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sabato 27 dicembre 2025

L'oppositore di sinistra Sergey Udaltsov condannato a sei anni. Anche in Russia, come ovunque, nel mondo liberal-capitalista, il socialismo è perseguitato. Articolo di Luca Bagatin

 

In pochi, probabilmente, sanno che, nella Russia post-sovietica, esistono dei dissidenti autentici (di cui ho molto scritto nel mio saggio “L'Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo), che, per il fatto di difendere il socialismo, ovvero l'anticapitalismo, la giustizia sociale, la sovranità nazionale e l'indipendenza economica, non piacciono né al regime liberal capitalista di Putin, ma nemmeno all'Occidente liberal-capitalista.

Occidente liberal-capitalista che, spesso e volentieri, li ha sempre o spesso ignorati. Se non denigrati, considerandoli “controversi” (sic!).

Fra tali dissidenti, lo scrittore e fondatore del Partito NazionalBolscevico, oltre che della coalizione “L'Altra Russia” (oggi “L'Altra Russia di Eduard Limonov”) Eduard Limonov e Sergey Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra che, ironia della sorte, viene condannato a 6 anni di carcere nei giorni che ricordano la dissoluzione dell'URSS, quel tragico 25 dicembre 1991, che trasformò la Russia e le Repubbliche post-sovietiche nella terra delle oligarchie, delle mafie e dell'estremismo di destra.

Limonov e Udaltsov, autentici dissidenti della sinistra russa, hanno spesso manifestato assieme, contro le misure antisociali e di austerità dei governi Putin-Medvedev. E spesso sono stati arrestati assieme.

Hanno sostenuto il ritorno del socialismo popolare in Russia, la libertà di parola e il ritorno delle aree storicamente russe alla Russia, quali la Crimea e il Donbass. E lo hanno fatto per primi, denunciando il nazionalismo russofobo ucraino e quello nelle Repubbliche post-sovietiche, diventate liberal capitaliste e governate dall'estrema destra.

Limonov è sempre rimasto un dissidente integrale, ha sempre rifiutato di allearsi al Partito Comunista della Federazione Russa e, al suo partito, composto soprattutto di giovani e giovanissimi, spesso artisti, ancora oggi, non viene permesso di presentarsi alle elezioni. Il suo Partito NazionaBolscevico fu addirittura messo fuorilegge dalla Corte Suprema russa, nel 2007, con accuse infondate di “estremismo” e “incitamento all'odio”. Accuse che la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) ha considerato palesi violazioni dei diritti umani.

Udaltsov, anch'egli spesso arrestato con l'accusa – mai provata – di “incitamento a disordini di massa”, ha spesso collaborato, invece, con il maggiore partito di opposizione, ovvero il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) e sua moglie, Anastasia, ex attivista del Partito NazionalBolscevico, è deputata alla Duma nelle fila di questo partito.

Udaltsov è stato condannato e per l'ennesima volta, nei giorni scorsi, a 6 anni di carcere duro, con l'accusa di aver pubblicato, sul sito del Fronte di Sinistra, nel 2023, due articoli dal titolo “Come i marxisti sono diventati terroristi. Gli attivisti di Ufa languiscono in prigione da un anno con accuse assurde” e “Smettete di perseguitare i comunisti! Il Fronte di Sinistra ha tenuto una manifestazione a Mosca in difesa dei prigionieri politici”.

Entrambi articoli in difesa del circolo marxista di Ufa, i cui componenti sono stati arrestati e condannati a pene detentive dai 16 ai 22 anni, con l'accusa di “terrorismo”.

Sergey Udaltsov ha dichiarato di voler intraprendere uno “sciopero della fame a tempo indeterminato”, sottolineando come la condanna che ha ricevuto sia stata frutto di “una decisione vergognosa”.

Egli, durante l'udienza in tribunale, ha dichiarato, relativamente ai suoi articoli in difesa dei componenti del circolo marxista di Ufa che: “C'è stata una sostituzione di concetti. Non sono per un'assoluzione, ma rilevo dubbi sulla loro colpevolezza: questo è ciò che contengono tutte le mie pubblicazioni. E ora dubito della loro colpevolezza e ho il diritto di farlo, perché il verdetto non è ancora entrato in vigore”.

Nel mondo post-sovietico, diventato liberal-capitalista, tanto quanto in quello Occidentale, dunque, la caccia al socialista e al comunista rimane sempre presente.

A vario titolo, a vario modo. In gran parte delle Repubbliche post-sovietiche, dai Paesi Baltici all'Ucraina (ma anche in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca), i Partiti Comunisti e in generale di sinistra, sono stati pressoché messi al bando (e gli attivisti spesso perseguitati). In Russia vengono spesso perseguitati o, quantomeno, tenuti a bada.

