Visualizzazione post con etichetta coronavirus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coronavirus. Mostra tutti i post

giovedì 25 novembre 2021

Russia. Zjuganov, leader comunista dell'opposizione, denuncia il governo per la cattiva gestione della pandemia. Articolo di Luca Bagatin

Il Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennady Zjuganov, leader del maggior partito di opposizione russo alla Duma, è intervenuto, nei giorni scorsi, in conferenza stampa, relativamente alla disastrosa situazione sanitaria in Russia.

Zjuganov, la cui formazione è scientifica, essendosi occupato di radiologia, chimica e biologia, oltre che militare, ha dichiarato innanzitutto di essere favorevole alla campagna di vaccinazioni per sconfiggere il Covid19.

Il leader comunista ha paragonato tale lotta ai sacrifici del Paese durante la Grande Guerra Patriottica, per combattere il nazifascismo.

Zjuganov si è detto, inoltre, profondamente rammaricato per aver perduto ben due deputati comunisti, deceduti a causa della pandemia e si è detto orgoglioso di essersi vaccinato tre volte.

Egli ha ricordato come l'Unione Sovietica avesse la migliore istruzione, scienza e sistema sanitario al mondo, ma come tutto questo sia stato distrutto con l'avvento, nel 1991, del capitalismo assoluto imposto da Eltsin.

E come oggi, con Putin, la situazione sia persino peggiorata.

Ora non c'è nessun ospedale regionale. Tutto è stato distrutto. È peggio che dopo l'attacco nucleare”, ha sottolineato Zjuganov.

Zjuganov ha dunque rilanciato il programma del Partito Comunista, intitolato “Dieci passi per una vita dignitosa”, fondato su nazionalizzazioni e restituzione dei settori chiave dell'economia al popolo; salario minimo di almeno 25 rubli; sistema fiscale e pensionistico equo e servizi pubblici e sanitari efficienti.

Relativamente al settore socio-sanitario, in particolare, Zjuganov ha puntato il dito contro il governo, che ha attuato tagli per ben 670 miliardi.

E proprio questo, sostiene Zjuganov, è la causa primaria delle morti da Covid19 in Russia (in particolare laddove manca persino l'ossigeno per i pazienti), che oggi si trova in “zona rossa”.

Zjuganov ha proposto, dunque, di spendere il 7% del budget pubblico in assistenza sanitaria, strutture mediche, nonché raddoppio degli stipendi del personale medico e ospedaliero.

Zjuganov ha concluso il suo discorso denunciando la corruzione politica del partito di governo - “Russia Unita” - e la pessima gestione economico-finanziaria del Paese.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 7 novembre 2021

Aumento dei contagi in Russia. "L'Altra Russia di Eduard Limonov" contro il governo. Articolo di Luca Bagatin

 

Nel giorno del 104esimo anniversario della Grande Rivoluzione d'Ottobre bolscevica (7 novembre 2021), gli attivisti del partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, oltre ad aver esposto, nella città di Orenburg, lo striscione “Orgoglio di classe per sempre, 1917!” ed aver tenuto il tradizionale comizio in Piazza Lenin, a San Pietroburgo, deponendo garofani rossi al monumento dedicato a Vladimir Lenin, hanno denunciato la situazione sanitaria in Russia per quanto concerne l'emergenza Covid19.

In un comunicato del partito si legge che “All'inizio dell'epidemia di Coronavirus, i nazionalbolscevichi avevano chiesto allo Stato azioni severe e centralizzate. Invece il Presidente ha delegato la responsabilità della lotta alla pandemia ai governatori locali incapaci”.

Governatori che, accusano gli attivisti del partito fondato da Eduard Limonov, “hanno imposto restrizioni e manipolato statistiche relative a una sanità regionale già debole”.

“L'Altra Russia di Eduard Limonov” ha dichiarato che le misure prese dalle autorità locali hanno danneggiato migliaia di cittadini, rimasti disoccupati e di imprese piccole e medie. E, nonostante ciò, il Covid19, continua a diffondersi nel Paese.

Nel comunicato de “L'Altra Russia di Eduard Limonov” si legge che “Secondo gli specialisti, solo la metà dei morti nel 2020 è deceduta per gli effetti del Coronavirus, il resto a causa delle cure mediche. Secondo i dati ufficiali la popolazione russa è diminuita di 688mila unità nel 2020”.

I nazionalbolscevichi russi puntano il dito, pertanto, contro una sanità resa debole e inefficiente a causa dei numerosi tagli al bilancio pubblico e dell'irresponsabilità delle autorità politiche.

Denunciano in particolare che: “Non ci sono abbastanza posti letto, ossigeno, respiratori, specialisti nelle regioni. Da tempo non viene affrontato il lavoro operativo del servizio ambulanze. Contemporaneamente, le autorità cercano di sfuggire alle responsabilità, addossando la colpa di quanto sta accadendo ai cittadini stessi”.

Il partito “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, nel comunicato, chiede che il Presidente della Russia guidi direttamente la lotta al Covid19, assumendosi direttamente le responsabilità della situazione nel Paese; che il Vice Primo Ministro Golikov e il Primo Ministro Mishustin si dimettano; che nelle regioni venga inviato l'esercito in aiuto del personale medico a vengano reperite risorse anche dalle cliniche mediche private; che vengano effettuati tamponi gratuiti, pagati dallo Stato; che vengano nazionalizzate le aziende che producono tamponi e attrezzature mediche e che vengano aumentati gli stipendi del personale medico e ripristinate le strutture sanitarie precedentemente chiuse, attrezzandole con dispositivi medici moderni.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 11 maggio 2021

Riaperture ? Ovvero un ritorno al vecchio sistema e al vecchio sfruttamento

Continuo a pensare che, con questa pandemia, si sia perduta una grande occasione.
Ovvero sovvertire l'economia per come l'abbiamo conosciuta.
Pretendere la fine del capitalismo, delle grandi imprese private, delle multinazionali.
Pretendere l'abolizione del debito pubblico per gli Stati.
Pretendere il lavoro in comune e autogestito e la gestione diretta delle imprese da parte di chi vi lavora.
Pretendere un reddito UNIVERSALE per tutti.
Si è protestato per puttanate.
Per riaperture che porteranno al vecchio sistema e al vecchio sfruttamento.
E già si contano i primi morti sul lavoro.
Il mondo, in generale, poi, è, tristemente, ancora in una nuova forma di Guerra Fredda.
Nonostante il rischio di pandemie sia ancora e sempre dietro l'angolo. E sia particolarmente pressante, oggi, nei Paesi più poveri.

Luca Bagatin

giovedì 4 marzo 2021

Cuba. Sviluppati quattro vaccini anti-Covid 19, interamente finanziati dallo Stato. Articolo di Luca Bagatin

Il vaccino anti-Covid 19 prodotto a Cuba, il Soberana 02, sta per approdare alla III fase, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dal Cecmed (Centro per il Controllo Statale di Medicinali, Apparecchi e Dispositivi Medici), che ha analizzato la documentazione presentata dall'Istituto Finlay delle Vaccinazioni.

Soddisfazione da parte del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, che su Twitter si è detto speranzoso e fiducioso nei confronti della medicina cubana, ma al contempo non ha mancato di sottolineare la necessità di mantenersi responsabili.

Grazie allo sviluppo delle biotecnologie, l'Isola caraibica socialista, ha tutte le carte in regola per iniziare la campagna di vaccinazioni, in particolare dopo l'annuncio della realizzazione del primo lotto di 150.000 dosi di Soberana 2, dei 100 milioni previsti entro la fine del 2021.

