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venerdì 12 giugno 2020

E' uscito il nuovo numero della rivista francese socialista rivoluzionaria "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
Numero dedicato in particolare all'ecologia e alla spiritualità orientale


    Per acquistarlo e leggere il sommario completo, cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: https://rebellion-sre.fr/boutique/rebellion-88/

 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/


sabato 11 novembre 2017

E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
 

 Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/rebellion-81-abattre-systeme/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/ 

venerdì 19 maggio 2017

Abbonatevi alla rivista Rébellion ! Aderite all'OSRE !

"Rébellion" e l'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea: il Socialismo è tornato ed ha i colori della Francia e dell'Europa Rivoluzionarie

Articolo di Luca Bagatin del 22 agosto 2016


Il cosiddeto “socialismo europeo” sembra essere morto da tempo, avendo i suoi sedicenti esponenti abbracciato il capitalismo assoluto, così come ci ricordano i filosofi anticapitalisti Alain De Benoist e Jean-Claude Michéa nei loro numerosi interventi e saggi, molti dei quali abbiamo anche spesso recensito.
Stiamo parlando dello pseudo socialismo degli Hollande e degli eredi di Zapatero; quello dei Blair e degli Schultz, passando per Matteino Renzi ed il centrosinistro PD.
Costoro, lungi dall'essere socialisti, bensì difensori del progressismo e dell'illuminismo borghese cosmopolita ed indifferenzialista, ovvero del capitalismo, sono infatti i difensori delle politiche imposte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea; delle privatizzazioni selvagge; del precariato lavorativo (vedi i vari “Jobs Act” e “Loi Travail”); sono i difensori del rafforzamento delle élite economiche e della conseguente perdita della sovranità nazionale delle comunità e dei cittadini che le compongono; sono i difensori dell'apertura indiscriminata delle frontiere e del conseguente sfruttamento della manodopera a basso costo; del rafforzamento delle istituzioni europee a discapito delle identità e delle diversità nazionali e dei rispettivi popoli e, non ultimo, sono i difensori della permanenza nel territorio europeo delle basi militari statunitensi e di quel Patto Atlantico giustamente criticato dal Generale Charles De Gaulle in nome della sovranità e dell'indipendenza economica e militare dell'Europa.
Ecco dunque che, in contrapposizione a lorsignori della “sinistra del Capitale” (“gauche du Capital” o “gauche au caviar”), si affaccia in Europa e nella fattispecie nell'avanguardista Francia l'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE), sorta nel 2009 grazie al contributo dei redattori della rivista “Rébellion”, fondata a Tolosa nel 2003 ed animata principalmente da Louis Alexandre, Olivier Gnutti e Jean Galié.
Un'Organizzazione che, per la prima volta, andando oltre le contrappositioni borghesi Destra/Sinistra, riprende in mano gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 ed è erede del socialismo francese nelle sue diversità, ovvero quello di Proudhon, Pierre Leroux, Sorel, Blanqui e della Comune di Parigi e del Nazionalbolscevismo di Niekish. Un socialismo rivoluzionario che, come recita la descrizione presente nel sito ufficiale (scaricabile al link: http://rebellion-sre.fr/osre/) sia rispettoso delle identità di ciascun popolo; rigetti il burocraticismo statalista e sostenga, invece, la democrazia partecipativa all'interno di uno Stato di tipo federalista.
In questo senso l'OSRE si batte contro l'Europa tecnocratica di Bruxelles, che è semplicemente una forma di “parodia della sovranità” ed è agli antipodi di ogni tipo di principio di sussidiarietà e di democrazia sociale.
Scopo principale dell'OSRE è costituire una piattaforma anticapitalista e di critica alla società mercificata e mercantile che compra e vende ogni cosa – persino l'”amore” (sic !) attraverso i più svariati siti d'incontri online (sic !) - schiavizzando così i popoli ed i lavoratori.
Popoli e lavoratori che devono assolutamente riappropriarsi della loro sovranità nazionale, politica, sociale, ovvero di tutti quegli aspetti che la globalizzazione ha loro tolto negli ultimi decenni. In questo senso l'OSRE si propone quale interprete di una società che proponga a ciascuno di vivere dignitosamente, mettendo fine al profitto ed all'interesse egoistico ed individualistico.
L'OSRE – come peraltro indicato nel suo manifesto programmatico scaricabile al link http://rebellion-sre.fr/osre/manifeste/, propone la trasformazione delle forme di proprietà attraverso l'autogestione delle imprese da parte dei lavoratori medesimi e la trasformazione delle forme di produzione e di lavoro liberando i lavoratori dalla schiavitù del salario e proteggendo l'ambiente, inteso sia come luogo di lavoro che come ecosistema nel quale i cittadini si trovano a vivere.
In questo senso i rappresentanti dell'OSRE ritengono prioritarie forme di nazionalizzazione e contestuale socializzazione di tutti i settori industriali e finanziari del Paese, rivalorizzando così il sistema dei servizi pubblici alla comunità a cominciare dalla sanità e dal sistema scolastico.
L'OSRE, come dicevamo, si propone di restituire il potere al popolo, che è appunto il fondamento della democrazia in generale e della democrazia partecipativa in particolare. Nel Manifesto programmatico si esplica infatti chiaramente che l'obiettivo dell'OSRE è una democrazia partecipativa di tipo federalista, fondata su comitati ed assemblee popolari, dando particolare importanza ai Comuni ed ai consigli di fabbrica, permettendo così ai lavoratori di creare delle libere associazioni di produttori.
L'OSRE non ha un programma politico definitivo, bensì l'Organizzazione e la sua rivista “Rébellion” sono un luogo di discussione aperto a militanti e simpatizzanti di ogni età e nazionalità ed è possibile abbonarsi anche dall'Italia (cosa che ho personalmente fatto, aderendo anche all'OSRE) ad un prezzo davvero simbolico, seguendo le indicazioni al link: http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/