Gli USA cercano di destabilizzare il socialismo in ogni dove. Dalla Jugoslavia alla Siria, passando per la Libia e il Venezuela (oltre che l'Italia, quando governava il PSI di Bettino Craxi).

L'UE, che è sempre al traino degli USA e degli estremismi di destra, vorrebbe equiparare il comunismo al nazifascismo. Come se la giustizia sociale potesse essere equiparata al razzismo e al suprematismo!

E siamo sempre lì. Tutto il mondo pseudo-libero (in realtà liberal-capitalista) è paese. Anzi, è palesemente anti-sociale e anti-socialista.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 30 settembre 2025

Il socialismo di Giuseppe Mazzini

 

"Il grande pensiero sociale che ferve oggi in Europa può così definirsi: abolizione del proletariaro: emancipazione dei lavoratori dalla tirannide del capitale concentrato in un piccolo numero d'individui: riparto dei prodotti, o del valore che n'esce, a seconda del lavoro compito: educazione morale e intellettuale degli operai: associazione volontaria tra gli operai, sostituita pacificamente, progressivamente e quanto è possibile, al lavoro individuale salariato ad arbitrio del capitalista"

(Giuseppe Mazzini, "Condizioni e avvenire dell'Europa", 1871)

Il saggio nell'immagine sarà prossimamente recensito da Luca Bagatin 

giovedì 1 maggio 2025

Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin del 21 novembre 2020 (e buon Primo Maggio!)


La vita non è fatta solo per lavorare, ma ha bisogno di tempo libero per l’esercizio della libertà. Non si può vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, comprare, perché non paghi con i soldi, ma con il tempo della tua vita”.

Questo uno degli insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato l'ex Presidente socialista dell'Uruguay, José “Pepe” Mujica. Il Presidente povero e dei poveri, che ha governato il suo Paese dal 2010 al 2015 (e fu Ministro dell'Agricoltura e della Pesca dal 2005 al 2008). Risollevandone le sorti e attuando politiche sociali e socialiste, sul modello autogestionario e libertario.

Un modello che supera l'insana “ideologia del lavoro” ad ogni costo. E che supera il conseguente “sfruttamento dal salario”. Un modello che guarda, invece, a quello che Mujica stesso definì “un cammino di lotta al servizio e in solidarietà con gli altri esseri umani”. Ovvero “una politica permanente a favore di chi ha la volontà di lavorarla”, ad esempio organizzando “colonie di terra pubblica in cui si paga un affitto”.

Un modello non dissimile da quello della Jugoslavia di Tito, fondato sull'autogestione delle imprese e della Libia del Raìs Mu'Ammar Gheddafi, laico e socialista ideatore della Terza Teoria Universale, ovvero della “Repubbica delle masse” e della “democrazia diretta” (Jamahiriyya), che fu attuata nell'ambito di Congressi e Comitati popolari aperti a tutti i cittadini.

Gheddafi, nel suo “Libro Verde”, ovvero il suo saggio sociale e politico fondamentale, scrisse, in merito all'organizzazione sociale e del lavoro: “Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…). A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani”.

Egli ritenne, dunque, in concordia con il socialismo delle origini (da Saint-Simon, a Marx, sino a Pierre Leroux, Proudhon e così via), che i lavoratori dovessero essere considerati produttori, non più dei salariati, ovvero degli sfruttati. E dunque, ciò che loro producono, dovesse essere considerato di loro stessa proprietà.

Il salario, per Gheddafi (e in realtà per tutti i socialisti, sin dalla fondazione della Prima Internazionale dei Lavoratori, nel 1864), è indice di sfruttamento e un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone. Sia esso un padrone privato o statale.

Oltre a ciò, il Raìs, ritenne che nessuno potesse possedere più di quanto gli fosse necessario per vivere. Ciò perché – non essendo le risorse illimitate - l'accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione e segna il sorgere della società dello sfruttamento.

I concetti fondamentali del socialismo originario o autogestionario, inveratosi sia nella Jugoslavia titina che nella Libia di Gheddafi, ma per molti versi anche nell'Argentina peronista; nella Cuba del Che e Fidel Castro; nell'Egitto nasseriano e via via nei modelli più recenti del Socialismo del XXI Secolo latinoamericano (dal chavismo sino al modello uruguayano del Frente Amplio di Mujica, al modello del Buen Vivir ecuadoriano, sino, in parte, al socialismo boliviano di Evo Morales), propone dunque un nuovo modello di sviluppo.

Uno modello che supera da una parte il produttivismo e dall'altra il capitalismo. Poponendo che il cittadino/lavoratore viva del necessario e lavori a beneficio della società e dei bisognosi e non già per un salario. E che ciascuno sia proprietario del proprio lavoro, nell'ambito di attività economiche socialiste autogestite.

