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martedì 25 novembre 2025

Ancora una volta (stra)vince l'astensione. E, forse, oggi, non potrebbe essere diversamente. Articolo di Luca Bagatin

 

Ancora una volta, ma forse mai in maniera così massiccia, gli elettori, hanno disertato le urne.

Parliamo di quasi il 60% di elettori che, in Veneto, Campania e Puglia, non sono andati a votare a queste elezioni regionali.

Del resto, come si può votare, quando le regole sono truccate, ovvero le leggi elettorali in vigore, dal 1993 ad oggi, sono incostituzionali e prevedono maggioritari e sbarramenti di vario tipo, come ha spiegato anche al sottoscritto l'ex Sen. Socialista Giorgio Pizzol, in una recente intervista?

Come si può votare, quando i grandi schieramenti, quelli più pubblicizzati e sbandierati dai media, sono pressoché tutti uguali e tutti uniti nel sostenere più armi e meno stato sociale; più UE oligarchica e meno UE sovrana; più interessi personali e meno interessi per la comunità?

Stavo rileggendo un passo dell'ultimo saggio dell'amica Paola Bergamo, “Ritrovare i sentieri dell'Europa. Sulla via tracciata da Mario Bergamo”, che presenteremo l'11 dicembre prossimo, presso la Camera dei Deputati, alla presenza, fra gli altri, dei nostri comuni amici prof. Giancarlo Elia Valori, Augusto Vasselli e del Gen. Antonio Bettelli.

Paola così scrive, in un passaggio: “Il tema del rapporto tra cittadino e politica è centrale. Quest'ultima non viene più percepita come capace di occuparsi dei problemi concreti della polis per cercare di risolverli in tutto o in parte. (…) con l'avvento della Seconda Repubblica si è spazzata via un'intera classe dirigente, si è aperta la via del fenomeno bi-populista accelerato dal sistema elettorale maggioritario. Un sistema che, se tutto vorrebbe semplificare, di fatto tutto polarizza estremizzando il dibattito politico nell'ottica di una massimizzazione del consenso. In epoca proporzionale le spinte verso il consenso venivano contenute in molteplici sfumature che caratterizzavano la dialettica nello spazio politico con istanze provenienti senza mediazioni dalla base stessa. Esse venivano poi indirizzate dal sistema dei partiti, i quali, ben diversamente da oggi, non erano padronali e virtuali ma popolari e territoriali”.

Oggi, diversamente da ieri, assistiamo a personalismi estremistici, sempre più spesso provenienti da soggetti che si dicono – a sproposito - “riformisti” o di “centro” (posto che il centro, come la sinistra, nel nostro Paese e sempre più nel resto dell'UE, non esistono, nei fatti, pressoché più e ciò a partire dall'anno di disgrazia 1993). E che, al libero dibattito, vorrebbero sostituire la censura.

Oggi assistiamo a una pressoché totale mancanza di cultura politica e di conoscenza della Storia. Nazionale e internazionale. Assistiamo a slogan ripetuti ad oltranza, anche da un sistema mediatico sempre meno all'altezza e sempre meno di qualità, che preferisce anteporre la propaganda al confronto e all'approfondimento.

Che è riflessione, che è sfumatura.

E, dunque, come scrive Paola Bergamo, nipote dell'antifascista repubblicano mazziniano Mario Bergamo, era il sistema dei partiti, quelli veri, autentici, democratici, che hanno retto il Paese dal 1946 al 1993, che mediavano le istanze della comunità. Che la comunità ascoltavano. Che avevano dei valori, una Storia, una cultura e, soprattutto, che erano fatti di persone.

Di quelle che venivano chiamati “militanti”, che si riunivano nelle “sezioni di partito” e che spesso frequentavano anche apposite “scuole di partito”. Ove si imparava a vivere, prima ancora che a governare.

Oggi, diversamente, siamo nelle mani degli influencer politici di turno. Di soggetti che ieri dicevano una cosa, oggi ne dicono un'altra (spesso a seconda dei desiderata o del Presidente USA di turno o dei dirigenti UE del momento) e domani....? Chissà.

Soggetti senza radici storiche, culturali, sociali profonde. Che, della comunità, nel suo complesso, sembrano conoscere poco. Preferendo affibbiare etichette facili e fare della semplificazione la loro regola, in modo da evitare di entrare nel merito delle questioni.