Nonostante il blocco economico, imposto dagli USA - per ragioni ideologiche - sin dagli Anni '60, Cuba ha scommesso tutto sulla produzione dei propri vaccini, finanziati al 100% dello Stato.

L'Isola è stata fortemente penalizzata dalla pandemia e sta scommettendo il tutto per tutto sulle sue competenze in campo medico-scientifico, fra le più avanzate al mondo.

I vaccini cubani sono ben quattro, il Soberana 01 e 02 e i due vaccini Abdala e Mambisa e se ne sta già sviluppando un quindo, il Soberana 01-A.

Nel mese di febbraio, a Cuba, il numero dei morti per Covid 19 sono aumentati e giunti a 108, con oltre 7000 nuovi casi.

A scommettere sui vaccini cubani, sia il Messico, che è in trattative con l'Isola per una fornitura e l'Iran, che ha già avviato test su larga scala del Soberana 02.

La III fase di sperimentazione sarà utile ai ricercatori per comprendere l'efficacia del vaccino e capire se saranno necessarie due o tre dosi ai pazienti.

I cubani che saranno vaccinati, nei mesi a venire, saranno circa 11 milioni e i funzionari sanitari del Paese contano di vaccinare l'intera popolazione entro la fine dell'anno e stanno valutando di vendere o donare all'estero le dosi aggiuntive, considerando che, secondo l'Istituto Finlay, Cuba ha la capacità produttiva per realizzare milioni di dosi di vaccino.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 28 febbraio 2021

Un reddito universale al posto della crescita e del produttivismo. Sovvertire l'economia per vivere dignitosamente. Riflessioni sparse

L'economia non andrà mai a rotoli sino a che ci saranno ricchi in giro.

Lo Stato o la comunità spremano i ricchi e vedrete che le risorse si troveranno sempre.

(Luca Bagatin)

Da tempo il web è diventato occasione per molti per lavorare.

Ovvero si espone la propria arte per un corrispettivo di danaro.

A tale scopo esistono YouTube, Patreon ecc...

Personalmente non ho mai amato questo concetto, che sostanzialmente equipara l'arte a una merce qualsiasi.

Chiamatemi bislacco, strambo, pazzo, ma ho sempre pensato che ogni artista, scrittore, autore, musicista... dovrebbe ricevere uno STIPENDIO PUBBLICO per il semplice fatto che l'arte è un bene fruibile da tutti.

Per questo sono e rimarrò sempre favorevole all'abolizione del copyright e all'introduzione di un reddito UNIVERSALE in particolare per gli artisti.

(Luca Bagatin)

L'URSS è crollata quando i suoi governanti hanno aperto alle libertà borghesi.

Da allora, l'avvento del nuovo fascismo liberale non ha avuto più limiti.

Gi occidentali, borghesi e liberali, per la maggior parte, non capiscono questo. Nemmeno quelli che si definiscono "comunisti", perché infondo amano la vita comoda e le libertà borghesi.

Ovvero forme di lavaggio del cervello, che privano gli esseri umani della ricerca dell'emancipazione collettiva.

(Luca Bagatin)

Perché non credo nei sedicenti comunisti occidentali?

Perché i loro valori sono borghesi e liberali. Estranei al socialismo originario (proletario, contadino, sprezzante della borghesia) ed alla mentalità tipica dei Paesi asiatici, africani e latinoamericani, ovvero opposti al liberalismo.

(Luca Bagatin)

Ciò che mi ha sempre attratto delle donne e dell'universo femminile, è la loro capacità ancestrale di provocare e di trasmettere erotismo, per quanto nascosto a volte possa risultare questo aspetto.

La "donna angelo del focolare" è uno di quegli stereotipi che, invece, non ho mai amato.

Perché mortifica la donna e tutto ciò che di interessante lei ha da trasmettere.

Le Antiche Civiltà pre-cristiane, matriarcali e legate agli istinti ed alla sessualità, sapevano invece come valorizzare l'essenza femminile.

(Luca Bagatin) 

La comunità è la base della demorazia. La democrazia o è diretta o è una forma di oligarchia elettoralistica, fondata sul potere dei politici, che rappresentano interessi spesso opposti rispetto a quelli della comunità (economici, egoistici...).

Una comunità è costituita di spiriti liberi, moralmente, spiritualmente e intellettualmente elevati. 

Una comunità è un ideale al quale tendere e al quale ispirarsi.

Non è fuffa politica né economica.

(Luca Bagatin)

https://amoreeliberta.blogspot.com/2020/11/superare-lideologia-del-lavoro-e-lo.html

martedì 16 febbraio 2021

"Siamo come il sognatore che sogna e poi vive nel sogno"

"Siamo come il ragno. Tessiamo la nostra vita e poi ci muoviamo insieme in essa. Siamo come il sognatore che sogna e poi vive nel sogno. Questo è vero per l’intero universo"

(frase tratta dalla Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad, una delle 14 Upaniṣad vediche, ovvero testi filosofici sacri in indiani tramandati oralmente dal nono al quarto secolo a.C.)
 
 
"Andare a votare è ormai come se un condannato a morte avesse la possibilità di scegliere il proprio carnefice.
Sarebbe preferibile lottare per abolire tutti i carnefici.
La libertà è dentro ciascuno di noi. Non nell'illusione della materia esteriore"
 
(Luca Bagatin)
 

 
"Nell'oscurità di un futuro passato
il mago desidera vedere.
Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro.
Fuoco, cammina con me" 
 
(David Lynch, "I Segreti di Twin Peaks") 
 
 

venerdì 29 gennaio 2021

I contagi da Covid 19 sembrano sottostimati e persino Macron rileva le criticità economiche della pandemia. Occorre un lockdown e uscire subito dal capitalismo. Articolo di Luca Bagatin

I contagi, in Italia, sarebbero sottostimati del 50%. A rilevarlo, un dossier dell'intelligence, secondo quanto riportato il 29 gennaio dalle agenzie di stampa italiana (https://www.agi.it/cronaca/news/2021-01-29/covid-intelligence-contagi-sottostimati-11197182/).

Nonostante questo dato, da tenere bene in considerazione, i politici italiani, nazionali e locali, rimangono rilassati e pensano che l'Italia “a fasce”, senza un lockdown generale (che permetta di ricominciare a tracciare i contagi e di svuotare in modo massiccio gli ospedali), possa servire a qualche cosa.

La pandemia da Covid 19, che non va sottovalutata e che è ben lungi dall'essere terminata, ci pone difronte la necessità – e allo stesso tempo l'occasione - di rivedere completamente il nostro modello economico e di sviluppo.

Persino un ultra-liberale come Macron ha affermato, durante i lavori del World Economic Forum di Davos, che il capitalismo non può più funzionare e che la pandemia ha messo a nudo tale criticità.

Macron ha persino affermato che “In questo modo abbiamo creato due re del sistema, i produttori e i consumatori, a spese dei lavoratori e ciò ha creato esternalità negativa per l’ambiente e ha alimentato la crisi della democrazia”.

Abbiamo infatti visto come la crisi maggiore, sia in termini sanitari che economici, la stiano pagando proprio i Paesi capitalisti e ultra-liberali, USA in testa.

Occorre dunque abbandonare, totalmente, proposte di macelleria sociale fatte di flessibilità nei contratti di lavoro e ogni misura che favorisca una illusoria quanto dannosa “crescita economica”.

