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giovedì 1 gennaio 2026

Venezuela. Il Presidente socialista Nicolas Maduro, nel suo discorso di Capodanno, promuove la democrazia diretta e il progetto di modernizzazione economica e sociale. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il socialista Nicolas Maduro, nel suo discorso di Capodanno, pur in questo momento di massima crisi con il regime di Trump, che come i suoi predecessori, mira a destabilizzare la sovranità del Venezuela, ha espresso, con spirito positivo, che il 2025 è stato Un anno di intenso lavoro, sfide significative, resilienza e unità collettiva. Una resilienza che ha stupito il mondo. Salutiamo il 2025 e lo chiudiamo con una nota positiva”.

Egli ha sottolineato che “il 2025 è stato l’anno del consenso più ampio e più fermo mai raggiunto nella nostra storia repubblicana” (...) “un consenso nazionale per la vita, per la pace e per garantire il futuro”.

Egli ha delineato i progressi della democrazia diretta, introdotti nel Paese, attraverso apposite consulte popolari e che hanno permesso – fra le altre cose - l'introduzione di numerose riforme e del “Plan de la Patria”, ovvero il “Progetto Nazionale Simon Bolivar 2025 – 2031”, definito anche “Piano delle Sette Trasformazioni”.

Un piano articolato in sette ambiti, che mirano alla modernizzazione dell'economia; al miglioramento dei servizi pubblici; alla lotta contro il crimine e la difesa della sovranità nazionale; la riaffermazione della protezione sociale dei cittadini, proteggendoli in particolare dalle sanzioni internazionali; il rafforzamento della democrazia diretta; la protezione della biodiversità e la lotta contro i cambiamenti climatici; la promozione di un Venezuela inserito nel mondo multipolare, consolidando le alleanze a livello internazionale.

Il Presidente Maduro ha sottolineato quanto, in Venezuela, si sia rafforzato il “potere spirituale, identitario e culturale” del Paese. E come questo abbia contribuito a costruire uno “Stato forte, profondamente democratico e sovrano”, attraverso: la democrazia diretta; la pratica della pianificazione per l'esecuzione dei progetti e la ricerca della risoluzione dei conflitti.

Egli ha sottolineato i progressi in ambito scientifico, tecnologico e culturale, spiegando come queste debbano essere “al servizio della vita, del benessere sociale e della difesa della sovranità” e come il Piano delle Sette Trasformazioni si ponga quale principio cardine per un nuovo modello di Stato, in grado di “unire le forze vitali al di sopra di qualsiasi differenza nazionale”.

Il Venezuela ha ricevuto recentemente, fra gli altri, il fermo sostegno della Repubblica Popolare Cinese contro le minacce di aggressione degli USA. La Cina, attraverso l'Ambasciatore Sun Lei, ha in merito dichiarato, fra le altre cose, presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo scorso 23 dicembre: “In quanto Stato sovrano indipendente, il Venezuela ha il diritto di sviluppare autonomamente una cooperazione reciprocamente vantaggiosa con altri Paesi e di difendere i propri diritti e interessi legittimi, che dovrebbero essere rispettati e sostenuti dalla comunità internazionale. La Cina si oppone a tutti gli atti di unilateralismo e prepotenza e sostiene tutti i Paesi nella difesa della propria sovranità e dignità nazionale. Ci opponiamo a qualsiasi azione che violi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e leda la sovranità e la sicurezza di altri Paesi, alla minaccia o all'uso della forza nelle relazioni internazionali, alle interferenze esterne negli affari interni del Venezuela con qualsiasi pretesto e alle sanzioni unilaterali illecite e alla giurisdizione a lungo termine che non hanno alcun fondamento nel diritto internazionale o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Invitiamo gli Stati Uniti ad ascoltare il giusto appello della comunità internazionale, a interrompere immediatamente le azioni in questione ed evitare un'ulteriore escalation delle tensioni”.

Le mosse belliciste di Trump contro il Venezuela, avevano ricevuto ampie critiche anche da parte di numerosi deputati del Partito Democratico USA della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti degli USA.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 30 dicembre 2021

Una fine dell'anno con Eduard Limonov

GLORIA ETERNA A EDUARD LIMONOV! 

LUNGA VITA AI NAZIONALBOLSCEVICHI!

UN'ALTRA RUSSIA E UN'ALTRA EUROPA SONO POSSIBILI!

