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domenica 6 ottobre 2019

Il Partito Comunista in piazza contro il governo Cinque Stelle-Pd-Leu-Sinistra Italiana. Articolo di Luca Bagatin

Una piazza, quella Santi Apostoli a Roma, gremita di donne e uomini, ragazze e ragazzi, che hanno sventolato bandiere rosse con al centro una falce e martello bianca. Così si presenta la manifestazione del Partito Comunista guidato da Marco Rizzo, tenutasi sabato 5 ottobre scorso a partire dalle ore 15.30.
Una manifestazione contro il Governo Conte Bis, sostenuto da Movimento Cinque Stelle, PD, Liberi e Uguali e Sinistra Italiana. “Un governo dei poteri forti, delle banche, dei mercati, dell’Unione Europea, della Confindustria con il sostegno esplicito degli Stati Uniti, della Nato, del Vaticano”. Così viene definito dai comunisti, che proseguono: “Le manifestazioni di sostegno di tutti questi settori e la valutazione positiva espressi dai mercati non lasciano alcuna ombra di dubbio. Noi comunisti vogliamo da subito denunciare il carattere antipopolare di questo governo, invitando i lavoratori e non cadere nella trappola dei “governi amici” e non riporre false speranze in questo esecutivo”.
Il PC denuncia altresì la definizione sbagliata del governo, fornita dai grandi media ed equipara le forze politiche che lo sostengono a quelle che lo sostenevano prima: “I giornali hanno definito questo governo “giallo-rosso”. Rifiutiamo questa definizione perché il nuovo governo Conte di “rosso” non ha assolutamente nulla. È l’ennesimo prodotto della rinuncia del Movimento Cinque Stelle alle istanze più radicali e di svolta dei suoi programmi. I Cinque Stelle, dopo aver accettato l’alleanza con la Lega, rafforzando Salvini e la destra, oggi si alleano con il PD pur di mantenere il proprio ruolo di governo. Poche settimane fa con il loro voto determinante hanno permesso l’elezione di Ursula Von Der Leyen a Presidente della Commissione Europea, presentandosi a livello internazionale come nuovo partito della stabilità nel nostro Paese. “Rosso” non è certamente il Partito Democratico, alfiere delle politiche antipopolari, strenuo sostenitore dell’Unione Europea e della Nato, capace attraverso la propria influenza sui sindacati confederali di legittimare le peggiori politiche contro i lavoratori spegnendone l’opposizione sociale. “Rossa” non è neppure quella sinistra residuale presente in Parlamento (Liberi e Uguali, Sinistra Italiana) che subito si è accodata al nuovo esecutivo, tanto fondamentale per i numeri della maggioranza, quanto ininfluente nella definizione delle politiche di governo, spinta solo dall’autoconservazione dei propri gruppi dirigenti e priva di qualsiasi ruolo sociale.”.
E poi la denuncia del Partito Comunista all'equiparazione del nazismo al comunismo, votata dal Parlamento Europeo solo poche settimane fa – con i voti sia della Lega e di Fratelli d'Italia, uniti a quelli del PD - che il partito di Rizzo ha per primo denunciato, nel silenzio assordante di molti e che Rizzo ha dichiarato essere “una risoluzione che falsifica la Storia e che possiamo strappare”.
In merito Rizzo aveva già spiegato, all'indomani dell'approvazione da parte del Parlamento di Bruxelles, che: “Leggendo la risoluzione per prima cosa colpisce la pochezza del testo e dell’analisi storica che è contenuta. Se uno studente del quinto anno di liceo dicesse cose del genere a un’interrogazione sarebbe rispedito a posto. Di fatto si sostiene che l’Unione Sovietica è stata corresponsabile della seconda guerra mondiale, quando l’URSS è stato il principale paese aggredito e quello che ha dato il contributo maggiore per la sconfitta del nazi-fascismo. Evidentemente non si va per il sottile quando c’è da creare le premesse per teorie che non hanno fondamento storico, la storia va piegata alle necessità di queste teorie. Mi riferisco al concetto di “totalitarismo”, all’idea della lotta delle democrazie contro le dittature “che volevano spartirsi il mondo”. Aggiungendo poi: “Però nessuno si sogna di mettere al bando la democrazia liberale perché spianò la strada al fascismo. Questa risoluzione non ha fondamento storico. Il patto di non aggressione tra URSS e Germania fu necessario per prendere tempo e preparare la resistenza sovietica, e fermò per un anno i piani di invasione di Hitler. Churchill disse in un discorso radio trasmesso il 1° ottobre: «I sovietici hanno fermato i nazisti nella Polonia orientale. Vorrei soltanto lo avessero fatto come nostri alleati»”.
Una risoluzione che, in sostanza, potrebbe portare – come ai tempi del nazifascismo – alla messa al bando dei partiti comunisti in Europa, cosa peraltro già avvenuta da tempo in molti Paesi dell'est all'interno dell'Unione Europea, dalla Polonia all'Ucraina, con il beneplacito dell'Unione Europea stessa.
La manifestazione di sabato ha dunque voluto denunciare quello che il Partito Comunista definisce “totalitarismo capitalista”, promuovendo “una forte opposizione politica al governo nascente e lavorare per la formazione di un vasto fronte sociale capace di unire i lavoratori e le classi popolari, le organizzazioni sindacali di classe e le forze politiche e di movimento. Un fronte di lotta che dimostri che l’unica vera alternativa possibile è quella in cui il potere è nelle mani dei lavoratori e delle classi popolari, che ha come presupposti l’uscita dell’Unione Europea e dalla Nato, e la rottura con le politiche e gli interessi capitalistici”.

Luca Bagatin

martedì 3 settembre 2019

Niente di nuovo sotto il sole partitocratico italiano. Articolo di Luca Bagatin

Il partito dei ricchi di sinistra, ovvero il PD, partito dell'abolizione dell'Articolo 18; della legge Fornero; dell'austerità; del sostegno incondizionato alla NATO e agli USA, senza meriti suoi, potrebbe – grazie all'accordo con i Cinque Stelle – tornare malauguratamente al governo.
Curiosamente, di ciò, dovrebbe ad ogni modo indirettamente ringraziare il partito dei ricchi di destra, ovvero la Lega di Salvini, quella della flat tax, che, facendo cadere il primo governo Conte, ha spianato la strada a nuove ipotesi.
Del resto, sia il partito dei ricchi di sinistra (PD e alleati) che il partito dei ricchi di destra (Lega, Berlusconi e Meloni), hanno non poche visioni politiche in comune: dal sì alla TAV alla politica estera filo statunitense; dalle politiche antisociali alle liberalizzazioni selvagge.
Quanto ai Cinque Stelle, il partito della finta democrazia diretta e del finto populismo, sin dalla sua trasformazione – da movimento di piazza a partito elettoralistico – non ne ha indovinata una.
Anziché catalizzare il potere della piazza – cosa che da quasi un anno a questa parte stanno facendo invece i Gilet Gialli in Francia – e puntare a diventare un partito per la vera democrazia diretta, l'abolizione della partitocrazia e una “nuova idea di mondo”, secondo la prospettiva originaria di Grillo, sono diventati un partito come gli altri.
Lo si è capito soprattutto nel momento in cui, anziché capitalizzare i loro risultati elettorali, divenendo alle ultime consultazioni politiche addirittura partito di maggioranza relativa, tale da poter dettare la linea e le condizioni programmatiche, si sono prima appiattiti sulle posizioni della Lega e, venuta meno quest'ultima, si stanno concedendo armi e bagagli al PD.
Di tutto ciò, stando ai sondaggi almeno, sembra avvantaggiarsi elettoralisticamente la Meloni, almeno per ora, la quale ad ogni modo è programmaticamente pressoché contigua alla Lega e probabilmente le sta rosicchiando consensi.
Nulla di nuovo, dunque, sotto il sole partitocratico.
L'unica alternativa e opposizione sembra farla chi, in Parlamento, oggi non siede, ma nei sondaggi sta aumentando consensi e simpatie. Ovvero il Partito Comunista di Marco Rizzo che, coerentemente, propone l'uscita dell'Italia da Unione Europea, NATO e sistema capitalista, ovvero dalle logiche dei partiti dei ricchi.