La crescita economica non è e non può essere illimitata. Gli interessi sui debiti, peraltro, non sono nemmeno matematicamente pagabili e generano continui spirali di sfruttamento. Aspetti che i liberal capitalisti si ostinano a non voler comprendere o che, se comprendono, si ostinano a non volerle ritenere delle patologie del sistema.

La sfida che abbiamo davanti, con ondate di contagi che non cesseranno e con un futuro sempre più incerto, sia in ambito sociale che economico, ci imporrà, diversamente, un cambio radicale di mentalità, sistema sociale e economico. Diametralmente opposto rispetto a quello sino ad oggi adottato dall'Unione Europea e dai Paesi liberal capitalisti.

Occorrerà, dunque, imparare a vivere del necessario; sostenere massicciamente la sanità e la ricerca pubbliche; nazionalizzare i servizi pubblici (energia elettrica, gas, acqua e telecomunicazioni) e renderli di diretta pertinenza della comunità; lavorare il necessario e per meno tempo (con conseguente risparmio di risorse, di emissioni inquinanti, consentendo alle persone di avere maggiore tempo libero); garantire a tutti un reddito universale e pensare, via via, ad un progressivo superamento del sistema monetario (che genera spirali inflazionistiche, interessi sui debiti, schiavitù del lavoro stesso); introdurre possibili forme di baratto; puntare all'autoproduzione e all'autogestione del lavoro; superare l'industrializzazione (aspetto che la pandemia stessa potrebbe accelerare, specie con fisiologici e necessari lockdown); utilizzo intelligente delle tecnologie, per permettere e coordinare tutti questi aspetti.

E' chiaro che non esisteranno più ricchi, a questo punto. E nemmeno classe medio-alta. Ma non esisteranno nemmeno più poveri. Nessuno potrà né dovrà essere più ricco di qualcun altro, in quanto le risorse sono limitate e devono essere non già redistribuite, ma condivise e utilizzate dalla comunità nel suo insieme.

Si fonderebbe, così, una economia basata su un forte senso di responsabilità, di comunità e di reciprocità, articolata in tre momenti: dare, ricevere e ricambiare.

Un'economia fondata sul profitto, diversamente, è e sarà invece destinata a implodere, in particolare in situazioni di emergenza ecnomica o sanitaria e stiamo già iniziando a vederlo, specie con l'aumento di una disoccupazione, che da tempo era già endemica.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso, anche per la democrazia, infatti, il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, in primis, dovrebbero dunque essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private, come oggi sta invece avvenendo con la questione dei vaccini.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini (per quanto esistano realtà socialiste che li hanno in parte già attuati) e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

Occorrerà, in sostanza, sovvertire tutto e molto probabilmente le stesse sfide che ci stanno vedendo protagonisti, ci obbligheranno a farlo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 16 gennaio 2021

Covid 19. Il Venezuela invia ossigeno agli ospedali brasiliani. L'opposizione chiede l'impeachment di Bolsonaro. Articolo di Luca Bagatin

Il Brasile è alle prese con una nuova variante di Covid 19.

Nonostante il Presidente liberal conservatore del Brasile, Bolsonaro, non abbia mai riconosciuto come legittimo il governo socialista del Venezuela, quest'ultimo si è immediatamente reso disponibile nell'inviare ossigeno negli ospedali brasiliani dello Stato settentrionale di Amazonas, i quali lo hanno esaurito proprio per curare i pazienti affetti da Covid 19.

L'annuncio dell'invio immediato dell'ossigeno è stato fatto dal Ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza, su mandato del Presidente Nicolas Maduro.

La solidarietà latinoamericana innanzitutto”, ha sottolineato in merito Arreaza.

Intanto, nel Parlamento brasiliano, i partiti di opposizione – socialisti e comunisti - hanno presentato una nuova richiesta di impeachment contro Bolsonaro, reo di non aver attuato nessuna delle misure necessarie ad evitare la diffusione del virus.

In una nota, l'opposizione brasiliana, ha scritto in merito: “Considerando la pratica dei crimini di responsabilità seriale, che hanno provocato il dolore asfissiante dell'Amazzonia e di migliaia di famiglie brasiliane, i nostri partiti - Rede, PSB, PT, PCdoB e PDT - hanno deciso di presentare una nuova richiesta di impeachment del presidente Jair Bolsonaro. Il Presidente della Repubblica deve essere ritenuto politicamente e penalmente responsabile di aver lasciato l'Amazzonia senza ossigeno, di aver sabotato le campagne di ricerca e vaccinazione, di aver scoraggiato l'uso di maschere e aver incoraggiato l'uso di farmaci inefficaci, di aver diffuso disinformazione e di violare il patto costituzionale tra l'Unione , Stati e Comuni”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 15 gennaio 2021

Riflessioni nazionalbolsceviche e antifasciste. Di Luca Bagatin

Il borghese e il ricco sono dei falliti, i quali si rendono consapevoli della loro condizione di falliti solo quando la loro agiata condizione sociale e economica, non è più quella di un tempo, ma tende ad abbassarsi.

Costoro, avendo costruito la loro vita attorno all'apparenza, non sono in grado di cogliere la bellezza dell'esistenza, la quale non è fatta di beni materiali.

La loro è dunque la condizione tipica del fallito esistenziale.

(Luca Bagatin)

Voi che vi lamentate perché vi bannano, non avete ancora capito che la libertà non è di questo mondo.

Perché in questo mondo esiste una sola forma di (pseudo) “libertà”.

Quella di consumare e di vendersi.

Si chiama prostituzione ed è, oltre che legale, una forma di “divinità” corrotta.

(Luca Bagatin)

Le autorità, in presenza di una pademia che non cessa, né cesserà, con le blande misure messe in campo (per qualcuno ritenute assurdamente “troppo restrittive), dovrebbero incaricarsi di far chiudere tutto e, conseguentemente, portare la spesa a casa delle persone, fornire a tutti uno stipendio statale e lo Stato dovrebbe incaricarsi anche di pagare le bollette a tutti.

È un anno che lo dico. Ovviamente inutilmente e nel silenzio generale. Occorre sovvertire l'economia e la politica. Ovvero la mentalità di ciascuno.

Perché, se la politica è irresponsabile e corrotta, la società “civile” non è da meno e si limita a protestare a vanvera, ma non sulle cose necessarie.

(Luca Bagatin)

Occorre e occorrerebbe un dibattito e una riflessione, a livello nazionale e globale, chiedendosi se la gestione privata delle telecomunicazioni e dei social sia o meno compatibile con la democrazia.

Tenendo presente che la democrazia - nel senso autentico del termine - non è altro che diretta partecipazione della cittadinanza attiva, consapevole e formata. Non da parte del privato economico, né dei politici o dei governanti, in generale.

(Luca Bagatin)

Non stupisce che, nel Ventennio, vi siano stati cosiddetti “socialisti” e “repubblicani” che abbiano aderito alla peste fascista, ovvero all'altra faccia, confusa, del capitalismo.

Ancora oggi esistono cosiddetti “socialisti” e “repubblicani” che hanno venduto i loro ideali al capitalismo. Ovvero aderiscono perfettamente al totalitarismo liberale della modernità, che è in continuità con il fascismo. Come spiegò perfettamente Pasolini.

(Luca Bagatin)

La spiritualità autentica è selvaggia e legata alla Natura.

Alla morte, più che alla vita.

