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sabato 22 febbraio 2020

"Parigi - Hammamet", il thriller inedito di Bettino Craxi. Articolo di Luca Bagatin

Bettino Craxi affida alla finzione letteraria, attraverso un romanzo di fantapolitica, il racconto della triste vicenda politico-giudiziaria che lo vide coinvolto negli ultimi anni della sua vita.
“Parigi – Hammamet”, thriller sino ad oggi inedito, pubblicato recentissimamente da Mondadori, a cura della Fondazione Craxi, è un romanzo di finzione narrativa, ma che presenta per certi versi fatti veritieri o comunque verosimili.
Craxi, affida la narrazione in prima persona al protagonista, Karim, poliziotto italo-tunisino che, con il pretesto di andare a visitare la sorella, invita la sua famiglia in vacanza a Parigi.
In realtà qui si incontra con Ghino, ex Primo Ministro italiano, che a Parigi è in esilio a causa di un complotto politico-mediatico-giudiziario nel quale è stato coinvolto in Italia, al fine di essere liquidato politicamente.
Ma chi e perché ha organizzato tale complotto ai danni del Presidente e del suo partito (che si comprende essere, del resto, il Partito Socialista Italiano) ? Perché, nonostante il Presidente Ghino non sia più un uomo influente, a Parigi c'è chi vuole ucciderlo e non esita, per ottenere tale scopo, a fare strage di innocenti ?
Karim, amico di vecchia data di Ghino, è a Parigi per scoprirlo e per proteggerlo.
Accanto a loro il fido Nicola, guardia del corpo del Presidente e Ndiezda, componente del servizio segreto russo.
Sarà proprio Nadiezda che, in un dossier, riuscirà a ricostruire l'identità dei mandanti, che, non contenti di aver liquidato il Presidente politicamente, vogliono finirlo anche fisicamente.
Si tratta di una sorta di “Spectre”, ovvero di una potentissima organizzazione segreta transnazionale denominata “Koros”, “Il Mucchio”. Una organizzazione infiltrata in tutti i centri del potere, finanziata e sostenuta da lobbies finanziarie promotrici della globalizzazione. Una organizzazione i cui componenti “considerano l'identità e l'unità nazionale come ostacoli al mercato e si comportano come capi di uno Stato sovranazionale” e che utilizzano tecniche “terroristico-eversive”. Una organizzazione gerarchica e con un intero esercito numeroso a disposizione, senza rapporti ufficiali con gli Stari, ma “non è escluso un coinvolgimento di settori istituzionali degli Stati Uniti e della Germania unificata” e che ha utilizzato la guerra nell'ex Jugoslavia come “il primo test da internazionalizzare”.
Nadiezda, nel suo dossier, rileva come Ghino sia entrato nel mirino di “Koros” già ai tempi del caso Abu Abbas, ovvero ai tempi del suo no agli USA nella consegna di Abbas e il suo sostegno alla causa palestinese. Oltre a questo, il suo essere un “ostacolo al predominio incontrollato delle “grandi famiglie” italiane, agli affiliati della “trilateral”, ai potentati collegati ai gruppi avventuristici della finanza internazionale”. Oltre che, naturalmente, la sua ideologia “neogollista di sinistra”, che voleva un'Europa sovrana, indipendente dai due blocchi e amica del mondo arabo laico e socialista, oltre che alleata al Terzo Mondo.
