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sabato 5 giugno 2021

Riflessioni contro i demoni del danaro, della religione, del materialismo. Per la liberAzione

Una delle cose che mi intriga di più in una donna è il suo spirito selvaggio.
Incatenato da secoli da una società di merda, fondata sul materialismo, la religione e il danaro (i più demoniaci degli strumenti inventati dalla mente umana malata), tale spirito aspetta solo di essere liberato.
Per congiungersi al Divino che è in lei/noi.
(Luca Bagatin)
 
Sri Narasiṃha fu, secondo la tradizione indù, una delle incarnazioni di Dio (Avatara), ovvero di Sri Visnu-Krishna.
Sri Narasiṃha, uomo-leone, venne sulla terra per difendere il devoto Prahlāda, perseguitato dal demone Hiraṇyākaśipu.
Sri Narasiṃha divorò il demone, ristabilendo la verità e la giustizia sulla terra, come ogni incarnazione Divina.
Le incarnazioni Divine (Avatara) della tradizione indù ci possono a volte sembrare crudeli, violente, senza cuore, contro i demoni che combattono.
Ma in realtà emanano amore in ogni istante, perché impermeabili all'odio.
Uccidendo i demoni, non li odiano. Viceversa, li liberano dalla loro condizione demoniaca e li riportano alla loro condizione Divina.
Ogni Avatara protegge e ama i devoti e tutte le persone che seguono la retta via verso la Divinità.
Ma ama anche i demoni, consapevole che la materialità della vita terrena li ha condotti verso gli abissi.
Dai quali l'Avatara li libera.
Per farli tornare a Dio.
(Luca Bagatin)
 
Giornata mondiale dell'ambiente.
Si parla di salvare il Pianeta, ma, sino a che non si cambierà radicalmente sistema economico, mettendo al bando l'industrializzazione, l'ideologia malsana del lavoro, della produttività e della crescita, continueremo a distruggere il Pianeta e il suo ecosistema.
E le parole di chi auspica il "salvataggio del Pianeta entro i prossimi anni" suonano vane e ipocrite.
(Luca Bagatin)
 

venerdì 28 maggio 2021

Un'economia fondata sul profitto è malata e disumanizzante. Articolo di Luca Bagatin

Il caso della Funivia Mottarone, ma anche il caso della Pelletteria Serena di Poggio a Caiano, la cui titolare, posta agli arresti, sfruttava i lavoratori e li pagava tre euro l'ora, pongono una seria riflessione.

Può essere sostenibile e accettabile un sistema economico e sociale fondato sull'egoismo ? Su questa profonda patologia umana che genera infiniti problemi quotidiani ?

Il capitalismo non nasce altro che da questo.

Mentre l'impresa, l'attività economica, che fornisce beni, servizi e prodotti, dovrebbe essere unicamente al servizio della comunità. E non di quel profitto privato che genera, a monte, sfruttamento e mette in gioco la vita delle persone.

Le imprese dovrebbero essere di proprietà di chi ci lavora ed essere controllate dalla comunità nelle quali tali imprese operano. Ovvero i cittadini dovrebbero esserne gli unici azionisti.

Questo un sistema sano, che permetterebbe di lavorare il giusto, per il tempo che serve a soddisfare i bisogni essenziali della comunità. Senza sprechi, senza eccessi, senza distruzione dell'ecosistema o meccanismi che obbligano i lavoratori ad essere sfruttati o ad essere licenziati.

Nel periodo post-pandemia, una riflessione seria in questo senso, andrebbe fatta. Perché l'unica possibile per uscire da una crisi endemica, fondata su un'economia malata alla radice e basata sullo sfruttamento del lavoro salariato e sul sistema dei mutui, dei prestiti e relativi interessi bancari (oltre che sugli ingiusti debiti degli Stati) che, nei fatti, generano ulteriore sfruttamento del lavoro, in un circolo vizioso senza fine.