Alla rinascita interiore e alla liberazione dall'illusione.

(Luca Bagatin)

La figura di Attila, nella Storia, nella cultura e persino nella letteratura, rappresenta il riscatto dei popoli barbarici contro l'imperialismo romano.

Egli rappresenta anche il primo unificatore dei popoli eurasiatici originari.

(Luca Bagatin)

La vita è un reality-show in cui lo show se lo gode qualcun altro.

(Luca Bagatin)

Non sono ottimista (al massimo cinicamente realista) perché, anche per ragioni spirituali, penso che il mondo della materia, nel quale viviamo, sia quello che alcune religioni definirebbero Inferno.

Nel mondo della materia governano i peggiori, i partiti elettoralistici sono delle coperture, il malaffare dilaga, la violenza dilaga e così l'ipocrisia, l'ignoranza e via discorrendo.

E ciò non può essere cambiato.

Perché prodotto dalla mente razionale e duale, che è condizionata dall'ego sin dalla nascita di ciascuno.

Ciò che è possibile fare è seguire una propria missione. Di elevazione e di rivoluzione interiore, che possa riflettere - nell'esteriore - quella piccola luce che rischiari un po' il mondo della materia.

Missione che ci renda Eroi dello Spirito.

Ben consapevoli che l'Eroe, se è il trionfatore nel mondo dello Spirito, soccombe nel mondo della materia, che ad ogni modo è illusorio, fittizio e transitorio.

(Luca Bagatin)


Vedi anche: http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/10/covid-19-uscire-dal-modello.html

sabato 19 dicembre 2020

Il socialismo ha resistito al Covid 19. Il liberal-capitalismo arranca. Articolo di Luca Bagatin

“Tracciare, Testare, Trattare”.

Questo il metodo pragmatico e scientifico utilizzato in Cina per debellare il Covid 19.

Nessuna mezza misura. Milioni di tamponi. Efficienza e cooperazione: dal vertice alla base. Nessuna irresponsabile e sciocca protesta di piazza per i lockdown, in quanto ciò avrebbe significato mandare in tilt il sistema sociale e sanitario, atto a fermare l'epidemia.

Nel cosiddetto Occidente liberal-capitalista, dagli USA all'Europa, diversamente, si sono attuate mezze misure, spesso contraddittorie; non si sono fatti abbastanza tamponi (nei week-end addirittura meno che negli altri giorni); si è andati a risparmio, non si è potenziata la sanità pubblica; non si sono potenziati i trasporti pubblici; si è scesi in piazza contro le decisioni dei comitati tecnico-scientifici; non si è cercata una collaborazione in primis con la Cina, Paese dal quale tutto sembra essere partito e che da decenni ad ogni modo studia le epidemie. Si è preferito, invece, accusare la Cina, alimentare uno spirito anti-cinese, senza sapere che la Cina è una grande democrazia popolare. Ovvero l'opposto rispetto alle democrazie parlamentaristiche borghesi, inefficienti, al servizio non già della comunità, ma del capitale privato e dell'individualismo.

La chiave del successo dei Paesi socialisti, Cina in testa, ma anche Cuba, il Vietnam e il Venezuela (che hanno resistito in modo efficiente alla pandemia), è stato il loro senso di efficienza, comunità, primato della pianificazione pubblica rispetto al profitto privato; mentalità improntata all'esaltazione della sovranità e della democrazia popolare, rispetto ad un parlamentarismo liberale fatto di pseudo contrapposizioni fra maggioranze e opposizioni che, nei fatti, rimangono al servizio del profitto, della “libera” impresa, del sistema bancario privato, a scapito della sanità pubblica, dello stato sociale, dei servizi pubblici.

Due modelli che, questa terribile pandemia, ha messo e sta mettendo a confronto.

Gli USA – patria del capitalismo e del primato del profitto privato - rimangono il Paese più colpito dai contagi. La Cina ne è uscita e sta già vaccinando, garantendo il suo vaccino, gratuitamente, anche ai cinesi residenti all'estero che decidono di farlo.

Cuba, altro Paese socialista, durante tutto il periodo della pandemia, ha inviato le sue brigate mediche all'estero, anche in Italia e in Francia. E ha sviluppato ben due vaccini: il Soberana 1 e 2.

In Germania aumentano i contagi, in Italia non cessano e così in Francia. E i morti aumentano ovuque. Il tanto osannato modello svedese, ovvero nessun distanziamento sociale, ha miseramente fallito prima di altri. Come era peraltro più che prevedibile.

L'UE discute di finanza, Recovery Fund, MES. Ma non della salute delle persone. Non si fanno milioni di tamponi, non si traccia come si dovrebbe, non si investe massicciamente in sanità pubblica sul territorio. Si danno soldi alle imprese, si salvano banche... Ma non si pianifica alcunché.

Le imprese private, nonostante i morti, richiedono di aprire il prima possibile. In Cina, diversamente, l'impresa privata è sottomessa al controllo e alla volontà pubblica.

Le emergenze, le calamità naturali, impongono sempre un cambio radicale di mentalità e di organizzazione. Un cambio radicale di passo. Un rafforzamento del senso di comunità e una direzione volta a un destino comune.

Non è e non sarà più possibile continuare a mantenere una mentalità ed un sistema economico individualista, capitalista, fondato sul profitto privato.

Il profitto privato ha, da tempo, dimostrato i suoi limiti e le sue perverse storture. Esso genera sfruttamento del lavoro (lavoro sempre più peraltro raro, sempre meno tutelato, sempre meno al servizio della comunità e sempre più al servizio del profitto fine a sé stesso); genera consumismo e bisogni fittizi e indotti dalla pubblicità; genera diseguaglianze in quanto le risorse non sono illimitate; genera inquinamento, anche sociale.

Solo un sistema improntato alla comunità, al lavoro in comune al servizio della stessa, fatto di scuola, sanità, ricerca al servizio del pubblico e non del lucro e del profitto privato, potrà essere funzionale ad affrontare le sfide del presente e del futuro.

Occorre essere realisti e osservare i fatti con realismo, pragmatismo, pianificazione.

Non c'è affatto necessità di un effimero ottimismo (il virus non è scomparso con l'inizio dell'estate né con un paio di mesi di lockdown, ad esempio, e credere che scomparirà dopo le feste di Natale è oltremodo ridicolo) e tantomeno di uno sciocco quanto ignorante edonismo (c'è chi pensa stupidamente ai pranzi di Natale, agli impianti sciistici, ai fuochi d'artificio...in barba a quanto sta accadendo).

Il 2021 non sarà un anno facile. E' il momento giusto per cambiare la nostra mentalità, il nostro stile di vita e il nostro sistema sociale e economico.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 14 dicembre 2020

Polonia. Proteste contro il governo, che vuole inasprire la legge sull'aborto e dichiarare illegali i comunisti. Articolo di Luca Bagatin

Se, da un lato, il governo di estrema destra polacco inasprisce le già restrittive misure anti-aborto, provocando così manifestazioni di piazza, a Varsavia, con migliaia di persone che domenica 13 dicembre hanno sfilato, spontaneamente, accusando l'esecutivo di autoritarismo; dall'altro, sempre tale governo, tenta di dichiarare illegali le attività del Partito Comunista di Polonia (KPP).

Il governo presieduto da Andrzej Duda, atlantista e fautore della cooperazione fra i Paesi del Gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e, naturalmente, Polonia), noti per il loro autoritarismo e anticomunismo, incassa dunque le proteste sia dei cittadini nel loro complesso, compresi agricoltori, imprenditori e donne, trasformandosi nel più grande movimento di protesta in Polonia degli ultimi decenni, che dei comunisti.

