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venerdì 23 maggio 2025

2024: sviluppi dell’Intelligenza Artificiale fra cinema, deepfake, fakenews e inutilità umana. Articolo del prof. Giancarlo Elia Valori

 

La rivista «MIT Technology Review» è stata fondata dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) nel 1899 e si concentra sulla divulgazione di informazioni sulle tecnologie emergenti e sui settori innovativi. La rubrica “What’s Next?” della rivista tratta i settori tendenze e tecnologie. Essa rende noti i passi man mano dell’intelligenza artificiale e ha riassunto il 2024 con quattro progetti principali.
I grandi modelli linguistici continueranno a dominare, le autorità di regolamentazione stanno diventando più audaci e il problema apocalittico dell’intelligenza artificiale ha un forte impatto sugli istituti di ricerca e sul pubblico.
Nel 2024, le aziende tecnologiche che hanno investito molto nell’intelligenza artificiale generativa sono sotto pressione per dimostrare di poter trarre profitto dai loro prodotti.
Per raggiungere questo obiettivo, i giganti dell’intelligenza artificiale come Google e Open AI stanno puntando molto sulla miniaturizzazione: entrambe le aziende stanno sviluppando piattaforme di facile utilizzo che consentono alle persone di personalizzare potenti modelli linguistici e di creare i propri mini chatbot per soddisfare esigenze specifiche.
In pratica ognuno può diventare sviluppatore di applicazioni di intelligenza artificiale generativa, senza bisogno di competenze di programmazione.
Lo scorso anno l’intelligenza artificiale generativa è diventata più utile anche per persone non di alte competenze tecniche, soprattutto perché sia Google Gemini – che ha superato il GPT-4 nei benchmark (test appositamente studiati per valutare le prestazioni di un dispositivo o l’efficacia di un processo tecni) di testo, immagini, video e audio – e la stessa GPT-4 supportano la multifunzionalità e possono elaborare informazioni di testo e immagini, sbloccando così una serie di nuove applicazioni. Vedremo che persone di ogni estrazione sociale avranno il loro set IA-robotico personalizzato. Gli esseri umani devono solo cliccare un pulsante e il sistema genererà testo e caricherà video e foto, secondo le regole del settore.
Sin salla fine del 2022, abbiamo visto che Dall-E di OpenAI e Stable Diffusion di Stability AI possono produrre una varietà di immagini straordinarie. Per cui necessariamente nel 2024 l’attenzione si sposterà sui film, sia di grandi case cinematografiche che del singolo utente.
Runway è una startup che realizza modelli video generativi (e ha co-fondato Stable Diffusion). Può già produrre cortometraggi di alta qualità, i migliori dei quali non sono molto lontani da ciò che avrebbe potuto realizzare la Pixar.
Oltre a startup come Runway, appunto – come anzidetto – anche giganti del cinema come Paramount e Disney stanno attualmente esplorando l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nel processo di produzione. L’intelligenza artificiale generativa sta reinventando ciò che una volta era possibile con gli effetti speciali, ottenuti – rispetto ad oggi – arrampicandosi sugli specchi.
Oltre al grande schermo, la tecnologia deepfake sta guadagnando terreno anche per scopi di marketing o formazione. Ad esempio, la società britannica Synthesia crea strumenti in grado di trasformare singole performance di attori in un flusso costante di avatar deepfake in grado di recitare qualsiasi copione fornito loro con la semplice pressione di un pulsante.
Synthesia afferma che la sua tecnologia è attualmente utilizzata dal 44% delle aziende Fortune 100 (ossia le 100 migliori aziende per cui lavorare secondo la rivista «Fortune», che tratta di economia globale pubblicata dalla Time Inc.’s Fortune, fondata da Henry Luce nel 1930; essa compete con «Forbes» e «Bloomberg Businessweek» nella categoria delle riviste economiche statunitensi e si distingue per articoli lunghi e approfonditi).
L’impiego di così tante competenze a un costo basso ha causato seri problemi all’industria dell’intrattenimento. Le preoccupazioni circa l’uso e l’abuso dell’intelligenza artificiale da parte degli studi cinematografici sono state al centro dello sciopero di Hollywood dell’anno scorso. «L’arte cinematografica sta cambiando radicalmente», ha affermato la regista indipendente Souki Mehdaoui.
Inoltre va detto che la disinformazione elettorale generata dall’intelligenza artificiale sarà onnipresente. Il 2024 è stato un anno di elezioni in molti Paesi del mondo e le false informazioni elettorali e i deepfake generati dall’intelligenza artificiale sono diventati un problema importante. Finora abbiamo visto i politici di opposti schieramenti usare questi strumenti come armi elettorali, ad esempio in Argentina, Slovacchia e Stati Uniti d’America.
La proliferazione di queste opere di intelligenza artificiale è una tendenza preoccupante. Sarà più difficile che mai identificare i veri contenuti su internet. E combattere in un clima politico già polarizzato potrebbe avere gravi conseguenze.
