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venerdì 28 maggio 2021

Un'economia fondata sul profitto è malata e disumanizzante. Articolo di Luca Bagatin

Il caso della Funivia Mottarone, ma anche il caso della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano, la cui titolare, posta agli arresti, sfruttava i lavoratori e li pagava tre euro l'ora, pongono una seria riflessione.

Può essere sostenibile e accettabile un sistema economico e sociale fondato sull'egoismo ? Su questa profonda patologia umana che genera infiniti problemi quotidiani ?

Il capitalismo non nasce altro che da questo.

Mentre l'impresa, l'attività economica, che fornisce beni, servizi e prodotti, dovrebbe essere unicamente al servizio della comunità. E non di quel profitto privato che genera, a monte, sfruttamento e mette in gioco la vita delle persone.

Le imprese dovrebbero essere di proprietà di chi ci lavora ed essere controllate dalla comunità nelle quali tali imprese operano. Ovvero i cittadini dovrebbero esserne gli unici azionisti.

Questo un sistema sano, che permetterebbe di lavorare il giusto, per il tempo che serve a soddisfare i bisogni essenziali della comunità. Senza sprechi, senza eccessi, senza distruzione dell'ecosistema o meccanismi che obbligano i lavoratori ad essere sfruttati o ad essere licenziati.

Nel periodo post-pandemia, una riflessione seria in questo senso, andrebbe fatta. Perché l'unica possibile per uscire da una crisi endemica, fondata su un'economia malata alla radice e basata sullo sfruttamento del lavoro salariato e sul sistema dei mutui, dei prestiti e relativi interessi bancari (oltre che sugli ingiusti debiti degli Stati) che, nei fatti, generano ulteriore sfruttamento del lavoro, in un circolo vizioso senza fine.

Un'economia fondata sul profitto è, non solo destinata a implodere, ma a generare l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica, a sfruttare le risorse, a ridurre all'osso i diritti di chi lavora.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

E sarà il caso di iniziare a rimettere tutto ciò in discussione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 6 maggio 2021

Non si può morire sul posto di lavoro, né di lavoro

Il Quinto Stato di Hernán Chavar

Non si piò morire sul posto di lavoro, né di lavoro.
Il lavoro rende schiavi. Solo i nazisti scrivevano – all'ingresso dei campi di concentramento – che “il lavoro rende liberi”.
Una autentica Repubblica non dovrebbe fondarsi sul lavoro, ma sui lavoratori, liberi dalla schiavitù del salario e dallo sfruttamento del capitalismo e del capitalista.
Ovvero liberi dal consumismo e dall'ideologia del produttivismo.
Sino a che non saremo liberi da tali ideologie (del lavoro, del consumo, del produttivismo), e dalla schiavitù del lavoro salariato e dipendente, non ne usciremo mai.
 
(Luca Bagatin)
 
La società borghese è un male e il borghese è fondamentalmente un malato inconsapevole.
Il fascismo fu un male dell'Italia e affondò le sue radici nella borghesia capitalista (esattamente come nazismo e franchismo, al netto di chi pensò di aderirvi vedendovi una forma di socialismo, mentre in realtà fu solo utilizzato ad uso e consumo della borghesia).
Anche ciò che accadde dopo il fascismo non fu che una nuova forma di nuovo fascismo, ovvero di società borghese, capitalista e consumista (la DC, la televisione commerciale, la pubblicità commerciale).
Pier Paolo Pasolini denunciò tutto ciò.
E siamo ancora al punto di partenza. Non è cambiato nulla. Anzi. Il processo si è drammaticamente accelerato (il precariato, il commercio online con conseguente sfruttamento di manodopera, le società di telecomunicazione private...)
 
(Luca Bagatin)
 

sabato 10 aprile 2021

In Alabama Amazon "convince" i suoi dipendenti a rinunciare alla formazione di un sindacato. Articolo di Luca Bagatin

Avevano la possibilità di vedersi riconosciuto il diritto ad avere un sindacato, ma hanno votato contro.

Così, 1798 dipendenti dello stabilimento Amazon di Bessemer, in Alabama, negli USA, hanno votato contro la formazione di un sindacato.

1798 contro 738 che hanno votato a favore, su un totale di oltre 3000 schede contate.

Amazon, azienda multinazionale nota per i ritmi di lavoro frenetici, incessanti e stressanti ai quali sono sottoposti i suoi dipendenti in tutto il mondo, è da sempre contraria alla formazione di un sindacato fra i suoi dipendenti. Non a caso ha fatto di tutto per ostacolare la campagna in questo senso.

Ha, ad esempio, tappezzato i bagni e le aree comuni riservate ai dipendenti con manifesti contenenti informaziono fuorvianti e tenuto riunioni obbligatorie al fine di convincere i propri dipendenti a votare contro la nascita del sindacato.

Oltre a ciò, è stato creato un sito apposito al fine di invitare i dipendenti a votare contro la formazione del sindacato.

Lo stabilimento dell'Alabama è stato il primo, negli USA, nel quale è stata promossa una consultazione per la costituzione di un sindacato in difesa dei diritti dei lavoratori.