Nel romanzo, Craxi, fa parlare così i suoi personaggi, rivelando le sue verità, anche nell'ambito della politica internazionele, condendole di una certa dose di finzione narrativa. Verità che sono, del resto, quelle che affidò, nei suoi ultimi anni di vita, alla stampa ed ai volumi che scrisse, nel triste esilio di Hammamet.
In “Parigi – Hammamet”, Ghino, evidente riferimento a “Ghino di Tacco”, personaggio storico nel quale Bettino Craxi non solo si è sempre riconosciuto, ma pseudonimo che utilizzò per firmare i suoi corsivi sull'Avanti, è costretto, con Karim, Nicola e Nadiezda, a lasciare Parigi, ove è braccato da pericolosi sicari, per rifugiarsi nella sua casa delle vacanze, ad Hammamet, in Tunisia.
Terra ospitale e amica, quella tunisina. Terra ove grandi civiltà si sono alternate e merscolate. Terra che ospitò finanche l'esule e barricadero Giuseppe Garibaldi nel 1834 – 1835 ed al quale Craxi dedicò un saggio, nel 1995, “Garibaldi a Tunisi”, appunto.
Ma anche qui, ad Hammamet, ove Ghino sarà pronto a “portare avanti il suo discorso, sparando scomode verità in diverse direzioni”, sarà braccato dai sicari, che tenteranno di ucciderlo, pur senza successo.
Sino a che, a dare una spallata a Koros, sarà il governo della Federazione Russa, d'intesa con le Nazioni Unite, “richiedendo ufficialmente al governo degli Stati Uniti di uscire dalle ambiguità e di perseguire i mandanti della destabilizzazione mondiale”.
E sarà Nadiezda, donna fiera e coraggiosa, e contribuire alla rovina di questa potente organizzazione, pagando con la vita, ma riuscendo a scrivere a Karim e a Ghino, un commovente messaggio di commiato, nel quale dichiara di aver provveduto a “schiacciare alcuni pidocchi di grosso calibro” e che “le false rivoluzioni e la falsa giustizia sono giunte allo stadio finale”.
“Parigi – Hammamet” è un romanzo sorprendente. Un vero e proprio thriller che, sapendoli leggere, nemmeno troppo fra le righe, racconta fatti di scottante attualità politica e geopolitica.
Illuminante, del resto, quanto riportato sin dalla quarta di copertina:
“Gli avvenimenti che sto per narrare sono assai singolari. Incredibili per eccesso di credibilità. Rientrano infatti nella categoria degli accadimenti comunemente ritenuti impossibili non perché inimmaginabili, ma proprio per il contrario. Chi non ha immaginato almeno una volta la possibilità che esistesse davvero la "Spectre" ? E raffigurandosela, ognuno di noi l'ha disegnata ogni volta sempre più efferata e incontrollabile...Ogni tanto, però, quelle che abbiamo sempre considerato nostre fantasie estreme si rivelano, appunto, drammaticamente reali, come dimostrano gli eventi singolarissimi che mi accingo a raccontare”.
Bettino Craxi è e rimane, almeno per chi scrive, il migliore fra gli statisti che l'Italia e l'Europa abbia mai avuto. Ingiustamente vilipeso e calunniato, rimarrà nella Storia illuminando – anche a vent'anni dalla sua scomparsa fisica – le menti di chi non ha voluto vedere, di chi non ha saputo o voluto comprendere.

