogni settore, da quello economico sino a quello turistico.

Il Premier Mark Carney ha sottolineato come il Canada sia stato uno dei primi Paesi occidentali a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese e a instaurare, con essa, relazioni diplomatiche.

Il Canada, dunque, consentirà l'ingresso, nel suo mercato, di 49.000 veicoli elettrici cinesi con un'aliquota tariffaria del 6,1%. Ciò dovrebbe generare nuovi investimenti in joint venture cinesi in Canada, che genereranno nuovi posti di lavoro per i canadesi e svilupperanno la filiera dei veicoli elettrici in Canada. Ciò, entro cinque anni, dovrebbe peraltro garantire prezzi maggiormente accessibili per l'acquisto di veicoli elettrici per i consumatori canadesi.

Plauso da parte del Premier Carney anche per gli accordi nel settore agroalimentare, che sbloccheranno circa 3 miliardi di dollari in ordini di esportazione per lavoratori e aziende canadesi. In tal modo, il Canada – che si è posto l'obiettivo di aumentare le esportazioni verso la Cina del 50% entro il 2030 – aumenterà considerevolmente le sue esportazioni.

Ulteriori accordi sono stati siglati nell'ambito degli scambi culturali, comprendenti supporto a musei, a contenuti digitali e artistici, incremento dei legami culturali e scambi di viaggio.

Mentre gli USA minacciano, in sostanza, la Cina crea le condizioni per partnership e sviluppo di lunga durata.

Due realtà completamente differenti.

Da una parte l'imperialismo predatore statunitense che, da qualche secolo, vive sulle spalle degli altri (UE compresa, che, umiliata e sfruttata, ancora non ha una classe dirigente di alto livello che abbia il coraggio di sganciarsi dal servilismo nei confronti dei Presidenti USA di turno). E destabilizza da sempre il mondo e realtà sovrane, in modo ipocrita e spesso razzista.

Dall'altra la Repubblica Popolare Cinese, una potenza che, sulla base del socialismo pragmatico e adatto ai tempi, promuove cooperazione, rispetto, mutuo vantaggio, stabilità.

Da dire che è proprio grazie alla Cina se, in Venezuela, non c'è stato un cambio di governo, dopo l'aggressione statunitense. L'intervento serio e pragmatico cinese si è, infatti, fatto sentire, aldilà delle poche cose scritte dalla grande stampa nostrana, anche perché il Venezuela è partner privilegiato e strategico della Cina.

E anche qui, il pragmatismo, l'ha fatta da padrone, rispetto alla sciocca voce grossa di Trump, che, al massimo, può incassare l'immeritato Nobel per la “Pace” della destrorsa Machado, che egli stesso sa bene che non è popolare in Venezuela.

In Venezuela, infatti, rimane saldo il governo socialista, con una Delcy Rodriguez che ha annunciato la creazione di due fondi sovrani per rafforzare la protezione sociale e le infrastrutture nazionali. Spiegando come i proventi derivanti dal commercio degli idrocarburi saranno destinati alle necessità della popolazione.

E la Presidente ha sottolineato anche l'opera di nazionalizzazione del petrolio, portata avanti dal Presidente Hugo Chavez e che, sotto la guida del Presidente Nicolas Maduro (ancora sequestrato illegalmente negli USA, assieme alla moglie, Cilia Flores), il Venezuela ha raggiunto ben diciannove trimestri consecutivi di crescita economica, con una produzione di petrolio, nel 2025, pari a 1.200.000 barili al giorno.

Il socialismo pratico, pragmatico, rettamente inteso, non ideologico, che non piace all'imperialismo predatore, è l'unica strada verso la costruzione di una comunità organizzata, che viene posta al primo posto dell'agenda politica.

In UE lo capiranno? Forse un giorno, chissà. Già sarebbe tanto se capissero, come ha fatto il Canada, che forse sarebbe il caso di iniziare a crescere e a ritrovare un minimo di dignità.