Louis Alexandre e Jean Galié hanno peraltro pubblicato un saggio - con prefazione di Alain De Benoist - dall'emblematico titolo “Rébellion, l'Alternative Socialiste Révolutionnaire Européenne” (Ribellione, l'Alternativa Socialista Rivoluzionaria Europea) nel quale è spiegata la prospettiva programmatico-ideale dell'OSRE e del Socialismo Rivoluzionazio europeo. Il saggio è acquistabile in formato e-book al link: http://alexipharmaque.eu/ebook/rebellion-l-alternative-socialiste-revolutionnaire-europeenne-de-louis-alexandre-et-jean-galie.
Il Socialismo è quindi tornato ed ha i colori della Francia e dell'Europa Rivoluzionarie !

Luca Bagatin

giovedì 13 aprile 2017

E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).

 Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/sortie-numero-79-de-revue-rebellion/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/ 

venerdì 10 marzo 2017

E' uscito il nuovo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
 Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/sortie-numero-78-de-revue-rebellion/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/

giovedì 2 febbraio 2017

MARIE C. Court poème de Luca Bagatin / Breve poesia di Luca Bagatin


MARIE C.

Dans tes yeux le ciel et l'enfer.
L'émotion et l'abîme.
Fier oeil de Valkyrie.

(Luca Bagatin) 
MARIE C.
Nei tuoi occhi il cielo e l'inferno.
L'emozione e l'abisso.
Fiero sguardo di Valchiria.

(Luca Bagatin)

domenica 11 dicembre 2016

E' uscito il numero di Novembre-Dicembre della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).




Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/sortie-rebellion-77-personne-ne-decide-a-place/
 Per abbonarsi a "Rébellion" (solo 20 euro annui per un abbonamento semplice composto di sei numeri, in tutta Europa e senza spese di spedizione): http://rebellion-sre.fr/boutique/abonnement-a-rebellion-6-numeros-2/