Luca Bagatin

sabato 8 settembre 2018

"Il Golem" di Gustav Meyrink. Articolo di Luca Bagatin

Il Golem è una creatura della mitologia ebraica che scaturisce da un atto magico, mediante l'utilizzo di nomi sacri. Il termine "golem" significa "materia grezza" o "embrionale" e appare una sola volta nella Bibbia, come qualche cosa di imperfetto. Si deve alla tradizione cabalistica medievale il significato di Golem quale creatura magica, in particolare grazie al testo esoterico ebraico chiamato "Sefer Yetzirah", il quale tratta della creazione del cosmo e, secondo alcuni autorevoli commentatori, fornirebbe istruzioni sul come plasmare la materia e creare dunque tale particolare tipo di automa in grado di seguire gli ordini del proprio creatore. Il Golem potrebbe essere paragonato, nella modernità, ad una sorta di robot o computer, se vogliamo.
Su tale figura, nella letteratura, sono state costruite e scritte miriadi di storie: da "Isabella d'Egitto" di Achim Von Arnim a "Frankenstein" di Mary Shelley, sino all'italiano "Pinocchio" di Carlo Collodi e molte altre, tutte con un risvolto spirituale ed esoterico.
La più emblematica è certamente quella di Gustav Meyrink (1868 - 1932), "Il Golem", appunto, che la casa editrice Tre Editori (www.treditori.com) ha recentemente pubblicato in una pregevole edizione commentata da Anna M. Baiocco, con tanto di illustrazioni d'epoca di Hugo Steiner-Prag.
Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer, austriaco, di professione banchiere ma assai poco incline alla materia e più alle scienze occulte in seguito a disagi esitenziali, fu Teosofo, Rosacroce e si convertì al Buddhismo Mahayana negli ultimi anni della sua vita.
Fu autore del fantastico, tale da affascinare il maestro dell'orrore H.P. Lovecraft e l'italiano Julius Evola, il quale contribuì alla diffusione delle sue opere, ma il suo scopo era essenzialmente esoterico, piuttosto che letterario. Il suo stile è assai semplice, ma le sue opere sono oniriche e sottendono significati nascosti, che solo il lettore più attento e la sua coscienza più intima possono comprendere, approdando ad una dimensione trascendentale.
"Il Golem" di Meyrink, pubblicato per la prima volta in volume nel 1915 (ma già negli anni precedenti a puntate sulla rivista "Die weissen Blatter") e ambientato in una Praga magica, oscura e misteriosa, si ispira al libro del rabbino Yeudah Rosenberg del 1909. Il protagonista è l'intagliatore di pietre preziose Athanasius Pernath, che vive nel ghetto ebraico e la vicenda si svolge, per la maggior parte, in prima persona e, come dicevamo, in una dimensione onirica, sospesa fra la realtà ed il sogno. Il romanzo è un percorso iniziatico e alchemico che il lettore compie fra la terra ed il cielo, in una ricerca perenne sospesa fra il buio e la Luce della conoscenza. Luce e conoscenza alla quale finalmente si approderà e che è l'unica in grado di illuminare il cuore e la mente.
Gustav Meyrink
"Il Golem" di Meyrink sembra dunque un percorso buddhista, nel quale il protagonista e l'ignaro lettore si ritrovano a praticare un cammino che li condurrà da uno stato di sonnambulismo, di sonno/veglia, sino al risveglio della mente. In una vera e propria esperienza spirituale, dunque, che attraversa varie tradizioni e diverse culture mistiche e spirituali, unite ed accomunate tutte dalla ricerca del Divino in ciascun essere vivente, come vuole la tradizione teosofica e gnostica alla quale lo stesso Meyrink apparteneva.
"Il Golem", opera singolare nel suo genere, ha peraltro ispirato l'omonimo film del 1915 di Paul Wegener e Henrik Galeen e finanche, nei tempi odierni, una delle storie del fumetto della Sergio Bonelli Edotore a sfondo esoterico "Dampyr", nel quale appare, in una di queste, - fra i personaggi - lo stesso Gustav Meyrink, autore che merita di essere scoperto e riscoperto.

Luca Bagatin

lunedì 9 luglio 2018

"Se Mira, se Kim", romanzo ucronico di Andrea Marsiletti. Recensione di Luca Bagatin tratta da Liberalcafé