Come sempre, a parlare saranno i dati e i fatti. Le parole, come sempre, serviranno a poco e, ancor meno, le sciocche e opposte tifoserie.

Luca Bagatin

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sabato 10 gennaio 2026

Aggressione al Venezuela. La Presidente Delcy Rodriguez ringrazia Brasile, Colombia e Spagna per il sostegno ricevuto. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente ad interim del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha avuto colloqui telefonici con i Presidenti socialisti di Brasile, Colombia e Spagna.

Tanto il Presidente brasiliano Lula, che quello colombiano Petro e lo spagnolo Sanchez, hanno condannato l'aggressione illegale e criminale contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.

La Presidente Rodriguez ha espresso gratitudine nei confronti del Presidente Lula da Silva, anche per l'assistenza fornita al Venezuela nei giorni successivi all'aggressione.

Ella ha affermato, altresì, che “Colombia e Venezuela sono Paesi fratelli, impegnati ad andare avanti assieme per affrontare e risolvere i problemi che ci riguardano, sulla base del rispetto reciproco e della cooperazione regionale”.

La Presidente Rodriguez ha espresso apprezzamento anche nei confronti del governo spagnolo, che ha ringraziato per la “posizione coraggiosa nel condannare l'aggressione contro il Venezuela”, esprimendo l'interesse del Paese al fine di lavorare assieme alla Spagna per un “ampio programma bilaterale” vantaggioso per entrambi i popoli.

La Presidente, ha ribadito che intende proseguire nell'affrontare la crisi, seguita all'aggressione statunitense, attraverso mezzi diplomatoci volti a salvaguardare pace e sovranità nazionale, richiedendo il rilascio del Presidente Maduro e sua moglie, Cilia Flores e rafforzando il sistema sociale, socialista e ponendo al centro dell'agenda politica il potere popolare e la comunità.

Delcy Rodriguez, sorella del Presidente dell'Assemblea Nazionale del Venezuela Jorge Rodriguez, è figlia del politico e rivoluzionario socialista Jorge Antonio Rodriguez, fondatore della Lega Socialista, il quale fu brutalmente ucciso e torturato, a soli 34 anni, dai servizi di intelligence del Venezuela corrotto dell'epoca, nel 1976.

Luca Bagatin

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mercoledì 7 gennaio 2026

A pochi giorni dall'aggressione al Venezuela e del sequestro del Presidente Maduro, le ferme reazioni di Cina, Jeffrey Sachs e della Presidente Delcy Rodriguez. Articolo di Luca Bagatin

 

Relativamente all'aggressione statunitense al Venezuela e al rapimento del Presidente socialista Nicolas Maduro, è intervenuta la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning, la quale ha affermato che “La Cina si oppone a sanzioni unilaterali che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale o nell'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e si oppone all'ingerenza negli affari interni del Venezuela da parte di forze esterne con qualsiasi pretesto. La decisione degli Stati Uniti di sequestrare con la forza il Presidente Maduro e sua moglie è in chiara violazione del diritto internazionale, delle norme fondamentali delle relazioni internazionali e degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La Cina chiede ancora una volta agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente il Presidente Maduro e sua moglie e di risolvere le questioni attraverso il dialogo e la negoziazione”.

La portavoce ha affermato, altresì che “Il Venezuela è uno Stato sovrano e ha piena sovranità permanente su tutte le sue risorse naturali e attività economiche. Gli Stati Uniti hanno usato palesemente la forza contro il Venezuela e hanno chiesto al Paese di "favorire" l'America per quanto riguarda le sue riserve petrolifere. Tale prepotenza viola gravemente il diritto internazionale, viola la sovranità del Venezuela e viola i diritti del popolo venezuelano. La Cina condanna fermamente questo. Vorrei sottolineare che i diritti e gli interessi legittimi della Cina e di altri Paesi in Venezuela devono essere tutelati”.

Mao Ning ha sottolineato come “La cooperazione tra Cina e Venezuela è una cooperazione tra due Stati sovrani ed è protetta dal diritto internazionale e dalle leggi pertinenti. I diritti e gli interessi legittimi della Cina in Venezuela devono essere tutelati”.

