Piena intesa fra i due, sia sotto il profilo energetico che geopolitico.
Per quanto riguarda il primo aspetto, entrambi i leader hanno manifestato la necessità di cooperare e scambiarsi competenze ed esperienze nel settore dei reattori nucleari, pianificando una partnership con la società statunitense Westinghouse e istituendo una commissione congiunta atta allo scopo.
“I benefici forniti dalle aziende bulgare nella fornitura di gas da altre fonti sono vitali per la Slovacchia e i nostri operatori nella regione e in questo settore devono cooperare in modo significativo e più intenso”, ha sottolineato il Premier slovacco.
Egli ha altresì apprezzato il sostegno della Bulgaria nei confronti della Slovacchia, proponendo la sua candidatura a membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per gli anni 2028/2029. A sua volta la Slovacchia intende promuovere la Bulgaria quale membro dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
Il Premier Fico ha altresì dichiarato che la Slovacchia è fra i principali oppositori del regolamento REPowerEU, che prevede la progressiva cessazione delle importazioni di gas russo, fino al loro completo stop entro il 2027.
In proposito egli ha dichiarato con fermezza: “Ci sarà un enorme problema con il gas. Lo acquisteremo a prezzi mai visti prima. Questo è il risultato della politica dell'UE, che ha dimostrato una totale incomprensione della realtà in materia di politica energetica”.
Egli ha inoltre puntato il dito anche contro il bilancio UE per il periodo 2028-2034 e in merito ha spiegato che: “Vorremmo chiarire che eliminare le disparità regionali, per le quali la Commissione europea intende stanziare fondi significativamente inferiori, non è qualcosa che va contro la competitività. Si tratta semplicemente di definire progetti e criteri. Non possiamo accettare un taglio così drastico al fondo per la coesione e certamente non possiamo accettare una riduzione di tale importo per la politica agricola comune”.
Anche su questo punto, il Premier bulgaro Radev si è detto d'accordo.
Robert Fico ha anche informato il Premier bulgaro relativamente ai tentativi di alcuni Paesi UE di limitare il diritto di veto in alcuni settori quali le imposte, il bilancio, la difesa, l'immigrazione e la politica estera. In merito ha sottolineato che: “Non riesco a immaginare che ci presentiamo a Bruxelles come un Paese che riceve ordini e istruzioni da altri. I Paesi più grandi saranno d'accordo e quelli più piccoli dovranno obbedire? Questa non è la visione dell'UE”.
Altro punto affrontato nell'incontro, sul quale i due premier hanno espresso una posizione comune, è la questione relativa alla guerra in Ucraina.
Il Premier slovacco ha affermato: “Non sono entusiasta del modo in cui l'UE sta sostenendo la guerra. L'UE ha bisogno di più diplomazia, non di più armi. Sarei molto infelice se i vincitori della battaglia per il bilancio europeo 2028-2034 non fossero i cittadini degli Stati membri dell'UE, ma le aziende produttrici di armi”.
Dello stesso avviso anche il Premier bulgaro, Rumen Radev, che ha sottolineato: “Sono lieto che condividiamo una visione comune dell'Europa, un'Europa di pace e prosperità, un'Europa di unità, ed è per questo che stiamo seguendo con molta attenzione quanto sta accadendo in Ucraina. Siamo convinti che una soluzione militare sia fuori discussione. Invitiamo tutti a sedersi al tavolo e a risolvere questo conflitto per via diplomatica”.
Robert Fico ha apprezzato anche l'attenzione riservata dal governo bulgaro alla minoranza slovacca nel Paese e ha auspicato scambi studenteschi più intensi.
Il Premier Fico, successivamente, ha incontrato la Presidente della Bulgaria, la socialista Iliana Yotova. Anche lei ha sottolineato che il conflitto in Ucraina non ha alcuna soluzione militare, ma unicamente diplomatica e che solo i negoziati possono portare a una sua rapida fine.
Il Premier Fico, trovandosi concorde, ha replicato: “Ci sono pochissimi politici nell’Unione Europea che parlano della pace tanto quanto lei e il Primo Ministro bulgaro”.
I due leader hanno inoltre discusso del Quadro Finanziario Pluriennale dell'UE e hanno sottolineato il positivo sviluppo delle relazioni fra Bulgaria e Slovacchia, nonché la loro cooperazione costruttiva all'interno dell'UE.
Mentre gran parte dei Paesi UE e la Gran Bretagna, i cui leader si dicono liberali, popolari e alcuni “socialisti” o “laburisti” (senza esserlo nemmeno un po') vorrebbero uno scontro con la Russia, anziché gettare ponti, Slovacchia e Bulgaria, rette da leadership pragmatiche e autenticamente socialiste e patriottiche, costruiscono partnership e guardano al presente e al futuro dei rispettivi popoli e Paesi.
Se il resto dell'UE seguisse il loro esempio, forse potrebbe finalmente nascere un rinnovato e serio spirito europeista. Diversamente, continueranno a crescere i profitti delle industrie degli armamenti, mentre l'autocrazia corrotta che non fa parte né dell'UE né della NATO continuerà a ricevere sostegno e l'estrema destra continuerà a trionfare nelle urne. Uno scenario davvero tragico e desolante.
Luca Bagatin

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