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venerdì 17 luglio 2026

Xi Jinping alla Conferenza mondiale sull'IA di Shanghai: cooperazione internazionale e governance globale al centro dell'intervento. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 17 luglio, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ha aperto la Conferenza mondiale sull'Intelligenza Artificiale di Shanghai, che si concluderà il 20 luglio prossimo.

All'evento erano presenti, oltre a esponenti del mondo dell'industria e dell'accademia provenienti da oltre 100 Paesi, anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres; il Primo Ministro del Regno di Cambogia, Hun Manet; il Primo Ministro del Regno di Thailandia, Anutin Charnvirakul e il Presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev.

Il Presidente Xi ha formulato quattro osservazioni relative allo sviluppo e alla governance dell'IA.

Innanzitutto egli ha sottolineato l'importanza di promuovere l'open source, la trasparenza, la condivisione e la collaborazione, al fine di facilitare l'innovazione tecnologica, lo sviluppo industriale e l'applicazione dell'IA in appositi contesti.

In secondo luogo ha sottolineato la necessità di rafforzare la consapevolezza dei rischi che si possono correre attraverso l'IA. Egli ha spiegato come sia necessario che essa sia sempre supervisionata dall'essere umano e ha esortato a opporsi congiuntamente a un'eccessiva estensione del concetto di “sicurezza nazionale nel campo dell'IA” o a privilegiare la sicurezza di un Paese rispetto a quella degli altri.

Il Presidente Xi, come terza osservazione, ha esortato a incoraggiare l'inclusione, promuovendo, attraverso l'IA, l'apprendimento reciproco fra le civiltà, evitando che questa possa minare le diversità e unicità delle culture.

Infine, la sua quarta osservazione è relativa alla promozione della solidarietà e della governance globale. Xi ha esortato a riconoscere l'importante ruolo delle Nazioni Unite e ha auspicato un maggiore coordinamento e allineamento globale sulle strategie di sviluppo dell'IA, attraverso regole e standard tecnici condivisi.

Egli, sostenendo la costituzione dell'Organizzazione Mondiale per l'Intelligenza artificiale (WAICO), che riunisce 29 Paesi, molti dei quali appartenenti al Sud del mondo, oltre a due Paesi europei quali Serbia e Russia, ha affermato in particolare che “Dobbiamo attuare un'ampia cooperazione internazionale e aiutare i Paesi del Sud del mondo a rafforzare le proprie capacità per colmare il divario digitale e dell'IA, promuovere lo sviluppo sostenibile e prevenire la creazione di nuove ingiustizie storiche nel campo dell'IA”.

Luca Bagatin

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mercoledì 20 maggio 2026

Cina e Russia rilanciano la cooperazione strategica contro l’unilateralismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Molto atteso l'incontro fra il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, avvenuto il 20 maggio.

Per quest'ultimo è stata la 25esima visita, considerando anche che, negli ultimi trent'anni, il livello delle relazioni fra Russia e Cina si è molto rafforzato, in un quadro di partnership strategica globale.

Il Presidente Xi ha sottolineato come, entrambe le parti, dovrebbero continuare a sostenersi, nella tutela dei reciproci interessi e rafforzare la comunicazione e lo scambio strategico, ad ogni livello.

Egli ha ribadito la necessità di un rafforzamento della cooperazione e del coordinamento, volti allo sviluppo reciprocamente vantaggioso, in particolare in organismi quali le Nazioni Unite, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), i BRICS e l'APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation), contribuendo anche a salvaguardare l'ordine ed il diritto internazionale e ad unire il Sud del mondo.

Il Presidente cinese ha spiegato come, tanto la Cina quanto la Russia, dovrebbero approfondire l'allineamento fra il Quindicesimo Piano Quinquennale cinese (2026 – 2030) e la strategia di sviluppo russa ed ha esortato a cogliere l'iniziativa di scambio studentesco bilaterale come occasione di ulteriore approfondimento nell'ambito della cooperazione fra università e istituti di ricerca.

Il Presidente Xi ha poi ricordato come, entrambi i Paesi, dovrebbero opporsi ad ogni forma di “prepotenza unilaterale” e ad ogni azione “volta ad invertire il corso della Storia”, facendo particolarmente riferimento a quelle provocazioni volte a negare gli esiti della Seconda Guerra Mondiale, che vorrebbero far rivivere un oscuro passato, fatto di fascismo e militarismo, che entrambi i Paesi hanno contribuito, a prezzo di milioni di vite, ad eradicare (la Russia nella Grande Guerra Patriottica; la Cina nella Guerra di Resistenza Popolare cinese contro l'aggressione giapponese).

Il Presidente Putin ha affermato come la cooperazione fra i due Paesi non sia né influenzata dai cambiamenti geopolitici odierni, né rivolta contro altri soggetti ed ha espresso soddisfazione per il livello raggiunto dai rapporti fra i due Paesi, fondati su rispetto reciproco e cooperazione bilaterale.

Entrambe le parti hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento strategico e di continuare a collaborare al fine di sostenere scopi e principi della Carta delle Nazioni Unite e di salvaguardare sicurezza e stabilità globali.

In quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e importanti Paesi leader a livello mondiale, Cina e Russia dovrebbero adottare una prospettiva strategica e di lungo termine, promuovere lo sviluppo e la rivitalizzazione dei rispettivi Paesi attraverso un coordinamento strategico globale di qualità ancora superiore e adoperarsi per rendere il sistema di governance globale più giusto e ragionevole”, ha dichiarato il Presidente Xi Jinping.

Relativamente alla situazione in Medio Oriente, il Presidente cinese ha affermato, ancora una volta, che tutte le ostilità devono cessare e che solo una risoluzione rapida del conflitto potrebbe attenuare le interruzioni energetiche e commerciali a livello globale, causate dal conflitto in corso.

Entrambe le parti hanno, ancora una volta, fermamente condannato l'attacco contro l'Iran da parte di USA e Israele e anche il rapimento del Presidente socialista venezuelano Nicolas Maduro da parte degli USA.

Entrambe palesi violazioni del diritto internazionale e causa di “danni irreparabili alle fondamenta dell'ordine mondiale formatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonché alle basi civili della comunicazione interstatale”, ha spiegato il Presidente Xi.

Putin, da parte sua, ha spiegato di voler collaborare con la Cina per promuovere la diversità delle civiltà e favorire un ordine internazionale equo, giusto e multipolare, salvaguardando l'autorità delle Nazioni Unite.

Luca Bagatin

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lunedì 11 maggio 2026

Dall'Iran all’Africa: la strategia cinese contro l’unilateralismo statunitense. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 6 maggio scorso, a Pechino, il Ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi ha incontrato il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi.

Il Ministro Araghchi ha spiegato che l'Iran intende tutelare fermamente la sua sovranità e dignità nazionale e ha condannato l'attacco illegale di Stati Uniti e Israele contro il suo Paese, spiegando come le crisi politiche vadano affrontate con mezzi pacifici e non militari.

Egli ha altresì affermato di condividere le proposte del Presidente cinese Xi Jinping, volte a promuovere pace e stabilità in Medio Oriente e ha elogiato la Repubblica Popolare Cinese per essersi posta dalla parte giusta della Storia e per il suo atteggiamento costruttivo, volto a risolvere pacificamente la crisi in atto.

Il Ministro iraniano ha, inoltre, affermato come la Cina sia partner strategico dell'Iran e tale continuerà ad essere.

Il Ministro cinese Wang Yi ha sottolineato la posizione della Cina, volta alla promozione della pace e alla facilitazione dei colloqui fra le parti, ribadendo come sia una priorità il cessate il fuoco e il rispetto dei negoziati, volti a salvaguardare sovranità e sicurezza nazionale dell'Iran.

Egli ha altresì ricordato le preoccupazioni della comunità internazionale relative alla necessità del ripristino del normale e sicuro passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz ed ha apprezzato l'impegno iraniano di non sviluppare armi nucleari, pur ritenendo legittimo diritto dell'Iran l'utilizzo pacifico dell'energia nucleare.

Il Ministro Wang ha anche esortato al dialogo fra Iran e Paesi del Golfo, volto a raggiungere rapporti di buon vicinato e alla creazione di una regione pacifica, sicura e stabile.

In tal senso ha spiegato come le proposte del Presidente Xi Jinping siano dirette in tal senso e mirino alla costruzione di “quattro patrie condivise”, in dialogo fra loro.

Egli ha, inoltre, ulteriormente criticato l'aggressione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran che è avvenuta in aperta violazione del diritto internazionale.

La Repubblica Popolare Cinese, rafforzando ulteriormente la cooperazione e la sinergia con i Paesi del Sud del mondo, dal 1 maggio scorso, ha deciso di applicare un trattamento tariffario pari a zero nei confronti dei 53 Paesi africani con i quali intrattiene relazioni diplomatiche.

Una politica, dunque, diametralmente opposta rispetto a quella che il regime statunitense riserva ai suoi partner europei.

