martedì 8 settembre 2026

Russia. Nikolay Bondarenko (KPRF), il comunista escluso dalle elezioni. Il KPRF accusa il potere di temere la sua popolarità. Articolo di Luca Bagatin

 

Il candidato del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), Nikolay Bondarenko, è stato escluso, il 7 settembre 2026, dalla partecipazione alle prossime elezioni parlamentari russe che si terranno dal 18 al 20 settembre prossimi.

L'esclusione sarebbe conseguenza di una condanna amministrativa per la pubblicazione di materiale considerato dalla legge russa come simbolo estremista. Si tratterebbe, nella fattispecie, di una foto di Alexei Navalny, defunto oppositore di centrodestra al regime di Putin.

Gli avvocati di Bondarenko hanno sostenuto che il canale Telegram dal quale sarebbe stata pubblicata la fotografia non appartenga a lui e che, pertanto, non vi siano elementi sufficienti per attribuirgli la pubblicazione.

Bondarenko, ex deputato comunista regionale di Saratov è molto popolare su YouTube e ha oltre 2 milioni di iscritti. La presunta pubblicazione della foto di Navalny, oltre all'esclusione dalle elezioni – approvata con 12 voti favorevoli e uno contrario dalla Commissione Elettorale Centrale - gli è costata una multa da 1.000 rubli e un fermo di polizia.

Il Partito Comunista della Federazione Russa ha dichiarato che i funzionari hanno bloccato la candidatura di Bondarenko in quanto considerato, dal potere, molto temuto a causa della sua popolarità.

Nel febbraio 2021, come peraltro avevo già scritto (https://amoreeliberta.blogspot.com/2021/02/russia-deputato-comunista-arrestato.html), fu arrestato per aver partecipato, come osservatore e videoblogger, alle proteste antigovernative non autorizzate del 31 gennaio precedente, nella zona del Volga.

All'epoca – il suo canale YouTube “Il diario di un deputato”- era seguito da oltre 1 milione di followers.

Nikolay Bondarenko collegò il suo arresto al fatto che avrebbe voluto candidarsi alla Duma di Stato nella stessa regione nella quale fu candidato il Presidente della Camera Bassa, Vyacheslav Volodin, esponente di “Russia Unita” (il partito di governo), spesso attaccato politicamente da Bondarenko.

Anche all'epoca il KPRF e il Presidente del Comitato Centrale del partito, Gennady Zjuganov, si mobilitarono in difesa del deputato, chiedendo il suo immediato rilascio.

Bondarenko divenne molto popolare nel 2018, quando attaccò l'impopolare riforma delle pensioni, introdotta dal governo.

Nel 2022 fu privato del suo seggio nell'assemblea regionale di Saratov in quanto i pubblici ministeri lo accusarono di non aver dichiarato i ricavi pubblicitari e le donazioni ricevute attraverso il suo canale YouTube.

Alle prossime elezioni parlamentari russe, oltre al KPRF, ci saranno altri due partiti di sinistra patriottica presenti, ovvero i “Comunisti di Russia” di Sergey Malinkovich e il socialdemocratico “Una Russia Giusta” di Sergey Mironov.

Tre partiti determinati a battersi per i diritti sociali nel Paese, fortemente compromessi dal governo, in tutti questi anni.

Unico partito di sinistra patriottica al quale, ancora una volta, non sarà possibile partecipare alle elezioni è “L'Altra Russia di Eduard Limonov” (fondato dallo scrittore dissidente nazionalbolscevico Eduard Limonov, morto nel 2020 a 77 anni), il cui Consiglio politico ha dichiarato, polemicamente, su Instagram: “Nel 2026, l’istituzione del parlamentarismo in Russia è completamente fallita. La Duma di Stato non è espressione né del potere legislativo né di alcun’altra forma di potere. Di fronte agli idioti disegni di legge presentati dai deputati, ormai diventati proverbiali, riscuoterebbe probabilmente il maggior consenso popolare un partito che promettesse di far trascorrere alla propria intera frazione parlamentare tutto il mandato elettorale comodamente seduta nella buvette della Duma, senza mai entrare in aula. Nel 2023 avevamo constatato la morte delle elezioni come istituzione politica in Russia. Non sprechiamo altre parole”.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

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