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sabato 30 ottobre 2021

Spirito contro materia. Libertà contro alienazione. Natura contro industrializzazione. Socialismo contro capitalismo

Il vincitore della partita non è chi sa manipolare la mente o la materia, ma chi governa e manipola le energie dello Spirito

(Luca Bagatin)

Il problema del cambiamento climatico sarà risolto solo quando il sistema teconolgico industriale sarà distrutto e bandito per sempre. Lo capirebbe anche un bambino. Ma il potente, l'economista, l'industriale, il politico, non è un bambino. Perché, ogni suo atto, non è mai innocente.

(Luca Bagatin) 

Stato e mercato sembrano essere dei mali moderni per nulla necessari. Utili a ingrassare gente che fa i propri interessi materiali e materialistici. Politici o economici che siano. Nelle società primitive e arcaiche il primato era dato alla comunità. Non a queste sovrastrutture moderne e ipocrite, che alimentano mentalità moderne e ipocrite. 

(Luca Bagatin)

La sinistra italiana e europea ha sdoganato il liberalismo e il capitalismo.
Ha così permesso alla destra di prendere il suo posto, oltre che si è confusa alla destra stessa.
Anziché sovvertire i rapporti economici e sociali, sottomettendo gli imprenditori privati e la classe abbiente, a beneficio della comunità, ha favorito imprese private e classi più ricche.
L'unica sinistra interessante sembra essere quella presente in Asia (Cina, Laos, Vietnam, Corea del Nord e la sinistra patriottica russa), America Centrale e Latina (Cuba in primis) e in altri Paesi in cui la sinistra è illiberale, proletaria e originaria.
Ovvero ha mantenuto il suo carattere popolare, selvaggio, anti-moderno e anti-padronale.
 
(Luca Bagatin)
 

venerdì 28 maggio 2021

Un'economia fondata sul profitto è malata e disumanizzante. Articolo di Luca Bagatin

Il caso della Funivia Mottarone, ma anche il caso della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano, la cui titolare, posta agli arresti, sfruttava i lavoratori e li pagava tre euro l'ora, pongono una seria riflessione.

Può essere sostenibile e accettabile un sistema economico e sociale fondato sull'egoismo ? Su questa profonda patologia umana che genera infiniti problemi quotidiani ?

Il capitalismo non nasce altro che da questo.

Mentre l'impresa, l'attività economica, che fornisce beni, servizi e prodotti, dovrebbe essere unicamente al servizio della comunità. E non di quel profitto privato che genera, a monte, sfruttamento e mette in gioco la vita delle persone.

Le imprese dovrebbero essere di proprietà di chi ci lavora ed essere controllate dalla comunità nelle quali tali imprese operano. Ovvero i cittadini dovrebbero esserne gli unici azionisti.

Questo un sistema sano, che permetterebbe di lavorare il giusto, per il tempo che serve a soddisfare i bisogni essenziali della comunità. Senza sprechi, senza eccessi, senza distruzione dell'ecosistema o meccanismi che obbligano i lavoratori ad essere sfruttati o ad essere licenziati.

Nel periodo post-pandemia, una riflessione seria in questo senso, andrebbe fatta. Perché l'unica possibile per uscire da una crisi endemica, fondata su un'economia malata alla radice e basata sullo sfruttamento del lavoro salariato e sul sistema dei mutui, dei prestiti e relativi interessi bancari (oltre che sugli ingiusti debiti degli Stati) che, nei fatti, generano ulteriore sfruttamento del lavoro, in un circolo vizioso senza fine.

Un'economia fondata sul profitto è, non solo destinata a implodere, ma a generare l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica, a sfruttare le risorse, a ridurre all'osso i diritti di chi lavora.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

E sarà il caso di iniziare a rimettere tutto ciò in discussione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 11 ottobre 2020

Covid 19. La necessità di un nuovo modello di sviluppo. Articolo di Luca Bagatin

 

Era prevedibile che, la cosiddetta Fase 2, in Italia e nel mondo, non avrebbe fatto altro che mettere al primo posto l'economia della crescita e non certo la salute e un nuovo modello di sviluppo.

Era prevedibile sin dal momento in cui l'Unione Europea avrebbe preferito che fosse attuato il Meccanismo Europeo di Stabilità (cosa che peraltro è stata in qualche modo fatta) e non, diversamente, emettere liquidità a fondo perduto, in favore di tutti i cittadini e di un sistema sociale e sanitario rafforzato.

E' stato evidente in Italia, con la nomina a capo della cosiddetta “task force” per la Fase 2, non già un medico o uno scienziato, ma un manager già alla guida di Vodafone e già frequentatore dei summit del Gruppo Bilderberg. Ovvero un esponente dell'economia capitalistica e della crescita economica illimitata.

E' oltremodo evidente che non si è colta e compresa la gravità della pandemia - che ha generato sofferenze e molte morti - e la necessità di modificare radicalmente ogni cosa.

Si è preferito tornare a una “normalità” che sta facendo crescere i contagi.

Una “normalità” tanto amata da Confindustria, da Conte, da Renzi, da Salvini, da Zingaretti, da Di Maio, dalla Meloni, dalla Merkel, da Macron, da Trump, come se la “normalità” fosse benefica e positiva per tutti.

Con le nuove riaperture stiamo assistendo al fatto che molti lavoratori rischiano nuovamente il contagio e non sono affatto realmente tutelati, anche perché non sappiamo se e come il Covid 19 tornerà a colpire e se in ogni luogo di lavoro sarà possibile garantire il distanziamento sociale.

Oltre a ciò, non si è minimamente pensato di bloccare il pagamento di mutui, bollette e affitti per coloro i quali hanno perduto il lavoro e non saranno quindi in grado di pagarli o, se saranno in grado di farlo, lo faranno con grosse difficoltà e forse per un periodo limitato (magari saranno costretti addirittura a indebitarsi !).

In compenso, però, si è aiutato le imprese, in modo indiscriminato. Un po' come quando si aiutarono le banche dal tracollo.

