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venerdì 26 settembre 2025

Distruggere l'Ego per raggiungere il Divino (dentro noi stessi). Riflessione di Luca Bagatin

 

L'essere umano ha inventato un Dio esteriore per la sciocca necessità di essere rassicurato.
Lo stesso processo è avvenuto con l'intelligenza artificiale.
Il problema di fondo è che l'essere umano nasce con una patologia originaria chiamata ego ed è inconsapevole del fatto che l'unico Dio risiede dentro sé stesso. Ma è celato, nascosto dalle pieghe dell'ego.
E così l'essere umano non comprende che non esiste alcuna certezza/sicurezza che possa essere trovata nel mondo esteriore/materiale.
Distruggere l'idea stessa di un Dio esteriore (e l'intelligenza artificiale o tutto ciò che possa somigliarle) e distruggere l'ego, è la base dell'emancipazione interiore e della ricerca di una possibile Verità. Che non è mai ultima.
 
Luca Bagatin
 
 

domenica 22 dicembre 2024

Felice Yule! Buone Festività d'Amore, Libertà e Socialismo!


Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge
FELICE SOLSTIZIO D'INVERNO!
"Sì, in verità, che la vostra Volontà d'Amore bruci di brama in voi stessi verso questa creazione della vera Vita che avvolge le sue onde attraverso lo sconfinato mare del Tempo! Non vivete la vostra piccola vita nella paura delle ore! La Luna e il Sole e le Stelle, per mezzo dei quali voi misurate il Tempo, non sono che loro stessi i servitori di quella Vita che pulsa in voi, gioiosi colpi di tamburo che segnano la vostra marcia trionfante attraverso il Viale delle Età".
LIBER CL נעל UN SANDALO
Cap.III Della Vita
Amore è la legge, amore sotto la volontà.
 

"Il giorno dell'amore e della pace arriverà quando la giustizia spazzerà dalla faccia della terra la razza degli sfruttatori e dei privilegiati..."
(Evita Peron)
 

Che il Cielo possa unirsi alla Terra e formare il centro del Tutto: il Divino che è nascosto in ogni essere, senziente o non senziente.

Che il cuore umano si liberi da quella patologia chiamata "ego", che lo tiene ancorato alla materia, ovvero all'eterna sofferenza terrena.

Che si smetta di far parlare le armi, che si smetta di inviarne, che possa trionfare l'unità nella diversità dei popoli.

Che possa trionfare lo spirito d'Amore, Libertà, Fratellanza e il Socialismo, che è l'UNICA forma di democrazia possibile.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 17 febbraio 2024

Giordano Bruno, martire del libero pensiero. Articolo di Luca Bagatin


 
Giordano Bruno fu un frate domenicano di Nola noto per la sua visione gnostica dell’Universo e condannato al rogo dalla Chiesa cattolica ed arso vivo a Campo de’ Fiori in Roma il 17 febbraio 1600, per il solo fatto di aver affermato che: “Cristo non era Dio ma un mago incredibilmente abile” e che “L’universo è infinito e contiene un numero similmente infinito di mondi, e che tutti sarebbero abitati da esseri intelligenti” oltre che per la sua visione di Dio come immanente ovvero che “il Divino che è il Tutto, e del Tutto che è il Divino”.

Giordano Bruno fu un libero pensatore gnostico che attinse le sue Conoscenze per mezzo dell’esperienza diretta (unione con il Divino) e dei suoi studi ermetici (da Ermete Trismegisto, il Dio Thot degli Egizi) e i quali meriterebbero un articolo di approfondimento a parte.

Mi limito, qui, a riportare solo alcune nozioni, che auspico possano essere utili a coloro i quali vogliano approfondire l’argomento e al fine di ricordare questo martire del Libero Pensiero e della libera ricerca spirituale.
A ricordarlo, oggi, in Campo de’ Fiori, il celebre monumento voluto e realizzato nel 1889 dallo scultore e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di fede repubblicana-mazziniana Ettore Ferrari. Il quale, significativamente, volle orientare lo sguardo di Giordano Bruno verso la Basilica di San Pietro in Vaticano: la culla dei suoi accusatori e assassini.

Mai come in quest'epoca neo-oscurantista (perché dogmaticamente “liberale”, ma molto poco democratica) abbiamo bisogno di celebrare Giordano Bruno e necessità del pensiero libero, da ogni forma di Potere e da ogni forma di mercato.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 11 agosto 2021

Sessualità e Divinità

 
Il sesso va trasceso e superato, proprio attraverso la sua più totale liberazione. Non attraverso la repressione che, appunto, genera e produce desiderio e bassi istinti.
Il desiderio va soddisfatto, realizzato e spiritualizzato.
Per raggiungere il Divino. Che è in ciascuno.
 