Moltissima strada vi è da fare. Soprattutto per “decolonizzare l'immaginario”, come direbbe l'economista Serge Latouche. Per creare un'alternativa all'assurdo modello di sviluppo occidentale, capitalista, fondato sul danaro e sullo sfruttamento del lavoro.

Lavoro che toglie tempo libero; che lega a un datore di lavoro (e ad eventuali ricatti); che è utile solo a generare profitto e conseguente sfruttamento delle risorse economiche, sociali, ambientali e non già per aiutare la comunità stessa e le sue necessità primarie e fondamentali. Necessità che saranno sempre maggiori e sempre più essenziali in periodi di pandemia.

Necessità che non sono legate al vil danaro, che è uno strumento per sua natura schiavista, in quanto rappresenta un debito nei confronti di qualcuno (ed è il maggiore e più perverso strumento di perdita di sovranità dei cittadini e dei Paesi).

Una società sana, socialista, autogestita, libera e libertaria, è una società che supera i vincoli imposti dall'egoismo umano. Che supera il sistema del danaro (e della conseguente usura o interessi sui debiti/prestiti). Che supera il sistema del lavoro salariato. Che supera il sistema del consumismo e della distruzione delle risorse e del Pianeta.

Per approdare a qualcosa di antico, ma allo stesso tempo di genuino, comunitario, umanitario, spirituale, ecologista e socialista al contempo.

Come ancora oggi avviene in alcune società matriarcali, che vivono su quella che l'antropologo Marcel Mauss definì “economia del dono”. Sullo scambio reciproco, alla pari. Sul baratto. Sul lavoro in comune e a beneficio del prossimo.

Per far uscire”, come ebbe a dire lo stesso Latouche, “l'umanità dalla miseria psichica e morale” nella quale vive da secoli. Semplicemente per aver adottato un modello che sdogana un'infezione della psiche umana chiamata egosimo e accumulo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso) 
 
 
"La festa del Primo Maggio non ha perso la sua rilevanza.
Il Primo Maggio è il giorno dell'operaio, come lo chiamavamo negli anni '90, il giorno del quarto potere, che presta la sua opera per conto terzi.
I lavoratori sono la maggioranza delle persone sul pianeta, quindi questa festività appartiene a una specie di esercito di angeli dell'inferno, su cui tutto poggia"
(Eduard Limonov, 1 Maggio 2015)
 
"Non sono nato in assemblee pubbliche; ma se c'è un'assemblea in cui mi troverete, è quella dei lavoratori. In mezzo a questi cuori semplici, mi sento a casa."
Giuseppe Garibaldi. 'Alla società operaia - Genova, Caprera, 16 settembre 1863; P. 334 Scritti politici e militari, memorie e pensieri inediti)
 

"l'assoluta autonomia della classe operaia da tutti i partiti e da tutte le ideologie politiche; l'azione diretta della classe produttiva, verso le altre classi ed i poteri pubblici, senza mediatori; la rappresentanza delle categorie economiche nei corpi elettivi; l'assoluta autonomia comunale, considerando il Comune come l'organismo della libertà popolare; l'autonomia politica e amministrativa della regione per tutti gli interessi che non richiedono provvedimenti di indole nazionale; l'eliminazione progressiva delle funzioni dello Stato centralistico con la soppressione della relativa burocrazia. Quest'ultimo principio può essere tradotto nei fatti con la Repubblica Sociale Federativa." "L'uomo emancipato dai vincoli della materia potrà liberare soprattutto il suo spirito, dedicarsi al lavoro dell'intelletto che è certo piacevole, come sa chiunque ne abbia gustato. L'uomo si farà superuomo: supererà se stesso ed annullerà la maledizione biblica di dover produrre dolorando." 
 
(Alceste De Ambris 'Il Manifesto dei sindacalisti e la Costituzione Fiumana' 1/9/'21)
 
 
(…). Introducete il lavoro salariato e addio gioia, salute, libertà: addio a tutto ciò che rende la vita bella e degna di essere vissuta.
Lavorate, lavorate proletari per accrescere la ricchezza sociale e le vostre miserie individuali. Lavorate, lavorate, perché diventando più poveri avrete più ragioni per lavorare e per essere miserabili. Questa è la legge inesorabile della produzione capitalista.”
 
(Paul Lafargue) 

lunedì 21 aprile 2025

Socialismo contro liberal-capitalismo. Riflessioni di Luca Bagatin

Socialismo non è togliere a chi ha di più per dare di più a chi ha meno.

Quella si chiama carità.

Socialismo è togliere a chi ha di più per organizzare la società in modo che NESSUNO abbia MAI meno del necessario.

(Luca Bagatin)

Appena uno parla di socialismo, ovvero di gestione dell'economia da parte della comunità, a beneficio comunità stessa, lo accusano subito di estremismo.