Con le nuove riaperture, si è peraltro assistito a una nuova crescita dei livelli di inquinamento atmosferico e ambientale. E se c'è un fattore che aumenta il rischio di contrarre il Covid 19 è proprio l'inquinamento, causa già di gravi infezioni respiratorie.

E' per questo che, la nuova ripartenza che ha messo al centro l'economia della crescita è quanto di peggio si potresse fare e dimostra, ancora una volta, i limiti e le criticità del sistema capitalista e fondato sulla modernità.

Come ricorda da tempo l'economista e filosofo francese Serge Latouche, occorre imparare a vivere del necessario e non del superfluo e proprio situazioni di emergenza (sia economica che sanitaria, ma anche politica) dovrebbero spingerci a modificare radicalmente modo di vivere e soprattutto di pensare. Evitando di sprecare le risorse, autoproducendo, evitando di trarre profitto dalle difficoltà altrui.

Un modo diverso di far andare avanti le cose, tornando ad esempio a forme di superamento dell'industrializzazione, a forme di cooperazione lavorativa e a forme di baratto, che superino il sistema monetario, il quale è fondato sul ricorso a prestiti con interessi, che genera schiavitù (del lavoro e del salario e indebita gli Stati, che mai potranno ripagare i loro interessi sui debiti, né i loro debiti stessi).

L'antropologo socialista Marcel Mauss (1872 – 1950), scrisse il “Saggio sul dono”, proponendo una economia fondata sul dono, praticata peraltro ancora oggi in società arcaiche e matriarcali, che hanno rifiutato ogni insana modernità e ideologia del progresso.

Una economia fondata su un forte senso di libertà, di comunità e di reciprocità, articolata in tre momenti: dare, ricevere e ricambiare.

Mauss spiegò fra l'altro, nel suo saggio, come le società arcaiche considerassero - a differenza di quelle moderne e fondate sulla crescita economica illimitata - i raccolti in eccesso, delle assolute catastrofi. Una volta soddisfatti i bisogni di ciascuno, quindi, dal raccolto in eccesso non si doveva trarre assolutamente alcun profitto (identificato anche nella società moderna come l'interesse sul capitale o usura), bensì andava donato ad altri, ritualmente - attraverso una cerimonia sacra - oppure distrutto.

Una economia fondata sul profitto è quindi destinata a implodere, in particolare in situazioni di emergenza ecnomica o sanitaria e stiamo già iniziando a vederlo, specie con l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

Ad oggi solo intellettuali quali Latouche, Dugin, De Benoist, Michéa e politici quali Marco Rizzo e Gennady Zjuganov sembrano avanzare ipotesi in tal senso.

E molto interessante, in questo senso, è l'appello che uscì su “Le Monde”, firmato da scienziati e numerose celebrità, fra cui Robert De Niro, Monica Bellucci, Pedro Almodovar, Wim Wenders, Ricky Martin, Madonna, Penélope Cruz, Juliette Binoche (quest'ultima già sostenitrice delle istanze dei Gilet Gialli, fra le quali un radicale cambio dell'economia francese) e molti altri.

In tale appello – che punta il dito contro il sistema economico, l'inquinamento e i danni alla natura e all'ecosistema, si legge, fra l'altro, “Gli aggiustamenti non bastano più” “Il problema è sistemico”. “Ci vuole una riforma profonda degli obiettivi, dei valori e delle economie. Il consumismo ci ha portati a negare la vita: quella dei vegetali, quella degli animali e quella di un gran numero di umani”. “Il mondo va verso un punto di rottura e dunque tornare alla normalità è inconcepibile” “La trasformazione globale che si impone a tutti i livelli, esige audacia e coraggio. Non avrà luogo senza un impegno di massa e determinato. E' una questione di sopravvivenza, ma anche di dignità e di coerenza”.

Anche il mondo della scienza, oltre che del ricco jet set, sembra dunque aver compreso che non è possibile andare avanti con l'attuale sistema, ma occorra sovvertirlo e puntare a un nuovo modello di sviluppo.

La crescita economica “illimitata”, il capitalismo, l'egoismo, la distruzione dell'ambiente, sono solo alcuni degli aspetti nefasti della nostra società moderna e “benestante”, tipica del Primo Mondo industrializzato.

Aspetti messi certamente a nudo dall'emergenza sanitaria Covid 19, che dovrebbe spingerci a modificare radicalmente il nostro stile di vita, modo di pensare e di agire.

Sovvertendo le regole dell'economia capitalistica e liberale, superando il sistema del mercato, superando il sistema usuraio degli interessi sui prestiti e della moneta quale mezzo di scambio. Introducendo, appunto, forme di baratto equo, di cooperazione, di autogestione del lavoro. Mettendo al bando teconologie pericolose per la salute, mettendo al bando armi e armamenti, che sono costosi e generano violenze di ogni genere, di cui non abbiamo certamente bisogno.

Consumare meno, produrre il necessario e possibilmente a chilomentro zero.

Superare l'ideologia dell'arricchimento personale e lavorare non già per uno stipendio, ma per il benessere della collettività e dell'ecosistema.

Questi i fondamenti di una sana decrescita economica, che è l'unica possibile via d'uscita dalla sistematica distruzione del Pianeta e della Natura.