Luca Bagatin

mercoledì 21 aprile 2021

Spiritualità politica


Gli esseri originari erano androgini. Il principio maschile Solare e quello femminile Lunare non sono separati (il principio Shiva-Shakti, secondo i Veda). L'Uomo Cosmico ha in sé l'Eterno Mascolino e l'Eterno Femminino. Tutto è UNO. Tutto è Divino.
È il legame con la materia che ha fatto sì che si sviluppasse ego e separazione psichica all'interno dell'essere umano. Il cui principio originario è Divino, ma il suo attaccamento alla materia lo ha allontanato dalla sua natura, facendolo sprofondare nell'illusione.
Poi sono arrivate le religioni monoteiste, intrise di materialismo, di sessuofobia e di modernità, ad alimentare tale illusione e separazione. E così il danaro e la corruzione materiale hanno totalmente sprofondato l'essere umano negli abissi del vizio e della sofferenza.
Emanciparsi significa anche e soprattutto liberarsi dalla schiavitù della materia e tornare alle origini Divine primordiali.

(Luca Bagatin)

Ciò che manca in Italia, ma non è mancato - ad esempio - in Francia, con i Gilet Gialli, è un fronte popolare (e autenticamente populista, ovvero socialista e democratico), oltre la destra e la sinistra, capace di raccogliere tutti i settori anti-liberali, anticapitalisti, antimaterialisti, anticlericali e antimoderni.
Un fronte in grado di superare gli "antifascismi" e gli "anticomunismi", riconoscendo che il nemico vero è altrove.
Il nemico vero è nell'economia borghese della "crescita", nella modernità, nel liberalismo, nel fondamentalismo religioso.
Aspetti che riducono l'essere umano a merce, a consumatore inconsapevole e sfruttato e distruggono l'ecosistema, oltre che alimentano schizofrenia e seperazione fra i popoli.
Ma tutto ciò è assolutamente inutile e illusorio senza dei fondamenti spirituali, liberati dalla religione e dal materialismo, che permettano all'essere umano di riscoprire la propria natura Divina. 
Senza un socialismo depurato dal materialismo si finisce per percorrere la medesima strada del liberalismo, del fondamentalismo e del fascismo. 
Ovvero, anziché giungere all'emancipazione, si arriva dritti dritti a nuove forme di schiavitù.
 
(Luca Bagatin)
 

martedì 6 ottobre 2020

Lo Spirito contro la materia

Dietro a ogni donna selvaggia, c'è uno strato di sofferenza.
Anche dietro a un uomo selvaggio.
Donne e uomini selvaggi si celano dietro a una corazza, che non è affatto una maschera, ma una protezione da un mondo che non comprendono o che, meglio, contrastano.
Il mondo della materia non è fatto per anime spirituali.
Esse sono intrappolate e, intravedendo la via di uscita, ma vedendola ancora lontana, si creano una loro dimensione.
E all'esterno lottano incessantemente, ricoprendo il ruolo di Maghi e Streghe o di eterni combattenti gnostici.
Perché la lotta è il destino dell'Eroe e dell'Amazzone nel mondo materiale.
E l'Eroe e l'Amazzone, che trionfano nel mondo dello Spirito, vengono sconfitti in quello della materia, in quanto creato da un falso dio (Yaldabaoth).

(Luca Bagatin)

mercoledì 30 settembre 2020

Il rinnovamento (dello Spirito e della materia) nasce dal Caos


Una società rinnovata può nascere solo dal Caos.

Dal dis-ordine.

Dal superamento dell'ordine.

Dall'arte creativa.

Dalla Magia dell'Eros.

Dal superamento di Stati e mercati.

Dalla rinascita dello Spirito e dalla ricerca del Divino nel tutto.

L'Amore è l'unica Legge.

Il resto è paranoia e malattia mentale umana e terrena.

La latrina della materia, dell'ego, del danaro, dovrà lasciare spazio al Regno angelico del cuore.

Contro al dittatura della ragione e dell'ordine prostituito.

