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mercoledì 14 luglio 2021

Contro i ricchi, i borghesi e la modernità liberale (e antidemocratica). Riflessioni brevi

"Ritengo che i ricchi siano il maggiore ostacolo a una società egualitaria, sana e onesta moralmente e intellettualmente.
I ricchi sottraggono risorse alla comunità e veicolano innovazione e modernità. Ovvero corruzione della società, sfruttamento dei corpi, delle menti e delle anime.
Il ricco dovrebbe estinguersi ed essere rieducato, attraverso un percorso di elevazione morale, intellettuale e spirituale"
 
(Luca Bagatin)
 
"Come ogni 14 luglio, vorrei ricordare la controrivoluzione vandeana.
Non sono né cristiano né cattolico (anzi), né un tradizionalista, ma la resistenza della Vandea merita di essere ricordata.
La resistenza di poveri contadini che rifiutavano di scendere a compromessi con i borghesi liberali "rivoluzionari", dal 1793, al 1796.
La lotta dei poveri contro la modernità borghese e liberale merita SEMPRE rispetto.
In Francia sarei stato dalla loro parte.
Dalla parte dei monarchici, degli antimoderni, dei contadini, CONTRO la feccia borghese e pseudo rivoluzionaria.
Le uniche rivoluzioni popolari furono la Comune di Parigi del 1871 e le Rivoluzioni russe del 1905 e del 1917.
Non la Rivoluzione francese, ovvero non la rivoluzione borghese e bottegaia, portatrice di una modernità che ha distrutto ogni valore, mettendo tutto in vendita"

(Luca Bagatin)

"In nessun caso i tradizionalisti e i conservatori possono essere dalla parte della borghesia, poiché questa  è ovviamente una patologia sociale, la portatrice di decentralizzazione, invidia, bugie e cattiveria.
Il capitalismo è rappresentato dalla figura dell'imprenditore, ovvero una persona che gestisce i suoi interessi egoistici, che lotta per il proprio privato, cercando di espandere il proprio indvidualismo, che è sempre opposto all'interesse altrui.
Pertanto, tutta la nostra storia si basa non solo sull'odio per il capitalismo, ma su un profondo disaccordo con l'etica capitalista"

(Aleksandr Dugin)
 
“Non c'è libertà individuale in una società che non è globalmente libera. 
La retorica dei diritti maschera nuove forme di alienazione umana. E' forse a partire da questa constatazione che bisogna analizzare il tragico fallimento del progetto di emancipazione dell'Illuminismo: l'avvento di una società di sorveglianza totale, dove si proclamano i diritti di tutti, ma dove il sociale è sempre più sottomesso all'implacabile logica del capitale” 
 
(Alain De Benoist)
 
"Siamo costretti a pregare coloro che traggono profitto da noi. Gli "uomini d'affari". Ancora peggiore è la parola "imprenditore", colui che tenta di ingannare e derubare. (...). I benefici per la società, portati dagli uomini d'affari, non sono stati dimostrati da nessuno"
 
(Eduard Limonov)
 

lunedì 19 aprile 2021

Solo il socialismo è in grado di arginare la mentalità borghese e lo sfruttamento del lavoro e delle risorse

L'attuale governo italiano, sostenuto praticamente da tutti i partiti in Parlamento, sembra il diretto rappresentante della cultura e della mentalità dei più ricchi e dei borghesi.
Ovvero di coloro i quali sostengono la crescita economica a discapito di chi vorrebbe emanciparsi dal lavoro sfruttato e sottopagato e salariato, a discapito della conservazione dell'ambiente e degli investimenti nella sanità e nei servizi pubblici. Superando ogni interesse economicistico privato.
L'avvento di governi come questo - che fondono liberalcapitalismo classico e liberalismo keynesiano - sembrano a completamento di un disegno euro-atlantico già avviato negli anni '90, quando fu defenestrato Craxi, il socialismo e si avviarono le privatizzazioni selvagge e si gettarono le basi di quella patologia chiamata Unione Europea.
Gli elettori e i cittadini italiani hanno permesso tutto ciò, credendo ai vari governi di destra, sinistra e Cinque Stelle. Altrimenti, forse, tale disegno sarebbe stato arginato e, magari, come in molte realtà dell'America Latina, il socialismo popolare avrebbe trionfato.