mercoledì 26 ottobre 2016

Democrazia e libertà. Articolo di Luca Bagatin

Alcuni giorni fa è nato un piccolo dibattito con un vecchio amico che conosco dai tempi in cui simpatizzavo per il Partito Radicale, ovvero almeno una ventina di anni fa. Simpatizzavo, ma non vi ho mai aderito, in quanto non ho mai amato i “centralismi democratici” pannelliani, pur avendo sempre ammirato lo spirito libertario e soprattutto creativo e fricchettone dei radicali vecchio stile. Stile che purtuttavia hanno progressivamente abbandonato, aprendosi al pensiero liberal-capital-globalista-economicistico, dimenticando un pezzo importante della loro storia, fatta di critica all'economia di mercato tout court, di autogestione libertaria e socialista, di lotta contro lo sfruttamento e di opposizione alle guerre “occidentali” nei Paesi del Terzo Mondo (proprio di recente, sulla rivista francese “Rébellion”, ho ricordato la battaglia di Marco Pannella a fianco del Presidente del Burkina Faso Thomas Sankara contro lo sterminio per fame http://rebellion-sre.fr/15-octobre-1987-15-octobre-2016-29e-anniversaire-de-disparition-de-thomas-sankara/).
Il dibattito di cui parlo è nato ad ogni modo attorno alla concezione di aspetti quali la “democrazia” e la “libertà”, che per me non hanno alcuna attinenza con le ideologie, men che meno con l'ideologia dal mio amico sostenuta, ovvero quella liberale.
Da buon lettore e ammiratore di Alain De Benoist, debbo con il saggista francese riconoscere che, se per “liberalismo” intendessimo un concetto attinente unicamente alle libertà personali, non ci sarebbe nulla da eccepire. Purtuttavia sappiamo bene che esso ha implicazioni anche ed eminentemente economiche oltre che sociali.
Anni fa incorsi anch'io nell'equivoco di ritenere il liberalismo una forma di liberazione dell'individuo, così come da giovanissimo – quando avevo all'incirca quindici-sedici anni - incorsi nell'errore di credere che il comunismo fosse una forma di emancipazione dell'essere umano.
Con il tempo, lo studio e l'approfondimento ho compreso quanto tanto il comunismo storico novecentesco sia stato foriero di totalitarismo burocratico accentratore (che nulla, peraltro, aveva a che vedere con il pensiero di Marx ed Engels, i quali puntavano ad una società senza classi né Stati), quanto il liberalismo sia e sia stato portatore del totalitarismo dell'egoismo e del consumismo indotto e sfrenato, responsabile dell'attuale globalizzazione capitalista con tutto ciò che ne consegue (povertà diffusa, precarietà, immigrazionismo, insicurezza psicologica e sociale...).
Fu così che ritenni, come oggi ritengo, superati i concetti di Destra e Sinistra, identificando queste due ideologie illuministiche quali portatrici di esigenze anti-popolari, borghesi, economicistiche e, sostanzialmente, non democratiche né portatrici di libertà.
La mia visione, lungi dall'essere definitiva (non ho mai creduto infatti che un sistema o una ideologia possa e debba andare sempre e comunque bene in ogni luogo e in ogni spazio, anzi !), è dunque schiettamente conservatrice dei valori, dei sentimenti e dei doveri degli individui verso loro stessi e verso la loro comunità di appartenenza. Per questo mi sento di abbracciare il socialismo romantico ed autogestionario fondato sulla cooperazione e sull'economia del dono (ovvero il socialismo di Pierre Leroux, di Giuseppe Garibaldi e di Marcel Mauss in primis) ed il mazzinianesimo che, appunto, anteponeva i “doveri” comunitari delle persone ai “diritti” egoistici borghesi e “liberali”. Ritengo dunque che tale visione sia proprio all'origine del pensiero democratico (che nacque nell'Antica Grecia) ove il popolo ha la sovranità e la responsabilità del destino della comunità in cui vive. Viene da sé, dunque, che la libertà nasca dal confronto all'interno della comunità, non già dalla prevaricazione del singolo individuo sugli altri o del singolo gruppo (le famose élites) sugli altri.
La democrazia autentica, dunque, è quella forma che permette a tutti di auto-rappresentarsi, senza deleghe né mediazioni di sorta. E la libertà è una continua ricerca: interiore ed esteriore. Un continuo confronto fra il proprio sé e l'altrui sé.
E' chiaro che ciò presuppone il senso di comunità; la consapevolezza di essere tutti appartenenti ad un'unica grande famiglia; la disponibilità al confronto e al dialogo oltre che una formazione storica, culturale, politica, filosofica, spirituale e antropologica continua e che guardi non già alle sedicenti democrazie capitaliste e “liberali” moderne, bensì alla democrazia ateniese, alle società arcaiche matriarcali e fondate sul dono (e non già sul “diritto” o sul “libero” commercio); ad esempi quali la Comune di Parigi, la Repubblica Romana del 1849 e la libertaria e d'annunziana Repubblica di Fiume, senza dimeticare gli esempi portati avanti dal Socialismo del Secolo XXI in America Latina negli ultimi quindici anni.
Alla fine del dibattito con il mio amico, ad ogni modo, ciascuno è rimasto sulle sue posizioni, ma ci siamo ripromessi di continuare a confrontarci davanti ad un'ottima pizza ed a una birra.
Penso dunque, una volta di più, che la democrazia e la libertà scaturiscano solo dalle diversità e dal rispetto delle stesse (non certo dall'omologazione, dal pensiero unico “politicamente corretto”, dall'indistinzione ideologica tipica della società odierna dei consumi...), dal confronto e da nuove sintesi ideali. Non certo dalle livorose divisioni fini a sé stesse o dagli egoismi.