Un'economia fondata sul profitto è, non solo destinata a implodere, ma a generare l'aumento di una disoccupazione che da tempo era già endemica, a sfruttare le risorse, a ridurre all'osso i diritti di chi lavora.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, dovrebbero essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

E sarà il caso di iniziare a rimettere tutto ciò in discussione.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 23 marzo 2020

Se usciremo da questa terribile emergenza sanitaria globale occorrerà cambiare. Radicalmente. Riflessioni di Luca Bagatin

"L'uomo nasce
L'uomo nasce libero
Ma come uno schiavo
Vive, vive nella sua malvagità"
(dalla canzone "L'ora è giunta", cantata da Adriano Celentano) 

Quando e se usciremo da questa tremenda emergenza sanitaria, occorrerà radicalmente che le cose cambino. Che noi stessi cambiamo. Altrimenti sarà stato tutto vano.
Occorreranno massicci investimenti in sanità, scuola, formazione.
Occorrerà mettere al bando le armi, gli armamenti e ogni mezzo di offesa e di difesa.
Occorrerà mettere al bando il sistema degli interessi sui prestiti.
Occorrerà che nessuno sia più lasciato solo o lasciato indietro.
Occorrerà che non esistano più ricchi né poveri, ma che si stampino soldi, se sarà necessario, senza alcuna forma di egoistico interesse; senza alcun tipo di calcolo economicistico o finanziario.
Occorrerà finanche superare il sistema monetario, per approdare al sistema della cooperazione non egoistica fra le genti.
Occorrerà che il lavoro non sia più al servizio del profitto, ma che sia al servizio dell'essere umano e della comunità nella quale vive.
Occorerà una economia sociale e socialista di NON mercato.
Occorrerà lavorare meno, lavorare tutti e cooperare tutti. Per il benessere di ciascuno e della comunità.
Occorrerà mettere al bando teconologie pericolose per la salute come quella del 5G.
Occorrerà inquinare molto meno, pensare a forme di telelavoro e di industrie meno inquinanti.
Occorrerà pensare prima all'ambiente e all'ecosistema.
Occorrerà che chi ha fame sia sfamato, che chi sta male sia curato. Gratuitamente.
Occorrerà che non ci sia più nessuna sovrapproduzione, nessuna forma di spreco né di consumismo.
Occorrerà produrre meno e consumare il giusto.
Occorre un mondo più unito.
Occorrerà che ciascun Paese del mondo si rispetti, pur nella normale diversità fra Paesi, popoli, usi e costumi.
Occorrerà mettere al bando l'odio e far trionfare l'amore.
Altrimenti non ne usciremo davvero mai.
Non ne usciremo davvero più.
E andrà peggio. Molto peggio.

Luca Bagatin


martedì 10 marzo 2020

Mentre l'UE accoglie 20.000 militari USA, Cina e Cuba ricercano soluzioni al Covid 19. Articolo di Luca Bagatin