(Luca Bagatin)

In una società egualitaria e autogestita si dovrebbe superare il concetto stesso di lavoro salariato.
Ovvero si dovrebbe lavorare solo per il benessere della comunità e sin tanto da soddisfare le sue necessità. Non oltre e non per un profitto, un salario o un tornaconto egoistico privato.
Ciò significa che si potrebbe decidere quanto tempo e come lavorare. Superando malsane teorie della "crescita" e della conseguente distruzione delle risorse e dell'ecosistema.
 
(Luca Bagatin) 
 

mercoledì 14 aprile 2021

Oltre e contro la destra e la sinistra borghesi. Per la sovversione spirituale e proletaria

Non amo né la cosiddetta cultura della destra politica, né quella della sinistra.
Entrambe sono nate dalla borghese e materialista Rivoluzione Francese, che ha escluso del tutto il Quarto Stato.
Nei secoli successivi, poi, la sinistra ha finito per assumere le difese della borghesia produttivista e imprenditrice e la destra quella delle élite al potere, delle gerarchie e la difesa delle "razze".
Rimanendo ancorato sia ai valori del Quarto Stato (e della Prima Internazionale), che a quelli delle più Antiche Civiltà, ovvero a valori di emancipazione, a valori legati alla Madre Terra e alla Magia del Chaos, mi sono sempre schierato dalla parte di coloro i quali hanno sovvertito ogni forma di Potere, di economia, di ordine costituito (più spesso prostituito), oltre che ogni forma di religione istituzionalizzata e, quindi, ogni forma di destra e sinistra.
Ponendosi/ponendomi oltre. Verso l'Infinito.

mercoledì 24 marzo 2021

Riflessioni pasoliniane sulla realtà di oggi (capitalismo, europeismo, ideologia del lavoro, consumismo) by Luca Bagatin

Se è vero che, storicamente, non esiste più il fascismo, non è altrettanto vero che non esiste più la contrapposizione fra borghesia (classe media o medio alta), neo proletariato (precari, inoccupati, sottopagati) e oligarchia (grande impresa, alta finanza).
Sono tre categorie ben distinte, purtroppo lungi dall'essere superate nelle realtà capitaliste.
Sono invece state superate ad esempio in Cina, laddove le classi borghesi e oligarchiche sono sottomesse alla volontà della comunità, rappresentata dal Partito Comunista.
La chiave non è nella redistribuzione del reddito in sé, ma nel mutamento e sovversione dei rapporti di forza fra le classi.
 
