lunedì 26 gennaio 2026
Gli Stati Uniti d'America secondo Hunter S. Thompson
domenica 2 maggio 2021
2 maggio 2014: la Strage di Odessa, nella quale perse la vita anche il giovane comunista Vadim Papura. Articolo di Luca Bagatin
Era il 2 maggio 2014, quando militanti di estrema destra e neonazisti ucraini, filo-europeisti, a Odessa, in Ucraina, aggredirono e massacrarono manifestanti comunisti e di sinistra, favorevoli all'indipendenza della regione del Donbass e contro l'entrata dell'Ucraina nell'UE.
Gli aggrediti trovarono rifugio nella Casa dei Sindacati, ma a questa venne dato fuoco dagli stessi estremisti di destra, che impedirono ogni soccorso ai vigili del fuoco.
Nell'incendio, trovarono la morte anche impiegati della struttura e, coloro i quali riuscirono a fuggire, furono massacrati dai neonazisti che circondavano il palazzo.
Nel palazzo furono successivamente trovati corpi carbonizzati, fra cui corpi di donne violentate e seviziate.
La stampa vicina al nuovo governo, filo-europeista e sostenuto dall'UE e dagli USA, minimizzò l'accaduto e diede la colpa ai militanti comunisti e filo-russi. Ipotesi successivamente smentita da testimoni e osservatori.
In quella che fu definita la “Strage di Odessa” perderà la vita anche il diciassettenne Vadim Papura, attivista del Komsomol ucraino (movimento giovanile comunista) e del Partito Comunista d'Ucraina (dal 2015 dichiarato fuorilegge). Anch'egli si rifugiò nella Casa dei Sindacati, assieme ai suoi compagni.
La madre, Fatima, così lo ricordò: "Mio figlio è morto in quella terribile notte. Non aveva ancora 18 anni. Era lì per il suo ideale e i suoi principi. E ora non c'è più. Quando hanno dato fuoco alla Casa dei Sindacati, lui era lì dentro. Provando a scappare dal fuoco è caduto dalla finestra. Il mio bambino era là steso a terra con la testa”.
Luca Bagatin
sabato 6 giugno 2020
Riflessione breve sul razzismo capitalista made in USA
Il ricco nero Obama viene osannato e accettato. Il nero povero viene massacrato.
E così il ricco bianco Trump viene osannato e accettato, mentre il bianco povero viene massacrato.
Quella USA è una società ove la classe ricca viene premiata e amata, mentre quella povera viene calpestata.
Il razzismo made in USA è questo qui.
E così sarà ovunque, sin tanto che esisteranno i ricchi e i poveri e sin tanto che le ricchezze non saranno messe al servizio dell'intera comunità.
Luca Bagatin
venerdì 7 febbraio 2020
(Amore e) Libertà di parola ! (Amore e) Libertà per Julian Assange !
venerdì 31 gennaio 2020
L'ex Presidente socialista dell'Ecuador Rafael Correa, intervista il regista Oliver Stone (tratto da "L'Antidiplomatico")
In
questa puntata di "Conversando con Correa", l'ex presidente
dell'Ecuador ha intervistato il noto scrittore e regista nordamericano
Oliver Stone, con il quale approfondisce le sue esperienze personali e
cinematografiche, le guerre, la politica di Washington e le sue
interferenze in America Latina.Dopo il Vietnam, Stone, che si considera un antisistema, è tornato negli Stati Uniti. Entrò nella scuola di cinema, lavorò come tassista e solo sei anni dopo scrisse la sceneggiatura del mitico film "Fuga di Mezzanotte", che ebbe un successo internazionale e vinse il suo primo Oscar nel 1978. Successivamente vinse altri due premi nel 1986 con "Platoon" e nel 1989 con "Nato il 4 luglio".
Stone afferma che nell'industria cinematografica americana non è più possibile realizzare film come quelli realizzati in precedenza. "Si potrebbe dire che Hollywood è cambiata dal 2001 [anno degli attacchi terroristici commessi da al Qaeda negli Stati Uniti]. C'è più censura", secondo Stone.
Ma, inoltre, dalla caduta dell'Unione Sovietica nel 1991, "le cose hanno preso improvvisamente una direzione in cui gli Stati Uniti si sono sentiti sempre più potenti , hanno ritenuto che fossero l'unica potenza, la forza dominante nell'universo, e cominciato a comportarsi sempre più come tale. Sono stati coinvolti nella guerra in Iraq, Panama e Granada, e di nuovo, naturalmente, per l'Iraq e poi in Afghanistan è stato uno dopo l'altro, una guerra dopo l'altra. Sono stati molto coinvolti, i media l'hanno accettato".
Correa, d'altra parte, ricorda che "i grandi imperi sono crollati per aver aperto troppi fronti" e anche "per mantenere guerre che non possono essere vinte e che sono sostenute nel tempo contro nemici che non si arrenderanno mai".
