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giovedì 25 gennaio 2024

Raimondo di Sangro Principe di Sansevero, Illuminista, esoterista, riformatore. Articolo di Luca Bagatin


La Massoneria è quel metodo – come ebbe ottimamente a definirla il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Giordano Gamberini – che favorisce il dialogo fra culture, religioni, mentalità e sistemi di idee differenti.

Fra gli eminenti massoni della Storia, occorre ricordare Raimondo di Sangro, settimo Principe di Sansevero (1710 – 1771), protagonista dell'ottimo saggio del prof. Giancarlo Elia Valori, pubblicato alcuni anni fa, ovvero “Raimondo di Sangro – Il Principe di Sansevero e la magia dell'Illuminismo” (Futura Edizioni).

Da fine studioso e alchimista dello spirito, il prof. Valori ci presenta la figura di questo nobile, esoterista e alchimista, oltre che autorevole massone, scienziato, teorico militare e intellettuale della sua epoca, sul quale l'ortodossia cattolica del XVIII secolo fece calare una sorta di “leggenda nera”, come peraltro accadde ai suoi contemporanei, quali il poeta Tommaso Crudeli (prima vittima dell'Inquisizione cattolica, solo per la sua appartenenza alla Massoneria), il conte Alessandro Cagliostro (che farà la medesima fine del Crudeli e per la medesima ragione) e l'intellettuale libertino e massone Giacomo Casanova, il quale definì meglio di chiunque altro il cosiddetto “segreto massonico”, ovvero: “Il segreto della Massoneria è inviolabile per sua propria natura, poiché il massone che ne è a conoscenza lo sa solo per averlo indovinato: non l’ha appreso da nessuno, ma l’ha scoperto a forza di andare in Loggia, di osservare, di ragionare, di dedurre. Quando vi è pervenuto, si guarda bene dal rivelare la propria scoperta, neppure al suo migliore amico, poiché se quegli non possiede il talento per penetrarlo, non avrà nemmeno quello per trarne vantaggio apprendendolo oralmente. Questo segreto, dunque, resterà per sempre un segreto”.

Raimondo di Sangro – discendente dalla stirpe di Carlo Magno - fu un riformatore della Massoneria (come lo fu Cagliostro), mosso tanto da una visione scientifica e positivista, quanto da una visione spiritualista e alchemica. Fu peraltro il creatore della magnifica Cappella Sansevero, che custodisce l'emblematica statua del Cristo Velato, dal di Sangro stesso concepita.

Raimondo di Sangro ebbe la doppia vita, peraltro ampiamente conosciuta ai suoi tempi in tutta Napoli, di essere l'illuminista settecentesco di giorno e il mago-esoterista di notte, dedito a mirabolanti invenzioni (fra cui il celebre lume perpetuo, la macchina idraulica, il fucile a retrocarica e moltissime altre), avanzatissime per la sua epoca.

Fu il fondatore, a Napoli, della prima Loggia massonica di Rito Scozzese Antico e Accettato (il più progressista di tutti i Riti massonici), con influenze che volle far derivare direttamente dal Rito Egizio di Misraim, ovvero il più esoterico e mistico e divenne, dunque, il primo Gran Maestro di una Gran Loggia nazionale italiana.

Apprezzatissimo da un altro grande sovrano illuminato, illuminista e Gran Maestro della Massoneria del '700, ovvero da Re Federico II di Prussia, detto Il Grande, Raimondo di Sangro scrisse numerosi testi a carattere esoterico e filosofico.

Ad accomunare il di Sangro a Federico Il Grande, i comuni valori di ricerca di un'unità fra rivoluzione scientifica e spirituale – come spiega il prof. Valori nel suo saggio – che stavano alla base di quell'Illuminismo teista, adogmatico e anti-materialista, che per molti versi finirà – anni dopo - per contrapporsi alla Rivoluzione Francese del 1789, la quale getterà, per così dire, il bambino con l'acqua sporca, facendo affogare, nel sangue e nel Terrore, quanto di positivo aveva costruito il cosiddetto Ancien Régime.