Pier Paolo Pasolini così scrisse: "L’«Italietta» è piccolo-borghese, fascista, democristiana; è provinciale e ai margini della storia; la sua cultura è un umanesimo scolastico formale e volgare. Vuoi che rimpianga tutto questo? Per quel che mi riguarda personalmente, questa Italietta è stata un paese di gendarmi che mi ha arrestato, processato, perseguitato, tormentato, linciato per quasi due decenni. Questo un giovane può non saperlo. Ma tu no. Può darsi che io abbia avuto quel minimo di dignità che mi ha permesso di nascondere l’angoscia di chi per anni e anni si attendeva ogni giorno l’arrivo di una citazione del tribunale e aveva terrore di guardare nelle edicole per non leggere nei giornali atroci notizie scandalose sulla sua persona. Ma se tutto questo posso dimenticarlo io, non devi però dimenticarlo tu...".
Non siamo così lontani dall'Italietta di allora. Solo che oggi, l'Italietta, è inglobata nell'UE. Un conglomerato ancor più piccolo borghese e, per molti versi, totalitario (al punto che sanziona Paesi sovrani; vorebbe imporre un neo-linguaggio politicamente "corretto"; equipara comunismo e nazismo, dimenticando che il primo ha liberato l'Europa dal nazismo !).
Ne usciremo mai ? Dobbiamo rimpiangere tutto ciò ?
Non credo. 
Ma non potremo fare nulla sin tanto che non saremo consapevoli di questo. Di ciò che stiamo vivendo. Di ciò che ha subito Pasolini e i tanti Pasolini dopo di lui.
Oggi il "benessere economico" e "materiale", ha assorbito ogni nostra fibra. Lavoriamo e guadagnamo per che cosa ? Per chi ? Ci siamo evoluti come persone ? Oppure, invece, ci siamo solamente addormentati ? Ci siamo lasciati corrompere dal danaro, dall'ego, dal consumismo ? 
Abbiamo smesso di pensare con la nostra testa e di lottare contro questa patologia chiamata "modernità", "capitalismo", "ideologia del lavoro".
Non siamo nemmeno in grado, oggi, di capire questi aspetti. Di fermarci un attimo, a riflettere.
Dove vogliamo andare ? Attualmente non stiamo andando da nessuna altra parte se non verso l'impoverimento della nostra anima.
 
Luca Bagatin

mercoledì 27 gennaio 2021

Il capitalismo e la modernità sono un'infezione. Riflessioni di Luca Bagatin

Abbiamo finito per usare il web prevalentemente per scopi commerciali.

Esattamente come abbiamo ridotto, in questo modo, i rapporti umani e sentimentali.

Mero scambio di danaro.

Che schifo.

Il danaro andrebbe abolito.

Idem il lavoro salariato.

Il lavoro salariato è alla base dello sfruttamento e così il danaro.

Sono aspetti molto pericolosi, che sdoganano le peggiori violenze e i più bassi istinti.

Solo il libero scambio, gratuito e disinteressato, fra persone eguali e libere interiormente dall'egoismo, può garantire emancipazione, sanità spirituale e mentale.

Il resto è infezione, malattia, decadenza, violenza, odio, schiavitù.

 (Luca Bagatin)

Il politicamente corretto è una malattia della modernità.

E la modernità si regge sull'ego, l'individualismo, l'accumulo e il benessere materiale.

In realtà tutte malattie e infezioni dell'anima, che hanno completamente reso decadente l'Occidente, ritenuto - a torto - "libero e democratico".

In realtà profondamente schiavo, ipocrita, violento, anti-spirituale e anti-umanitario.

(Luca Bagatin) 

martedì 8 settembre 2020

Willy è un eroe. I suoi aggressori sono lo specchio della decadente società capitalista. Articolo di Luca Bagatin

