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lunedì 1 maggio 2023

Buon Primo Maggio! Buona Festa dei lavoratori, nel segno del socialismo, ovvero del superamento del lavoro salariato e, dunque, sfruttato!

"l'assoluta autonomia della classe operaia da tutti i partiti e da tutte le ideologie politiche; l'azione diretta della classe produttiva, verso le altre classi ed i poteri pubblici, senza mediatori; la rappresentanza delle categorie economiche nei corpi elettivi; l'assoluta autonomia comunale, considerando il Comune come l'organismo della libertà popolare; l'autonomia politica e amministrativa della regione per tutti gli interessi che non richiedono provvedimenti di indole nazionale; l'eliminazione progressiva delle funzioni dello Stato centralistico con la soppressione della relativa burocrazia. Quest'ultimo principio può essere tradotto nei fatti con la Repubblica Sociale Federativa." "L'uomo emancipato dai vincoli della materia potrà liberare soprattutto il suo spirito, dedicarsi al lavoro dell'intelletto che è certo piacevole, come sa chiunque ne abbia gustato. L'uomo si farà superuomo: supererà se stesso ed annullerà la maledizione biblica di dover produrre dolorando." 
 
(Alceste De Ambris 'Il Manifesto dei sindacalisti e la Costituzione Fiumana' 1/9/'21)
  
Su fratelli, su compagne, su, venite in fitta schiera: sulla libera bandiera splende il Sol dell'Avvenir.

(Canto dei Lavoratori, Filippo Turati, 1886) 

Egor Letov e Eduard Limonov. Manifestazione del 1 Maggio, Mosca 1994

"La festa del Primo Maggio non ha perso la sua rilevanza.
Il Primo Maggio è il giorno dell'operaio, come lo chiamavamo negli anni '90, il giorno del quarto potere, che presta la sua oper per conto terzi.
I lavoratori sono la maggioranza delle persone sul pianeta, quindi questa festività appartiene a una specie di esercito di angeli dell'inferno, su cui tutto poggia"

(Eduard Limonov, 1 Maggio 2015)

"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso)



Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin del 21 novembre 2020

La vita non è fatta solo per lavorare, ma ha bisogno di tempo libero per l’esercizio della libertà. Non si può vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, comprare, perché non paghi con i soldi, ma con il tempo della tua vita”.

Questo uno degli insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato l'ex Presidente socialista dell'Uruguay, José “Pepe” Mujica. Il Presidente povero e dei poveri, che ha governato il suo Paese dal 2010 al 2015 (e fu Ministro dell'Agricoltura e della Pesca dal 2005 al 2008). Risollevandone le sorti e attuando politiche sociali e socialiste, sul modello autogestionario e libertario.

Un modello che supera l'insana “ideologia del lavoro” ad ogni costo. E che supera il conseguente “sfruttamento dal salario”. Un modello che guarda, invece, a quello che Mujica stesso definì “un cammino di lotta al servizio e in solidarietà con gli altri esseri umani”. Ovvero “una politica permanente a favore di chi ha la volontà di lavorarla”, ad esempio organizzando “colonie di terra pubblica in cui si paga un affitto”.

Un modello non dissimile da quello della Jugoslavia di Tito, fondato sull'autogestione delle imprese e della Libia del Raìs Mu'Ammar Gheddafi, laico e socialista ideatore della Terza Teoria Universale, ovvero della “Repubbica delle masse” e della “democrazia diretta” (Jamahiriyya), che fu attuata nell'ambito di Congressi e Comitati popolari aperti a tutti i cittadini.

Gheddafi, nel suo “Libro Verde”, ovvero il suo saggio sociale e politico fondamentale, scrisse, in merito all'organizzazione sociale e del lavoro: “Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…). A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani”.

Egli ritenne, dunque, in concordia con il socialismo delle origini (da Saint-Simon, a Marx, sino a Pierre Leroux, Proudhon e così via), che i lavoratori dovessero essere considerati produttori, non più dei salariati, ovvero degli sfruttati. E dunque, ciò che loro producono, dovesse essere considerato di loro stessa proprietà.

Il salario, per Gheddafi (e in realtà per tutti i socialisti, sin dalla fondazione della Prima Internazionale dei Lavoratori, nel 1864), è indice di sfruttamento e un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone. Sia esso un padrone privato o statale.

Oltre a ciò, il Raìs, ritenne che nessuno potesse possedere più di quanto gli fosse necessario per vivere. Ciò perché – non essendo le risorse illimitate - l'accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione e segna il sorgere della società dello sfruttamento.