I veri estremisti, invece, sono proprio colori i quali muovono tali accuse.

Perché dietro di loro si nascondono i liberal capitalisti.

Ovvero coloro i quali, la comunità, vogliono metterla in vendita.

O, forse, l'hanno già venduta.

(Luca Bagatin)

Il concetto di "libertà" è talmente ampio che non andrebbe affatto generalizzato.
La generalizzazione di tale concetto, ha portato a una società - quella Occidentale liberal capitalista - inconsapevole, disordinata, ove tutto è permesso, ovvero niente è davvero permesso.
Una tale "libertà" - ove è assente il rispetto per il prossimo e l'interiorizzazione del concetto del limite - è, nei fatti, "schiavitù".
Il liberal capitalismo, infatti, si fonda sulla schiavitù. Oltre che sull'ignoranza.
Per questo è il nemico principale della libertà e della giustizia sociale.

(Luca Bagatin)

Unire gli opposti.

Questo è quello che ho sempre trovato interessante e utile.

Perché è dall'unione degli opposti che nasce qualche cosa di intelligente.

(Luca Bagatin)

 

Finché non ci sarà autorità e autorevolezza (che nasce dalla formazione, dallo studio, dall'auto disciplina), non ci sarà alcuna giustizia.
Finché non ci sarà giustizia non ci sarà alcuna pace.
Tutto parte dall'autorità, dal rispetto, dalla formazione.

(Luca Bagatin)


In un simbolo socialista (senza equivoci, ovvero senza prendere un giro i cittadini e senza imbrogliare la Storia) i simboli corretti da usare sarebbero questi qui, già usati nel passato:
Libro (conoscenza)
Falce e martello (non solo simboli operai, ma anche a significare Filosofia e Forza)
Sole nascente (di garibaldina memoria)
Frecce (contro i tre totalitarismi: liberal capitalismo, nazifascismo, comunismo totalitario)
 
(Luca Bagatin)
 

 


lunedì 10 marzo 2025

Socialismo non è liberal capitalismo (ovvero non è sinistrismo borghese)

Il sinistrismo borghese o "liberalismo" (malattia dell'Occidente egoista e suprematista) non è socialismo, ma liberal capitalismo.

Il socialismo promuove una società emancipata, ordinata, meritocratica, ove il capitale è nelle mani di chi lavora e dà il suo contributo alla società e ove la comunità dirige ogni settore strategico dell'economia, attraverso una attenta pianificazione da parte di chi è altamente formato.

Il "liberalismo" o sinistrismo borghese, promuove atomizzazione della società, individualismo, capitalismo bellicista, sudditanza della comunità nei confronti del privato, decadenza morale e materiale.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 1 maggio 2023

Buon Primo Maggio! Buona Festa dei lavoratori, nel segno del socialismo, ovvero del superamento del lavoro salariato e, dunque, sfruttato!

"l'assoluta autonomia della classe operaia da tutti i partiti e da tutte le ideologie politiche; l'azione diretta della classe produttiva, verso le altre classi ed i poteri pubblici, senza mediatori; la rappresentanza delle categorie economiche nei corpi elettivi; l'assoluta autonomia comunale, considerando il Comune come l'organismo della libertà popolare; l'autonomia politica e amministrativa della regione per tutti gli interessi che non richiedono provvedimenti di indole nazionale; l'eliminazione progressiva delle funzioni dello Stato centralistico con la soppressione della relativa burocrazia. Quest'ultimo principio può essere tradotto nei fatti con la Repubblica Sociale Federativa." "L'uomo emancipato dai vincoli della materia potrà liberare soprattutto il suo spirito, dedicarsi al lavoro dell'intelletto che è certo piacevole, come sa chiunque ne abbia gustato. L'uomo si farà superuomo: supererà se stesso ed annullerà la maledizione biblica di dover produrre dolorando." 
 
(Alceste De Ambris 'Il Manifesto dei sindacalisti e la Costituzione Fiumana' 1/9/'21)
  
Su fratelli, su compagne, su, venite in fitta schiera: sulla libera bandiera splende il Sol dell'Avvenir.

(Canto dei Lavoratori, Filippo Turati, 1886) 

Egor Letov e Eduard Limonov. Manifestazione del 1 Maggio, Mosca 1994

"La festa del Primo Maggio non ha perso la sua rilevanza.
Il Primo Maggio è il giorno dell'operaio, come lo chiamavamo negli anni '90, il giorno del quarto potere, che presta la sua oper per conto terzi.
I lavoratori sono la maggioranza delle persone sul pianeta, quindi questa festività appartiene a una specie di esercito di angeli dell'inferno, su cui tutto poggia"

(Eduard Limonov, 1 Maggio 2015)

"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso)



Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin del 21 novembre 2020

La vita non è fatta solo per lavorare, ma ha bisogno di tempo libero per l’esercizio della libertà. Non si può vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, comprare, perché non paghi con i soldi, ma con il tempo della tua vita”.

