L'essere umano ha inventato un Dio esteriore per la sciocca necessità di essere rassicurato.
Lo stesso processo è avvenuto con l'intelligenza artificiale.
Il problema di fondo è che l'essere umano nasce con una patologia originaria chiamata ego ed è inconsapevole del fatto che l'unico Dio risiede dentro sé stesso. Ma è celato, nascosto dalle pieghe dell'ego.
E così l'essere umano non comprende che non esiste alcuna certezza/sicurezza che possa essere trovata nel mondo esteriore/materiale.
Distruggere l'idea stessa di un Dio esteriore (e l'intelligenza artificiale o tutto ciò che possa somigliarle) e distruggere l'ego, è la base dell'emancipazione interiore e della ricerca di una possibile Verità. Che non è mai ultima.
Non credo nelle istituzioni, siano esse religiose o spirituali, che parlano per conto di un qualsivoglia "Dio" o "Grande Architetto".
Solo l'essere umano risvegliato, da sé stesso, senza necessità di sovrastrutture (inventate dalla mente distorta di esseri umani dogmatici, ignoranti e non risvegliati), può considerarsi Iniziato ai Misteri e comprendere che non esiste altro Dio che la Natura e l'Essenza insita in ciascun essere.
(Luca Bagatin)
Religione e capitalismo hanno generato, ad esempio, gli USA.
Un super Paese imperialista e egemonico diviso fra puritanesimo estremo, edonismo estremo e sfruttamento estremo.
Spiritualità, laicità e socialismo, invece, hanno generato realtà autogestite come la Libia di Gheddafi, la Jugoslavia di Tito o l'America Latina del Socialismo del XXI Secolo.
Ovvero realtà prive di fondamentalismo religioso. Realtà in cui il popolo era ed è protagonista di ogni processo sociale.
Dietro a ogni donna selvaggia, c'è uno strato di sofferenza.
Anche dietro a un uomo selvaggio.
Donne e uomini selvaggi si celano dietro a una corazza, che non è affatto una maschera, ma una protezione da un mondo che non comprendono o che, meglio, contrastano.
Il mondo della materia non è fatto per anime spirituali.
Esse sono intrappolate e, intravedendo la via di uscita, ma vedendola ancora lontana, si creano una loro dimensione.
E all'esterno lottano incessantemente, ricoprendo il ruolo di Maghi e Streghe o di eterni combattenti gnostici.
Perché la lotta è il destino dell'Eroe e dell'Amazzone nel mondo materiale.
E l'Eroe e l'Amazzone, che trionfano nel mondo dello Spirito, vengono sconfitti in quello della materia, in quanto creato da un falso dio (Yaldabaoth).
Chi
è Sathya Sai Baba ? Un mistico ? Un santone ? Un guru ? Nella
poliedrica varietà di sadhu e mistici che popola il vastissimo
continiente asiatico, è facile confondere Sai Baba con uno di
loro. Ma Sai Baba è – in realtà - molto di più.
Nato a
Puttaparthi - un piccolo villaggio dell'Andra Pradesh, regione
dell'India meridionale - il 23 novembre del 1926, sin da bambino,
dall'età di 10 anni, dimostra di possedere poteri
sovrannaturali. Sai Baba, studiato da numerosissimi ricercatori da
decenni, possiede infatti poteri cognitivi come la chiaroveggenza, la
psicodiagnosi, la telepatia; poteri psicocinetici come la capacità
di materializzare oggetti, apportarli, moltiplicarli, anche sotto
l'occhio vigile di chi gli si trova di fronte. Ma egli stesso non
sembra dare alcuna importanza ai miracoli che compie. Sai Baba sembra
compiere miracoli unicamente per focalizzare l'attenzione di chi lo
ascolta, per lanciare un messaggio di unità fra tutte le religioni
(simboleggiato anche dal Suo vessillo, il Sarva
Dharma: un fior di loto
contornato dal simbolo dell'Om Indù; dalla Ruota buddhista; dal
Fuoco zoroastriano; dalla Stella di David; dalla Luna e la Stella
dell'Islam e dalla Croce cristiana)."Esiste
una sola religione", afferma
Sai Baba, "la religione
dell'Amore. Esiste una sola razza, quella dell'umanità. Esiste un
solo Dio, che è onnipervadente". Questo,
in sintesi, il messaggio che Sai Baba vuole trasmettere a chi lo
ascolta. Ho avuto la fortuna, fra il 2002 ed il 2005, di
frequentare settimanalmente la casa di due anziani coniugi, da anni
abitanti a Pordenone: la romana Gerarda Cesarini, detta
amichevolmente Gegè, ed il napoletano verace Oscar Martino. Entrambi
citati anche in numerose opere dedicate a Sai Baba, in primis quelle
dello psicologo Giancarlo Rosati, massimo studioso italiano del
fenomeno Sai Baba. Gegè
ed Oscar sono stati, infatti, i primi fondatori di un Centro
intitolato a Sai Baba in Italia, negli anni '60 a Roma, in via
Benedetto Musolino, quando ancora era poco conosciuto. Questa
simpatica coppia fu anche in assoluto la più ricevuta dal
Maestro.