Luca Bagatin

lunedì 1 ottobre 2018

Alcune riflessioni sul reddito di cittadinanza. Articolo di Luca Bagatin

A parer mio il reddito di cittadinanza dovrebbe essere funzionale a dare un reddito, appunto, in una società di "non lavoro", conseguenza del capitalismo assoluto, la quale genera - ovvero ha generato - precarietà e disoccupazione endemica.
Con la globalizzazione, la sovrappopolazione, l'avvento di una società ipertecnologica, le delocalizzazioni, la crescita economica senza limite, lo sfruttamento dell'ecostistema e del lavoro, il lavoro stesso è diventato sempre più una rarità. 
Temo che coloro i quali criticano l'introduzione del reddito di cittadinanza, non abbiano compreso questo. Ma temo che anche i Cinque Stelle (e non solo loro), ritenendo il reddito di cittadinanza un incentivo al lavoro (che non c'è e ce ne sarà sempre meno), sbaglino.
Il reddito di cittadinanza ha il solo scopo di ammettere che il capitalismo genera disoccupazione nel medio-lungo termine. Che se non si da un reddito a tutti, nessuno potrà più consumare e quindi la crescita economica andrà a farsi benedire e così tutto il sistema capitalista borghese.
È chiaro che, per uscire da questa spirale assistenziale e consumista - che è peraltro una spirale di sfruttamento delle menti e dei corpi - occorre uscire dal capitalismo e puntare ad una società socialista, autogestita, antiglobalista, anticoncorrenziale, di piena autosufficienza economica, addirittura di superamento del lavoro (possibile proprio anche grazie alle nuove tecnologie), di economia del dono, di decrescita e di condivisione delle risorse.
E' chiaro che, una società di questo tipo, essendo una società egualitaria - ovvero potremmo definirla una autentica civiltà democratica - non contemplerà più l'esistenza dei ricchi, ma quantomeno renderà tutti assai meno poveri e decisamente più consapevoli di sè stessi e dei propri doveri verso la comunità e il proprio prossimo.

Luca Bagatin

lunedì 12 giugno 2017

In Francia e alle amministrative italiane vince il non voto. Che necessita, evidentemente, di auto-rappresentanza. Articolo di Luca Bagatin

A vincere, diciamolo chiaro, è stata l'astensione.
Lo è stata, clamorosa, in Francia, con un astensionismo di oltre il 50% e lo è stata anche in questa tornata di amministrative in Italia.
Macron, dunque, vince e si prenderà la maggioranza assoluta dei seggi nell'Assemblea Nazionale francese con il 16% netto, ovvero è stato votato da solo il 16% degli aventi diritto al voto. E' questa democrazia ?
Un anno esatto fa scrissi un articolo (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/06/hanno-vinto-i-non-votanti-quando-una_6.html) nel quale analizzavo i risultati delle amministrative da Roma a Napoli passando per Torino, ed evidenziavo ancora una volta come, a prevalere, fosse il partito del non voto. E come questo necessiti, se di democrazia vogliamo parlare, di una rappresentanza, ovvero di una auto-rappresentanza.
In massa, i cittadini, sempre meno interessati alle alchimie dei partiti alla ricerca di leggi elettorali a loro più convenienti, sembrano infatti disgustati dall'attuale offerta politica e ciò, evidentemente, non solo in Italia, ma anche in una Europa ove a muovere i fili sono sempre più organismi sovranazionali - dall'Unione Europea al Fondo Monetario Internazionale - sia distanti dalle necessità dei popoli, ma anche sempre più richiedenti misure di austerità dannose per i cittadini medesimi, i quali invece necessitano di politiche sociali, di rinnovata sovranità nazionale e di democrazia partecipativa.
In questo senso siamo infatti di fronte ad un deficit di democrazia in quanto siamo di fronte ad un deficit di rappresentanza che, come indicavo in quel mio articolo ed in altri precedenti, potrebbe essere colmato non già più attraverso deleghe elettoralistiche a politici ed ai loro partiti, bensì attraverso assemblee popolari aperte a tutti e decentrate al massimo, in modo tale che la periferia abbia voce e rappresentanza in capitolo e prevalga su un centro sempre più elitario.
In questo senso proponevo, dunque, la necessità di fornire un'adeguata rappresentanza civica, civile e politica anche ai non votanti, in quanto largamente maggioritari rispetto a tutti gli altri partiti e movimenti.
Come già scrissi, riporto testualmente: Un sistema potrebbe essere ad esempio l'attribuzione dei seggi che potrebbero spettare ai non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte. Oppure l'attribuzione dei seggi spettanti nei Consigli ai non votanti, attribuendoli ai non votanti medesimi, estratti sempre a sorte, come nell'Agorà dell'Antica Grecia, culla della democrazia.
E così a Roma, ad esempio, quel 43% di non voti potrebbe essere occupato nel Consiglio comunale da altrettanti cittadini comuni estratti a sorte. E così il 46% di non voti nel Consiglio comunale di Milano e così via. Diversamente si toglierebbe la possibilità alla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno liberamente scelto di non dare deleghe in bianco ai politici, di essere rappresentata democraticamente.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà greca.
Sarebbe peraltro interessante che, progressivamente, si arrivasse ad abolire le elezioni stesse (come peraltro suggerito anche dall'intellettuale belga David Van Reybrouck, che ha scritto un saggio in merito edito in Italia da Feltrinelli, “Contro le elezioni”) e si favorisse la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni e di comitati popolari composti da chiunque voglia dire la sua ed incidere nella gestione del Paese sul modello, peraltro, del “Bilancio Partecipativo”, già attuato in numerosi Comuni italiani ed a Porto Alegre in Brasile.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
Questa, in sostanza, l'attuazione della vera democrazia.
E' chiaro che, per elevare le coscienze, ovvero per formare i cittadini alla vita civica e politica, sarebbe prioritaria ed utile la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero in questo senso essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora, peraltro.
Far cadere i vecchi steccati ideologici e formare le coscienze ad una auto-rappresentanza autogestita, appare dunque come la cosa più utile al fine di ripensare in senso sempre più democratico ed aperto il confronto pubblico che, in assenza di una rappresentanza diretta, civica e civile, rischia di deteriorarsi e nello sfociare in pericolose derive autoritarie o di piazza.
Ciò sembra ad ogni modo al momento non preoccupare mimimamente i politici tanto italiani quanto francesi che, con nemmeno il 50% di votanti, ritengono ad esempio che Marcon sia legittimato ad avere la maggioranza assoluta del Parlamento (sic !).
Ciò ci appare quantomeno azzardato e degno di profonda riflessione.