I concetti fondamentali del socialismo originario o autogestionario, inveratosi sia nella Jugoslavia titina che nella Libia di Gheddafi, ma per molti versi anche nell'Argentina peronista; nella Cuba del Che e Fidel Castro; nell'Egitto nasseriano e via via nei modelli più recenti del Socialismo del XXI Secolo latinoamericano (dal chavismo sino al modello uruguayano del Frente Amplio di Mujica, al modello del Buen Vivir ecuadoriano, sino, in parte, al socialismo boliviano di Evo Morales), propone dunque un nuovo modello di sviluppo.

Uno modello che supera da una parte il produttivismo e dall'altra il capitalismo. Poponendo che il cittadino/lavoratore viva del necessario e lavori a beneficio della società e dei bisognosi e non già per un salario. E che ciascuno sia proprietario del proprio lavoro, nell'ambito di attività economiche socialiste autogestite.

Moltissima strada vi è da fare. Soprattutto per “decolonizzare l'immaginario”, come direbbe l'economista Serge Latouche. Per creare un'alternativa all'assurdo modello di sviluppo occidentale, capitalista, fondato sul danaro e sullo sfruttamento del lavoro.

Lavoro che toglie tempo libero; che lega a un datore di lavoro (e ad eventuali ricatti); che è utile solo a generare profitto e conseguente sfruttamento delle risorse economiche, sociali, ambientali e non già per aiutare la comunità stessa e le sue necessità primarie e fondamentali. Necessità che saranno sempre maggiori e sempre più essenziali in periodi di pandemia.

Necessità che non sono legate al vil danaro, che è uno strumento per sua natura schiavista, in quanto rappresenta un debito nei confronti di qualcuno (ed è il maggiore e più perverso strumento di perdita di sovranità dei cittadini e dei Paesi).

Una società sana, socialista, autogestita, libera e libertaria, è una società che supera i vincoli imposti dall'egoismo umano. Che supera il sistema del danaro (e della conseguente usura o interessi sui debiti/prestiti). Che supera il sistema del lavoro salariato. Che supera il sistema del consumismo e della distruzione delle risorse e del Pianeta.

Per approdare a qualcosa di antico, ma allo stesso tempo di genuino, comunitario, umanitario, spirituale, ecologista e socialista al contempo.

Come ancora oggi avviene in alcune società matriarcali, che vivono su quella che l'antropologo Marcel Mauss definì “economia del dono”. Sullo scambio reciproco, alla pari. Sul baratto. Sul lavoro in comune e a beneficio del prossimo.

Per far uscire”, come ebbe a dire lo stesso Latouche, “l'umanità dalla miseria psichica e morale” nella quale vive da secoli. Semplicemente per aver adottato un modello che sdogana un'infezione della psiche umana chiamata egosimo e accumulo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 1 maggio 2021

Lunga vita al Primo Maggio (nazionalbolscevico, socialista, libertario, comunista, peronista, anticapitalista, contro lo sfruttamento del lavoro salariato)!

Manifestazione del 1 Maggio del Partito NazionalBolscevico, Anni '90, Russia

Egor Letov e Eduard Limonov. Manifestazione del 1 Maggio, Mosca 1994
 
"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso)

Evita Peron

APPELLO DEL PARTITO "COMUNISTI DI RUSSIA" PER IL PRIMO MAGGIO 2021

Lunga vita alla Giornata della Solidarietà Internazionale dei Lavoratori - Primo Maggio!

Lavoratori di tutti i paesi, unitevi!

Pace! Lavoro! Primo Maggio!

Salute ai comunisti e ai rivoluzionari proletari di tutti i paesi!

Il Primo Maggio è il Giorno della Lotta!

Avanti in URSS!

Il socialismo è un'opportunità per la Russia!

Gli ordini di Lenin sono veri!

Lenin, Stalin, Gagarin, Che Guevara sono i nostri eroi!

Ripido a sinistra!

Alzati, lavoratore! Non tacere, contadino! Protesta, ingegnere!

Raggiungiamo la giustizia sociale per tutti!

No all'onnipotenza dell'oligarchia!

Vogliamo il potere sovietico!

Sì, nazionalizzazione diffusa!

No, alla crescita dei prezzi e delle tariffe dei servizi!

La ricchezza della Russia dovrebbe appartenere al popolo!

Dammi un'amnistia di credito!