Pianeta e Natura che non sono nostri, ma che noi esseri umani occupiamo e che sono necessari alla nostra stessa sopravvivenza.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 10 giugno 2017

La necessità di superare i vecchi steccati ideologici in nome del popolo e dei popoli. Articolo di Luca Bagatin

Jeremy Corbyn, ovvero un socialista tutto d'un pezzo che sta facendo dimenticare il guerrafondaio Tony Blair, vergogna assoluta della politica e del laburismo britannico. Con il suo 40%, Corbyn, dimostra come l'amore (per l'ambiente, per i diritti dei lavoratori, per gli emarginati, per gli animali, per i popoli del mondo oppressi) vince sull'odio. E come il populismo - nel senso originario e più positivo del termine - sia quanto chiedono gli oppressi, i diseredati e gli sfruttati anche nel Regno Unito.
Populismo che è poi socialismo autentico ed originario, in opposizione alle politiche oligarchiche e d'austerità imposte dall'economia totalitaria della crescita e dal Fondo Monetario Internazionale, che hanno e stanno affamando i popoli del Pianeta.
Corbyn, peraltro, come il francese Jean-Luc Mélenchon, leader socialista de "La France Insoumise", è un amico dell'America Latina del Socialismo del XXI Secolo, ovvero sovrana, bolivariana, libertaria e democratica, degno esempio di sviluppo oltre l'egoismo capitalista ed il liberalismo totalitario rappresentato tanto dalla destra conservatrice che dalla sinistra progressista anti-sociale in salsa Macron, Renzi, Julio Borges, Henrique Capriles e compagnia.
In Francia, qualunque sia o sarà il risultato delle elezioni legislative, le forze di popolo - ovvero la già citata France Insoumise ed il Front National di Marine Le Pen - rappresentano, assieme, almeno il 30% dell'elettorato, senza contare i partiti minori euroscettici e anti-globalizzazione e la gran parte degli astenuti che non si riconoscono nella politica attuale e tradizionale.
Ecco dunque, forse, la necessità di rompere i vecchi steccati ideologici destra/sinistra per iniziare un dialogo fra forze solo apparentemente contrapposte.
Marine Le Pen, come segnalato anche dal sito francese Contrepoints.org e da Formiche.net (http://formiche.net/2017/04/25/idee-socialista-marine-le-pen/), ha già da tempo abbandonato - non senza critiche e strappi interni - il vecchio liberismo del padre Jean-Marie ed anche certo conservatorismo, promuovendo diritti degli omosessuali e laicità e proponendo un programma autenticamente socialista. Programma socialista abbandonato da tempo dal Parti Socialiste, il quale, ormai in caduta libera, è diventato - con Hollande e Valls - un partito liberal-capitalista molto simile alla visione blairiana, macroniana e renziana, ovvero un partito in sintonia con le classi sociali progressiste medio-alte.
Jean-Luc Mélenchon, socialista mai pentito il cui merito fu proprio quello di aver abbandonato un PS liberal-capitalista, non ha poi un programma ed una visione così diversa dal Front National in ambito sociale, se non su alcuni punti.
Ecco che, forse, in nome del popolo sovrano, questi due partiti potrebbero tentare di trovare una sinergia, in quanto l'attuale Presidente Macron e l'attuale Unione Europea rappresentano, con le loro politiche globaliste, un serio pericolo per i popoli e per i poveri.
Come già segnalato in un altro articolo (http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/05/il-popolo-contro-le-elite-di-destra-e.html), la destra economica e la sinistra progressista, sono unite da tempo, in Europa e non solo, nella conservazione dello status quo oligarchico di austerità ed ecco come sia necessario cambiare completamente il paradigma, rompere gli steccati ideologici e comprendere che ciò che chiedono i cittadini è sovranità, rappresentanza diretta e politiche sociali. Tutti aspetti che il liberalismo economico ha via via, attraverso la negazione della politica e della democrazia diretta in favore dell'economia di mercato senza regole e della delega elettoralistica, sempre più impedito.
Nonostante il sistema mediatico mainstream non favorisca la possibilità di ragionare in questi termini e la possibilità di diffondere gli ideali popolari, democratici, socialisti, autogestionari, populisti e sovranisti, oltre la destra e la sinistra, sembra che le generazioni più giovani e quelle più anziane - abbandonate ad un presente e ad un futuro economicamente e socialmente precario - abbiano iniziato da tempo a far sentire la propria voce.

Luca Bagatin

martedì 23 maggio 2017

Un vaccino contro l'odio !

Il vaccino di cui il mondo avrebbe bisogno è quello contro l'odio.
(Luca Bagatin)





Ogni lavoro che prevede un compenso è, metaforicamente, una forma di prostituzione.
Per liberarsi dalla prostituzione, nel senso più ampio del termine, occorre una economia fondata sul dono, libera dall'interesse e dalla schiavitù del salario.

Una economia fondata sull'amore fra le genti.
(Luca Bagatin)

venerdì 19 maggio 2017

Amore è libertà. Articolo di Luca Bagatin


Non capisco questa ideologia, tutta occidentale, del volere a tutti i costi che i giovani si facciano la loro vita lontani dai genitori.
La popolazione invecchia e i figli che dovrebbero fare ? Abbandonare i genitori per farsi i fatti loro, perché così vuole l'ideologia individualista e liberal fighetta senza amore per il prossimo ?
Sciocchezze !
Le famiglie si disgregano ed a soffrire sono sempre tutti. I figli in particolare, ma non solo. A soffrire sono anche i genitori abbandonati.
E per famiglie intendo tutte le persone che convivono e si amano. Indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale. Perché il sesso o l'orientamento sessuale contano poco: ciò che conta è l'amore. Eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali...poco importa: ciò che conta è la profondità e la stabilità dei legami d'amore.
I rapporti sociali, sentimentali, sessuali, in quest'epoca capitalistico-globalista - che ritiene che essere liberi significhi semplicemente fare ciò che ci pare e godere illimitatamente (sic !) - sono sempre più fluidi e hanno sempre meno radici profonde. Il vero dramma è questo, non certo il fatto che un figlio non voglia andarsene di casa. Anzi. Con quali prospettive economiche, poi, in quest'epoca che sfrutta sempre di più il prossimo e richiede - quando le richiede - mansioni a bassissima qualificazione professionale, così da sfruttare ancor di più la manodopera a basso costo ?
Figli, rimanete a casa con i vostri cari sino a che potete goderveli in vita. Perché loro sono il vostro bene/amore più prezioso e da loro avete tutto da imparare. E voi, genitori, siate orgogliosi dei vostri figli, così come lo siete e lo sarete sempre. Non siate oppressivi, lasciate i figli liberi di pensare con la propria testa. Insegnate in particolare loro il senso di responsabilità e del dovere nei confronti di tutte le persone e di tutti gli esseri viventi, perché tutti su questa terra - animali compresi - siamo fratelli.
Fidanzate, fidanzati, mogli, mariti, persone che amate: amatevi stabilmente. Oppure fatevi un esame di coscienza e cercate di capire che cos'è l'amore. Vivetelo nella vostra interiorità.
Perché l'unica libertà possibile ed alla quale anelare è il raggiungimento dell'amore e la morte dell'ego e del piacere effimero.