Luca Bagatin

sabato 2 luglio 2016

La Toscana, la Massoneria ed i Cinque Stelle. Articolo di Luca Bagatin

In Toscana vi sono numerose logge massoniche. E' Storia e patrimonio culturale del nostro Paese, purtroppo poco studiato, diffuso e conosciuto.
La Massoneria, infatti, nella Penisola italiana si diffuse dapprima nel Mezzogiorno e successivamene proprio a Firenze, ove fu fondata la prima loggia nel 1731 e di questa fece parte il primo martire della Massoneria, ovvero il poeta Tommaso Crudeli, che sarà vittima delle torture della Santa Inquisizione cattolica e ciò solo in quanto affiliato all Massoneria.
La Storia della Massoneria italiana, in particolare, ma non solo italiana, è una storia spesso di persecuzioni ad opera dell'ortodossia clericale, la quale vedeva i massoni quali “concorrenti spirituali”, in quanto si proclamavano liberi, di buoni costumi e spesso erano cristiani o comunque deisti, persone di spirito e teosofi. Parimenti i massoni saranno perseguitati in tutto il XVIII e XIX secolo da gran parte delle monarchie europee, in particolare dall'Impero Austriaco e dal suo satellite, ovvero quel Granducato di Toscana che vedeva svilupparsi, nelle logge massoniche, una mentalità volta alla libertà di pensiero, di stampa e di associazione. Per non parlare della chiusura delle logge massoniche operate dalla dittatura fascista e dell'invio nei lager ed al confino di molti Liberi Muratori.
E così è normalissimo che oggi la Toscana (ma anche regioni come il Piemonte, la Sicilia, Il Veneto, L'Emilia Romagna...) sia zeppa di massoni, eredi della lunga tradizione Libero Muratoria europea.
Leggiamo, in questa fonte presa dal sito del Movimento Cinque Stelle della Toscana http://www.movimento5stelletoscana.it/trasparenza-legge-parla-chiaro-consiglieri-e-assessori-dichiarino-se-sono-massoni/ , che il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle della Toscana, Enrico Cantone, pone una richiesta al Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani. Una richiesta alquanto in contrasto con la libertà di associazione e della tutela della privacy, ovvero di verificare se i consiglieri regionali ed i membri della Giunta hanno ottemperato all'obbligo di dichiarare la loro situazione associativa, includendo in quest'ultima anche l'appartenenza a logge “di qualsivoglia natura” (cosa voglia dire “di qualsivoglia natura” non ci è dato di sapere). Oltre a ciò, il consigliere Cantone afferma che sta valutando “l'istituzione di un osservatorio sulla massoneria” in Toscana.
Ora, iniziamo con il ricordare una cosa fondamentale, ovvero il fatto che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato per ben due volte lo Stato italiano per violazione della libertà di associazione e ciò nei casi delle leggi regionali della Regione Marche (nel 2001) e Friuli Venezia Giulia (nel 2007), che imponevano di dichiarare l'appartenenza a qualsivoglia associazione (con particolare riferimento alla Massoneria) per accedere alle cariche regionali.
In Toscana, dal 2012 esiste una legislazione simile, che obbliga le cariche pubbliche regionali a dover dichiarare l'appartenenza a qualsivoglia associazione. Ciò appare dunque in contrasto, peraltro, con la normativa sulla privacy ed il diritto alla riservatezza delle persone, garantito peraltro in sede europea.
Oltre a ciò non si comprende davvero la richiesta dei Cinque Stelle in merito e la necessità di un “osservatorio sulla massoneria”, in quanto la Massoneria è una associazione come tutte le altre, riconosciuta dallo Stato ed i cui nomi degli iscritti sono regolarmente comunicati agli organi istituzionali competenti. Più trasparenza di così !
La Massoneria, lo ricordiamo per l'ennesima volta, non è altro che una libera associazione di elevazione spirituale e morale. Per farne parte occorre, peraltro, avere la fedina penale pulita (è uno dei documenti richiesti per l'affiliazione !). Le sedi sono pubbliche, tanto quanto lo sono le pubblicazioni massoniche e le riviste del settore.
I pregiudizi massonofobici, in generale, dunque, dovrebbero terminare una volta per tutte sarebbe ora fossero normati attraverso una apposita legge, come avviene per l'odio razziale e l'omofobia, perché di questo stiamo parlando.
Ci auguriamo che la classe politica si occupi di ciò, ovvero dei diritti dei cittadini e delle loro libertà di pensiero ed associazione, anche perché i suoi stipendi sono pagati dalla collettività (e dunque anche da massoni e simpatizzanti, oltre che da persone di colore, omosessuali ecc... !).
Per quanto riguarda gli “osservatori”, più che un “osservatorio sulla Massoneria”, sarebbe opportuno istituire un osservatorio di cittadini in merito ai partiti, ai movimenti politici ed agli eletti nelle istituzioni. I cittadini che, come già detto, mantengono il sistema politico con le loro tasse, hanno il diritto di osservare direttamente – in apposite assemblee pubbliche - l'operato dei loro eletti e le relative riunioni politiche dei partiti e movimenti. E, in futuro, ci auguriamo anche che i cittadini, senza necessità di mediatori, abbiano la possibilità di autogovernarsi direttamente e di poter prendere direttamente le decisioni che riguardano il loro stesso presente e futuro.
La democrazia passa anche e proprio da qui.

Luca Bagatin

mercoledì 13 aprile 2016

Porgendo le più sentite condoglianze alla famiglia, ripubblichiamo qui la lettera aperta di Luca Bagatin a Gianroberto Casaleggio del 2 gennaio scorso

Addolorati per la morte di Gianroberto Casaleggio, ideologo del Movimento Cinque Stelle, personaggio dal quale ci dividevano moltissime cose, ma dotato di una visione talvolta simile alla nostra, ovvero in favore del superamento dei partiti elettoralistici e delle deleghe in bianco ai politici, abbiamo deciso di ripubblicare, qui di seguito, la lettera aperta che Luca Bagatin - ideatore e presidente di "Amore e Libertà" - gli scrisse il 2 gennaio scorso.
Lettera nella quale sono evidenziati i punti di assonanza e dissonanza fra il Casaleggio-pensiero ed il nostro e che, nelle conclusioni, fu un tentativo di dialogo nel segno della ricerca di una possibile Civiltà dell'Amore.

A. & L.



Lettera aperta a Gianroberto Casaleggio da parte di Luca Bagatin, Presidente di "Amore e Libertà"


