Secondo un sondaggio condotto dall'istituto Hinterlaces, la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, avrebbe un indice di gradimento, da parte della popolazione, del 79% e fra i cittadini che si definiscono “chavisti”, ovvero sostenitori della corrente socialista fondata dal compianto Presidente Hugo Chavez, il sostegno alla Presidente sarebbe pari al 92%.
Il 91% degli intervistati ritiene, peraltro, che sia necessario sostenere la Presidente Rodriguez, al fine di garantire la stabilità del Paese.
Lo stesso sondaggio rileva come il 95% degli intervistati abbia espresso condanna per l'azione militare statunitense contro il Venezuela e, l'84% degli intervistati, ritiene di avere la capacità necessaria per superare gli ostacoli di fronte alle avversità.
Il sondaggio è stato condotto intervistando circa 1.200 cittadini residenti in Venezuela nel corso del mese di gennaio.
Delcy Rodriguez, 56 anni, avvocato, è figlia del rivoluzionario Jorge Antonio Rodriguez, fondatore della Lega Socialista, morto nel 1976 a soli 34 anni a causa delle torture subite dai servizi di sicurezza venezuelani dell'epoca.
Membro della direzione nazionale del Partito Socialista Unito del Venezuela, Delcy Rodriguez iniziò la sua carriera politica nel 2002, rivendicando l'eredità politica socialista di suo padre e sostenendo il Presidente socialista Hugo Chavez, il quale - in quell'anno - subì il suo primo tentativo di golpe, sostenuto dagli USA e guidato dall'imprenditore Pedro Carmona Estanga.
Con Chavez fu nominata Ministro per gli Affari Presidenziali nel 2006 e, nel 2014, fu nominata dal Presidente Nicolas Maduro Ministro degli Affari Esteri, carica che ricoprì fino al 2017. Dal 2017 al 2018 fu Presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente e, successivamente, fu nominata Vicepresidente del Venezuela.
Leale alla Rivoluzione Bolivariana, ispirata agli ideali di Simon Bolivar, il Giuseppe Garibaldi dell'America Latina, ovvero alla difesa di giustizia sociale, sovranità nazionale e indipendenza economica, Delcy Rodriguez, da Presidente ad interim, dopo l'attacco statunitense e il rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, lo scorso 3 gennaio, da parte del regime di Donald Trump, ha giurato di difendere il Venezuela dai suoi nemici esterni.
In tal senso ha annunciato la creazione di un Ufficio Nazionale per la Difesa e la Sicurezza Informatica, al fine di proteggere lo spazio digitale del Paese da attacchi tecnologici come quelli usati dalle stesse autorità statunitensi.
La Presidente ha anche annunciato la necessità di rafforzare la giustizia sociale e in particolare il comparto sanitario, oltre a riaffermare la sovranità delle risorse energetiche del Venezuela, attraverso una legge di riforma degli idrocarburi, votata anche dalle opposizioni.
Le entrate relative alla vendita di idrocarburi saranno investite, oltre che nella modernizzazione del settore energetico, anche in implementazione dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria pubblica e in aumenti salariali.
Luca Bagatin

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