La consultazione è stata organizzata dal Retail, Wholesale and Department Store Union (RWDSU), storico sindacato statunitense, che ha già annunciato ricorso contro l'esito della votazione, proprio a causa dei comportamenti scorretti e fuorvianti adottati da Amazon per convincere i dipendenti a rinunciare alla formazione del sindacato.

Persino Amnesty International si è attivata da tempo in sostegno dei diritti dei lavoratori Amazon e, proprio alcune settimane fa, in Italia, gli addetti degli hub, quelli alle consegne e i driver di Amazon - con il sostegno sindacale - erano scesi in piazza per protestare contro le condizioni di lavoro alle quali sono sottoposti, al grido di “New Economy, vecchio sfruttamento”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 15 ottobre 2020

Covid 19. Uscire dal modello produttivista e della crescita economica. Articolo di Luca Bagatin

 

I contagi da Covid 19 aumentano e il rischio di lockdown è concreto. Lo è già in numerosi Paesi europei e del mondo.

La Fase 2, in Italia, ha messo al primo posto l'economia. Quella che vorrebbe rilanciare anche Confindustria, con un pacchetto di proposte di macelleria sociale, presentato all'assemblea annuale.

Un pacchetto di proposte che parlano di flessibilità nei licenziamenti; meno controlli fiscali; contratti di lavoro ancora più flessibili; una scuola che formi non la persona ma una persona funzionale al lavoro; una sanità sempre più privata e meno pubblica.

Il modello statunitense, in sostanza, che negli USA ha ampiamente fallito e lo si è visto proprio in tempi di pandemia.

Con l'introduzione di misure peraltro meno drastiche, in Francia, i Gilet Gialli – sostenuti dalla maggioranza della popolazione - hanno messo a ferro e fuoco l'intero Paese per oltre un anno. In Russia, dopo le riforme liberali, attuate dal governo, Putin ha drasticamente perso consensi.

In Italia ancora siamo silenti. Addormentati. Si protesta solo per presunte “dittature sanitarie”.

La crescita economica non è e non può essere illimitata. Gli interessi sui debiti, poi, non sono nemmeno matematicamente pagabili e generano continui spirali di sfruttamento. Aspetti che i liberal capitalisti si ostinano a non voler comprendere o che se comprendono, si ostinano a non volerle ritenere delle patologie.

La sfida che abbiamo davanti, con una nuova ondata di contagi e con un futuro sempre più incerto sia in ambito sociale che economico, ci imporrà, diversamente, un cambio radicale di mentalità, sistema sociale e economico. Diametralmente opposto rispetto a quello prospettato da Confindustria.

Vivere del necessario; sostegno alla sanità pubblica; blocco del pagamento di mutui e bollette; servizi pubblici nazionalizzati e di diretta pertinenza della comunità; lavorare il necessario e per meno tempo (con conseguente risparmio di risorse, di emissioni inquinanti, consentendo alle persone di avere maggiore tempo libero); reddito universale garantito a tutti e progressivo superamento del sistema monetario (che genera spirali inflazionistiche, interessi sui debiti, schiavitù del lavoro stesso); introduzione di forme di baratto; autoproduzione e autogestione del lavoro; superamento dell'industrializzazione (aspetto che la pandemia stessa potrebbe accelerare, specie con fisiologici lockdown); uso intelligente delle tecnologie per permettere tutti questi aspetti.

E' chiaro che non esisteranno più ricchi, a questo punto. E nemmeno classe medio-alta. Ma non esisteranno nemmeno più poveri. Nessuno potrà né dovrà essere più ricco di qualcun altro, in quanto le risorse sono limitate e devono essere non già redistribuite, ma condivise e utilizzate dalla comunità nel suo insieme.

Aspetti peraltro già descritti nel secolo scorso dall'antropologo socialista Marcel Mauss (1872 – 1950), il quale scrisse il “Saggio sul dono”, proponendo una economia fondata sul dono, praticata peraltro ancora oggi in società arcaiche e matriarcali, che hanno rifiutato ogni insana modernità e ideologia del progresso.

Un'economia fondata su un forte senso di responsabilità, di comunità e di reciprocità, articolata in tre momenti: dare, ricevere e ricambiare.

Mauss spiegò fra l'altro, nel suo saggio, come le società arcaiche considerassero - a differenza di quelle moderne e fondate sulla crescita economica illimitata - i raccolti in eccesso, delle assolute catastrofi. Una volta soddisfatti i bisogni di ciascuno, quindi, dal raccolto in eccesso non si doveva trarre assolutamente alcun profitto (identificato anche nella società moderna come l'interesse sul capitale o usura), bensì andava donato ad altri, ritualmente - attraverso una cerimonia sacra - oppure distrutto.

Un'economia fondata sul profitto è quindi destinata a implodere, in particolare in situazioni di emergenza ecnomica o sanitaria e stiamo già iniziando a vederlo, specie con l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini (per quanto esistano realtà socialiste che li hanno in parte già attuati) e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

Occorrerà, in sostanza, sovvertire tutto e molto probabilmente le stesse sfide che ci stanno vedendo protagonisti, ci obbligheranno a farlo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it