Vignetta realizzata da Kutoshi Kimimo
Willy Duarte Monteiro aveva difeso un amico dall'aggressione di quattro o cinque energumeni suoi coetanei.
Willy è un eroe, perché l'eroe è colui il quale difende i più deboli. L'eroe, purtroppo, nel mondo materiale, è anche colui il quale si immola per una causa nobile, alta e giusta.
Willy è stato ucciso barbaramente dagli aggressori.
Aggressori vigliacchi, abituati al lusso sfrenato, che sembrano rappresentare la società effimera e capitalista che li ha cresciuti e che, purtroppo, inevitabilmente condiziona le nostre vite.
Per vivere nel lusso, per garantirti la ricchezza, sei disposto a tutto.
Come qualcuno ha scritto, nella società Occidentale opulenta – fondata sulla dittatura strisciante del danaro – alle donne piace il bullo di successo. Così come a noi maschi piacciono le fighe stratosferiche da copertina patinata.
Sarebbe ipocrita dire il contrario.
Ma sarebbe anche sciocco dire che ciò non sia da malati dell'effimero e dell'egoismo. Effimero e egoismo che condiziona le nostre fragili menti, di persone del tutto inconsapevoli di quali siano gli autentici valori ai quali una società sana e fondata sul senso di comunità e di altruismo dovrebbe uniformarsi.
Il fatto è che, nell'emisfero capitalista, borghese, occidentale, siamo condizionati da una società opulenta. Fondata sul danaro, la ricchezza, il successo.
Un benessere materiale effimero, che ci fa vedere il bello solo nell'effimero, nell'apparente, finanche nel soggetto apparentemente più forte.
Il problema di fondo è, dunque, che sino a che non abbatteremo questa società capitalista, i nostri valori di riferimento saranno sempre malati, falsati e effimeri. Oltre che moralmente e spiritualmente decadenti. Ed esisteranno i bulletti (magari finanche dediti allo spaccio o comunque alla ricerca del successo facile), che opprimeranno gli onesti.
Sono modelli che si riproducono in tutte quelle realtà e società nelle quali avanza il capitale e la modernità. Ovunque avanza il colonialismo dell'immaginario collettivo (che non è altro che una evoluzione del colonialismo razzista europeo, statunitense, liberale e bianco ai danni dei popoli del Terzo e Quarto Mondo).
Un immaginario che impone di desiderare sempre di più; di aumentare la propria ricchezza: il proprio successo; il proprio “status symbol”. Senza far presente che – essendo peraltro le risorse limitate e così la crescita economica stessa – il ricco sottrae sempre risorse alla coumunità e getta le basi per una società malata e fondata sull'egoismo e sulla prevaricazione del forte su tutti gli altri.
San Francesco, il poverello di Assisi, lo comprese e – dopo una vita dedita alla ricchezza e ai piaceri terreni – si liberò dall'effimero e da tutte le sue ricchezze, che lo legavano a un mondo fasullo, depravato e corrotto.
Se per i cristiani quella di Francesco fu una conversione religiosa, per noi laici può essere vista come una conversione antropologica. Come un cammino verso la sanità mentale e la redenzione da una condizione di schiavità psicologica, che genera sfruttamento e violenza.
Chi cresce i propri figli nella ricerca del successo e della ricchezza, non pensa in realtà né al loro bene, né a quello della comunità.
Solo una comunità fondata sull'altruismo, sul lavoro in comune e per il benessere della stessa (superando così la schiavitù del lavoro salariato), fondata sul disprezzo per la ricchezza materiale (ma sulla promozione dell'evoluzione interiore) e sul superamento del danaro quale mezzo di scambio, può definirsi una comunità sana, democratica, civile, evoluta.
Una comunità socialista che guarda all'essenza (e al vivere del necessario, non del superfluo) e disprezza l'apparenza.
Una comunità che forgia eroi - come Willy Duarte Monteiro - e abbatte gli anti-eroi (siano essi borghesi, materialisti, capitalisti, modernisti, liberali...). Fondata su valori proletari e al contempo aristocratici antichi.
Una società senza classi formata da persone libere dalla materia e eguali nello spirito.

Luca Bagatin

martedì 14 luglio 2020

"Per un socialismo conservatore e aristocratico". Riflessioni brevi di Luca Bagatin

A differenza della proletaria Comune di Parigi del 1871 e delle rivoluzioni russe socialiste e bolsceviche del 1905 e del 1917, la Rivoluzione Francese borghese del 1789 escluse del tutto il Quarto Stato. Al fine di mettere a capo del Paese una nuova classe di potenti, bottegai e borghesi, appunto
Sono personalmente d'accordissimo con Alain De Benoist, uno dei filosofi che più mi ha aperto gli orizzonti, ovvero unire i valori aristocratici a quelli popolari, contro i (dis)valori borghesi.
I valori aristocratici sono il senso dell'onore, il coraggio, la fedeltà alla parola data, l'esigenza nei confronti di sé, il disinteresse, il senso di sacrificio e della gratuità.
I valori popolari sono anch'essi legati alla terra, sono parte della "decenza comune".
La borghesia, il progressismo liberale, hanno distrutto tutto ciò in nome del mercato e del danaro.
Occorre che aristocratici e Quarto Stato si uniscano per tornare alla Tradizione, al senso di comunità e di amore.