L'inasprimento della legge sull'aborto, non è che la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Nonostante le proteste di domenica siano state dichiarate illegali - in quanto non autorizzate - e la polizia abbia tentato di usare gas lacrimogeni contro i manifestanti, queste non si sono placate.

A ciò si sommano le proteste da parte dei comunisti di Polonia, che, come in Slovacchia alcune settimane fa, rischiano di veder dichiarate illegali le loro attività.

Accusati – dal Ministro della Giustizia, Zbigniew Ziobro - di fomentare la rivoluzione anticapitalista e di inneggiare a un'idea considerata “totalitaria”. Peraltro con il beneplacito dell'Unione Europea, che ha ritenuto di equiparare il comunismo al nazifascismo, come da sempre richiesto dai partiti dell'estrema destra, spesso proprio di matrice neonazista, i quali, nell'Est europeo, avanzano indisturbati.

Il Ministro Ziobro vorrebbe, inoltre, introdurre una legge che criminalizzi ogni riferimento al ruolo della Polonia durante l'Olocausto, in modo da evitare qualsiasi criminalizzazione di quei nazisti polacchi che collaborarono con il regime hitleriano, i quali, peraltro, combatterono contro l'Unione Sovietica.

In Polonia, nel silenzio complice dell'UE, nuove forme di autoritarismo d'estrama destra avanzano, tanto quanto avanzano il numero dei poveri e dei poverissimi. Il 17,4% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, il 4% vive addirittura in condizioni di estrema povertà.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 9 novembre 2020

Covid 19: l'unica via d'uscita è il Socialismo. Riflessione breve

Se il lockdown è necessario si faccia e per il tempo che serve.

Risolvere il problema dell'economia con il lockdown?

Semplice. Nazionalizzare tutto.

Nessuna impresa privata.

Tutto pubblico.

Servizi pubblici gratuiti: acqua, gas, luce, telecomunicazioni.

Sanità efficiente.

Economia pianificata.

Come nei Paesi autenticamente socialisti.

Solo la pianificazione può fare funzionare le cose, soprattutto in tempi di emergenza.

Folle chi pensa ancora che il capitalismo possa essere praticabile.

Folle chi protesta a vanvera senza pretendere questo.

Luca Bagatin

Vedi anche: http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/10/covid-19-uscire-dal-modello.html

http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/10/coronavirus-la-chiave-della-vittoria-si.html

 http://amoreeliberta.blogspot.com/2020/11/come-e-stato-contrastato-il-covid-19-in.html 

domenica 1 novembre 2020

Come è stato contrastato il Covid 19 in Cina. Intervista di Luca Bagatin allo studioso Marco Bagozzi

 

In tutto il mondo i contagi da Covid 19 aumentano. Particolarmente preoccupanti i dati negli USA e in Europa.

A Cuba, da qualche giorno, si sta sperimentando un secondo vaccino, il “Soberana 2”, mentre il Venezuela ha sperimentato una molecola utile alla lotta al Covid 19.

Il mondo socialista sta, dunque, dando grandi prove di sé, nella lotta al Coronavirus più temuto.

Nell'altro grande Paese socialista, ovvero nella Repubblica Popolare Cinese, nella quale tutto è nato, i contagi sembrano da tempo essersi arrestati e la vita pubblica e sociale riprende - gradatamente – la sua normalità.

Ciò è stato confermato, recentemente, anche da Business Insider, autorevole sito web economico, che ha spiegato il percorso portato avanti dalla Cina per raggiungere questi risultati. Dal tracciamento efficace, gratuito e intelligente, alle chiusure e ai distanziamenti rigorosi, favoriti anche dall'uso intelligente della tecnologia e dall'efficienza dell'apparato pubblico.

Di questo ne parla anche il recentissimo saggio curato dallo studioso triestino Marco Bagozzi, “Contrasto al Covid: la risposta cinese”, edito da Anteo.

Il saggio da te curato è un istant book, potremmo dire, che approfondisce la gestione della pandemia in Cina e come la Cina abbia aiutato e stia aiutando la comunità internazionale ad uscirne. Ci sono molti che ritengono che la Cina abbia, in un primo tempo, nascosto i dati relativi all'epodemia da Covid 19 sul proprio suolo nazionale e che oggi i risultati che hanno ottenuto e stanno ottenendo siano falsati. Cosa rispondi in merito ?

Innanzitutto mi piacerebbe ringraziare tutti i collaboratori che in piena estate si sono sobbarcati un lavoro impegnativo per portare a termine il libro in tempi rapidissimi. Ovviamente nei ringraziamenti va aggiunto l’editore Stefano Bonilauri, che mi ha proposto il volume e ci ha fortemente creduto. Il libro ha anche avuto l’apprezzamento dell’Ambasciatore cinese in Italia Li Junhua, che ci ha scritto la prefazione e ospita l’intervento di una ricercatrice dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, Jiang Fengfei.

Per tornare alla tua domanda, spetterebbe all’accusa produrre prove e non soltanto “ipotesi”. Contro la Cina si sta muovendo la solita canea mediatica a reti unificate, che proprio in questi giorni, davanti all’evidente fallimento del sistema euro-atlantico di prevenzione e contenimento della pandemia, ha ripreso a gran forza lo “scarica barile” nei confronti della Repubblica Popolare, accusata di aver risolto in breve tempo, con grande efficacia il grosso del problema. Tutti i dati e soprattutto la cronologia, mettendo a confronto le curve epidemiche, tornano e sono pienamente coerenti con la versione di Pechino. Inoltre il fatto che da più parti siano emersi studi scientifici che fanno risalire le prime “polmoniti sospette” già ad ottobre in Paesi come Italia e Francia, dovrebbe - stante le logiche di cui sopra - accusare anche tali Paesi di “aver occultato lo scoppio della pandemia”.

Sul complottismo anticinese, alimentato direttamente o indirettamente dalla rete Qanon, legata a Steve Bannon (ad esempio fa parte della rete la virologa Lin Meng-Yan, che nell’ulitmo periodo presenta a reti unificate e senza contraddittorio i suoi studi, debolissimi dal punto di vista scientifico, sul virus prodotto in laboratorio), c’è nel libro un capitolo scritto da Clara Statello.

C'è chi sostiene che i lockdown in Cina abbiano funzionato in quanto sia un Paese “autoritario” e “dittatoriale”. Per contro, il Vicepresidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa e deputato russo, Yuri Afonin, nel marzo scorso, che ha affermato di visitare spesso la Repubblica Popolare Cinese, ha parlato di successo dei lockdown e dell'assistenza sociale, tutto favorito da un sistema di autogoverno di base. A partire dai condomini e dai quartieri. In merito cosa puoi dirci ?

Innanzitutto va detto che il lockdown di Wuhan e dello Hubei non era fine a se stesso, ma era parte di un piano pandemico che si è dimostrato efficace: isolare immediatamente il grande focolaio preparando in anticipo il passo successivo, attraverso le celebri “tre T”: tracciare, testare, trattare. Per capirci, in Italia è stato fatto il primo passo, cancellando tutto quanto bisognava fare successivamente. Bisognava dare l’impressione che il peggio fosse ormai passato, perché a settembre le elezioni regionali erano un appuntamento troppo importante, per governo e opposizione. 