Oggi i Centri Sai Baba in Italia - peraltro tutti senza
scopo di lucro e senza alcuno spirito di proselitismo - sono
centinaia e nel mondo i devoti del Maestro, sono milioni. Dal
Maestro, sì, perché infondo Sai Baba non è che un Maestro
spirituale il cui messaggio va ben oltre i suoi miracoli, per così
dire, ed il cui messaggio mira sempre a trasformare il cuore
umano. Sai Baba, come dicevamo, è solo nato in un contesto indù,
ma il suo insegnamento - che fonda le sue radici nella concezione
gnostica ed esoterica delle Sacre Scritture di tutte le fedi e
tradizioni, i Veda in primis e che Baba invita a studiare, a partire
dal concetto di Reincarnazione
- si basa sulla ricerca della Divinità insita in ciascun individuo
per mezzo del canto devozionale, i Bahjan, della ripetizione dei
mantra vedici ed in particolare per mezzo del rispetto quotidiano di
cinque valori umani: Verità, Amore, Pace, Rettitudine e
Nonviolenza. Per mezzo delle frequentazione dei coniugi Martino,
sono rimasto letteralmente rapito nella descrizione delle loro
esperienze dirette con il Maestro. Quando ad esempio ad Oscar
materializzò un anello d'oro, preziosissimo, sotto i suoi stessi
occhi, o quando regalò ad entrambi una cornice d'oro recante la sua
effige ricavata dalla povere dorata che Baba stesso lanciò in aria
per poi ricomporsi, magicamente,
fra le sue mani. Sai Baba, chissà perchè, amava moltissimo Gegè
ed Oscar. Una coppia di teosofi adorabile, semplicissima e sempre
pronta a dare una mano al prossimo. Una coppia che fu peraltro, per
anni, in contatto con Madre Teresa di Calcutta e con Padre Anthony
Elenjimittam, ultimo discepolo vivente del Mahatma Gandhi, alle cui
missioni elargirono gran parte del loro patrimonio. Si recarono in
India, a Puttaparthi, sino in età avanzata, 90 anni Oscar e 80 Gegè.
E puntualmente, pur fra una marea di devoti in attesa di uno sguardo
dal Maestro, furono ricevuti in udienza privata. Oscar, uomo
sensibilissimo, mi raccontò che confidò a Sai Baba che avrebbe
voluto morire prima della moglie, perché non avrebbe sopportato il
dolore della sua scomparsa. Fu allora che Sai Baba predisse loro che
sarebbero morti l'uno a distanza di due soli giorni dall'altra. Prima
sarebbe morto Oscar e successivamente Gegè. La scena mi commosse
molto. Ricordo inoltre ancora con affetto quando - conoscendo la
mia golosità - Oscar mi ricopriva letteralmente di dolciumi e Gegè,
pur non essendo consigliabile per la sua salute, ne approfittava per
mangiarne in quantità. Volevo molto bene a Gegè ed Oscar, che
per me erano come dei nonni ai quali confidavo veramente tutto e fu
un duro colpo quando appresi della loro morte. Il Messaggero
Veneto di Pordenone del 10 gennaio 2006 titolava, a tutta pagina:
"Muore di dolore due giorni
dopo il marito. Gerarda Cesarini e Oscar Martino sono rimasti legati
fino all'ultimo da un'incredibile storia d'amore".