Perché, se si entra nel merito, forse si rischia di perdere consenso politico.

Gli elettori, i cittadini, ad ogni modo, hanno compreso che, da tempo, il Re è Nudo. E, la stragrande maggioranza, non vota più e non segue più quelli che oggi ricoprono ruoli politici.

Ma, senza la base, senza la comunità, non si va certamente lontano.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 23 febbraio 2022

Movimento Seggio Vuoto...da un'idea (anti)politica di Riccardo Merendi

L'amico scrittore e ingegnere meccanico Riccardo Merendi ha lanciato, alcuni giorni fa, il Movimento Seggio Vuoto e mi ha proposto di collaborarvi.

Trovo la sua iniziativa interessante e abbastanza in linea con un'idea storica del nostro pensatoio "Amore e Libertà", se vista in un'ottica di democrazia diretta e alternativa all'oligarchia elettoralistico-politica. E su questo punto, in particolare, vorrei incalzare Riccardo.

Su questo aspetto, nel 2016, avevo scritto uno dei miei tanti articoli in merito, leggibile qui: https://amoreeliberta.blogspot.com/2016/06/hanno-vinto-i-non-votanti-quando-una_6.html?m=0

Vorrei postare, dunque, qui di seguito, alcune delle idee/proposte di Riccardo Merendi e segnalare, in particolare, il gruppo di discussione che ha aperto su Facebook - in merito - e che può diventare un utile strumento di dibattito e confronto fra tutti coloro quali - aldilà delle idee politiche personali - credono nella necessità di superare uno status quo fatto di politici che non rappresentano altro che i loro interessi e quelli di un Potere totalmente lontano, se non addirittura opposto, ai cittadini e, nel senso più ampio del termine, alla democrazia stessa.

Democrazia che, o è diretta e pertecipativa, o non è democrazia, ma oligarchia.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

"Chi è contento della attuale situazione politica e/o crede che con questi politici se ne uscirà, in questo gruppo non troverà alcunché di suo interesse e/o gradimento.
Agli altri, invece, quelli che non ne possono più, vorrei chiedere se tra pandemia, bollette, guerre, cemento, clima, transizione energetica, inquinamento, mafia, scuola, giustizia, sanità (potrei anche continuare) c'è un argomento che pensano possa essere risolto da questo "governo dei migliori" o da un parlamento continuamente scavalcato da decreti.
Sono un ing. meccanico di 62 anni, ho partecipato a diverse attività e sfido chiunque a dimostrare che prima di silurare un incapace che fa danni bisogna avere trovato un sostituto!
Se quasi metà degli elettori non vota, un motivo ci sarà: voglio pensare, magari sbagliando, che sia perché ritiene inutile sprecare tempo per dare una preferenza a qualcuno che sa già non essere in grado di fare cose utili per lui.
Quindi non mi rivolgo a quelli che "credono" a ciò che raccontano i politici sulle soluzioni promesse (anche se mai attuate), perché loro hanno la fortuna di avere la "fede", e con la "fede" non si discute.
Ma quelli che non votano non hanno la stessa fortuna (se avessero "fede" voterebbero) e forse sono stanchi di sentirsi raccontare favole che, invece di conciliare il sonno, diventano incubi sempre più spaventosi.
E si arriva alla conclusione: non "credi" a quello che i politici raccontano + non "credi" che questi politici sappiano risolvere i problemi = mandiamoli a casa!
Prendendo spunto da un noto proverbio: per un seggio, meglio vuoto che male occupato"
 
Riccardo Merendi
 
Il gruppo Facebook del Movimento Seggio Vuoto è il seguente: https://www.facebook.com/groups/668180214331048

martedì 16 febbraio 2021

"Siamo come il sognatore che sogna e poi vive nel sogno"

"Siamo come il ragno. Tessiamo la nostra vita e poi ci muoviamo insieme in essa. Siamo come il sognatore che sogna e poi vive nel sogno. Questo è vero per l’intero universo"

(frase tratta dalla Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad, una delle 14 Upaniṣad vediche, ovvero testi filosofici sacri in indiani tramandati oralmente dal nono al quarto secolo a.C.)
 