Mentre in Europa stanno per arrivare 20.000 soldati Statunitensi – ovvero il più grande dispiegamento di mezzi USA in 25 anni sul nostro continente – e tutto ciò in barba ai decreti contro il Coronavirus e unicamente per riaffermare una vetusta quanto assurda e nefasta alleanza militare fra USA e Unone Europea – a Cuba si è reso disponibile un farmaco – l'interferone cubano alfa 2B - che si sta rivelando efficace in Cina, nella battaglia contro il Covid 19. Al punto che la Presidente dell'Associazione Nazionale Italia-Cuba – Irma Dioli - ha, in questi giorni, scritto al Ministro della Salute Speranza, affinché prenda in considerazione la possibilità di importarlo e utilizzarlo in Italia, attraverso la consulenza di personale medico cubano.
A Cuba, peraltro, ad oggi, non si segnala alcun caso di Coronavirus, merito probabilmente di una sanità efficiente (una fra le più efficienti al mondo) e di frontiere controllate, ovvero l'esatto opposto rispetto a quanto avvenuto in Unione Europea, ove le frontiere non sono mai state limitate e ove la sanità ha, nei decenni, subito pesanti tagli di bilancio. Ovviamente tutto in nome della “crescita” economica e dei “vincoli di bilancio” (sic !).
E' in questi momenti di profonda crisi globale che possiamo notare quanto sia pericoloso il sistema liberal capitalista, fondato sui tagli al settore pubblico/sociale e sulla indiscriminata circolazione di persone, merci e capitali, a tutto vantaggio unicamente di una economia della crescita (che è ormai un dogma ideologico), che non solo è dannosa nel lungo periodo (in termini sociali e ambientali), ma è anche insostenibile e tutt'altro che illimitata (e lo stiamo notando proprio in questi giorni).
La Cina socialista, prima ad essere stata colpita dal Covid 19, ha risposto con efficienza. Costruendo ospedali in tempi da record. Fornendo misure precauzionali e di contenimento del contagio fra la popolazione in modo tempestivo. Lavorando giorno e notte alla risoluzione del problema. E, ad oggi, i casi di contagio in Cina stanno diminuendo, mentre le guarigioni aumentano.
Nell'Unione Europea, diversamente, a parte la solerzia dei medici italiani, i quali per primi si sono dati da fare rilevando i primi casi di Coronavirus e attivandosi nell'arginarli, abbiamo assistito, fra la pessima ironia della Francia nei nostri confronti e la superficialità di Bruxelles, a una totale mancanza di strategia nel fronteggiare anche questa emergenza.
Esattamente come per il fenomeno immigrazione e nel caso della Turchia, che ha invaso uno Stato sovrano, ovvero la Siria, l'Unione Europea se ne è lavata le mani (o, peggio, ha sostenuto la Turchia !) o ha fatto molto poco. E solo oggi se ne rende conto.
E, ancora oggi, sembra del tutto sottovalutare il fatto che arriveranno 20.000 soldati USA nell'ambito di una esercitazione – certamente decisa da anni – ma del tutto inopportuna, sia in particolare questo periodo di emergenza, sia perché sotto il profilo politico-militare l'Unione Europea dovrebbe essere del tutto indipendente da una entità come gli USA, che ad oggi hanno fomentato i peggiori golpe o tentativi di destabilizzazione in Paesi laico socialisti e democratici.
Negli USA, Trump, sottovaluta il problema Covid 19, nonostante i casi in aumento e una sanità – quella statunitense - che è appannaggio solamente delle classi più ricche e quindi il problema, da quelle parti, potrebbe rivelarsi ancora più serio che altrove.
L'emergenza Covid 19 ci pone di fronte non solo a una sfida epocale, ma anche alla necessità, nei Paesi ad oggi di ideologia liberal capitalista, di modificare comportamenti e stili di vita.
La libera circolazione delle merci e delle persone andrebbe ripensata, così come andrebbe ripensato del tutto il settore pubblico, nel quale occorre investire massicciamente, in particolare in sanità, ricerca scientifica e formazione scolastica.
Attraverso le attuali tecnologie forme di telelavoro potrebbero essere già utilizzate e incentivate, così come la possibilità di lavorare meno, passando dalle 8 ore di lavoro giornaliere di oggi alle 4 ore, ma a parità di salario. In questo modo le persone potrebbero avere maggiore tempo libero, per curare i propri affetti e propri cari (da non sottovalutare il fenomeno in crescita delle baby gang, spesso ragazzi lasciati del tutto a loro stessi da genitori costretti entrambi a lavorare).
Occorre che il lavoro sia sempre più vicino al luogo in cui si abita, in questo modo si inquinerebbe meno e non si sarebbe costretti a spostarsi, sradicandosi e stando lontani dagli affetti.
Occorre iniziare a consumare meno, a vivere del necessario, ad autoprodurre.
Sfide come questa dovrebbero farci comprendere quanto illusoria e pericolosa possa essere la globalizzazione e l'ideologia nefasta della “crescita” (sbandierata da politici di destra e di sinistra, intrisi di ideologia liberale) ed i conseguenti sistemi di tagli ai servizi sociali, oltre che il sistema delle privatizzazioni. Privatizzazioni utili unicamente ai ricchi investitori e a quei ricchi uomini d'affari che non hanno alcun interesse al benessere della collettività, bensì considerano la collettività come una massa di “consumatori” da incardinare nel sistema.
Ad oggi possiamo solo riflettere e ragionare in modo pragmatico, senza farci prendere dal panico. Possiamo e dobbiamo seguire le direttive di precauzione igienico-sanitaria che ci hanno fornito in primis le autorità medico-sanitarie.
Ma dobbiamo anche ragionare sul fatto che è necessario cambiare radicalmente sistema economico-sociale, oltre che stili di vita sociali. Perché quelli imposti dall'ideologia liberal capitalista della crescita sono del tutto errati e antisociali.
Altrimenti, un domani, potremmo non essere più qui a poter leggere o scrivere le nostre riflessioni. Altrimenti, un domani, potremmo anche non essere più in grado di poter pensare.

