Si è spento, nel centesimo anno di età, il 2 settembre a Sarajevo, l'antifascista, politico, diplomatico ed ex Presidente della Presidenza della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, Raif Dizdarević.
Egli nacque il 9 dicembre 1926 a Fojnica, in Bosnia, in una famiglia antifascista nella quale sette dei suoi fratelli parteciparono alla Guerra di Liberazione Nazionale contro il fascismo, dei quali tre persero la vita durante la Seconda Guerra Mondiale.
Suo fratello maggiore, Zija Dizdarević (1916 - 1942), celebre scrittore di prosa, fu ucciso nel campo di concentramento ustascia di Jasenovac; mentre gli altri fratelli, Nusret, leader della gioventù comunista jugoslava (SKOJ) e Hasan Dizdarević, persero la vita in battaglia, combattendo contro i nazifascisti ustascia.
Raif Dizdarević si iscrisse al Partito Comunista di Jugoslavia (KPJ) nel 1945, fu sostenitore di Josip Broz Tito e lavorò prima negli organismi di sicurezza e successivamente, nel 1951, nel servizio diplomatico della Repubblica Federale di Jugoslavia, lavorando nelle ambasciate della Repubblica Popolare di Bulgaria (1951-1954), dell'URSS (1956-1959) e della Cecoslovacchia (1963-1967). Nel 1972 divenne assistente del Segretario Federale per gli Affari Esteri, Miloš Minič.
Successivamente ricoprì
l''incarico di Presidente dell'Assemblea della Repubblica Socialista
Federale di Jugoslavia dal 1982 al 1984; dal 1984 al 1987 fu
Segretario Federale per gli Affari Esteri della Repubblica Socialista
Federale di Jugoslavia e, dal maggio 1988 al maggio 1989, fu
Presidente della Presidenza della Repubblica Socialista Federale di
Jugoslavia.
Dizdarević lavorò sempre per
mantenere la Jugoslavia unita e, ancora oggi, è ricordato dal suo
popolo – spesso nostalgico dei vecchi tempi - come fedele agli
ideali unitari, antifascisti e socialisti di un tempo.
Negli Anni 2000 pubblicò due libri di memorie: “Dalla morte di Tito alla morte della Jugoslavia: testimonianze” e “Tempi da ricordare: eventi e personalità” (“Od smrti Tita do smrti Jugoslavije: svjedočenja” (2000) e “Vrijeme koje se pamti: događaji i ličnosti” (2006).
Luca Bagatin