"Negli Stati Uniti non c'è più una vera sinistra. Si tratta di partiti di destra che combattono contro altri partiti di destra. "
"Obiettivamente, Trump ha parlato molto, ma ha fatto poco. Le sanzioni contro il Venezuela sono iniziate con Obama", ricorda l'ex presidente ecuadoriano. Il regista è d'accordo e sottolinea persino il fatto che "negli Stati Uniti non c'è più una vera sinistra". "Questi sono partiti di destra che combattono contro altri partiti di destra".
Ad esempio, Stone ritiene che l'ex candidato alla presidenza Hillary Clinton sia un "falco" e, al contrario, Donald Trump, abbia avuto un messaggio "più pacifico". "Ha detto: 'Perché stiamo combattendo i russi?' Ha allarmato lo stato industriale militare, lo stato politico e i media, che hanno iniziato ad attaccarlo prima che diventasse presidente ".
Per quanto riguarda Trump: "La cosa peggiore e più pericolosa è che ha rotto l'accordo nucleare (...) Stiamo mettendo il mondo intero a rischio di guerra nucleare , stiamo sviluppando in modo aggressivo nuove armi nucleari (...) il fatto è destabilizzare il mondo ".
In breve, gli Stati Uniti, afferma Stone, sono "la più grande ipnosi attiva che il mondo abbia mai visto (...) vendono la stessa storia, ancora e ancora, che è il miglior paese del mondo. Le prove mostrano che il contrario: un gran numero di persone sono state uccise in tutti quei paesi: dall'Iraq alla Siria, all'Afghanistan, al Vietnam, alla Corea ... "
America Latina
Nel film documentario 'Al Sur de la Frontera' (2009), il regista ha intervistato gli allora leader di Venezuela, Bolivia, Brasile, Argentina, Paraguay, Cuba ed Ecuador.
"Chavez è stata la base, il nucleo, che ci ha presentato tutti i leader: Sono andato a trovare Lula, Nestor Kirchner e Cristina Kirchner, a Lugo in Paraguay ed Ecuador e Cuba in Bolivia si ... ... E fu un'esperienza che mi ha aperto gli occhi" dice Stone.
Un documentario, osserva il regista, che è stato totalmente ignorato dai media mainstream negli Stati Uniti "Ero un nemico", dice, ricordando che una volta era stato invitato al New York Times e gli editori gli hanno chiesto come era arrivato a rispettare Chavez.
"La stessa cosa che è successa con l'Unione Sovietica accadrà con gli Stati Uniti. Sta per succedere qualcosa perché ci siamo spinti al limite, stiamo corrompendo completamente la storia"
"Era chiaro per me: non c'è modo di vincere il dibattito sul Sud America", afferma. Stone descrive come "farsa" gli eventi accaduti in Brasile con l '"impeachment" dell'ex presidente Dilma Rousseff e la successiva prigionia di Lula.
Un estremo con cui Correa concorda, definendo farsa ciò che è accaduto in Bolivia [il colpo di stato contro Evo Morales] e in Venezuela, con l'autoproclamato presidente Juan Guaidó, riconosciuto da Washington.
"La questione boliviana non è rappresentabile. È un chiaro colpo di stato, ma si vede il doppio standard internazionale: riconoscono immediatamente quel governo di fatto se è funzionale ai loro interessi", spiega Correa. "Non uccidono più le persone, ma uccidono la reputazione dei leader della sinistra", aggiunge.
Infine, Stone riflette: "La stessa cosa che è successa con l'Unione Sovietica, accadrà con gli Stati Uniti (...) qualcosa accadrà perché ci siamo spinti al limite, stiamo corrompendo completamente la storia. Sfortunatamente, perché voglio bene al mio paese, siamo diventati una forza del male. Una forza del male contro le persone . Contro le persone che vogliono le riforme, che vogliono cambiare le cose ".
tratto da: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oliver_stone_gli_stati_uniti_sono_diventati_una_forza_del_male_contro_le_persone_che_vogliono_cambiare_le_cose/82_32858/
giovedì 21 febbraio 2019
Sarà Bernie Sanders a porre un freno all'imperialismo USA ? Articolo di Luca Bagatin tratto da "Alganews"
domenica 23 luglio 2017
Cuba: Dio Patria Socialismo. Articolo di Luca Bagatin
Era il 26 luglio 1953
quando alcuni esponenti del Partito Ortodosso - partito ispirato al
Libertador José Martì - guidati da un avvocato di ventisei anni
chiamato Fidel Alejandro Castro Ruz, iniziarono la Rivoluzione contro
il dittatore Fulgencio Batista, il quale aveva trasformato Cuba nel
"bordello degli Stati Uniti d'America".venerdì 18 novembre 2016
Sul referendum e la democrazia popolare diretta (dal "Libro Verde" di Mu'Ammar Gheddafi)
mercoledì 9 novembre 2016
Vince Trump: l'Europa ed i popoli sovrani tirino un sospiro di sollievo ! Articolo di Luca Bagatin
sabato 22 ottobre 2016
Fate l'Amore e pretentete Democrazia diretta. NON fate la guerra (economica, mediatica...). Autorappresentatevi !
E pensare che un tempo c'era chi proponeva l'amore contro la guerra.
I tempi involvono.
(Luca Bagatin)
Io credo nel cannibalismo obbligatorio. Se le persone fossero obbligate a mangiare quello che uccidono non ci sarebbero più guerre.
