La Presidente del Kuomintang (KMT), Cheng Li-wun, con una delegazione di 14 componenti del suo partito, è giunta nella Cina continentale, su invito del Presidente Xi Jinping e del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC).
Il dialogo fra la Cina continentale e Taiwan è dunque aperto. O, meglio, non è mai stato interrotto.
La Presidente Cheng e il suo partito, a differenza dell'attuale Partito Progressista Democratico al governo di Taiwan, che promuove attività separatiste, si sono sempre opposti all'indipendenza di Taiwan e Cheng Li-wun ha dichiarato, orgogliosamente “Io sono cinese”.
La visita della Presidente Cheng è stata intitolata “Viaggio di Pace 2026” ed è volta al dialogo e al riaffermare il principio di “una sola Cina”, sancito anche dal cosiddetto “Consenso del 1992”, stabilito nel 1992 fra i rappresentanti del Partito Comunista Cinese, in rappresentanza della Repubblica Popolare Cinese e quelli del Kuomintang, partito nazionalista della Repubblica di Cina (Taiwan).
La visita dei rappresentanti del Kuomintang, dunque, è volta a stigmatizzare ogni forma di attività separatista in seno a Taiwan, contrastando ogni interferenza esterna, ovvero a elevare le relazioni fra le due sponde dello Stretto, fondate sullo sviluppo pacifico.
Secondo i dati, i residenti di Taiwan hanno effettuato, lo scorso anno, 4,8918 milioni di visite nella Cina continentale, con un aumento del 21,6% rispetto all'anno precedente e, i residenti della Cina continentale, hanno effettuato 557.700 viaggi a Taiwan, ovvero un incremento del 47,4% rispetto all'anno precedente.
Tanto la Cina continentale, quanto Taiwan, hanno legami storici profondi, fondati su cooperazione, legami economici e commerciali, che negli ultimi anni si sono intensificati.
La Cina ritiene che la questione Taiwan sia una questione esclusivamente interna e, in tale ottica vanno visti i dialoghi fra Kumintang e Partito Comunista Cinese.
Il Kuomintang fu fondato nel 1894 dal riformatore sociale Sun Yat-sen, primo Presidente della Cina moderna nel 1912 e leader della Rivoluzione democratica del 1911 che pose fine alla dinastia imperiale Quing.
Il Kuomintang governò, come unico partito, la Cina dal 1928 al 1949, anno in cui sarà sconfitto dai comunisti guidati da Mao Tse-Tung, che fondarono la Repubblica Popolare Cinese.
Da allora esponenti del Kuomintang governeranno unicamente Taiwan, ovvero la Repubblica di Cina, ininterrottamente, fino al 2000, anno nel quale le elezioni furono vinte dal Partito Democratico Progressista (DPP), partito con il quale si alternerà, nel corso degli anni, al governo.
Il DPP, partito di orientamento nazionalista liberale e i cui esponenti spesso sono stati condannati per corruzione e appropriazione indebita di danaro pubblico, a differenza del KMT, ha sempre promosso attività secessioniste e separatiste, rispetto alla Cina, spesso sostenute dagli Stati Uniti d'America.
La Presidente del Kuomintang (KMT), Cheng Li-wun, avvocato, classe 1969, in gioventù fu attivista indipendentista e deputata del Partito Democratico Progressista dal 1996 al 2000.
Si allontanò da tale partito nel 2002, anche a causa dei vari scandali di corruzione che colpirono il partito e entrò, nel 2005, nel Kuomintang.
Abbracciò così il principio di “una sola Cina” e definì “fascista” l'indipendentismo di Taiwan.
Nonostante sostenga relazioni più strette fra Taiwan e gli USA, ritiene che l'isola non debba divenire “una pedina di scambio di Trump”.
In un'intervista, Cheng Li-wun, ha dichiarato che il conflitto russo-ucraino ha avuto origine a causa dell'allargamento ad Est della NATO, affermando altresì che Taiwan non deve diventare “una nuova Ucraina”. Ed ha fatto presente che “Potrebbe essere che gli Stati Uniti stiano trattando Taiwan come un pezzo degli scacchi, una pedina, per provocare strategicamente il Partito Comunista Cinese nei momenti opportuni”.
Luca Bagatin

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