Luca Bagatin

domenica 24 novembre 2019

"Il liberal capitalismo, l'ideologia del mercato, ci sta uccidendo (fisicamente e mentalmente)" Riflessioni brevi di Luca Bagatin

La mentalità di alcune persone è spesso rigida e poco aperta al confronto e a idee diverse, per quanto argomentate. È normale sia così, ci mancherebbe, però trovo che ciò sia un limite.
È quel limite che porta, nel breve ma anche lungo periodo all'odio, anziché all'apertura. E l'odio è quell'aspetto umano che porta a distruggere, anziché costruire.
A distruggere persino legami di lunga data. E ciò, se ci pensate bene, è molto triste e drammatico persino.
Si vive in realtà opulente e ci si bea di questo finto benessere. Senza vedere quanto tale benessere sia effimero.
Però lo si difende. Taluni lo difendono addirittura con accanimento, con rabbia, anche se – in realtà - tale finto benessere è fonte di sofferenza per molti popoli, che vengono sfruttati, deportati, sradicati, vilipesi, proprio per mantenere tale benessere nelle società opulente, liberal capitaliste, borghesi.
E tale benessere effimero, fatto di opulenza materiale, di sfruttamento del lavoro e del salario, di crescita economica, di immigrazione e emigrazione forzata, di apparenza più che di sostanza, è anche fonte di sofferenza per chi vive in questa dimensione di finto benessere. Ovvero in una bolla di apparenti certezze, destinate, presto o tardi a crollare.
E a travolgerci tutti.
Personalmente sono ideologicamente dalla parte opposta rispetto alla destra e alla sinistra, ideologie borghesi nate con la Rivoluzione Francese, totalmente estranee alle Rivoluzioni Socialiste dei secoli successivi, ovvero estranee al proletariato. Personalmente sono per un sistema radicalmente opposto rispetto all'individualismo liberal capitalista, così come ho scritto nel mio ultimo saggio e in numerosi miei articoli di taglio sociopolitico.
Mi definirei un socialista originario, un populista originario, un nazionalbolscevico. Un estremista di centro, perché al centro si trova la Natura, di cui l'essere umano e i suoi simili sono una delle importanti componenti.
Volendo usare i termini destra e sinistra, anche se non amo per nulla farlo, potrei al massimo dire che sono un conservatore di sinistra e un progressista di destra.

Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 29 giugno 2019

Crescita illimitata, deportazione di esseri umani, odio, violenza. Occorre una alternativa. Di Amore e Libertà. Riflessioni sparse di Luca Bagatin

L'uso smodato dei condizionatori in estate è una metafora.
Se li usate smodatamente togliete risorse a tutti. E la luce si spegne.
È esattamente ciò che fanno i ricchi.
Accumulano ricchezze, vivono nella bambagia, fanno le ferie a Saint Tropez.
Mentre i popoli vengono schiacciati e privati delle loro risorse.
La crescita economica illimitata è il problema. I ricchi sono il problema.
Solo una vita modesta permette a tutti di vivere dignitosamente.
Altrimenti la luce si spegne. Per tutti.