Nel 1751, Raimondo di Sangro elabora un importante testo massonico – ritrovato nell'Archivio Segreto del Vaticano - ovvero le “Costituzioni delle Logge d'Inghilterra, Statuti dei Tre Alti Gradi di Maestro Scozzese, Eletto e della Sublime Filosofia”. In tale testo egli riunisce la mistica massonica a quella cristiana, un po' come farà il Fratello massone conservatore Joseph De Maistre, il quale si definì “mistico e cristiano”.

Non vi è ipocrisia alcuna nella mistica cristiana di Raimondo di Sangro” – scrive il prof. Valori nel suo saggio, in proposito - “quanto piuttosto la ricerca, simbolica come ogni azione e prassi magica massonica, della eternità dei simboli-concetti cristiani nella loro “riduzione”, come in alchimia, alla loro radice sapienziale e tradizionale”.

Le ricerche in ambito esoterico-massonico-iniziatico del di Sangro, vanno dunque di pari passo con le sue ricerche in ambito scientifico-alchimistico, alla scoperta di quella Luce, di quella illuminazione interiore che è anche illuminazione esteriore, la quale illumina un mondo alla ricerca del vero, del buono, del bello e che attinge da Tradizioni Antiche, dalle quali, peraltro, deriva la Massoneria stessa, in particolare quella, cosiddetta, degli Alti Gradi.

Come scrive il prof. Valori, “per alcuni la stessa Massoneria degli Alti Gradi fu il Cavallo di Troia del Cattolicesimo contro il Protestantesimo “del nord””, come a dire che l'Europa, sin dai tempi più antichi, è divisa in due tradizioni, quella latina e quella anglo-teutonica. Tradizioni che si sono viste, in particolare nel XVIII secolo, contrapposte anche in ambito massonico (pensiamo alla differenza abissale fra la Massoneria Liberale, di tradizione francese, più legata agli aspetti mistico-spirituali e persino alla tradizione egizia e quella più Tradizionale, anglosassone o alla Stretta Osservanza Templare, di origine tedesca, più legata al templarismo e ad una visione più elitaria e aristocratica).

Il prof. Valori, riportando una frase tratta dal saggio “Il Simbolismo massonico nella tradizione egizia” di Vittorio Vanni, fa presente come “secondo la teorica degli Anti Gradi, “la Massoneria nasce in Egitto, Mosè comunica la “Prisca Philosophia” agli Ebrei, e Gesù, “novello Mosè”, la conosce e la trasmette agli Apostoli, e da Essi la Prima Filosofia Egizia arriva ai Cavalieri Templari”. Aspetti, peraltro, che raccontai, spiegai e approfondii anche nel mio primo saggio, “Universo Massonico”, edito da Bastogi nel dicembre 2012.

Il di Sangro, come rammenta il prof. Valori, fu fine studioso, non a caso, delle tradizioni delle popolazioni sudamericane, rigetta la Riforma protestante di Marin Lutero che, secondo il di Sangro, avrebbe diviso Nord e Sud, e, attraverso la Massoneria scozzese degli Alti Gradi – estranea tanto alla casata dei Borbone, guidata da Carlo III, che al papato antimassonico - guarda all'universalismo.

La simbologia della Cappella Sansevero, dunque, unisce tutti questi principi mistici, cristiani, esoterici. Essa è una “macchina teurgica” che, come spiega il prof. Valori, “è un sistema di simboli (…) finalizzato al richiamo, nei visitatore-iniziato e nel fedele, di energie psichiche di livello elevato, tali da generare (…) un vero e proprio cambiamento di stato, non solo psicologico (…), ma anche fisico”.

Raimondo di Sangro, dunque, come tutti gli esoteristi e i mistici – ma anche tutte le Tradizioni spirituali sin dall'alba dei tempi - fa – attraverso le sue opere, sia artistiche che dell'ingegno - un ampio uso evocativo dei simboli, quali catalizzatori di energie psichiche, magiche e spirituali.