Luca Bagatin

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giovedì 26 febbraio 2026

Al caos che genera sofferenza si può porre ordine attraverso il dialogo e la cooperazione fruttuosa. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 24 febbraio scorso, l'Ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, ha avuto un fruttuoso incontro con la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (WFP), Cindy McCain, presso la sede dell'organizzazione, a Roma.

Il diplomatico cubano ha espresso la gratitudine di Cuba al WFP, organizzazione delle Nazioni Unite, che ha fornito assistenza alla comunità cubana colpita dall'uragano Melissa e ha richiesto sostegno dell'organizzazione per la crisi alimentare che sta colpendo Cuba, causata dell'embargo economico, commerciale e finanziario, imposto dagli USA e inasprito dall'attuale regime di Trump.

Blocco che rende più difficile e costoso il trasporto di cibo e limita l'accesso ai mercati, ai finanziamenti e alle tecnologie necessarie per la produzione agro-alimentare.

La direttrice McCain, da parte sua, ha ribadito il supporto del WFP per quanto concerne il sostegno alle politiche di protezione sociale e sviluppo dell'Isola caraibica, dando priorità al settore agricolo, garantendo un approvvigionamento stabile di cibo per la popolazione cubana.

L'Ambasciatore Cepero, portando i saluti del Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha avuto anche un incontro con il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Matterella.

I due dignitari hanno ribadito l'impegno ad approfondire i rapporti di cooperazione, rispetto e amicizia che uniscono Cuba e Italia.

Durante l'incontro, l'Ambasciatore ha relazionato sulla situazione economico-politica dell'Isola, aggravata dalle continue minacce di Trump.

Le due parti hanno anche ricordato il lavoro svolto dalle brigate mediche cubane, in Italia, durante la pandemia da Covid 19.

Il 25 febbraio si è tenuto un altro importante incontro, quello fra il Presidente cinese Xi Jinping e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Pechino.

Incontro importante, considerando che, come ha osservato il Presidente Xi, entrambi i Paesi hanno economie con un impatto significativo sia sull'Europa che sul resto del mondo.

In tal senso, il Presidente Xi ha invitato il suo omologo tedesco a rafforzare la comunicazione strategica e la rispettiva fiducia, volta al proseguimento di un partenariato strategico, reciprocamente vantaggioso, fra i due Paesi.

Il Presidente cinese ha spiegato al Cancelliere tedesco che la Cina intende perseguire uno sviluppo pacifico, volto a realizzare la piena modernizzazione cinese, condividendo le opportunità di sviluppo con il resto del mondo.

In tal senso, ha esortato il suo omologo ad adottare politiche positive e pragmatiche nei confronti della Cina, volte alla cooperazione – in ambito tecnologico, digitale, culturale e umano - e allo sviluppo stabile e sostenibile delle relazioni fra i due Paesi.

Il Presidente Xi ha invitato, altresì, il Cancelliere Merz a sostenere il ruolo centrale delle Nazioni Unite, rivitalizzando il loro ruolo di guida, difendendo il multilateralismo, il diritto internazionale e il libero scambio.

I due leader hanno discusso anche sulla crisi ucraina e il Presidente Xi ha ribadito la posizione cinese, volta a trovare soluzioni attraverso il dialogo e la negoziazione.

In tal senso, ha sottolineato la necessità di promuovere la partecipazione paritaria di tutte le parti, volta a porre solide basi per la pace e una duratura sicurezza comune.

Il dialogo, la cooperazione, il confronto pragmatico anche fra realtà differenti, del resto, è il sale per rimettere ordine laddove si è insinuato il caos.

Un caos che genera e sta generando sofferenza a milioni di persone ed al quale occorre porre urgentemente, con lungimiranza e pragmatismo, un freno.

Luca Bagatin

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sabato 17 gennaio 2026

Il Canada, per arginare le minacce USA, guarda alla cooperazione pragmatica con la Cina. Articolo di Luca Bagatin

 

E fu così che il Canada, minacciato da tempo dagli USA, decise di avviare una partnership con la molto più affidabile e cooperativa Repubblica Popolare Cinese.

Il Primo Ministro canadese, il liberale Mark Carney, nella sua visita ufficiale in Cina, dal 13 al 17 gennaio, ha deciso di invertire la rotta rispetto al suo predecessore, Justin Trudeau, molto più succube del regime statunitense.

Regime che ha già minacciato il Canada di annessione e di sottoporlo a dazi punitivi.

Il Canada, dunque, dopo anni di mancati rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, decide, questa volta, di cambiare rotta.

Carney, liberale progressista, del resto, eletto nell'aprile dello scorso anno, si è posto proprio l'obiettivo di liberare il Canada dalle pressioni statunitensi.

In tal senso, la Repubblica Popolare Cinese, viene visto quale partner più affidabile, non ideologico, pragmatico e volto alla cooperazione economica alla pari. Senza mire egemoniche.

Il Presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il Premier Carney il 16 gennaio scorso e questi aveva già avuto modo di apprezzare l'incontro che avevano avuto lo scorso ottobre, nella Repubblica di Corea.

Il Presidente Xi ha sottolineato il fatto che, entrambi i Paesi, dovrebbero rispettarsi a vicenda, pur nell'ambito delle diversità dei contesti politici nazionali e dei diversi sistemi politici.

In tal senso ha promosso la partnership fra i due Paesi, sulla base della ricerca di uno sviluppo condiviso, volto al mutuo vantaggio, attraverso la reciproca cooperazione, l'apertura e lo sviluppo di alta qualità.

Il Presidente Xi ha incoraggiato, in particolare, maggiori scambi e cooperazione in settori quali l'istruzione, la cultura, il turismo e lo sport e ha sottolineato come un mondo diviso non può essere in grado di gestire le sfide che l'umanità si trova ad affrontare.

Il multilateralismo, o, meglio, il “vero multilateralismo”, come lo ha definito, dunque, secondo il Presidente Xi, deve essere volto a “costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”.

Il Premier Carney ha osservato come la costruzione di un nuovo partenariato fra Canada e Cina possa garantire comuni opportunità.

Egli ha sottolineato come il Canada sostenga la politica fondata su una sola Cina (ovvero riconosce Taiwan quale parte della Cina) e intenda rafforzare la cooperazione in ambito commerciale, economico, energetico a basse emissioni di carbonio, finanziario, agricolo e della tutela dell'ambiente e come il multilateralismo sia alla base della sicurezza e della stabilità globali.

Il 15 gennaio, peraltro, il Premier canadese aveva incontrato il Premier cinese Li Qiang, il quale a sua volta aveva incoraggiato la cooperazione e l'amicizia fra i due Paesi, in ogni settore, da quello economico sino a quello turistico.

Il Premier Mark Carney ha sottolineato come il Canada sia stato uno dei primi Paesi occidentali a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese e a instaurare, con essa, relazioni diplomatiche.

Il Canada, dunque, consentirà l'ingresso, nel suo mercato, di 49.000 veicoli elettrici cinesi con un'aliquota tariffaria del 6,1%. Ciò dovrebbe generare nuovi investimenti in joint venture cinesi in Canada, che genereranno nuovi posti di lavoro per i canadesi e svilupperanno la filiera dei veicoli elettrici in Canada. Ciò, entro cinque anni, dovrebbe peraltro garantire prezzi maggiormente accessibili per l'acquisto di veicoli elettrici per i consumatori canadesi.

Plauso da parte del Premier Carney anche per gli accordi nel settore agroalimentare, che sbloccheranno circa 3 miliardi di dollari in ordini di esportazione per lavoratori e aziende canadesi. In tal modo, il Canada – che si è posto l'obiettivo di aumentare le esportazioni verso la Cina del 50% entro il 2030 – aumenterà considerevolmente le sue esportazioni.

Ulteriori accordi sono stati siglati nell'ambito degli scambi culturali, comprendenti supporto a musei, a contenuti digitali e artistici, incremento dei legami culturali e scambi di viaggio.

Mentre gli USA minacciano, in sostanza, la Cina crea le condizioni per partnership e sviluppo di lunga durata.

Due realtà completamente differenti.

Da una parte l'imperialismo predatore statunitense che, da qualche secolo, vive sulle spalle degli altri (UE compresa, che, umiliata e sfruttata, ancora non ha una classe dirigente di alto livello che abbia il coraggio di sganciarsi dal servilismo nei confronti dei Presidenti USA di turno). E destabilizza da sempre il mondo e realtà sovrane, in modo ipocrita e spesso razzista.

Dall'altra la Repubblica Popolare Cinese, una potenza che, sulla base del socialismo pragmatico e adatto ai tempi, promuove cooperazione, rispetto, mutuo vantaggio, stabilità.

Da dire che è proprio grazie alla Cina se, in Venezuela, non c'è stato un cambio di governo, dopo l'aggressione statunitense. L'intervento serio e pragmatico cinese si è, infatti, fatto sentire, aldilà delle poche cose scritte dalla grande stampa nostrana, anche perché il Venezuela è partner privilegiato e strategico della Cina.