Questo uno degli insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato l'ex Presidente socialista dell'Uruguay, José “Pepe” Mujica. Il Presidente povero e dei poveri, che ha governato il suo Paese dal 2010 al 2015 (e fu Ministro dell'Agricoltura e della Pesca dal 2005 al 2008). Risollevandone le sorti e attuando politiche sociali e socialiste, sul modello autogestionario e libertario.

Un modello che supera l'insana “ideologia del lavoro” ad ogni costo. E che supera il conseguente “sfruttamento dal salario”. Un modello che guarda, invece, a quello che Mujica stesso definì “un cammino di lotta al servizio e in solidarietà con gli altri esseri umani”. Ovvero “una politica permanente a favore di chi ha la volontà di lavorarla”, ad esempio organizzando “colonie di terra pubblica in cui si paga un affitto”.

Un modello non dissimile da quello della Jugoslavia di Tito, fondato sull'autogestione delle imprese e della Libia del Raìs Mu'Ammar Gheddafi, laico e socialista ideatore della Terza Teoria Universale, ovvero della “Repubbica delle masse” e della “democrazia diretta” (Jamahiriyya), che fu attuata nell'ambito di Congressi e Comitati popolari aperti a tutti i cittadini.

Gheddafi, nel suo “Libro Verde”, ovvero il suo saggio sociale e politico fondamentale, scrisse, in merito all'organizzazione sociale e del lavoro: “Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…). A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani”.

Egli ritenne, dunque, in concordia con il socialismo delle origini (da Saint-Simon, a Marx, sino a Pierre Leroux, Proudhon e così via), che i lavoratori dovessero essere considerati produttori, non più dei salariati, ovvero degli sfruttati. E dunque, ciò che loro producono, dovesse essere considerato di loro stessa proprietà.

Il salario, per Gheddafi (e in realtà per tutti i socialisti, sin dalla fondazione della Prima Internazionale dei Lavoratori, nel 1864), è indice di sfruttamento e un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone. Sia esso un padrone privato o statale.

Oltre a ciò, il Raìs, ritenne che nessuno potesse possedere più di quanto gli fosse necessario per vivere. Ciò perché – non essendo le risorse illimitate - l'accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione e segna il sorgere della società dello sfruttamento.

I concetti fondamentali del socialismo originario o autogestionario, inveratosi sia nella Jugoslavia titina che nella Libia di Gheddafi, ma per molti versi anche nell'Argentina peronista; nella Cuba del Che e Fidel Castro; nell'Egitto nasseriano e via via nei modelli più recenti del Socialismo del XXI Secolo latinoamericano (dal chavismo sino al modello uruguayano del Frente Amplio di Mujica, al modello del Buen Vivir ecuadoriano, sino, in parte, al socialismo boliviano di Evo Morales), propone dunque un nuovo modello di sviluppo.

Uno modello che supera da una parte il produttivismo e dall'altra il capitalismo. Poponendo che il cittadino/lavoratore viva del necessario e lavori a beneficio della società e dei bisognosi e non già per un salario. E che ciascuno sia proprietario del proprio lavoro, nell'ambito di attività economiche socialiste autogestite.

Moltissima strada vi è da fare. Soprattutto per “decolonizzare l'immaginario”, come direbbe l'economista Serge Latouche. Per creare un'alternativa all'assurdo modello di sviluppo occidentale, capitalista, fondato sul danaro e sullo sfruttamento del lavoro.

Lavoro che toglie tempo libero; che lega a un datore di lavoro (e ad eventuali ricatti); che è utile solo a generare profitto e conseguente sfruttamento delle risorse economiche, sociali, ambientali e non già per aiutare la comunità stessa e le sue necessità primarie e fondamentali. Necessità che saranno sempre maggiori e sempre più essenziali in periodi di pandemia.

Necessità che non sono legate al vil danaro, che è uno strumento per sua natura schiavista, in quanto rappresenta un debito nei confronti di qualcuno (ed è il maggiore e più perverso strumento di perdita di sovranità dei cittadini e dei Paesi).

Una società sana, socialista, autogestita, libera e libertaria, è una società che supera i vincoli imposti dall'egoismo umano. Che supera il sistema del danaro (e della conseguente usura o interessi sui debiti/prestiti). Che supera il sistema del lavoro salariato. Che supera il sistema del consumismo e della distruzione delle risorse e del Pianeta.

Per approdare a qualcosa di antico, ma allo stesso tempo di genuino, comunitario, umanitario, spirituale, ecologista e socialista al contempo.

Come ancora oggi avviene in alcune società matriarcali, che vivono su quella che l'antropologo Marcel Mauss definì “economia del dono”. Sullo scambio reciproco, alla pari. Sul baratto. Sul lavoro in comune e a beneficio del prossimo.