 
"Andare a votare è ormai come se un condannato a morte avesse la possibilità di scegliere il proprio carnefice.
Sarebbe preferibile lottare per abolire tutti i carnefici.
La libertà è dentro ciascuno di noi. Non nell'illusione della materia esteriore"
 
(Luca Bagatin)
 

 
"Nell'oscurità di un futuro passato
il mago desidera vedere.
Un uomo canta una canzone tra questo mondo e l'altro.
Fuoco, cammina con me" 
 
(David Lynch, "I Segreti di Twin Peaks") 
 
 

lunedì 12 giugno 2017

In Francia e alle amministrative italiane vince il non voto. Che necessita, evidentemente, di auto-rappresentanza. Articolo di Luca Bagatin

A vincere, diciamolo chiaro, è stata l'astensione.
Lo è stata, clamorosa, in Francia, con un astensionismo di oltre il 50% e lo è stata anche in questa tornata di amministrative in Italia.
Macron, dunque, vince e si prenderà la maggioranza assoluta dei seggi nell'Assemblea Nazionale francese con il 16% netto, ovvero è stato votato da solo il 16% degli aventi diritto al voto. E' questa democrazia ?
Un anno esatto fa scrissi un articolo (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/06/hanno-vinto-i-non-votanti-quando-una_6.html) nel quale analizzavo i risultati delle amministrative da Roma a Napoli passando per Torino, ed evidenziavo ancora una volta come, a prevalere, fosse il partito del non voto. E come questo necessiti, se di democrazia vogliamo parlare, di una rappresentanza, ovvero di una auto-rappresentanza.
In massa, i cittadini, sempre meno interessati alle alchimie dei partiti alla ricerca di leggi elettorali a loro più convenienti, sembrano infatti disgustati dall'attuale offerta politica e ciò, evidentemente, non solo in Italia, ma anche in una Europa ove a muovere i fili sono sempre più organismi sovranazionali - dall'Unione Europea al Fondo Monetario Internazionale - sia distanti dalle necessità dei popoli, ma anche sempre più richiedenti misure di austerità dannose per i cittadini medesimi, i quali invece necessitano di politiche sociali, di rinnovata sovranità nazionale e di democrazia partecipativa.
In questo senso siamo infatti di fronte ad un deficit di democrazia in quanto siamo di fronte ad un deficit di rappresentanza che, come indicavo in quel mio articolo ed in altri precedenti, potrebbe essere colmato non già più attraverso deleghe elettoralistiche a politici ed ai loro partiti, bensì attraverso assemblee popolari aperte a tutti e decentrate al massimo, in modo tale che la periferia abbia voce e rappresentanza in capitolo e prevalga su un centro sempre più elitario.
In questo senso proponevo, dunque, la necessità di fornire un'adeguata rappresentanza civica, civile e politica anche ai non votanti, in quanto largamente maggioritari rispetto a tutti gli altri partiti e movimenti.
Come già scrissi, riporto testualmente: Un sistema potrebbe essere ad esempio l'attribuzione dei seggi che potrebbero spettare ai non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte. Oppure l'attribuzione dei seggi spettanti nei Consigli ai non votanti, attribuendoli ai non votanti medesimi, estratti sempre a sorte, come nell'Agorà dell'Antica Grecia, culla della democrazia.
E così a Roma, ad esempio, quel 43% di non voti potrebbe essere occupato nel Consiglio comunale da altrettanti cittadini comuni estratti a sorte. E così il 46% di non voti nel Consiglio comunale di Milano e così via. Diversamente si toglierebbe la possibilità alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno liberamente scelto di non dare deleghe in bianco ai politici, di essere rappresentata democraticamente.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà greca.
Sarebbe peraltro interessante che, progressivamente, si arrivasse ad abolire le elezioni stesse (come peraltro suggerito anche dall'intellettuale belga David Van Reybrouck, che ha scritto un saggio in merito edito in Italia da Feltrinelli, “Contro le elezioni”) e si favorisse la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni e di comitati popolari composti da chiunque voglia dire la sua ed incidere nella gestione del Paese sul modello, peraltro, del “Bilancio Partecipativo”, già attuato in numerosi Comuni italiani ed a Porto Alegre in Brasile.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
Questa, in sostanza, l'attuazione della vera democrazia.
E' chiaro che, per elevare le coscienze, ovvero per formare i cittadini alla vita civica e politica, sarebbe prioritaria ed utile la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero in questo senso essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora, peraltro.
Far cadere i vecchi steccati ideologici e formare le coscienze ad una auto-rappresentanza autogestita, appare dunque come la cosa più utile al fine di ripensare in senso sempre più democratico ed aperto il confronto pubblico che, in assenza di una rappresentanza diretta, civica e civile, rischia di deteriorarsi e nello sfociare in pericolose derive autoritarie o di piazza.
Ciò sembra ad ogni modo al momento non preoccupare mimimamente i politici tanto italiani quanto francesi che, con nemmeno il 50% di votanti, ritengono ad esempio che Marcon sia legittimato ad avere la maggioranza assoluta del Parlamento (sic !).
Ciò ci appare quantomeno azzardato e degno di profonda riflessione.