Luca Bagatin

lunedì 17 ottobre 2016

E' uscito il numero di Settembre-Ottobre della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale francese "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
Un numero interamente dedicato al panafricanismo e contente, fra i numerosi articoli, un pezzo di Luca Bagatin dedicato a Thomas Sankara, leader della Rivoluzione Burkinabè ed ex Presidente del Burkina Faso. 



Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/rebellion-76-nouveau-numero-nouvelle-formule/

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venerdì 2 settembre 2016

Né con la destra oligarchica, né con la sinistra borghese ! Riflessioni ed aforismi di Luca Bagatin


La sinistra autproclamatasi democratica in Venezuela (quella che sta desabilizzando il Paese in questi giorni) è esattamente come quella italiana ed europea in generale: borghese ed antisocialista.
Quando lo si capirà che il socialismo NON è di sinistra, ma è popolare e libertario (ovvero ciò che NON è la sinistra) ?
VIVA CHAVEZ !
ABBASSO LA BORGHESIA !

In ogni campo amo gli estremi, anche se appartentemente opposti. Forse perché gli estremi si toccano.
Eccitandosi vicendevolmente.

Con chi non ama l'approfondimento ed il confronto so come essere e sembrare molto stupido. Ma volendo posso anche interpretare il ruolo del cretino.
Di certo non perderò tempo fingendo serietà.

Nella vita non mi sono mai sentito inadeguato. Sono solo uno che non si adegua.

Parlo e scrivo per essere capito da poche persone, affinché tutti abbiano la possibilità di dire la loro con un minimo di cognizione di causa. 

La destra difende l'oligarchia, la sinistra difende la borghesia. Ed il popolo ? Deve imparare ad auto-rappresentarsi contro queste due categorie.

martedì 16 agosto 2016

E' uscito l'ultimo numero della rivista francese "Rébellion" !

E' uscito l'ultimo numero della rivista bimestrale "Rébellion" degli amici dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE) (www.rebellion-sre.fr).
Un numero particolarmente interessante e da non perdere nel quale, oltre ad articoli sulla scottante attualità francese ed europea, vi sono approfondimenti relativi al socialismo ed all'anarchismo delle origini.


Per acquistarlo cliccate al seguente link e seguite le istruzioni: http://rebellion-sre.fr/boutique/rebellion-75/

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venerdì 24 giugno 2016

Referendum Brexit: un esempio di democrazia diretta da estendere a politica ed economia globale. Articolo di Luca Bagatin