(Luca Bagatin)

mercoledì 5 giugno 2019

Ha ragione Adriano Celentano: "Solo l'Amore ci può salvare". Non l'economia. Non la politica. Articolo/riflessione di Luca Bagatin



Il video è tratto dal canale ufficiale YouTube di Adriano Celentano: https://www.youtube.com/watch?v=PbEiFO4NVpg

Lo scrissi già in un articolo del 29 gennaio scorso, che è peraltro anche il pezzo che conclude il mio ultimo saggio “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore”, uscito appena una settimana fa circa (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/490308/amore-e-liberta/).
Scrissi che Adriano Celentano, con la serie tv “Adrian”, sospesa anticipatamente da Canale 5, ha voluto lanciare un messaggio al mondo.
In quella serie, lo abbiamo saputo ieri, vi era una scena profetica, che il Molleggiato ha voluto pubblicare in anteprima sul suo blog e sul suo canale YouTube, dal titolo emblematico: “Un motivo per cui i governi dovrebbero cadere”: https://ilmondodiadriano.it/2019/06/04/motivo-governi-dovrebbero-cadere/
Nel video, una grande nave da crociera attraversa la Giudecca, a Venezia, e si abbatte contro la banchina di Piazza San Marco, distruggendo il Palazzo Ducale.
E' un messaggio profetico, se si pensa a quanto accaduto solo pochi giorni fa, ove una nave da crociera di 275 metri per 65 mila tonnellate di stazza, ha urtato un battello sul canale della Giudecca.
Le navi da crociera, a Venezia, non ci devono stare. L'essere umano, al cospetto della Natura, è un essere insignificante. E non ne è affatto il protagonista, come crede di essere. Come la politica e l'economia promettono di fare. E non ci riescono, perché del tutto inadeguate e in controtendenza rispetto alla Natura e alle sue regole millenarie.
Regole millenarie che l'essere umano ha dimenticato, perché, pretendendo di dominarla, pretendendo di sottometterla, finisce per rimanerne schiacciato. Anche se in realtà, a schiacciarlo, è il suo ego.
Celentano ce lo dice con e nel suo video. Ma ce lo dice da anni, anzi, da molti decenni. Con le sue parole e le sue canzoni. E non è il solo.
E' per questo che, nel mio ultimo saggio, mi sono lasciato ispirare anche dal suo messaggio di Amore e Libertà. Perché, come dice lui: “Solo l'Amore ci può salvare”.
Non la politica. Non l' economia. Solo il cuore umano, se è davvero capace di cambiare, può salvarci e salvarsi.
Oggi sento ancora di persone che vengono violentate e che per questo non riescono più a vivere. Di bambini e anziani maltrattati. Di tutto ciò ho scritto e, sotto il profilo emotivo, mi è costato e mi costa molto ammettere che mai come oggi l'essere umano preferisce contrapporsi all'Amore anziché abbracciarlo.
Forse lo fa per stupidità. In quanto attaccato alla sua mente egoista. Forse lo fa perché non è in grado di superare quella barriera che lo può avvicinare al Divino che è in lui. Perché teme di...capire che la vita non è altro che una illusione fatta di materia. Materia alimentata dal business, dall'economia, dalla religione, dalla politica. Dal Potere. E' un incubo. Un inferno ove l'essere umano è prigioniero della sua mente razionale, che usa spesso nel peggiore dei modi. In modo distruttivo, violento, coercitivo. E così, finisce per spegnere il suo cuore.
Quel cuore che, invece, è in sintonia con la Natura. Perché è parte di essa.

Luca Bagatin

lunedì 11 febbraio 2019

"Tutto si vende ! Tutto si compra ! (ma non l'Amore che il tuo Spirito incontra)". Poesia/ballata/canzone/rap di Luca Bagatin


Se l'unica libertà che conosci
è quella di guadagnare
Se l'unica libertà che conosci
è quella di accumulare
Se l'unica libertà che conosci
è quella di consumare
Forse hai perduto la capacità di amare.

Tutto si vende
Tutto si compra
E' una malattia mentale !
Tutto si vende
Tutto si compra
E' la malattia del capitale !
Tutto si vende
Tutto si compra
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E' una legge innaturale
Tutto si vende
Tutto si compra
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E' una legge un po' immorale.

Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
E immetti nel mercato.
Produci ! Produci ! Produci !
Consuma ! Consuma ! Consuma !
Che è già un po' drogato.
Tutto si vende
Tutto si compra
Ridistribuire a chi mangiare non ne ha ?
Non se ne parla e non, ahimè, se ne parlerà !

