Fra una UE che si riarma,
in modo velleitario e contro nemici inesistenti, e degli USA che, pur
promuovendo qualche spiraglio di pace ad Est, promuovono dazi volti a
danneggiare l'economia di tutti, la Repubblica Popolare Cinese sembra
essere l'unico baluardo di lungimiranza, laicità e pragmatismo nel
mondo.
Assieme peraltro al Brasile di Lula, il cui partito
socialista, il Partito dei Lavoratori (PT), che ha ricevuto
recentemente le congratulazioni da parte del Partito Comunista Cinese
(PCC) per i 45 anni dalla fondazione, condivide ideali simili a
quelli del PCC, nel solco di un moderno socialismo democratico volto
allo sviluppo, alla cooperazione, all'equità, alla modernizzazione,
al rispetto reciproco e alla promozione del multilateralismo.
Il 7 marzo scorso, il
Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nell'ambito della riunione
dell'Assemblea Nazionale del Popolo, massimo organo legislativo
cinese, ha risposto ai media, nel corso di una conferenza stampa
durata 90 minuti.
Il Ministro ha delineato
i fondamenti della politica estera cinese, dichiarando che la Cina
continuerà “a difendere l'equità e la giustizia internazionale
e a salvaguardare la pace e la stabilità nel mondo”.
Ha
ribadito la storica amicizia Cina-Russia, fondata su un percorso di
“cooperazione”
e “win-win”,
ovvero mutuo vantaggio.
“I
due Paesi hanno trovato un percorso di "non alleanza, non
scontro e non prendendo di mira terze parti" nello sviluppo
delle loro relazioni”, ha
affermato il Ministro Wang.
“È uno sforzo pionieristico nel forgiare un nuovo modello di
relazioni tra i principali Paesi e ha dato un bell'esempio per le
relazioni tra Paesi confinanti. Una relazione Cina-Russia matura,
resiliente e stabile non sarà influenzata da nessuna svolta degli
eventi, per non parlare di essere soggetta a interferenze da parte di
terze parti. È una costante in un mondo turbolento piuttosto che una
variabile nei giochi geopolitici”.
Per
quanto riguarda le sfide geopolitiche del futuro, il Ministro Wang ha
ribadito che “La
diplomazia cinese resterà ferma dalla parte giusta della Storia e
dalla parte del progresso umano. Forniremo certezza a questo mondo
incerto”.
In
tal senso la politica estera cinese seguirà il percorso della pace e
della mutua cooperazione: “Continueremo
ad espandere le nostre partnership globali caratterizzate da
uguaglianza, apertura e cooperazione, utilizzeremo attivamente
l'approccio cinese per risolvere i problemi più urgenti e scriveremo
un nuovo capitolo del Sud globale cercando la forza attraverso
l'unità. Dimostreremo con i fatti che il percorso dello sviluppo
pacifico è luminoso e può garantire un progresso stabile e
sostenibile, e che dovrebbe essere la scelta di tutti i Paesi”.
Un
progresso volto a sostenere un “vero
multilateralismo”
fondato su “equità
e giustizia internazionale”.
“Promuoveremo
una governance globale basata su ampie consultazioni, contributi
congiunti e benefici condivisi. Rispetteremo gli scopi e i principi
della Carta delle Nazioni Unite e creeremo più consenso per un mondo
multipolare equo e ordinato”,
ha sottolineato Wang.
Ribadendo
come la Cina su opponga “risolutamente
alla politica di potenza e all'egemonia”
e ha tal proposito ha affermato: “Un
detto in Occidente recita: "Non ci sono amici eterni, solo
interessi permanenti". Ma noi in Cina crediamo che gli amici
debbano essere permanenti e dovremmo perseguire interessi comuni”.
E ha richiamato i principi del Presidente socialista
riformista Xi Jinping, Segretario generale del Partito Comunista
Cinese, il quale “ha proposto di costruire una comunità con un
futuro condiviso per l'umanità e ha invitato tutti i Paesi a
trascendere disaccordi e differenze, a proteggere insieme il nostro
unico pianeta e a sviluppare insieme il villaggio globale come nostra
casa comune”.
Relativamente allo sviluppo del Sud globale, che è
tema centrale per la Cina e da moltissimi decenni, il Ministro ha
affermato che “il Sud del mondo è una forza chiave per il
mantenimento della pace mondiale, la guida dello sviluppo mondiale e
il miglioramento della governance globale”. E, in tal senso,
“Il Sud globale dovrebbe rafforzarsi. Dall'inizio dell'anno,
l'Indonesia è diventata membro a pieno titolo dei BRICS e nove Paesi
partner si sono uniti alla famiglia dei BRICS. I BRICS stanno
emergendo come spina dorsale della cooperazione e motore di crescita
nel Sud globale. I BRICS più grandi dovrebbero diventare più grandi
e più forti per dare più slancio allo sviluppo del Sud globale”.