Mira è un'insegnante trentacinquenne di Parma, componente del Partito Comunista Italiano in un'Italia alternativa rispetto a quella che conosciamo. Un'Italia socialista non revisionista, ove è stata abolita la proprietà privata e i mezzi di produzione sono stati messi in comune. Esistono solo attività statali e cooperative. Ogni differenza di classe è stata abolita, c'è piena occupazione e tutti
dispongono di un'abitazione e vivono in kommunalki, ovvero abitazioni comuni ove l'ingegnere divide il suo spazio con l'operaio e ciò - fra l'altro - ha favorito la socializzazione fra le persone. Un'Italia ove la crimintalità, il terrorismo e la mafia sono stati debellati e l'immigrazione è solo un miraggio, in quanto i principi marxisti-leninisti prevedono che ciascun popolo debba lottare per la propria emancipazione e non sfruttare la manodopera a basso costo favorendo un cosmopolitismo senza confini.
Questa la realtà immaginata da Andrea Marsiletti, autore del romanzo ucronico "Se Mira, se Kim" edito da Bloom.
Andrea Marsiletti è direttore di ParmaDaily, quotidiano online di Parma e proprio in questa città simbolo è ambiento gran parte del suo romanzo d'esordio, frutto dei suoi studi e di un suo viaggio a Pyongyang - nel settembre 2016 - come relatore del "Seminario internazionale sullo Juche e l'antimperialismo".
Lo Juche è il sistema ideologico comunista della Corea del Nord ideato da Kim Il Sung negli Anni '50, che al marxismo-leninismo unisce i principi del patriottismo coreano.
Il romanzo è un viaggio ucronico anche nello Juche, in quanto Mira è fidanzata con Kim, addetto all'Ambasciata della Corea del Nord con sede nella nuova Capitale d'Italia, ovvero Firenze.
Ma come ha fatto l'Italia ucronica immaginata da Marsiletti a diventare un Paese socialista reale ?
A seguito di un attentato al Segretario del PCI Palmiro Togliatti, ucciso da un esaltato nel 1948, gli ex partigiani e i comunisti ripresero le armi e fecero la rivoluzione, guidata da Pietro Secchia, il quale, una volta vinta la rivoluzione diventerà Capo del Governo. Del primo governo comunista d'Italia, che si doterà di una Costituzione comunista (i cui articoli - ideati dall'Autore - sono inseriti in appendice al romanzo) e lo Stato prenderà la denominazione di Repubblica Popolare d'Italia, mantenendo quale bandiera nazionale il Tricolore, con l'aggiunta di una stella rossa al centro.
La città che maggiormente si spese per il trionfo del comunismo sarà la sanguigna e popolare Parma, che l'Autore descrive facendo un parallelismo fra la Parma reale di oggi e quella socialista reale del romanzo, immaginandosi egli stesso uno dei personaggi minori, nei panni, ovviamente, di sé stesso, direttore di un ParmaDaily...comunista.
Il romanzo, ad ogni modo, oltre a raccontare tale realtà alternativa, è incentrato sulle vincende di Mira, ortodossa comunista stalinista sempre a caccia di revisionisti, trotzkisti e "rottamatori", come ad esempio il suo ex compagno di liceo nonché suo primo amore Pietro Privitera, bibliotecario e appassionato studioso di Vangeli apocrifi, gnosi e spiritualità orientale - in particolare buddhista - che egli ritiene essere compatibile e contigua con gli ideali marxisti, ponendo al centro l'essere umano e ricercando una via per la liberazione dalla sofferenza.
"Se Mira, se Kim", ad ogni modo, è anche il teatro di una guerra imminente fra un Giappone ritornato ad essere nazifascista e imperialista - alleato agli Stati Uniti d'America - e la Corea del Nord guidata da Kim Jong Un, che difende la sua indipendenza e il suo modello socialista e sarà proprio tale evento di portata epocale a segnare le vite di Mira e del suo innamorato Kim, sino al colpo di scena finale.
Romanzo appassionato, a tratti estremo, a tratti romantico, l'opera prima di Andrea Marsiletti incuriosirà certamente tutti i cultori del genere storico "alternativo", che mescola eventi e personaggi storici reali, anche contemporanei, in un contesto immaginario dai contorni che più rossi di così non si può.

Luca Bagatin

lunedì 7 maggio 2018

"Riflessi incondizionati - Parte prima" di Luca Bagatin

SCRITTURA

Scrivo e leggo assiduamente sin da quando avevo 14 anni.
Sono sempre stato un tipo irrequieto e curioso.
Non ho mai scritto pensando o sperando di essere letto. L'ho sempre fatto per far colpo sulle ragazze.
Oggi ho meno voglia di scrivere, perché mi interessa far meno colpo.
Mi dicono che sono un tipo ironico, ma in realtà non ho mai capito l'ironia.
Mi piacciono i giochi di parole. Le assonanze, le consonanze e le dissonanze sono sempre state uno dei metodi che ho usato per comunicare con il mondo esterno.
Un mondo che non ho ma capito.
Ma la cosa che mi ha sempre reso davvero orgoglioso di me, è che non mi ha mai accettato.

FRATELLANZA

Lo spirito di fratellanza. Questa frase ha sempre colpito il mio immaginario. Forse perché non ho mai avuto fratelli e i tre fratellastri che ho in giro per il mondo hanno sempre preferito ignorarmi.
Peggio per loro. Io non ho perso nulla nel non conoscerli, direi. E ho i miei buoni motivi per dirlo.
La fratellanza per me è un sentimento. E' come l'amicizia, ma più profondo.
Se l'amicizia è una cosa rara, la fratellanza è una cosa praticamente utopistica. Come l'amicizia, ad ogni modo, è un aspetto sbandierato a destra e a manca, spesso o quasi sempre ipocritamente.
Perché ?
Perché sembra brutto dire che si nasce soli e si muore soli. Si preferisce, spesso, vivere nell'illusione di essere, quantomeno, "ben accompagnati".