L'ideologia della crescita
è una grande mescita
L'ideologia della crescita
e la fine di ogni rinascita (del cuore)
L'ideologia della crescita
è quella che mi fa più paura
Perché rende la vita decisamente meno pura
e ancor più dura.

Nasci/produci/consuma/crepa
Crepa
Crepa
Crepa
La crepa è ormai nel tuo cuore.
La crepa è la fine del tuo amore.
La crepa impedisce ogni rinascita
Spirituale
Che mai tradisce
ma sempre stupisce.

Non cedere al mercato
Non cedere al potere
Non cedere al consumo
Non cedere al profumo
del danaro.
Credi.
Credi sempre
che esista qualche cosa.
Dentro di Te c'è il Divino
C'è l'Amore
C'è il Cammino
Spirituale che ci libera
da ogni male.
Che ci libera
da ogni violenza.
Questa è l'unica vera Scienza.

Credi che l'Amore
dentro Te
non sia mai morto.
Egli è lì
è sempre lì.
E' il Cristo Risorto.
Per noi.
Noi siamo qui
che lottiamo
per l'Amore e la Libertà
del cuore.
Noi siamo qui
che lottiamo,
ovvero siamo qui
che amiamo
e di continuo rinasciamo.
Sino a quando scopriremo il Paradiso
in noi
e così capiremo
che la Verità è racchiusa proprio lì.
Proprio lì dentro.
Nel nostro Eterno Centro.

Luca Bagatin

sabato 15 dicembre 2018

Sai Baba: un Maestro Spirituale dei nostri giorni. Articolo di Luca Bagatin tratto dalla rivista "Secreta Magazine" del marzo 2010

Chi è Sathya Sai Baba ?
Un mistico ? Un santone ? Un guru ?
Nella poliedrica varietà di sadhu e mistici che popola il vastissimo continiente asiatico, è facile confondere Sai Baba con uno di loro.
Ma Sai Baba è – in realtà - molto di più.
Nato a Puttaparthi - un piccolo villaggio dell'Andra Pradesh, regione dell'India meridionale - il 23 novembre del 1926, sin da bambino, dall'età di 10 anni, dimostra di possedere poteri sovrannaturali.
Sai Baba, studiato da numerosissimi ricercatori da decenni, possiede infatti poteri cognitivi come la chiaroveggenza, la psicodiagnosi, la telepatia; poteri psicocinetici come la capacità di materializzare oggetti, apportarli, moltiplicarli, anche sotto l'occhio vigile di chi gli si trova di fronte.
Ma egli stesso non sembra dare alcuna importanza ai miracoli che compie. Sai Baba sembra compiere miracoli unicamente per focalizzare l'attenzione di chi lo ascolta, per lanciare un messaggio di unità fra tutte le religioni (simboleggiato anche dal Suo vessillo, il
Sarva Dharma: un fior di loto contornato dal simbolo dell'Om Indù; dalla Ruota buddhista; dal Fuoco zoroastriano; dalla Stella di David; dalla Luna e la Stella dell'Islam e dalla Croce cristiana)."Esiste una sola religione", afferma Sai Baba, "la religione dell'Amore. Esiste una sola razza, quella dell'umanità. Esiste un solo Dio, che è onnipervadente".
Questo, in sintesi, il messaggio che Sai Baba vuole trasmettere a chi lo ascolta.
Ho avuto la fortuna, fra il 2002 ed il 2005, di frequentare settimanalmente la casa di due anziani coniugi, da anni abitanti a Pordenone: la romana Gerarda Cesarini, detta amichevolmente Gegè, ed il napoletano verace Oscar Martino. Entrambi citati anche in numerose opere dedicate a Sai Baba, in primis quelle dello psicologo Giancarlo Rosati, massimo studioso italiano del
fenomeno Sai Baba.
Gegè ed Oscar sono stati, infatti, i primi fondatori di un Centro intitolato a Sai Baba in Italia, negli anni '60 a Roma, in via Benedetto Musolino, quando ancora era poco conosciuto. Questa simpatica coppia fu anche in assoluto la più ricevuta dal Maestro.