Luca Bagatin

giovedì 23 febbraio 2017

Nessun candidato del sistema merita il vostro voto ! Appello dell'OSRE per le elezioni presidenziali francesi

Le elezioni presidenziali francesi sono imminenti.
Il bimestrale "Rébellion", organo dell'Organizzazione Socialista Rivoluzionaria Europea (OSRE), ha lanciato un appello al non voto che mi sento e ci sentiamo di condividere: in Francia come in Italia e in tutta Europa, per rilanciare l'idea di democrazia popolare diretta; rifiutando la globalizzazione liberale che garantisce solo i ricchi; riaffermando che - alla base di qualsiasi politica economica - ci devono essere il bene comune e la giustizia sociale.
Riportiamo pertanto qui di seguito il testo dell'appello, tradotto in italiano e in lingua originale.

Luca Bagatin
Amore e Libertà



NESSUN CANDIDATO DEL SISTEMA MERITA IL VOSTRO VOTO !

Mentre i lavoratori stanno lottando per conservare il posto di lavoro in tutta la Francia, mentre la miseria si deposita nel nostro paese, i politici liberali di Destra e Sinistra hanno occultato i problemi reali attraverso una campagna presidenziale scarsamente politicizzata. Hamon, Fillon e Macron: i candidati del sistema ! Che cosa propongono i candidati del sistema ? Delle leggi per i più forti e lo sfruttamento per tutti gli altri. Il loro programma comune ? Precarietà del lavoro, privatizzazione dei servizi pubblici, smantellamento del sistema scolastico, tagli alle pensioni ed alle indennità di malattia ! Al di là delle elezioni: lotta autonoma e popolare ! Dobbiamo uscire da questa impasse, superare un orizzonte bloccato e proporre un'alternativa credibile a questa grande carnevalata. Sulla base della difesa degli interessi popolari un programma di difesa del Popolo e della Patria che si fondi su tre assi portanti:

    
Il rifiuto della globalizzazione liberale che  garantisce solo i più ricchi. L'affermazione che è il bene comune e la giustizia sociale che devono essere alla base di qualsiasi politica economica.

    
Il rifiuto della confisca della sovranità popolare europea da parte di istituzioni tecnocratiche e internazionali. La necessità di restituire al popolo la possibilità di essere artefice del proprio destino e di garantire la possibilità affinché esso possa partecipare attivamente e direttamente alle decisioni fondamentali che lo riguardano.

    
Il rifiuto della supremazia globalista sul mondo. Fare di tutto per garantire l'indipendenza della Francia e dell'Europa, attraverso l'emancipazione dal dominio atlantista ed attraverso il sostegno a tutte le lotte anti-imperialiste. Il popolo lotta ! Il popolo non vota !
Ci appelliamo a coloro i quali non sostengono i partiti del sistema affinché partecipino alla costruzione - attraverso l'azione comune - di una alternativa popolare, patriottica e rivoluzionaria al sistema. Per questo noi indirizziamo tale appello a tutte le forze vive al fine di marginalizzare la campagna presidenziale e lavorare tutti assieme per il futuro che si prepara !





Aucun candidat du système ne mérite votre voix !

http://rebellion-sre.fr/candidat-systeme-ne-merite-voix/

Pendant que les travailleurs luttent pour préserver leur emploi partout en France, pendant que la misère s’installe dans notre pays, les politiciens libéraux  de Droite comme de Gauche ont escamoté les véritable enjeux d’une campagne présidentielle bassement politiciennes.
Hamon, Fillon et Macron : les candidats du système ! 
Que proposent les candidats du système ? Des lois pour les forts et l’exploitation pour tous les autres. Leur programme commun ? Précariser l’emploi, privatiser le service public, démenteler l’école, réduire les retraites et l’allocation maladie !
Au delà des élections : La lutte autonome et populaire  !
Il nous faut donc sortir de cette impasse, dépasser un horizon bouché et proposer une alternative crédible  à  cette vaste mascarade. Sur la base de la défense des intérets populaires un programme de défense du Peuple et de la Patrie peut se dessiner autour de trois axes:

  • Le refus de la mondialisation libérale qui ne bénificie qu’aux classes les plus aisées. L’affirmation que c’est le bien commun et la justice sociale qui doivent être la base de toute politique économique.
  • Le refus de la confiscation de la souveraine populaire par des institutions technocratiques aussi bien internationales qu’ européennes . La nécessité de rendre au peuple  son destin et de garantir sa participation active et directe aux décisions fondamentales le concernant.
  • Le refus de la suprématie mondialiste sur le monde. Tout faire pour garantir l’indépendance de la France et de l’Europe, cela passant par l’émancipation à l’égard de la domination atlantiste et par un soutien à toutes les luttes anti-impérialistes.
Le Peuple lutte ! Il ne vote pas ! 
Nous appelons donc ceux qui ne se retrouvent pas dans les partis du système, à se prendre en main et à participer à la construction, à travers l’action commune, d’une alternative populaire, patriotique et révolutionnaire au système. Pour cela, nous adressons cet appel à toutes les forces vives pour mener en marge de la campagne présidentielle, un travail de terrain afin de contrer l’avenir que l’on nous prépare !

lunedì 6 giugno 2016

Hanno vinto i non votanti: a quando una loro rappresentanza diretta ? Articolo di Luca Bagatin

I risultati parlano chiaro: da Roma a Napoli, passando per Milano e Torino e non solo, ancora una volta, stravincono i non votanti con percentuali che vanno dal 43% al 46%.
Ancora una volta, in sostanza, il primo partito non è il Cinque Stelle, il Pd o Forza Italia, bensì è il partito del NON VOTO e questo è il dato che troppo spesso si tende a nascondere o a sminuire sotto il profilo mediatico ed invece dimostra come abbiano vinto quei cittadini che, stanchi della politica delle ruberie locali e dell'autoritarismo autoreferenziale ed antisociale del governo centrale, hanno preferito dare un chiaro segnale di dissenso alla politica nostrana ed al sistema dei partiti, dei movimenti e dei politici.
Come scrivo da tempo, anche nell'ambito del pensatoio che ho fondato tre anni fa “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.blogspot.itwww.amoreeliberta.altervista.org), ritengo sia dunque necessario fornire un'adeguata rappresentanza civica, civile e politica anche e soprattutto ai non votanti, in quanto largamente maggioritari rispetto a tutti gli altri partiti e movimenti.
Un sistema potrebbe essere ad esempio l'attribuzione dei seggi che potrebbero spettare ai non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte. Oppure l'attribuzione dei seggi spettanti nei Consigli ai non votanti, attribuendoli ai non votanti medesimi, estratti sempre a sorte, come nell'Agorà dell'Antica Grecia, culla della democrazia.
E così a Roma, ad esempio, quel 43% di non voti potrebbe essere occupato nel Consiglio comunale da altrettanti cittadini comuni estratti a sorte. E così il 46% di non voti nel Consiglio comunale di Milano e così via. Diversamente si toglierebbe la possibilità alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno liberamente scelto di non dare deleghe in bianco ai politici, di essere rappresentata democraticamente.
Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà greca.
Sarebbe peraltro interessante che, progressivamente, si arrivasse ad abolire le elezioni stesse (come peraltro suggerito anche dall'intellettuale belga David Van Reybrouck, che ha scritto un saggio in merito edito in Italia da Feltrinelli, “Contro le elezioni”) e si favorisse la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni e di comitati popolari composti da chiunque voglia dire la sua ed incidere nella gestione del Paese sul modello, peraltro, del “Bilancio Partecipativo”, già attuato in numerosi Comuni italiani ed a Porto Alegre in Brasile.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
Questa, in sostanza, l'attuazione della vera democrazia.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.