Fino a qualche anno fa, per realizzare i deepfake serviva una tecnologia avanzata, ma l’intelligenza artificiale generativa ha reso il tutto molto più semplice e i prodotti finiti sembrano sempre più reali. Anche le fonti attendibili possono essere ingannate dall’intelligenza artificiale. Ad esempio, le piattaforme di stock photo sono inondate di immagini generate dall’intelligenza artificiale per qualsiasi evento. Le stock photo sono delle immagini che possono essere scaricate da siti web specializzati, a titolo gratuito o a pagamento, e possono essere usate in progetti creativi, grafici e di comunicazione. Sono ormai una realtà diffusissima nel mondo digitale anche se le opinioni sul loro utilizzo sono contrastanti. Ed in merito pure alle stock photo il 2024 è stato un anno importante per coloro che si oppongono all’intervento dell’intelligenza artificiale nelle elezioni. Tuttavia, le tecnologie di tracciamento e risoluzione sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, come la filigrana. Per meglio dire: se si vuole contrassegnare le fotografie con il proprio nome o un altro segno identificativo, o sovrapporre immagini e falsarla, è possibile aggiungere una filigrana. È anche possibile rimuovere una filigrana o usare una foto come filigrana.
Anche le piattaforme dei social media notoriamente sono lente a sradicare la disinformazione. In altre parole, il 2024 è stato un anno in cui tutti, chi moralmente pro e chi contro, e chi economicamente pro e chi contro, sono stati parte di un grande esperimento per combattere le fake news basate sull’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni, il campo dell’intelligenza artificiale si è allontanato dall’uso di più piccoli modelli per adottare un unico modello monolitico che può essere addestrato a svolgere tutte le attività. Per esempio mostrando ai suddetti OpenAI e GPT-3 alcuni esempi aggiuntivi, gli interessati possono “addestrarlo” a risolvere problemi di programmazione, scrivere sceneggiature cinematografiche, superare un esame di biologia al liceo e altro ancora. I modelli multimodali, come GPT-4, Google Gemini, DeepMind, possono risolvere sia compiti visivi che linguistici.
Lo stesso approccio potrebbe essere applicato ai robot fisici, così non ci sarebbe più bisogno di addestrare un robot a girare i pancake e un altro ad aprire le porte: un modello universale potrebbe dare ai robot la capacità di svolgere più compiti.
Sin dal 2023, DeepMind ha lanciato Robocat, che ha imparato a controllare diversi bracci robotici generando i propri dati attraverso tentativi ed errori. A ottobre 2023, DeepMind ha collaborato con trentatré laboratori universitari per lanciare un altro modello di robot multiuso, RT-X. Anche un team dell’Università di New York sta sviluppando una tecnologia simile. Negli ultimi anni, grandi aziende hanno iniziato a rilasciare grandi set di dati per l’addestramento dei robot, come Egocentric 4D Perception di Meta. EGO4D è un dataset egocentrico su larga scala con una diversità senza precedenti. Si compone di 3.670 ore di video raccolti da 923 partecipanti unici provenienti da 74 sedi in 9 paesi diversi. Il progetto riunisce 88 ricercatori, in un consorzio internazionale, per aumentare drasticamente la portata dei dati egocentrici pubblicamente disponibili di un ordine di grandezza, rendendoli oltre 20 volte maggiori di qualsiasi altro dataset in termini di ore di riprese. EGO4D mira a catalizzare la prossima èra della ricerca sulla percezione visiva in prima persona. Il dataset è diversificato in termini di copertura geografica, scenari, partecipanti e modalità di acquisizione. Per esempio un sondaggio dell’Ufficio Statistico del Lavoro degli Stati Uniti apprende come le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo. I dati sono stati acquisiti utilizzando sette diverse telecamere da testa disponibili in commercio: GoPro, Vuzix Blade, Pupil Labs, ZShades, OR-DRO EP6, iVue Rincon 1080 e Weeview. Oltre al video, alcune parti di EGO4D offrono altre modalità di dati: scansioni 3D, audio, sguardo, stereo, più telecamere indossabili sincronizzate e narrazioni testuali.
Tale approccio si è già rivelato promettente nel caso delle auto a guida autonoma. Startup come Wayve, Waabi e Ghost stanno guidando una nuova ondata di intelligenza artificiale per la guida autonoma che utilizza un unico grande modello per controllare il veicolo anziché più modelli più piccoli per specifiche attività di guida. Questa tecnologia consente alle piccole aziende di tenere il passo con i giganti. Nel prossimo anno questa tendenza potrà essere osservata nei robot impiegati in vari settori.
Se ci fate caso, come abbiamo già sostenuto in nostri articoli e libri, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, renderà l’uomo non solo più al vertice della catena alimentare, ma perfettamente inutile.

