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lunedì 26 ottobre 2020

Venezuela. Esiti positivi dalla sperimentazione dell'antivirale contro il Covid 19. Articolo di Luca Bagatin

Esiti positivi dalla sperimentazione della molecola DR10 presso i laboratori dell'Istituto Venezuelano di Investigazione Scientifica (IVIC).

Molecola che sembrerebbe essere utile nella lotta al Covid 19, senza effetti collaterali.

Ad annunciarlo il Presidente socialista Nicolas Maduro, il 25 ottobre scorso, il quale ha dichiarato, in un suo discorso sulla rete VTV: “Oggi posso dire ufficialmente che questa molecola che è stata applicata per l’epatite C, il papillomavirus umano, l’Ebola e altre malattie, è stata testata per il Covid-19, ha dato come risultato la distruzione del 100% senza alcuna tossicità che influenzano le molecole sane nel generare effetti collaterali negativi”. E ha aggiunto: “Abbiamo iniziato il processo di certificazione all’OMS per offrire questo trattamento al mondo. Ringrazio l’equipe dell'Istituto Venezuelano di Investigazione Scientifica per questo grande contributo all’umanità“.

Il Ministro della Scienza e della Tecnologia venezuelano, Gabriela Jimènez, ha spiegato come lo studio sia “stato monitorato con cellule infettate da virus e isolate da pazienti venezuelani”.

La molecola DR10 è un derivato dell'acido ursolico, noto per migliorare il sistema immunitario cellulare, aumentando la produzione di interferone-gamma.

In Venezuela sono stati individuati recentemente 423 nuovi casi di Covid 19, portando il numero dei contagiati a 89.565.

Nei giorni scorsi il Presidente Maduro aveva annunciato una vaccinazione di massa a partire da dicembre 2020/gennaio 2021, attendendo il completamento dei vaccini da parte di Cuba, Cina e Russia.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 2 aprile 2020

Covid 19: cambiare noi stessi e il mondo o perire. Articolo di Luca Bagatin

Nonostante i morti aumentino, nonostante il numero dei contagi – nel mondo - continui ad essere alto, sembra quasi che non abbiamo compreso nulla.
Sembra che continuiamo a vivere nel nostro egoismo, nel nostro individualismo, nella nostra psicosi.
Critichiamo se la gente esce di casa, ma non pensiamo di dare una mano al nostro prossimo.
Critichiamo le misure restrittive delle autorità sanitarie e le accusiamo ingiustamente di “attentare alla nostra libertà”, ma non comprendiamo che libertà è responsabilità nei confronti del nostro prossimo, ovvero di tutti quanti.
Temiamo di perdere il nostro danaro, ma non pensiamo che possa esistere un modo diverso di far andare avanti le cose. Superando il capitalismo, il globalismo, la dittatura del danaro e dell'economia.
Un modo diverso di far andare avanti le cose tornando ad esempio a forme di cooperazione lavorativa ed al baratto. Ad una economia fondata sul dono, come nelle società arcaiche e matriarcali, che hanno rifiutato l'insana modernità e l'ideologia del progresso.
Una modernità, una ideologia del progresso e della crescita economica illimitata che ha generato: inquinamento atmosferico, egoismo, individialismo, arricchimento di pochi a danno di molti, sviluppo materiale insostenibile a danno dell'ecosistema, dispersione di risorse, guerre, violenze di ogni genere...
Una società malata, che corre e che oggi, finalmente, è comunque costretta a farmarsi.
Ma, anziché fermarsi a riflettere, a curare la propria interiorità, le proprie passioni, i propri interessi artistici e spirituali, nelle proprie case, preferisce lanciare accuse. Alimentare inutili violenze. Domestiche, pubbliche...
Non abbiamo davvero capito niente, allora !
Il Papa dei cattolici, Francesco, qualche giorno fa ha fatto presente che: “Pensavamo di rimanere sani in un mondo malato”. E ha anche detto: “Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato”.
Ora, si può anche non essere cattolici, come chi vi scrive in questo momento. Ma il Papa dei cattolici ha detto cose vere. Semplici e vere. Che basterebbe interiorizzare e mettere in pratica.
E' per questo che occorre – in tutto il mondo, in particolare nel Primo Mondo industrializzato - cambiare o perire. Sovvertire le regole dell'economia. Abolire il sistema del mercato, degli interessi sui prestiti, della moneta quale mezzo di scambio. Abolire le teconologie pericolose per la salute e mettere al bando armi e armamenti.
Tornare a forme antiche di cooperazione, di autogestione del lavoro, di baratto. Di scambio fra persone eguali. Nessuno più dovrebbe essere ricco né povero. Tutti dovrebbero avere di che vivere.
E sarebbe opportuno che questa “quarantena” - come la chiamano molti – che stiamo vivendo, ci aiuti a comprendere che dobbiamo consumare meno (non ingozzarci, come fanno in troppi in questi giorni). Imparare a vivere con lo stretto necessario. E gioire dello stretto necessario che abbiamo.
Chiedere, pretendere e costruire, invece, più servizi sociali, sanitari, assistenziali per le persone più bisognose.
Superare l'insana ideologia dell'arricchimento personale, del produttivismo ad ogni costo, della competizione.
Le persone non sono nate per mettersi in competizione, ma per collaborare e aiutarsi a vicenda. Perché la vita è dura per tutti. Ed è una sfida che tutti assieme dobbiamo vincere. Altrimenti siamo già morti.
Morti.
Meno industrie inquinanti aperte significa più salute e meno inquinamento. Questo nemmeno Greta Thunberg lo aveva detto. Ma lo stiamo sperimentando. E così meno automobili e mezzi inquinanti in giro.
E laddove c'è troppo inquinamento ci sarà sempre maggiore rischio di contrarre virus mortali come il Covid 19.
Occorre puntare ad una economia di autoproduzione, a chilometro zero. Lavorare meno e il più possibile vicino a casa. Lavorare non per uno stipendio, ma per migliorare la comunità nella quale viviamo. Cooperando, barattando beni e servizi, senza mai più sfruttare il prossimo, il suo lavoro, la sua mente, il suo corpo. Solo condividendo intelligenza, forza lavoro, capacità di collaborazione.
Tutto ciò potrà apparire come utopia, in questo Primo Mondo industrializzato malato (moralmente, spiritualmente, ideologicamente, economicamente). In questo mondo liberal capitalista che confonde la libertà con il benessere materiale e con la possibilità di girare il mondo.
Che non comprende che laddove la cooperazione e il socialismo autentico hanno attecchito - particolarmente nel Terzo Mondo latinoamericano, asiatico o africano - là attecchisce la vera democrazia, la vera libertà, il vero senso di comunità e di solidarietà fra le genti.
In questo periodo abbiamo avuto grande senso di comunità e di solidarietà da parte di Paesi come Cuba, il Vietnam, l'Albania, la Cina. Paesi storicamente poveri già di ispirazione socialista.
Non l'abbiamo avuta da parte dei Paesi cosiddetti avanzati, nordici, bianchi. Paesi che ancora non hanno compreso la loro malattia interiore e la malattia che sta colpendo il mondo in questo momento storico.
Occorrerà, dunque, iniziare a mettere al bando il benessere materiale. Occorrerà ricostruire e ripensare il mondo. Iniziando da noi stessi.