Oggi i Centri Sai Baba in Italia - peraltro tutti senza scopo di lucro e senza alcuno spirito di proselitismo - sono centinaia e nel mondo i devoti del Maestro, sono milioni.
Dal Maestro, sì, perché infondo Sai Baba non è che un Maestro spirituale il cui messaggio va ben oltre i suoi miracoli, per così dire, ed il cui messaggio mira sempre a trasformare il cuore umano.
Sai Baba, come dicevamo, è solo nato in un contesto indù, ma il suo insegnamento - che fonda le sue radici nella concezione gnostica ed esoterica delle Sacre Scritture di tutte le fedi e tradizioni, i Veda in primis e che Baba invita a studiare, a partire dal concetto di
Reincarnazione - si basa sulla ricerca della Divinità insita in ciascun individuo per mezzo del canto devozionale, i Bahjan, della ripetizione dei mantra vedici ed in particolare per mezzo del rispetto quotidiano di cinque valori umani: Verità, Amore, Pace, Rettitudine e Nonviolenza.
Per mezzo delle frequentazione dei coniugi Martino, sono rimasto letteralmente rapito nella descrizione delle loro esperienze dirette con il Maestro. Quando ad esempio ad Oscar materializzò un anello d'oro, preziosissimo, sotto i suoi stessi occhi, o quando regalò ad entrambi una cornice d'oro recante la sua effige ricavata dalla povere dorata che Baba stesso lanciò in aria per poi ricomporsi,
magicamente, fra le sue mani.
Sai Baba, chissà perchè, amava moltissimo Gegè ed Oscar. Una coppia di teosofi adorabile, semplicissima e sempre pronta a dare una mano al prossimo. Una coppia che fu peraltro, per anni, in contatto con Madre Teresa di Calcutta e con Padre Anthony Elenjimittam, ultimo discepolo vivente del Mahatma Gandhi, alle cui missioni elargirono gran parte del loro patrimonio.
Si recarono in India, a Puttaparthi, sino in età avanzata, 90 anni Oscar e 80 Gegè. E puntualmente, pur fra una marea di devoti in attesa di uno sguardo dal Maestro, furono ricevuti in udienza privata.
Oscar, uomo sensibilissimo, mi raccontò che confidò a Sai Baba che avrebbe voluto morire prima della moglie, perché non avrebbe sopportato il dolore della sua scomparsa. Fu allora che Sai Baba predisse loro che sarebbero morti l'uno a distanza di due soli giorni dall'altra. Prima sarebbe morto Oscar e successivamente Gegè.
La scena mi commosse molto.
Ricordo inoltre ancora con affetto quando - conoscendo la mia golosità - Oscar mi ricopriva letteralmente di dolciumi e Gegè, pur non essendo consigliabile per la sua salute, ne approfittava per mangiarne in quantità.
Volevo molto bene a Gegè ed Oscar, che per me erano come dei nonni ai quali confidavo veramente tutto e fu un duro colpo quando appresi della loro morte.
Il Messaggero Veneto di Pordenone del 10 gennaio 2006 titolava, a tutta pagina:
"Muore di dolore due giorni dopo il marito. Gerarda Cesarini e Oscar Martino sono rimasti legati fino all'ultimo da un'incredibile storia d'amore". Nell'articolo, ovviamente, si parlava anche di Sai Baba e della sua previsione e di come la coppia fosse a lui legata.
Persino il prete, in Chiesa, nonostante Sai Baba sia fortemente criticato ed osteggiato dalla Chiesa cattolica, si prodigò in elogi nei confronti di questo particolarissimo Maestro indiano dalla folta e curiosa capigliatura.
Sai Baba, lungi dall'essere un fenomeno da baraccone o un santone mediatico, è universalmente noto per la sua opera umanitaria e nel campo del sociale: dalla costruzione di ospedali nei quali si eseguono interventi sofisticatissimi e a titolo completamente gratuito (come il Super Speciality Hospital di Puttaparthi e quello di Whitefield, entrambi inaugurati alla presenza del Primo ministro dell'India) a scuole, centri di accoglienza per indigenti, e numerosi progetti finalizzati a rendere potabile l'acqua nei villaggi rurali e nelle regioni limitrofe ove vi è siccità.
Dagli anni '60 ad oggi, numerosissimi studiosi, abbiamo detto, hanno cercato di approfondire la realtà di Sai Baba.
Su di lui sono stati scritti numerosissimi testi e notiamo come anche gli studiosi più critici, alla fine, si sono convinti che questo curioso Maestro indiano ha qualche cosa di profondamente mistico.
Pensiamo ad esempio al prete cattolico Don Mario Mazzoleni che, partito per Puttaparthi per fare un inchiesta per conto dell'Osservatore Romano, finì per convertirsi al credo di Sai Baba, tanto che venne scomunicato.
Oppure al già citato psicologo Giancarlo Rosati, forse il più prolifico nello scrivere e nel descrivere il fenomeno Sai Baba, tanto che egli lo accosta al Cristo Cosmico annunciato da Gesù nel Vangelo di Giovanni, ma anche al Kalki Avatar, l'ultima incarnazione divina descritta dai Veda.
Invero, Rosati, porta a sostegno di queste affermazioni una serie di coincidenze: il Vishnu Purana annuncia che il Kalki Avatar nascerà nell'India del Sud, in un territorio bagato da tre mari, nel villaggio dei coni o termitai (e Puttaparthi corrisponde esattamente a questa descrizione n.d.a.) e vivrà sino a 95 anni (Sai Baba ha annunciato che vivrà sino a quell'età).
Inoltre nell'Apocalisse di Giovanni il Cristo Cosmico è chiamato “Fedele” e Verace. E guarda caso il nome di nascita di Sai Baba è Satya Narayana, che in sanscrito significa appunto “Fedele” e “Verace”.
Andando oltre, possiamo notare cone il grande mistico indù Sri Aurobindo, il 24 novembre del 1926, un giorno dopo la nascita di Sai Baba, fece l'annuncio che quella notte il Divino si era incarnato portando con sé tutti i poteri divini: l'Onnipotenza, l'Onniscenza e l'Onnipresenza.
Maometto, il fondatore dell'Islamismo, fra le sue profezie, fece la descrizione di quello che chiamò El Mahdi Maoud o il Maestro del mondo. E lo descrisse distintamente: “La sua chioma sarà folta, i capelli neri giungeranno fino alle spalle. Le sopracciglia si uniranno al centro della fronte, che apparirà ampia. Il naso sarà dritto e avrà un infossamento alla radice. Avrà un neo sulla guancia e non porterà mai la barba. I denti centrali saranno separati e allontanati tra di loro. I suoi occhi saranno neri e pungenti. Il suo corpo sarà minuto e le sue gambe saranno quelle di un adolescente. Indosserà due abiti color fiamma, l'uno sopra l'altro (....). Materializzerà piccoli oggetti con la mano (…). Egli vivrà fino a 95 anni.”
Qui, guarda caso, la descrizione fisica è addirittura soprendentemente identica a quella di Sai Baba: dalla chioma sino ai tratti somatici, passando per la bassa statura (Baba è alto all'incirca 150 centimentri) e la materializzazione di oggetti.

