Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il socialista Nicolas Maduro, nel suo discorso di Capodanno, pur in questo momento di massima crisi con il regime di Trump, che come i suoi predecessori, mira a destabilizzare la sovranità del Venezuela, ha espresso, con spirito positivo, che il 2025 è stato “Un anno di intenso lavoro, sfide significative, resilienza e unità collettiva. Una resilienza che ha stupito il mondo. Salutiamo il 2025 e lo chiudiamo con una nota positiva”.
Egli ha sottolineato che “il 2025 è stato l’anno del consenso più ampio e più fermo mai raggiunto nella nostra storia repubblicana” (...) “un consenso nazionale per la vita, per la pace e per garantire il futuro”.
Egli ha delineato i progressi della democrazia diretta, introdotti nel Paese, attraverso apposite consulte popolari e che hanno permesso – fra le altre cose - l'introduzione di numerose riforme e del “Plan de la Patria”, ovvero il “Progetto Nazionale Simon Bolivar 2025 – 2031”, definito anche “Piano delle Sette Trasformazioni”.
Un piano articolato in sette ambiti, che mirano alla modernizzazione dell'economia; al miglioramento dei servizi pubblici; alla lotta contro il crimine e la difesa della sovranità nazionale; la riaffermazione della protezione sociale dei cittadini, proteggendoli in particolare dalle sanzioni internazionali; il rafforzamento della democrazia diretta; la protezione della biodiversità e la lotta contro i cambiamenti climatici; la promozione di un Venezuela inserito nel mondo multipolare, consolidando le alleanze a livello internazionale.
Il Presidente Maduro ha sottolineato quanto, in Venezuela, si sia rafforzato il “potere spirituale, identitario e culturale” del Paese. E come questo abbia contribuito a costruire uno “Stato forte, profondamente democratico e sovrano”, attraverso: la democrazia diretta; la pratica della pianificazione per l'esecuzione dei progetti e la ricerca della risoluzione dei conflitti.
Egli ha sottolineato i progressi in ambito scientifico, tecnologico e culturale, spiegando come queste debbano essere “al servizio della vita, del benessere sociale e della difesa della sovranità” e come il Piano delle Sette Trasformazioni si ponga quale principio cardine per un nuovo modello di Stato, in grado di “unire le forze vitali al di sopra di qualsiasi differenza nazionale”.
Il Venezuela ha ricevuto recentemente, fra gli altri, il fermo sostegno della Repubblica Popolare Cinese contro le minacce di aggressione degli USA. La Cina, attraverso l'Ambasciatore Sun Lei, ha in merito dichiarato, fra le altre cose, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo scorso 23 dicembre: “In quanto Stato sovrano indipendente, il Venezuela ha il diritto di sviluppare autonomamente una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con altri Paesi e di difendere i propri diritti e interessi legittimi, che dovrebbero essere rispettati e sostenuti dalla comunità internazionale. La Cina si oppone a tutti gli atti di unilateralismo e prepotenza e sostiene tutti i Paesi nella difesa della propria sovranità e dignità nazionale. Ci opponiamo a qualsiasi azione che violi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e leda la sovranità e la sicurezza di altri Paesi, alla minaccia o all'uso della forza nelle relazioni internazionali, alle interferenze esterne negli affari interni del Venezuela con qualsiasi pretesto e alle sanzioni unilaterali illecite e alla giurisdizione a lungo termine che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Invitiamo gli Stati Uniti ad ascoltare il giusto appello della comunità internazionale, a interrompere immediatamente le azioni in questione ed evitare un'ulteriore escalation delle tensioni”.
Le mosse belliciste di Trump contro il Venezuela, avevano ricevuto ampie critiche anche da parte di numerosi deputati del Partito Democratico USA della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti degli USA.
Luca Bagatin

Nessun commento:
Posta un commento