Preferisco il pubblico al privato, ma nel senso di BENE pubblico.
Non mi fido dello Stato o del parastato. Perché, ad oggi, in essi non vedo BENE pubblico, ma ostacolo al bene pubblico.
Quando uno Stato o un ente pubblico saranno al servizio del pubblico avranno per me un senso.
Diversamente, risulteranno dannosi.
E per ottenere il bene pubblico occorrono persone con una mentalità e un'indole improntate al sacrificio, al senso di comunità e al bene comune.
Per questo credo nelle comunità che si sacrificano e rispettano i doveri, molto prima di pretendere diritti.

Credo nelle figure dei "monaci guerrieri", che si immolano per una causa superiore, indipendentemente dal fatto che sia vittoriosa oppure no.
Figure incorruttibili, che combattono incessantemente, senza alcun compromesso.
Che disprezzano la ricchezza e il benessere e che anelano a una società egualitaria, spirituale, fondata sul Sacro e sull'Amore.
In cui l'essere umano viva in armonia con la Natura e non sia né superiore ad essa, né superiore a un altro essere umano.

Luca Bagatin

venerdì 2 settembre 2016

Né con la destra oligarchica, né con la sinistra borghese ! Riflessioni ed aforismi di Luca Bagatin


La sinistra autproclamatasi democratica in Venezuela (quella che sta desabilizzando il Paese in questi giorni) è esattamente come quella italiana ed europea in generale: borghese ed antisocialista.
Quando lo si capirà che il socialismo NON è di sinistra, ma è popolare e libertario (ovvero ciò che NON è la sinistra) ?
VIVA CHAVEZ !
ABBASSO LA BORGHESIA !

In ogni campo amo gli estremi, anche se appartentemente opposti. Forse perché gli estremi si toccano.
Eccitandosi vicendevolmente.

Con chi non ama l'approfondimento ed il confronto so come essere e sembrare molto stupido. Ma volendo posso anche interpretare il ruolo del cretino.
Di certo non perderò tempo fingendo serietà.

Nella vita non mi sono mai sentito inadeguato. Sono solo uno che non si adegua.

Parlo e scrivo per essere capito da poche persone, affinché tutti abbiano la possibilità di dire la loro con un minimo di cognizione di causa. 

La destra difende l'oligarchia, la sinistra difende la borghesia. Ed il popolo ? Deve imparare ad auto-rappresentarsi contro queste due categorie.

sabato 23 luglio 2016

"Libertà è libertà dal bisogno per approdare al sogno !" Riflessioni di Luca Bagatin

La povertà non è una questione superabile con l'assistenza, ma con l'umanità.
L'assistenza è un concetto introdotto dai borghesi per pulirsi la coscienza.

Il terrorismo e la violenza trovano terreno fertile nel "Lumpenproletariat", ovvero nel "Sottoproletariato", di cui nessuno si è mai curato (si curano solo della classe media...bah)
I borghesi ed i governanti sottovalutano l'aumento della povertà in Italia, ma anche nel resto del mondo.
Ne pagheremo - se non ne stiamo già pagando - tutti le conseguenze. 
 
Ironia dei "social": trovano pornografici dei corpi nudi, ma non i Pokemon e tutto ciò che ne consegue.

Abbandonare la cultura liberal-radicale, come ho fatto nel corso degli anni, significa abbandonare l'ideologia del desiderio, per ricercare ed approdare al sentimento. Ovvero non già alla ricerca dei diritti ed alla "società del piacere", ma alla riscoperta dei doveri verso il prossimo e, dunque, alla Civiltà dell'Amore.