Illuminismo, misticismo, esoterismo, aristocrazia illuminata e riformatrice sono dunque le parole che possono identificare meglio questa importante figura storica del passato, quale fu il Principe Raimondo di Sangro, che il mio caro amico Nathan Gelb, che intervistai nel 2009, alla metà degli Anni 2000, fece diventare protagonista dei suoi ottimi romanzi thriller a sfondo esoterico, per raccontarne meglio la storia, che è una vera e propria avventura, anche della nostra Storia Patria.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 9 agosto 2023

Un ringraziamento particolare al prof. Giancarlo Elia Valori

Vorrei ringraziare il prof. Giancarlo Elia Valori, persona che stimo enormemente e i cui articoli e saggi (tanto sulla spiritualità e l'esoterismo, che sulle analisi geopolitiche e economiche) condivido in toto, per avermi inaspettatamente contattato e espresso - in questi giorni - la sua stima e ammirazione per quanto ho recentemente scritto.

Lo ringrazio enormemente altresì per avermi donato, con tanto di dedica, alcune delle sue più preziose pubblicazioni.

Sono rare, specie in questo periodo di caos e sfacelo intellettuale e morale, le personalità dotate di profonda sensibilità, capacità di analisi e dai principi elevati.

Al prof. Valori assieme al prof. Luigi Pruneti, al prof. Aldo A. Mola, al Generale Umberto Granati, a Gianni De Michelis, a Peter Boom, ad Andrea G. Pinketts e al mio caro amico Dario Marini, in particolare, andrà sempre la mia stima, amicizia e ammirazione.

Luca Bagatin 

mercoledì 14 luglio 2021

Contro i ricchi, i borghesi e la modernità liberale (e antidemocratica). Riflessioni brevi

"Ritengo che i ricchi siano il maggiore ostacolo a una società egualitaria, sana e onesta moralmente e intellettualmente.
I ricchi sottraggono risorse alla comunità e veicolano innovazione e modernità. Ovvero corruzione della società, sfruttamento dei corpi, delle menti e delle anime.
Il ricco dovrebbe estinguersi ed essere rieducato, attraverso un percorso di elevazione morale, intellettuale e spirituale"
 
(Luca Bagatin)
 
"Come ogni 14 luglio, vorrei ricordare la controrivoluzione vandeana.
Non sono né cristiano né cattolico (anzi), né un tradizionalista, ma la resistenza della Vandea merita di essere ricordata.
La resistenza di poveri contadini che rifiutavano di scendere a compromessi con i borghesi liberali "rivoluzionari", dal 1793, al 1796.
La lotta dei poveri contro la modernità borghese e liberale merita SEMPRE rispetto.
In Francia sarei stato dalla loro parte.
Dalla parte dei monarchici, degli antimoderni, dei contadini, CONTRO la feccia borghese e pseudo rivoluzionaria.
Le uniche rivoluzioni popolari furono la Comune di Parigi del 1871 e le Rivoluzioni russe del 1905 e del 1917.
Non la Rivoluzione francese, ovvero non la rivoluzione borghese e bottegaia, portatrice di una modernità che ha distrutto ogni valore, mettendo tutto in vendita"

(Luca Bagatin)

"In nessun caso i tradizionalisti e i conservatori possono essere dalla parte della borghesia, poiché questa  è ovviamente una patologia sociale, la portatrice di decentralizzazione, invidia, bugie e cattiveria.
Il capitalismo è rappresentato dalla figura dell'imprenditore, ovvero una persona che gestisce i suoi interessi egoistici, che lotta per il proprio privato, cercando di espandere il proprio indvidualismo, che è sempre opposto all'interesse altrui.
Pertanto, tutta la nostra storia si basa non solo sull'odio per il capitalismo, ma su un profondo disaccordo con l'etica capitalista"

(Aleksandr Dugin)
 
“Non c'è libertà individuale in una società che non è globalmente libera. 
La retorica dei diritti maschera nuove forme di alienazione umana. E' forse a partire da questa constatazione che bisogna analizzare il tragico fallimento del progetto di emancipazione dell'Illuminismo: l'avvento di una società di sorveglianza totale, dove si proclamano i diritti di tutti, ma dove il sociale è sempre più sottomesso all'implacabile logica del capitale” 
 
(Alain De Benoist)
 
"Siamo costretti a pregare coloro che traggono profitto da noi. Gli "uomini d'affari". Ancora peggiore è la parola "imprenditore", colui che tenta di ingannare e derubare. (...). I benefici per la società, portati dagli uomini d'affari, non sono stati dimostrati da nessuno"
 
(Eduard Limonov)