Per far uscire”, come ebbe a dire lo stesso Latouche, “l'umanità dalla miseria psichica e morale” nella quale vive da secoli. Semplicemente per aver adottato un modello che sdogana un'infezione della psiche umana chiamata egosimo e accumulo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 10 ottobre 2021

LA GRANDE RIVOLUZIONE DELLE RAGAZZE SELVAGGE STA ARRIVANDO (di Eduard Limonov)

 

(...)
"Il mondo borghese, l'ordine borghese, ha reso la ragazza una "giovenca". Un animale stupido, silenzioso e fiducioso con il naso bagnato in un'imbracatura di biancheria intima, su tacchi idioti: il "pulcino" deve scomparire.
Ho un sogno, ovvero bande di ragazze selvagge che distruggono le città e i loro capelli soffiano nel vento.
(...)
Avendo fatto di un uomo un animale, produttore di beni di consumo (o gestore della produzione di questi beni), il Sistema borghese ha fatto di una donna, oltre che produttore di beni, anche un animale per i servizi. Questi sono ruoli ugualmente disgustosi. (...).
Occorre far crollare tutto il Sistema, mandare all'aria lo Stato, la famiglia, l'istruzione, l'industria, poi cadrà anche il masochismo femminile, il destino poco invidiabile di un buco per strofinare un membro maschile e poi il servizio incubatore, al quale le ragazze sono forzatamente condannate generazione dopo generazione.
(...)
Vedo le ragazze come guerriere e bellissime amanti. Il mondo moderno deve essere distrutto e lasciare che nuove foreste crescano al posto delle fabbriche e delle prigioni"
(...).
Ho un sogno, ovvero bande di ragazze selvagge distruggono le città e i loro capelli soffiano nel vento..."
 
(Eduard Limonov, da "Russian Psycho")

martedì 21 settembre 2021

Socialismo e anticapitalismo contro liberalismo e riformismo

 
Ciò che ha messo in vendita ogni aspetto del vivere; che ha deregolamentato l'economia; che ha creato le basi per la distruzione dello stato sociale, la promozione del consumismo e dello sfruttamento lavorativo, sono aspetti come il liberalismo e il riformismo. Aspetti che, lungi dall'essere positivi, sono stati i peggiori totalitarismi e i cani da guardia dei nazifascismi novecenteschi e dei globalismi degli anni successivi.
Liberalismo e riformismo andavano e andrebbero combattuti con il socialismo e l'anticapitalismo, senza alcun compromesso.
 
(Luca Bagatin)

“Il giorno in cui i contadini saranno educati nel vero, i tiranni e gli schiavi saranno impossibilitati sulla terra”.

(Giuseppe Garibaldi)

"Le elezioni oneste ci saranno solo dopo la rivoluzione"

(L'Altra Russia di Eduard Limonov)

sabato 1 maggio 2021

Lunga vita al Primo Maggio (nazionalbolscevico, socialista, libertario, comunista, peronista, anticapitalista, contro lo sfruttamento del lavoro salariato)!

Manifestazione del 1 Maggio del Partito NazionalBolscevico, Anni '90, Russia

Egor Letov e Eduard Limonov. Manifestazione del 1 Maggio, Mosca 1994
 
"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso)

Evita Peron

APPELLO DEL PARTITO "COMUNISTI DI RUSSIA" PER IL PRIMO MAGGIO 2021

Lunga vita alla Giornata della Solidarietà Internazionale dei Lavoratori - Primo Maggio!

Lavoratori di tutti i paesi, unitevi!

Pace! Lavoro! Primo Maggio!

Salute ai comunisti e ai rivoluzionari proletari di tutti i paesi!

Il Primo Maggio è il Giorno della Lotta!

Avanti in URSS!

Il socialismo è un'opportunità per la Russia!

Gli ordini di Lenin sono veri!

Lenin, Stalin, Gagarin, Che Guevara sono i nostri eroi!

Ripido a sinistra!

Alzati, lavoratore! Non tacere, contadino! Protesta, ingegnere!

Raggiungiamo la giustizia sociale per tutti!

No all'onnipotenza dell'oligarchia!

Vogliamo il potere sovietico!

Sì, nazionalizzazione diffusa!

No, alla crescita dei prezzi e delle tariffe dei servizi!

La ricchezza della Russia dovrebbe appartenere al popolo!

Dammi un'amnistia di credito!

Chiediamo di aiutare i poveri e i disoccupati, i pensionati e gli studenti!

Dove sono i risarcimenti per il coronavirus ?!

Fornisci ai laureati il loro primo lavoro!

Annulla la riforma delle pensioni!

Istruzione e medicina per tutti!

Il capitalismo è il peggior virus!

