venerdì 18 settembre 2026

A Roma il Congresso globale della World Association of Noonomy: dalla produzione alla conoscenza. Articolo di Luca Bagatin

 

Dal 16 al 19 settembre si è tenuto, a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, il Congresso globale dell'Associazione “World Association of Noonomy” (WAN, https://www.noonomy-wan.org), presieduta dall'economista russo Sergey Bodrunov, ideatore della teoria della Noonomia.

Sergey Bodrunov, classe 1958, professore universitario, è membro dell'Accademia Russa delle Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia.

Al Congresso hanno partecipato studiosi e importanti economisti di tutto il mondo, fra i quali Cheng Enfu, Professore dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali e Presidente dell'Associazione Mondiale di Economia Politica (WAPE); Alan Freeman, co-direttore del Geopolitical Economy Research Group e già economista della Greater London Authority, il quale ha insegnato alla University of Greenwich; James K. Galbraith, Professore dell'Università del Texas ad Austin, nonché figlio dell'economista e diplomatico statunitense John K. Galbraith e numerosi altri studiosi ed economisti provenienti da 35 Paesi dell'Europa, dell'America Latina, dell'Asia e di altre aree del mondo.

Ma, che cos'è la Noonomia, di cui si è ampiamente discusso al Congresso?

Essa è una teoria economica volta a superare l'attuale paradigma capitalista/produttivista/colonialista, mantenendo l'economia di mercato e si fonda sull'assunto che la conoscenza umana è ormai la risorsa principale di tutto il processo produttivo.

Essa è un'evoluzione già per molti versi prevista da Karl Marx, come spiega Sergey Bodrunov.

Evoluzione che pone, appunto, al centro di tutto, la conoscenza umana, ovvero lo sviluppo della mente, che consente all'uomo di distaccarsi dalla produzione materiale.

Ciò genera, e ha generato, il superamento del cosiddetto “regno delle necessità”, ovvero del soddisfacimento dei bisogni, per approdare alla fusione fra istruzione-scienza-cultura-produzione.

La produzione meccanizzata – con tanto di utilizzo di relative materie prime - appare ormai un processo superato, secondo Bodrunov.

Le tecnologie hanno permesso tale superamento. Un esempio che potremmo utilizzare per illustrare tale trasformazione è quello dello smartphone, che concentra in un unico dispositivo funzioni precedentemente svolte da numerosi prodotti distinti. Secondo tale prospettiva, la quantità materiale dei beni necessari a soddisfare determinati bisogni può ridursi senza che diminuisca necessariamente la qualità o la varietà delle funzioni disponibili.

La trasformazione tecnologica pone però anche una questione più generale: il PIL è sufficiente a misurare il progresso di una società nella quale la conoscenza, la qualità dei servizi e l'efficienza nell'uso delle risorse assumono un peso crescente? E' davvero così importante un parametro quantitativo, rispetto a una realtà qualitativamente più rilevante, si chiede Bodrunov?

La capacità di acquisire nuove conoscenze e renderle disponibili alla comunità è, a parere dell'economista russo, molto più importante e centrale rispetto al PIL di un Paese.

E' in questo modo che, i Paesi, si trasformano in realtà ad alta intensità di conoscenza e capaci di rispondere alle sfide del futuro. E saranno in grado di farlo riducendo enormemente, non solo lo sfruttamento del Pianeta e delle relative materie prime, ma inquinando molto meno e realizzando prodotti e producendo servizi a costi decisamente inferiori.

Sergey Bodrunov definisce tutto ciò “Nsi 2”, ovvero “nuova società industriale di seconda generazione”. Fondata, appunto, sullo sviluppo della conoscenza umana, la quale permette non solo di soddisfare bisogni, ma di dare risposte a un'infinità di altre possibilità, qualitativamente migliori.

L'aspetto qualitativo è, nella tesi dell'economista russo, elemento fondante e centrale e ciò si può ottenere solamente attraverso la ricerca, frutto della conoscenza umana.

E tutto ciò permetterà all'essere umano di “oltrepassare i confini della produzione”, rivoluzionando l'intera struttura economica.

Affinché sempre più persone non si ritrovino, improvvisamente, senza lavoro, occorre una forma di pianificazione economica, secondo Bodrunov, che permetta alle persone di essere reintegrate nella società, individuando fra queste nuove figure professionali, sempre più altamente formate.

L'approccio “nooeconomico” è, dunque, un approccio orientato alla cooperazione e allo sviluppo della società nel suo insieme.

Un approccio razionale, che superi i bisogni indotti/simulati (come quelli veicolati dalla pubblicità commerciale) e il flusso del capitale finanziario, per soddisfare bisogni reali e volti allo sviluppo della società nel suo insieme, attraverso conoscenza e formazione continue.

Massimizzare i profitti, in sostanza, è ben poco razionale e ragionevole se la conseguenza è, ad esempio, la distruzione del patrimonio ambientale e di risorse vitali per il Pianeta e gli esseri viventi.

Attraverso la conoscenza, invece, si possono porre soluzioni e alternative a tutto ciò – mettendo finalmente fine alla crescita infinita dei consumi e dei bisogni simulati - e ciò grazie all'uso razionale delle tecnologie e di tecnologie ancora da ricercare e sviluppare.

Il tutto a beneficio della comunità nel suo insieme, preservando l'attuale civiltà e diffondendo ovunque una nuova forma di civiltà, più consapevole, evoluta e razionale.

Al Congresso era naturalmente presente anche il prof. Vladimir Kvint, economista russo-statunitense, già professore di strategia, gestione e economia internazionale presso la Fordham University, la New York University e il Babson College, oltre ad essere Presidente del Dipartimento di strategia economica e finanziaria presso la Scuola di economia di Mosca.

Con il prof. Kvint, Bodrunov ha ampiamente collaborato allo sviluppo della teoria della Noonomia, proponendo lo studio critico e l'incorporazione delle esperienze socio-economiche della Cina e dei Paesi del Nord Europa, promuovendo così un sistema fondato su una forma di pianificazione efficiente, che combini economia di mercato a sviluppo di un solido sistema di welfare.

Pianificazione, uso e sviluppo razionale delle risorse, conoscenza condivisa, soddisfacimento di bisogni delle persone, condivisione della ricchezza, queste a parere dei relatori del Congresso, le parole d'ordine e le linee guida da seguire in questo mondo alla deriva, pieno di crisi economiche e geopolitiche e con una Intelligenza Artificiale che, se non regolamentata e usata a beneficio della comunità, a livello globale, rischia sempre più di sfuggire di mano.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

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