Luca Bagatin


mercoledì 17 maggio 2017

Il popolo contro le élite (di destra e sinistra). Articolo di Luca Bagatin

Emmanuel Macron, nuovo Presidente di Francia, nomina come Primo Ministro Edouard Philippe, già ex socialista sino al 2002 e successivamente gollista.
La mossa di Macron, l'uomo dei poteri forti, è vista da molti osservatori come una conferma del carattere "nè di destra nè di sinistra" del leader di "En Marche !", quando invece si tratta esattamente dell'opposto, ovvero di una mossa "e di destra e di sinistra", ovvero di unità fra le due componenti e ciò in linea con quando avviene da tempo in tutti i Paesi che hanno abbracciato la linea liberal-capitalista, ovvero oligarchica ed elitaria a spese dei popoli e dei poveri.
E' del resto la stessa versione di quanto avvenuto da tempo in Italia, ove di fatto centrodestra e centrosinistra hanno sempre finto di combattersi, ma in realtà hanno spesso stretto accordi al punto che non stupisce che da tempo al governo ci sia una stretta alleanza fra il Partito Democratico e le forze del cosiddetto "nuovo centrodestra" e che spesso le posizioni di Renzi siano e siano state sovrapponibili a quelle di Berlusconi.
E' la medesima versione di quanto avviene da tempo in Germania, ove la CDU di centrodestra governa con la SPD di sinistra.
E' la medesima versione di quanto avvenuto in Spagna ove governa il centrodestra anche in quanto il PSOE, pur non votando in favore del governo del Popolare Rajoy, si è astenuto e di fatto ne ha permesso la nomina.
E' la medesima versione di quanto avviene da sempre negli Stati Uniti d'America, ove i due partiti maggiori sono di fatto speculari, al punto che Trump - per quanto avesse promesso in campagna elettorale cose diverse - segue la stessa politica bellicosa dei suoi predecessori Democratici (e del resto fu Democratico egli stesso in tempi non sospetti).
E' la medesima versione di quanto avvenne in alcuni Paesi dell'America Latina, pensiamo al Venezuela ove i corrotti partiti di centrodestra (COPEI) e di centrosinistra (Accion Democratica) si spartirono il potere per anni, sino all'avvento del socialista autentico Hugo Chavez che ne sconvolse i piani, dando vita a diversi governi di rinnovamento sociale ed economico.
E lo stesso Venezuela socialista, oggi, è minacciato dai tentativi di golpe operati dalla MUD, ovvero dalla coalizione di forze di centrodestra e di centrosinistra anti-socialiste, anti-bolivariane e anti-chaviste.
Ecco che possiamo notare come in realtà, lungi dall'essere superate, le forze di destra (oligarchia ricca) e di sinistra (borghesia, classe medio alta progressista) sono vive più che mai e unite nell'opporsi ancora una volta alla volontà di riscatto dei popoli e dei poveri, che richiedono politiche sociali e di rinnovata sovranità nazionale e non a caso si rivolgono a partiti e movimenti populisti nel senso positivo del termine (ricordiamo che il termine populista deriva dall'omonimo movimento politico ed intellettuale russo sorto alla metà del XIX secolo a tutela e per l'emancipazione dei contadini e dei servi della gleba sulla base di un programma socialista e comunitario. Ispiratosi al populismo russo sorgerà, sul finire dell'800, negli Stati Uniti d'America, il Populist Party, ovvero il Partito del Popolo, a rappresentanza delle classi contadine, operaie e meno abbienti, che proponeva la nazionalizzazione dei mezzi di comunicazione, l'elezione popolare diretta ed era in generale ostile alle élite ed al sistema bancario), come peraltro già scrivemmo in altri articoli, uno in particolare: http://amoreeliberta.blogspot.it/2017/03/il-populismo-e-politica-dal-basso-cosi.html).
Il connubio fra destra e sinistra, del resto, è una realtà storicamente già esistita nel passato, così come ricorda il filosofo Jean-Claude Michéa nel suo saggio "I misteri della sinistra" (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/02/il-socialismo-non-e-di-sinistra-parola.html) e proprio il connubio fra la sinistra progressista ed i liberali alla Adam Smith ha fatto perdere al socialismo originario - che non era nè di destra nè di sinistra - ogni autentico connotato emancipatorio e le classi meno abbienti si sono via via rifugiate verso l'ala della destra più conservatrice e tradizionalista.
Occorre dunque tornare ai propositi della Prima Internazionale dei Lavoratori, ovvero ad una sinergia moderna fra intelligenze socialiste autogestionarie e rivoluzionarie, mazziniane, garibaldine, anarchiche, al fine di recuperare il contatto con i popoli ed i poveri che, in una democrazia partecipativa, diretta e compiuta, dovrebbero essere il motore pulsante dell'attività di governo (il Presidente argentino Juan Domingo Peron, non a caso, sosteneva che il politico dovesse fare esattamente ciò che il popolo chiedeva).
Il filosofo Jean-Claude Michéa rileva peraltro e infatti come, da tempo, a livello mondiale, stiano nascendo diversi movimenti critici nei confronti del capitalismo e tendenti a superarlo quali: il “Movimento dei cittadini” in Corea del Sud, gli “Indignati” in Europa (vedi il partito spagnolo Podemos, in particolare), il “Movimento del 99%” negli USA e, da tempo, l'America Latina è un laboratorio di movimenti per il superamento del capitalismo, i quali, negli ultimi quindici anni, hanno anche dato ottima prova di governo, come ad esempio il Bolivarismo, il Neo-Peronismo, il Sandinismo, che fanno peraltro riferimento a precise figure storiche e carismatiche dell'America del Sud.
Anche in Europa, non a caso, sempre più elettori si rivolgono a movimenti di matrice sovrana e sociale quali il già citato Podemos spagnolo, il Front National francese (che di fatto ha un programma socialista e gollista originario e affatto di destra o estrema destra), la France Insoumise di Mélenchon e in Italia persino i Cinque Stelle, anche se solo in parte, sembrano orientarsi verso una visione bolivariana, sociale e sovrana della politica (vedasi taluni elogi di Grillo alla politica sociale ed economica di alcuni Paesi del Socialismo del XXI secolo latinoamericani ed il tentativo, seppur maldestro, di teorizzare una politica dal basso).
Così come ha rilevato il filosofo Alain De Benoist più volte (http://blog.ilgiornale.it/scarabelli/2017/04/03/alain-de-benoist-il-populismo-oltre-destra-e-sinistra/), quello che viviamo sembra dunque profilarsi quale il momento populista, ovvero la crisi dell'ideologia liberal-capitalista (ormai percepita come totalitaria e totalizzante) e la crisi della democrazia cosiddetta rappresentativa (laddove i cittadini, che non si riconoscono più negli speculari partiti della destra e della sinistra, vorrebbero sempre più avere la possiblità di auto-rappresentarsi e di qui la richiesta di una democrazia sempre più diretta, partecipativa e referendaria).
Mentre, dunque, a livello parlamentare e di governo i rappresentanti della destra e della sinistra cercano di unirsi per innalzare un muro in difesa delle élite economiche e finanziarie seguitando a promuovere politiche di crescita economca illimitata, a perpetrare politiche di deregolamentazione dei mercati, precarieggianti, cosmopolitico-immigrazioniste e di sfruttamento della manodopera a basso costo e ciò attraverso privatizzazioni selvagge; austerità; flessibilità del lavoro attraverso i vari Jobs Act e Loi Travail; rafforzamento delle élite e conseguente perdita di sovranità popolare; apertura indiscriminata delle frontiere e conseguente sfruttamento della manodopera straniera a basso costo; rafforzamento delle istituzioni europee a scapito delle diversità di ogni nazione e dei rispettivi popoli; politica estera invasiva nei confronti di Stati sovrani – che peraltro ha favorito il terrorismo internazionale come nel caso libico (ciò vale in particolare per la Gran Bretagna di Blair - colpevole peraltro di aver mentito al suo stesso popolo nella faccenda delle armi di distruzioni di massa in Iraq rivelatisi inesistenti – e per la Francia di Sarkozy e Hollande, rea non solo di aver barbaramente fatto uccidere Gheddafi, ma anche di sostenere Paesi legati al terrorismo come l'Arabia Saudita e di aver tentato di rovesciare il governo laico siriano di Assad), dall'altra parte il popolo - che in massa ha smesso di andare a votare da tempo - richiede più democrazia, politiche sociali e di sovranità nazionale, oltre che si evitino ulteriori spargimenti di sangue in Paesi stranieri, la cui sovranità va altrettanto rispettata.
La contrapposizione, come rileva De Benoist, è dunque sempre più verticale: il popolo contro le élite, ovvero ciò che sta in basso contro ciò che sta in alto. La destra e la sinistra, dunque, per quanto unite, non è detto che riescano ancora ad imporsi su coloro i quali criticano, giustamente, lo stato di cose presenti. Come afferma Alain De Benoist: "Se il populismo critica la democrazia liberale" - del resto - "è per richiedere più democrazia, non meno".

