domenica 4 gennaio 2026

Critiche unanimi, dagli USA, all'America Latina, passando per la Cina, fino ai leader socialisti europei, all'attacco illegale di Trump al Venezuela. UE non pervenuta. Articolo di Luca Bagatin

 

Numerose le critiche all'attacco da parte del regime di Trump al Venezuela e al sequestro del Presidente socialista Nicolas Maduro e della moglie, Cilia Flores, sia da parte della stampa USA che di esponenti statunitensi, sia del Partito Democratico che del Partito Repubblicano USA.

In primis le critiche del Democratico Bernie Sanders, il quale ha affermato che “L'attacco di Trump al Venezuela renderà gli Stati Uniti e il mondo meno sicuri. Questa sfacciata violazione del diritto internazionale dà il via libera a qualsiasi nazione al mondo che voglia attaccare un altro Paese per impossessarsene delle risorse o cambiarne il governo.

Il Presidente Trump non ha l'autorità costituzionale per attaccare un altro Paese. Quando il 60% degli americani vive di stipendio in stipendio, dovrebbe concentrarsi sulla crisi interna, porre fine al suo avventurismo militare illegale e smettere di cercare di "governare" il Venezuela per le grandi compagnie petrolifere”.

Dello stesso avviso anche il Democratico Paul D. Tonko, membro della Camera dei Rappresentanti, il quale ha affermato che La decisione del Presidente Trump di attaccare il Venezuela e rapire il suo capo di Stato è sconsiderata e illegale. Queste azioni sono chiari atti di guerra contro una nazione sovrana, un potere riservato dalla nostra Costituzione esclusivamente al Congresso. Il Venezuela non rappresenta in alcun modo una minaccia imminente per la sicurezza degli Stati Uniti. Queste azioni unilaterali incoraggeranno gli autocrati di tutto il mondo e renderanno l'emisfero occidentale un luogo meno stabile. In nessun caso dovremmo mettere a rischio i militari americani in una guerra per un cambio di regime e per il petrolio. Ci abbiamo provato in Iraq, ed è stato un disastro totale che è costato migliaia di vite americane e migliaia di miliardi di dollari che avrebbero dovuto essere spesi qui negli Stati Uniti. Dovremmo concentrarci sul soddisfare i bisogni urgenti e pressanti del nostro Paese, non cercare di crearne un altro”.

Altre critiche sono giunte, fra gli altri, dal Repubblicano Thomas Massie, membro della Camera dei Rappresentanti, il quale, su X, ha affermato, riferendosi all'azione di Trump, che “Se questa azione fosse costituzionalmente valida il procuratore generale non twitterebbe che hanno arrestato il Presidente di un Paese sovrano e sua moglie per possesso di armi da fuoco in violazione di una legge sulle armi da fuoco degli Stati Uniti del 1934” e anche da parte del Sen. Repubblicano Rand Paul, il quale ha scritto che “I nostri fondatori hanno limitato il potere esecutivo di andare in guerra senza l'autorizzazione del Congresso per una ragione: limitare l'orrore della guerra e limitare la guerra agli atti di difesa”.

La Vicepresidente del Venezuela e attuale Presidente ad interim Delcy Rodriguez, denunciando l'aggressione USA contro il suo Paese, ha affermato che “C'è un solo Presidente in questo Paese e il suo nome è Nicolas Maduro Moros”.

La Presidente Rodriguez ha sottolineato che il vero obiettivo è “un cambio di regime in Venezuela” al fine di “impossessarsi delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali” e ha richiesto l'immediata liberazione del Presidente Maduro e di sua moglie Cilia, ricordando che il popolo venezuelano è già sceso in piazza a sostegno della liberazione del Presidente.

La Presidente, che ha invitato il popolo a mantenere la calma, ha citato il Libertador latinoamericano Simon Bolivar, ovvero il Giuseppe Garibaldi latinoamericano, affermando che Il velo è stato squarciato, abbiamo visto la luce e vogliono farci ricadere nell'oscurità. Le catene sono state spezzate, siamo stati liberi e i nostri nemici intendono renderci di nuovo schiavi”.

Ha inoltre ricordato come l'aggressione statunitense violi “palesemente gli articoli 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite” ed è avvenuta nonostante il Presidente Maduro avesse proposto un dialogo con l'amministrazione USA.