Non si possono mettere assieme capra e cavoli. La capra, spesso, finisce per mangiarseli.
E' forse questa l'interpretazione da dare al referendum sulla Brexit, vinto da coloro i quali non vogliono più che la Gran Bretagna faccia parte dell'Unione Europea.
Non possiamo mettere mettere assieme Paesi e culture diverse e farlo per meri interessi economicistici di banchieri, grandi imprese ed investitori. E questo è quanto è stato fatto in tutti questi anni, con un'Unione Europea germanocentrica, allargata a Paesi dell'Est e fra un po' anche all'antidemocratica Turchia. I minestroni economicistiti, non funzionano. E non sono accettati dal popolo inglese, la cui maggioranza ha deciso, appunto, di uscirne.
La democrazia vorrebbe e contemplerebbe il fatto che a tutti i Paesi fosse data la possibilità di decidere con appositi referendum sulla permanenza o meno nell'UE. E questo con buona pace del Senatore Mario Monti che, se ci riferiamo alle sue dichiarazioni in merito, non ama per nulla la democrazia e forse sono piuttosto politici come lui – che rinnegano la volontà popolare - il vero pericolo per l'Europa.
La democazia ed il rispetto della stessa passano anche per l'esito del referendum britannico sulla Brexit, dunque. E tale volontà democratica può essere spesso opposta rispetto alla volontà di economisti e politici, i quali sono dei meri mediatori e tali dovrebbero rimanere, ovvero dovrebbero unicamente servire i cittadini ed eseguire ciò che i cittadini decidono.
La democrazia diretta, ovvero la democrazia autentica, ad ogni livello, sarebbe dunque auspicabile perché i problemi vanno condivisi. Solo un popolo consapevole, direttamente, dei suoi problemi, può riuscire a superarli. Un popolo schiavo di politica ed economia è un popolo inconsapevole ed in balìa di decisioni altrui, ovvero dei ricchi e dei potenti di turno, i quali oggi piangono per i risultati drammatici delle Borse, che hanno fatto loro perdere non pochi quattrini.
Solo i cittadini ed i rispettivi popoli, con le loro diversità e specificità dovrebbero avere la possibilità di decidere e di governare, in apposite assemblee e comitati popolari aperti a tutti. E tali popoli dovrebbero cooperare, dialogare, aiutarsi con spirito fraterno, ma ben consapevoli delle loro diversità e specificità, senza assurde fusioni economicistiche a vantaggio dei ricchi investitori.
Occorre proteggere e garantire i meno abbienti, che ormai sono la maggioranza degli europei e fornire loro un reddito di cittadinanza, che li faccia sentire parte di una comunità da costruire su solide basi fraterne, ovvero fatta di garanzie fondate su solidi doveri civici e di cittadinanza. E qui torna utile l'insegnamento, nelle scuole, dei “Doveri dell'uomo” di Giuseppe Mazzini, un testo diretto al cuore degli operai e dei poveri e di scottante attualità. Occorre difendere i piccoli produttori, in Europa ed ovunque, martoriati dalle multinazionali e dalla grande distribuzione, favorita dai processi capitalisti e di globalizzazione.
Occorre peraltro comprendere che i debiti pubblici di ogni Stato sono impagabili e, come tali, vanno condonati e aboliti. Ci rimetteranno i ricchi investitori, certo, ma ne trarranno beneficio i cittadini. Lo spirito del dono e della cooperazione dovrebbe prevalere rispetto a quello del diritto privato di matrice liberale, dell'economia e del rigore.
Questa la lezione che si dovrebbe riuscire a trarre.
Esattamente un anno fa, in un mio articolo apparso anche sul quotidiano nazionale “L'Opinione delle Libertà” (http://www.opinione.it/politica/2015/06/20/bagatin_politica-20-06.aspx) e dal titolo “Una alternativa all'Unione globalista”, proponevo, in alternativa all'UE, un'Unione dei Paesi Euromediterranei e latini, molto più vicini fra loro per Storia, cultura, tradizioni e ciò in un rinnovato dialogo con il mondo ellenico, latino, latino-americano e terzomondista, al fine di sconfiggere la fame, l'immigrazionismo, il terrorismo, la povertà, l'esclusione sociale, ovvero tutte cose che – come scrissi allora – non sono risolvibili attraverso l'accettazione supina delle regole del mercato capitalista, le quali generano sradicamento sociale ed indentitario di interi popoli, obbligano i governi ad accettare le politiche del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e della Federal Reserve e rischiano di instaurare fantomatici mercati transatlantici che di fatto impongono, ancora una volta, le volontà di Washington al mondo intero.
Un'unione alternativa tanto al blocco nordamericano che a quello putiniano e che anzi, possa dare qualche lezione di emancipazione anche a quei due blocchi che, come ai tempi della Guerra Fredda, fronteggiandosi, hanno da sempre affamato i popoli del mondo e finanche i rispettivi popoli.
Questo può essere definito populismo, certo. E lo è, ma nella sua accezione positiva ed originaria del termine, giacché il populismo fu movimento di ispirazione socialista nato alla fine dell'800 in Russia per rappresentare i contadini ed i servi della gleba.
Oggi siamo tutti dei servi che devono essere in grado di liberarsi, spezzando le loro catene e guardando ad un avvenire fatto di autogestione dell'economia, delle imprese e della politica, ovvero di democrazia diretta e libertà civica proprio perché rispettosa dei doveri civici di ciascuno nei confronti del proprio Paese e dell'Umanità intera.

Luca Bagatin

domenica 5 giugno 2016

"Liberiamoci dallo schiavismo e dalla prostituzione (intellettuale, fisica e morale) !" Riflessioni e aforismi di Luca Bagatin

In generale non sopporto fascisti e comunisti ideologizzati.
Sono inutilmente livorosi, sciocchi e banali. Oltre che inconcludenti.
La via dell'anticapitalismo passa per la condivisione delle idee e per la compartecipazione di TUTTI. Le ideologie sono utili solo al Potere.


Non ho alcun rispetto per le religioni in quanto esse non rispettano l'essere umano.



Se pensate che le elezioni siano una forma di democrazia, allora state freschi !


La società multienica - generata dal capitalismo attraverso la diffusione dell'edonismo, del libero commercio e delle guerre - non genera cultura e condivisione, ma solo confusione e perdita delle identità.
Guardiamoci bene dal diventare come gli Stati Uniti d'America, crogiolo massimo di incultura, confusionismo e macelleria sociale.

