mercoledì 15 aprile 2026

La Repubblica Popolare Cinese prosegue nel cammino verso pace, cooperazione e multilateralismo. Articolo di Luca Bagatin

 

Mentre gli USA di Trump proseguono nelle loro guerre e nei loro attacchi gratuiti, verbali e militari, contro mezzo mondo; mentre l'UE rimane a guardare (e intanto i suoi vertici ancora non comprendono che, se non si riaprono i canali diplomatici, commerciali e energetici con la Federazione Russa, le cose saranno destinate a peggiorare), la Repubblica Popolare Cinese prosegue nella sua azione pacificatrice, pragmatica, lungimirante e lo fa promuovendo un ordine mondiale autenticamente multilaterale e pacifico, dialogando e stringendo partnership con chiunque sia disposto a cooperare e dialogare.

A dimostrarlo anche il recente incontro fra il Presidente Xi Jinping e il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, in visita ufficiale in Cina.

Un legame rafforzato, costruito negli anni, sulla base della promozione dei comuni interessi.

Il Presidente Sanchez ha ribadito che la Spagna riconosce il principio di un'unica Cina e che considera strategico il rapporto con la Repubblica Popolare Cinese.

Gli scambi bilaterali di merci fra i due Paesi, nel 2025, del resto, hanno superato i 55 miliardi di dollari, con una crescita del 9,8% rispetto al 2024.

Il Presidente Xi non solo ha auspicato che la Spagna rafforzi la sua partnership con la Cina in ambito commerciale, energetico, degli investimenti e degli scambi fra i cittadini dei reciproci Paesi, ma anche promuovendo valori universali quali la giustizia, la promozione del diritto internazionale, respingendo ogni “legge della giungla” e contribuendo a costruire un mondo multipolare equo e ordinato, ove la globalizzazione economica possa essere universalmente vantaggiosa e inclusiva.

Sanchez si è detto concorde con il suo omologo cinese e ha ribadito che la Spagna si oppone a una nuova Guerra Fredda e sostiene una maggiore comunicazione e cooperazione fra UE e Cina, contribuendo così alla pace e alla stabilità mondiale, lottando contro il protezionismo commerciale, i cambiamenti climatici e la promozione di un autentico multilateralismo.

Nei giorni scorsi, peraltro, vi era stato un incontro a Pechino fra il Presidente del Parlamento cinese, Zhao Leji e il Presidente del Parlamento portoghese, José Pedro Aguiar-Branco, per rafforzare la partnership fra i due Paesi. Anche il Portogallo, peraltro, aderisce al principio di un'unica Cina e Aguiar-Branco ha sottolineato anche che il Portogallo apprezza il principio “un Paese, due sistemi” attuato a Macao, ex colonia portoghese.

Oltre all'amichevole visita del Ministro degli Esteri cinese Wang Yi nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, si è tenuto anche un importante e recente incontro, a Pechino, fra il Presidente Xi Jinping e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ove le due parti hanno riaffermato la solidità delle loro relazioni e la necessità di salvaguardare l'unità dei Paesi del Sud del mondo, oltre che proseguire nel rafforzamento della cooperazione commerciale, degli investimenti e degli scambi culturali.

Il Ministro Lavrov ha inoltre fatto presente che, la Russia, è in grado di compensare la carenza di risorse energetiche affrontata dalla Cina e da altri Paesi, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Relativamente alla situazione in Iran, la Cina, pur condannando gli attacchi illegali di USA e Israele, attraverso l'Ambasciatore Fu Cong aveva ribadito, in sede ONU, che “La Cina non condivide gli attacchi dell’Iran contro gli Stati del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz. Come tutte le parti, la Cina auspica che la pace e la stabilità vengano ripristinate nello Stretto il prima possibile e che la navigazione riprenda”.

La Repubblica Popolare Cinese, del resto, ha presentato un piano di pace che prevede il rispetto della sovranità, integrità territoriale, indipendenza e sicurezza dell'Iran e dei Paesi del Golfo. Esortando le parti a cessare ogni attacco contro i civili e gli obiettivi non militari, a dialogare e a rispettare il diritto internazionale. 

Ho molto apprezzato il recente articolo dell'amico prof. Giancarlo Elia Valori, dal titolo “Verso un nuovo ordine politico ed economico mondiale”, pubblicato su varie testate e anche sul mio blog (https://amoreeliberta.blogspot.com/2026/04/verso-un-nuovo-ordine-politico-ed.html), che del resto racchiude il pensiero e l'analisi che il prof. Valori porta avanti dagli Anni '70 ad oggi..

Egli fu, del resto, fra i primi ad osservare e a sottolineare la portata storica, pacifica e di sviluppo socio-economico promossa dalla Repubblica Popolare Cinese. Realtà che merita rispetto, studio, approfondimento e attenzione e non denigrazione da sciocchi frequentatori del Bar dello Sport.

Nell'articolo del prof. Valori vi è tutto ciò che occorre per comprendere e costruire un vero ordine mondiale multilaterale e ovviare all'attuale disordine globale, fondato su diseguaglianze, irragionevolezza, guerre e destabilizzazioni.

Vi, è in particolare, un concetto del suo articolo che vorrei qui riportare, proprio a conclusione di questo mio pezzo: Il nuovo ordine economico mondiale si riferisce a un nuovo insieme di regole globali (…). Nel contesto attuale, esso rappresenta l’impegno dei mercati emergenti nel promuovere riforme della governance economica globale, nel sostenere la cooperazione Sud-Sud e la cooperazione nell’economia digitale, e nel costruire un sistema equo, ordinato e diversificato, incentrato su una comunità con un futuro condiviso per l’umanità.

Concetti chiave e prospettive sono l’enfatizzazione dell’uguaglianza sovrana e il diritto di ogni Paese di scegliere il proprio modello di sviluppo economico, e promuovere riforme delle norme finanziarie e commerciali internazionali che oggi risultano dannose per i Paesi in via di sviluppo. Le aree chiave da affrontare sono: la riforma della governance finanziaria, del commercio equo e solidale delle materie prime e della cooperazione internazionale nell’era dell’economia digitale, nel cercare di fronteggiare l’ascesa dell’unilateralismo e del protezionismo, nonché l’inadeguatezza dei meccanismi multilaterali tradizionali”.

Abbiamo noi una classe politica italiana e in sede UE all'altezza di comprendere, assimilare e attuare tutto ciò? Al momento risulta non pervenuta.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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