Gentile Gianroberto Casaleggio,

da qualche tempo si parla del suo recente saggio “Veni vidi web” che, mi dicono, abbia trovato pessime recensioni sulla stampa e finanche nel movimento da lei fondato, il Movimento Cinque Stelle, in pochi ne vogliano parlare.
Non nutro alcuna simpatia per il Movimento da lei fondato e ne ho spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, ma le dirò che, poiché non amo i pregiudizi di nessun genere, ho voluto approfondire le cose da lei scritte nel suo testo e vi ho trovato diverse assonanze con le cose che andiamo dicendo nell'ambito del pensatoio che ho fondato nel maggio 2013, ovvero “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it).
Unitamente alle assonanze ho trovato anche parecchie dissonanze e assurdità non di poco conto. La prima il suo contrapporre Garibaldi a Gandhi (che poi mi dicono che in realtà lei vorrebbe sostituire le statue di Garibaldi con quelle di Gengis Khan, più che con quelle di Gandhi !).
Si dà il caso che, tanto Garibaldi che Gandhi siano figure ispiratrici del nostro pensatoio che, peraltro, ha per simbolo una illustre Garibaldi, ovvero la combattente e combattiva Anita.
Forse lei ignora che Giuseppe Garibaldi e il Mahatma Gandhi furono entrambi teosofi, oltre che massoni. Appartenenti proprio a quella Massoneria che il suo Movimento Cinque Stelle tanto contesta e che vorrebbe rendere illegale e che, invece, è associazione spirituale sulla quale possono fondarsi le basi di un'autentica Fratellanza, Uguaglianza e Libertà fra le persone ed i popoli.
Forse lei e il suo sodale Beppe Grillo ignorate che in realtà fra Garibaldi e Gandhi vi sono fortissime assonanze ed un nome che li unisce: Giuseppe Mazzini. Altra figura ispiratrice del nostro “Amore e Libertà”.
Giuseppe Mazzini fu infatti autore di un testo visionario per l'epoca, ovvero i “Doveri dell'Uomo”. Testo rivolto agli operai ed alla povera gente, che parlava, per la prima volta, di associazionismo, di autogestione, di unione fra capitale e lavoro e di fratellanza fra i lavoratori ed i cittadini. E, molto prima di Lei e di Grillo, parlava di Cittadini liberi ed eguali. Oltre che poneva una seria critica al sistema politico dell'epoca.
Si dà il caso che i “Doveri dell'Uomo”, oltre ad aver ispirato Garibaldi – il quale fu, assieme a Mazzini, fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori ne 1864 – ispirò il Mahatma Gandhi che ne fu avido lettore al punto di fondare la sua Rivoluzione nonviolenta e l'India da lui immaginata, su principi mazziniani, oltre che teosofici.
Forse lei ignora peraltro il fatto che Garibaldi abbandonò il suo seggio in Parlamento per tornare a fare l'agricoltore proprio perché non condivideva affatto le “pastette” dei politicanti di allora, non dissimili da quelle di oggi. Garibaldi, infatti, fu forse il primo esponente (anti)politico che l'Italia abbia mai conosciuto !
Dunque le statue di Garibaldi, Eroe non solo italiano ed europeo, ma anche latinoamericano di quell'America Latina che si è poi ispirata al Socialismo del XXIesimo secolo ed al Peronismo, non vanno sistituite. Ma accanto ad esse vanno aggiunte statue di Giuseppe Mazzini, oltre che di Gandhi. E accanto a queste andrebbero aggiunte statue di Anita Garibaldi, Eroina dei Due Mondi, che morì per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.
Precisato questo, che non ci pare affatto cosa da poco, vorremmo andare oltre.
Lei profetizza un sistema elettorale di estratti a sorte tanto quanto lo auspichiamo noi da quando siamo nati (ed ancora oggi ci prendono per pazzi) e per questo siamo contrari ad ogni tipo di sistema elettorale ed invitiamo gli elettori ad astenersi ad ogni tornata elettorale. Addirittura noi sosteniamo che i voti non espressi alle elezioni, ovvero il numero degli astenuti, andrebbe ripartito ed assegnato a cittadini comuni estratti a sorte. Purtuttavia non è cosa che fa il movimento da lei fondato: il Movimento Cinque Stelle, infatti, avalla il sistema elettorale e si presenta alle elezioni eleggendo deputati, senatori, consiglieri di ogni tipo. Peraltro dando precise indicazioni di “comportamento” ai suoi eletti. Cosa che, in un sistema democratico, ovvero di rappresentanza popolare diretta, senza mediazioni ai sorta, non dovrebbe avvenire: ciascun cittadino dovrebbe essere libero di votare come meglio gli detta la sua coscienza.
Lei poi nel suo saggio si pone “contro il mercato”, ma è in palese contraddizione essendo lei stesso un imprenditore, peraltro un imprenditore della comunicazione. Noi di “Amore e Libertà”, diversamente, come si evince dal nostro Manifesto d'intenti (http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm), ci poniamo in antitesi rispetto al mercato ed alla società di mercato proponendo il sistema della cooperazione e dell'autogestione diretta delle imprese da parte dei lavoratori, sostenendo peraltro la socializzazione di imprese ex pubbliche, municipalizzate e/o pubblico/private (dall'Eni alla Telecom/Tim sino all'Acea ed alla Rai) e la conseguente autogestione di esse da parte di tutti i cittadini. Non mi pare che lei ed il suo Movimento proponiate altrettanto e, se fosse davvero coerente con quanto afferma, dovrebbe lei per primo abbandonare il mercato e cedere la sua azienda ai suoi dipendenti, che diventerebbero i nuovi proprietari associati e dunque i nuovi produttori.
Oltretutto noi parliamo di introduzione dell'economia del dono e del baratto, tipica delle Società Matriarcali ancora oggi esistenti. Unica alternativa all'economia fondata sul capitale e sull'egoismo, ovvero sulla speculazione.
La visione prospettata dal suo saggio, che è poi quella che pratica assieme a Beppe Grillo nel suo Movimento, è in realtà una visione piuttosto autoritaria ed imposta dall'alto. Lo vediamo con le continue espulsioni nei confronti di coloro i quali “non seguono la linea” da voi dettata e stabilita.
Diversamente, la visione di “Amore e Libertà”, essendo una visione sentimentale e non ideologica, è l'unica visione autenticamente democratica, perché permette a chiunque di autogestirsi e di tentare di comprendere, anche attraverso gli errori, il proprio prossimo.
E' chiaro che, per elevare le coscienze, più che delle “rieducazioni forzate” come lei prospetta, noi proponiamo la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora !
Vi sono innegabilmente aspetti comuni fra il suo pensiero ed il nostro, ma noi non dimentichiamo di dire – e lo ricordiamo sempre - che sono aspetti che hanno radici antiche e traggono lifa dal pensiero gnostico, esoterico, spirituale, oltre che socialista libertario, mazziniano, anarchico, finanche massonico. Dalle Società Matriarcali (vedi il punto relativo alla cura dei figli disagiati da parte della comuità, oltre che l'aspetto dell'economia del dono) sino al socialismo di Saint Simon (al quale si rifaceva anche Garibaldi); dalla Teosofia sino al pensiero mazziniano, passando persino per talune battaglie storiche del Partito Radicale prima maniera e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi.
Noi di “Amore e Libertà”, ad ogni modo, siamo coerenti e conseguenti. Non siamo un partito elettoralistico, ma un libero pensatoio che è consapevole – sin dal suo simbolo rappresentato da Anita Garibaldi su fondo rosso, contornata da una miriade di cuori bianchi – di avere radici antiche.
Voi del Movimento Cinque Stelle, in realtà, sembrate più che altro parte del Sistema che noi e solo noi, al momento, vorremmo modificare.
Se quanto le ho scritto le accenderà qualche “lampadina” e le “risuonerà” in qualche modo, saremmo pronti ad un serio confronto sul presente e sul futuro di quanto ci circonda.
Diversamente sarà l'ennesima occasione perduta.

Cordiali saluti.

Luca Bagatin

sabato 2 gennaio 2016

Lettera aperta a Gianroberto Casaleggio da parte di Luca Bagatin, Presidente di "Amore e Libertà"

Gentile Gianroberto Casaleggio,



da qualche tempo si parla del suo recente saggio “Veni vidi web” che, mi dicono, abbia trovato pessime recensioni sulla stampa e finanche nel movimento da lei fondato, il Movimento Cinque Stelle, in pochi ne vogliano parlare.