Giancarlo Elia Valori

venerdì 9 febbraio 2024

Il web e la comunicazione (televisiva) e digitale oggi. Articolo di Luca Bagatin

Il mondo di oggi corre veloce. Si dirà che è una banalità, che è sempre andata così.

Il fatto è che corre a una velocità sbagliata o, meglio, squilibrata.

Molti delle mia generazione, che ha ormai superato i quarant'anni da qualche tempo, sono stati i cosiddetti “pionieri” del web, del mondo dei blog, in particolare, quando ancora non esistevano i “social”.

Quando in internet ci bazzicavamo in pochi, sul finire degli Anni '90 e i primi anni 2000.

Quando non c'erano regole né filtri, c'era più libertà, anche di opinione e allo stesso tempo c'erano meno pericoli di oggi.

Quali pericoli? Il pericolo delle truffe online, ma anche delle manipolazioni operate dall'intelligenza artificiale e dagli operatori della pubblicità commerciale, spesso ingannevole, oppure delle notizie create ad arte per aumentare i cosiddetti “click”.

Del resto è notizia recente che le ricerche sul motore di ricerca Google sono drammaticamente peggiorate a causa della cosiddetta spazzatura SEO, proprio perché molti vogliono fare incetta di “click”, per monetizzate con il marketing, facendo apparire, però, contenuti con una pessima qualità del testo.

Sul web, vent'anni fa, ci divertivamo a sperimentare.

Non eravamo bombardati da fastidiosissima pubblicità commerciale, per leggere un sito o per guardare un video su YouTube.

Scrivevamo pensieri, barzellette, riflessioni. I primi articoli seri ho iniziato a scriverli così. E all'epoca – quando creai il mio primo blog (che arrivò, negli anni, persino a superare il milione di visite) - scrivevo da un bar, non disponendo di una connessione casalinga.

E soprattutto non pensavamo a “monetizzare”. Non volevamo guadagnare da ciò che facevamo. Anzi, non volevamo nemmeno la pubblicità sui nostri blog, se possibile.

Molti di noi, fra cui il sottoscritto, la pubblicità sui propri siti/blog, non l'hanno voluta nemmeno dopo.

Perché la banalizzazione dei contenuti, ovvero l'abbassare il proprio pensiero alle necessità commerciali, significherà anche guadagnare dei soldini, ma significa anche perdere in termini di qualità e in termini di onestà intellettuale.

Tutto questo discorso mi è tornato alla mente riflettendo su un paio di cose almeno.

La prima è il Festival di Sanremo, che ho sempre visto come la sagra della noia mortale (tanto quanto i talk show) e della banalità.

Perché? Perché, appunto, i contenuti, sono fatti ad arte per far parlare del programma, a scopo commerciale. Non per approfondire il contenuto (che potrebbe essere anche il contenuto di una canzone!). La canzone, ovvero il festival della canzone, diviene così un pretesto per costruirci, attorno, ben altro.

E' un po' come la politica degli ultimi trent'anni in Europa, che si è completamente americanizzata (e la bassa, se non addirittura bassissima, qualità del personale politico – di maggioranze e opposizioni - si vede eccome!).

I contenuti non esistono. Esiste la ricerca della rissa, del pettegolezzo, dello scontro vuoto e pretestuoso. Della spettacolarizzazione, insomma. Lo slogan e la promessa per attirare voti. Poco importa se, quello che viene detto, non è fattibile o contraddice ciò che si era detto prima.

Mi chiedo quanti ci riflettano, su questo.

Sono convinto meno dell'1% della popolazione. Ma non perché “la gente non ha tempo”, ma perché molti spesso, amano inconsapevolmente o meno, essere ingannati, manipolati, usati. Deformati attraverso un'informazione banale e pre-confezionata, anziché adeguatamente formati attraverso l'approfondimento.