Personalmente su questo sposo in toto le dieci criticità mosse da un gruppo di dieci scienziati al governo - tra i quali il microbiologo Andrea Crisanti, ormai diventato oggetto di una campagna mediatica vergognosa - pubblicato dal “think thank 150”.

Il piano pandemico cinese ha dato ottimi risultati perché inserito in un sistema che dall’alto (il Partito e il Governo) è stato calato a livello gerarchico alle provincie e alle municipalità ed è stato fatto proprio anche dai cittadini: non bisogna dimenticare che il controllo sociale, che non è la delazione, è un punto focale dell’efficacia dell’intero sistema.

Come hanno reagito le comunità cinesi nel resto del mondo ?

Le comunità cinesi nel mondo fanno parte di questo sistema. Nel libro riportiamo una testimonianza di come si è comportata la comunità cinese della mia città, Trieste. Praticamente la quasi totalità della comunità cinese, oltre ad avvisare, inutilmente, amici e conoscenti italiani del pericolo che stavamo correndo, si è auto-isolata, chiudendo attività e sospendendo momenti di incontro sociale. I bambini sono stati anche ritirati momentaneamente dalle scuole, sia per tutelarli da un crescente razzismo “anticinese” che stava montando in quei giorni, sia perché i loro genitori erano rimasti scottati dalla crisi della SARS del 2004, che ha segnato un’intera generazione di cinesi e che spinse il Governo cinese a reinvestire massicciamente sulla sanità pubblica.

Le modalità di contrasto al Covid, in Cina, a tuo parere, sarebbero esportabili in Europa ?

Una delle obiezioni che si possono muovere a coloro che sostengono che la Cina stia mentendo sui numeri è di andare a dare un’occhiata a cosa è avvenuto in tutto l’Estremo Oriente, zona nella quale, nonostante sistemi politici diversissimi, non solo la Cina è riuscita a contenere la seconda ondata epidemica. Nelle due Coree, in Giappone, a Singapore, ad Hong Kong, a Taiwan, in Mongolia o per arrivare nel Sudest, in Vietnam, la situazione è totalmente sotto controllo.

Segno che lungimiranza, rispetto delle autorità, metodo scientifico, tracciamento massiccio attraverso i big data e soprattutto efficacia, efficienza e risposta rapida in un quadrante strategico di fondamentale importanza come la salute pubblica sono elementi che dalle nostre parti sono finiti nel dimenticatoio.

In Cina il principio del bene comune è tenuto in grande considerazione, non per coercizione: le azioni delle comunità cinesi all’estero lo confermano. Da quelle parti non esistono no-vax, no-mask o gente che contesta il Governo con argomentazioni pseudoscientifiche.

Qual è, secondo i tuoi studi, lo stato dell'arte dell'economia e della politica cinese ?

Nella risposta precedente parlavo del ruolo strategico della salute pubblica nel sistema cinese.  Elemento che è ancora più presente se consideriamo che la Cina sarà una delle poche economie in crescita in questo 2020. Nel libro il capitolo riguardante la crescita economica è stato trattato nel capitolo scritto da Giulio Chinappi, in cui viene sottolineato come il successo della Cina sia un successo del suo sistema socialista. Il controllo sui grandi conglomerati economici, la proprietà pubblica dei settori strategici, il ruolo della pianificazione economica, la presenza del Partito Comunista in tutto il territorio cinese, la capacità di reindirizzare i consumi nella produzione interna.

Tu hai dato alle stampe, sempre per Anteo, oltre a questo saggio, anche “Il socialismo nelle steppe. Storia della Repubblica Popolare di Mongolia”. Mongolia che, peraltro, ha sempre avuto ottimi rapporti con la Cina, anche quando, dal 1992, smise di essere uno Stato socialista. Cosa puoi dirci, in sostanza, del socialismo mongolo e come questo ha influenzato la geopolitica dell'Asia ?

La Repubblica Popolare Mongola è stato il secondo stato socialista a consolidarsi dopo l’Unione Sovietica. Proprio grazie all’aiuto dei vicini sovietici la Mongolia ha avuto un enorme sviluppo economico e socioculturale, facendo uscire l’intera popolazione dal sottosviluppo e, sostanzialmente, dal “medioevo” in cui viveva fino al 1921. Un “lungo medioevo”, come lo chiamo nel libro, dominato da una casta di nobili e clero buddhista, che teneva il resto della popolazione nell’isolamento e nell’ignoranza.

Il Governo socialista ribaltò queste istituzioni e garantì la crescita economica, l’istruzione di massa, la crescita socioculturale, in particolare dal secondo dopoguerra quando la Mongolia poteva contare su un numero di paesi amici che garantivano conoscente tecniche e scientifiche, oltre che una mutualità nel commercio e negli scambi internazionali.

Gli anni ‘60 e ‘70, in particolare, non furono anni facili nel rapporto con i cinesi, anzi. La Mongolia seguì i sovietici durante gli anni dello scisma con Pechino e non mancarono di attaccare la dirigenza maoista con grande veemenza. I rapporti sono stati riallacciati solo nella seconda metà degli Anni ‘80, ma tutt’ora sono presenti. La Mongolia ha saputo mantenere, nonostante la svolta liberaldemocratica, molte delle direttive geopolitiche e sociali del periodo socialista e, non per caso, una delle due forze politiche che si dividono il potere, è l’erede diretto del Partito Rivoluzionario del Popolo Mongolo, che guidò il Paese durante il periodo della Repubblica Popolare. E nell’ala socialdemocratica non manca di rivendicare il passato con orgoglio.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 30 ottobre 2020

Manifestare in tempo di pandemia ? No grazie !

 

Non si è manifestato quando venivano tolti i diritti sociali; quando si abolivano gli articoli 18; quando si flessibilizzava il lavoro; quando si salvavano banche e imprese con soldi pubblici; quando tagliavano la sanità e la scuola. Quando era NECESSARIO MANIFESTARE, in sostanza.
Ora il borghese, la classe media o medio alta, manifesta perché ha paura che il suo stile di vita non sarà più lo stesso.
Non ho simpatia per questo tipo di manifestazioni.
Mi fanno invece riflettere sul carattere liberal conservatore del capitalismo e sulla sua perversa mentalità egoistica.
Occorrerà invece pensare di vivere del necessario. Rafforzare il sistema pubblico, sanitario, sociale. 
Una guerra - come quella alla pandemia o alle calamità naturali - richiede truppe pronte, non borghesi che rimpiangono la loro stabilità e i loro mancati incassi.
L'unicà stabilità possibile è il vivere del necessario. Per il bene della Natura e della comunità nel suo complesso.

Luca Bagatin
 

lunedì 26 ottobre 2020

Il Cile volta pagina. Abrogata la Costituzione di Pinochet. Articolo di Luca Bagatin

Domenica 25 ottobre, ben il 78,2% degli elettori cileni, ha deciso di abrogare la Costituzione introdotta dal dittatore Augusto Pinochet e in vigore da trent'anni.

Vittoria schiacciante degli abrogazionisti al referendum popolare fortemente voluto dalla maggioranza della popolazione, che lo scorso anno manifestò contro il governo liberale in carica, presieduto da Sebastián Piñera.

La Costituzione redatta dal regime di Pinochet e in vigore dal 1980, nei fatti, contribuiva a mantenere forti diseguaglianze in seno alla società e a favorire l'apparato privato rispetto a quello pubblico, in particolare nei settori della sanità e dell'istruzione.