Non nutro alcuna simpatia per il Movimento da lei fondato e ne ho spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, ma le dirò che, poiché non amo i pregiudizi di nessun genere, ho voluto approfondire le cose da lei scritte nel suo testo e vi ho trovato diverse assonanze con le cose che andiamo dicendo nell'ambito del pensatoio che ho fondato nel maggio 2013, ovvero “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it).

Unitamente alle assonanze ho trovato anche parecchie dissonanze e assurdità non di poco conto. La prima il suo contrapporre Garibaldi a Gandhi (che poi mi dicono che in realtà lei vorrebbe sostituire le statue di Garibaldi con quelle di Gengis Khan, più che con quelle di Gandhi !).

Si dà il caso che, tanto Garibaldi che Gandhi siano figure ispiratrici del nostro pensatoio che, peraltro, ha per simbolo una illustre Garibaldi, ovvero la combattente e combattiva Anita.

Forse lei ignora che Giuseppe Garibaldi e il Mahatma Gandhi furono entrambi teosofi, oltre che massoni. Appartenenti proprio a quella Massoneria che il suo Movimento Cinque Stelle tanto contesta e che vorrebbe rendere illegale e che, invece, è associazione spirituale sulla quale possono fondarsi le basi di un'autentica Fratellanza, Uguaglianza e Libertà fra le persone ed i popoli.

Forse lei e il suo sodale Beppe Grillo ignorate che in realtà fra Garibaldi e Gandhi vi sono fortissime assonanze ed un nome che li unisce: Giuseppe Mazzini. Altra figura ispiratrice del nostro “Amore e Libertà”.

Giuseppe Mazzini fu infatti autore di un testo visionario per l'epoca, ovvero i “Doveri dell'Uomo”. Testo rivolto agli operai ed alla povera gente, che parlava, per la prima volta, di associazionismo, di autogestione, di unione fra capitale e lavoro e di fratellanza fra i lavoratori ed i cittadini. E, molto prima di Lei e di Grillo, parlava di Cittadini liberi ed eguali. Oltre che poneva una seria critica al sistema politico dell'epoca.

Si dà il caso che i “Doveri dell'Uomo”, oltre ad aver ispirato Garibaldi – il quale fu, assieme a Mazzini, fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori nel 1864 – ispirò il Mahatma Gandhi che ne fu avido lettore al punto di fondare la sua Rivoluzione nonviolenta e l'India da lui immaginata, su principi mazziniani, oltre che teosofici.

Forse lei ignora peraltro il fatto che Garibaldi abbandonò il suo seggio in Parlamento per tornare a fare l'agricoltore proprio perché non condivideva affatto le “pastette” dei politicanti di allora, non dissimili da quelle di oggi. Garibaldi, infatti, fu forse il primo esponente (anti)politico che l'Italia abbia mai conosciuto !

Dunque le statue di Garibaldi, Eroe non solo italiano ed europeo, ma anche latinoamericano di quell'America Latina che si è poi ispirata al Socialismo del XXIesimo secolo ed al Peronismo, non vanno sostituite. Ma accanto ad esse vanno aggiunte statue di Giuseppe Mazzini, oltre che di Gandhi. E accanto a queste andrebbero aggiunte statue di Anita Garibaldi, Eroina dei Due Mondi, che morì per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.

Precisato questo, che non ci pare affatto cosa da poco, vorremmo andare oltre.

Lei profetizza un sistema elettorale di estratti a sorte tanto quanto lo auspichiamo noi da quando siamo nati (ed ancora oggi ci prendono per pazzi) e per questo siamo contrari ad ogni tipo di sistema elettorale ed invitiamo gli elettori ad astenersi ad ogni tornata elettorale. Addirittura noi sosteniamo che i voti non espressi alle elezioni, ovvero il numero degli astenuti, andrebbe ripartito ed assegnato a cittadini comuni estratti a sorte. Purtuttavia non è cosa che fa il movimento da lei fondato: il Movimento Cinque Stelle, infatti, avalla il sistema elettorale e si presenta alle elezioni eleggendo deputati, senatori, consiglieri di ogni tipo. Peraltro dando precise indicazioni di “comportamento” ai suoi eletti. Cosa che, in un sistema democratico, ovvero di rappresentanza popolare diretta, senza mediazioni ai sorta, non dovrebbe avvenire: ciascun cittadino dovrebbe essere libero di votare come meglio gli detta la sua coscienza.

Lei poi nel suo saggio si pone “contro il mercato”, ma è in palese contraddizione essendo lei stesso un imprenditore, peraltro un imprenditore della comunicazione. Noi di “Amore e Libertà”, diversamente, come si evince dal nostro Manifesto d'intenti (http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm), ci poniamo in antitesi rispetto al mercato ed alla società di mercato proponendo il sistema della cooperazione e dell'autogestione diretta delle imprese da parte dei lavoratori, sostenendo peraltro la socializzazione di imprese ex pubbliche, municipalizzate e/o pubblico/private (dall'Eni alla Telecom/Tim sino all'Acea ed alla Rai) e la conseguente autogestione di esse da parte di tutti i cittadini. Non mi pare che lei ed il suo Movimento proponiate altrettanto e, se fosse davvero coerente con quanto afferma, dovrebbe lei per primo abbandonare il mercato e cedere la sua azienda ai suoi dipendenti, che diventerebbero i nuovi proprietari associati e dunque i nuovi produttori.

Oltretutto noi parliamo di introduzione dell'economia del dono e del baratto, tipica delle Società Matriarcali ancora oggi esistenti. Unica alternativa all'economia fondata sul capitale e sull'egoismo, ovvero sulla speculazione.

La visione prospettata dal suo saggio, che è poi quella che pratica assieme a Beppe Grillo nel suo Movimento, è in realtà una visione piuttosto autoritaria ed imposta dall'alto. Lo vediamo con le continue espulsioni nei confronti di coloro i quali “non seguono la linea” da voi dettata e stabilita.

Diversamente, la visione di “Amore e Libertà”, essendo una visione sentimentale e non ideologica, è l'unica visione autenticamente democratica, perché permette a chiunque di autogestirsi e di tentare di comprendere, anche attraverso gli errori, il proprio prossimo.

E' chiaro che, per elevare le coscienze, più che delle “rieducazioni forzate” come lei prospetta, noi proponiamo la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora !

Vi sono innegabilmente aspetti comuni fra il suo pensiero ed il nostro, ma noi non dimentichiamo di dire – e lo ricordiamo sempre - che sono aspetti che hanno radici antiche e traggono lifa dal pensiero gnostico, esoterico, spirituale, oltre che socialista libertario, mazziniano, anarchico, finanche massonico. Dalle Società Matriarcali (vedi il punto relativo alla cura dei figli disagiati da parte della comuità, oltre che l'aspetto dell'economia del dono) sino al socialismo di Saint Simon (al quale si rifaceva anche Garibaldi); dalla Teosofia sino al pensiero mazziniano, passando persino per talune battaglie storiche del Partito Radicale prima maniera e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi.

Noi di “Amore e Libertà”, ad ogni modo, siamo coerenti e conseguenti. Non siamo un partito elettoralistico, ma un libero pensatoio che è consapevole – sin dal suo simbolo rappresentato da Anita Garibaldi su fondo rosso, contornata da una miriade di cuori bianchi – di avere radici antiche.