SENZA PIU' RICCHI, SENZA PIU' OLIGARCHI, SENZA PIU' CAPITALISTI! 

foto di Dmitry Ivanov

I giovani sono spesso pigri e non vogliono lavorare. Beh, hanno ragione.
Più tardi saranno pressati e costretti. Ma avevano ragione.
Cosa c'è di bello nel lavoro e perché andarne fieri?
"Io lavoro, pago le tasse..." - è così che obbediscono per tutta la vita.
A me personalmente piace solo scrivere, e nemmeno sempre. In generale, preferisco non fare niente.
Cibo per riflettere. Le poesie di qualcuno da ricordare.
Sdraiato al sole.
C'è carne. Vino da bere.
Fare l'amore o fare la rivoluzione.
E scrivere, a volte.
 
(Eduard Limonov)


La scuola, che è una sadica istituzione statale volta a reprimere la natura e l'essenza umana, va distrutta.
Altrimenti la nostra società è destinata a riprodursi nella forma ripugnante attuale.
Ci saranno sempre pensionati scuri, poliziotti e funzionari del Palazzo. Generazione dopo generazione.
E la formazione di queste creature ripugnanti inizia già sui banchi di scuola.
La società schiaccia il bambino sino agli undici anni, sino a farlo diventare un semi lavorato, strumento da lavoro per i suddetti soggetti.
Questo nastro trasportatore va fermato.
Questo faremo quando andremo al potere.
 
(Eduard Limonov)
 
foto di Sergey Belyak


mercoledì 30 dicembre 2020

L'ultimo Capodanno di Eduard Limonov

GLORIA ETERNA A LIMONOV ! 

LUNGA VITA AI NAZIONALBOLSCEVICHI !

UN'ALTRA RUSSIA E UN'ALTRA EUROPA SONO POSSIBILI !

SENZA PIU' RICCHI, SENZA PIU' OLIGARCHI, SENZA PIU' CAPITALISTI !

Foto di Dmitry Ivanov

www.tout-sur-limonov.fr

lunedì 31 dicembre 2018

2018: anno "populista" contro l'austerità. Articolo di Luca Bagatin

Volendo usare un termine per definire il 2018 appena passato, sotto il profilo politico, potremmo definirlo anno "populista". O, quantomeno, anno nel quale i popoli del mondo hanno voluto far sentire, a diversi livelli, la propria voce ed esprimere la loro contrarietà nei confronti di politiche liberali, capitaliste e di austerità.
Pensiamo innanzitutto alle manifestazioni comuniste in Russia contro l'aumento dell'Iva e dell'età pensionabile, che hanno segnato un arretramento del fronte liberal-putiniano, sia nei sondaggi che alle elezioni amministrative, in favore del Partito Comunista della Federazione Russa (KPFR) guidato da Gennady Zjuganov, la cui visione della politica è la seguente: "La politica dovrebbe essere basata su quattro principi: potenza, collettivismo, spiritualità, giustizia".
E sempre, in Russia, il movimento nazionalbolscevico Altra Russia di Eduard Limonov, grazie in particolare alla giovane attivista Olga Shalina, ha denunciato lo stato drammatico in cui vivono i carcerati nel Paese e, con il Fronte della Sinistra di Udalstov e il KPFR, ha sostenuto le manifestazioni contro l'austerità.
Pensiamo alla Francia dei Gilet Gialli, i quali, ancora oggi, non hanno cessato le loro manifestazioni contro le politiche di Macron e sono riusciti peraltro ad ottenere, dall'Unione Europea, la possibilità di sforare il fantomatico e assurdo tetto del 3% deficit/PIL.
Pensiamo all'Italia, le cui elezioni hanno visto la sconfitta delle forze europeiste ed elitarie - Pd e Forza Italia - e l'avanzare di partiti anti-Unione Europea (per quanto tali solo a parole) quali Movimento Cinque Stelle e Lega, le cui politiche, pur in maniera assai timida e pasticciata, vorrebbero - quantomeno in parte, pur minima - contrapporsi all'austerità europeista e ad una immigrazione che, ad oggi, ha rappresentato una vera e propria deportazione di esseri umani e una nuova lotta fra poveri.
Pensiamo alla vittoria in Messico del candidato socialista populista Andres Obrador e al Venezuela, che ha visto la riconferma al governo del socialista Nicolas Maduro, per quanto l'astensionismo, tanto quanto nei Paesi europei menzionati, sia comunque aumentato, segnale di come i popoli vorrebbero maggiormente avere la possibilità di dire la loro.
In Brasile, purtroppo, "grazie" all'impossibilità di candidare Lula, ha vinto l'esponente dell'oligarchia ricca, ovvero Jair Bolsonaro e persino in Argentina continuano i tentativi di delegittimazione dell'ex Presidentessa Cristina Kirchner, la quale è pronta, nel 2019, a ricandidarsi contro l'attuale Presidente Mauricio Macri, il quale ha svenduto il Paese alle politiche di austerità del Fondo Monetario Internazionale e ha tagliato ogni fondo per il sociale e la disabilità.
Pensiamo infine all'Ungheria che, finalmente, inizia a ribellarsi alle politiche liberal-capitaliste di Orban, che ha varato una vera e propria legge schiavista sul lavoro e, anche lì, tornano in campo i comunisti del Partito Operaio Ungherese, di matrice patriottica e autenticamente socialista.
Dove stia andando e dove andrà il mondo, non sappiamo. Certo sarebbe molto se i popoli ricchi comprendessero la necessità di vivere con meno, ma con il giusto, senza pensare di sfruttare altri popoli imponendo loro la propria visione oppure "deportando" manodopera a basso costo o sfruttandola in loco, attraverso le delocalizzazioni.
Sarebbe molto se concetti tipici del socialismo delle origini, come la "sovranità" e il "populismo", fossero recuperati, ma non in maniera feticistica o ideologica, bensì come alternativa al globalismo capitalista e alla dittatura del danaro, del lucro e del consumo, al fine di approdare ad una dimensione di autosufficienza economica: produci ciò che consumi, il resto lo distribuisci.
Forse siamo ben lontani da questa dimensione e dal superamento dell'egoismo, che è forse quel totalitarismo che accompagna l'Umanità sin dai suoi albori.
Saremo ben lontani, ma, ad ogni modo, credo che questa possa essere l'unica via per l'emancipazione sociale dell'essere umano. Una via non materialista, spirituale, di ricerca di una democrazia piena e autentica, ovvero di consapevolezza interiore, che permetta di autogestirsi e autogovernarsi, senza la necessità di alcun "leader" e capace di superare e annientare ogni forma di totalitarismo e di diseguaglianza.