DONNE

Le donne mi sono sempre piaciute molto. Questa frase l'ho scritta e ripetuta non so quante volte.
Mia madre ricorda ancora che, quando ancora ero bambino e vedevo una bella ragazza, le gridavo, in romanesco: "ABBONAAAA!". Non so se sia vero e non so chi me lo avrebbe insegnato. E' un aneddoto simpatico.
Deb diceva che sono la reincarnazione di Casanova e che eccetera. In realtà, a dispetto delle apparenze, non credo nella reincarnazione. E se anche ci credessi penso che sarebbe una vera stronzata.
Ho conosciuto diverse donne e sin da piccolo preferivo la compagnia femminile. Penso di conoscere abbastanza bene la psicologia femminile da poterne descrivere pregi e difetti.
E' solo un dato di fatto, come quello che non vado d'accordo con le femministe ma adoro le lesbiche. E l'empatia è reciproca.

PAURA

I film di paura hanno un loro fascino. Mi mettono allegria. Sarà che l'inquietudine è la sensazione che prevale da sempre (sempre !) nel mio animo.
Se sei inquieto ti dicono che allora sei profondo. Sì, come un pozzo. Nero.
Non c'è niente di utile nell'essere profondi, anche se non credi che l'"utile" sia un concetto gradevole o interessante. Non c'è niente di interessante, allora, diciamo, nell'essere profondi.
Se sei profondo, il massimo che ti piò capitare, è di affondare. Il minimo è di scrivere qualcosa di decente.
Che non fregherà a nessuno.

GATTI

Il gatto o, meglio, il felino, è secondo me l'essere vivente più maestoso che esista. Perché intelligente, simpatico, a volte grasso, altre volte magro, coccoloso oppure aggressivo il gatto è dotato di una personalità poliedrica in grado di renderlo l'essere più degno di attenzioni di questa terra. Non è un caso se gli Antichi Egizi lo consideravano sacro o se molte Tradizioni l'abbiano considerato magico.
Il gatto è l'animale di compagnia, per eccellenza, delle persone sole. Ma ben accompagnate. Da un gatto o, ancora meglio, da una tribù di gatti che a loro volta producono altri gatti.
Sono un po' di anni che non ho la possibilità di avere un gatto mio, purtuttavia do da mangiare a molti randagi.
I gatti di oggi non sono più socevoli come quelli di venti, venticinque, trenta anni fa. Non ti si avvicinano più, non si fanno più accarezzare, non ti fanno più le fusa anche se dai loro da mangiare e lo fai con tutto l'amore di cui sei capace, perché un gatto merita solo amore, che altro ? Vogliono da mangiare e basta. Hanno paura, anche loro. Scappano. Temono l'essere umano ?
Non li biasimo.

DESTRA E SINISTRA

Non mi sentivo di sinistra nemmeno quando, oltre venti anni fa, militavo in partiti di sinistra.
In realtà per carattere sono sempre stato un conservatore. Persino da ragazzino, conservavo di tutto. Non ho mai buttato via niente. E mi è sempre piaciuta la frugalità, mai lo spreco, mai l'abbondanza.
Questo faceva di me già allora, credo, un socialista conservatore.
Infondo, al di là delle cose che studi, che approfondisci nel corso degli anni, ciò che ti caratterizza sono le esperienze dirette e il carattere. Ero uno che stava per i fatti suoi, che non rompeva al prossimo, il che poteva fare di me un individualista e in parte era vero. In realtà cercavo anime a me simili.
Sarà per questo che, negli anni, qualcuno mi ha associato al "partito radicale", forse uno dei pochi partiti ai quali non mi sono mai iscritto. Perché caratterialmente ero simile a Pannella, di cui sono stato amico. Più che altro, come ho sempre detto, del "partito radicale" l'unica cosa che trovavo interessante era Cicciolina, ma questa è un'altra storia che non ho voglia di raccontare.

SESSUALITA'

Il sesso, più che un bisogno, è un sogno. Il desiderio realizzato di qualche cosa di inconscio che si libera attraverso degli organi deputati alla riproduzione umana.
Non ho mai capito i tabù legati al sesso.
Non ho nemmeno mai capito la mercificazione dei corpi. Ma, del resto, non ho mai capito perché qualche cosa debba necessariamente essere in vendita in generale (nel sesso in particolare).
Non ho mai capito altre cose.