Relativamente
alla crisi ucraina, Wang ha fatto presente come “La
Cina ha chiesto una soluzione politica attraverso il dialogo e la
negoziazione sin dal primo giorno della crisi, e ha lavorato
attivamente per la pace e ha spinto per i colloqui. Poco dopo lo
scoppio della crisi, il presidente Xi Jinping ha avanzato quattro
punti su cosa deve essere fatto, una proposta importante che indica
la strada per i nostri sforzi. Quindi, la Cina ha pubblicato il suo
documento di posizione sulla crisi, ha inviato il suo rappresentante
speciale per la diplomazia navetta e ha avviato il Gruppo di amici
per la pace presso le Nazioni Unite insieme al Brasile e ad altri
paesi del Sud del mondo. La nostra posizione è sempre stata
oggettiva e imparziale, la nostra voce è sempre stata calma ed
equilibrata e il nostro scopo è creare le condizioni e costruire un
consenso per risolvere la crisi”.
E, in tal senso, ha affermato come “La Cina è
pronta a lavorare con la comunità internazionale, alla luce delle
volontà delle parti in conflitto, per continuare a svolgere il suo
ruolo costruttivo nella risoluzione della crisi e nella realizzazione
di una pace duratura”.
E ha aggiunto che “Col senno di poi, la
tragedia avrebbe potuto essere evitata. Tutte le parti dovrebbero
imparare qualcosa dalla crisi. Tra le tante, la sicurezza dovrebbe
essere reciproca e paritaria, e nessun Paese dovrebbe costruire la
propria sicurezza sull'insicurezza di un altro. Dovremmo sostenere e
agire sulla nuova visione di una sicurezza comune, globale,
cooperativa e sostenibile, e questo è il modo per realizzare
veramente una pace e una sicurezza durature nel continente
eurasiatico e in tutto il mondo”.
Relativamente
al tema dell'innovazione e allo sviluppo della tecnologia, il
Ministro ha affermato, fra le altre cose, che “La
scienza e la tecnologia non dovrebbero essere usate per costruire una
cortina di ferro. Dovrebbe essere la ricchezza a beneficio di tutti e
condivisa da tutti. Per promuovere lo sviluppo comune dell'umanità,
la Cina ha preso misure concrete per implementare la Global AI
Governance Initiative presentata dal Presidente Xi Jinping e ha
rilasciato l'AI Capacity-Building Action Plan for Good and for All.
Abbiamo anche proposto l'Iniziativa sulla cooperazione internazionale
nella scienza aperta insieme a Brasile, Sudafrica e Unione africana,
invitando tutti a dare priorità alla creazione di capacità
scientifiche e tecnologiche del Sud del mondo in modo che nessun
paese venga lasciato indietro. Siamo pronti a condividere i frutti
della nostra innovazione con più paesi ed esplorare insieme i
misteri delle stelle e degli oceani”.
Sulla questione dazi imposti alla Cina da parte
dell'Amministrazione Trump, in particolare relativamente al fentanyl,
il Ministro Wang ha risposto che “Per quanto riguarda il
fentanyl, bisogna chiarire fin dall'inizio che la Cina adotta sempre
misure risolute contro il traffico e la produzione di droga, e ha
messo in atto le politiche antidroga più dure e complete del mondo
odierno. Già nel 2019, su richiesta degli Stati Uniti, la Cina ha
programmato tutte le sostanze correlate al fentanyl, il primo paese a
farlo. Ma l'abuso di fentanyl negli Stati Uniti è un problema che
deve essere affrontato e risolto dagli stessi Stati Uniti”.
Per quanto
riguarda, invece, le relazioni con gli USA ha dichiarato che “Le
relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti si basano su interazioni
reciproche e bidirezionali. La cooperazione porterà benefici
reciproci e vantaggi per entrambe le parti, e la Cina adotterà
sicuramente delle contromisure in risposta alle pressioni
arbitrarie”.
La
posizione cinese è fermamente orientata alla coesistenza pacifica e
alla cooperazione con gli USA, come con ogni altro Paese del mondo,
“aiutandosi
a vicenda ad avere successo e prosperare insieme”.
Rispetto reciproco, coesistenza pacifica e
cooperazione win-win, come ribadito dal Ministro, del resto, sono i
tre principi proposti dal Presidente Xi Jinping per promuovere lo
sviluppo, con gli USA e ogni altro Paese.