Voi del Movimento Cinque Stelle, in realtà, sembrate più che altro parte del Sistema che noi e solo noi, al momento, vorremmo modificare.

Se quanto le ho scritto le accenderà qualche “lampadina” e le “risuonerà” in qualche modo, saremmo pronti ad un serio confronto sul presente e sul futuro di quanto ci circonda.

Diversamente sarà l'ennesima occasione perduta.



Cordiali saluti.



Luca Bagatin

martedì 22 settembre 2015

Beppe Grillo, la massonofobia ed il nuovo fascismo. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Beppe Grillo, tornato dalle vacanze nella sua villa, nel suo lungo sproloquio dal 2042 dell'altro giorno, non dimentica di tirare in ballo la Massoneria, dichiarando che, con il suo partito al governo, essa sarebbe abolita ed i massoni non potrebbero essere candidati.
Ora, come abbiamo scritto più volte, Beppe Grillo ed i suoi adepti si comportano esattamente come fecero i fascisti, i nazisti ed i comunisti autoritari di tutto il pianeta e, prima di loro, i monarchi autoritari ed i clericali: abolire un'istituzione di libero pensiero, nella quale, peraltro, nei Paesi latini, hanno trovato posto e fatto carriera anche noti rivoluzionari e riformatori sociali quali Voltaire, Simon Bolivar, George Washington, Benjamin Franklin, Giuseppe Garibaldi, Che Guevara, Gandhi, Salvador Allende e moltissimi altri.

Tutto ciò o Grillo lo ignora - ma ne dubitiamo - oppure il suo disegno autoritario è completo: mettere il bavaglio a possibili sobillatori della sua autorità indiscussa e quella degli imprenditori Casaleggio & Associati, mica di operai, impiegati, casalinghi qualsiasi !
Si noti come il Paese rischi di finire nelle mani, dopo gli autoritarismi antisociali di Berlusconi e Renzi, nell'ennesimo autoritarismo.
Si noti, peraltro, come il movimento di Grillo sia costituito non solo da un ricco comico già lanciato in Rai da Pippo Baudo e nella quale ha fatto ampia carriera, ma anche da imprenditori quali i Casaleggio, come imprenditore era Silvio Berlusconi (amico, peraltro, dell'oligarca autoritario Vladimir Putin) e come dagli imprenditori è finanziato Matteo Renzi, il premier che, più di tutti, ha attuato leggi antisociali e antidemocratiche. L'esatto opposto, insomma, di forze politiche nate dal basso, dalle esigenze dei diseredati, degli operai e delle operaie, degli impiegati e delle impiegate, dei casalinghi e dei casalinghi, degli insegnanti (martoriati da una riforma della scuola che tende ad escludere e a premiare il demerito e la raccomandazione) e così via.
Tutte forze politiche peraltro - i Cinque Stelle fra questi - elettoralistiche e quindi che non rappresentano affatto la maggioranza degli elettori che, in massa, non a caso, alle elezioni si astengono.
La parola, infatti, dovrebbe passare ai cittadini, ovvero alla vera democrazia diretta, fondata su comitati popolari o assemblee spontanee, volendo anche estratte a sorte, come ai tempi della democrazia ateniese. Abolendo, come sostiene il saggista belga David Van Reybrouck nel suo ultimo saggio, le elezioni che, nei fatti, rappresentano solo i politicanti e le loro lobby economiche di riferimento.
Pensiamo ad esempio alla tanto sbandierata riforma del Senato. Finalmente ci sarebbe la possibilità di dare la parola ai cittadini, rendendo il Senato non già elettivo e composto da politicanti, bensì da cittadini estratti a sorte. Finalmente la parola passerebbe davvero a rappresentanti comuni del popolo e potrebbe fungere da contrappeso agli interessi delle lobby politico-economiche, dei partiti, dei pagati dai contribuenti che impongono le loro leggi. Leggi non decise dai cittadini in primis.
Sappiamo purtuttavia come stanno andando le cose e le varie forze politiche - dal Pd a Forza Italia sino ai Cinque Stelle grillini - stanno studiando una riforma che favorisca questo piuttosto che l'altro partito, in un bailamme autoritario ed antidemocratico, in quanto non deciso dai cittadini.
Del resto, in un Paese addormentato come il nostro, ove la politica e l'economia hanno ucciso il pensiero, le persone hanno smesso di mostrare il loro volto rivoluzionario. Come accadde invece durante il Risorgimento, anche e proprio grazie all'istituzione massonica, guida morale ed intellettuale per e degli spiriti liberi e rivoluzionari. Come durante la Rivoluzione Americana. Come durante la Rivoluzione cubana, ove la maggioranza dei castristi era anche componente della Massoneria, Che Guevara in primis. Oppure durante la Rivoluzione nonviolenta dell'India ove il massone Mohandas Gandhi ispirò la sua azione a quella dei mazziniani e dei teosofi.
Oggi, diversamente, assistiamo a sedicenti massoni o a ex iniziati alla Massoneria che si divertono a scrivere libelli antimassonici, discettando di presunte “Ur-Lodges” (di cui dicono di aver fatto parte) ed il loro scopo è unicamente quello di occupare posti di potere (come fecero quando erano affiliati alle “Ur-Lodges”, peraltro !), fondando ulteriori partiti elettoralistici contigui, peraltro, al caravanserraglio di Beppe Grillo e della Casaleggio & soci.
Occorre che le menti si risveglino. Approfondiscano, studino, lottino con ogni mezzo contro l'avanzare di questo nuovo fascismo fatto, ancora una volta, da gente ricca e che, ancora una volta, vuole comandare su tutti.
Occorre che le menti libere ricerchino l'autogestione e l'autogoverno: delle imprese, della politica, dell'economia, del proprio corpo, della propria anima. Smettendo di andare a votare e imparando a ricercare nuovi (o, meglio, antichi quanto l'Agorà Greca e le società matriarcali) strumenti di governo e di gestione dell'economia. Puntando all'economia del dono tipica delle società matriarcali. Puntando all'abolizione del debito pubblico, all'abolizione del libero commercio (che, nei fatti, è prostituzuone), al ritorno allo stato di natura, ovvero alla ricerca della Civiltà dell'Amore, alternativa a quella attuale dell'odio, del dolore e della prevaricazione del Potere sulle menti e sui corpi.

Luca Bagatin

giovedì 29 gennaio 2015

"Eretico, erotico, eroico": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin (tratti da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)


L'elezione del nuovo Presidente della Repubblica non mi riguarda davvero. E a voi ? A voi riguarda ?
 
Assieme ad ebrei, testimoni di geova, zingari, oppositori politici ed omosessuali, nei lager nazisti finivano anche i massoni.
Ma perché i mass-media italiani OSCURANO ancora questa notizia ?

Dopo aver fatto politica per quasi vent'anni sono giunto alla conclusione che sarebbe preferibile una (pseudo)"dittatura" castrista o chavista ad una (pseudo)"democrazia" europeista, merkeliana, obamiana, globalista, imperialista.
La vera crescita dovrebbe essere umana, spirituale, sociale.
Lasciando la fredda economia e la fredda politica ai frustrati ed ai repressi di sempre.
A ragion veduta preferirei essere stato un componente della Loggia Propaganda nr. 2 piuttosto che un membro (e sottolineo membro) del Movimento 5 Stelle.
La Squadra ed il Compasso, simbolo cardine della Massoneria, è un'allegoria che rappresenta, per molti versi, l'unione fra il Cielo – principio maschile rappresentato dal Compasso – che si unisce con il principio femminile rappresentato dalla Squadra, la quale potrebbe allegoricamente rappresentare la Dea Madre Terra, in una perfetta unione d'amore cosmico che, per molti versi rappresenta a sua volta la vera Porta Alchemica che dà la vita, ovvero una Vagina

mercoledì 25 giugno 2014

Ennesima solidarietà al Ministro Maria Elena Boschi, unica vera eroina (novella Anita Garibaldi) di un Paese in disfacimento

 
Francamente vorremmo smetterla di solidarizzare con il Ministro Maria Elena Boschi.