SEDUZIONE

Cri una volta mi ha detto che avevo un atteggiamento seduttivo e sono scoppiato a ridere.
Non so corteggiare, al massimo scrivo poesie.
La seduzione dovrebbe portare a qualcosa. Portarsi a letto qualcuno ? Avere una storia sentimentale con quel qualcuno ? Ottenere il riconoscimento di qualcuno attraverso un atteggiamento seduttivo ?
Le persone, nella vita, cercano riconoscimento. Non sanno riconoscersi, né riconoscere, ma cercano riconoscimento.
E' solo un dato di fatto. Ce ne sono molti altri.

SOCIALISMO E' POPULISMO. POPULISMO E' LIBERTA'

Il termine lo inventò Pierre Leroux, ex carbonaro, operaio tipografo e filosofo francese dell'Ottocento.
Il socialismo non è di sinistra, come ha scritto Jean-Claude Michéa, spiegandone le ragioni.
La sinistra è borghese, la destra è oligarchica. Il socialismo è democratico in quanto popolare e populista.
Il populismo è libertà. Libertà di cosa ? Da che cosa ? Del popolo di autogestirsi e di autogovernarsi. E' libertà dal bisogno, dall'oppressione, dai condizionamenti.
La libertà può solo essere ricercata, mai ottenuta sino in fondo, nell'universo materiale.
La libertà è socialista. L'oppressione è liberale.
E' un dato di fatto che scopri quando capisci che il sistema economico capitalista fotte i poveri senza farli minimamente godere.

POESIA

Mi è sempre piaciuto dedicare poesie alle mie Muse.
Chi sono le mie Muse ?
Hanno molti nomi, molti volti, molti corpi.
Sono le donne sulle quali volevo far colpo e che mi hanno, inconsapevolmente, esortato ad iniziare a scrivere.
Non ho mai pensato di aver scritto davvero poesie artistiche, erotiche, profonde. Ho scritto delle cose ispirate. A volte mi chiedo se i giornali che me le hanno pubblicate lo abbiano fatto solo per riempire un vuoto, il che può anche essere. Io non chiedo mai. Io scrivo.
Una volta ad un convegno politico, moltissimi anni fa (era il 1999 ?), mi chiesero di intervenire ed io iniziai leggendo una poesia. Il pubblico non capì.
Esattamente come io, oggi, non capisco la politica europea.

EUROPA

Le ragazze francesi e russe mi affascinano moltissimo. Anche quelle spagnole e di colore.
Non mi sento europeo, al massimo mi sento eurasiatico, forse anche perché i miei tratti somatici ed il mio carattere non è così lontano da quello dei Paesi dell'est, come mi disse una volta Ilona.
L'America Latina, anche se non completamente integrata in un unico continente unito, è riuscita a liberarsi dal colonialismo e dal neocolonialismo attraverso ricette socialiste e democratiche, ovvero assembleariste.
In Europa, invece, sembrano rimpiangere ad est il comunismo e ad ovest una sana sovranità nazionale.
I politici europei sono lontani anni luce dalla realtà delle persone.
E' un dato di fatto, sembrerebbe.

SALOTTI

Non ho un salotto. Non ho mai frequentato salotti. Sicuramente non frequenterai salotti buoni. Da ragazzino andavo d'accordo con gli ultimi della classe ed i bulletti.
Sedermi su un divano mi fa male alla schiena. Provate a vivere per trent'anni nell'umidità, ma non mi lamento.
Dato di fatto: sedicenti amici o contatti che si trovano nella stessa città in cui vivi tu e evitano di incontrarti (consapevolmente o inconsapevolmente).
Amici o contatti stranieri che invece fanno di tutto per incontrarti anche se vivono a km e km di distanza da te. E ci riescono.
Anche se non hai un salotto.

POPOLI

Personalmente non sono monarchico, ma rispetto persino quegli Stati che per Storia e tradizione si sono dotati di una monarchia.
Penso che democrazia sia rispetto della Storia, della tradizione e della cultura altrui e propria.
Ovviamente per quei popoli che hanno una cultura e una tradizione, non per quelli che hanno sradicato culture originarie.
Nessun popolo è esente da un passato.
E più un passato è antico più merita rispetto. È così anche per gli esseri umani.
Nessuno rispetta più gli anziani. Sarà la paura di invecchiare.
La modernità non fa altro che farci sprofondare nella paura.

 
Luca Bagatin