Combatti gli aggressori della NATO e gli agenti stranieri!

Rimuovi le restrizioni sugli eventi pubblici per la sinistra e i patrioti!

Onore e gloria ai "Prigionieri del Primo Maggio"!

CPKR, guidaci alla vittoria!

Ci fidiamo del compagno MAXIM!

Lunga vita al rosso Primo Maggio!


Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin. Articolo al seguente link: http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/11/superare-lideologia-del-lavoro-e-lo.html

venerdì 30 aprile 2021

La democrazia o è diretta, partecipativa e socialista o è altro

Per Sindaci e Assessori ogni loro atto, ordinanza, opera, è un'"opera di pubblica utilità".
Occorrerà poi vedere se i cittadini, nel loro insieme, la pensano allo stesso modo.
Certo, se i Sindaci e gli Assessori fossero obbligati - per legge - a pagare di tasca loro le loro cosiddette "opere di pubblica utilità", sarebbero meno sicuri di loro stessi.
E' facile fare le cose con i soldi altrui.
Per mia fortuna, sebbene mi sia candidato in elezioni amministrative (ma solo per tentare di sovvertire le regole del gioco), non ho MAI votato a nessuna elezione amministrativa.
Non accetterei MAI di votare qualcuno che prenda decisioni al posto mio (o dei cittadini, in generale) e che, PERALTRO, per farlo, venisse pagato dalla collettività!
Non sono così matto, né così stupido. 

(Luca Bagatin)
 
L'Italia, dopo il 1945, passò da un fascismo a un altro.
Passò dal mussolinismo alla DC, ovvero un partito che perpetrò il male sapendo di perpetrarlo.
Il resto è mera retorica.
Il problema è che, da quel nuovo fascismo, non siamo mai usciti.
 
(Luca Bagatin) 
 
Allo Stato di diritto individualistico preferisco lo Stato di dovere verso la comunità.
Per questo riconosco superiorità morale a Paesi come Cina, Cuba, Corea del Nord, Vietnam e Laos e inferiorità a UE e USA (la cui molle mentalità, fondata sul danaro e il profitto, oltre ad avere distrutto ogni valore, non ha saputo gestire al meglio la pandemia).
 
(Luca Bagatin) 
 
La retorica dell'antifascismo, in Italia, mi ha sempre lasciato indifferente.
Questo perché vi è assenza di antifascisti autentici, ovvero che critichino e lottino per sovvertire: capitalismo, europeismo e liberalismo.
I totalitarismi di oggi, di cui il fascismo fu semplicemente una costola.
 
(Luca Bagatin)

martedì 16 marzo 2021

Le vie nazionali al socialismo. Articolo di Luca Bagatin

La Repubblica Popolare Cinese, come ogni realtà geopolitica socialista, segue una sua propria “via nazionale al socialismo”.

Nessun Paese socialista ha mai attuato, né avrebbe infatti potuto attuare totalmente, ciò che affermavano Marx ed Engels, a partire dal fatto che socialisti non sono diventati i Paesi occidentali industrializzati, come da loro previsto, bensì Paesi con caratteristiche piuttosto diverse, se non addirittura opposte.

Ciascuno di tali Paesi, spesso arretrati socialmente e economicamente, una volta liberatisi dall'oppressione feudale e coloniale, ha infatti seguito una sua propria via socialista, ispirata anche certamente agli insegnamenti marxisti, ma inevitabilmente adattata alla mentalità, storia, cultura, civiltà del luogo nel quale il socialismo è stato poi attuato.

Abbiamo avuto così il leninismo, il castrismo, il maoismo, ad esempio. Che hanno interpretato e implementato il pensiero marxista con il pensiero dei rivoluzionari che hanno guidato le rivoluzioni sociali e nazionali, le quali hanno portato poi all'instaurazione del socialismo in quei Paesi. In Russia (almeno sino ai primi Anni '90), a Cuba, in Cina e così via.

Ecco, in Cina, ad esempio, con la fine degli Anni '70, si è sviluppato un socialismo con caratteristiche cinesi (promosso da Deng Xiaoping), che, lungi dal superare il capitalismo, lo ha sottomesso alla volontà della comunità.

Sottomettendo e controllando l'attività economica privata. Non abolendola.

Perché comunismo è comunità. Non feticcio dogmatico e ideologico.

Può piacere o meno, ma così facendo la Cina è diventata, con i decenni, la prima potenza al mondo. Oltre che libera dalla povertà assoluta.

Tale via nazionale, come ogni via nazionale, è lungi dal poter essere esportata. Ma è altrettanto lungi dal dover essere criticata, in particolare da chi non è cinese e/o vive in un Paese occidentale, capitalista e liberale.

Tale via merita invece studio, approfondimento e riconoscimento, così come ogni via nazionale al socialismo.