Luca Bagatin

sabato 11 febbraio 2017

Lenin Moreno alla Presidenza dell'Ecuador: per una nuova Rivoluzione Civica. Articolo di Luca Bagatin

Il 19 febbraio prossimo si terranno, in Ecuador, le elezioni presidenziali ed il favorito è il candidato di Alianza Pais (Patria Altiva y Soberana, ovvero Patria Orgogliosa e Sovrana) Lenin Moreno, attuale Vicepresidente del governo presieduto da Rafael Correa.
Rafael Correa, di cui abbiamo peraltro già parlato in altri articoli (http://amoreeliberta.blogspot.it/2015/07/la-revolucion-ciudadana-in-ecuador-ed.html - http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/07/lecuador-della-revolucion-ciudadana-una.html), è l'economista leader della cosiddetta Revolucion Ciudadana, ovvero la rivoluzione civica che ha portato l'Ecuador, dal 2007 ad oggi, a rinegoziare il debito con l'estero; ridurre l'influenza straniera nel territorio (in particolare dei rapaci Stati Uniti d'America); ridurre il tasso di povertà ed analfabetismo e far approvare una Costituzione inclusivista e pienamente democratica che ha fra l'altro riconosciuto i diritti alle coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali e superato l'individualismo neoliberista, includendo il diritto all'istruzione pubblica e gratuita per tutti e l'attuazione del modello socio-economico del Buen Vivir, ovvero la costruzione di un'economia popolare e solidale rispettosa dell'ecosistema e dei diritti dei lavoratori.
La Revolucion Ciudedana si inserisce a pieno titolo nel processo del cosiddetto Socialismo del XXI Secolo aperto da Hugo Chavez negli Anni '90 e proseguito con i successi economico-sociali portati avanti da Lula in Brasile, Evo Morales in Bolivia, José Mujica in Uruguay, Daniel Ortega in Nicaragua e nell'Argentina dei coniugi peronisti Nestor e Cristina Kirchner, che hanno gettato le basi – oggi purtroppo minate dall'avvento di governi neo-oligarchici come quello Macri in Argentina e le continue destabilizzazioni economiche ai danni del legittimo governo bolivariano del Venezuela – per un'America Latina libera dal neocolonialismo e dallo sfruttamento.
Rafael Correa, avendo esaurito il suo mandato, lascia il testimone al suo vice Lenin Moreno, ex imprenditore attento ai diritti dei disabili ed egli stesso costretto su una sedia a rotelle dal 1998 a seguito di un colpo di pistola a bruciapelo che lo ferì alle gambe in un tentativo di rapina ai suoi danni.
Lenin Moreno, oltre a presentarsi quale erede politico di Correa e dunque continuatore della Revolucion Ciudadana avviata dal partito di ispirazione socialista e civica Alianza Pais, propone un “piano per tutta la vita”, che garantisca ogni singolo cittadino per tutta la vita: una casa per tutti, soprattutto per i più poveri; un piano di sostegno alla maternità ed al lavoro giovanile attraverso prestiti agevolati; il raddoppio delle pensioni degli anziani; un Paese libero completamente dalla povertà ed investimenti nello sviluppo umano, migliorando ad esempio qualitativamente il servizio sanitario ed i servizi pubblici in generale e costruendo nuove università di studi tecnici, oltre che permettendo a tutti di poter sviluppare al meglio le proprie intrinseche capacità.
Un compito che certamente il candidato Lenin Moreno riuscirà a portare a termine, dimostrando ancora una volta al mondo che, l'Ecuador in particolare e l'America Latina del Socialismo del XXI Secolo in generale, sono l'unico modello sociale e popolare vincente per un mondo più civile, democratico e libero da ogni forma di oppressione. Perché è un modello che segue il cuore ed il sentimento e non il freddo, egoistico e criminale interesse materiale.