Non ho voluto né voglio prendere parte a show mediatici che vedano protagonisti i governi, le opposizioni e le ONG.
Posso solo dire che, nel mio ultimo saggio, ho scritto anche di immigrazione quale fenomeno padronale e conseguenza del capitalismo assoluto.
E ho scritto anche di panafricanismo e di lotte per un'Africa agli africani.
Tutto il resto è mediaticità politica.
Per nulla interessante o utile ai poveri e ai popoli (spegnete le TV, smettete di comprare i giornali, è spesso molto meglio).

Quella di cui parlo nel mio ultimo saggio - "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" - non è una società aperta, ma una civiltà socialista e populista. Ovvero una civiltà democratica, persino cristiana.
Illiberale in quanto il liberalismo ha messo in vendita ogni cosa, persino i sentimenti, in nome del profitto.
E in nome del profitto ha propagandato l'odio fra le genti e le comunità.
La mia è una denuncia del totalitarismo liberale, il più pericoloso dei tempi odierni.
È una nuova ricerca del Sacro e del Divino.
È il trionfo degli ideali di Giordano Bruno, Garibaldi, D'Annunzio, Hugo Chávez
, Gesù detto "Il Cristo".
E' infatti anche un saggio che racchiude le vicende di Hugo Chávez, Evo Morales, Evita e Juan Peron, José Pepe Mujica, Eduard Limonov, Angelica Balabanoff, Thomas Sankara, Mu Ammar Gheddafi, Ernst Niekisch, Mario Bergamo, Anita e Giuseppe Garibaldi, Pier Paolo Pasolini, Alain de Benoist, Gabriele D'Annunzio, Jean-Claude Michéa, Aleksandr Dugin, Christopher Lasch, ma anche di Mario Appignani, Riccardo Schicchi e Moana Pozzi.
Ma non solo.
Parla di Socialismo e Populismo, appunto.
Di alternativa alla destra e alla sinistra.
Di liberAzione.
Un saggio militante.
 



Il saggio "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" può essere acquistato unicamente a questo link: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/

venerdì 12 aprile 2019

Per preservare l'ambiente occorre cambiare completamente stile di vita e sistema economico. Articolo di Luca Bagatin