Il fenomeno dell'immigrazionismo non è altro che immigrazione incontrollata e forzata. Generata dal colonialismo, dal neocolonialismo, dalle guerre e dallo sfruttamento del Terzo Mondo e che si è tradotta in esodi di massa che portano danari solo alle imprese e perpetuano lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e lo sradicamento identitario di tutti.


La prostituzione, nel mondo capitalista, è già legale.
Lo è quando andate a lavorare e portate a casa uno stipendio che vi lega al sistema commerciale ad esempio.
Penso sarebbe ora di debellare questa piaga schiavista !

Qualche giorno fa parlavo di politica con l'amico Roberto Giuliano.
Pur essendo entrambi simpatizzanti craxiani, differiamo parecchio sulla visione del socialismo, che per Roberto è mera distribuzione delle ricchezze, per me è socializzazione dell'economia e della politica, ovvero restituzione del potere ai cittadini e dei mezzi di produzione ai lavoratori.
Penso che la visione di Roberto (che è quella dei cosiddetti socialisti europei e delle sinistre europee) sia, in realtà, una resa al capitalismo assoluto ed alle teorie redistributive liberali di Keynes che, ad ogni modo, anziché superare l'esistenza delle classi sociali, le mantengono inalterate. Così come mantengono inalterati i rapporti di forza e di potere: da una parte i cittadini ed i salariati e dall'altra i potenti e gli imprenditori.
Occorre, a mio avviso, superare tutto ciò e costituire una società di liberi (anche dal salario e dai rapporti di prostituzione/lavoro) ed eguali (esseri umani pensanti).

giovedì 28 aprile 2016

Pensieri anticonformisti (miei, di Mazzini, di Garibaldi e di De Benoist)

“Il capitalismo ha annullato ogni forma di differenza, imposto modelli universali, devastato l'ambiente e sfruttato tutti coloro i quali, magari, nella vita, avrebbero preferito fare altro. Abbiamo dunque assistito prima all'americanizzazione dei costumi e dei mercati ed oggi alla cinesizzazione degli stessi.

L'unico antidodo sembrerebbe essere solo apparentemente utopistico, in realtà fondamentalmente liberatorio e libertario: chiusura dei mercati internazionali, abolizione del sistema monetario internazionale e adozione di economie della decrescita e del dono/scambio reciproco, libero - appunto - da interessi di ogni tipo (ovvero libero dall'usura legalizzata)” (Luca Bagatin)




“Bisogna imparare a vivere soli per star bene in due, anche se sarebbe meglio vivere con un gatto per tutta la vita” (Luca Bagatin)


“Sto da sempre con gli anticonformisti come me e le mie prese di posizioni sono sempre molto radicali, anche quando cercano di riunire gli opposti.
Non mi schiero mai totalmente da una parte e l'unica parte che abbraccio totalmente è sempre la mia.
Per questo, chi mi conosce o mi ama (e sono pochi, per fortuna !) o mi odia (ma senza riuscire ad argomentare il perché)” (Luca Bagatin)



O sei populista (ovvero stai con il popolo) o sei papponista (ovvero sfrutti il popolo) ! (Luca Bagatin)

"La coscienza dell'umanità è suprema su tutti i governi: essi devono esserne interpreti, o non sono legittimi" (Giuseppe Mazzini)






"I clericali sono sudditi e militi di una potenza straniera, autorità mista ed universale, spirituale e politica, che comanda e non si lascia discutere, semina discordie e corrompe" (Giuseppe Garibaldi)


"Ormai, ci sono una destra e una sinistra favorevoli alla implacabile logica del mercato, e contemporaneamente ua destra e una sinistra che le sono ostili. La frontiera principale non passa più tra la destra e la sinistra, ma tra gli avversari e i sostenitori della società di mercato" (Alain De Benoist)


“A destra, mi considerano in generale un uomo di sinistra; a sinistra come un uomo di destra. Essendo indifferente alle etichtte, ho finito con l'adattarmi”
(Alain De Benoist)



“Non c'è libertà individuale in una società che non è globalmente libera. La retorica dei diritti maschera nuove forme di alienazione umana. E' forse a partire da questa constatazione che bisogna analizzare il tragico fallimento del progetto di emancipazione dell'Illuminismo: l'avvento di una società di sorveglianza totale, dove si proclamano i diritti di tutti, ma dove il sociale è sempre più sottomesso all'implacabile logica del capitale” (Alain De Benoist)