GLORIA ETERNA A LIMONOV !
LUNGA VITA AI NAZIONALBOLSCEVICHI !
UN'ALTRA RUSSIA E UN'ALTRA EUROPA SONO POSSIBILI !
SENZA PIU' RICCHI, SENZA PIU' OLIGARCHI, SENZA PIU' CAPITALISTI !
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| Foto di Dmitry Ivanov |
GLORIA ETERNA A LIMONOV !
LUNGA VITA AI NAZIONALBOLSCEVICHI !
UN'ALTRA RUSSIA E UN'ALTRA EUROPA SONO POSSIBILI !
SENZA PIU' RICCHI, SENZA PIU' OLIGARCHI, SENZA PIU' CAPITALISTI !
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| Foto di Dmitry Ivanov |
Il
Natale, da anni, sembra che sia la festa dei luoghi-non-luogni meno
spirituali del mondo: i negozi e i centri commerciali !
Grazie a una mia amica sono approdato su
Instagram.
Avrò un successo successivo, si vede. Un successo
postumo. Un successo che otterrò solo se riuscirò ad acciuffare uno
a caso o uno a cazzo di quelli che sto inseguendo, oppure se riuscirò
ad acciuffare uno dei miei seguitori, senza prima essere da lei, da
lui o da esso acciuffato !
Per il resto devo ancora
capire il senso di questo cosiddetto “social”, al quale non so se
posso aggiungere il termine “network”.
No perché, dopo sushi e
sashimi, anche questo termine mi sushita un certo languorino, ma non
di roba insipida giapponese, bensì di qualcosa di più sostanzioso,
tipo un panino al burro di arachidi ricco di grassi saturi e insaturi
e di fibre ricche di proteine.
Volendo usare un termine
per definire il 2018 appena passato, sotto il profilo politico,
potremmo definirlo anno "populista". O, quantomeno, anno
nel quale i popoli del mondo hanno voluto far sentire, a diversi
livelli, la propria voce ed esprimere la loro contrarietà nei
confronti di politiche liberali, capitaliste e di austerità.
Sarebbe molto se concetti
tipici del socialismo delle origini, come la "sovranità" e
il "populismo", fossero recuperati, ma non in maniera
feticistica o ideologica, bensì come alternativa al globalismo
capitalista e alla dittatura del danaro, del lucro e del consumo, al
fine di approdare ad una dimensione di autosufficienza economica:
produci ciò che consumi, il resto lo distribuisci.
Crescono i "mammoni",
così scrivono alcuni giornali che commentano i dati Eurostat
relativi al 2017 che ci dicono che, in Italia, le persone di età
compresa fra i 18 e i 34 anni che vivono con i genitori sono il 66,4%
rispetto al 65,8% del 2016. Il 72,2% dei maschi e il 59,8% delle
femmine.
Scandalosa lo è, forse,
per coloro i quali auspicano, ancora una volta, una società di
atomi, da dare in pasto al dio mercato. Una società di individui
separati fra loro: senza più una identità comunitaria, sia essa
culturale, storica, sociale, spirituale. Una società che crea nuove
povertà e razzismo laddove si impone ai popoli di migrare, facendo
così perdere loro ogni contatto con la propria comunità di origine,
con la propria storia e cultura e ciò in nome di sedicenti "società
aperte", ovvero in nome dello sfruttamento e della deportazione
di esseri umani da un posto all'altro, affinché siano separati dalle
proprie origini, dai propri simili e dai propri affetti, affinché
divengano docili strumenti posti di fronte alle richieste incessanti
del mercato, del consumo, dello sfruttamento dettato dal danaro e
dall'ideologia del desiderio di beni di consumo e modelli di vita
sempre più sofisticati ai quali ambire... al prezzo di un lavoro
sempre più sottopagato, o di un lavoro in nero o di nessun lavoro.
Ecco che allora, il circo
politico-mediatico "liberal" addita coloro i quali crescono
e vivono in famiglia come "bamboccioni" o "mammoni",
anzichè considerarli gli ultimi resistenti di una comunità
tradizionale in disgregazione. Comunità già attaccata dalla
deregolamentazione dell'affettività e dell'amicalità, laddove i
rapporti umani, sociali e affettivi sono ridotti a conversazioni
asettiche attraverso il pc, il tablet o lo smartphone, senza più
incontrarsi, vedersi, guardarsi negli occhi. Confrontandosi,
amandosi, discutendo, creando legami forti e forme di democrazia
partecipativa. Rapporti che divengono invece sempre più superficiali
e virtuali e quindi sempre più impossibili nella vita reale, come
pornograficamente o pornocraticamente voluto dall'industria del
"libero scambio" e della "sessualità libera"
purchè rigorosamente a pagamento, sul web, o in varie altre modalità
asettiche, onanistiche, disumane (si veda peraltro l'assurda e
vergognosa apertura dei bordelli con prostitute robot o la messa in
produzione di "bambole del sesso", neo surrogati di persone
ormai del tutto anestetizzate dal marketing commerciale).
Teniamoci cari il nostro
o i nostri genitori, dunque. Sono l'ultima isola felice di una realtà
in totale distruzione. Resistiamo, con le unghie e con i denti, alla
fine dell'affettività, dell'amicalità, dei sentimenti, dell'amore e
facciamolo rinunciando alla becera mentalità consumista,
ipertecnologica, cosmopolita, capitalista, modernista,
liberaleggiante. Costruendo una realtà diversa e alternativa a
quella attuale.