L'approfondimento, infatti, richiede fatica, pazienza, tempo, capacità di mettere in discussione OGNI punto di vista. A iniziare dal proprio.

E' l'esatto opposto della mediaticità della televisione, del web e di quella negazione dell'arte e dell'intelligenza umana chiamata “pubblicità”, sia essa commerciale o politica (ormai sono la stessa cosa, potremmo dire).

Riflettevo sul fatto che a Adriano Celentano non hanno mai fatto condurre un Festival di Sanremo, ed è un peccato.

Perché lui avrebbe sovvertito tutte le regole del gioco televisivo, come ha sempre fatto.

Avrebbe fatto lunghi monologhi su tematiche serie, attuali e concrete, scandalizzando il pubblico, come ha sempre fatto nei suoi programmi (pagando anche di persona).

Allo stesso tempo, probabilmente, si sarebbe sottratto alle domande dei giornalisti e avrebbe disertato quelle inutili conferenze stampa.

Avrebbe avuto pochi ascolti? Meglio ancora!

Sarebbe stato un vero successo! Anzi, il vero successo.

Un punto di partenza per rimettere in discussione il modo di fare televisione, informazione, cultura ai tempi d'oggi.

Celentano sarà sempre un grande artista internazionale, proprio perché capace di USARE il mezzo televisivo e non essere usato dallo stesso.

Ed è la stessa ragione per la quale non esistono più politici seri e degni di questo nome. Alchimisti dello spirito e quindi dell'arte politica, capaci di USARE la politica per il bene della collettività. E non viceversa, come avviene da tempo, ove sono usati tanto da poteri esterni, quanto condizionati da un'opinione pubblica priva di ogni tipo di formazione, ma imbottita di vuota informazione e delle sciocchezze che vengono partorite ormai da ogni dove, ad uso e consumo della pubblicità commerciale e delle mode.

L'altro aspetto sul quale riflettevo è il pericolo dell'intelligenza artificiale. Un'IA che è addirittura in grado di creare, partendo da zero, modelle, attori, cantanti, sostituire i doppiatori e persino gli scrittori!

L'avvento della follia delle macchine contro l'intelligenza umana è già fra noi, purtroppo.

Non si tratta di essere neo-luddisti, ma di riflettere sui profondi squilibri che ha causato e sta causando gran parte della tecnologia legata al web.

Pensiamo a come i “social” abbiano persino condizionato il modo di vivere delle persone. Che si parlano sempre meno, sono sempre più nervose e rese “folli” da pseudo-confronti che avvengono in rete.

Certamente i “social” sono un pericolo per la salute mentale, ma la colpa è della collettività intera e persino di quei genitori che permettono ai loro figli minorenni di fare uso dello smartphone. Ansia, stress, depressione, riduzione dell'autostima, alcuni dei sintomi che recenti studi hanno rilevato essere associati all'uso massiccio dei “social”, nuova droga moderna, in quanto in grado di dare inconsapevole assuefazione.

Ora, spero di non risultare bacchettone, ma le riflessioni che ho voluto mettere, nero su bianco, derivano proprio dalla mia esperienza ventennale nel settore, sia del web che videoludico e nella mia osservazione di quanto le nuove tecnologie e quelle a venire possano garantire più squilibri (in termini di salute mentale; di perdita di posti di lavoro; di perdita della volontà di molte persone di voler cercare un lavoro, in quanto ormai assuefatte dalle macchine; di dipendenza fisica o addirittura psicologica dalle macchine...) che benefici. Benefici che sono sicuramente immediati, ma, come ogni cosa immediata, destinata a finire molto presto, lasciando un forte amaro in bocca.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 28 maggio 2021

Un'economia fondata sul profitto è malata e disumanizzante. Articolo di Luca Bagatin

Il caso della Funivia Mottarone, ma anche il caso della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano, la cui titolare, posta agli arresti, sfruttava i lavoratori e li pagava tre euro l'ora, pongono una seria riflessione.

Può essere sostenibile e accettabile un sistema economico e sociale fondato sull'egoismo ? Su questa profonda patologia umana che genera infiniti problemi quotidiani ?

Il capitalismo non nasce altro che da questo.

Mentre l'impresa, l'attività economica, che fornisce beni, servizi e prodotti, dovrebbe essere unicamente al servizio della comunità. E non di quel profitto privato che genera, a monte, sfruttamento e mette in gioco la vita delle persone.