Vorremmo smettere perché non solo lei sa benissimo difendersi da sola, ma perché vorremmo che gli attacchi alla sua persona – figli di una società che ha perso ogni senso di cavalleria, di buongusto, oltre che di rispetto per il prossimo – finissero per sempre.

E' evidente che, coloro i quali sulla pagina facebook di Grillo la insultano, sotto sotto la invidiano.

Invidiano il fatto che una donna affascinante, intelligente e colta, senza pregresse ideologie di partito alle spalle, possa ricoprire un ruolo politico.

E questa è e sarà la forza di Maria Elena Boschi da qui in avanti. E lo dovrà capire anche Matteino Renzi e tutto il cucuzzaro del Pd, che le ha rifilato un Ministero tutto sommato marginale !

Noi di “Amore e Libertà” lo abbiamo compreso da quel dì. E siamo certi che la signora Boschi stia facendo e si farà strada alla grande con le sue gambe, al punto che molti dovranno chinare il capo al suo passaggio e chiedere scusa per le sciocchezze che hanno affermato al suo indirizzo.

Per noi, inguaribili romantici che credono all'eroismo politico tipico degli eroi romantici (da Garibaldi a Bolivar, passando per Gabriele D'Annunzio ed Ernesto Nathan), oggi dimenticati dalla società dei consumi e dei media (di cui Grillo fa assolutamente parte, tanto quanto i suoi competitori destrosinistri), riteniamo che Maria Elena Boschi possa incarnare la nuova eroina, la nuova Anita Garibaldi, simbolo di un'ideale Repubblica dell'Amore. Repubblica che auspichiamo (e ci battiamo in tal senso) possa sorgere dalle ceneri dell'attuale non-repubblica dei partiti e dell'odio.


Luca Bagatin
Presidente e fondatore di "Amore e Libertà" 
www.amoreeliberta.altervista.org
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

venerdì 9 maggio 2014

Elezioni europee: un derby fra imbroglio legalizzato e onestà intellettuale (e, al momento, con il 40% dei NON VOTANTI è in testa l'onestà intellettuale)


Come abbiamo sempre sostenuto, le imminenti elezioni europee, non saranno, come ha detto Renzi, un “derby fra rabbia e speranza”, bensì un derby fra imbroglio legalizzato e onestà intellettuale, ovvero fra coloro i quali continueranno a votare l'inciucio mediatico e di Potere rappresentato da Renzi-Grillo-Berlusconi e coloro i quali avranno il coraggio di opporsi, con il loro NON VOTO.
Ed il NON VOTO, sostenuto dal nostro movimento (anti)politico e (contro)culturale di ispirazione garibaldina AMORE E LIBERTA', è, da settimane, in testa a tutti i sondaggi, con oltre il 40% dei consensi.
L'obiettivo che ci siamo prefissati, ad ogni modo, è di raggiungere e superare il 51% dei NON VOTANTI.
Come sanno i nostri sostenitori, i nostri lettori e simpatizzanti, AMORE E LIBERTA', sostiene infatti la possibilità che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia (Grecia ben diversa da quella attuale).
In questo senso, infatti, AMORE E LIBERTA', si batte per un sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni.
In questo senso, peraltro, non sarebbe impossibile pensare di cambiare la legislazione elettorale vigente, introducendo quantomeno la possibilità di attribuire i seggi dei NON VOTANTI ai cittadini italiani (o europei, nel caso di elezioni europee), estraendoli a sorte.
Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
Al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale (vera e propria "delega in bianco").

Luca Bagatin
Presidente/fondatore di "Amore e Libertà"
www.amoreeliberta.altervista.org
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it 

mercoledì 30 aprile 2014

Sommaria descrizione dei principali partiti politici italici secondo "Amore e Libertà"



Partito Democratico: il gioco delle tre carte
Forza Italia: pregiudicandi
Lega Nord: la banda bassotti
SeL: comunisti venduti al capitale
Fratelli d'Italia: fasci prosciutto & meloni
Scelta Civica: montiani in via di decomposizione
Movimento 5 Stelle: i riccetti der quartierino
Fare per Fermare il Declino: disfare (al proprio interno) per fottersene del Paese
Radicali italiani (di oggi): desaparecidos ritrovati da Papa-LadyGaga-Francesco
Nuovo CentroDestra-Udc: riciclati clericali



lunedì 21 aprile 2014

"Aforismi e riflessioni politiche flash" by Luca Bagatin (tratti da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

A Giacomo Casanova, al Conte Alessandro Cagliostro, a Giuseppe Garibaldi,
tre Grandi Iniziati amati e rimasti nel cuore del Popolo
e che della politica autoritaria dei Paesi che visitarono si fecero beffe e contrastarono,
pagando spesso di persona, talvolta anche con la vita.


Sono troppo onesto per candidarmi a qualsiasi tipo di elezione politica, nel 2014 e negli anni a venire.

Politicamente posso definirmi liberale di sinistra e libertario di destra.
L'unica cosa che so, di preciso, di Forza Italia, è che il simbolo che presenterà alle elezioni europee recherà il nome di un noto pregiudicato.
Il partito di Ageletto Alfano, denominato NCD, ha nominato suo coordinatore nazionale quella quaglia clericale di Quagliariello.
Un motivo in più per seguitare a disgustarlo.
E' oltremodo vergognoso che, alle prossime elezioni europee, siano candidati dei Ministri della Repubblica.
E' vergognoso per una ragione molto semplice: allorquando saranno eletti, proprio in quanto Ministri, NON andranno mai al Parlamento europeo e NON si occuperanno mai di Europa (Debora Serracchiani insegna, visto che, a parte il suo essersi fatta pubblicità, in Europa non ha mai fatto nulla).
Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, ma perché vi candidate e non continuate, invece, ad occuparvi dei vostri rispettivi Ministeri ?
Allorquando il commendator Licio Gelli elaborava un piano di riforma in senso liberale dell'Italia - denominato Piano di Rinascita Democratica, alla faccia di coloro i quali lo tacciarono di autoritarismo - Beppe Grillo faceva il comico prezzolato su Rai 1, lottizzata dalla Democrazia Cristiana, sostenuto dal democristiano Pippo Baudo e a volte affiancato da Bruno Vespa...
Matteo Renzi è un ottimo affabulatore. Del resto ha avuto ottimi maestri del gioco delle tre carte: Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.
La libertà richiede sempre un alto senso di responsabilità. Libertà e responsabilità sono sinonimi, infatti. Mi viene da pensare che i politicanti italiani (ma non solo loro, spesso), non provuovono leggi di libertà proprio in quanto sono privi di ogni senso di responsabilità.  

venerdì 11 aprile 2014

Beppe Grillo stritolato dalle Veline. Per un'(anti)politica dell'Amore e della goliardia, contrapposta all'odio neo-squadrista e mediatico dei grilli de noantri


Beppe Grillo se la prende con le Veline.
Come al solito il Beppone Nazional-Papponista individua un falso bersaglio.
E non si accorge che, mai come oggi, nel Parlamento europeo, avremmo bisogno che fossero candidate personalità come Ludovica Frasca e Irene Cioni.
In luogo delle molte, troppe, facce da culo (o come il culo) stipendiate dal contribuente-elettore-nuovoschiavo.