Il Cile redigerà, così, la sua nuova Magna Carta.

Al grido festante “Il Cile si è svegliato !”, migliaia di persone si sono dunque riversate nella centralissima Plaza Italia di Santiago, per festeggiare la vittoria referendaria.

La nuova Costituzione sarà redatta da un'Assemblea costituente composta da cileni eletti attraverso il voto popolare. I 155 componenti dell'Assemblea costituente saranno scelti in occasione delle elezioni amministrative, che si terranno l'11 aprile 2021.

I lavori dell'Assemblea inizieranno nel maggio 2021 e la nuova Costituzione sarà ratificata da referendum popolare che si terrà nel secondo semestre del 2022.

Decisamente una vittoria postuma dell'indimenticato Presidente socialista Salvador Allende, che nel 1973 fu ucciso proprio dal golpe di Pinochet, sostenuto dagli USA, che fece precipitare il Paese nel buio.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Venezuela. Esiti positivi dalla sperimentazione dell'antivirale contro il Covid 19. Articolo di Luca Bagatin

Esiti positivi dalla sperimentazione della molecola DR10 presso i laboratori dell'Istituto Venezuelano di Investigazione Scientifica (IVIC).

Molecola che sembrerebbe essere utile nella lotta al Covid 19, senza effetti collaterali.

Ad annunciarlo il Presidente socialista Nicolas Maduro, il 25 ottobre scorso, il quale ha dichiarato, in un suo discorso sulla rete VTV: “Oggi posso dire ufficialmente che questa molecola che è stata applicata per l’epatite C, il papillomavirus umano, l’Ebola e altre malattie, è stata testata per il Covid-19, ha dato come risultato la distruzione del 100% senza alcuna tossicità che influenzano le molecole sane nel generare effetti collaterali negativi”. E ha aggiunto: “Abbiamo iniziato il processo di certificazione all’OMS per offrire questo trattamento al mondo. Ringrazio l’equipe dell'Istituto Venezuelano di Investigazione Scientifica per questo grande contributo all’umanità“.

Il Ministro della Scienza e della Tecnologia venezuelano, Gabriela Jimènez, ha spiegato come lo studio sia “stato monitorato con cellule infettate da virus e isolate da pazienti venezuelani”.

La molecola DR10 è un derivato dell'acido ursolico, noto per migliorare il sistema immunitario cellulare, aumentando la produzione di interferone-gamma.

In Venezuela sono stati individuati recentemente 423 nuovi casi di Covid 19, portando il numero dei contagiati a 89.565.

Nei giorni scorsi il Presidente Maduro aveva annunciato una vaccinazione di massa a partire da dicembre 2020/gennaio 2021, attendendo il completamento dei vaccini da parte di Cuba, Cina e Russia.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

domenica 25 ottobre 2020

Coronavirus. La chiave della vittoria si chiama Socialismo

Lo scrisse già il 24 marzo 2020 - quando la Cina stava pian piano e faticosamente uscendo dalla crisi sanitaria - Yuri Afonin, Vicepresidente del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) e deputato alla Duma.

Yuri Afonin scrisse quanto segue. Parole attualissime, che mettono a confronto la realtà socialista - che sta affrontando e ha affrontato l'emerganza Covid 19 con grande serietà e determinazione (sino, in Cina, pressoché a tornare alla normalità) - e quella liberal capitalista, ancora in difficoltà e nella quale è assente quasi del tutto il senso di comunità e di responsabilità civica, ma preferisce anteporre la fredda sfera economica rispetto al rafforzamento della sanità pubblica e a misure sociali e di superamento del modello dell'accumulo di capitale.

L. B. 


Il segreto del successo cinese nella lotta contro il Coronavirus: la società civile socialista (24 marzo 2020)

di Yuri Afonin 

tratto da: https://kprf.ru/party-live/cknews/192725.html

Oggi è già evidente all'intero pianeta che per lottare contro l'epidemia di coronavirus occorre apprendere dalla Cina. I cinesi hanno dovuto combattere questo virus quando ancora non si sapeva quasi nulla, quando ancora non erano stati sperimentati metodi terapeutici. Ma ora le statistiche per la Cina dimostrano: l'epidemia è stata praticamente fermata, nuovi casi di portatori di virus sono quasi interamente cittadini cinesi che arrivano dall'estero o stranieri. I canali per la diffusione dell'epidemia all'interno del Paese sono bloccati. Ciò è in netto contrasto con la situazione nei principali paesi capitalisti: Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e soprattutto Italia, dove l'epidemia continua a crescere. Basti pensare che ad oggi il numero di decessi per coronavirus in Italia ha già raddoppiato il numero delle vittime della malattia in Cina, sebbene la popolazione italiana sia 23 volte inferiore!

I media occidentali, pur riconoscendo questi successi della RPC, descrivono il sistema cinese di lotta contro il virus come esempio di totalitarismo dilagante. Secondo costoro, lo Stato cinese ha introdotto misure restrittive severe, le forze dell'ordine cinesi hanno costretto tutti a stare a casa con il pretesto dell'epidemia, i cittadini cinesi sono sottoposti a una severa sorveglianza e così via. 

Tuttavia, come persona che ha ripetutamente visitato la Cina nel quadro della cooperazione tra il Partito Comunista della Federazione Russa e il Partito Comunista Cinese e ha viaggiato in molte città e province di questo paese, posso dire che i commentatori occidentali, di regola, non si soffermano sull’essenziale. In genere comprendono molto poco di cos'è la Cina, quanto la società cinese sia diversa dalle loro società. Inoltre, naturalmente, i media occidentali subiscono l’evidente ordine ideologico di screditare la Cina socialista, che nel 21° secolo è diventata il principale ostacolo al blocco imperialista occidentale sulla strada del dominio del mondo.

Dobbiamo invece concordare sul fatto che il moderno stato cinese ha un enorme potenziale che è stato usato molto efficacemente nella lotta contro l'epidemia. Il sistema sanitario cinese si è dimostrato eccellente. I media occidentali non vedono che il ruolo più importante nella lotta contro l'epidemia in Cina non viene ora svolto dallo Stato, ma dalla società civile cinese. 

Stiamo parlando dell'imponente sistema di organi di autogoverno di condominio, di quartiere e distrettuali in Cina. Questo sistema di comitati locali a più livelli fu creato con il sostegno del Partito Comunista Cinese quasi immediatamente dopo la sua ascesa al potere, negli anni '50. Naturalmente, non è stato creato da zero, ma è basato su antiche tradizioni comunitarie cinesi. 

Questo potente sistema di autogoverno di base ha assistito il PCC nell'attuazione delle sue politiche per decenni. E oggi occupa un posto molto importante nella vita della società cinese. I comitati locali forniscono assistenza sociale diversificata, monitorano l'ordine nel loro quartiere e distretto, aiutano i residenti a risolvere problemi di lavoro e abitativi, a fornire servizi, a organizzare spettacoli amatoriali e persino a risolvere conflitti familiari.

Questo sistema di autogoverno dal basso svolge oggi un ruolo cruciale nella lotta contro l'epidemia. Gli attivisti e i lavoratori dei comitati si recano nelle case e visitano gli appartamenti, spiegano in dettaglio le misure anti-epidemia del governo, misurano la temperatura, distribuiscono gli aiuti di Stato e consegnano cibo agli anziani in modo che non debbano andare a fare la spesa. 