Luca Bagatin

lunedì 9 marzo 2020

Lettera Aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza su possibile uso medicina cubana contro il Covid-19. Di Irma Dioli, Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba

Ill.mo Ministro Speranza,

In relazione all’attuale emergenza sanitaria, con la presente desideriamo portare alla sua attenzione la disponibilità di un farmaco prodotto a Cuba, che si è reso utile per affrontare l’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19. Si tratta dell’interferone cubano alfa 2B (IFRrec) adottato dal mese di gennaio dalle autorità sanitarie cinesi insieme ad altri farmaci e che risulta abbia dato ottimi riscontri.
Come le è noto Cuba è all’avanguardia in tutto il mondo nel campo della ricerca scientifica e della salute, nonostante il blocco economico, finanziario e commerciale a cui è sottoposta da parte degli Stati Uniti da quasi 60 anni.  L’eccellenza del suo Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologica e dell’industria biotecnologica sono una realtà di livello internazionale, così come la produzione di farmaci di elevata tecnologia come l’interferone alfa 2B.
L’affidabilità scientifica del prodotto è sancita da numerose ricerche e sperimentazioni sul campo effettuate nel corso degli anni e che hanno determinato ottimi successi.   Ciò è riscontrabile tramite le fonti specialistiche ufficiali, ma anche  dall’ampia disponibilità di articoli sul tema .
Il farmaco peraltro è già in uso in altri paesi come il Messico e la Spagna in Europa.
Ci rivolgiamo pertanto a Lei in qualità di Ministro competente per verificare la possibilità di prendere in considerazione l’importazione e l’utilizzo di tale farmaco anche in Italia.
Riteniamo fondamentale utilizzare ogni strumento, come appunto quello dell’interferone alfa 2B per contribuire ad aiutare nello sforzo di combattere il coronavirus.
Inoltre, vista la carenza di personale sanitario disponibile, ci permettiamo di suggerirle di promuovere un Accordo con le autorità cubane competenti per richiedere la collaborazione di  medici e infermieri cubani,  nelle strutture ospedaliere italiane.
L’elevata competenza, preparazione e specializzazione del personale medico cubano,  così come l’esperienza nel campo delle malattie infettive ed epidemiologiche, hanno avuto importanti riconoscimenti a livello internazionale. In questa direzione, la stessa OMS ha dichiarato che Cuba è stata esemplare nella lotta contro l’epidemia del virus Ebola in Africa.
Nel trasmetterle il nostro apprezzamento per la serietà e competenza con la quale sta affrontando la gestione del fenomeno, rimaniamo a completa disposizione.
In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, con l’occasione i più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
La Presidente
Irma Dioli


Milano, 6 marzo 2020