Sai Baba, materializza, in primis, una curiosa cenere profumata, chiamata vibhuti.
La vibhuti, secondo l'iconografia indù, è attribuita al Dio Shiva, che la porta sulla fronte e su altre parti del corpo a rappresentare l'immortalità dell'anima.
Sai Baba ne materializza in quantità, unicamente per mezzo del palmo della sua mano che agita in senso orario, così, dal nulla. La dona ai devoti più bisognosi ed essa ha proprietà spesso miracolose, per così dire.
Ora, sappiate che chi scrive – per indole caratteriale – è a prescindere uno scettico. Purtuttavia ho avuto modo di applicare una sola volta della vibhuti sulla zampina malata della mia gattina, che anni fa soffriva di un incurabile tumore, visibilissimo e purulento. Dopo un paio di giorni il tumore le si era completamente riassorbito e quindi scomparso, con grande sorpresa mia e del veterinario.
Questo è solo un banalissimo caso accadutomi personalmente, ma nelle pubblicazioni dedicate a Sai Baba (edite in Italia dalle Edizioni Milesi) se ne trovano a bizzeffe e di molto toccanti.
Sai Baba ha fatto inoltre numerose profezie per gli anni a venire, come quella che - a partire dal 2015 – ci sarà un ritorno all'Età dell'Oro, di pace e prosperità, che dovrebbe avere il suo apice attorno al 2021, anno della morte prevista per Sai Baba stesso.
Numerosissime altre cose ci sarebbero da dire su questo Maestro spirituale che afferma con candore: “Io sono Dio, ma lo sei anche tu”, ma, forse, l'unico modo per comprendere davvero la sua realtà spirituale è quella di accostarsi al Divino, nella forma in cui ciascuno si riconosce maggiormente e continuare a ricercare, entro sé stessi, quella scintilla divina che rende ciascuno di noi – quotidianamente - davvero speciale.