Luca Bagatin


giovedì 2 febbraio 2017

Immigrazione = nuova deportazione

Ci hanno abituati a credere che l'immigrazione sia un fenomeno normale e da incoraggiare.
Invece è un dramma e una forma di deportazione di origine padronale e neo-schiavista generata dal totalitarismo capitalista.
Un fenomeno da arrestare.

(Luca Bagatin) 



giovedì 19 gennaio 2017

Un'alternativa all'Unione Europea globalista

Oggi c'è chi scopre l'acqua calda, ovvero che il problema dell'Unione Europea è l'Unione Europea stessa.
Noi lo dicevamo già in tempi non sospetti.
Riproponiano un articolo di Luca Bagatin del 16 giugno 2015 in proposito.

A&L

Un'alternativa latina, ellenica e terzomondista all'Unione Europea globalista. Articolo di Luca Bagatin

Lo abbiamo visto anche in quest'ultima occasione: l'Unione Europea semplicemente non c'è. O, meglio, c'è solo quando deve battere cassa e pretende che Stati sovrani come la Grecia o la nostra Italia, rispettino i patti di stabilità. Ma di quale stabilità stiamo parlando, visto che il debito degli Stati è comunque matematicamente impagabile ? Ma di quale stabilità stiamo parlando ? Forse di quella dei banchieri, delle grandi imprese e delle multinazionali che attraverso le misure di austerità e della flessibilità del lavoro possono continuare ad arricchirsi alle spalle del prossimo.
Così come è facile oggi per la Francia scaricare il peso dell'immigrazione sull'Italia. Proprio la Francia che decise per prima di bombardare l'ultimo baluardo contro il fondamentalismo islamico e contro gli sbarchi indisciminati, ovvero il Colonnello Gheddafi.
E' facile per le potenze globaliste d'Europa scaricare il peso sui Paesi Euromediterranei, già preda di una pesante crisi economico-finanziaria dalla quale possono uscire solo attraverso un comune sforzo di solidarietà, di abolizione del debito e di misure che vadano incontro alle esigenze dei poveri e dei diseredati.
Ecco, forse più che un'Unione Europea ci vorrebbe un'Unione dei Paesi Euromediterranei e del Sud del Mondo, in un rinnovato dialogo con il mondo ellenico, latino, latinoamericano, terzomondista, per sconfiggere fame, terrorismo, povertà, esclusione, che certo non sono risolvibili con l'accettazione supina alle regole del mercato capitalista, allo sradicamento dei popoli ed alla loro “democratica” deportazione, all'instaurazione di fantomatici grandi mercati transatlantici che di fatto impongono, ancora una volta, gli interessi di Washingon al mondo intero.
Un'Unione latina, latinoamericana, ellenica, terzomondista, alternativa tanto al blocco Nordamericano che a quello Russo-putiniano che, nei fatti, rappresentano i due nuovi blocchi di una nuova Guerra Fredda nella quale a rimetterci sono e saranno i popoli, i poveri, gli oppressi di sempre.
Utiopia o forse l'unica autentica realtà possibile ?
Luca Bagatin 

martedì 20 dicembre 2016

Solstizio d'Inverno

 
...Il solstizio, in celtico Yule, rappresenta un passaggio fondamentale per tutte le persone impegnate sul sentiero spirituale, da comprendere ed interiorizzare. È il momento in cui la luce vince l'oscurità, il momento in cui la dea partorisce il bambino sacro, il momento in cui la vibrazione della speranza si diffonde come un'onda sulla Terra...
 