E, a tal proposito, riproduciamo l'articolo che Luca Bagatin scrisse il 22 giugno 2009, ben cinque anni fa - anche se sembra scritto ieri - in difesa della figura della Velina (contrapposta alla catarsi dei moralisti e del politicanti de noantri):




EVVIVA LE VELINE 

(metafora patafisica contro la catarsi dei falsi moralisti de noantri)  

articolo di Luca Bagatin  del 22 giugno 2009 



Veline, Velone, Vele, Velette.
Un tempo c'erano le Vallette e già loro erano additate dalla Pubblica Piazza dei Moralisti de noantri come oche pocodibuono. Sic !
Oggi, il nuovo maschilismo talvolta camuffato da veterofemminismo antilaico ed antilibertario tanto caro ai "politically correct" di certa sinistra cattocom (ovvero quella conservatrice), ma anche di molta destra clericale e bigotta, è tutto in fermento contro....le Veline appunto !
Bum bum bum cicabumbumbum ! Chioserebbe il Gabibbo.
Questa storia delle Veline l'hanno fatta addirittura diventare una questione politica quando di strettamente politico, qui, non c'è proprio nulla.
E se c'è una categoria del mondo dello spettacolo che và salvata è proprio quella della Velina. Lasciate che lo dica uno che ritiene programmi come il Grande Fratello, Buona Domenica e Amici (quest'ultimo diretto dall'ultimo dei Sessantottini non pentiti Paolo Pietrangeli...guarda caso)  una riedizione nemmeno troppo lontana di "Le 120 giornate di Sodoma" del marchese De Sade.
Ovvero il contrario dell'intelligenza e della creatività individuale. Il trionfo dell'ipocrisia e della follia collettiva di una gioventù mal rappresentata. Ma che forgia modelli oltremodo diseducativi (ultimo retaggio del '68 italiano antilaico ed antilibertario, ovvero l'opposto della cultura beatnik ed hippy americana ? Molto probabile, riteniamo).
La Veline sono cosa ben diversa. Lo spiega lo stesso Antonio Ricci che le ideò: sono un'astrazione patafisica, come definì lo scrittore surrealista Alfred Jarry, "quanto vi è di grottesco nell'universo" (per inciso, per chi ancora non se ne sia accorto, questo stesso mio blog - nella sua poliedricità culturale - utilizza canoni prettamente patafisici a partire dal frontespizio).
E il filone surrealista, nonsense e patafisico nella televisione nostrana - che pur di pecche ne ha moltissime - lo seguì a suo tempo anche l'ottimo Gianni Boncompagni.
Criticatissimo per i suoi programmi pieni di colore, musica e soprattutto ragazze giovanissime.
Ragazze, ricordiamolo per i più, che non avevano nulla di ammiccante, di provocante, di sensuale. Che erano semplicemente loro stesse, si divertivano e divertivano nella surrealtà del contesto televisivo creato da Boncompagni stesso.
Moltissime fra loro, peraltro, hanno fatto carriera unicamente grazie alle loro intrinseche capacità artistiche. Pensiamo alla cantante Giorgia, all'attrice comica Sabrina Impacciatore, all'attrice impegnata Yvonne Sciò, alla poliedrica Ambra Angiolini, a Nicole Grimaudo..... E la lista è lunghissima, cari i miei Moralisti da Pubblica Piazza.
Ed allora finitela un po' con questa storia del dare addosso alla Velina !
Iniziate a guardare una ragazza per le sue doti artistiche e lasciate da parte le vostre pruderie sessuali che vi accompagnano sin dagli anni '60: quando davate addosso alle minigonne ed alle piperine !
Quando per voi un atto sessuale era un atto politico....ma era pur sempre l'uomo a comandare !
Si può discutere sul fatto che in televisione del corpo femminile si faccia ampio mercimonio. E' vero ed è una vergogna. Ma le Veline o le ragazze di Non è la Rai dei vecchi tempi non c'entrano un piffero.
C'entrano piuttosto certi altri programmi che ho citato ben prima e che fanno delle pruderie sessuali (leggi: della morbosità), il segreto del loro successo.
Ora, io non so se abbia ragione Lele Mora quando afferma che la tv trash è quanto il pubblico desidera. Fatto sta che è ciarpame, che non ha nulla di creativo e che si avvicina piuttosto a certo catartisimo orgiastico tipico delle opere del Divin Marchese di cui sopra.
Si dirà: sei un moralista anche tu allora ! Affatto, sono semplicemente obiettivo.
Un conto è una ragazza (ma potrebbe essere benissimo anche un ragazzo, nulla in contrario, figuriamoci !) che canta e balla, senza troppi ammiccamenti ed in un contesto divertente e a tratti surreale. Un altro è esibizione di carne.....da macello in un contesto di macellai del gossip.
La differenza è abissale. Ed anche qui, il caso è tutto, tristemente e preoccupantemente italiano (con le sue influenze clericali, marxiste, fasciste...).

mercoledì 5 marzo 2014

Cari Lorenzo Battista, Francesco Campanella e altri dissidenti: se abbracciate davvero la democrazia dal basso, ovvero l'autogestione, vi aspettiamo in "Amore e Libertà"



Siamo lieti che vi siano finalmente dei dissidenti in questo Parlamento egemonizzato dalla mediaticità, mediocrità e dall'accaparramento del Potere rappresentato dalla triade Berlusconi-Grillo-Renzi.
Finalmente gli epurati dal Movimento Mediatico detonimato “5 Stelle” a causa del loro essere dissidenti, hanno deciso di formare un nuovo gruppo parlamentare, così come annunciato dal parlamentare ex grillino Lorenzo Battista.
“Amore e Libertà” non può che accogliere con favore le sue parole: “sarà democratico, senza leader e tutti potranno esprimere il loro pensiero liberamente”.
Facciamo pertanto notare a Battista e agli altri dissidenti ex grillini – fra cui Francesco Campanella e forse anche il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti – che “Amore e Libertà”, movimento-nonmovimento che NON intende presentarsi ad alcuna consultazione elettorale, ha già da tempo in mente un Parlamento di estratti a sorte, come nell'Antica Grecia, ove ciascun cittadino estratto abbia la possibilità di concorrere alla formazione di una nuova Assemblea Legislativa. Ovvero l'esatto opposto di quanto auspicato da Grillo e Casaleggio, i quali di democrazia diretta (ovvero senza diktat dall'alto) non hanno mai voluto sentir parlare.
Qualora i dissidenti ex grillini abbiano intenzione di accogliere le tematiche avanzate da “Amore e Libertà” relativamente a: riforma delle istituzioni dal basso, diritti civili, diritti sociali e libertà sessuali, ovvero il nostro Manifesto d'Intenti scaricabile a questo link: http://www.amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm, sono e saranno i benvenuti.
Una società civile e democratica si costruisce solo in assenza di Potere, Danaro, Politica gestita dall'alto.
Una società civile e democratica si costruisce solo attraverso l'Amore, il buonsenso e la comprensione reciproca.

Luca Bagatin
Presidente/fondatore di “Amore e Libertà”