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domenica 15 marzo 2020

Coronavirus. In arrivo gli aiuti concreti da Cuba e dalla Cina. Articolo di Luca Bagatin

Cuba è sottoposta da decenni a un embargo del tutto arbitrario e ingiusto, da parte degli USA.
Purtuttavia, nonostante ciò, è un'Isola che, da sempre, ha saputo non solo mantenere il proprio sistema sociale e socialista, ma anche investire gran parte del suo PIL in formazione e sanità pubblica (ben l'11% del suo Prodotto Interno Lordo solo nel sistema sanitario pubblico).
I medici cubani sono all'avanguardia, al punto che sono da sempre inviati, dal loro governo, in ogni parte del mondo, per sopperire alle emergenze sanitarie. Pensiamo ad esempio all'emergenza Ebola in Africa occidentale nel 2013.
Il Ministero della Salute cubano stima che, dagli Anni '60 ad oggi, i suoi medici siano stati attivi in ben 600.000 missioni, in 164 Paesi. Molti dei quali attivi ancora oggi in ben 67 Paesi, in particolare africani e latinoamericani.
E' proprio di ieri la dichiarazione dell'assessore al welfare della Ragione Lombardia, Giulio Gallera, di voler richiedere medici cubani, oltre che cinesi e venezuelani, da impiegare nell'emergenza Coronavirus. Guarda caso medici provenienti proprio da tre Paesi socialisti che in questi anni, anziché sperperare danaro in armamenti o in misure di austerità – come avvenuto negli USA e in Unione Europea – hanno investito in formazione scolastica, tecnica, scientifica e sanitaria.
E ciò nonostante le sanzioni euro-statunitensi contro il Venezuela (che ancora oggi – a causa di dette sanzioni - fa fatica a reperire medicinali), contro Cuba e le critiche mediatiche alla Cina (definita peraltro del tutto impropriamente “una dittatura”) per il suo sistema sociale, molto diverso da quello liberal-capitalista, ma che l'ha resa la prima potenza economica mondiale. E che, in pochi giorni, ha saputo mettere in campo una task force sanitaria di tutto rispetto.
La Cina, che via via sta arginando l'emergenza Coronavirus sul suo territorio, negli scorsi giorni ha già inviato ingenti aiuti all'Italia. Si parla di materiale medico, mascherine, guanti, per un totale di 31 tonnellate di materiale sanitario, oltre che 9 medici specializzati.
Cuba, da parte sua, con un comunicato dell'Ambasciata in Italia del 15 marzo – firmato dall'Ambasciatore José Carlos Rodríguez Ruiz - fa sapere, fra le altre cose che:
Condividiamo insieme al Popolo italiano l’emergenza sanitaria causata dall’espansione del virus SARS CoV-2, causante il #Coronavirus. Con accurata attenzione seguiamo le informazioni ufficiali sulla sua evoluzione in Italia e anche a livello internazionale (…).
Nei giorni scorsi sia l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba (ANAIC), sia la Coordinatrice Nazionale dei Cubani Residenti in Italia (CONACI) hanno reso pubblici altrettanti appelli alle autorità italiane affinché considerino la possibilità di richiedere un contributo da parte di Cuba, con personale medico e con l’antivirale Interferone Alfa 2B, che è stato utilizzato con successo per contrastare il #COVID19 in Cina.
L’Assessore alla Salute e al Welfare della Regione Lombardia, Sig. Giulio Gallera, ha informato pubblicamente, sabato 14 marzo 2020, di aver richiesto sostegno medico a Cuba.
È mio dovere confermare che, in effetti, abbiamo ricevuto una lettera del Sig. Gallera, formalizzando la richiesta di contare su personale cubano specializzato nel contrasto a malattie trasmissibili. Tale lettera è stata debitamente trasmessa dall’Ambasciata di Cuba in Italia alle autorità cubane competente, con le quali restiamo in contatto per tali scopi.
Siamo anche in contatto diretto con il sig. Gallera e l’Ambasciata di Cuba a Roma manterrà informata l’opinione pubblica sul corso e sui risultati di questa richiesta.
Il comunicato – visibile in lingua spagnola al sito governativo ufficiale http://misiones.minrex.gob.cu/es/articulo/nota-informativa-no-32020-de-la-embajada-de-cuba-en-italia – si conclude con una esortazione e un auspicio: Solo la responsabilità sociale, il contributo congiunto di tutti e la collaborazione internazionale aiuteranno a risolvere, nel più breve tempo possibile, la situazione sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia del #Coronavirus.
Una volta di più, la solidarietà e il contributo maggiori arrivano da Paesi socialisti. E ciò mentre l'Unione Europea è del tutto disorganizzata di fronte a tale emergenza (al punto da non avere una politica comune in merito) e non sta facendo pressoché nulla di serio in favore del nostro Paese (l'Italia sta ricevendo molti meno fondi rispetto a Spagna, Polonia e Ungheria, nonostante siamo il Paese ad oggi più colpito dal virus). Anzi, la Presidente della BCE Lagarde, già giuda del Fondo Monetario Internazionale, sembra porre nuovi ostacoli al nostro Paese, come fatto presente anche dal Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.
E' chiaro che, nei prossimi anni, sarà necessario – per i Paesi europei – modificare radicalmente politica sociale ed economica. Mettere al bando l'austerità. Investire massicciamente in formazione e strutture sanitarie e tecnico-scientifiche. Rivedere radicalmente i rapporto militari e economici con gli USA ed aprirsi ai Paesi eurasiatici e latinoamericani di ispirazione socialista.
E' grazie a un mondo multipolare e solidale che si può battere ogni tipo di emergenza. Non certo attraverso gli egoismi economicistici e particolaristici, tipici del sistema capitalista.