Luca Bagatin

sabato 8 settembre 2018

"Il Golem" di Gustav Meyrink. Articolo di Luca Bagatin

Il Golem è una creatura della mitologia ebraica che scaturisce da un atto magico, mediante l'utilizzo di nomi sacri. Il termine "golem" significa "materia grezza" o "embrionale" e appare una sola volta nella Bibbia, come qualche cosa di imperfetto. Si deve alla tradizione cabalistica medievale il significato di Golem quale creatura magica, in particolare grazie al testo esoterico ebraico chiamato "Sefer Yetzirah", il quale tratta della creazione del cosmo e, secondo alcuni autorevoli commentatori, fornirebbe istruzioni sul come plasmare la materia e creare dunque tale particolare tipo di automa in grado di seguire gli ordini del proprio creatore. Il Golem potrebbe essere paragonato, nella modernità, ad una sorta di robot o computer, se vogliamo.
Su tale figura, nella letteratura, sono state costruite e scritte miriadi di storie: da "Isabella d'Egitto" di Achim Von Arnim a "Frankenstein" di Mary Shelley, sino all'italiano "Pinocchio" di Carlo Collodi e molte altre, tutte con un risvolto spirituale ed esoterico.
La più emblematica è certamente quella di Gustav Meyrink (1868 - 1932), "Il Golem", appunto, che la casa editrice Tre Editori (www.treditori.com) ha recentemente pubblicato in una pregevole edizione commentata da Anna M. Baiocco, con tanto di illustrazioni d'epoca di Hugo Steiner-Prag.
Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer, austriaco, di professione banchiere ma assai poco incline alla materia e più alle scienze occulte in seguito a disagi esitenziali, fu Teosofo, Rosacroce e si convertì al Buddhismo Mahayana negli ultimi anni della sua vita.
Fu autore del fantastico, tale da affascinare il maestro dell'orrore H.P. Lovecraft e l'italiano Julius Evola, il quale contribuì alla diffusione delle sue opere, ma il suo scopo era essenzialmente esoterico, piuttosto che letterario. Il suo stile è assai semplice, ma le sue opere sono oniriche e sottendono significati nascosti, che solo il lettore più attento e la sua coscienza più intima possono comprendere, approdando ad una dimensione trascendentale.
"Il Golem" di Meyrink, pubblicato per la prima volta in volume nel 1915 (ma già negli anni precedenti a puntate sulla rivista "Die weissen Blatter") e ambientato in una Praga magica, oscura e misteriosa, si ispira al libro del rabbino Yeudah Rosenberg del 1909. Il protagonista è l'intagliatore di pietre preziose Athanasius Pernath, che vive nel ghetto ebraico e la vicenda si svolge, per la maggior parte, in prima persona e, come dicevamo, in una dimensione onirica, sospesa fra la realtà ed il sogno. Il romanzo è un percorso iniziatico e alchemico che il lettore compie fra la terra ed il cielo, in una ricerca perenne sospesa fra il buio e la Luce della conoscenza. Luce e conoscenza alla quale finalmente si approderà e che è l'unica in grado di illuminare il cuore e la mente.
Gustav Meyrink
"Il Golem" di Meyrink sembra dunque un percorso buddhista, nel quale il protagonista e l'ignaro lettore si ritrovano a praticare un cammino che li condurrà da uno stato di sonnambulismo, di sonno/veglia, sino al risveglio della mente. In una vera e propria esperienza spirituale, dunque, che attraversa varie tradizioni e diverse culture mistiche e spirituali, unite ed accomunate tutte dalla ricerca del Divino in ciascun essere vivente, come vuole la tradizione teosofica e gnostica alla quale lo stesso Meyrink apparteneva.
"Il Golem", opera singolare nel suo genere, ha peraltro ispirato l'omonimo film del 1915 di Paul Wegener e Henrik Galeen e finanche, nei tempi odierni, una delle storie del fumetto della Sergio Bonelli Edotore a sfondo esoterico "Dampyr", nel quale appare, in una di queste, - fra i personaggi - lo stesso Gustav Meyrink, autore che merita di essere scoperto e riscoperto.