Nell'articolo, ovviamente, si parlava anche di Sai Baba e della sua
previsione e di come la coppia fosse a lui legata. Persino il
prete, in Chiesa, nonostante Sai Baba sia fortemente criticato ed
osteggiato dalla Chiesa cattolica, si prodigò in elogi nei confronti
di questo particolarissimo Maestro indiano dalla folta e curiosa
capigliatura.
Sai Baba, lungi
dall'essere un fenomeno da baraccone o un santone mediatico, è
universalmente noto per la sua opera umanitaria e nel campo del
sociale: dalla costruzione di ospedali nei quali si eseguono
interventi sofisticatissimi e a titolo completamente gratuito (come
il Super Speciality Hospital di Puttaparthi e quello di Whitefield,
entrambi inaugurati alla presenza del Primo ministro dell'India) a
scuole, centri di accoglienza per indigenti, e numerosi progetti
finalizzati a rendere potabile l'acqua nei villaggi rurali e nelle
regioni limitrofe ove vi è siccità.
Dagli anni '60 ad
oggi, numerosissimi studiosi, abbiamo detto, hanno cercato di
approfondire la realtà di Sai Baba.
Su di lui sono
stati scritti numerosissimi testi e notiamo come anche gli studiosi
più critici, alla fine, si sono convinti che questo curioso Maestro
indiano ha qualche cosa di profondamente mistico.
Pensiamo ad
esempio al prete cattolico Don Mario Mazzoleni che, partito per
Puttaparthi per fare un inchiesta per conto dell'Osservatore Romano,
finì per convertirsi
al credo di
Sai Baba, tanto che venne scomunicato.
Oppure
al già citato psicologo Giancarlo Rosati, forse il più prolifico
nello scrivere e nel descrivere il fenomeno
Sai Baba,
tanto che egli lo accosta al Cristo
Cosmicoannunciato
da Gesù nel Vangelo di Giovanni, ma anche al Kalki
Avatar,
l'ultima incarnazione divina descritta dai Veda.
Invero,
Rosati, porta a sostegno di queste affermazioni una serie di
coincidenze:
il Vishnu Purana annuncia che il Kalki Avatar nascerà nell'India del
Sud, in un territorio bagato da tre mari, nel villaggio dei coni o
termitai (e Puttaparthi corrisponde esattamente a questa descrizione
n.d.a.) e vivrà sino a 95 anni (Sai Baba ha annunciato che vivrà
sino a quell'età).
Inoltre
nell'Apocalisse di Giovanni il Cristo Cosmico è chiamato “Fedele”
e Verace. E guarda casoil nome
di nascita di Sai Baba è Satya Narayana, che in sanscrito significa
appunto “Fedele” e “Verace”.
Andando
oltre, possiamo notare cone il grande mistico indù Sri
Aurobindo,
il 24 novembre del 1926, un giorno dopo la nascita di Sai Baba, fece
l'annuncio che quella notte il Divino si era incarnato portando con
sé tutti i poteri divini: l'Onnipotenza, l'Onniscenza e
l'Onnipresenza.
Maometto,
il fondatore dell'Islamismo, fra le sue profezie, fece la descrizione
di quello che chiamò El
Mahdi Maoud o
il Maestro
del mondo.
E lo descrisse distintamente: “La
sua chioma sarà folta, i capelli neri giungeranno fino alle spalle.
Le sopracciglia si uniranno al centro della fronte, che apparirà
ampia. Il naso sarà dritto e avrà un infossamento alla radice. Avrà
un neo sulla guancia e non porterà mai la barba. I denti centrali
saranno separati e allontanati tra di loro. I suoi occhi saranno neri
e pungenti. Il suo corpo sarà minuto e le sue gambe saranno quelle
di un adolescente. Indosserà due abiti color fiamma, l'uno sopra
l'altro (....). Materializzerà piccoli oggetti con la mano (…).
Egli vivrà fino a 95 anni.”
Qui,
guarda caso, la
descrizione fisica è addirittura soprendentemente identica a quella
di Sai Baba: dalla chioma sino ai tratti somatici, passando per la
bassa statura (Baba è alto all'incirca 150 centimentri) e la
materializzazione di oggetti.
Sai
Baba, materializza, in primis, una curiosa cenere profumata, chiamata
vibhuti.
La
vibhuti,
secondo l'iconografia indù, è attribuita al Dio Shiva, che la porta
sulla fronte e su altre parti del corpo a rappresentare l'immortalità
dell'anima.