Chiediamo di aiutare i poveri e i disoccupati, i pensionati e gli studenti!

Dove sono i risarcimenti per il coronavirus ?!

Fornisci ai laureati il loro primo lavoro!

Annulla la riforma delle pensioni!

Istruzione e medicina per tutti!

Il capitalismo è il peggior virus!

Combatti gli aggressori della NATO e gli agenti stranieri!

Rimuovi le restrizioni sugli eventi pubblici per la sinistra e i patrioti!

Onore e gloria ai "Prigionieri del Primo Maggio"!

CPKR, guidaci alla vittoria!

Ci fidiamo del compagno MAXIM!

Lunga vita al rosso Primo Maggio!


Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin. Articolo al seguente link: http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/11/superare-lideologia-del-lavoro-e-lo.html

mercoledì 14 aprile 2021

Oltre e contro la destra e la sinistra borghesi. Per la sovversione spirituale e proletaria

Non amo né la cosiddetta cultura della destra politica, né quella della sinistra.
Entrambe sono nate dalla borghese e materialista Rivoluzione Francese, che ha escluso del tutto il Quarto Stato.
Nei secoli successivi, poi, la sinistra ha finito per assumere le difese della borghesia produttivista e imprenditrice e la destra quella delle élite al potere, delle gerarchie e la difesa delle "razze".
Rimanendo ancorato sia ai valori del Quarto Stato (e della Prima Internazionale), che a quelli delle più Antiche Civiltà, ovvero a valori di emancipazione, a valori legati alla Madre Terra e alla Magia del Chaos, mi sono sempre schierato dalla parte di coloro i quali hanno sovvertito ogni forma di Potere, di economia, di ordine costituito (più spesso prostituito), oltre che ogni forma di religione istituzionalizzata e, quindi, ogni forma di destra e sinistra.
Ponendosi/ponendomi oltre. Verso l'Infinito.

giovedì 18 marzo 2021

150 anni fa nasceva la "Comune di Parigi", ovvero il primo governo socialista della Storia. Articolo di Luca Bagatin

150 anni fa, il 18 marzo 1871, i quartieri popolari di Parigi insorsero e istituirono, per la prima volta nella Storia, un governo socialista autogestionario. Ovvero il primo tentativo di istituire un autogoverno operaio, edificato direttamente dalla classe proletaria per la classe proletaria medesima.

Fu, in sostanza, il primo esempio di rivoluzione proletaria e operaia della Storia. Il primo governo comunista, potremmo dire.

Lontana dalla liberale Rivoluzione Francese del 1789, che pose al governo la classe borghese e liberale, la Comune di Parigi anticipò la Rivoluzione Russa del 1905 e la grande Rivoluzione Sovietica del 1917.

Rivoluzione e rivoluzioni che, per la prima volta nella Storia, si contrapposero non solo all'oligarchia monarchica, ma anche alla borghesia sfruttatrice e al totalitarismo liberale, ancora oggi imperante in tutta Europa e nei Paesi capitalisti.

La Parigi del 1871, già provata dall'insensata guerra franco-prussiana che vide la sconfitta di Napoleone III, insorse e organizzò le prime barricate armate.

Per la prima volta nella Storia, i cittadini presero così il potere, scacciando il governo liberal-borghese di Adolphe Thiers, adottando il colore rosso quale propria bandiera e dichiarando costituita una Repubblica socialista. La Comune di Parigi, appunto, il cui Consiglio fu eletto il 28 marzo.

La Comune, fondata su principi di democrazia sociale e municipale, proclamò – fra le altre cose - la parità di salario fra uomini e donne; promosse l'istruzione femminile; garantì un alloggio per tutti; introdusse norme a tutela del lavoro; garantì libertà di stampa e di parola e la laicità assoluta dell'autogoverno costituitosi.

Purtroppo, come l'esperienza mazziniana della Repubblica Romana del 1849 e quella d'annunziana di Fiume del 1920, altri esempi di profonda democrazia diretta e socialismo autogestionario e laico, anche la Comune di Parigi ebbe vita breve e fu soppressa nel sangue nel maggio 1871, da parte del governo francese, causando un eccidio di almeno 20.000 comunardi in una settimana.

Fra gli eroi della Comune, merita un particolare ricordo l'anarchica e socialista Louise Michel (1830 – 1905). Insegnante e scrittrice, Louise Michel, fu infatti una delle più fervide combattenti fra le barricate.

Con l'accusa di istigazione alla guerra civile e al colpo di Stato, Loiuse fu successivamente condannata alla deportazione e incarcerata per vent'anni.