Ogni rivoluzione proletaria è stata prima di tutto un evento partorito e sorto nel grembo del popolo che la ha attuata. Pensiamo ad esempio alla Comune di Parigi del 1870 (di cui quest'anno si celebrano i 150 anni), oppure alle rivoluzioni russe del 1905 e del 1917.

Ben lontane dalla borghese rivoluzione francese del 1789, tali rivoluzioni – in particolare - hanno prima gettato le basi e poi letteralmente edificato un nuovo sistema sociale, sovvertendo l'economia, annientando non solo lo zarismo, ma anche e soprattutto la borghesia, adattando il nuovo sistema sociale e politico alla mentalità e cultura russa.

Il sistema sovietico non era altro che questo.

Nell'Occidente capitalista, borghese e liberale (ma non necessariamente democratico), il termine “nazionalismo” ha assunto il carattere negativo di “sopraffazione di una nazione su un'altra”.
Così fu ad esempio nella Prima e nella Seconda guerra mondiale, fra le nazioni europee.
In realtà non liberali né capitaliste, invece, il nazionalismo è semplicemente il riconoscimento dell'identità e unità nazionale di un popolo.
Così furono nazionalisti, per loro stessa ammissione, Fidel Castro e Ho Chi Min, ad esempio.
Il loro “nazionalismo di sinistra”, come peraltro definito in quegli stessi Paesi, non è altro che un internazionalismo che difende la propria identità e quella altrui, unita all'affermazione della giustizia sociale.

Ovvero la ricerca di una propria “via nazionale al socialismo”, senza la quale non vi potrà essere alcuna instaurazione del socialismo, ma mera ideologia dogmatica per intellettuali, che del popolo e dei popoli non conoscono nulla.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 28 febbraio 2021

Un reddito universale al posto della crescita e del produttivismo. Sovvertire l'economia per vivere dignitosamente. Riflessioni sparse

L'economia non andrà mai a rotoli sino a che ci saranno ricchi in giro.

Lo Stato o la comunità spremano i ricchi e vedrete che le risorse si troveranno sempre.

(Luca Bagatin)

Da tempo il web è diventato occasione per molti per lavorare.

Ovvero si espone la propria arte per un corrispettivo di danaro.

A tale scopo esistono YouTube, Patreon ecc...

Personalmente non ho mai amato questo concetto, che sostanzialmente equipara l'arte a una merce qualsiasi.

Chiamatemi bislacco, strambo, pazzo, ma ho sempre pensato che ogni artista, scrittore, autore, musicista... dovrebbe ricevere uno STIPENDIO PUBBLICO per il semplice fatto che l'arte è un bene fruibile da tutti.

Per questo sono e rimarrò sempre favorevole all'abolizione del copyright e all'introduzione di un reddito UNIVERSALE in particolare per gli artisti.

(Luca Bagatin)

L'URSS è crollata quando i suoi governanti hanno aperto alle libertà borghesi.

Da allora, l'avvento del nuovo fascismo liberale non ha avuto più limiti.

Gi occidentali, borghesi e liberali, per la maggior parte, non capiscono questo. Nemmeno quelli che si definiscono "comunisti", perché infondo amano la vita comoda e le libertà borghesi.

Ovvero forme di lavaggio del cervello, che privano gli esseri umani della ricerca dell'emancipazione collettiva.

(Luca Bagatin)

Perché non credo nei sedicenti comunisti occidentali?

Perché i loro valori sono borghesi e liberali. Estranei al socialismo originario (proletario, contadino, sprezzante della borghesia) ed alla mentalità tipica dei Paesi asiatici, africani e latinoamericani, ovvero opposti al liberalismo.

(Luca Bagatin)

Ciò che mi ha sempre attratto delle donne e dell'universo femminile, è la loro capacità ancestrale di provocare e di trasmettere erotismo, per quanto nascosto a volte possa risultare questo aspetto.

La "donna angelo del focolare" è uno di quegli stereotipi che, invece, non ho mai amato.

Perché mortifica la donna e tutto ciò che di interessante lei ha da trasmettere.

Le Antiche Civiltà pre-cristiane, matriarcali e legate agli istinti ed alla sessualità, sapevano invece come valorizzare l'essenza femminile.

(Luca Bagatin) 

La comunità è la base della demorazia. La democrazia o è diretta o è una forma di oligarchia elettoralistica, fondata sul potere dei politici, che rappresentano interessi spesso opposti rispetto a quelli della comunità (economici, egoistici...).

Una comunità è costituita di spiriti liberi, moralmente, spiritualmente e intellettualmente elevati. 

Una comunità è un ideale al quale tendere e al quale ispirarsi.

Non è fuffa politica né economica.

(Luca Bagatin)

https://amoreeliberta.blogspot.com/2020/11/superare-lideologia-del-lavoro-e-lo.html