La Presidente Rodriguez ha inoltre rilanciato la “difesa della nostra sovranità e della nostra indipendenza”.

Pesanti critiche all'atto deliberato di Trump sono giunte dalla Repubblica Popolare Cinese che, attraverso le parole del Ministro degli Esteri Wang Yi ha chiesto la liberazione del Presidente Maduro, invitando gli USA a garantire la sua sicurezza personale.

Non crediamo che un Paese possa svolgere il ruolo di gendarme mondiale, né siamo d'accordo che un Paese possa affermare di essere un giudice internazionale”, ha aggiunto Wang.

Critiche all'azione di Trump da parte della società civile, in tutto il mondo, che è scesa in piazza e da parte di gran parte del mondo socialista, dal Presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel al Brasile di Lula, passando per il Presidente socialista colombiano Gustavo Petro (spesso minacciato da Trump), fino al socialista britannico Jeremy Corbyn e alla Francia, in cui, il leader dell'opposizione, il socialista Jean Luc-Mélenchon, è sceso in piazza e, fra le altre cose, ha dichiarato che “Negli Stati Uniti, la stampa è più esplicita contro l'aggressione venezuelana rispetto a molti europei, che le sono completamente subordinati. Ma anche in Francia sta emergendo un certo consenso trasversale contro la subordinazione incondizionata e irresponsabile di Macron”.

Egli ha altresì dichiarato che “L'intervento degli Stati Uniti in Venezuela apre una nuova, drammatica fase nella Storia del nostro mondo.
Gli Stati Uniti stanno tornando alle loro più detestabili abitudini imperialiste. Ancora una volta, il petrolio è la vera ragione di questo intervento. La lotta al narcotraffico è solo un pretesto.
Il diritto internazionale è l'unica garanzia di pace. Nessuna deviazione da esso dovrebbe essere accettata. Ci sono solo invasioni malvagie, in Venezuela come in Ucraina e a Gaza.
È deplorevole che la Francia rimanga in silenzio. Il Presidente della Repubblica francese ha delegato questo compito al suo Ministro degli Esteri. Ha fatto dichiarazioni confuse che non hanno identificato né i responsabili né i colpevoli, né ha affermato che si dovesse fornire sostegno.
Che il nostro Paese si inchini davanti all'impero è inaccettabile. Dobbiamo chiedere il rilascio e l'immediato ritorno in Venezuela di Nicolás Maduro e di sua moglie.
Il popolo francese non deve credere che tutto ciò non li riguardi direttamente. Nelle sue ultime dichiarazioni, Trump si considera padrone delle Americhe, sia del Nord che del Sud, e dell'Europa. Affermo la nostra piena e totale solidarietà al popolo venezuelano e al suo legittimo governo, nonché a tutti coloro attualmente minacciati dal signor Trump: i governi di Messico, Colombia e Brasile. Esorto i leader di ciascun Paese a considerare attentamente le minacce che il signor Trump ha già rivolto loro, inclusa la Francia”.

E sulla stessa linea anche il Primo Ministro socialista slovacco Robert Fico, il quale ha denunciato come il diritto internazionale venga messo da parte, mentre “il potere militare viene utilizzato senza il mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e chiunque sia grande e forte fa ciò che vuole per promuovere i propri interessi”.

Egli ha sottolineato: “Respingo fermamente una simile violazione del diritto internazionale, come ho fatto nella guerra in Iraq, nella negazione del Kosovo come Stato sovrano o nell'uso della potenza militare russa in Ucraina”.

Egli ha, inoltre, criticato le risposte della dirigenza UE relativamente all'aggressione USA del Venezuela, accusandola di usare doppi standard. “O l'uso della forza militare americana in Venezuela sarà condannato e sarà coerente con gli atteggiamenti nei confronti della guerra in Ucraina, oppure, come al solito,” - riferendosi alla dirigenza UE - “rimarrà farisaica”.

Posizioni tutte coerenti e serie, a differenza di quelle aberranti dei governanti e politicanti di casa nostra e di gran parte dei governanti UE, che seguitano a rimanere a disposizione dei desiderata del Comandante in Capo degli USA di turno.

E ora? Trump invaderà la Groenlandia e il Canada? Cosa diranno Meloni, Von der Leyen e Kallas?

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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