Pensare di occuparsi di clima e ambiente attraverso bei discorsi o manifestazioni, come proposto dalla giovanissima Greta Thunberg, può essere lodevole, ma è assai limitante e, soprattutto, risolve ben poco.
Ben poco, in realtà, avrebbe risolto anche il cosiddetto “Green New Deal” proposto dalla deputata newyorkese Alexandria Ocasio-Cortez, se anche fosse passato al Senato, cosa che ad ogni modo non è accaduta. Tale piano avrebbe previsto l'utilizzo di fonti rinnovabili di energia al 100%, attraverso investimenti nei settori ferroviari “ad alta velocità” (e già l'esistenza di una rete ferroviaria ad alta velocità non è proprio qualcosa di molto “green”) e in nuovi veicoli elettrici.
Tale piano – stimato in circa mille miliardi di dollari - oltre all'ambiente, avrebbe riguardato anche l'assistenza sanitaria universale, un salario minimo di sopravvivenza e una lotta ai monopoli.
Lodevoli iniziative – come il suo puntare il dito contro banche e compagnie petrolifere – ma, permanendo all'interno di un sistema capitalista e consumista – peraltro fortemente condizionato da corporation e multinazionali - che non viene minimamente rimesso in discussione dalla Ocasio-Cortez, rischiano di rimanere più sulla carta che nella pratica.
Le politiche del cosiddetto “sviluppo sostenibile”, tanto amate dalla sinistra liberal-capitalista, in sostanza, non hanno nulla di sostenibile, in quanto tale “sviluppo”, come ricordato dall'economista e filosofo francese Serge Latouche, non è altro che “un'impostura”.
Latouche, filosofo della decrescita, ha più volte ricordato infatti come lo “sviluppo” che noi conosciamo è quello delle tre rivoluzioni industriali, che ha portato ad una contrapposizione fra gli esseri umani e fra gli esseri umani e la natura.
Latouche, a differenza dei promotori dell'ideologia della “crescita economica” e dello “sviluppo”, propone una “decolonizzazione dell'immaginario”, decnomicizzandolo, ovvero proponendo un nuovo stile di vita: vivere del necessario, non del superfluo. E vivere in armonia con la natura.
E' da visioni come questa, arcaiche se vogliamo, che sono sorti – anche online – vari siti di “baratto etico”, ove gli oggetti – anziché essere venduti – vengono scambiati. Generando così un “non-mercato”, evitando così sprechi di oggetti che finirebbero nella spazzatura, rompendo quella spirale consumista che genera unicamente il profitto di pochi, lo sfruttamento di molti e un conseguente inquinamento dell'ecosistema in quanto, per produrre nuovi oggetti, occorrono fabbriche e macchinari non certo “green”.
Aspetti che però le Ocasio-Cortez e le Greta Thunberg non ci raccontano né ci insegnano (a parte qualche lodevole proclama e qualche simpatica manifestazione), in quanto – volenti o nolenti - ancorate ad un modello produttivista, liberal-capitalista, economicista. Un sistema che promette “posti di lavoro” privati (ormai peraltro sempre più rari), che producono reddito e consumo, ma non un lavoro in comune, per il bene delle comunità e quindi dell'umanità nel suo complesso. Ove il prodotto di tale lavoro, anziché generare profitto, possa generare semplicemente lo stretto necessario affinché ciascuno abbia di che vivere. Senza sprechi, senza bisogni indotti, senza il superfluo. Ove ciascuno possa così lavorare meno e godere semplicemente il proprio tempo per stare assieme agli altri, immerso nella natura.
Latouche, in tal senso, recupera il concetto di “economia del dono” (il baratto ne è uno degli aspetti), tipica delle società matriarcali (ancora oggi esistenti, ad esempio in alcune zone della Cina), e di cui parla diffusamente il “Saggio sul dono” dell'antropologo socialista Marcel Mauss.
Tale economia del dono, ricorda Latouche, rafforza peraltro i legami sociali, che il commercio rende invece impersonali e sterili.
Una strada tutta in salita negli USA, che pur hanno rifiutato anche il moderato piano “green” della Ocasio-Cortez.
Modificare il proprio stile di vita e la propria mentalità è una delle cose più difficili che si possano fare e certo sono scelte e percorsi tutt'altro che indolori. La via per un ecosistema preservato, ad ogni modo, dovrà per forza passare attraverso questi aspetti. Non certo per le ricette di una sinistra liberal-capitalista, solo apparentemente differenti rispetto a quelle della destra, ma, nei fatti, ancorate ad un sistema economicista e produttivista che promuove una crescita economica che non è affatto illimitata, così come non sono affatto illimitate le risorse dell'ecosistema nel quale viviamo.
Se abbiano a cuore il nostro ambiente, la natura e i cambiamenti climatici ci spaventano, iniziamo dunque a modificare noi stessi e le nostre abitudini.
I grandi cambiamenti, spesso, non sono operati dai politici, ma dalla gran parte degli esseri umani. Se solamente hanno il coraggio di cambiare, di ragionare e di ricominciare a lavorare in comune per un progetto comune.

Luca Bagatin

lunedì 11 febbraio 2019

"Tutto si vende ! Tutto si compra ! (ma non l'Amore che il tuo Spirito incontra)". Poesia/ballata/canzone/rap di Luca Bagatin


Se l'unica libertà che conosci
è quella di guadagnare
Se l'unica libertà che conosci
è quella di accumulare
Se l'unica libertà che conosci
è quella di consumare
Forse hai perduto la capacità di amare.

Tutto si vende
Tutto si compra
E' una malattia mentale !
Tutto si vende
Tutto si compra
E' la malattia del capitale !
Tutto si vende
Tutto si compra
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E' una legge innaturale
Tutto si vende
Tutto si compra
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E' una legge un po' immorale.

Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E immetti nel mercato.
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
Che è già un po' drogato.
Tutto si vende
Tutto si compra
Ridistribuire a chi mangiare non ne ha ?
Non se ne parla e non, ahimè, se ne parlerà !