Luca Bagatin

martedì 31 dicembre 2013

"Tra Napolitano e Grillo, meglio Amore e Libertà ?" intervista di Gabriele Maestri a Luca Bagatin

Fra un comunista di Palazzo (che nel 1956 sosteneva che l'Urss in Ungheria portasse la pace...con i carrarmati, sic !) ed uno pseudo-comico cresciuto in Rai (e sostenuto da un imprenditore della comunicazione) ecco inserirsi AMORE E LIBERTA'.

Che alle spalle ha Anita Garibaldi (il cui vero nome era Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva), un'eroina straniera italianizzata, morta a soli 28 anni combattendo per la Repubblica.

Quella vera.

Non per la burletta che ci trasciniamo dal 1948 ad oggi.

L.B.

"Tra Napolitano e Grillo, meglio Amore e Libertà ?"
intervista di Gabriele Maestri a Luca Bagatin

Dunque il conto alla rovescia è iniziato: mancano poche ore allo scontro all'OK Corral di fine anno. Prima del cenone, si consumerà un duello silenzioso, senza spargimento di sangue. Da una parte, coloro che continueranno a seguire come sempre il discorso di Giorgio Napolitano, dall'altra quelli che preferiranno il controdiscorso di Beppe Grillo. E dall'altra ancora tutti quelli che non seguiranno né l'uno né l'altro, magari per pensare solo al cibo, o perché non li soddisfa nessuno dei due. E se l'alternativa tra l'istituzione e la controistituzione fosse votarsi all'amore e alla libertà, anche come proposito per il nuovo anno? La chiave la fornisce Luca Bagatin, che di Amore e Libertà è il fondatore e presidente. Un partito? Nient'affatto. Casomai un "pensatoio pubblico" per battaglie ideali con l'individuo rigorosamente al centro.