E anche qui, il pragmatismo, l'ha fatta da padrone, rispetto alla sciocca voce grossa di Trump, che, al massimo, può incassare l'immeritato Nobel per la “Pace” della destrorsa Machado, che egli stesso sa bene che non è popolare in Venezuela.

In Venezuela, infatti, rimane saldo il governo socialista, con una Delcy Rodriguez che ha annunciato la creazione di due fondi sovrani per rafforzare la protezione sociale e le infrastrutture nazionali. Spiegando come i proventi derivanti dal commercio degli idrocarburi saranno destinati alle necessità della popolazione.

E la Presidente ha sottolineato anche l'opera di nazionalizzazione del petrolio, portata avanti dal Presidente Hugo Chavez e che, sotto la guida del Presidente Nicolas Maduro (ancora sequestrato illegalmente negli USA, assieme alla moglie, Cilia Flores), il Venezuela ha raggiunto ben diciannove trimestri consecutivi di crescita economica, con una produzione di petrolio, nel 2025, pari a 1.200.000 barili al giorno.

Il socialismo pratico, pragmatico, rettamente inteso, non ideologico, che non piace all'imperialismo predatore, è l'unica strada verso la costruzione di una comunità organizzata, che viene posta al primo posto dell'agenda politica.

In UE lo capiranno? Forse un giorno, chissà. Già sarebbe tanto se capissero, come ha fatto il Canada, che forse sarebbe il caso di iniziare a crescere e a ritrovare un minimo di dignità.

Come sempre, a parlare saranno i dati e i fatti. Le parole, come sempre, serviranno a poco e, ancor meno, le sciocche e opposte tifoserie.

Luca Bagatin

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venerdì 12 settembre 2025

Amore, cooperazione, armonia, Libertà. Riflessioni di Luca Bagatin

 

Una società violenta e che promuove una falsa idea di libertà (edonismo, consumismo, benessere effimero e conseguente noia) produce violenza e odio.
Una società ordinata e volta alla cooperazione e al miglioramento della comunità nel suo insieme, sviluppa gli anticorpi per evitare odio e violenza.
 
(Luca Bagatin)
 

Non amo né il femminismo né il maschilismo.

La prevaricazione e la lotta fra i sessi è l'ennesima patologia partorita dall'essere umano addormentato e alla ricerca, ancora una volta, di una culla.

Culla che sia ideologica, religiosa o di appartenenza a un genere.

Tutte sciocchezze, visto che tutti noi siamo ben altro dall'essere incasellati o incasellabili in SCIOCCHE categorie terrene.

Aleister Crowley scrisse: "Ogni uomo e ogni donna è una stella".

Ciascuno di noi è unico e autosufficiente. Alla ricerca della sua Vera Volontà.

(Luca Bagatin)


È molto facile parlare di "libertà", quando i i "regimi della libertà" trovano comunque sistemi subdoli per tapparti la bocca.

L'ipocrisia è un crimine contro l'intelligenza umana.

Non ci può essere vera libertà senza ricerca della propria Vera Volontà.

Per questo alla Libertà, autentica e rettamente intesa, va anteposto il termine "Amore".

L'AMORE È LA LEGGE.

L'AMORE SOTTO LA VOLONTÀ "

(Luca Bagatin)

 

 

lunedì 26 maggio 2025

Giustizia sociale, equità, cooperazione, come ritrovare i sentieri dell'Europa secondo Paola Bergamo (sulle tracce del nonno Mario Bergamo, eroe repubblicano mazziniano). Intervista di Luca Bagatin


Paola Bergamo è un’imprenditrice veneta, con una formazione culturale classica e giuridica. E' coordinatrice del Circolo culturale “La Caduta” e Presidente del Centro Studi MB2, oltre che esperta di comunicazione e relazioni internazionali. Ha all'attivo già due importanti pubblicazioni, ovvero “I sentieri interrotti dell'Europa. Sulla via tracciata da Mario Bergamo” (scritto assieme a Angelo Giubileo) e il nuovo “Ritrovare i sentieri dell'Europa. Sulla via tracciata da Mario Bergamo”, con prefazione del Generale di Corpo d’Armata Antonio Bettelli, presentato di recente al Salone del Libro di Torino. Entrambi i saggi sono editi da Futura Libri.

Paola è, peraltro e infatti, nipote di Mario Bergamo (1892 – 1963), antifascista, già Segretario del Partito Repubblicano Italiano, propugnatore della corrente “Repubblica Sociale”, che mirava a recuperare l'ideale autogestionario e cooperativista di Giuseppe Mazzini; promotore di una Internazionale Repubblicana, di ispirazione “socialista mazzinana”, che unificasse gli ideali repubblicani, anarchici, socialisti e comunisti e di cui molto scrisse nel suo saggio “Nazionalcomunismo”, curato – come altre sue opere - dal figlio, Giorgio Mario, padre di Paola.

Sei nipote e custode, per molti versi, della memoria storica e politica di Mario Bergamo, importante e volutamente dimenticato esponente repubblicano mazziniano, antifascista e coerente con le sue idee. Puoi dirci, brevemente, chi fu Mario Bergamo?

Il Pensiero di Mario Bergamo, fu, negli anni Venti del ‘900, un pensiero di rottura. Mario Bergamo, come ha rilevato anche il Prof. Augusto Vasselli, Presidente del Nuovo Giornale Nazionale, era decenni e decenni più avanti dei suoi contemporanei. In effetti se fosse stato seguito il suo Magistero, la fusione dei Repubblicani con i Socialisti, non solo l’Italia si sarebbe risparmiata vent'anni di Dittatura, ma non si troverebbe imbrigliata in un sistema partitocratico, quello odierno, dove le distonie alla democrazia radicano nella stessa Carta Costituzionale, la quale fu un importante compromesso tra forze politiche che avevano ideali e visioni contrapposte, unite più che altro dalla volontà di uscire dal periodo più buio e tormentato della nostra Storia nazionale, appunto il Fascismo, con il quale non si è fatto ancora abbastanza i conti, tant’è che i suoi echi permangono ben oltre la sua durata storica.

Mario Bergamo fu Deputato alla Camera del Regno e l’ultimo Segretario Nazionale del Partito Repubblicano Italiano.

Giunse alla Direzione Nazionale nel 1924 e quindi nel 1925 alla Segreteria Nazionale con la corrente da lui fondata “Repubblica Sociale” poggiante su due capisaldi: Giustizia Sociale e Laicismo Integrale. All’atto dello scioglimento di tutti i partiti politici, imposto con la forza dal regime fascista, nel 1926, per quelle circostanze di violenza non solo sociale e politica, ma anche fisica, Mario Bergamo, più e più volte perseguitato, percosso e addirittura messo nudo in vetrina emaciato, fu costretto a lasciare l’Italia.

La fuga fu organizzata da mia Nonna Ermelinda con Ferruccio Parri. Nei confronti di mio Nonno si era aperta una vera caccia all’uomo e sarebbe stato ucciso poiché ingiustamente indicato come il mandante dell’attentato di Bologna a Mussolini, in cui perse la vita il giovane Zamboni, del quale prende nome l’importante via della Bologna Universitaria.

Mario Bergamo raggiunse Parigi via Lugano, grazie all’aiuto dei contrabbandieri, insieme ad altri celebri personaggi del panorama politico nazionale dell’epoca, tra i quali Pietro Nenni, che Mario Bergamo assistette durante la fuga dall’Italia, finanche portandolo di peso sulle sue stesse spalle.

Il Nonno in quel momento storico era il più acerrimo avversario della dittatura ed è un paradosso, quindi, che su di lui, sia stata fatta calare una ingiustificabile damnatio memoriae ascrivibile alla sua scelta di non tornare in Italia, dopo la caduta del Fascismo, continuando la sua battaglia di libertà. Una scelta difficile, ma coerente al suo pensiero, persino rifiutando lo scranno di Senatore che gli era dovuto.
Il Nonno rimarcava quanto fascismo si era travasato nell’antifascismo e come la Repubblica nasceva non libera, ma liberata, la qual cosa reca in sé una evidente valutazione politica.

Tuo padre, Giorgio Mario Bergamo, che se non erro fu anche vicino alla corrente repubblicana di Randolfo Pacciardi, fu colui il quale curò le opere di tuo nonno, che scelse di rimanere in esilio, in Francia, non riconoscendosi nella Repubblica del 1946, che poco aveva a che fare con la Repubblica immaginata da Mazzini e Garibaldi. Cosa puoi dirci di lui?