Sai
Baba ne materializza in quantità, unicamente per mezzo del palmo
della sua mano che agita in senso orario, così, dal nulla. La dona
ai devoti più bisognosi ed essa ha proprietà spesso miracolose, per
così dire.
Ora,
sappiate che chi scrive – per indole caratteriale – è a
prescindere uno scettico. Purtuttavia ho avuto modo di applicare una
sola volta della vibhutisulla
zampina malata della mia gattina, che anni fa soffriva di un
incurabile tumore, visibilissimo e purulento. Dopo un paio di giorni
il tumore le si era completamente riassorbito e quindi scomparso, con
grande sorpresa mia e del veterinario.
Questo
è solo un banalissimo caso accadutomi personalmente, ma nelle
pubblicazioni dedicate a Sai Baba (edite in Italia dalle Edizioni
Milesi) se ne trovano a bizzeffe e di molto toccanti.
Sai Baba ha fatto
inoltre numerose profezie per gli anni a venire, come quella che - a
partire dal 2015 – ci sarà un ritorno all'Età dell'Oro, di pace e
prosperità, che dovrebbe avere il suo apice attorno al 2021, anno
della morte prevista per Sai Baba stesso.
Numerosissime
altre cose ci sarebbero da dire su questo Maestro spirituale che
afferma con candore: “Io
sono Dio, ma lo sei anche tu”,
ma, forse, l'unico modo per comprendere davvero la sua realtà
spiritualeè
quella di accostarsi al Divino, nella forma in cui ciascuno si
riconosce maggiormente e continuare a ricercare, entro sé stessi,
quella scintilla divinache
rende ciascuno di noi – quotidianamente - davvero speciale.
In questi anni ho scritto molto meno di
Massoneria, se non persino ho evitato di scriverne. Ho perduto
l'entusiasmo di un tempo, perché, pur credendo fermamente negli
ideali cagliostriani e massonici di Fratellanza Uguaglianza e
Libertà, li vedo e ho visti poco praticati dagli uomini, che spesso
tanto li decantano. L'idea di una società egualitaria e senza
classi dovrebbe essere l'idea massonica per eccellenza. Il ricco
borghese che si accosta o crede di accostarsi al Sacro, non è
nemmeno in grado di capire ciò e con il Sacro ha ben poco a che
vedere. Ma tant'è. La via maestra, nel mondo materiale, rimane
pertanto la solitudine e il Silenzio. Fuori da ogni Istituzione.
Per me è addirittura fisicamente
impossibile non stare dalla parte di chi trasgredisce, scandalizza,
non è conforme. Pur mantenendomi da sempre un indipendente e un
libero pensatore con le mie idee, ho ricercato la trasgressione
ideale sin da ragazzino nel mondo beat, hippie, cyberpunk, con i
radicali, con i teosofi, i buddisti, i devoti di Sai Baba e via via
con le pornodive, con i socialisti rivoluzionari, i
nazionalbolscevichi, i bolivariani e i populisti autentici, ovvero i
socialisti autogestionari e anticapitalisti. L'obiettivo è per me
sempre stato lo stesso: rompere il muro della censura, aprire la mente
delle persone, farle ragionare e permettere alle persone di
autogestirsi e autogovernarsi, senza che nessuno possa disporre dei
corpi e delle menti. Senza che nessuno, in sostanza, rompa le
balle in nome del danaro del potere o della propria ideologia del
cavolo.
Sono, sin da bambino, una persona molto spirituale. E ho
sempre creduto in Dio. Per questo all'età di dieci anni mi sono
allontanato dalla chiesa cattolica. E non ho mai amato o creduto
nelle religioni.
Non sono un gran fan delle elezioni e
delle istituzioni totalizzanti. Questo potrebbe fare di me un
anarchico, anche se preferirei definirmi autogestionario. Comuni,
Province, Regioni, Enti, Stati...possono essere utili solo ed unicamente se
aiutano concretamente la povera gente e sono dalla povera gente
autogestiti.