Gabriele Maestri: Luca, cos'è Amore e Libertà?
Luca Bagatin: Amore e Libertà è un progetto culturale, alternativo ai partiti ed ai movimenti politici. E' una “tendenza politica”, se vogliamo, un po' come lo furono il “partito d'azione” fondato da Giuseppe Mazzini nel 1853, oppure il “partito comunista” ideato da Marx ed Engels e spiegato nel calebre Manifesto del 1848.
Il Manifesto di Amore e Libertà (scaricabile all'indirizzo  http://www.amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm, ndi) ne spiega l'idea ed i punti fondanti. Punti programmatici che si sostanziano nella ricerca o, meglio, nella tendenza della ricerca di una Civiltà dell'Amore (come Mazzini il cui scopo ultimo era la “società repubblicana” o Marx il cui fine ultimo era il “socialismo”). 

Gabriele Maestri: Bello il fine, ma rischia di essere un po' utopico, sbaglio?
Luca Bagatin: Forse è una grande utopia, come quella della ricerca del Socialismo o del Repubblicanesimo, appunto, ma un'utopia necessaria all'individuo, da sempre. In particolare oggi in cui le ideologie messianiche sono crollate e non hanno effettivamente arricchito l'individuo delle uniche cose di cui ha davvero bisogno, ovvero: amicizia, fratellanza e libertà, che solo un sentimento come l'Amore vero può rendere attuabili.

Gabriele Maestri: Il programma è interessante: gli italiani potrebbero sceglierlo votandolo sulla scheda elettorale?
Luca Bagatin: Amore e Libertà non è né sarà né diventerà mai un partito politico e non apparirà mai in alcuna scheda elettorale. Ciò semplicemente perché non crede alla politica dei partiti, dei parlamenti e dei governi. E crede che sia proprio la politica, ovvero l'antipolitica basata sulla divisione fra fazioni e sulla ricerca del potere, del dominio, del danaro (tipica della società mediatica e dei bisogni/consumi indotti) l'origine della vera crisi che stiamo attraversando ormai da decenni. Una crisi che è prima di tutto umana e civile.

Gabriele Maestri: Qual è, secondo te, il vero male della politica oggi e come si potrebbe rimediare?
Luca Bagatin: I partiti ed i conseguenti governi dividono e gestiscono gli individui a loro esclusivo piacimento. Amore e Libertà vorrebbe spezzare questo circolo vizioso e restituire all'individuo consapevole la possibilità di autogestirsi e di vivere in armonia con il cosmo, senza mediazioni dall'alto.In questo senso Amore e Libertà crede nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni. La visione politica di Amore e Libertà è peraltro tipica dei movimenti libertari e beatnik, sviluppatisi in particolare negli USA negli Anni '60 e che si sostanzia nella ricerca della libertà e dunque della responsabilità individuale, sul rispetto reciproco e sul rispetto della natura e di ogni forma vivente.

Gabriele Maestri: Quali sono allora i punti fondamentali del vostro agire?
Luca Bagatin: I punti cardine di AeL sono i seguenti:
- piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)
- che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.
- che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente
- lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso
- attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale
- introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.
- introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero.
- introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.
-istituzione dei parchi dell'amore
- lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente
- legalizzazione della prostituzione
-introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale
-introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”
- abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane
- abolizione del diritto d'autore al fine di eliminare il monopolio intellettuale e liberare così la creatività.

Gabriele Maestri: Hai scelto che a rappresentare Amore e Libertà fosse Anita Garibaldi: perché?
Luca Bagatin: Per almeno tre ragioni: 1) Anita è un'eroina dimenticata, che morì a soli 28 anni per la Repubblica, quella vera, quella Romana, fondata sul Popolo Sovrano. Una Repubblica diametralmente opposta rispetto alla Repubblica dei partiti imposta da essi nel 1948; 2) Anita fu moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessere e/o ideoligie di partito e come lui lottò per tutta la vita per la libertà e l'emancipazione umana e spirituale degli individui; 3) La vicenda storico-affettiva di Anita e Giuseppe Garibaldi sono esempio per tutti di ricerca incessante di Amore e di Libertà, senza condizionamenti esterni, pur fra mille peripezie e sofferenze.

Gabriele Maestri: Quali altre figure metteresti "nel pantheon" di Amore e Libertà?
Luca Bagatin: Oltre ad Anita, Amore e Libertà ha, fra i suoi “ispiratori”, moltissime altre figure che vanno dal già citato Giuseppe Mazzini sino a Gandhi, passando per Cristo e Buddha, sino ad arrivare ad attivisti ed attiviste per le libertà civili e sessuali quali Peter Boom, Moana Pozzi ed Ilona Staller. Figure che – come scritto nel Manifesto d'Intenti – sono solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà.

Gabriele Maestri