Luca Bagatin

lunedì 9 marzo 2020

Lettera Aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza su possibile uso medicina cubana contro il Covid-19. Di Irma Dioli, Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba

Ill.mo Ministro Speranza,

In relazione all’attuale emergenza sanitaria, con la presente desideriamo portare alla sua attenzione la disponibilità di un farmaco prodotto a Cuba, che si è reso utile per affrontare l’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19. Si tratta dell’interferone cubano alfa 2B (IFRrec) adottato dal mese di gennaio dalle autorità sanitarie cinesi insieme ad altri farmaci e che risulta abbia dato ottimi riscontri.
Come le è noto Cuba è all’avanguardia in tutto il mondo nel campo della ricerca scientifica e della salute, nonostante il blocco economico, finanziario e commerciale a cui è sottoposta da parte degli Stati Uniti da quasi 60 anni.  L’eccellenza del suo Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologica e dell’industria biotecnologica sono una realtà di livello internazionale, così come la produzione di farmaci di elevata tecnologia come l’interferone alfa 2B.
L’affidabilità scientifica del prodotto è sancita da numerose ricerche e sperimentazioni sul campo effettuate nel corso degli anni e che hanno determinato ottimi successi.   Ciò è riscontrabile tramite le fonti specialistiche ufficiali, ma anche  dall’ampia disponibilità di articoli sul tema .
Il farmaco peraltro è già in uso in altri paesi come il Messico e la Spagna in Europa.
Ci rivolgiamo pertanto a Lei in qualità di Ministro competente per verificare la possibilità di prendere in considerazione l’importazione e l’utilizzo di tale farmaco anche in Italia.
Riteniamo fondamentale utilizzare ogni strumento, come appunto quello dell’interferone alfa 2B per contribuire ad aiutare nello sforzo di combattere il coronavirus.
Inoltre, vista la carenza di personale sanitario disponibile, ci permettiamo di suggerirle di promuovere un Accordo con le autorità cubane competenti per richiedere la collaborazione di  medici e infermieri cubani,  nelle strutture ospedaliere italiane.
L’elevata competenza, preparazione e specializzazione del personale medico cubano,  così come l’esperienza nel campo delle malattie infettive ed epidemiologiche, hanno avuto importanti riconoscimenti a livello internazionale. In questa direzione, la stessa OMS ha dichiarato che Cuba è stata esemplare nella lotta contro l’epidemia del virus Ebola in Africa.
Nel trasmetterle il nostro apprezzamento per la serietà e competenza con la quale sta affrontando la gestione del fenomeno, rimaniamo a completa disposizione.
In attesa di un suo cortese cenno di riscontro, con l’occasione i più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
La Presidente
Irma Dioli


Milano, 6 marzo 2020