Mio Padre aveva solo 4 anni quando è stato catapultato nell’esilio e ne è stato un testimone oculare avendolo subìto pure lui. Un esilio difficile, fatto anche di tanti stenti, guardato di traverso dai ragazzini francesi che sbeffeggiavano gli italiani anche definendoli “macaronì”. Però, quell’orgoglio tutto Italiano di difendere la Patria anche nei gesti piccoli e quotidiani, spinse mio Padre a eccellere in tutte le scuole, imponendosi come il migliore proprio sui compagni francesi e si può certamente dire che in lui si sia fuso il meglio della cultura italiana e di quella francese. Pur avendone diritto, mio Padre non accettò mai di farsi francese così come non lo fece mio Nonno che tuttavia, privato della cittadinanza italiana dal regime fascista, unita all’angheria di degradarlo e togliergli le medaglie al merito conseguite per l’eroismo dimostrato sulle cime di Monte Piana, durante il primo conflitto mondiale, morì in esilio e da apolide. Ma il Nonno, mai avendo dismesso di sentirsi italiano, di lottare per la Patria e di amare l’Italia, continuò con coerenza la sua Opposizione Storica alla dittatura fascista. Mi permetto di dire che l’Opposizione Storica era ed è qualcosa di molto più grande e forte del semplice Antifascismo. L’Opposizione Storica è infatti non solo lotta, ma ricerca delle cause che permisero al Fascismo di imporsi in Italia.
E del resto se la scintilla scoppiò in Italia, e fu Fascismo, poi divampò in Germania e fu Nazismo.

Dall’esilio il Nonno ricostituì il Partito Repubblicano e incisiva fu la sua azione politica dall’estero per scardinare la dittatura fascista. Quanto alla Repubblica del 1946, non nacque da un’azione di popolo: basta ricordare le parole di Churchill:

Bizzarro popolo gli Italiani. Un giorno 45 milioni di Fascisti. Il giorno successivo 45 milioni di Partigiani. Eppure questi 90 milioni di Italiani non risultano dai censimenti!” Vero è che l’Italia non si è liberata da sola, come avrebbe voluto Mario Bergamo, ma è stata liberata dagli Anglo-Americani. L’apporto del mondo Partigiano è stato importante, ma sarebbe mai stato sufficiente. Ne seguì poi una cruenta guerra civile, mai del tutto spenta e che di volta in volta fa riemergere i suoi echi. Per Mario Bergamo quindi la Liberazione e Libertà non erano cose equivalenti, entrando, come di fatto fu, nell’alveo di un sistema dove le decisioni sarebbero state prese all’estero, altrove e imposte a quella Italia divenuta cobelligerante e solo in seguito considerata un’Alleata.

Caduta la dittatura, quell’esilio dapprima necessario, per mio Nonno poi divenne volontario non riconoscendo nella Repubblica che si andava costruendo la Repubblica fondata su Laicismo Integrale e Giustizia Sociale che lui sognava da Repubblicano e Mazziniano. Una Repubblica che egli non esita a definire “concetta in dolore, non nascerà al vituperio” [...] sottoscrivente pace oltraggiosa-mortale peccato contro lo spirito- mercanti di Parigi avidi [...] disfida provvidenza [...] sé danna, condanna figli dei figli [...].

Nel mio libro compare il documento originale spedito per cablogramma in Italia.
Cioè lui avrebbe voluto un’Italia che si liberasse da sola dal giogo del Fascismo, che ritrovasse da sola la libertà senza contrarre un debito di “gratitudine” i cui effetti e costi si sono fatti sentire in questi nostri 80 anni di storia Repubblicana e ancor oggi producono i loro riflessi in tutte le scelte politiche, indipendentemente dal colore o posizionamento. .
Mio Padre ha dedicato tutta la sua vita a tenere vivo il pensiero di Mario Bergamo. Memorabile è il suo Addio a Recanati, arrivato in cinquina anche al Premio Campiello.

Ritrovare i sentieri dell'Europa. Sulla via tracciata da Mario Bergamo”, il tuo ultimo saggio. Che segue “I sentieri interrotti dell'Europa”, che scrivesti assieme ad Angelo Giubileo, sempre edito da Futura Libri. Puoi raccontarci di cosa parla?

I due libri sono intimamente connessi e di stampo profondamente europeista, ma molto critici verso le pieghe e caratteristiche dell’Unione Europea, oramai divenuta una Holding Finanziaria che persegue non solo interessi propri e lontani dalle esigenze anche più elementari dei popoli d’Europa, ma che addirittura hanno come effetto quello di penalizzare i cittadini che hanno quindi espresso con forza il loro dissenso, anche alle ultime tornate elettorali.
Con “I Sentieri Interrotti”, lo scopo fu quello di sintetizzare, quasi una sorta di “Bignami”, il pensiero politico e europeista di Mario Bergamo. Con “Ritrovare i Sentieri dell’Europa sulla via tracciata da Mario Bergamo”, l’intento è stato di calare il pensiero del Nonno nei problemi della nostra contemporaneità. L’Europa intendendo la UE, è nel mezzo di un vortice di un tempo scomposto, schiacciata da Imperi, potentati e caduta in una profonda crisi economica e di idee. Oggi brancola nel buio e non ha con sé il consenso dei cittadini che si sentono traditi, come del resto è stato tradito, quasi un’ abiura, la visione dei Padri dell’Europa, tra cui Mario Bergamo. Il tema del mio Pamphlet è il “ritrovamento” di ideali, di valori, e sentimenti per una “battaglia di libertà”. Perché per me, seguendo le orme del Nonno, Europa e Libertà sono sinonimi se questa fondasse su Giustizia tra i popoli e le Nazioni che la compongono. E del resto il Nonno, che pur osservava gli accadimenti, aveva preconizzato il fallimento del progetto europeo che partiva da meri interessi economici-finanziari anziché dalle necessità della gente comune, che oggi paga il prezzo dei tanti errori accumulati. Il mio libro non fa sconti a nessuno e punta il dito contro i sistemi e le devianze che determinano distonie e squilibri in un mondo piegato ai diktat di un famelico turbo-capitalismo, di una tecnofinanza e élites post liberali che tutto arano indifferenti alla sofferenza causata e che trova nelle guerre in atto, tragico epilogo e nuovi tornaconti.

Pensi che l'europeismo immaginato da Mario Bergamo e, prima di lui, da Mazzini, Garibaldi, Rossi, Colorni e Spinelli, sia compatibile con l'UE e, in particolare, con i suoi attuali dirigenti? 

No, credo che sia necessario comprendere che l’UE non risponde affatto al sentimento dei Padri Fondatori. La UE ha un “peccato” nella sua stessa origine che è puramente mercatale. Una realtà che non ha una Costituzione, che dopo Maastricht s’è impantanata nel pasticcio di Lisbona. Un grande castello di carte, pronto a implodere da un momento all’altro, che vorrebbe far politica, senza essere un soggetto politico. E' del resto composta da un coacervo di Nazioni, che addirittura operano l’una in danno dell’altra. Oggi che i tanti nodi irrisolti della Storia, altro che fine della Storia (!), la UE dimostra tutta la propria marginalità e marginalizzazione. Il mio però è un libro di speranza che guarda a una Unione Federale, quell’Unione Perfetta che propugnava Mario Bergamo fin dal 1919 e che è ancora attualissima nella possibilità di attuazione, contenuta nel suo “La France et l’Italie Sous le Signe du Latran”, pubblicato nel 1931 a Parigi da S.E.P.I. e tradotto in Italia nel 1968 con il titolo “Laicismo Integrale”.

Cosa ne pensi dell'attuale momento storico nel quale viviamo? Pensi che si tornerà a parlare di dialogo con la Russia e a promuovere una sua integrazione nell'UE, come auspicava, peraltro, anche l'ex Ministro degli Esteri Gianni De Michelis?

Nel mio libro ci sono pagine dedicate proprio alle occasioni mancate e uno degli appuntamenti sicuramente mancati con la Storia è proprio quello con la Russia, che è Europa come noi del resto siamo le protuberanze più estreme a ovest di un enorme continente: l’Eurasia.
C’è da augurarsi che, passato questo momento, la Russia torni protagonista di un dialogo politico, economico, culturale con l’Europa, di cui fa parte.

Ritroveremo i sentieri dell’Europa, a tuo parere?

L’Europa unita è una necessità! Non ho la sfera di cristallo, ma credo che, poiché si è di fatto una comunità di destino, non ci sia alternativa e quindi una Europa Federale è la soluzione. Ma non potrà riguardare tutte le nazioni della UE. I cosiddetti “Volenterosi”, anziché concentrarsi sul riarmo delle nazioni d’Europa, dovrebbero concentrarsi sulla costruzione dell’Europa delle Nazioni condotto da quel sentimento e progetto che ho definito NAZIONALEUROPEISMO conseguenza coerente di quel REPUBBLICANESIMO SOCIALE e LAICISMO INTEGRALE di Mario Bergamo. Sul libro propongo un Sentiero che porta esattamente là.
Il libro non solo contiene un appello per uno spirito europeista diverso, nato su impulso per parte francese da Isabelle Rome, già ministro delle pari opportunità di Francia e oggi Ambasciatrice per i diritti umani e contro l’antisemitismo e da Dominique Intini della Banca Mondiale. Un appello sottoscritto da grandi personalità del mondo della cultura d’Italia e di Francia, pubblicato due anni fa su Le Figaro in Francia e per l’Italia dato in esclusiva al Nuovo Giornale Nazionale. L’appello in questione aveva per destinatari gli stati fondatori dell’Europa !...
Il libro contiene anche una Silloge con il mio slogan “Je ne Marche pas”, dove ho raccolto tutti gli articoli scritti a mia firma ma anche sotto pseudonimo - e per necessità d’allora - che sono stati pubblicati dal Nuovo Giornale Nazionale negli ultimi quattro anni, su temi come Europeismo, Democrazia e Libertà, globalismo, mondialismo.

