Il Presidente cinese Xi Jinping ha partecipato, dal 12 al 13 settembre, al XVIII vertice dei BRICS, che si è svolto nella capitale dell'India, Nuova Delhi.
Al vertice, presieduto dal Primo Ministro indiano Nerendra Modi, hanno partecipato, fra gli altri, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin; il Presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa; il Presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian; il Presidente dell'Egitto Abdel Fattah El-Sisi; il Ministro degli Esteri brasiliano Mauro Vieira.
Il Presidente cinese Xi ha sottolineato il vigore e la vitalità dei Paesi BRICS nel corso degli anni, sottolineando come essi siano la piattaforma di cooperazione più influente per i Paesi in via di sviluppo ed i mercati emergenti.
Egli ha spiegato come il Sud del mondo stia guadagnando terreno e come la tendenza verso un mondo multipolare sia inarrestabile. Di pari passo con il declino dell'unilateralismo e delle politiche di potenza, che vorrebbero contrastare tale ascesa.
Il presidente Xi ha spiegato come i BRICS debbano schierarsi dalla parte giusta della Storia, impegnandosi per guidare l'ordine internazionale verso equità e giustizia, lavorando assieme per costruire una comunità dal futuro condiviso per l'umanità.
Egli ha rilevato come i BRICS debbano rafforzare la loro cooperazione nell'ambito dell'Intelligenza Artificiale, incoraggiando l'open source, la trasparenza e la condivisione, partecipando all'Organizzazione mondiale per la cooperazione sull'IA.
Xi Jinping ha altresì sottolineato la necessità che i BRICS sostengano pace e stabilità globali, lavorando per una sicurezza comune globale, cooperativa e sostenibile, che si opponga alla mentalità della Guerra Fredda e al confronto tra i blocchi, contrastando la violazione della sovranità di altri Paesi e l'ingerenza nei loro affari interni.
Egli ha anche puntato il dito contro ogni forma protezionistica a livello commerciale e ha esortato i Paesi BRICS a lavorare in tal senso, ovvero per un sistema commerciale multilaterale e aperto.
Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, il Presidente cinese ha affermato, nel suo discorso: “La situazione in Medio Oriente rimane complessa e in continua evoluzione. Questa guerra ha inflitto gravi perdite alle popolazioni di tutti i Paesi della regione ed è contraria agli interessi comuni della comunità internazionale. Ho formulato quattro proposte per la salvaguardia e la promozione della pace e della stabilità in Medio Oriente, volte alla de-escalation, alla fine delle ostilità e alla promozione della pace. Le parti interessate dovrebbero attenersi alla via della soluzione politica e adoperarsi per un cessate il fuoco permanente e globale. Occorre prestare attenzione ad affrontare i problemi alla radice, a ricostruire la fiducia tra i paesi della regione e a stabilire una nuova architettura di sicurezza. La questione palestinese è sempre al centro della questione mediorientale e la via fondamentale da seguire è l'attuazione della soluzione dei due Stati e la realizzazione della coesistenza pacifica tra Palestina e Israele. La Cina collaborerà con gli altri membri dei BRICS per svolgere un ruolo adeguato nel portare pace e tranquillità in Medio Oriente”.
Il XVIII vertice ha adottato una dichiarazione congiunta di 140 punti dal titolo “Costruire per la resilienza, l'innovazione, la cooperazione e la sostenibilità”, che prevede un impegno per una governance globale inclusiva, volta al rafforzamento del multilateralismo, della sicurezza internazionale e ragionale, che auspichi la pace e sittolinea la necessità di una crescita economica globale e sostenibile.
Nella dichiarazione si è fatto esplicito riferimento alla Conferenza afro-asiatica di Bandung, in Indonesia, del 1955, che proclamò principi generali quali l'uguaglianza, l'indipendenza, il non intervento e il mutuo vantaggio. E proprio tale spirito funge da punto di riferimento dei BRICS, oggi.
Nella dichiarazione congunta si chiede l'attuazione delle Risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza, che richiedono a tutte le parti del mantenimento del cessate il fuoto e il pieno accesso umanitario nella Striscia di Gaza.
La dichiarazione esprime anche profonda preoccupazione per le continue violenze a Gaza e lo sfollamento forzato dei palestinesi nella Stroscia e chiede la creazione di uno Stato di Palestina “sovrano, indipendente e vitale entro i confini internazionalmente riconosciuti del 1967, che includevano la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, con Gerusalemme Est come capitale, al fine di realizzare la visione di due Stati che vivono fianco a fianco, in pace e sicurezza”.
La dichiarazione congiunta dei Paesi BRICS ha ribadito, inoltre, il proprio sostegno a Cuba affermando: “Sottolineando il carattere dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, fondata sul rispetto reciproco, sulla risoluzione pacifica delle controversie e sul non intervento, esprimiamo profonda preoccupazione per la situazione relativa a Cuba a causa dell’inasprimento delle misure di blocco unilaterali contro il Paese, dei loro effetti negativi sull’economia cubana, sulle forniture energetiche e del preoccupante impatto umanitario sul popolo cubano. A questo proposito, ribadiamo la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba in conformità con la Risoluzione A/RES/80/4 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”.
Luca Bagatin

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