Luca Bagatin

mercoledì 13 giugno 2018

E' uscita l'ultima raccolta di poesie di Massimiliano Giannocco: "Baluginii", con prefazione di Luca Bagatin

E' uscita in questi giorni l'ultima raccolta di poesie dell'amico Massimiliano Giannocco dal titolo "Baluginii" e della quale ho curato la prefazione, che colgo l'occasione per pubblicare qui di seguito.
Per informazioni e acquisti del testo al seguente link: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/411752/baluginii/

L. B.

Prefazione di Luca Bagatin a "Baluginii" di Massimiliano Giannocco

Quelli di Massimiliano Giannocco sono baluginii di vita. Timidi bagliori di speranza in un mondo in decadenza.
I baluginii della lirica di Giannocco sono richiami al Divino, ai suoi Angeli, all'innocenza. Sono richiami all'onestà ed all'eterna legge morale che dovrebbe regolare ogni civiltà degna di questo nome.
Sono baluginii, ovvero timide luci, timidi chiarori in un mondo fatto d'opportunismo e indifferenza. Sono richiami ad una civiltà antica, forse non del tutto perduta, ma sicuramente dimenticata in un'epoca materialista senza più contezza delle sue radici, della sua Storia, dei suoi Avi.
Sono versi spesso introspettivi, avvolti di spleen baudelairiano, consapevoli dell'abisso e dell'inferno terreno, ma che vorrebbero ricercare una via d'uscita, guardando verso il cielo, il sublime e finanche il dionisiaco, rappresentato da menadi bramose e da una Venere dalla turgide labbra. Tutto pur di sfuggire alla "morte diurna delle menti", all'appiattimento della vita moderna quotidiana !
Anche nelle descrizioni liriche dei paesaggi si scorge una profonda nostalgia per l'antico. Per l'Antica Urbe "dove son vaghi i ricordi del disordine cittadino, dove ville patrizie e rocciosi manieri han per vivace decoro"; per gli italici borghi medievali ove i castelli troneggiavano imperiosi, come fari maestosi a far da guida ai naviganti; per i paesaggi medievali medesimi dell'Italia centro-meridionale, con le loro vigne, i loro verdi ulivi e le antiche masserie.
L'Autore sembra quindi rifuggire dalla modernità dell'Italia d'oggi, che non rammenta il suo glorioso passato ed ove a prevalere sembrano essere i mediocri.
Quello che ho inteso del messaggio di Massimiliano Giannocco, attraverso le sue liriche, ciò che in sostanza mi ha trasmesso, è un pensiero a tratti pessimista ma non domo, non addomesticato. Un messaggio che, forse, in questo momento storico può far riflettere per la carica di nostalgia che esso rappresenta.
Rappresenta un pensiero conservatore ma, forse proprio per questo, rivoluzionario in un contesto ove il degrado della modernità ha ucciso ogni coscienza critica, ogni senso di comunità e di appartenenza.
Da Massimiliano Giannocco, ideologicamente, mi dividono molte cose. Più che altro è forse l'approccio alle questioni che ci divide. Egli è legato fondamentalmente al concetto di individuo e di libertà assoluta dell'individuo, mentre io non posso non tenere conto del fatto che l'individuo è un essere pensante posto all'interno di una comunità e che senza la consapevolezza di ciò non vi può essere alcuna ricerca della libertà.
Ciò che potrebbe unirci è il rifiuto, ad ogni modo, della modernità che annichilisce le menti e che, volendo essa sradicare gli esseri umani e renderli dei senza storia, dei senza patria, toglie loro ogni senso del Sacro, del Divino e dunque li priva della loro intima libertà, che è interiore prima ancora che esteriore. Che è una libertà collettiva, aggiungerei io, per quanto l'Autore di questi versi non sarebbe d'accordo con questa mia ultima affermazione.
Penso che questo non sarà che l'inizio di una serie di raccolte poetiche che l'Autore ci donerà.
Il lettore, dalla lettura delle sue liriche, non potrà che trarne fonte di meditazione ed ispirazione.

Luca Bagatin

lunedì 21 maggio 2018

"L'Unione del Cuore". Poesia di Luca Bagatin

Donna dal mantello rosso,
capelli neri al vento,
profondi occhi azzurro verdi.
Cosa mi impedisce di proferirti parola ?
Il timore di un rifiuto ?
Il timore del giudizio ?
Il timore dell'amore ?
No di certo.
L'amore non conosce
o, meglio, non dovrebbe conoscere
timore.
L'amore non dovrebbe conoscere
nemmeno il desiderio.
Che è aspetto terreno,
lontano dal Divino.
E così, attraverso Te,
ovvero attraverso il simbolo che rappresenti,
quale Donna Anima,
incarnazione terrena della Dea,
riscopro me stesso.
Ed entro nel sogno.
Entro laddove una rosa
fiorisce nell'urna.
Laddove riposa qualcosa di antico.
Ritrovandomi oltre lo spacchio,
oltre il velo dell'illusione.
Oltre quella materia che ci separa
dal Cristo.
Solo allora saremo uniti.
Uniti nell'Amore.

Luca Bagatin