Pensi che una sinergia fra UE e BRICS sarà possibile, in particolare per costruire un nuovo ordine mondiale multipolare fondato su equità e giustizia?

Il Sud del Mondo invoca giustizia. Il mondo non è più unipolare. Negli States ha vinto Trump con lo slogan MAGA, cioè di fatto dichiarando al mondo intero che l’America non è più grande come un tempo, ma vuole, appunto, tornar grande, garantendo in primis il benessere del suo popolo. E se in effetti resta un impero forte, tuttavia è in grave crisi e sa perfettamente che è finita l’era unipolare. In crisi però lo sono tutti, perché è il sistema globale che non tiene più e vanno riscritte le regole e per tutti è questione, in fondo, di sopravvivenza. La Cina risente della de-globalizzazione, la Russia del tentativo di una sua regionalizzazione, il Medio Oriente è in fiamme, la crisi Israelo-palestinese reca in sé non solo lo scontro-incontro tra le tre più importanti religioni monoteiste, ma la concorrenza tra la via della Seta cinese e la Via del Cotone dell’India. L’Europa è in crisi energetica, industriale, politica e valoriale. L’India e il Pakistan sono in guerra, e la prima, pur nei BRICS, guarda all’Occidente: democrazia più popolosa al mondo, fatta di matematici allo stato puro, è un competitor della Cina. Quest’ultima è il più importante competitor degli Americani che tuttavia restano i più forti, al momento, riguardo alla propria capacità militare. I grandi squilibri portano a tensioni e guerre. Se nei media tengono banco solo alcuni conflitti come appunto la guerra russo-ucraina e quella israelo-palestinese, anche l’Africa, su cui tutti vogliamo influire, stanti le immense ricchezze, ha le sue grandi e gravi tensioni e belligeranze. Un’Africa che ha visto sciogliersi come neve al sole la Françafrique. Allora per tornare a quei principi calpestati dal tecno-turbo-capitalismo, Mario Bergamo diceva che “...non il disarmo, non gli armamenti garantiscono la Pace, ma una certa qual giustizia tra i popoli, tra le nazioni ...” Senza Giustizia Sociale, senza Equità, senza Cooperazione tra le genti e senza l’ascolto delle richieste che vengono dal basso, le cose potranno soltanto peggiorare. Più chiaro di così?

Luca Bagatin

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Paola Bergamo
Il saggio di Paola Bergamo presentato al Salone del Libro di Torino

giovedì 17 aprile 2025

Cina e Vietnam, cooperazione nel solco del socialismo, della modernizzazione e dell'inclusività contro dazi e unipolarismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, nel suo tour nel Sud-est asiatico dei giorni scorsi, ha visitato il Vietnam, importante Paese socialista fraterno, incontrando il Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam, To Lam; il Presidente Luong Cuong e il Primo Ministro Pham Minh Chinh.

Il Presidente Xi ha sottolineato – anche in un articolo pubblicato sul quotidiano ufficiale del Partito Comunista del Vietnam, Nhân Dân - come Cina e Vietnam siano realtà socialiste amichevoli “che condividono gli stessi ideali e interessi strategici”.

Il Partito Comunista Cinese e quello del Vietnam sono legati da decennale amicizia e collaborazione, nel solco di “un percorso socialista adatto alle nostre rispettive condizioni nazionali” e volto alla modernizzazione.

Costruire la comunità Cina-Vietnam con un futuro condiviso” - ha sottolineato il Presidente Xi - “serve gli interessi comuni dei nostri due Paesi e contribuisce alla pace, alla stabilità, allo sviluppo e alla prosperità della nostra regione e oltre. È in linea con l'andamento della Storia. Ed è la scelta dei nostri popoli”.

Del resto, come sottolineato dal Presidente cinese, i pionieri delle rivoluzioni socialiste – sociali e nazionali al contempo - cinesi e vietnamite, ovvero Mao Tse-Tung e Ho Chi-Min, “diedero un contributo importante alla vittoria mondiale nella lotta contro il colonialismo e l'imperialismo”.

Xi ha sottolineato come il Presidente Ho Chi-Min si unì e sostenne la Guerra di Resistenza del popolo cinese contro l'aggressione giapponese e come la Cina inviò consiglieri militari e politici a sostegno della resistenza vietnamita contro l'occupante francese. E, successivamente, contro l'aggressione USA contro il popolo vietnamita.

La Cina è il principale partner commerciale del Vietnam e la cooperazione sarà rafforzata in settori quali quello ferroviario, il 5G, l'Intelligenza Artificiale e lo sviluppo ecologico, ovvero in settori ad alta tecnologia.

Il Presidente Xi Jinping ha invitato il Vietnam e gli altri Paesi della regione a rafforzare la collaborazione multilaterale, affrontando la guerra commerciale scatenata dagli USA e promuovendo una visione equa e inclusiva del mondo globalizzato.

Invitando, altresì, a collaborare con tutti i Paesi del Sud del mondo e promuovere una visione internazionale aperta e cooperativa.

Luca Bagatin

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venerdì 11 aprile 2025

Cooperazione, sviluppo, diritti sociali, autodeterminazione dei popoli. Articolo di Luca Bagatin

 

Cooperazione, sviluppo, diritti e garanzie sociali, rispetto per l'autonomia delle realtà che la richiedono.

Queste dovrebbero essere le parole chiave dell'attuale momento storico, preda di una follia collettiva che pervade un Occidente sempre meno responsabile.

Che soffia sui venti di guerra, introduce dazi, promuove deregolamentazione (pensiamo all'Argentina di Milei, che sta distruggendo tutte le conquiste sociali dei governi peronisti) e destabilizzazione.

In tutto questo ci sono comunque realtà e uomini di buona volontà.

Ci sono incontri seri e proficui, come quello fra il Premier spagnolo Pedro Sanchez e il Presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping.

Il primo ha sottolineato che la Cina è un partner importante dell'UE e che la Spagna ha sempre sostenuto lo sviluppo delle relazioni fra UE e Cina. E ha sottolineato che, nelle guerre commerciali, non c'è alcun vincitore.

Concorde il premier cinese, il quale ha sottolineato come occorre che UE e Cina resistano congiuntamente al “bullismo unilaterale”.

E ciò, non solo per salvaguardare i legittimi interessi di Cina e UE, ma anche per mantenere equità e giustizia nell'ambito della comunità internazionale.

E anche la Groenlandia, che è nelle mire di Trump, sembra guardare con fiducia alla Cina e alla cooperazione con essa, in ambito commerciale, per quanto riguarda la pesca e lo sviluppo sostenibile.

La Ministra degli Esteri del nuovo governo autonomo groenlandese, Vivian Motzfeldt, ha dichiarato il suo interesse a rafforzare i rapporti con la Cina, in particolare per quanto riguarda gli accordi di libero scambio.

Il nuovo governo autonomo della Groenlandia, guidato dal social-liberale Jens-Frederik Nielsen, del resto come quello precedente, guidato dal socialista democratico Múte Bourup Egede, vuole l'indipendenza, sia dalla Danimarca che da eventuali mire statunitensi.

In merito, durante la campagna elettorale, aveva infatti dichiarato: “Non vogliamo essere Americani. No, non vogliamo essere danesi. Vogliamo essere groenlandesi e vogliamo la nostra indipendenza in futuro. E vogliamo costruire il nostro Paese da soli”.

Difficile non comprenderlo, ovvero difficile non comprendere le ragioni del popolo della Groenlandia.

Luca Bagatin

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venerdì 4 aprile 2025

Per uscire dal caos e dall'irresponsabilità occorre aprirsi ai BRICS e al Sud del mondo. Articolo di Luca Bagatin

 

È assurdo e oserei dire pazzesco come, dopo la pandemia di Covid-19, il mondo Occidentale, anziché cogliere l'occasione per lavorare per un mondo più unito e più sicuro, approfittando della ricostruzione post-pandemica, rafforzando il sistema sanitario, lottando contro eventuali future (e tutt'altro che improbabili) pandemie e gettando le basi per rispondere alle crisi economiche globali e alle destabilizzazioni di vario genere, abbia – all'opposto - gettato le basi per la divisione del mondo.

Prima in due blocchi, oggi forse in tre o quattro.

L'inadeguatezza, impreparazione e scarsa lungimiranza delle leadership di UE e USA (e non da oggi) sono oltremodo evidenti.

I dazi danneggiano l'economia di tutti. Il sostenere una autocrazia né UE, né NATO, guidata da un soggetto totalmente impreparato, che peraltro ha bandito l'opposizione e congelato le elezioni; imponendo sanzioni alla Russia, anziché dialogare e cooperare con essa, è stato altrettanto dannoso e assurdo.

Le borse crollano. La stabilità vacilla.

Dove vogliamo arrivare?

La logica dovrebbe seguire due strade, entrambe percorribili e necessarie.