Le imprese dovrebbero essere di proprietà di chi ci lavora ed essere controllate dalla comunità nelle quali tali imprese operano. Ovvero i cittadini dovrebbero esserne gli unici azionisti.

Questo un sistema sano, che permetterebbe di lavorare il giusto, per il tempo che serve a soddisfare i bisogni essenziali della comunità. Senza sprechi, senza eccessi, senza distruzione dell'ecosistema o meccanismi che obbligano i lavoratori ad essere sfruttati o ad essere licenziati.

Nel periodo post-pandemia, una riflessione seria in questo senso, andrebbe fatta. Perché l'unica possibile per uscire da una crisi endemica, fondata su un'economia malata alla radice e basata sullo sfruttamento del lavoro salariato e sul sistema dei mutui, dei prestiti e relativi interessi bancari (oltre che sugli ingiusti debiti degli Stati) che, nei fatti, generano ulteriore sfruttamento del lavoro, in un circolo vizioso senza fine.

Un'economia fondata sul profitto è, non solo destinata a implodere, ma a generare l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica, a sfruttare le risorse, a ridurre all'osso i diritti di chi lavora.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

E sarà il caso di iniziare a rimettere tutto ciò in discussione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 22 dicembre 2016

"Racconti d'Eros e d'Amore" by Luca Bagatin



LA VITA E' SENZ'ALTRO MERAVIGLIOSA
surRenalità by Luca Bagatin
(del 26 marzo 2006)
 
 
La vita è senz'altro meravigliosa, scrive Ted Berrigan il quale asserisce peraltro che "Quando si è innamorati sempre ci si annoia". Poi, in un'altra sua poesia, il buon Ted, si mette a parlare di sesso...del fatto che si scoperebbe i suoi amici anche se non è omosessuale.
Adriano, acuto osservatore, afferma che Ted Berrigan "si fa di viaggi mentali".
Andrea G. Pinketts, invece, si fa di assenzio.
La vita è senz'altro meravigliosa anche in assenza dell'assenzio.
Quando sono innamorato solitamente mi annoio in quanto raramente sono corrisposto. Funziono di più, diciamo, con gli amori per corrispondenza.
Io sono uno che scrive ! Sono uno scrivano, io ! La vita è per me meravigliosa quando ricevo innumerevoli e quotidiane lettere di ammiratrici sconosciute (e forse bellissime...mah) da Stoccolma, Parigi, Atene...Malta.
Sono anche poliglotta, ve l'ho mai detto ? Poliglotta politicante amante del 6. Del 6 politico. Purtuttavia il numero che preferisco è il 69. Con o senza prefisso. Con o senza suffisso. Con o senza soffitto. Il tetto è aperto. Le tette della Vanda, invece, sonoo prorompenti. Prosopopeiche e, direi, financo O-NO-MA-TO-PEI-CHE. Sembra infatti che facciano BLOMP BLOMP nel mentre in cui la Vanda mi passa accanto.
La Vanda è la mia segretaria.
Sono uno scrivano e ho bisogno di una segretaria.
La Vanda mi piace e ne sono innamorato.
Ovviamente non sono corrisposto. Tuttavia, un giorno, le ho lasciato un biglietto anonimo sulla scrivania. Un biglietto di sola andata per la Vita.
La vita è senz'altro meravigliosa. La vita della Vanda è stretta. E' un vitino. Taglia 42 e 6a di seno. Seno, coseno e tangente. Di tangenti non ne ho mai prese ed in geometria sono sempre stato una schiappa. 



FOSCO E NUTA
racconto by Luca Bagatin
(Pubblicato sulla fanzine "Officina" - ottobre 2002)
 
