martedì 7 luglio 2026

Il Presidente socialista colombiano Gustavo Petro denuncia brogli, annuncia ricorso e convoca una mobilitazione il 20 luglio. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Presidente uscente della Colombia, il socialista Gustavo Petro, ha dichiarato di non riconoscere la legittimità del nuovo governo dell'estrema destra guidata da Abelardo Da la Espriella.

Il Presidente Petro ha scritto in merito, su X, che “Gli algoritmi che hanno falsato i risultati elettorali sono stati utilizzati con le liste elettorali di coloro che non votano mai, sostituendole con elettori che potevano votare più volte o con elettori assenti nei seggi con giurie omogenee”.

Egli ha spiegato che nei seggi elettorali all'estero, ove il candidato dell'estrema destra ha ottenuto 177.000 voti in più rispetto al candidato della sinistra, Ivan Cepeda, i giurati provenivano dalla Colombia e non erano residenti negli USA o in Spagna. Situazione che il Presidente Petro ha definito “illegale”.

Il Presidente uscente ha altresì aggiunto che alcuni elettori, trasferiti per i Mondiali di calcio, avrebbero votato fino a sette volte, utilizzando l'identità di cittadini assenti.

Egli ha poi indicato la società di intelligence privata israeliana BlackCube come fornitrice di algoritmi difettosi e ha accusato la società di lobbying Balart di aver ricevuto milioni di dollari per promuovere l'immagine di De la Espriella e convincere Trump a sostenerlo.

Su Facebook, il Presidente Petro ha affermato, fra le altre cose:

“Ciò che sta arrivando è il fascismo, e il fascismo non è qualcosa con cui si può trattare, ma qualcosa da sconfiggere.

Non stiamo esagerando quando diciamo che il governo di Abelardo è stato eletto dall'estero, con voti inesistenti, in una percentuale automaticamente aggiustata da algoritmi creati da società private israeliane con l'approvazione del loro governo genocida, e gestiti dalla società che io stesso ho pubblicamente denunciato, ma che il Consiglio di Stato aveva già ordinato di rimuovere con una sentenza definitiva nel 2018.
Oggi abbiamo illustrato ai rappresentanti eletti l'arsenale di prove raccolte e presenteremo ricorso per l'annullamento delle elezioni, come è nostro dovere.

L'umanità conoscerà i fatti perché ciò che è accaduto in Colombia è già accaduto in altri Paesi, anche europei, e continuerà ad accadere. Non stiamo solo affrontando l'imminenza del fascismo in Colombia, ma forse il più grande attacco alla democrazia globale dai tempi di Hitler”.

Gustavo Petro, prima di lasciare il suo incarico, ha indetto, per il prossimo 20 luglio, giornata dell'indipendenza della Colombia, una mobilitazione per difendere le riforme sociali del Paese. Alla manifestazione parteciperà anche il candidato dell'opposizione Ivan Cepeda, sostenuto da Petro alle elezioni presidenziali.

Luca Bagatin

https://amoreeliberta.blogspot.com

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