Anche il prof. Jeffrey Sachs, celebre economista della Columbia University, già consulente di numerosi capi di Stato e di governo, nel corso della sua carriera, aveva espresso critiche all'invasione del Venezuela e dichiarato come questa non sia supportata dal popolo statunitense e sia stata attuata senza il coinvolgimento del Congresso.

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva dichiarato, fra le altre cose, che “Per adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe immediatamente approvare le seguenti azioni:

1 - Gli Stati Uniti devono immediatamente cessare e desistere da ogni minaccia esplicita o implicita, o uso della forza, contro il Venezuela.

2 - Gli Stati Uniti devono terminare il blocco navale e tutte le relative misure militari coercitive intraprese in assenza di autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza.

3 - Gli Stati Uniti devono ritirare immediatamente le proprie forze militari dall'interno e dal perimetro del Venezuela, inclusi gli asset di intelligence, navali, aerei e altre risorse schierate in posizione avanzata a fini coercitivi.

4 - Il Venezuela deve rispettare la Carta delle Nazioni Unite e i diritti umani tutelati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

5 - Il Segretario Generale deve nominare immediatamente un Inviato Speciale, con il mandato di coinvolgere le parti interessate venezuelane e internazionali competenti e di riferire al Consiglio di Sicurezza entro quattordici giorni con raccomandazioni conformi alla Carta delle Nazioni Unite, e il Consiglio di Sicurezza rimarrà urgentemente occupato della questione.

6 - Tutti gli Stati Membri devono astenersi da minacce unilaterali, misure coercitive o azioni armate intraprese al di fuori dell'autorità del Consiglio di Sicurezza, in stretta conformità con la Carta”.

Intanto, la Presidente ad interim del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha tenuto in questi giorni una cerimonia solenne presso il mausoleo dell'ex Presidente Hugo Chavez, promotore della rivoluzione bolivariana, che ha combattuto, nel Paese, corruzione, sfruttamento capitalistico e restituito le risorse alla popolazione venezuelana.

La Presidente Rodriguez, ha ribadito che il suo mandato sarà in continuità istituzionale con i propositi della rivoluzione bolivariana e socialista, ribadendo i valori di difesa della pace e della sovranità nazionale.

La Presidente ha parlato di “dolore per le sofferenze inflitte al popolo venezuelano a seguito di un'illegittima aggressione militare contro la nostra patria” e ha ribadito che farà di tutto per garantire la libertà di “due eroi che tengono in ostaggio negli Stati Uniti d'America”, riferendosi al Presidente Nicolas Maduro e a sua moglie, Cilia Flores.

La Presidente Rodriguez ha anche decretato un lutto nazionale di sette giorni, in omaggio ai militari e civili caduti nella difesa della sovranità del Venezuela e del Presidente Maduro.

Ho giurato di non darmi pace finché la nostra patria non sarà consolidata su un cammino di pace”, ha affermato la Presidente, durante la sua visita alla Comune socialista José Felix Ribas (eh sì, in Venezuela esistono delle comunità popolari democratiche e autogestite, alla faccia di chi parla di “regime”), ribadendo che “esiste un governo costituzionale” e che in Venezuela “governa il popolo”.

La Presidente ha anche annunciato l'obiettivo, per il 2025, di attivare 200.000 ettari, da destinare alla produzione comunitaria e alle piccole aziende agricole, al fine di garantire la sovranità alimentare.

Il Venezuela socialista e bolivariano, dunque, nonostante tutto, esiste e resiste.

Luca Bagatin

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domenica 4 gennaio 2026

Critiche unanimi, dagli USA, all'America Latina, passando per la Cina, fino ai leader socialisti europei, all'attacco illegale di Trump al Venezuela. UE non pervenuta. Articolo di Luca Bagatin

 

Numerose le critiche all'attacco da parte del regime di Trump al Venezuela e al sequestro del Presidente socialista Nicolas Maduro e della moglie, Cilia Flores, sia da parte della stampa USA che di esponenti statunitensi, sia del Partito Democratico che del Partito Repubblicano USA.