La ragazza che ho incontrato ieri era proprio carina. Nuta. Mi pare che si chiamasse così.
Ho davvero delle grosse amnesie sui nomi. Quando me li dicono me li dimentico subito.
I nomi. I volti no, e nemmeno i corpi.
Nuta era decisamente…superiore ad ogni mia facoltà immaginativa. Nel senso che…Ma poi perché sto sempre qui chiuso in camera a fantasticare…Il fatto è che, cazzo, faccio schifo !
Eppoi che ci vado a fare là fuori?
L’altra sera al bar mi ci ha portato l’unico amico che ho. Lo conosco dai tempi della scuola. Io non ci volevo andare fra tutta quella gente.
Chissà che avranno pensato di me poi ! “Ma guarda quello sfigato con gli occhialini da Archimede (quello dei fumetti)” “Saranno froci quei due ?” e finezze di questo genere. Ma che ci posso fare io se sono brutto e sfigato?
Eppoi è arrivata quella ragazza, Nuta, con i suoi lunghi capelli biondi e le sue labbra rosse come una rosa, con il suo profumo… Me l’ha presentata il mio amico. “Ciao io sono Nuta” (Nuda ? Avevo all’inizio capito io nella mia confusione ormonale. Macché nuda !)
“Ciao io sono Fosco” sono le uniche parole che mi sono uscite di bocca. Eppoi lei mi ha parlato di una certa Lidia che le aveva parlato di me…di meeee ?!? E chi è ‘sta Lidia ??? Ma se le uniche persone del “mio giro” (per così dire) sono il mio amico Alberto e sua sorella Grimilde !!!
A quel punto la mia ansia congenita mi ha impedito di risponderle e, dicendole che non mi sentivo niente bene mi sono fatto riaccompagnare a casa da Alberto. 
Tornando a casa siamo passati per la pedemontana, in quel tratto in cui dicono che ci sono gli “alberi dei desideri” in cui chiunque può appendere un messaggio….una cosa da ragazzini insomma. Ma domani voglio tornarci… eppoi sono anch’io un ragazzino nel cuore e ci voglio appendere un bel desiderio, un bel sogno, una bella utopia.
“Cara Nuta, di ragazze ne ho viste tante nella vita. Conosciute poche. In realtà non mi ha mai filato nessuna vista la mia imbranataggine e il mio fisico mingherlino. Tu potresti essere una delle tante ma … non so, da quando ti ho incontrata mi sono sentito riemergere e ho ricominciato a sperare. A sperare di poter conoscere una come te, che per uno come me sarebbe il massimo! Sarebbe come chiedere di avere in regalo dai propri genitori un viaggio per il Nepal di sola andata ! Sarebbe come…per un bambino avere in regalo montagne di gelati! Sarebbe…sarebbe troppo per me. E soprattutto per te. Ma nel senso negativo. Che te ne faresti della brutta copia di Woody Allen Vabbé ma avere un piccolo sogno nel cassetto non è mica reato, no ? E allora lo butto lì anch’io il mio sogno. Vorrei conoscerti e sposarti e fuggire insieme a te incontro al sole dell’avvenire che con i suoi caldi raggi brucia tutte le amarezze della vita. Con amore, Fosco.”
Ho appeso questo messaggio ad un albero. Accanto al mio ce n’era uno di Nuta.
“Caro Fosco, ti ho visto appena ma è come se ti conoscessi da sempre. Hai aperto una ferita che credevo non mi appartenesse più, così profonda da farmi rabbrividire. Eppure guardo i tuoi occhi, vita pura, il tuo volto che non smette di emozionarmi. Mi piacerebbe che si potesse dare un nuovo corso alle cose, agli eventi. So che non è possibile, sento il mio limite, mi sento fuori pista, non pronta, perdente. Rimango chiusa nel guscio di noce ascoltando la tua carezza lontana. Con amore, Nuta.”
Posso ricominciare a sperare. Possiamo ricominciare a sperare. Le nostre ferite possono finalmente chiudersi in un tenero abbraccio benedetto dal sole. 

IL SAPORE DEGLI OCCHI
flusso d'incoscienza by Luca Bagatin
(del 18 ottobre 2006)
 
Tu lo accogli fra le tue labbra. S’insinua nella tua bocca vermiglia e la tua lingua, carezzandolo con piccole pennellate, lo scioglie pian piano. Io ti guardo, tu alzi lo sguardo. I nostri sensi visivi e tattili s’incrociano in un profondissimo abbraccio d’Amore. Ed io mi perdo nei tuoi occhi azzurri e nel morbido delle tue labbra che amorevolmente sciolgono il mio ardore. E’ possibile perdersi oltre l’orizzonte ? E’ possible giungere là ove infiniti spazi sembrano aprirsi ed improvvisamente richudersi ? E’ possible credere e crescere un’illusione all’interno di un collant marca Golden Lady ? Ricordi quel quadro ? Ci perdemmo in esso. Ricordi ? Ricordi i tuoi occhi ?  I tuoi occhi sono lo specchio riflesso di ciò che si perde all’interno di esso. Io temo i tuoi occhi. Io temo gli occhi. Io credo che gli occhi possan financo parlare. Oppure...soltanto amare.