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lunedì 6 giugno 2016

Hanno vinto i non votanti: a quando una loro rappresentanza diretta ? Articolo di Luca Bagatin

I risultati parlano chiaro: da Roma a Napoli, passando per Milano e Torino e non solo, ancora una volta, stravincono i non votanti con percentuali che vanno dal 43% al 46%.
Ancora una volta, in sostanza, il primo partito non è il Cinque Stelle, il Pd o Forza Italia, bensì è il partito del NON VOTO e questo è il dato che troppo spesso si tende a nascondere o a sminuire sotto il profilo mediatico ed invece dimostra come abbiano vinto quei cittadini che, stanchi della politica delle ruberie locali e dell'autoritarismo autoreferenziale ed antisociale del governo centrale, hanno preferito dare un chiaro segnale di dissenso alla politica nostrana ed al sistema dei partiti, dei movimenti e dei politici.
Come scrivo da tempo, anche nell'ambito del pensatoio che ho fondato tre anni fa “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.blogspot.itwww.amoreeliberta.altervista.org), ritengo sia dunque necessario fornire un'adeguata rappresentanza civica, civile e politica anche e soprattutto ai non votanti, in quanto largamente maggioritari rispetto a tutti gli altri partiti e movimenti.
Un sistema potrebbe essere ad esempio l'attribuzione dei seggi che potrebbero spettare ai non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte. Oppure l'attribuzione dei seggi spettanti nei Consigli ai non votanti, attribuendoli ai non votanti medesimi, estratti sempre a sorte, come nell'Agorà dell'Antica Grecia, culla della democrazia.
E così a Roma, ad esempio, quel 43% di non voti potrebbe essere occupato nel Consiglio comunale da altrettanti cittadini comuni estratti a sorte. E così il 46% di non voti nel Consiglio comunale di Milano e così via. Diversamente si toglierebbe la possibilità alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno liberamente scelto di non dare deleghe in bianco ai politici, di essere rappresentata democraticamente.
Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà greca.
Sarebbe peraltro interessante che, progressivamente, si arrivasse ad abolire le elezioni stesse (come peraltro suggerito anche dall'intellettuale belga David Van Reybrouck, che ha scritto un saggio in merito edito in Italia da Feltrinelli, “Contro le elezioni”) e si favorisse la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni e di comitati popolari composti da chiunque voglia dire la sua ed incidere nella gestione del Paese sul modello, peraltro, del “Bilancio Partecipativo”, già attuato in numerosi Comuni italiani ed a Porto Alegre in Brasile.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
Questa, in sostanza, l'attuazione della vera democrazia.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.

Luca Bagatin

domenica 5 giugno 2016

"Liberiamoci dallo schiavismo e dalla prostituzione (intellettuale, fisica e morale) !" Riflessioni e aforismi di Luca Bagatin

In generale non sopporto fascisti e comunisti ideologizzati.
Sono inutilmente livorosi, sciocchi e banali. Oltre che inconcludenti.
La via dell'anticapitalismo passa per la condivisione delle idee e per la compartecipazione di TUTTI. Le ideologie sono utili solo al Potere.


Non ho alcun rispetto per le religioni in quanto esse non rispettano l'essere umano.



Se pensate che le elezioni siano una forma di democrazia, allora state freschi !


La società multienica - generata dal capitalismo attraverso la diffusione dell'edonismo, del libero commercio e delle guerre - non genera cultura e condivisione, ma solo confusione e perdita delle identità.
Guardiamoci bene dal diventare come gli Stati Uniti d'America, crogiolo massimo di incultura, confusionismo e macelleria sociale.

Il fenomeno dell'immigrazionismo non è altro che immigrazione incontrollata e forzata. Generata dal colonialismo, dal neocolonialismo, dalle guerre e dallo sfruttamento del Terzo Mondo e che si è tradotta in esodi di massa che portano danari solo alle imprese e perpetuano lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e lo sradicamento identitario di tutti.


La prostituzione, nel mondo capitalista, è già legale.
Lo è quando andate a lavorare e portate a casa uno stipendio che vi lega al sistema commerciale ad esempio.
Penso sarebbe ora di debellare questa piaga schiavista !

Qualche giorno fa parlavo di politica con l'amico Roberto Giuliano.
Pur essendo entrambi simpatizzanti craxiani, differiamo parecchio sulla visione del socialismo, che per Roberto è mera distribuzione delle ricchezze, per me è socializzazione dell'economia e della politica, ovvero restituzione del potere ai cittadini e dei mezzi di produzione ai lavoratori.
Penso che la visione di Roberto (che è quella dei cosiddetti socialisti europei e delle sinistre europee) sia, in realtà, una resa al capitalismo assoluto ed alle teorie redistributive liberali di Keynes che, ad ogni modo, anziché superare l'esistenza delle classi sociali, le mantengono inalterate. Così come mantengono inalterati i rapporti di forza e di potere: da una parte i cittadini ed i salariati e dall'altra i potenti e gli imprenditori.
Occorre, a mio avviso, superare tutto ciò e costituire una società di liberi (anche dal salario e dai rapporti di prostituzione/lavoro) ed eguali (esseri umani pensanti).