(Abbie Hoffman)
La felicità del popolo e la grandezza della nazione si fonda nella giustizia sociale, nell'indipendenza economica, nella sovranità politica.(Juan Domingo Peron)
giovedì 20 ottobre 2016
"SOGNO". Poesia by Luca Bagatin
Poesia notturna.
Poesia che si posa laddove una rosa
fiorisce sull'urna.
Nell'urna riposa
qualcosa di antico.
Di antico e passato
e per sempre finito.
Ed io son rapito
dal sogno di te.
E ciò che un tempo era amaro,
dolce ora è.
mercoledì 12 ottobre 2016
"Ad A.". Poesia di Luca Bagatin (tratta dal saggio "Ritratti di Donna" - Ipertesto Edizioni)
perdermici per poi ritrovarmi.
Amo scriverti, anche senza riceverne risposta,
perché essa è dentro di me.
Amo pensare che le tue labbra, così carnose,
così morbide, possano aprirsi un giorno e raccontarmi di te.
Amo vederti sorridere
e mi chiedo se quel sorriso riuscirò un giorno a vederlo davvero.
Amo pensare che esisti,
anche se forse non avrò mai l'ardire di conferire, a viva voce, con te.
Amo chiedermi che cosa c'è nel tuo cuore,
anche se questo rimarrà per me sempre un mistero.
Amo pensare di scriverti una poesia,
senza pretendere che sia compresa, che abbia un senso, che sottenda qualche cosa.
Amo immaginarmi con te,
sotto la pioggia, a danzare, a baciarti lungamente, a far l'amore.
Sin tanto che i nostri corpi si inzuppino del tutto.
Amo non chiederti nulla più di quanto tu non voglia dire,
non voglia dirmi.
Amo quando mi ringrazi,
anche se ti rimprovero, spesso, di farlo.
Amo di te tutte queste cose
e forse altre ancora.
Ora le ho dette.
Posso tornare alla mia dimora.
mercoledì 28 settembre 2016
Riflessioni di Alain De Benoist contro l'ideologia del lavoro e per la democrazia partecipativa
Tutta un'educazione ci ha abituati a pensare che lavorare sia al contempo normale e morale. Ora si tratta di disfarsi di questa educazione per sostituire a poco a poco, nella misura del possibile, il lovoro con l'attività liberamente scelta. La società attuale continua a fare l'apologia del lavoro mentre la sua evoluzione rende il lavoro sempre meno necessario. A partire dal momento in cui un numero crescente di bisogni possono essere soddisfatti con una quantità di lavoro sempre più debole, debbono essere tratte indispensabili lezioni. (Alain De Benoist, intervista rilasciata alla rivista "L'Officina" del febbraio-marzo 2002. Domande di Alessandro Giuli).
La partecipazione è tanto maggiore quanto minore è la rappresentanza. Il punto di vista di Rousseau è qui inattaccabile: il cittadino che si fa rappresentare abdica nello stesso tempo alla sua parte di sovranità a vantaggio del suo rappresentante. Si presume che quest'ultimo "voglia al suo posto", ma in effetti egli decide secondo la propria opinione e i propri interessi. La democrazia organica o partecipativa è quella che, tenuto conto delle forme sociali e politiche oggi esistenti, permette il massimo di partecipazione che è possibile prevedere.(Alain De Benoist, intervista rilasciata alla rivista "Pagine libere" del luglio 1994. Domande di Giuliano Borghi e Carlo Gambescia).
sabato 20 agosto 2016
"Power & Revolution": l'ultima generazione di simulatore geopolitico per pc targato Eversim. Articolo di Luca Bagatin
“Power & Revolution”, quale
quarto capitolo della saga, si propone di rivoluzionare radicalmente
la filosofia e la giocabilità dei suoi predecessori. Oltre alla
possibilità di gestire una qualsivoglia nazione del Pianeta sia in
termini politici che economico-sociali e legislativi, interpretando
il ruolo del Capo di Stato e/o di Governo della nazione in questione,
“Power & Revolution” permette al giocatore di interpretare il
ruolo del capo di qualsivoglia partito di opposizione della nazione
prescelta, oppure del capo dei rivoluzionari o degli indipendentisti
nel caso in cui si decidesse di giocare lo scenario relativo ai colpi
di Stato o alle lotte di liberazione/indipendenza nazionale.martedì 12 luglio 2016
L'Ecuador della Revolucion Ciudadana: una intervista di Luca Bagatin a Federica Zaccagnini, già coordinatrice della Escuela de Formacion Continua Sobre el Buen Vivir ecuatoriano
Pensa che per realizzare tale
cambiamento di moneta, che nel corto periodo – fra l’altro- ha
portato ad un peggioramento delle condizioni socio-economiche, le
banche sono state chiuse per “realizzare il cambio monetario” e
quello che è successo è che a causa della fortissima svalutazione,
la maggior parte dei piccoli e medi risparmiatori hanno perso tutto.
Il risultato è stato: caos, depressioni, emigrazioni, e finanche
morti e suicidi.



