Egli ha inoltre ribadito che occorre “cementare
la pietra angolare dell'uguaglianza sovrana”, per impedire al
mondo di “tornare alla legge della giungla”. Ovvero,
“Tutti i Paesi, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla
loro forza, dovrebbero essere riconosciuti come membri paritari della
comunità internazionale. A coloro che hanno braccia più forti e
pugni più grandi non dovrebbe essere consentito di prendere le
decisioni. In secondo luogo, il principio di equità e giustizia deve
essere rispettato. Gli affari internazionali non devono essere
monopolizzati da un piccolo numero di Paesi. Dovrebbe essere data
maggiore attenzione alla voce del Sud del mondo. I legittimi diritti
e interessi di tutti i Paesi dovrebbero essere pienamente protetti.
In terzo luogo, deve essere rispettato il multilateralismo. I Paesi
dovrebbero rimanere impegnati nei principi di ampia consultazione,
contributo congiunto e beneficio condiviso, sostituire il confronto
di blocco con una collaborazione inclusiva e frantumare i piccoli
circoli con una maggiore solidarietà. In quarto luogo, deve essere
rafforzata l'autorità dello stato di diritto internazionale. I Paesi
principali in particolare dovrebbero assumere la guida nel sostenere
l'integrità, abbracciare lo stato di diritto e opporsi al doppio
standard e all'applicazione selettiva. Ancora meno dovrebbero
ricorrere a bullismo, monopolio, inganno o estorsione”.
Sulla questione Mediorientale, il Ministro Wang ha
ribadito che per la Repubblica Popolare Cinese, “Gaza appartiene
al popolo palestinese. È una parte inseparabile del territorio
palestinese. Cambiare il suo status con mezzi forzati non porterà la
pace, ma solo un nuovo caos. Sosteniamo il piano per ripristinare la
pace a Gaza avviato dall'Egitto e da altri Paesi arabi. La volontà
del popolo non deve essere sfidata e il principio di giustizia non
deve essere abbandonato. Se un Paese importante si preoccupa davvero
della gente di Gaza, dovrebbe promuovere un cessate il fuoco completo
e duraturo, aumentare l'assistenza umanitaria, osservare il principio
dei palestinesi che governano la Palestina e contribuire alla
ricostruzione a Gaza”.
Ribadendo il concetto che “Senza la pace in
Medio Oriente, il mondo non sarà stabile”. Sottolineando come
“la comunità internazionale dovrebbe concentrarsi maggiormente
sulla soluzione dei due Stati e dare più sostegno alla statualità
indipendente per la Palestina”.
Sulla questione Taiwan ha riaffermato il concetto
che “Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese.
Questa è la Storia e la realtà. Quest'anno segna l'80°
anniversario della riconquista di Taiwan. Ottant'anni fa, la vittoria
nella guerra di resistenza popolare cinese contro l'aggressione
giapponese ha riportato Taiwan sotto la giurisdizione sovrana della
Cina”. Aggiungendo, fra le
altre cose, che “La risoluzione 2758 fu poi adottata nel
1971 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con una schiacciante
maggioranza. Decide di ripristinare tutti i diritti legittimi della
Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite e di espellere
immediatamente i rappresentanti delle autorità di Taiwan dalle
Nazioni Unite e da tutte le organizzazioni ad essa collegate”.
Per quanto
riguarda i rapporti con l'UE, il Ministro Wang ha fatto presente come
“Quest'anno segna il 50°
anniversario dei legami diplomatici Cina-UE” e come in questo
rapporto “la risorsa più preziosa è il rispetto reciproco,
l'impulso più potente è il beneficio reciproco, il più grande
consenso unificante è il multilateralismo e la caratterizzazione più
accurata è il partner di cooperazione”.
Ha sottolineato come negli ultimi decenni la
cooperazione e il commercio Cina-UE siano aumentate e così gli
investimenti e come “Una relazione sana e stabile solleverà
entrambe le parti e renderà il mondo più luminoso”.
Equilibrio, cooperazione, giustizia sociale,
stabilità. Questi i punti chiave di una Cina fondata su un
socialismo moderno e maturo, che in Europa è scomparso da molti
decenni.
Del resto fu lungimirante l'allora Ministro degli
Esteri e leader socialista italiano, Pietro Nenni, e poi
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, che guardò, per primo,
allo sviluppo del multipolarismo, oltre i blocchi contrapposti
(allora USA e URSS), guardando con entusiasmo alla Cina e al suo
sviluppo, oltre che alla sua capacità di evoluzione (a differenza
del monolitismo sovietico), che l'avrebbe peraltro portata a
sostenere e per molti versi guidare i Paesi Non Allineati.
Quel Terzo e Quarto Mondo che, oggi, può essere l'unica speranza per un futuro condiviso di stabilità e pace.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it