Il dialogo con tutti e la contrattazione.

Ad oggi a dialogare e contrattare con tutti c'è, in prima linea, la Cina socialista guidata dal riformista Xi Jinping. E non è poco.

Cina, peraltro, ad essere stata minacciata per prima, in tempi non sospetti, dai dazi dei nuovi USA di Trump. Dazi che Trump sta estendendo all'UE. Forse ignorando, peraltro, che tutto ciò potrebbe rivelarsi un boomerang per gli USA stessi.

Come ricordato da Giuseppe Gagliano, su Notizie Geopolitiche, Xi Jinping si muove con pragmatismo. Tessendo alleanze non solo in Asia (in primis con Vietnam, Malesia e Cambogia), ma anche verso l'Europa. Lo spagnolo Sanchez sarà infatti presto atteso a Pechino e così Macron.

Il buonsenso e la logica guidano la Repubblica Popolare Cinese. E così il Brasile di Lula, altro Paese BRICS volto a pace (sia nella crisi ucraina che in Medio Oriente) e cooperazione, che adotterà tutte le misure necessarie a difendere imprese e lavoratori brasiliani.

La logica e il buonsenso vorrebbero che l'UE, se fosse guidata da responsabili, anziché da cosiddetti “volenterosi” (volenterosi di riarmarsi e di proseguire un conflitto nel cuore dell'Europa?), iniziasse a dialogare con i BRICS e a ragionare verso un percorso comune.

Nel novembre scorso, riallacciandomi - con un articolo (https://amoreeliberta.blogspot.com/2024/11/per-un-possibile-tavolo-di-confronto.html) - a un interessante convegno organizzato, a Roma, dalla Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, presieduta dal prof. Giancarlo Elia Valori, condividevo con quest'ultimo, con il prof. Oliviero Diliberto e con il prof. Paolo Savona, la necessità di costituire un organismo/tavolo di confronto, che dovrebbe ricevere una “spinta dal basso” e volto a lavorare in sinergia con i BRICS e con il Sud del mondo (42% del mondo e 37% del PIL globale).

Come scrissi allora: “Un tavolo di confronto europeo, in tal senso, potrebbe aprire spiragli a uno scenario in grado non solo di riequilibrare l'attuale situazione internazionale, ma anche di aprire a nuove prospettive, per un'Europa che politicamente si è chiusa in sé stessa e che rischia, ancora una volta, di rimanere passiva spettatrice delle vecchie logiche dei blocchi contrapposti”.

Del resto, aggiungevo, “Le nuove tecnologie, Intelligenza Artificiale in primis, ci obbligano, pragmaticamente, a costruire un mondo sempre più interconnesso e fondato sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione”.

Il prof. Giancarlo Elia Valori, il 9 aprile e 10 aprile prossimi, sempre a Roma, sempre in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, organizzerà un nuovo convegno nel quale si parlerà ancora una volta di tali aspetti, di scottantissima attualità.

Il titolo: “Mondializzazione nuovo paradigma di sviluppo multipolare”. Fra i relatori, oltre al prof. Valori, il prof. Oliviero Diliberto, che lo presiederà, il Cav. Del Lavoro Dr. Marco Tronchetti Provera, il prof. Gregorio De Felice Chief Economist di Intesa San Paolo, una rappresentanza del Centro di Ricerca per lo sviluppo del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese e molti altri autorevoli relatori.

Nell'ambito di tale convegno, si tratterà della nuova fase di cooperazione Cina-Europa-Italia e ritengo che proprio tali iniziative vadano nella direzione giusta e “volino alto”, rispetto alla mediocrità e improvvisazione delle nostre attuali classi dirigenti. Preda più delle opposte tifoserie e degli ideologismi, piuttosto che votate alla concretezza e al pragmatismo.

Un pragmatismo che, come scrivevo nel mio articolo del novembre scorso, dovrebbe basarsi su “Prospettive fondate su pace, sicurezza, sviluppo, cooperazione, prosperità, modernizzazione e collaborazione con un Sud del mondo in crescita e che rappresenta il futuro di un Pianeta che non può più essere governato da un unilateralismo protezionista, sanzionatorio e omologato alle vecchie logiche della Guerra Fredda”.

Luca Bagatin

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martedì 25 marzo 2025

"Noonomia", l'evoluzione dell'economia - a beneficio della comunità - attraverso lo sviluppo della conoscenza. Articolo di Luca Bagatin

 

Le tecnologie stanno portando l'umanità “oltre i confini della produzione materiale diretta”.

Ovvero la conoscenza umana è ormai la risorsa principale di tutto il processo produttivo.

Questa la tesi di fondo di “Noonomia”, saggio dell'economista russo Sergey Bodrunov, edito recentemente dalla Sandro Teti Editore.

La noonomia è un'evoluzione già per molti versi prevista da Karl Marx, come spiega l'Autore, nella seconda metà del XIX Secolo. 

Evoluzione che pone, appunto, al centro di tutto, la conoscenza umana, ovvero lo sviluppo della mente, che consente all'uomo di distaccarsi dalla produzione materiale.

Ciò genera, e ha generato, il superamento del cosiddetto “regno delle necessità”, ovvero del soddisfacimento dei bisogni, per approdare alla fusione fra istruzione-scienza-cultura-produzione.

La produzione meccanizzata – con tanto di utilizzo di relative materie prime - appare ormai un processo superato, secondo Bodrunov.

Le tecnologie hanno permesso tale superamento. Pensiamo ad esempio al fatto che, oggi, uno smartphone o un tablet sostituiscono più prodotti assieme (il vecchio telefono, il televisore, l'orologio, il navigatore satellitare e addirittura un negozio fisico!) e i relativi processi di produzione per realizzarli.

Ciò, ha determinato certamente un calo del PIL, ma, è davvero così importante il PIL, si chiede l'Autore? E' davvero così importante un parametro quantitativo, rispetto a una realtà qualitativamente più rilevante?

La capacità di acquisire nuove conoscenze e renderle disponibili alla comunità è, a parere dell'Autore, molto più importante e centrale rispetto al PIL di un Paese.

E' in questo modo che, i Paesi, si trasformano in realtà ad alta intensità di conoscenza e capaci di rispondere alle sfide del futuro. E saranno in grado di farlo riducendo enormemente, non solo lo sfruttamento del Pianeta e delle relative materie prime, ma inquinando molto meno e realizzando prodotti e producendo servizi a costi decisamente inferiori.

Sergey Bodrunov definisce tutto ciò “Nsi 2”, ovvero “nuova società industriale di seconda generazione”. Fondata, appunto, sullo sviluppo della conoscenza umana, la quale permette non solo di soddisfare bisogni, ma di dare risposte a un'infinità di altre possibilità, qualitativamente migliori.

L'aspetto qualitativo è, nella tesi dell'Autore, elemento fondante e centrale e ciò si può ottenere solamente attraverso la ricerca, frutto della conoscenza umana.

E tutto ciò permetterà all'essere umano di “oltrepassare i confini della produzione”, rivoluzionando l'intera struttura economica.

Affinché sempre più persone non si ritrovino, improvvisamente, senza lavoro, occorre una forma di pianificazione economica, secondo l'Autore, che permetta alle persone di essere reintegrate nella società, individuando fra queste nuove figure professionali, sempre più altamente formate.

L'approccio “nooeconomico” è, dunque, un approccio orientato alla cooperazione e allo sviluppo della società nel suo insieme. 

Un approccio razionale, che superi i bisogni indotti/simulati (come quelli veicolati dalla pubblicità commerciale) e il flusso del capitale finanziario, per soddisfare bisogni reali e volti allo sviluppo della società nel suo insieme, attraverso conoscenza e formazione continue.

Massimizzare i profitti, in sostanza, è ben poco razionale e ragionevole se la conseguenza è, ad esempio, la distruzione del patrimonio ambientale e di risorse vitali per il Pianeta e gli esseri viventi.

Attraverso la conoscenza, invece, si possono porre soluzioni e alternative a tutto ciò – mettendo finalmente fine alla crescita infinita dei consumi e dei bisogni simulati - e ciò grazie all'uso razionale delle tecnologie e di tecnologie ancora da ricercare e sviluppare.

Il tutto a beneficio della comunità nel suo insieme, preservando l'attuale civiltà e diffondendo ovunque una nuova forma di civiltà, più consapevole, evoluta e razionale.

“Noonomia” è un saggio economico su tematiche complesse, reso comprensibile a tutti da un linguaggio il più semplice possibile, usato da Sergey Bodrunov, classe 1958, professore universitario, membro dell'Accademia Russa delle Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia.

Ideatore, appunto, della “nuova società industriale di seconda generazione”, ha all'attivo oltre 1000 pubblicazioni scientifiche, fra le quali più di 30 monografie.

Con la Sandro Teti Editore ha già pubblicato, assieme all'economista russo-statunitense, Vladimir Kvint, “Strategizzare le trasformazioni sociali: noonomia, sapere, tecnologia”. 