In primis le critiche del Democratico Bernie Sanders, il quale ha affermato che “L'attacco di Trump al Venezuela renderà gli Stati Uniti e il mondo meno sicuri. Questa sfacciata violazione del diritto internazionale dà il via libera a qualsiasi nazione al mondo che voglia attaccare un altro Paese per impossessarsene delle risorse o cambiarne il governo.

Il Presidente Trump non ha l'autorità costituzionale per attaccare un altro Paese. Quando il 60% degli americani vive di stipendio in stipendio, dovrebbe concentrarsi sulla crisi interna, porre fine al suo avventurismo militare illegale e smettere di cercare di "governare" il Venezuela per le grandi compagnie petrolifere”.

Dello stesso avviso anche il Democratico Paul D. Tonko, membro della Camera dei Rappresentanti, il quale ha affermato che La decisione del Presidente Trump di attaccare il Venezuela e rapire il suo capo di Stato è sconsiderata e illegale. Queste azioni sono chiari atti di guerra contro una nazione sovrana, un potere riservato dalla nostra Costituzione esclusivamente al Congresso. Il Venezuela non rappresenta in alcun modo una minaccia imminente per la sicurezza degli Stati Uniti. Queste azioni unilaterali incoraggeranno gli autocrati di tutto il mondo e renderanno l'emisfero occidentale un luogo meno stabile. In nessun caso dovremmo mettere a rischio i militari americani in una guerra per un cambio di regime e per il petrolio. Ci abbiamo provato in Iraq, ed è stato un disastro totale che è costato migliaia di vite americane e migliaia di miliardi di dollari che avrebbero dovuto essere spesi qui negli Stati Uniti. Dovremmo concentrarci sul soddisfare i bisogni urgenti e pressanti del nostro Paese, non cercare di crearne un altro”.

Altre critiche sono giunte, fra gli altri, dal Repubblicano Thomas Massie, membro della Camera dei Rappresentanti, il quale, su X, ha affermato, riferendosi all'azione di Trump, che “Se questa azione fosse costituzionalmente valida il procuratore generale non twitterebbe che hanno arrestato il Presidente di un Paese sovrano e sua moglie per possesso di armi da fuoco in violazione di una legge sulle armi da fuoco degli Stati Uniti del 1934” e anche da parte del Sen. Repubblicano Rand Paul, il quale ha scritto che “I nostri fondatori hanno limitato il potere esecutivo di andare in guerra senza l'autorizzazione del Congresso per una ragione: limitare l'orrore della guerra e limitare la guerra agli atti di difesa”.

La Vicepresidente del Venezuela e attuale Presidente ad interim Delcy Rodriguez, denunciando l'aggressione USA contro il suo Paese, ha affermato che “C'è un solo Presidente in questo Paese e il suo nome è Nicolas Maduro Moros”.

La Presidente Rodriguez ha sottolineato che il vero obiettivo è “un cambio di regime in Venezuela” al fine di “impossessarsi delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali” e ha richiesto l'immediata liberazione del Presidente Maduro e di sua moglie Cilia, ricordando che il popolo venezuelano è già sceso in piazza a sostegno della liberazione del Presidente.

La Presidente, che ha invitato il popolo a mantenere la calma, ha citato il Libertador latinoamericano Simon Bolivar, ovvero il Giuseppe Garibaldi latinoamericano, affermando che Il velo è stato squarciato, abbiamo visto la luce e vogliono farci ricadere nell'oscurità. Le catene sono state spezzate, siamo stati liberi e i nostri nemici intendono renderci di nuovo schiavi”.

Ha inoltre ricordato come l'aggressione statunitense violi “palesemente gli articoli 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite” ed è avvenuta nonostante il Presidente Maduro avesse proposto un dialogo con l'amministrazione USA.