sabato 26 novembre 2016

Viva Fidel ! Articolo di Luca Bagatin

E dopo Marco Pannella se n'è andato anche Fidel Castro.
Nello stesso anno, a distanza di sei mesi l'uno dall'altro.
Ad aprile di quest'anno scrissi un articolo nel quale accomunai questi due grandi eroi del XX e del XXI secolo (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/04/fidel-castro-e-marco-pannella-due-eroi.html). Un articolo che destò non poche polemiche, ma che rivendico e rivendicherò sempre in quanto in esso – se si avrà la pazienza di leggerlo e/o di rileggerlo – paragonavo la temerarietà dell'uno e dell'altro. La passione civile e militante delle tante battaglie vinte in favore degli ulitmi. Di quegli ultimi di cui i politicanti d'accatto se ne sono sempre fottuti e continuano a fottersene, pur riempiendosi la bocca di parole che in realtà non conoscono o non praticano, quali “democrazia” e “libertà”.
Marco e Fidel, questi due giovani vecchi, ci hanno insegnato tanto la democrazia quanto la libertà.
La loro vita ne è stato un grande esempio !
Nel ricordare qui Fidel Castro, vorrei in particolare fare riferimento ad un articolo che scrissi nel luglio del 2015, nel quale parlai di Cuba come della “democrazia dei Caraibi”, costruita grazie al sangue dei martiri e degli eroi.
Così scrissi in proposito:
Fidel Castro a differenza di Che Guevara, che fu un marxista della prima ora, era un comunista utopista. La stessa “Revolucion cubana” del 1959 non fu una rivoluzione socialista, bensì una rivoluzione di popolo e per il popolo. Il socialismo arrivò dopo, ma spesso in forme piuttosto libertarie, autogestionarie, piuttosto che comuniste/collettiviste tout-court.
Soprattutto nessuno dei rivoluzionari si sognò mai di esportare la rivoluzione, ma nessuno di loro rinunciò a dare sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e nazionale in giro per il mondo: dall'Angola sino al Sudafrica che subì – sino al benefico ed auspicato trionfo di Nelson Mandela il regime dell'apartheid.
Sì, è vero, Cuba si alleò ai sovietici. Avrebbe potuto rimanere un Paese non allineato ed invece si alleò con i russi. Ma che avrebbero mai potuto fare Fidel ed il Che con un embargo economico e con un rischio d'invasione da parte degli yankee ? Perché mai rinunciare alla sovranità nazionale e rischiare, oltretutto, di morire completamente di fame ? Ricordo che la stessa Repubblica libertaria di Fiume di Gabriele d'Annunzio si fece riconoscere dai sovietici. Certo, i russi erano una dittatura e nemmeno delle migliori, ma dall'altra parte era davvero così rosea la situazione come ci hanno fatto credere per decenni di pubblicità commerciale edonista e rimbabimento politico ? Gente che bambarda altra gente inerme e che impone il proprio sistema economico “libero”, può dirsi una democrazia ? Un governo che fa pagare le cure mediche a chi non ha danaro è una democrazia ? Un sistema politico che prevede la concorrenza fra candidati che spendono milioni di dollari o di euro a caccia di voti...anziché spenderli in progetti sociali, culturali ecc...è una democrazia ?
Lo ripeto, non sono né sarò mai comunista, ma sicuramente non dirò mai che il sistema yankee o capitalista sia un sistema democratico e civile. Sono entrambi sistemi criminali e antiumanitari e ne ho già spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, oltre che nel mio ultimo saggio.
A Cuba la sanità è gratuita ed i medici sono all'avanguardia. Ed operano in tutto il mondo, senza egoismi. Ma questo quasi nessun giornale “libero” lo scrive.
A Cuba è riconosciuta la libertà di culto, anche se ho sentito assurde leggende metropolitane che vorrebbero che a Cuba il Natale non si potesse festeggiare sino al 1998, allorquando il papa dei cattolici incontrò il Lider maximo.
A Cuba peraltro i massoni cosa strana...visto che persino nell'Italia degli Anni '90 sono stati perseguitati – sono liberi di riunirsi nelle loro Logge. Che sono peraltro molto numerose sull'isola caraibica, anche perché la gran parte dei rivoluzionari appartenevano alla Massoneria.
A Cuba l'istruzione è libera e gratuita e l'analfabetismo è praticamente debellato, come, nonostante l'embargo economico, la gente non muore più di fame.
Oltretutto i diritti umani sono rispettati...nonostante ciò che ci raccontano dalle nostre parti.
I diritti delle donne sono esattamente gli stessi rispetto a quelli degli uomini e l'Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento cubano, è composto da quasi il 50% di donne. Eh sì, perché anche Cuba ha un Parlamento regolarmente eletto a suffragio universale e Fidel Castro o, meglio, oggi suo fratello Raul, non ha affatto un potere illimitato.
E sui diritti degli omosessuali, la deputata Mariela Castro, figlia di Raul Castro, si sta battendo affinché possa essere riconosciuto il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
C'è un partito unico, il Partito Comunista Cubano (www.pcc.cu), che purtuttavia non si presenta alle elezioni, ma è un simbolo: il simbolo della Rivoluzione. E poi, visto il pluripartitismo elettoralistico dei Paesi cosiddetti “liberal-democratici”...possiamo davvero dire che ciò sia una pecca ? Fra l'altro a Cuba ogni candidato all'Assemblea Nazionale è uguale all'altro, visto che non esiste come nei nostri Paesi “liberal-democratici” - alcun tipo di propaganda elettorale ove vengono spesi milioni di euro per ottenere voti...spesso frutto di “amicizie” interessate e clientele (sic !).
Oggi finalmente anche il Presidente degli USA Obama ha capito che l'embargo nei confronti di Cuba era una follìa. Per quanto chi scrive teme che Cuba – anche con il possibile arrivo di Dominique Strauss-Kahn (uno che dovrebbe andare a nascondersi visti i suoi trascorsi !) nell'isola quale consulente di Raul Castro...il futuro dei Caraibi sembra tingersi di grigio !
Raul non è Fidel. Così come in Venezuela Maduro non è Chavez. Ma al momento meglio loro che qualcun altro.
Confidiamo ad ogni modo nei popoli caraibici e latinoamericani. Che la Rivoluzione sia sempre nei loro cuori e nelle loro menti e che non finisca tutto come la Grecia di Tsipras: nella resa ai potenti ed agli sfruttatori criminali di turno.
Questo è ciò che scrissi lo scorso anno e questo è quanto auspico nei giorni della morte di Fidel Castro, l'ultimo leader del mondo moderno e contemporaneo.
Di leader come lui ne nascono pochissimi. La gran parte sono stati leader latini. Ci sono stati Simon Bolivar, José Martì, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Juan Domingo Peron, Sandino... e recentemente ne abbiamo conosciuto solo un altro, ovvero Hugo Chavez e nel recente passato Mu'Ammar Gheddafi, barbaramente ucciso e vilipeso quando invece i suoi ideali si fondavano sulla democrazia diretta delle masse popolari. Una forma di governo ancora ritenuta purtroppo utopistica !
Ma è di utopia che necessitiamo ! E' di democrazia vera che necessitiamo ! E' di formazione intellettuale e morale che necessitano le persone, oltre che di pane per gli affamati e di emancipazione per gli sfruttati di tutto il mondo !
L'ideale socialista autogestionario, libertario e patriottico – oltre la destra e la sinistra - non è morto con la fine di questi eroi. Rimane nel cuore di coloro i quali sono pronti a coglierlo e ad ascoltarlo.
Viva Fidel ! Viva la Patria ! Viva il Socialismo ! Viva la Victoria !