Saggio nel quale, gli Autori, propongono lo studio critico e l'incorporazione delle esperienze socio-economiche della Cina e dei Paesi del Nord Europa, promuovendo così un sistema fondato su una forma di pianificazione efficiente, che combini economia di mercato a sviluppo di un solido sistema di welfare.

Luca Bagatin

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mercoledì 5 marzo 2025

L’intelligenza artificiale non è un’arma né una gara, ma un mezzo di progresso per tutta l’umanità. Articolo del prof. Giancarlo Elia Valori

 

Da quando l’uomo prese un tronco robusto e lo trasformò in clava sino all’Intelligenza Artificiale, ogni progresso tecnologico è stato finalizzato all’uso di arma, compresi la polvere da sparo usata in principio solo per i fuochi artificiali, internet e la telefonia mobile. Però oggi la volontà di trasformare l’intelligenza artificiale quale patrimonio dell’intera umanità sta cozzando sempre con quelle velleità belliche che il genere umano esprime da millenni in una forsennata gara per eliminare il suo prossimo. Far emergere l’aspetto della necessaria cooperazione tra gli Stati al fine di assicurare beneficio per il mondo intero dovrebbe, invece, essere una priorità.

In un nostro precedente articolo, abbiamo parlato del progetto da 600 miliardi di dollari che gli Stati Uniti d’America stanno sviluppando in quanto ritengono una minaccia i differenti livelli di sviluppo della tecnologia tra Pechino e Washington che vede certamente primeggiare la Repubblica Popolare della Cina visti gli straordinari risultati raggiunti.

E sono proprio gli statunitensi a mettere in rilievo il primato cinese. Di recente, l’Information Technology and Innovation Foundation (Itif) – un think tank statunitense senza scopo di lucro con sede a Washington D.C., focalizzato sulle politiche pubbliche legate all’industria e alla tecnologia –, ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che un sondaggio di 20 mesi condotto dall’organizzazione sulle capacità di innovazione della Repubblica Popolare della Cina in dieci campi della tecnologia avanzata ha dimostrato che Pechino è diventata un leader mondiale dell’innovazione nell’energia nucleare e nei veicoli elettrici; in quattro campi, tra cui l’intelligenza artificiale (IA) e la tecnologia quantistica, non si discosta molto dai leader mondiali. Grazie alla duplice forza trainante dei vantaggi in termini di costi e della crescente capacità di innovazione, sempre più aziende cinesi stanno acquisendo fama mondiale.

Il sito web statunitense Interesting Engineering ha confermato che questi risultati dimostrano in modo inequivocabile che la Repubblica Popolare della Cina attribuisce all’innovazione molta più importanza rispetto al passato e ha compiuto notevoli progressi nel migliorare le proprie capacità di innovazione. Il continuo rafforzamento della capacità di innovazione cinesi è dovuto alle politiche scientifiche e tecnologiche formulate dal governo.

Nel corso del 2024, l’Itif ha condotto un’analisi approfondita delle capacità di innovazione di 44 aziende cinesi. Queste aziende robotica, materiali chimici, energia nucleare, semiconduttori, tecnologia dei display, veicoli elettrici e batterie, intelligenza artificiale, computer quantistici, prodotti biofarmaceutici e macchine utensili.

Il rapporto ha evidenziato che la Cina è all’avanguardia nell’energia nucleare, allo stesso livello del mondo nei veicoli elettrici e nelle batterie e vicina al livello avanzato nei robot, nei display, nell’intelligenza artificiale e nell’informatica quantistica.

Il rapporto ritiene che la Repubblica Popolare della Cina sia diventata leader mondiale nella tecnologia dei reattori nucleari. Negli ultimi dieci anni la Repubblica Popolare della Cina ha sviluppato più reattori nucleari di quanti ne abbiano installati gli Stati Uniti d’America negli ultimi 30 anni. Pechino prevede di costruire più di 100 nuovi reattori nucleari entro il 2035. Attualmente la Repubblica Popolare della Cina è probabilmente dai 10 ai 15 anni più avanti degli Stati Uniti d’America nella sua capacità di installare reattori nucleari di quarta generazione su larga scala.

Nel settore dei veicoli elettrici, la produzione cinese di batterie per veicoli elettrici rappresenta il 77% della produzione totale mondiale. La Repubblica Popolare della Cina è anche il più grande produttore e venditore di veicoli elettrici al mondo. L’anno scorso, Byd – marca automobilistica cinese – ha venduto tre milioni di veicoli elettrici, quasi il doppio delle vendite globali di Tesla. I produttori cinesi di auto elettriche sono all’avanguardia in settori quali la tecnologia di guida autonoma.

Il rapporto afferma che la tecnologia quantistica non solo è di grande importanza per la sicurezza nazionale, ma ha anche il potenziale per avere un impatto trasformativo sull’economia e sulla società. In termini di comunicazione quantistica, la RP della Cina occupa una posizione dominante a livello mondiale. L’apertura della prima rete dorsale di comunicazione quantistica sicura al mondo, la Beijing-Shanghai Trunk Line, e il lancio del Quantum Science Experimental Satellite MoZi sono le migliori prove. In termini di rilevamento quantistico, la Repubblica Popolare della Cina è più o meno alla pari con gli Stati Uniti d’America. Nel campo dell’informatica quantistica, sebbene Pechino abbia un leggero divario, si sta impegnando per recuperare.

Il rapporto mostra inoltre che, in termini di risultati della ricerca sull’intelligenza artificiale generativa, Repubblica Popolare della Cina e Stati Uniti d’America sono alla pari, contribuendo con migliaia di articoli ed esplorando le infinite possibilità dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, la RP della Cina ha ancora margini di miglioramento per quanto riguarda il numero di citazioni degli articoli. Sebbene l’ecosistema dell’intelligenza artificiale cinese stia maturando rapidamente, deve ancora affrontare sfide significative. Per quanto riguarda gli investimenti privati ​​nell’intelligenza artificiale, le aziende statunitensi hanno attratto più capitale di rischio e lanciato modelli di intelligenza artificiale più innovativi. Tuttavia, si prevede che questo divario si ridurrà man mano che gli investitori stranieri (tra cui l’Arabia Saudita) inizieranno ad apprezzare l’enorme potenziale dello sviluppo dell’intelligenza artificiale cinese.

Il rapporto sottolinea inoltre che fino a poco tempo fa la Repubblica Popolare della Cina era solamente considerata all’avanguardia nel campo dell’innovazione, ma negli ultimi anni la situazione è cambiata notevolmente. Pechino è diventata la seconda economia mondiale e il governo e le imprese cinesi hanno aumentato gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie ad alto valore. Il continuo progresso della RP della Cina nell’innovazione è dovuto a politiche scientifiche e tecnologiche ben determinate.

Sempre Interesting Engineering ha riferito che, basandosi su queste politiche, l’esecutivo cinese ha dato priorità allo sviluppo dell’istruzione in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica; ha compiuto ogni sforzo per creare istituti di ricerca e parchi tecnologici industriali di livello mondiale, ha fornito finanziamenti, sussidi e incentivi fiscali per la ricerca scientifica e ha incoraggiato la cooperazione pubblico-privato per costruire congiuntamente un ecosistema di innovazione.

Il rapporto sottolinea in più che le politiche scientifiche e tecnologiche della Repubblica Popolare della Cina hanno notevolmente migliorato le capacità di innovazione scientifica e tecnologica del Paese, portandole a livelli di livello mondiale in un breve lasso di tempo e hanno promosso una crescita esponenziale della produzione complessiva di ricerca. Prendendo ad esempio la pubblicazione di articoli, nel 2012 la Repubblica Popolare della Cina ha pubblicato circa 330.000 articoli, mentre gli Stati Uniti d’America ne hanno prodotti 430.000. Ma nel 2016 il numero di articoli pubblicati dalla Repubblica Popolare della Cina è salito a più di 900.000, superando quello degli Stati Uniti d’America.

La quantità e la qualità della produzione scientifica cinese stanno migliorando, come dimostra l’acquisizione di un gran numero di brevetti di alta qualità. Nel 2020, la Repubblica Popolare della Cina si è classificata al terzo posto per numero di brevetti concessi dall’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti d’America (United States Patent and Trademark Office), alle spalle di Washington e Tokyo, a dimostrazione del fatto che l’innovazione e lo sviluppo nella Repubblica Popolare della Cina hanno un buon rapporto positivo e che gli input innovativi si sono trasformati in output innovativi più numerosi e di qualità superiore.

Pur confermando i risultati ottenuti dalla Repubblica Popolare della Cina in termini di innovazione, il rapporto dell’Itif mette in evidenza che pure nei settori della chimica, delle macchine utensili, dei semiconduttori e dei prodotti biofarmaceutici, la Repubblica Popolare della Cina presenta ancora un certo divario rispetto al livello avanzato mondiale. Tuttavia, la Repubblica Popolare della Cina sta recuperando rapidamente terreno in questi settori.