La Presidente Rodriguez ha inoltre rilanciato la “difesa della nostra sovranità e della nostra indipendenza”.

Pesanti critiche all'atto deliberato di Trump sono giunte dalla Repubblica Popolare Cinese che, attraverso le parole del Ministro degli Esteri Wang Yi ha chiesto la liberazione del Presidente Maduro, invitando gli USA a garantire la sua sicurezza personale.

Non crediamo che un Paese possa svolgere il ruolo di gendarme mondiale, né siamo d'accordo che un Paese possa affermare di essere un giudice internazionale”, ha aggiunto Wang.

Critiche all'azione di Trump da parte della società civile, in tutto il mondo, che è scesa in piazza e da parte di gran parte del mondo socialista, dal Presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel al Brasile di Lula, passando per il Presidente socialista colombiano Gustavo Petro (spesso minacciato da Trump), fino al socialista britannico Jeremy Corbyn e alla Francia, in cui, il leader dell'opposizione, il socialista Jean Luc-Mélenchon, è sceso in piazza e, fra le altre cose, ha dichiarato che “Negli Stati Uniti, la stampa è più esplicita contro l'aggressione venezuelana rispetto a molti europei, che le sono completamente subordinati. Ma anche in Francia sta emergendo un certo consenso trasversale contro la subordinazione incondizionata e irresponsabile di Macron”.

Egli ha altresì dichiarato che “L'intervento degli Stati Uniti in Venezuela apre una nuova, drammatica fase nella Storia del nostro mondo.
Gli Stati Uniti stanno tornando alle loro più detestabili abitudini imperialiste. Ancora una volta, il petrolio è la vera ragione di questo intervento. La lotta al narcotraffico è solo un pretesto.
Il diritto internazionale è l'unica garanzia di pace. Nessuna deviazione da esso dovrebbe essere accettata. Ci sono solo invasioni malvagie, in Venezuela come in Ucraina e a Gaza.
È deplorevole che la Francia rimanga in silenzio. Il Presidente della Repubblica francese ha delegato questo compito al suo Ministro degli Esteri. Ha fatto dichiarazioni confuse che non hanno identificato né i responsabili né i colpevoli, né ha affermato che si dovesse fornire sostegno.
Che il nostro Paese si inchini davanti all'impero è inaccettabile. Dobbiamo chiedere il rilascio e l'immediato ritorno in Venezuela di Nicolás Maduro e di sua moglie.
Il popolo francese non deve credere che tutto ciò non li riguardi direttamente. Nelle sue ultime dichiarazioni, Trump si considera padrone delle Americhe, sia del Nord che del Sud, e dell'Europa. Affermo la nostra piena e totale solidarietà al popolo venezuelano e al suo legittimo governo, nonché a tutti coloro attualmente minacciati dal signor Trump: i governi di Messico, Colombia e Brasile. Esorto i leader di ciascun Paese a considerare attentamente le minacce che il signor Trump ha già rivolto loro, inclusa la Francia”.

E sulla stessa linea anche il Primo Ministro socialista slovacco Robert Fico, il quale ha denunciato come il diritto internazionale venga messo da parte, mentre “il potere militare viene utilizzato senza il mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e chiunque sia grande e forte fa ciò che vuole per promuovere i propri interessi”.

Egli ha sottolineato: “Respingo fermamente una simile violazione del diritto internazionale, come ho fatto nella guerra in Iraq, nella negazione del Kosovo come Stato sovrano o nell'uso della potenza militare russa in Ucraina”.

Egli ha, inoltre, criticato le risposte della dirigenza UE relativamente all'aggressione USA del Venezuela, accusandola di usare doppi standard. “O l'uso della forza militare americana in Venezuela sarà condannato e sarà coerente con gli atteggiamenti nei confronti della guerra in Ucraina, oppure, come al solito,” - riferendosi alla dirigenza UE - “rimarrà farisaica”.