Ho sempre avuto naturale simpatia per
le persone schiette e dirette. La sostanza prima della forma. Non
penso sia un caso se personaggi storici e leader come Garibaldi, Che
Guevara, Chavez, Gheddafi, Evo Morales, Pepe Mujica e persino Bettino
Craxi non amassero gli abiti formali o vestirsi da cravattoni. Craxi
in Parlamento si presentò persino in blue jeans. Mancanza di
rispetto ? Tutt'altro: sostanza prima della forma. Appartenenza
alle classi popolari e rispetto per queste prima di ogni altra
classe. Schiettezza in luogo di astruse costruzioni dettate da una
società di merda e piena di merda (leggi: ricchezza). Personalmente
non ho mai messo in vita mia la cravatta o un abito formale completo
(al massimo giacca e pantaloni, ma mai cravatta). Se richiesto, ho
peraltro sempre declinato ogni invito, facendo presente il mio
pensiero.
Amore non è attaccamento. E'
superamento dell'attaccamento. E' qualche cosa di difficile da
comprendere nel mondo materiale. Per comprenderlo non c'è nulla di
meglio che il rimanere soli. Soli con la propria coscienza. Soli con
la propria anima. Soli con il proprio cuore.
In ascolto del cuore del prossimo. In
ascolto del cuore del mondo.
L'unica libertà
possibile è quella nella quale l'essere umano comprende di non
essere slegato dalla Natura e dai suoi simili, li comprende, li
aiuta, li ama. La falsa idea di libertà è quella che sdogana
l'egoismo, l'individualismo, il folle successo individuale che è
sempre a scapito degli altri, ovvero sdogana l'odio e quindi fomenta
discordia. Solo se guidati dallo Spirito gli esseri umani possono
emanciparsi davvero dalla materia, la quale li tiene legati all'ego e
al dolore, nella peggiore delle prigioni.
Piangere è pregare. Il pianto è una forma di
empatia. L'empatia è una forma di amore. L'amore è Dio.
L'uomo normale non è per nulla alfa. È
sensibile e non sa che farsene delle donne fighettine e pretenziose
d'oggi. Preferisce le donne vere del passato: non di plastica e
magari anche pelose come la natura vorrebbe. Nella società vuota,
fritta, eroticamente asettica (fatta di onanistici sex toys), senza
sentimenti, empatia e amore, ma ove prevale il genderfluid, il mito
dell'uomo alfa, il glamour ed il capitalismo assoluto liberal
cosmopolita, la vera crisi è quella dei rapporti fra i sessi.
Ogni donna è Madre, indipendentemente dal fatto che
abbia figli o meno. Ogni donna è una forza creativa e creatrice
(e, quindi, se la fate arrabbiare, distruttrice). Ogni donna dona
la vita, ogni giorno, con la sua essenza. Per questo il mondo ha
paura delle donne. Ha paura di scoprire l'origine della vita.
"Il mondo moderno ha dissociato lo
spirituale e il temporale solo per dissolvere lo spirituale, così
come ha reso autonomo l'economico solo per spegnere il politico." (Alain De Benoist)
"A parte una élite molto ristretta, gli americani (...)
sono perfettamente ignoranti in materia di storia e geografia, e in
generale tendono a disinteressarsi del rest of the world. Tutta una
serie di recenti inchieste hanno mostrato che l'ampia maggioranza
dei giovani americani non dispongono dell'informazione politica,
storica e geografica di base, anche sul loro paese." (Alain De Benoist)
"L'immigrazione è un problema di
sradicamento forzato la cui origine è stata la volontà del
padronato di fare appello a lavoratori stranieri per spingere i
salari verso il basso." (Alain De Benoist)
"...si tratta di farla finita con
una concezione dell'uomo che fa di lui soltanto un
lavoratore-produttore-consumatore, di uscire da una concezione del
mondo nella quale la "felicità" coincide con sempre più
crescità, più produttività, più potere d'acquisto, e dunque più
consumo." (Alain De Benoist)
"La
vera formula che dà la filosofia è questa: amate Dio in voi e negli
altri. Tale formula può essere ridotta a quest'altra: amate voi stessi
per mezzo di Dio negli altri. O a quest'altra: amate gli altri per mezzo
di Dio in voi" (Pierre Leroux)
FEMEN sono la rappresentazione della ribellione contro il Potere, il Patriarcato la Discriminazione Sessista, la Tirannia, le Ingiustizie sociali.
Quando l'Individuo imparerà a ricercare la propria Divinità al di fuori delle Chiese, delle Ideologie, delle Caste, dei Partiti, dei Governi, del Danaro e amerà davvero la Donna, l'Uomo e ogni Forma Vivente, solo allora comprenderà di essere