Luca Bagatin

martedì 25 novembre 2014

Alle amministrative di Emilia Romagna e Calabria vincono i cittadini non votanti. E' il momento di dar loro un'equa auto-rappresentanza. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

I risultati delle recenti elezioni amministrative di Emilia Romagna e Calabria parlano chiarissimo: ha stravinto il non voto, ovvero hanno stravinto quei cittadini che, stanchi della politica delle ruberie locali e dell'autoritarismo autoreferenziale ed antisociale del governo centrale, hanno preferito dare un chiaro segnale di dissenso alla politica nostrana.
In Emilia Romagna, dunque, hanno vinto i cittadini astenuti con il 69,3% dei consensi; mentre in Calabria i consensi degli “ex voto” sono stati 55,9%. Due partiti-non-partiti decisamente largamente maggioritari ai quali andrebbe data giusta rappresentanza attraverso un sistema che preveda – come peraltro teorizzavo in un comunicato stampa a firma del movimento “Amore e Libertà”, precedente le elezioni europee - l'attribuzione dei seggi dei non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia (Grecia ben diversa da quella attuale).
In questo senso, infatti, nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.org) mi batto da tempo per un sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni.
In questo senso, peraltro, non sarebbe impossibile né di per sé utopistico – al di là dei vari “inciuci del Nazareno” - pensare di cambiare la legislazione elettorale vigente, introducendo quantomeno la possibilità di attribuire, come dicevo, i seggi dei “non votanti” ai cittadini italiani (o emiliani, o calabresi, nel caso delle recenti elezioni amministrative), estraendoli a sorte fra tutti gli aventi diritto al voto.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.

Luca Bagatin

lunedì 26 maggio 2014

AMORE E LIBERTA' HA VINTO LE EUROPEE CON IL 42,78% DI NON VOTO !!!

Tre anni fa Peter Boom – attore, cantante, scrittore, ideatore della Teoria della Pansessualità, militante per i diritti civili e le libertà sessuali, nonché collaboratore del mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - volava via, per fondersi con l'Eterno.

Un anno fa nasceva “Amore e Libertà”, che fra le sue figure ispiratrici ha deciso di annoverare anche Peter, assieme ad Anita e Giuseppe Garibaldi, Cagliostro, Krishna, Buddha, Ermete Trismegisto, Cristo, Maria Maddalena, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Ernesto Nathan, Gandhi, Albert Einstein, Gabriele D'Annunzio, Alceste Da Ambris, Moana Pozzi e Ilona Staller.

C'è un filo rosso che unisce le due cose ? Molto probabilmente sì..
Ad unirle c'è il fatto che le battaglie di amore e di libertà combattute da Peter dagli Anni '60 ad oggi non sono mai morte. Sono, ancora una volta, vive e necessarie come l'aria che respiriamo.
“Amore e Libertà”, poi, in un anno di attività ha avuto anche l'onore di essere citato nel saggio di Gabriele Maestri “Per un pugno di simboli” (Aracne Editrice), ove, peraltro, compare anche il nome di Peter. Nel saggio di Maestri si racconta la nostra storia, che fonda le sue radici nel Rinascimento, nel Risorgimento e, via via, nella cultura beatnik, hippie, cyberpunk e libertaria.
Oggi viviamo un momento cruciale della nostra Storia. I cittadini iniziano a svegliarsi ed a scegliere l'onestà intellettuale.
Con il 42,78% di NON VOTO, di fatto, siamo il primo partito. Abbiamo superato finanche il “partito delle tre carte” renziano. Il partito del voto di scambio degli 80 euro (ma non per tutti !). Siamo il primo e vero movimento (anti)politico ad aver condotto con serietà questa battaglia. Contro la violenza di una politica senza amore. Contro la violenza del Potere e della mediaticità, incarnata dai nuovi “guru” Renzi-Grillo-Berlusconi. Al fine di rifondare l'Agorà. La vera piazza libera per un confronto democratico fra TUTTI i cittadini.
Come scrivevamo in un recente comunicato stampa in questo senso (…) non sarebbe impossibile pensare di cambiare la legislazione elettorale vigente, introducendo quantomeno la possibilità di attribuire i seggi dei NON VOTANTI ai cittadini italiani (o europei, nel caso di elezioni europee), estraendoli a sorte.
Occorre, pertanto, rilanciare le battaglie libertarie e (contro)culturali (scaricabili al link http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm) in modo consapevole ed extraparlamentare. In due parole: in modo CIVILE e NONVIOLENTO.
Peter è con noi, come sono con noi tutte le figure che – nel corso della Storia – ci hanno ispirato e continuano ad ispirarci.

Luca Bagatin
Presidente di “Amore e Libertà”
www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it