Tornò in Francia nel 1880 e non smise mai di fare politica, sostenendo l'ideale socialista autogestionario. Nel 1904, un anno prima di morire, sarà iniziata in Massoneria nella Loggia di Rito Scozzese Antico ed Accettato “La Philosophie Sociale”.

E' ancora oggi ricordata, come la Comune di Parigi stessa, da tutti i movimenti di ispirazione socialista, autogestionaria e anticapitalista del mondo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 11 gennaio 2021

Riflessioni gnostico-socialiste sul presente e non solo. Di Luca Bagatin

Il mondo della materia è il prodotto della mente razionale. Chi crede in una dimensione spirituale dell'esistenza (terrena/ultraterrena) sa che questo concetto sta alla base.

Il passato, il presente e il futuro, dunque, sono aspetti della materia e quindi illusori, come la mente stessa che li ha prodotti. Passato, presente e futuro si fondono e confondono, oniricamente.

David Lynch lo spiega molto bene nella terza serie dello sceneggiato “Twin Peaks”, che contiene profonde riflessioni filosofiche, oltre che spirituali. “Siamo come il sognatore che sogna e vive nel sogno. Ma chi è il sognatore ?”

(Luca Bagatin)

La libertà di espressione sul web dovrebbe essere garantita al 100%, così come la trasparenza.

Per questo la rete dovrebbe essere al 100% di proprietà di chi la utilizza, ovvero degli utenti stessi. E dunque completamente gratuita.

Tutto ciò, ad ogni modo, non sarà possibile sino a che il web sarà uno strumento come la televisione. Il cui scopo è commerciale e appannaggio delle società private di telecomunicazione. Le quali replicano il medesimo modello volto ad omologare chiunque ne fruisca, in una sorta di religione mediatica.

La libertà non può risiedere nel privato (ego individuale), né in un ente pubblico (sorta di Moloch o divinità alla quale inchinarsi o immolare, metaforicamente, sacrifici).

La libertà può essere solo interiore e dunque appannaggio delle coscienze risvegliate (Spirito).

Ciò significa che le cause della mancanza di tale libertà di espressione, non risiedono tanto nelle sovrastrutture, quanto piuttosto negli utenti stessi, i quali non hanno ancora raggiunto un livello di evoluzione morale, spirituale e culturale tale da poter ambire ad essere liberi e autogestirsi.

Non a caso, costoro, preferiscono usare il web per acquistare, consumare, sfogarsi. Raramente per elevarsi o per elevare le loro stesse coscienze.

 (Luca Bagatin)

Spesso ho notato che, il compito del politico, è fare, consapevolmente o meno, il male della comunità.

Il politico non è ancora un essere risvegliato, in quanto legato da una parte all'ego individuale e dall'altra a interessi meramente materiali.

(Luca Bagatin) 

Il limite di comunismo occidentale è aver considerato il fascismo un crimine e non il fascismo come una delle degenerazioni confuse del capitalismo.

Il limite del comunismo occidentale è non aver colto il carattere nazionale, populista e patriottico del socialismo sovietico e aver dunque tentato di adattarlo alla realtà occidentale.

Il limite del comunismo occidentale è non aver considerato il capitalismo borghese un crimine e, quindi, aver rifiutato alla radice i valori borghesi e materialisti della Rivoluzione Francese.

Opposti alle rivoluzioni socialiste, populiste e sovietiche russe del 1905 e del 1917, che hanno posto alla guida i valori proletari e del Quarto Stato.

Tali valori sono tipici delle comunità arcaiche e spiritualmente più evolute, ovvero meno legate alla materia, o che ambiscono a rifiutare del tutto la materia e le sue implicazioni involutive.

(Luca Bagatin)

Siamo nel 2021 e nella tv italiana si glorificano ancora le alleanze geopolitiche con gli USA e si trasmettono film e speciali intrisi di cattolicesimo. Ovvero tematiche che erano care al partito clericofascista chiamato Democrazia Cristiana.

Quello che ha sdoganato i crimini peggiori, pur facendo credere di essere un partito democratico e persino cristiano.

La Democrazia Cristiana formalmente non esiste più.

In realtà non ha mai smesso di esistere, perché rappresenta ancora oggi, appieno, la società nella quale viviamo. 

(Luca Bagatin) 

Le immagini sono realizzazioni artistiche del collettivo artistico Doping-Pong (https://www.dopingpong.info)