Tutto questo dimostra che, nonostante la Repubblica Popolare della Cina abbia assunto un ruolo guida nello sviluppo di chip utilizzati in dispositivi quali frigoriferi e cardiofrequenzimetri, esiste ancora una lacuna nella produzione di semiconduttori di alta qualità. Inoltre, l’industria biofarmaceutica cinese sta iniziando a mostrare la sua brillantezza, come testimoniato dall’aumento sia della quantità che della qualità delle pubblicazioni scientifiche legate alla biotecnologia, dalla continua comparsa di nuovi risultati di ricerca e sviluppo di farmaci e dal crescente numero di sperimentazioni cliniche condotte in Cina.

Il rapporto ritiene che, sebbene la Repubblica Popolare della Cina non sia ancora diventata leader mondiale dell’innovazione in alcuni settori, stia compiendo progressi estremamente rapidi. Nei prossimi 10-20 anni, è probabile che la Repubblica Popolare della Cina raggiunga o sia molto vicina alla frontiera dell’innovazione globale nella maggior parte dei settori industriali più avanzati. Nella nuova ondata di innovazione, la Cina è destinata a diventare il centro mondiale dell’innovazione.

Vi sono grandi passi in avanti nel rapido sviluppo e la diffusa applicazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale generativa, che hanno innescato una vera e propria mania per l’IA che sta travolgendo il mondo e i media: e si sta inaugurando un’opportunità di trasformazione e sviluppo. La misteriosa singolarità tecnologica nei romanzi di fantascienza sta passando dall’immaginazione alla realtà, conducendo l’umanità verso un nuovo tempo e uno spazio pieni di incognite. L’era degli smart media sta arrivando.

L’intelligenza artificiale porta possibilità illimitate all’industria dei media, ma proprio come le precedenti rivoluzioni della tecnologia della comunicazione, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non può sfuggire al “dilemma di Collingridge”: ossia ci siano due percorsi verso l’innovazione; uno di questi è analizzare ogni innovazione, cercando di anticiparne le possibili conseguenze negative; in questo modo si possono evitare grandi mali. I pro e i contro delle tecnologie emergenti rimangono in una “scatola nera” finché non vengono testati nella pratica.

I cinesi auspicano che la creazione di un meccanismo mondiale di governance efficace per promuovere l’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità diventi un obiettivo ampiamente condiviso nella comunità internazionale. Nell’ottobre 2023, il presidente cinese Xi Jinping ha proposto la Global Initiative for Artificial Intelligence Governance in occasione del terzo Belt and Road Forum per la cooperazione internazionale. Egli ha proposto la soluzione della Repubblica Popolare della Cina e ha contribuito con saggezza tipicamente cinese in questo profondo argomento dei nostri tempi. Durante la visita del presidente Xi Jinping in Francia nel maggio 2024, Pechino e Parigi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta su intelligenza artificiale e governance globale, in cui si affermava che la Repubblica Popolare della Cina era disposta a partecipare all’Artificial Intelligence Action Summit che poi si è tenuta a Parigi gli scorsi 10 e 11 febbraio. La partecipazione del vice premier Zhang Guoqing al Summit in qualità di rappresentante speciale del presidente Xi Jinping è stato un passo in avanti per implementare le intese comuni tra i due presidenti e per dimostrare l’atteggiamento responsabile della Repubblica Popolare della Cina quale Paese importante nel campo dell’IA e il suo impegno nel promuovere lo sviluppo e la sicurezza di questo settore. Attraverso tale Summit, la Repubblica Popolare della Cina ha migliorato la comunicazione e gli scambi con tutte le parti, unendo il consenso per la cooperazione e promuovendo attivamente l’implementazione del Global Digital Compact delle Nazioni Unite – iniziativa proposta dell’agenda pubblica del Segretario Generale dell’Onu, António Guterres. L’obiettivo di questo accordo è di assicurare che le tecnologie digitali siano utilizzate responsabilmente e per il beneficio di tutti, combattendo così il divario digitale e incentivando un ambiente digitale sano e inclusivo. Inoltre in quel consesso la Repubblica Popolare della Cina ha inoltre invitato i Paesi e gli esperti di tutto il mondo a partecipare alla Global Developer Conference che si è tenuta nel distretto Xuhui di Shanghai dal 21 al 23 febbraio 2025 presso il West Bund Grand Theatre, per definire un quadro di governance globale dell’intelligenza artificiale basato su un ampio consenso e per la promozione di essa per il bene di tutti.

Organizzata dalla Shanghai AI Industry Association (Saia), la conferenza ha ospitato circa cento comunità di sviluppatori da tutto il mondo, tra cui Hugging Face e Microsoft Developer Community. L’evento ha presentato una serie di attività, tra cui una cerimonia di apertura, sessioni di networking, forum aziendali e attività per sviluppatori, promuovendo la collaborazione e l’innovazione tra i migliori giovani sviluppatori. Hanno partecipato anche due importanti aziende cinesi di intelligenza artificiale  SenseTime e MiniMax.

Uno dei momenti salienti della conferenza di quest’anno è stata la partecipazione del team DeepSeek, rinomato per il suo innovativo modello di linguaggio di grandi dimensioni open source (Large Language Model-Llm: sono modelli di machine learning in grado di comprendere e generare testo in linguaggio umano; funzionano analizzando enormi set di dati di linguaggio). Esso ha ottenuto un riconoscimento globale. Saia ha confermato che il team sarà attivamente coinvolto nell’evento. In merito a DeepSeek va aggiunto che è necessario sensibilizzare il nostro Paese riguardo all’eliminazione dei limiti all’utilizzo introdotti dall’Italia. Riguardo l’utilizzo di DeepSeek qui da noi suggeriamo di superare il divieto di utilizzo – imposto da terzi alla nostra classe dirigente eterodiretta – poiché la violazione dei dati personali è inesistente visto che la App è appunto open source e trasparente.

In definitiva l’iniziativa generale cinese sottolinea che la governance dell’intelligenza artificiale è legata al destino dell’intera umanità ed è una questione comune a tutti i Paesi del mondo. Sullo sfondo delle diverse sfide che la pace e lo sviluppo mondiale devono affrontare, ogni Stato dovrebbe aderire al principio di attribuire pari importanza allo sviluppo e alla sicurezza, creare consenso attraverso il dialogo e la cooperazione, stabilire un meccanismo di governance aperto, equo ed efficace, promuovere la tecnologia dell’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità – e non di una parte che lo usi come arma – e promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. Concentrandosi su questioni quali lo sviluppo, la sicurezza e la governance dell’intelligenza artificiale, la presa di posizione cinese propone principi fondamentali quali orientamento alle persone ed intelligenza per il bene, contribuendo alla risoluzione delle sfide che pone l’intelligenza artificiale quando, invece, è usata come arma.

Giancarlo Elia Valori

lunedì 6 gennaio 2025

Cuba festeggia i suoi 66 anni di Rivoluzione socialista entrando nei BRICS. Articolo di Luca Bagatin


Cuba, nel 66esimo anniversario del trionfo della Rivoluzione socialista, che la liberò da oppressione e corruzione, entra a far parte dei BRICS, ovvero l'alleanza economica guidata da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

Alleanza che comprende, dal 2024, anche Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Iran e che, dal 1 gennaio 2025, si allarga, oltre che a Cuba, anche a Bolivia, Bielorussia, Indonesia, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda e Uzbekistan.

Soddisfazione da parte del Presidente Miguel Diaz-Canel, il quale ha dichiarato che tale alleanza offre “una grande speranza per i Paesi del Sud nella loro lotta per un ordine internazionale più giusto e democratico”, rappresentando anche un modo per aggirare l'assurdo e ingiusto embargo statunitense, che da decenni causa problemi economici all'Isola caraibica.

In tal modo, Cuba, potrà aprirsi a nuovi mercati e ridurre la sua dipendenza dal dollaro USA.

Recentemente, peraltro, Cuba ha ricevuto in dono dalla Repubblica Popolare Cinese quasi 70 tonnellate di componenti e accessori per i generatori di energia dell'Isola, che si trova spesso ad affrontare gravi crisi energetiche causate anche dall'embargo statunitense.

La Cina sta infatti collaborando con Cuba, aiutandola a modernizzare la propria infrastruttura energetica, sviluppando fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, che la porteranno a risparmiare fino a sette milioni di dollari USA.

Certo, sarebbe interessante e auspicabile se anche i Paesi UE valutassero la possibile entrata nei BRICS, uscendo da ambiguità neocoloniali e irresponsabilità geopolitiche, che li attanagliano da troppo tempo.

Di tutto ciò e da molti anni, ne parla solo il prof. Giancarlo Elia Valori, autorevole manager e analista geopolitico di lunghissimo corso.

Egli propone, peraltro, la creazione di un tavolo/organismo di confronto europeo fondato proprio sullo studio e l'applicazione delle prospettive dei BRICS.

Prospettive fondate su pace, sicurezza, sviluppo, cooperazione, prosperità, modernizzazione e collaborazione con un Sud del mondo in crescita e che rappresenta il futuro di un Pianeta che non può più essere governato da un unilateralismo protezionista, sanzionatorio e omologato alle vecchie logiche della Guerra Fredda.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it