Luca Bagatin






Storico intervento di Juan Domingo Peron in cui parla di Che Guevara e Fidel Castro 



venerdì 18 novembre 2016

Sul referendum e la democrazia popolare diretta (dal "Libro Verde" di Mu'Ammar Gheddafi)

Il referendum è una frode contro la democrazia.
Quelli che dicono “Si” e quelli che dicono “No” non esprimono di fatto la loro volontà, ma sono stati imbavagliati in norme del concetto di moderna democrazia. E’ permesso loro dire una parola soltanto: “Si” o “No”. Questo è il sistema dittatoriale più oppressivo e crudele.
Colui che dice “No” dovrebbe poter motivare la sua risposta e spiegare perché non ha detto “Si”. Colui che ha detto “Si” dovrebbe poter giustificare la sua scelta e spiegare la ragione per cui non ha detto “No”. Ognuno dovrebbe poter dire ciò che vuole ed esprimere le ragioni del suo consenso o del suo rifiuto.
Qual’è, allora, la via che le società umane devono seguire per liberarsi definitivamente dalle epoche dell’arbitrio e della dittatura ? Poiché, nella questione democratica, il problema insolubile è quello dello strumento di governo, problema che si esprime nella lotta tra i partiti, le classi o tra individui, dato che l’invenzione dei metodi elettorali e del referendum non è altro che un tentativo di camuffare l’insuccesso di questi esperimenti, che non riescono a risolvere questo problema, ne consegue che la soluzione è nel trovare uno strumento di governo diverso dagli attuali, che sono causa di conflitto e che rappresentano solo una parte della società.
Si tratta, dunque, di trovare un sistema di governo che non sia il partito, la classe, la setta o la tribù, ma che sia il popolo nel suo insieme e che, quindi, non lo rappresenti e non si sostituisca ad esso. “Nessuna rappresentanza al posto del popolo”, “la rappresentanza è un’impostura”.
Se fosse possibile trovare questo sistema di governo il problema sarebbe risolto. La democrazia popolare sarebbe realizzata e le società umane avrebbero posto fine ai tempi dell’arbitrio e ai sistemi dittatoriali che sarebbero sostituiti dal potere del popolo.
Il “Libro Verde” presenta la soluzione definitiva del problema dello strumento di governo; indica ai popoli il modo per passare dall’era della dittatura all’era della vera democrazia. Questa nuova teoria si fonda sul potere del popolo, senza alcuna rappresentanza né sostituto. Attua una democrazia diretta, in modo organizzato ed efficace. Differisce dal vecchio tentativo di democrazia diretta che non ha trovato realizzazioni pratiche e che ha mancato di serietà a causa dell’assenza di un’organizzazione di base popolare.

martedì 27 settembre 2016

"Amore è libertà. Capitalismo è schiavitù". Riflessioni di Luca Bagatin su amore, bellezza e seduzione nella società liquida del Terzo Millennio

La società di mercato ha generato gli stessi mostri delle dittature di Stato.
Solo che, condizionati dall'ideologia del desiderio e dalla bramosia di consumo, non riconosciamo la nostra condizione di schiavi.



La mia ricerca di rapporti profondi ha fatto sì che sviluppassi, spesso, amicizie effimere e temporanee.
Piuttosto che proseguire un rapporto finto ho sempre preferito chiuderlo presto. Ed è cosa che consiglio, in generale, a tutti.



La stupidità del web, ovvero l'incremento indiscriminato delle informazioni, ha fatto sì che ormai vada di moda pubblicare notizie sul "lato oscuro" di icone come Madre Teresa di Calcutta o John Lennon.
Cazzo ! Ma tutti hanno un lato oscuro e questo è il bello.
Ovvero il fatto che non siamo affatto buoni, né bravi, né coerenti.
Se lo fossimo saremmo banali, ordinari, automi. Tanto varrebbe essere morti.
Ma certi "operatori dell'informazione", incapaci persino di vedere la loro stessa ipocrisia, ancora non l'hanno capito.


Si dice che la bellezza è effimera, transitoria..., mentre direi che è l'intelligenza ad essere tale.
Nel corso della Storia che cosa ha prodotto l'intelligenza ? Nulla. Solo materialismo, egoismo, prevaricazione, nuove forme di stupidità.
Dalla Storia, infatti, l'essere umano non impara mai.
La bellezza, invece, ci ha permesso di sopportare meglio questo sciocco mondo. E di goderne.



Stavo pensando, in generale, a come le persone che danno consigli agli altri non riescano pressoché mai ad immedesimarsi nella persona a cui li stanno dando.
In particolare non ne comprendono emozioni e sentimenti. Se una persona dice ad un'altra che nella sua vita ha sofferto e che da quella sofferenza non ne è mai uscita, l'intelocutore quasi mai gli crederà.
L'estremismo, anche delle emozioni, sembra essere bandito.
Purtuttavia la superficialità non sempre è la regola.



Forse l'amore è davvero rimanere soli, con la consapevolezza di aver scelto - per un motivo o per un altro - la propria e l'altrui la libertà.