Le numerose restrizioni alla vita sociale che sono necessarie per debellare l'epidemia in Cina non sono tanto imposte dalla macchina statale ma funzionano come misure di autocontrollo e autodisciplina. Oggi, responsabile del controllo dell'osservanza delle misure di quarantena da parte dei residenti in Cina è il rappresentante del comitato di autogoverno locale, cioè un loro vicino, con cui hanno familiarità fin dall'infanzia. E non un poliziotto armato fino ai denti, come nei paesi occidentali.

La società socialista cinese, grazie alle sue sviluppate strutture di autogoverno di base, è molto più in grado di auto-organizzarsi della società occidentale. Ma nei Paesi occidentali, dove secoli di capitalismo hanno atomizzato la società, oggi le misure anti-epidemia devono davvero essere imposte con una mano rigida e persino armata. Tuttavia, queste misure non funzionano in modo efficiente come in Cina.

A questo proposito, uno studioso noto negli ambienti della sinistra russa, Lev Kitses, ha formulato un giudizio interessante: le strutture di base che vediamo in Cina sono un vero esempio di società civile. Mentre la "società civile" in Occidente è in gran parte un simulacro, un'imitazione. In sostanza, è composta principalmente di ONG finanziate dal grande capitale e da esso utilizzate per gestire la società.

Va anche tenuto presente che i comunisti cinesi hanno costruito questo sistema di autogoverno di base, basandosi in gran parte sull'esperienza sovietica: guardando al nostro sistema di consigli locali, commissioni sindacali e commissioni locali. Noi abbiamo distrutto tutto questo ripristinando il capitalismo mentre la Cina socialista ha fatto tesoro della nostra preziosa esperienza sociale, l'ha sviluppata e fatta crescere. 

In ultima analisi, questo significa che dobbiamo imparare sia dalla Cina che dall'Unione Sovietica. Perché una vera società civile è davvero ciò che è necessario per la vita e lo sviluppo nel 21° secolo.

sabato 24 ottobre 2020

Libertà è senso di responsabilità e di comunità. Non egoismo piccolo borghese. Riflessioni brevi di Luca Bagatin

 

Imparate a protestare per tempo e su cose serie. Non in tempo di pandemia.

Vi manca il senso di comunità. Avete solo il senso di stupidità e egoismo piccolo borghese.

Forse solo solo l'Apocalisse scuoterà le vostre povere coscienze.

(Luca Bagatin)

Più mi parlate di "libertà" e più sento "stupidità".

La libertà borghese è questo.

Stupidità e ignoranza.

E di questo ho davvero paura.

(Luca Bagatin) 

Le tre Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, nate in Medioriente e sparse poi in tutto il mondo, non hanno fatto altro che legare l'essere umano alla materia e diffondere una visione antropocentrica dell'essere.

Spazzando via tutte le Conoscenze precedenti. Le Antiche Religioni della Tradizione. Diffuse in tutta Eurasia e anche in quello che diverrà il continente Latinoamericano.

Antiche Tradizioni gnostiche, pagane, legate alla Natura, che è selvaggia. Come lo Spirito.

Occorre guardare oltre il velo della materia e della menzogna, per comprenderlo. 

(Luca Bagatin)

giovedì 15 ottobre 2020

Covid 19. Uscire dal modello produttivista e della crescita economica. Articolo di Luca Bagatin

 

I contagi da Covid 19 aumentano e il rischio di lockdown è concreto. Lo è già in numerosi Paesi europei e del mondo.

La Fase 2, in Italia, ha messo al primo posto l'economia. Quella che vorrebbe rilanciare anche Confindustria, con un pacchetto di proposte di macelleria sociale, presentato all'assemblea annuale.

Un pacchetto di proposte che parlano di flessibilità nei licenziamenti; meno controlli fiscali; contratti di lavoro ancora più flessibili; una scuola che formi non la persona ma una persona funzionale al lavoro; una sanità sempre più privata e meno pubblica.

Il modello statunitense, in sostanza, che negli USA ha ampiamente fallito e lo si è visto proprio in tempi di pandemia.

Con l'introduzione di misure peraltro meno drastiche, in Francia, i Gilet Gialli – sostenuti dalla maggioranza della popolazione - hanno messo a ferro e fuoco l'intero Paese per oltre un anno. In Russia, dopo le riforme liberali, attuate dal governo, Putin ha drasticamente perso consensi.

In Italia ancora siamo silenti. Addormentati. Si protesta solo per presunte “dittature sanitarie”.

La crescita economica non è e non può essere illimitata. Gli interessi sui debiti, poi, non sono nemmeno matematicamente pagabili e generano continui spirali di sfruttamento. Aspetti che i liberal capitalisti si ostinano a non voler comprendere o che se comprendono, si ostinano a non volerle ritenere delle patologie.

La sfida che abbiamo davanti, con una nuova ondata di contagi e con un futuro sempre più incerto sia in ambito sociale che economico, ci imporrà, diversamente, un cambio radicale di mentalità, sistema sociale e economico. Diametralmente opposto rispetto a quello prospettato da Confindustria.

Vivere del necessario; sostegno alla sanità pubblica; blocco del pagamento di mutui e bollette; servizi pubblici nazionalizzati e di diretta pertinenza della comunità; lavorare il necessario e per meno tempo (con conseguente risparmio di risorse, di emissioni inquinanti, consentendo alle persone di avere maggiore tempo libero); reddito universale garantito a tutti e progressivo superamento del sistema monetario (che genera spirali inflazionistiche, interessi sui debiti, schiavitù del lavoro stesso); introduzione di forme di baratto; autoproduzione e autogestione del lavoro; superamento dell'industrializzazione (aspetto che la pandemia stessa potrebbe accelerare, specie con fisiologici lockdown); uso intelligente delle tecnologie per permettere tutti questi aspetti.

E' chiaro che non esisteranno più ricchi, a questo punto. E nemmeno classe medio-alta. Ma non esisteranno nemmeno più poveri. Nessuno potrà né dovrà essere più ricco di qualcun altro, in quanto le risorse sono limitate e devono essere non già redistribuite, ma condivise e utilizzate dalla comunità nel suo insieme.

Aspetti peraltro già descritti nel secolo scorso dall'antropologo socialista Marcel Mauss (1872 – 1950), il quale scrisse il “Saggio sul dono”, proponendo una economia fondata sul dono, praticata peraltro ancora oggi in società arcaiche e matriarcali, che hanno rifiutato ogni insana modernità e ideologia del progresso.

Un'economia fondata su un forte senso di responsabilità, di comunità e di reciprocità, articolata in tre momenti: dare, ricevere e ricambiare.

Mauss spiegò fra l'altro, nel suo saggio, come le società arcaiche considerassero - a differenza di quelle moderne e fondate sulla crescita economica illimitata - i raccolti in eccesso, delle assolute catastrofi. Una volta soddisfatti i bisogni di ciascuno, quindi, dal raccolto in eccesso non si doveva trarre assolutamente alcun profitto (identificato anche nella società moderna come l'interesse sul capitale o usura), bensì andava donato ad altri, ritualmente - attraverso una cerimonia sacra - oppure distrutto.

Un'economia fondata sul profitto è quindi destinata a implodere, in particolare in situazioni di emergenza ecnomica o sanitaria e stiamo già iniziando a vederlo, specie con l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini (per quanto esistano realtà socialiste che li hanno in parte già attuati) e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

Occorrerà, in sostanza, sovvertire tutto e molto probabilmente le stesse sfide che ci stanno vedendo protagonisti, ci obbligheranno a farlo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it