Posizioni tutte coerenti e serie, a differenza di quelle aberranti dei governanti e politicanti di casa nostra e di gran parte dei governanti UE, che seguitano a rimanere a disposizione dei desiderata del Comandante in Capo degli USA di turno.

E ora? Trump invaderà la Groenlandia e il Canada? Cosa diranno Meloni, Von der Leyen e Kallas?

Luca Bagatin

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venerdì 8 settembre 2023

Meeting Maduro-Xi Jinping per rafforzare la cooperazione Venezuela-Cina nel solco del socialismo. Articolo di Luca Bagatin

 
Il Presidente socialista del Venezuela, Nicolas Maduro, dall'8 al 14 settembre, su invito del Presidente cinese Xi Jinping, sarà in visita presso la Repubblica Popolare Cinese.

L'ultima visita di Maduro, in Cina, risale al 2018, quando implementò la cooperazione fra i due Paesi di ispirazione socialista.

Maduro ha affermato che, tale visita, tenderà a rafforzare i legami di cooperazione e di sviluppo di una nuova geopolitica a livello globale.

La Vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, aveva già incontrato precedentemente il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, al fine di promuovere la cooperazione economica, commerciale, scientifica e tecnologica fra i due Paesi.

Durante tale incontro, la Vicepresidente Rodríguez, aveva incontrato la Presidente della Nuova Banca di Sviluppo del gruppo BRICS, l'ex Presidente socialista brasiliana Dilma Rousseff, al fine di analizzare le opzioni di cooperazione economica.

Fra le questioni trattate dai Presidenti Maduro e Xi, quelle relativi agli investimenti in ambito energetico e al rimborso del debito, essendo la Cina il maggior creditore del Venezuela ed essendo il Venezuela uno dei maggiori esportatori di petrolio in Cina.

All'incontro fra i due leader socialisti, seguiranno gli incontri fra la delegazione venezuelana e i funzionari cinesi, fra cui il Ministro degli Esteri Wang Yi e il Vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Han Zheng.

In merito a tali incontri il Vicepresidente cinese Han, ha affermato che i due Paesi “si coordinano e cooperano strettamente negli affari internazionali e regionali, si sostengono fermamente a vicenda e si oppongono congiuntamente all'egemonismo e all'unilateralismo”.

Luca Bagatin

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venerdì 21 luglio 2023

La lezione di pace, sovranità e razionalità dei leader socialisti latinoamericani all'UE. Articolo di Luca Bagatin

Il 17 e 18 luglio si è tenuto, a Bruxelles, il summit fra UE e CELAC, ovvero la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, comprendente 33 leader latinoamericani, moltissimi dei quali di ispirazione socialista.

E proprio costoro hanno saputo dare un'autentica lezione di pace, sovranità e razionalità ai leader dell'UE, da tempo preda di irrazionalità, bellicismo, scarsa diplomazia e nessuna prospettiva di ampio respiro.

Pensiamo al Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, il quale ha affermato: “L’America Latina e i Caraibi non sono il cortile degli Stati Uniti, non sono ex colonie bisognose di consigli e non accetteremo di essere trattati come semplici fornitori di materie prime. Siamo Paesi indipendenti e sovrani con una visione comune del futuro, stiamo creando la comunità degli Stati latinoamericani e caraibici come corpo unico e rappresentativo della nostra unità. Il saccheggio coloniale e il saccheggio capitalista hanno trasformato l’Europa in un creditore e l’America Latina e i Caraibi in debitori. Siamo preoccupati per l’insistenza degli Stati occidentali nel voler sostituire l’adesione alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale con un cosiddetto ordine internazionale basato su regole che non sono state negoziate, tanto meno concordate con nessuno”.

La Vicepresidente del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, ha altresì portato un messaggio di pace e cooperazione, affermando che “Il Venezuela aspira a una cooperazione genuina, che è fruttuosa per i popoli, che si aspettano qualcosa dai loro governanti, ecco perché arriviamo con grande speranza con un messaggio di pace, di armonia, che dovrebbe essere il percorso che guida i nostri Paesi”. Ed ha sottolineato come: “È doloroso vedere come i governi occidentali spendano 30 volte in guerre e istanze militari e non fanno nulla per mitigare la crisi climatica, ecco perché stiamo promuovendo il messaggio di uguaglianza e verità dei nostri popoli”.