L'ideologia della crescita
è una grande mescita
L'ideologia della crescita
e la fine di ogni rinascita (del cuore)
L'ideologia della crescita
è quella che mi fa più paura
Perché rende la vita decisamente meno pura
e ancor più dura.

Nasci/produci/consuma/crepa
Crepa
Crepa
Crepa
La crepa è ormai nel tuo cuore.
La crepa è la fine del tuo amore.
La crepa impedisce ogni rinascita
Spirituale
Che mai tradisce
ma sempre stupisce.

Non cedere al mercato
Non cedere al potere
Non cedere al consumo
Non cedere al profumo
del danaro.
Credi.
Credi sempre
che esista qualche cosa.
Dentro di Te c'è il Divino
C'è l'Amore
C'è il Cammino
Spirituale che ci libera
da ogni male.
Che ci libera
da ogni violenza.
Questa è l'unica vera Scienza.

Credi che l'Amore
dentro Te
non sia mai morto.
Egli è lì
è sempre lì.
E' il Cristo Risorto.
Per noi.
Noi siamo qui
che lottiamo
per l'Amore e la Libertà
del cuore.
Noi siamo qui
che lottiamo,
ovvero siamo qui
che amiamo
e di continuo rinasciamo.
Sino a quando scopriremo il Paradiso
in noi
e così capiremo
che la Verità è racchiusa proprio lì.
Proprio lì dentro.
Nel nostro Eterno Centro.

Luca Bagatin

sabato 23 settembre 2017

Across The Universe. Riflessioni anticapitaliste e democratiche

Il problema non è tanto l'esistenza dell'euro quale moneta di pagamento, bensì il fatto che esista una moneta di pagamento.
Il problema è, in sostanza, il capitalismo ed il suo sistema monetario.
(Luca Bagatin)

Sono contrarissimo ad ogni tipo di governabilità. Sono per l'autogoverno e l'autogestione. Ovvero il cittadino si governa da sè e se il politico deve per forza esistere deve eseguire ciò che il cittadino gli chiede. Senza intromettersi nelle decisioni popolari.
(Luca Bagatin)

Per evitare il confronto argomentato cosa ti dicono ? Che sei confuso , che farnetichi, che sei innamorato delle tue idee ecc...
In realtà basta argomentare e approfondire.
Ma spesso non lo si fa, prendendo per oro colato tutte le assurdità che raccontano media e politici.
(Luca Bagatin)

Mi chiedo se i dirittumanisti di destra e sinistra si siano finalmente pentiti di aver sostenuto i Colpi di Stato passati alla Storia con il ridicolo nome di Primavere Arabe, utili unicamente e ad aver abbattuto governi laici, socialisti e anti islamisti.
(Luca Bagatin)

Baschi e Catalani se vogliono l'indipendenza hanno il diritto di averla.

Un governo che non ascolta ciò che il popolo chiede non può dirsi democratico. 

(Luca Bagatin)
Sacrificarsi. Dare. Dare, senza attendersi nulla in cambio. Donare, non per dovere, ma spinti dalla convinzione che colui che dà è sempre più ricco di colui che riceve – e che ha l’onere di donare a sua volta. È questo, in fondo, l’unico grande principio etico. Tutto il resto deriva da qui.
(Alain De Benoist)


venerdì 1 aprile 2016

"Dalla parte degli oppressi". Riflessioni di Luca Bagatin

Non ho etichette e non mi piace averne. Sto da sempre con i deboli e gli oppressi che, in quanto tali, si collocano sicuramente dalla parte giusta.

Non esistono destra e sinistra, ma ricchi e poveri. Ed io mi schiero dalla parte di questi ultimi !

Il liberalismo ed il comunismo hanno fallito perché non hanno preso in considerazione due aspetti: l'essere umano e le sue emozioni.


Economia, politica, lavoro, crescita economica = SCHIAVITU'
Amore, altruismo, decrescita economica, sviluppo sociale e ambientale = LIBERTA'


Il futuro è nel recupero del passato. Anche di verdure.

Le menti sono diverse, mai i cuori. Spegni la mente e aprirai il cuore.