Dello stesso avviso anche il Presidente socialista del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, il quale ha affermato che “Si sono spesi 2 miliardi di euro per finanziare questa macchina di guerra che porta solo morte, distruzione e ancora più fame” e che “Discutere di pace significa fermare la guerra. Finché si spara, non si può parlare”, ovvero che occorre “creare uno stato d’animo per cui costruiremo la pace”.

Dopo la terribile pandemia da Covid 19 (superata egregiamente, in Italia, anche grazie al contributo dei medici inviati da Cuba) e con un aumento inarrestabile delle ineguaglianze nel mondo, oltre che di crisi economiche senza precedenti, spesso anche causate da politiche economiche totalmente antiquate e fallimentari (si veda lo sconsiderato aumento dei tassi d'interesse da parte della BCE che, più che ridurre l'inflazione reale, stanno mettendo in ginocchio i cittadini), oltre che da sanzioni che danneggiano tutti quanti (in particolare i Paesi che le hanno emesse), occorre dunque rimettere la testa a posto.

Un mondo Occidentale finito nella sconsideratezza, nell'irrazionalità, che vede riemergere assurde quanto reazionarie contrapposizioni in stile Guerra Fredda, è quanto di meno auspicabile ci dovrebbe essere e proprio dall'America Latina socialista sembrano arrivarci importanti lezioni.

Un'America Latina che, a differenza dell'Europa, non ha fortunatamente mai conosciuto i totalitarismi novecenteschi, ma purtroppo è stata a lungo – dagli europei e dagli statunitensi – sfruttata. Ma ha saputo, nei secoli, influenzata dal pensiero cristiano, teosofico, massonico, garibaldino, libertario e socialista, non solo risollevarsi – in particolare dagli Anni '90 ad oggi – ma anche dare una prospettiva di autentico socialismo riformista, che è quanto andato perduto da tempo in un'UE ove destre e sinistre sono praticamente indistinte e sono unite entrambe nell'irrazionalità e nella mancanza di prospettive.

Costruire un mondo di pace, cooperazione, rispetto reciproco, senza ingerenze, fondato sul diritto internazionale, è l'unico antidoto all'irrazionalità ed è l'unico antidoto capace di portare prosperità economica, sociale e civile a ciascun popolo.

E bene ha fatto a recarsi in Cina l'ex Segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, che all'età di 100 anni è molto più lucido di tanti giovani politicanti d'oggi e di un Presente USA, Biden, del tutto inadatto al ruolo che ricopre.

Henry Kissinger intravide già, negli Anni '70, l'emergere della Repubblica Popolare Cinese e comprese, come comprende, la necessità di dialogo e cooperazione fra USA e Cina, anziché ricercare sciocche, infantili, anacronistiche, irrazionali contrapposizioni.

E ciò mi fa pensare al leader socialista e già Ministro degli Esteri Pietro Nenni (1891 - 1980), il quale per primo, in Europa, intravide la necessità di aprire l'Occidente a un dialogo con la Cina (e non eravamo nemmeno all'inizio degli Anni '50).

E mi sovviene anche la razionalità, il pragmatismo e il senso della cooperazione di un altro grande Ministro degli Esteri socialista, Gianni De Michelis (1940 – 2019), che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere, nel 2004.

Figure molto diverse da personalità senza grande esperienza e senza un grande curriculum alle spalle, che purtuttavia hanno ricoperto – in questi ultimi anni - il ruolo che egregiamente ricoprirono Nenni e De Michelis.

Il mondo che conoscevamo, in Europa, sembra essere cambiato in peggio, ma, auguriamoci che sconsideratezza, ignoranza e irrazionalità, si arrestino quanto prima. Già sarebbe qualcosa.

Luca Bagatin

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